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Dieci anni e ottantasette giorni

“Se ho paura del mio futuro? Il mio futuro consiste in sette giorni da quando avrò finito di scrivere questa lettera.Arnold Prieto, dall’intervista di Hamilton Nolan – braccio della morte – Texas, 2015

Contrasto pubblica Dieci anni e ottantasette giorni, il libro di Luisa Menazzi Moretti che documenta con le fotografie il tempo sospeso di coloro che attendono la morte nelle carceri americane. Dieci anni e ottantasette giorni non è soltanto il titolo di un libro, è innanzitutto la durata del tempo che un condannato a morte aspetta, in media, tra l’emanazione della sentenza e l’esecuzione della condanna.

Luisa Menazzi Moretti ha vissuto per molti anni in Texas, e ancora oggi trascorre lunghi periodi a quaranta miglia da Huntsville, città tristemente nota per il braccio della morte. Il Texas è infatti lo Stato USA che detiene il primo posto per le esecuzioni capitali tra tutte le nazioni democratiche del mondo occidentale.

Le immagini di Luisa Menazzi Moretti sono accompagnate dalle parole dei condannati a morte: lettere, pagine di diario, interviste. Parole e riflessioni che sono rivolte innanzitutto a chi resta, ai familiari di chi è stato giustiziato, non sempre perché colpevole. Le fotografie di questo libro costituiscono il racconto del periodo di solitudine che vivono i condannati: 3.737 giorni in cui i detenuti versano in condizioni di totale isolamento, con una finestra sul mondo costituita soltanto da una radiolina da tavolo, pochi libri, gli atti legali che li riguardano. Dieci anni e ottantasette giorni che possono diventare talvolta quindici, venti anni. Luisa Menazzi Moretti non commenta e non interpreta questo tempo: documenta le esistenze di queste persone diventate ormai “morti viventi”, lasciando la parola a loro, tra le ultime dichiarazioni prima dell’esecuzione e i tentativi di dimostrare una condanna talvolta ingiusta.

Dieci anni e ottantasette giorni non è un libro sulla crudeltà della pena capitale: è il racconto di un’estenuante attesa, tra angosce e tormenti interiori, con la certezza di un punto d’arrivo ben definito e il tentativo di prepararsi ad esso.

 

Luisa Menazzi Moretti

TEN YEARS AND EIGHTY-SEVEN DAYS

DIECI ANNI E OTTANTASETTE GIORNI

Formato: 21×29.7 cm
Pagine: 56
Fotografie: 17 in b/n e a colori
Confezione: brossura
Prezzo: 19,90 euro
Testi in inglese, italiano e tedesco

Il libro accompagna la mostra omonima che sarà esposta dal 13 aprile al 4 giugno 2017 al Museo di Santa Maria della Scala a Siena.

La grande rivoluzione dei musei europei

Mercoledì 5 aprile 2017, alle ore 18,00 presso il Museo Marino Marini (Piazza di S. Pancrazio, Firenze) si terrà la presentazione del libro di Massimo NegriLa grande rivoluzione dei musei europei” edito da Marsilio.
 
Introdurranno : Patrizia Asproni, Presidente del Museo Marino Marini; Maria Vittoria Rimbotti, Presidente Associazione Amici degli Uffizi.
Ne parlerà con l’autore:  Vania Virgili, Italian delegate Horizon 2020 – EU Consigliere Ministro Beni Culturali. 

Il libro

Gran parte dei musei europei che possiamo visitare oggi, oltre 40.000, non esistevano nel secondo dopoguerra, se a questi aggiungiamo quelli che si sono radicalmente rinnovati possiamo ben dire che il nostro continente sia stato negli ultimi decenni un gigantesco laboratorio di reinvenzione del modo di essere e di comunicare i più diversi tipi di patrimonio materiale e immateriale. Sono inoltre nate tipologie del tutto nuove e spesso non riducibili alle categorie tradizionalmente determinate dalla natura delle collezioni, veri e propri “musei delle idee”, oppure sono state proposte reinterpretazioni dell’esistente secondo visioni nuove in ambito storico-politico, naturalistico, letterario, aziendale, e così via.

Nuovi paradigmi nell’interpretazione di nuovi patrimoni. Si è trattato di un grande fenomeno di contaminazione intellettuale determinato non solo da concezioni emergenti, ma anche e forse soprattutto da metodologie di progettazione e dalla adozione di nuovi linguaggi con esiti a volte sorprendenti, a volte sconcertanti.

Anche la fisionomia degli utenti è cambiata: da visitatori a utilizzatori la cui antropologia è sempre più complessa. E infine il metodo stesso di concezione e sviluppo del progetto museale ha subito una profonda revisione mettendo in discussione prassi consolidate e proponendo nuovi modelli di musei seduttivi oltre gli aspetti convenzionali, ma imprescindibili, della conservazione e della educazione.

Una tale “rivoluzione” è il tema di questo libro, risultato di pluridecennali ricognizioni professionali condotte sul campo alla ricerca di esperienze innovative nell’area geoculturale del Consiglio d’Europa, ben oltre i confini della Unione Europea. Anche le tipologie investigate sono le più diverse, dal Museo della Mente di Haarlem alle British Galleries del V&A, dal Tom Tits Experiment al Museo della Città di Nicosia, solo per citare alcuni esempi differenti per contesto e tematica. Una indagine i cui risultati non sono rivolti ai soli specialisti, ma in generale sia a chi nei musei ci va regolarmente oppure a chi non ci è ancora andato e forse potrà esserne attratto, anche grazie a questa lettura.

 

La redazione del libro, scritto da Massimo Negri, Director di European Museum Academy ed edito da Marsilio Editori, si è avvalsa del contributo di alcuni degli alumni delle diverse edizioni del Master Specialistico in Museologia europea, diretto dall’autore e organizzato dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano sin dal 2009, sotto gli auspici di The European Museum Academy Foundation, L’Aia.

Hanno collaborato: Samanta Buglia, Laura Diamanti, Giovanna Marini.

L’autore
Massimo Negri è attualmente Director di European Museum Academy. Membro del Comitato Scientifico del Museo del Duomo di Milano, del Comitato Scientifico del MUSIL di Brescia e consulente del Forum of Slavic Cultures di Lubiana. Fondatore e Direttore Scientifico del Master in Museologia Europea all’Università IULM di Milano, insegna Museografia del patrimonio industriale all’Università di Padova. Direttore di European Museum Forum, del Premio Europeo Museo dell’Anno e del Council of Europe Museum Prize dal 1999 al 2009. Tra i suoi lavori più recenti la concezione e direzione del progetto museologico del nuovo “Museo della Storia di Bologna” e il progetto museologico di “Per Via”, e del museo “Casa De Gasperi” a Pieve Tesino, il “Museo della Musica” di Pieve di Cento, il progetto di un “Museo del Viaggio” per il Touring Club Italiano. Fa parte del gruppo di professionisti vincitori del concorso per il nuovo museo d’arte moderna di Oslo. E’incaricato del progetto museologico della futura sede centrale del “Museo dell’Industria e del Lavoro” di Brescia.

García Lorca

Copertina del volumeIl libro ‘García Lorca‘ di Gabriele Morelli verrà presentato nell’ambito delle Letture Bergamasche presso il Museo Cividini nella Antica Zecca nell’atelier dello scultore Pierantonio Volpini, via Donizetti18/a, domenica 2 aprile alle ore 11:00Il professore Gabriele Morelli avrà accanto Umberto Zanetti e Mimma Forlani. Letture di Diego Bonifaccio.

Scrivendo questo libro, pubblicato dalla casa editrice Salerno lo scorso anno, Gabriele Morelli conclude un lungo itinerario di conoscenza e di studio della poesia e della vita di García Lorca. E ricorda, ottanta anni dopo, la morte tragica di un grandissimo artista del Novecento. Grazie alle sue ricerche meticolose ed appassionate possiamo ricostruire la tragica alba del 17, 18 o 19 agosto 1936, allorché alle quattro di mattina il grande poeta andaluso, in compagnia di un maestro elementare, privo di gamba, Dióscoro Galindo González e di due banderillos di fede anarchica, sarà fucilato sotto un vecchio ulivo, posto accanto alla Fuente Grande.

I suoi assassini sono otto uomini della Escuadra Negra, che hanno ricevuto l’ordine del Governatore di Granada, il comandante José Valdés Gusmán. “Davanti, l’orizzonte della vega oscillava lievemente nel primo chiarore del mattino”. Depone così le sue uova la morte non nella ferita del torero Ignacio, ma nel corpo del poeta e musicista di trentotto anni, in cui rifulgeva la grazia andalusa.

Foto di Gabriele MorelliGabriele Morelli, fino a qualche anno anni fa professore ordinario di lingua e letteratura spagnola nell’Università di Bergamo, scrive questo libro con la passione del ricercatore di verità, con l’amore del devoto e ammirato lettore della poesia spagnola, la pazienza dell’investigatore che ha conosciuto i luoghi dell’andaluso magnetico: Fuente Vaqueros dove Lorca era nato il 5 giugno 1898 e aveva strascorso la sua infanzia; Granada, la città dell’Alhambra, della cultura nazarì dove inizia i suoi studi; Madrid dove frequenta l’università e incontra nella Residencia de Estudiantes Salvador Dalí, il catalano, Luis Buñuel, l’aragonese e Pepín Bello, medico geniale, anch’egli aragonese; con i quattro, allora studenti, destinati a essere i protagonisti del mondo artistico mondiale, coltiva un’amicizia forte, intensa, fatta di incontri al caffé, di discussioni sul mondo dell’arte che stava cambiando i suoi canoni estetici, di progetti artistici e di travestimenti macabri e giocosi.

García Lorca con la sua personalità “dionisiaca e appassionata” nelle cui vene scorreva la grande tradizione gitana, amante del folclore, musicista esperto, amico di lunga data di Manuel De Falla, vive nelle trecento pagine di Morelli che ne rievoca la sua complessa personalità umana e artistica. Il libro è dedicato a Isabel García Lorca, la sorella minore del poeta e a Manuel Fernandez-Montesinos García, figlio di Concha, l’altra sorella del poeta, che ebbe il marito Manuel, sindaco di Granada, ucciso il 15 agosto. Alla sorella Isabel e a Manolo, che il professore ha conosciuto bene, Morelli lascia la parola alla fine del libro. Essi testimoniano la ferocia della Guerra Civile, la tragedia vissuta da don Federico García, il padre del poeta, da doña Vincenta, la madre, sua iniziatrice alla musica; da Francisco, il fratello diplomatico, tutti obbligati a lasciare la Spagna e esuli per molti anni.

Letture Bergamasche 2017: il libro “García Lorca” con Gabriele Morelli
Museo Cividini nella Antica Zecca – via Donizetti 18/a Bergamo alta
domenica 2 APRILE 2017 ore 11:00

Info: Pierantonio Volpini 0350932533 3931860566 3299681644
pierantonio@volpini.org

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo le letture è previsto un pranzo conviviale, a cura del gruppo “Mangia Con Me” della “Associazione Per Voi”, contributo euro 20 compresa tessera associativa, prenotazione obbligatoria, per partecipare al convivio o avere informazioni: mail a pierantonio@volpini.org o chiamateci allo 035 0932533 al 3931860566 al 3299681644

Parola di Burri. I pensieri di una vita

Uno dei maggiori collezionisti italiani di arte contemporanea ha avuto l’onore di raccogliere l’unica vera intervista-confessione di Alberto Burri, normalmente schivo e restio a parlare del proprio lavoro.
 
Alberto Burri, Sacco combustione, 1952-1958, Mart, Collezione privataAl Mart, in un dialogo con la giornalista Rai Maria Concetta Mattei, Stefano Zorzi presenta Parola di Burri, il libro che racconta l’artista di Città di Castello.Questo breve testo, infine, ci era sembrato così lungo… una lunghissima storia su tanti fatti di un’intera vita. A rileggerlo oggi è poco più di un soffio, ma anche dopo vent’anni, sfogliandolo, mi è sembrato per un attimo che Burri fosse di nuovo qui, nella sua adorata sahariana, a raccontarmi di sé e delle sue visioni. E allora posso credere che, anche per un lettore nuovo, che di Burri ha solo sentito parlare e visto le opere nei musei, e che magari ha visto la grande retrospettiva che si è tenuta lo scorso anno al Guggenheim di New York in occasione del centenario della sua nascita, tra queste righe possa ritrovarsi ancora viva un’emozione”. Stefano Zorzi

Maria Concetta Mattei, nella doppia veste di giornalista Rai e consigliera di amministrazione del Mart, incontra il collezionista Stefano Zorzi.
Manager e ingegnere, appassionato e profondo conoscitore del mondo dell’arte contemporanea, Zorzi era legato ad Alberto Burri da un’antica e affettuosa amicizia risalente alla sua infanzia.

Nel 1995, a pochi mesi dalla morte di Burri, Stefano Zorzi pubblica la raccolta di interviste all’artista effettuate tra marzo e settembre 1994 con il preciso intento di “trarne un volume di memorie che avesse un qualche senso compiuto”.

Nasce così Parola di Burri. I pensieri di una vita, una narrazione privata che, oltre ad avvicinare il lettore ad Alberto Burri, rappresenta una pietra miliare per lo studio della storia dell’arte italiana più recente, soprattutto considerata la proverbiale ritrosia dell’artista a parlare di sé.

Il libro è stato ripubblicato da Electa nel 2016, in occasione delle celebrazioni del Centenario di Burri.

L’appuntamento a Rovereto, venerdì 17 marzo alle 17.30 nella Sala Conferenze del Mart, sarà l’occasione per approfondire la conoscenza di uno degli artisti esposti nella Collezione permanente del museo e per parlare di collezionismo privato e passione per l’arte.

In apertura, verrà trasmessa l’intervista a Stefano Zorzi realizzata da Laura Gialli per TG2 Storie, andata in onda lo scorso 4 marzo.

Informazioni
eventi@mart.tn.it
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
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Susanna Sara Mandice | ufficio stampa
s.mandice@mart.tn.it
press@mart.tn.it
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FIRENZE E LA CIOCCOLATA

Presentazione sabato 18 settembre 2017, ore 11, piazza SS.Annunziata, Firenze nell’ambito della “Fiera artigianale del cioccolato”, dell’ultimo libro di Marco Ferri FIRENZE E LA CIOCCOLATA, Storia, cultura e piacere Dai Medici al Duemila”.
Una delle piacevolezze che ci arriva da lontano, nel tempo, è senza dubbio la cioccolata. La storia del suo successo è appassionante e “transita” anche da Firenze, la città che grazie alla dinastia Medici sin dall’inizio del XVII secolo ne ha sperimentato gli innumerevoli pregi. In questo libro si ricostruiscono le fasi salienti della storia della cioccolata che corrono parallele a quella della città del fiore, ovvero dalle sue origini e dalla prima conoscenza sperimentata dai viaggiatori fiorentini, fino ai giorni nostri. Si tratta di una sorta di viaggio sensoriale attraverso il tempo, per rammentare, ad esempio, che in un solo anno – il 1728 – a Firenze la cioccolata fu al centro di un’accesa polemica che portò alla pubblicazione addirittura di quattro testi, tre favorevoli e uno contrario, così come per scoprire la misteriosa ricetta della cioccolata di Francesco Redi che per primo sperimentò l’unione tra l’aroma del cacao e il profumo del gelsomino, riuscendo a far perdere la testa a Granduchi e Gran Principi. Nel libro sono indicati anche i luoghi dove, attraverso i secoli, a Firenze ci si deliziava con la cioccolata, così come è testimoniato il successo che ottenne nell’Ottocento, quando la “squisita gentilezza” divenne assai popolare. I capitoli finali sono infine dedicati al ricordo dei riferimenti alla cioccolata che a Firenze si possono trovare nell’arte e in biblioteca, come dire che un tassello della Cultura a Firenze è rappresentato anche dal “cibo degli dei”. 

Nato a Firenze nel 1958 e laureato in storia contemporanea, Marco Ferri è giornalista professionista. Da 30 anni si occupa di cultura e spettacoli; ha scritto sulle pagine del Giornale della Toscana e ha collaborato con varie testate, tra cui National Geographic Italia per la quale, tra l’altro, è stato coproduttore associato del docufilm Secrets of Florence (Firenze. Le trame del Rinascimento).

Autore di libri e saggi scientifici, per cinque anni è stato responsabile della comunicazione della Galleria degli Uffizi e del Polo Museale Fiorentino; nel 2014 ha ideato e curato nella Sala Bianca di Palazzo Pitti la mostra temporanea “Una volta nella vita. Tesori dagli archivi e dalle biblioteche di Firenze”. Nel 2008 ha fondato “Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei”.
È anche ideatore/organizzatore di eventi: nel 2012 della 1a edizione di “Pitti jazz” nel Giardino di Boboli; il 27 maggio 2013, in occasione del 20° anniversario della strage di via dei Georgofili, di “Girotondo per Caterina – Firenze abbraccia gli Uffizi”, manifestazione che ha visto la partecipazione del Presidente del Senato, Pietro Grasso, e di circa mille alunni delle scuole inferiori e medie di Firenze e provincia; nel giugno 2013 della prima edizione di “Musica è donna”, nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello; tra luglio e agosto 2014 della la rassegna “Affaire Cultura. A colloquio in Versiliana coi protagonisti dei beni culturali”, nell’ambito degli “Incontri al Caffè”, a Marina di Pietrasanta.

FIRENZE E LA CIOCCOLATA
Storia, cultura e piacere
Dai Medici al Duemila

di Marco Ferri
ed. Pontecorboli, Firenze 2017, 80 pagine, € 8,80

Un patrimonio italiano

Martedì 7 febbraio alle 17,00, presso la Sala 1 della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terrà la presentazione del saggio di Giuliano Volpe “Un patrimonio italiano. Beni culturali, paesaggio e cittadini” pubblicato da Utet.

Copertina del volumeAssieme all’autore interverranno : Andrea De Pasquale (Direttore della BNCR), Luisa Papotti (Soprintendente Belle arti e Paesaggio per il comune e la provincia di Torino), Daniele Manacorda (Ordinario Metodologia della ricerca archeologica Università degli studi Roma Tre) e Lorenzo Casini (Ordinario Diritto amministrativo IMT Alti studi di Lucca). Sarà presente l’Autore.

“Negli ultimi due anni si è discusso di patrimonio culturale più che negli ultimi vent’anni. Dopo un lungo periodo di disinteresse, accompagnato da tagli indiscriminati e dal blocco delle assunzioni, il tema è finalmente diventato di grande attualità. Ma l’occasione non va sprecata. È necessario un profondo cambiamento di visione per allontanarsi da una certa tradizione elitaria e seguire con decisione la strada indicata nel 2005 dalla Convenzione Europea di Faro sul diritto al patrimonio culturale: una vera e propria rivoluzione copernicana, che mette al centro i cittadini, le comunità, i territori. Per fortuna l’Italia è un paese straordinario, che riserva continue scoperte, sorprese imprevedibili: non c’è città, non c’è piccolo borgo, non c’è località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande interesse. Ed è proprio dall’indagine sul territorio che Giuliano Volpe parte per parlarci del futuro del nostro patrimonio. Un viaggio nell’Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti “dal basso”: tante soluzioni diverse che dimostrano come sia possibile fare dell’eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità, grande o piccola che sia. Quante energie, quanto entusiasmo, quante capacità animano il nostro Paese: ma le energie devono essere sostenute, l’entusiasmo non va spento, le capacità meritano di essere sviluppate. In questo saggio rapido e palpitante sono raccolte storie e situazioni in cui gli ostacoli sono stati trasformati in opportunità, in cui la voglia di fare italiana ha trovato spazi e possibilità per mettersi alla prova, e riuscire. Un messaggio di ottimismo della volontà che viene da grandi fondazioni e da società pubbliche, da piccole associazioni o da giovani professionisti. Un messaggio da raccogliere e valorizzare: è questo il nostro vero patrimonio.”

Giuliano Volpe (Terlizzi 1958), laureato in Lettere classiche (Università di Bari), dottore di ricerca in Archeologia (Università di Napoli Federico II) e in Storia (Scuola Superiore di Studi Storici, Università della Repubblica di San Marino), è professore ordinario di Archeologia all’Università di Foggia, di cui è stato rettore tra il 2008 e il 2013. Dirige da molti anni importanti scavi terrestri e subacquei e ricognizioni archeologiche in Italia, in Francia e in Albania. Coordina la Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia. È presidente della SAMI-Società degli Archeologi Medievisti Italiani e della Fondazione Apulia felix onlus. Dirige la rivista L’archeologo subacqueo e le collane Insulae Diomedeae (Collana di ricerche storiche e archeologiche), Bibliotheca Archaeologica, Adrias (Archeologia dell’Adriatico e del Mediterraneo) e Aufidus per Edipuglia. Fa parte dei comitati editoriali di numerose riviste internazionali ed è membro di varie società scientifiche in campo storico e archeologico. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui le monografie La Daunia nell’età della romanizzazione (1990), Contadini pastori e mercanti nell’Apulia tardoantica (1996), Le vie maestre (2013), Patrimonio al futuro (2015). Dal 2012 è componente e dal 2014 presidente del Consiglio Superiore “Beni culturali e paesaggistici” del MiBACT.

Guida al MIDEC

Sabato 4 febbraio alle ore 11 sarà presentata a Laveno Mombello, presso la sala Consiliare di Villa Frua, la nuova guida del Museo Internazionale Design Ceramico.

Dopo anni di attesa, l’Amministrazione comunale di Laveno Mombello, in collaborazione con l’Associazione Amici del MIDeC, ha realizzato una guida del Museo, con l’intento di meglio orientare turisti e visitatori appassionati.

Il volume, edito da Silvana Editoriale, si apre con notizie storiche sulla sede di Palazzo Perabò e sulla storia delle ceramiche di Laveno, con particolare riguardo alla produzione della terraglia forte, che iniziò a Laveno nel 1856 nelle fabbriche della Società Ceramica Italiana (S.C.I.) e si prolungò per quasi 150 anni.

Il volume illustra la collezione del museo nel suo complesso, soffermando l’attenzione del visitatore sulle opere di maggior risalto. Quattro monografie dedicate agli artisti più importanti (Guido Andlovitz, Antonia Campi, Angelo Biancini e Marco Costantini) offrono un’ulteriore occasione di approfondimento.

Il testo bilingue (Italiano e Inglese) è corredato da splendide immagini storiche delle fabbriche e da molte fotografie a colori delle ceramiche conservate al MIDeC.

La guida è stata progettata come uno strumento agile e di veloce consultazione, con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, senza rinunciare alla precisione scientifica.

Alla presentazione parteciperà Marcello Morandini, artista, scultore e designer di fama internazionale, che è stato anche presidente del museo; interverranno Ercole Ielmini, Sindaco di Laveno Mombello e Vittorio Veneziani, Presidente dell’Associazione Amici del MIDeC.

Nella stessa mattinata l’Associazione Amici del MIDeC aprirà il tesseramento 2017: i soci ‘vecchi’ e nuovi riceveranno in omaggio una copia della guida, che si potrà acquistare in seguito anche al bookshop del museo al costo di € 8,00.
Sarà possibile acquistarla anche presso le librerie, oppure sul sito dell’editore: http://www.silvanaeditoriale.it/catalogo/prodotto.asp?id=4671 o su siti di librerie online.

Altra novità per il 2017: dal 5 febbraio i residenti di Laveno Mombello potranno entrare gratis al museo la prima domenica di ogni mese.
Il Comune intende in questo modo rafforzare il legame delle famiglie lavenesi con il loro Museo, azione tra l’altro perfettamente in linea con lo spirito del recente decreto del Ministro Franceschini.

PRESENTAZIONE GUIDA MIDeC
4 febbraio 2017 – ore 11
Via Roma, 16/A Laveno-Mombello (VA)
Ingresso gratuito

INFO: 0332/625551, segreteria@midec.org
CARTELLA STAMPA E GALLERIA IMMAGINI:
www.midec.org, oppure www.pinterest.com/mideccerro/, oppure www.facebook.com/midec

Per info e tesseramento Associazione Amici del MIDeC:
C/O Mondadori Bookstore Laveno – Il Libro Di Barbara Salvioni via Labiena,10 Laveno Mombello VA
E-mail: amicidelmidec@gmail.com

Il torpore dei gradini

Associazione Culturale EUREKA

Nona pubblicazione della collana CentodAutore:
IL TORPORE DEI GRADINI di Alberto Vitacchio

L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la nona pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi: la nuova raccolta poetica di Alberto Vitacchio, “IL TORPORE DEI GRADINI”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla nota dell’autore: “E’ difficile parlare della propria scrittura dato che gli elementi in campo, i riferimenti, i legami sono parecchio intrecciati. Posso però dire che quando mi capita di fare un reading, quasi sempre propongo testi che scrivo al momento; avrei potuto usare la parola improvvisare ma ci tengo a sottolineare che si tratta invece di una scrittura diretta, immediata. Questo un poco spiega il mio procedere nel comporre testi di poesia lineare.”

è la presenza di raggiri ferrosi
il vago profumo di nebbia
lattine decapitate tra i rovi
barlumi rossatri di tappiconchiglia
si potrebbe vagheggiare il mare
o soltanto sciabordii
voltarsi induce mutazioni di tono
rapide annotazioni
astutamente viscose su fogli cartagialla
raccolte negli angoli
resti di fuochi notturni
carte annerite e il barlume
di una forchetta dorata
barattoli spezzati
incutono timori di voci racchiuse
quasi debordanti
per inutilità di echi
è la presenza ruvida
di un astuccio di pelle rosata
a suggerire annotazioni a margine
per quanto

Alberto Vitacchio, poeta lineare, visuale e sonoro, è nato a Torino nel 1942 dove ancora risiede.
Le elaborazioni sonore, di solito utilizzate come basi per performances che ha presentato in Italia, Francia, Belgio, Inghilterra, Irlanda, Brasile, Messico, Latvia, Serbia, Cuba, Germania, sonocreate personalmente su multipiste, ed eseguite solitamente in collaborazione con Carla Bertola.
E’ presente in antologie e cataloghi di Poesia Visuale. Da segnalare Poesia Totale, a seguito della grande mostra a Palazzo Ducale di Mantova nel 1998, a cura di Sarenco. Negli ultimi anni ha partecipato a diverse edizioni della rivista australiana Otoliths e ha pubblicato libri di poesia visuale in Irlanda e Stati Uniti. Recenti mostre importanti collettive nel Progetto PadiglioneTibet a Venezia, Torino, Genova, Pavia, Argentina, a cura di Ruggero Maggi. Sempre a Pavia, la Rassegna Internazionale Visual Poetry.

Produce Libri d’Artista che sono presenti in collezioni private e pubbliche.
Ha pubblicato diverse raccolte di poesia: Sette Movimenti e Quattordici Recitati, Paesaggio con Cesoie, Rivisitazioni, Partita Doppia. Inoltre il volumetto Landlessness, un viaggio attraverso il linguaggio e la letteratura (in larga misura quella Americana) basato sulla poesia lineare e visuale. Un viaggio sul Pequod che segue ciascun capitolo di Moby Dick intessendo una sorta di mappa in un mare reale e letterario. dove il lettore diviene anche spettatore di personaggi/attori e viene sospinto in una navigazione tra parolevaligia alla Finnegans Wake e avvolto in un accumolo sonoro che ricorda il Roaratorio di John Cage.

Ha poi riscritto Landlessness in Inglese e il testo è ora disponibile su Amazon per le Archae Editions di Richard Kostelanetz.
Dal 1978 è codirettore con Carla Bertola della Rivista Internazionale Multimediale Offerta Speciale.

Alberto Vitacchio
IL TORPORE DEI GRADINI

100 esemplari numerati con interventi manuali dell’autore

CentodAutore
a cura di
Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

EUREKA Edizioni
Associazione Culturale EUREKA
Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato (BA)
e-mail: eureka.corato@gmail.com
rossanabucci@libero.it
oronzoliuzzi@hotmail.com
www.facebook.com/associazione.culturale.EUREKA
tel. 080.8984258
cell. 349.8684908 – 320.4229046

CentodAutore
a cura di
Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

VOLUMI PUBBLICATI

Alfonso Lentini, Illegali vene (2014)
Eugenio Lucrezi, Nimbus (2015)
Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi, DNA (2015)
Antonino Contiliano – OnDevaStar (2015)
Giorgio Moio – Sui crespi marosi (2016)
Francesco Aprile – Entropia del fuoco (2016)
Carla Bertola – Ritrovamenti (2016)
Antonio Spagnuolo – SOSPENSIONI (2016) Alberto Vitacchio – IL TORPORE DEI GRADINI (2017)

Daunia Land Art – Storie di Attraversamenti

Sabato prossimo 21 Gennaio presso l’Auditorium Santa Chiara di Foggia, alle ore 18, Daunia Land Art avrà il piacere di chiacchierare con lo scrittore Antonello Caporale di storie di attraversamenti, parlando di passato, di presente, di testimonianze, di paesaggio, di valori e valorizzazioni, di luoghi da vivere e di nuove possibilità per il territorio.

Locandina della presentazione

Parteciperanno alla conversazione Giuliano Volpe, archeologo e Presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibact; Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, dell’Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio presso la Regione Puglia; Lia De Venere, critico d’arte contemporanea, curatore e già docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Bari, Silvia Pellegrini, dirigente del Dipartimento Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio sezione Beni Culturali

Con lo sguardo e la voce di Antonello Caporale, ArcheoLogica srl racconta Daunia Land Art: un piccolo viaggio condotto tra arte, storia, volti e speranze nei paesaggi di Capitanata.

Per info:
www.daunialandart.it

La cultura è come la marmellata

Promuovere il patrimonio italiano con le imprese – Venerdì 20 gennaio alle ore 18.00 presso il Museo Marino Marini ( Piazza San Pancrazio , Firenze) si terrà la presentazione del libro di Marina ValensiseLa cultura è come la marmellata” – edito da Marsilio – con sottotitolo ‘Promuovere il patrimonio italiano con le imprese‘.

Introduce Patrizia Asproni , Presidente Museo Marino Marini; ne parleranno con l’autrice : Isabella Mallez, Direttrice dell’Insitut francais Firenze e Console Onoraria di Francia a Firenze; Maria Cristina Carratù, del quotidiano La Repubblica.

«La cultura è come la marmellata: meno ne hai, più la spalmi». Marina Valensise parte da questo slogan, apparso sui muri della Sorbona nel maggio ’68, per illustrare uno dei paradossi italiani: il paese con il patrimonio più ricco del mondo è incapace di valorizzarlo, mentre altri prosperano su fortune molto meno cospicue. Fin dal titolo, il suo libro ha il sapore di una provocazione, ma è frutto di un’esperienza concreta. Tra il 2012 e il 2016, infatti, l’autrice ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Parigi ed è riuscita a rinnovarne la sede, a moltiplicare il numero dei suoi frequentatori e a raddoppiare le entrate proprie rispetto alla dotazione statale. Il segreto? La virtuosa contaminazione e la potente sinergia tra pubblico e privato a favore del patrimonio, che Marina Valensise ripercorre in queste pagine proponendole come modello di valorizzazione partecipata. La differenza di impostazione non è banale e sta in un concetto apparentemente semplice: la capacità di evolversi, abbandonando un ruolo passivo per una funzione più innovativa, che vada oltre quella di semplice cinghia di trasmissione del sapere dato, per produrre cultura in nome di un’idea più dinamica dell’interesse generale. La lievità del racconto, ricco di aneddoti gustosi e frutto di mille incontri con personalità che nei più vari settori – dal design alla cucina, dall’architettura alla musica – danno lustro all’Italia nel mondo, si unisce al monito a tornare protagonisti in nome della cultura sul piano internazionale, offrendo un decalogo di semplici regole per applicare questo modello alla realtà quotidiana delle istituzioni e delle imprese.

Anime e Corpi

Il saggio scritto da Valeria ArnaldiCorpi e Anime. Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese‘, documenta il mondo dei cartoni animati degli anni Ottanta:

Corpi e Anime (copertina del volume)

Il fisico da pin-up di Lamù, le curve di Margot, spiate e desiderate da Lupin, e ancora, Sailor Moon, Bia, Ransie la strega, Mila e Shiro, Kiss me Licia e Ranma 1/2. Senza dimenticare i grandi film, come Perfect Blue e Paprika di Satoshi Kon. Sono bastati pochi trasgressivi frammenti di china e colore senza veli per “animare” le fantasie di intere generazioni.

Tra serie per tutte le età e prodotti più adulti, come ecchi ed hentai, tra appuntamenti in fascia protetta e veri e propri lungometraggi, il nudo è presente in modo importante all’interno degli anime giapponesi, con valenze più o meno erotiche. Una presenza non sempre evidente che ha permesso alla nudità, accompagnata da sguardi maliziosi o, al contrario, imbarazzati, di entrare nel mondo infantile, contribuendo a determinarne i primi interrogativi. Corredato di un ricco apparato iconografico, il volume illustra il fenomeno del nudo animato, in un percorso che parte dalle serie di fumetti e cartoni animati, icone dei piccoli, per arrivare alle ultime produzioni degli anime più raffinati ed “erotici”, mettendo a confronto la tradizione nipponica, non priva di pruderie e violenze, con quella di altri Paesi, a partire dall’America.

Grande attenzione è dedicata alla funzione narrativa del nudo e alla censura che hanno prodotto rielaborazioni, fan art, ma anche videogame e opere d’arte. Un’analisi puntuale e approfondita, e assolutamente originale, sugli aspetti “più adulti” dei cartoni animati che sono entrati a far parte del nostro immaginario culturale.

 

VALERIA ARNALDI è nata nel 1977 a Roma. Laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Per Ultra, ha pubblicato Hayao Miyazaki – Un mondo incantato, Lady Oscar – L’eroina rivoluzionaria di Ryoko Ikeda, Roma da Paura e SPQR Sono pettegoli questi romani. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero. Ha scritto e diretto spettacoli e cortometraggi, tra i quali Dietro le quinte di un bacio con l’attore Enrico Lo Verso.

“Per me la donna è un ideale, qualcosa da ammirare.
Per me le donne sono fonte di ispirazione”
Gō Nagai

CORPI E ANIME – Valeria Arnaldi
Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese
Il primo studio iconografico sul nudo nell’animazione, tra libertà e censure del nostro immaginario

Collana Ultra Shibuya – pp. 220 – € 22,00 – Illustrato a colori grande formato

Oltre i bordi dello schermo

Questo libro raccoglie 17 conversazioni con alcune delle figure più importanti della storia del cinema sperimentale e della videoarte, forme audiovisive che, senza basarsi necessariamente su strutture narrative e senza contare su apparati produttivi, costituiscono da sempre nel vasto territorio delle immagini in movimento uno spazio di ricerca e libera creatività.

Alcuni di essi sono artisti visivi (Shirin Neshat, Martial Raysse, AES+F, Paolo Gioli), fanno parte cioè del sistema dell’arte contemporanea e, oltre a film e video, hanno prodotto e producono opere di diverso tipo; altri, invece, sono filmmaker che hanno rivoluzionato la storia del cinema (Kenneth Anger, Peter Kubelka, Jonas Mekas, Michael Snow); altri ancora sono pionieri dell’immagine elettronica (Robert Cahen, Peter Campus, Bill Viola). Non mancano poi autori, come Zbigniew Rybczynski e Michel Gondry, che hanno innovato profondamente il linguaggio della videomusica dagli anni ’80 a oggi. Le conversazioni – quasi tutte pubblicate nell’arco di due anni su “Alias”, supplemento del Manifesto – sono precedute da un cappello introduttivo esplicativo su ciascun autore.

Editore: Manifestolibri
Collana: Esplorazioni
Anno edizione: 2016

La presentazione del libro di Bruno Di MarinoOltre i bordi dello schermo” e proiezioni delle conversazioni con i maestri della sperimentazione audiovisiva si terranno nell’ambito della quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti.