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Sergio Fortuna. Metafisica dell’ordinario

Il quotidiano diventa straordinario nella mostra fotografica che si terrà nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground dall’8 luglio al 3 settembre 2017

È un creatore di narrazioni visive che trae spunto dal quotidiano facendolo diventare straordinario Sergio Fortuna, il fotografo toscano di origine umbra che esporrà con una sua mostra personale dal titolo “Metafisica dell’ordinario”, a cura di Maurizio Vanni, negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge & Underground dall’8 luglio al 3 settembre 2017, con ingresso libero. L’inaugurazione alla presenza dell’artista si terrà venerdì 14 luglio 2017 alle ore 17,30.

Non c’è in Fortuna la volontà di ricercare la perfezione dello scatto per rendere immortale un momento unico e irripetibile, ma un lavoro di vera e propria costruzione che nasce spesso dalla giustapposizione di immagini e dalla scomposizione della forma. Nei suoi scatti ricompone un universo ideale, mai uguale a se stesso, figurativo e astratto, vero e verosimile. “Con la sua simbiosi tra scatto fotografico tradizionale e contaminazione digitale – scrive il curatore Maurizio Vanni –, giunge a immagini di sintesi in grado di trasformare gli atomi invisibili di un soggetto ancora riconoscibile in ulteriori aspetti della realtà. Fortuna trae dalle crepe di un vecchio muro, dalle asimmetrie di una parete, dalle iconografie di celebri capolavori del passato o dalle semplici sovrapposizioni di due o più scatti, situazioni ed eventi visivi che, come una sorta di eclisse in positivo – la luce si sovrappone all’oscurità del superficiale – fanno scomparire almeno per un istante un mondo sensoriale fatto di sole apparenze”.

La rappresentazione del quotidiano, che guarda con occhio attento, curioso e intraprendente, è la sua base di partenza, ma nelle sue fotografie il soggetto viene riprodotto non più per come è, ma per come potrebbe essere, e per questo collocato in un contesto non abituale. “Ogni sua opera – sottolinea Vanni – si propone come una totalità indivisibile. Lo spazio apparentemente innaturale prende origine da una particolare dimensione interna: un mondo concluso, ma al tempo stesso irraggiungibile, che si predispone alla possibilità visiva solo attraverso un attacco irrazionale, supportato da una nuova e soggettiva identità. Ne scaturisce una composizione originale sulla quale il fotografo può agire con sviluppi imprevedibili e talvolta illogici: metamorfosi percettiva nella metafisica dell’ordinario”.

Note biografiche Sergio Fortuna
Nato in Umbria nel 1948, dopo aver vissuto qualche anno in Maremma si trasferisce con la famiglia a Lucca per poi stabilirsi in Versilia, a Viareggio, dove ancora vive e lavora.

La sua passione per la fotografia inizia fin da ragazzo; la alimenterà in seguito frequentando uno dei vari circoli fotografici della città, ma soprattutto un amico, con il quale imparerà a sviluppare e stampare da sé il bianco e nero. Intorno ai quarant’anni diventerà la sua professione definitiva e aprirà un suo studio. Si specializzerà nel ritratto senza disdegnare altri temi.

Le sue immagini sono state utilizzate per illustrare copertine di libri, cartoline d’arte, calendari, manifesti pubblicitari, cataloghi d’arte e di moda, depliant commerciali e turistici. Negli ultimi venti anni lavora esclusivamente per due multinazionali, senza però abbandonare le sue ricerche personali. Spaziando tra reportage, ritratto, glamour, ha realizzato oltre 40 mostre personali in spazi pubblici e privati. Ultimamente si dedica a nuove sperimentazioni.

Sue foto sono conservate nel Museo d’Arte Erotica di Parigi, Museo dei Bozzetti di Pietrasanta, Centro Documentario Storico di Viareggio, Museo della Marineria di Viareggio, Fondazione Mario Tobino di Lucca, oltre a collezioni private in Italia, Svizzera, Inghilterra, Germania e Stati Uniti.

SERGIO FORTUNA. METAFISICA DELL’ORDINARIO
a cura di Maurizio Vanni
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dall’8 luglio al 3 settembre 2017
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè mobile +39 339.2006519 m.cicchine@luccamuseum.com

Into the Deep

Dal 22 giugno al 23 luglio 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “Into the Deep”, mostra di fotografia di Francesco Biagini a cura di Marco Botti.
 
È il quarto appuntamento di “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto espositivo promosso dall’associazione culturale AltreMenti che vedrà coinvolti fino a dicembre artisti di talento.L’inaugurazione, a ingresso gratuito, si terrà giovedì 22 giugno a partire dalle ore 20.
Per l’occasione l’associazione AltreMenti proporrà, nella rinnovata area esterna del centro benessere, da qualche giorno impreziosita da un’opera murale di Silvia Argilli, la musica dal vivo dei Blue Valentine e una apericena in collaborazione con Biolento Cafè (contribuito per l’apericena 5 euro).LA MOSTRA
Corpo e Mente saluta l’arrivo dell’estate con un viaggio nel mondo sottomarino catturato dall’obiettivo privilegiato di Francesco Biagini.
Il mare viene presentato dal fotografo toscano in una formula nuova. Non storie o leggende, né puro naturalismo, ma minuscoli dettagli dalla vasta popolazione subacquea da cui scaturiscono forme e cromie incredibili.«Le architetture della natura, così perfettamente raccontate e illustrate, creano un senso di straniamento e meraviglia – conferma l’artista e gallerista Silvia Rossi, quando parla del progetto di Biagini. – Egli invita lo spettatore a immergersi con lui, creando curiosità e sorpresa, in un lavoro che unisce tematiche come la divulgazione e la tutela della biodiversità marina a un lato prettamente artistico. Luci, colori, forme e composizione creano dei pezzi unici, in cui ognuno è in grado di regalare una diversa emozione».

Ogni singola foto – di piccolo formato e trasferita su tela – porta l’osservatore ad avvicinarsi e perdersi nei dettagli che si trasformano in straordinarie forme astratte. Ogni scatto pone l’attenzione su un diverso particolare e stimola lo spettatore, che nella difficoltà di collocare l’immagine nel suo contesto di origine, viene stimolato a saperne di più. Il naturalismo non diventa altro che il pretesto per una ricerca artistica profonda e originale.

L’ARTISTA
Francesco Biagini nasce a Firenze nel 1986 e vive a Chiusi della Verna (AR). Da sempre affascinato dalla fotografia, muove i primi passi cimentandosi nella foto naturalistica subacquea, sua passione.
Dopo gli studi scientifici si diploma alla Scuola internazionale di fotografia di Firenze nel 2012. Inizia così la sua duplice attività nel settore: da un lato è fotografo professionista specializzato in riproduzione di opere d’arte, dall’altro artista che utilizza il medium fotografico come installazione vera e propria.
Nel 2015 è stato inserito nel primo volume di “Tuscany Contemporary Photography” (WF Edizioni). Ha esposto con personali e collettive in Italia e Austria.
www.francescobiagini.it

IL PROGETTO
Dal 2 marzo al 31 dicembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di Laura Giannini, in via Tanucci 21 ad Arezzo, ospita “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto promosso dall’associazione culturale AltreMenti e curato da Marco Botti. Mostre che tra fotografia, disegno e pittura si svilupperanno nella grande hall e nelle sale del centro benessere, esaltandone la vocazione artistica e poliedrica.
www.associazionealtrementi.altervista.org

 

Segnalato da  Marco Botti

Mediterraneo: fotografie tra terre e mare

E’ a Settimo Torinese che si terrà la seconda tappa di “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare“, la rassegna che racconta il Mediterraneo come “sperimentale” luogo di relazioni dove le culture e le arti coesistono, dialogano, si intrecciano.
 
 

L’inaugurazione della mostra, in un percorso che si snoda tra stampe e proiezioni, si terrà il 17 giugno alle ore 18 all’Ecomuseo del Freidano. Ma l’appuntamento della rassegna a Settimo Torinese è ricco di eventi. Si parte infatti il 14 giugno con il Laboratorio di Fotografia per Stranieri e curiosi, un laboratorio interculturale di esplorazioni urbane aperto a tutti stranieri e cittadini della durata di due giorni intensivi che porterà alla selezione di una serie di lavori realizzati dai partecipanti e alla loro proiezione durante l’inaugurazione.Anticiperà l’inaugurazione un incontro, aperto a tutti, sulla fotografia di reportage, con Gabriele Micalizzi di Cesura che si terrà sabato 17 giugno alle ore 15,30 all’Ecomuseo del Freidano. Alle ore 18 parte “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” all’Ecomuseo del Freidano con un percorso espositivo, che si snoda tra stampe e video proiezioni, che mette in mostra i lavori dei fotografi Michele Crameri, Alessandro Gaja, Alessandro Gandolfi, Alessandro Rota, Mara Scampoli, Guido Villani.

La settimana dedicata alla fotografia sul Mediterraneo si concluderà con l’appuntamento della domenica 18 giugno tra le ore 15 e le ore 19 in presenza della curatrice. L’esposizione all’Ecomuseo del Freidano, sarà visitabile fino all’8 luglio.

Atlas Italiae

Sulla copertina ci sono dei puntini rossi su fondo azzurro e rappresentano il viaggio in Italia di Silvia Camporesi alla ricerca di ciò che non vediamo più.
 
In un anno e mezzo la fotografa di Forlì ha raccolto immagini di borghi disabitati, architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione selvaggia, archeologie industriali preda dell’oblio, ex-colonie balneari decadenti. Atlas Italiae è una collezione poetica di luoghi, fondata sulla ricerca di frammenti di memoria. Il libro raccoglie anche gli scatti realizzati sull’isola di Pianosa per Fotografia Europea, in mostra nell’edizione 2014 del festival con la curatela di Marinella Paderni.
Silvia Camporesi, proprio insieme a Marinella Paderni, presenta Atlas Italiae a Fotografia Europea 2017 venerdì 16 giugno alle 18.30 a Palazzo Magnani.Venerdì 16 giugno riaprono anche le mostre di Fotografia Europea e si potranno visitare dalle 18 alle 23 di venerdì, sabato 17 giugno dalle 10 alle 23 e domenica 18 giugno dalle 10 alle 20.

Ma in questo nuovo fine settimana di mostre ed eventi ci attende anche la visita guidata alla mostra a Palazzo Magnani Un Paese. La storia e l’eredità insieme ai curatori Laura Gasparini e Alberto Ferraboschi, sabato 17 giugno alle 16.30.
Sabato e domenica sono in programma due laboratori per bambini e, come sempre, domenica pomeriggio torna #askthevolunteer.

http://www.fotografiaeuropea.it

SI Fest OFF

SI Fest OFF, il Festival di fotografia indipendente e arti visive organizzato dall’Associazione Cultura e Immagine che si svolgerà a Savignano sul Rubicone l’8-9-10 settembre 2017 in contemporanea al SI Fest – Savignano Immagini Festival con mostre, installazioni, video proiezioni e performance, indice per l’ottava edizione, un bando invitando i candidati ad una riflessione sul seguente tema: “Strategie Dialettiche” – Un incontro fissato sulle terre dell’uomo (Michel de Certeau).

La dialettica come metodo argomentativo. La strategia, al contrario della tattica, è un piano d’azione a lungo termine finalizzato all’appropriamento di uno spazio autonomo. La strategia crea uno spazio, inventa un nuovo quotidiano, indaga, si dà del tempo e soprattutto si dà nel tempo.

La selezione è aperta a fotografi ed artisti senza vincoli di età o nazionalità. Gli autori potranno concorrere individualmente o riunirsi in collettive. SI Fest OFF lascia i candidati liberi di scegliere stili, mezzi e forme d’espressione. Ciascun autore o collettivo, potrà presentare fino ad un massimo di due proposte. Saranno messi a disposizione degli autori spazi pubblici e/o privati situati nel centro storico della città di Savignano sul Rubicone, per esposizioni fotografiche, proiezioni video, installazioni o performance.

Le iscrizioni complete di tutti i materiali richiesti dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24.00 del giorno Lunedì 7 Agosto. Per scaricare il bando, la scheda tecnica e il modulo d’iscrizione, seguite questo link

Per ulteriori Informazioni tel: 339.7235070 mail: sifestoff@culturaeimmagine.it
Savignano Immagini – Vecchia Pescheria – C.so Vendemini, 51 – 47039 Savignano sul Rubicone FC

A light in the shadow

In occasione di Photofestival 2017, MADE4ART di Milano presenta A light in the shadow, mostra personale dell’artista fotografo Massimo Giordano (Agropoli, 1970) a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo.

La figura femminile, vera protagonista di questo progetto inedito di Massimo Giordano, si fa specchio per portare in superficie le emozioni, le sensazioni, le paure e le aspirazioni dell’essere umano: ritratta con profonda sensibilità e una capacità di introspezione che restituisce tutta la complessità della sua dimensione interiore, la donna che Giordano cattura con l’obiettivo diventa simbolo di qualcosa d’altro, spunto di riflessione e veicolo di un messaggio, andando oltre la pura e semplice ricerca della perfezione estetica. Che si tratti di icone contemporanee immortalate nella fissità del ritratto oppure di figure sinuose congelate nel rapido movimento del corpo, la presenza femminile diventa per l’artista emblema di positività e di speranza, una vera e propria luce che emerge dal buio, a rendere meno cupe le incertezze e le inquietudini della contemporaneità.

A light in the shadow, con data di inaugurazione mercoledì 14 giugno alle ore 18.30, sarà aperta al pubblico fino al 26 dello stesso mese. Accompagna la mostra un catalogo della Collana MADE4ART con testi critici dei due Curatori e le immagini delle opere in mostra, scaricabile dal sito Internet di MADE4ART.

 

Massimo Giordano. A light in the shadow
a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

14 – 26 giugno 2017
Inaugurazione mercoledì 14 giugno, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19

Catalogo della Collana MADE4ART scaricabile dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Un evento
Photofestival | Expo in Città
Media partner: Image in Progress

L’arte del Burlesque

Guido Laudani | L’arte del Burlesque è la mostra fotografica di Guido Laudani curata dal critico Barbara Martusciello e che inaugura a Roma sabato 10 maggio 2017 dalle ore 18,30 negli spazi dell’atelier e show room NAT by Natalia Rinaldi nel cuore di Monti voluta da NAT by Natalia Rinaldi e Balzoc.

La mostra propone una selezione di scatti che l’autore ha realizzato durante una serie di spettacoli di burlesque, quella particolare forma d’intrattenimento, oggi assai nota, che gioca con l’erotismo in quadri scenici vintage ed è fatta di ricerca continua. Come scrive la curatrice:

Il termine Burlesque si associa a un genere di spettacolo parodistico nato nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra Vittoriana e adottato poi negli Stati Uniti dove ebbe un tale successo popolare da essere definito le foliès dei poveri. Il motivo di tale acclamazione era dovuto alla leggerezza e alla comicità della mise-en-scène ma soprattutto alla presenza di nudi femminile che divennero veri e propri siparietti che via via si fecero portanti dell’intera rappresentazione.

Tra le prime dive del burlesque di quegli inizi si annovera la ballerina inglese Lydia Thompson che con la sua troupe, The British Blondes, portò il suo piccante spettacolo britannico in Europa e negli Stati Uniti. Da quei suoi primi anni, il burlesque si è modificato, scandalizzando ma, in qualche modo, anche interagendo con i cambiamenti della pubblica morale e i gusti della collettività. Dimenticato un po’ dalla metà degli anni Sessanta, relegato a residuo rétro, negli anni dell’impegno politico ha vita più dura, eccezion fatta per lo storico Teatro Troc Burlesque a Filadelfia le cui paladine furono eternate e documentate dal celebre Robert Adler. Il Burlesque torna davvero in auge solo alla fine degli anni Ottanta, recuperando nuovo impulso con la moda e la cultura vintage dagli anni Novanta e non cessando di persistere, trasformarsi e rafforzarsi negli anni Duemila: mantenendo una sua fragrante leggerezza sino ad oggi.

Guido Laudani ha seguito questa nuova vita del burlesque dai suoi esordi, primo tra gli autori a fotografare durante le performances, dato che non ha praticato la fotografia in studio ma la più complessa scelta sul palcoscenico, con i soggetti in azione, nel turbinio delle luci, dei suoni, nella danza e nel movimento. Egli riesce a fotografare anche il temperamento dell’artista in esibizione, l’atmosfera della pièce e la ritualità dello spettacolo. Che palesa la bellezza e la sensualità che dichiarano anche una differente idea del femminile, irridendo spregiudicatamente gli stereotipi e, per esempio, non celando qualche umanissima imperfezione. Laudani immortala tutto con il suo stile. Le sue inquadrature, che hanno sempre un proprio segno distintivo, restituendo immagini accattivanti dove il glamour è tutto in quel che si vede, con una sua autenticità: senza, cioè, quell’affettazione esasperata di certa comunicazione pubblicitaria, quella banalità di tanta rappresentazione televisiva e quell’assenza di garbo dell’industria del porno.

Di scardinamento, a suo modo, di preconcetti e cliché sul femminile (e anche sul maschile!). Se riconosciamo anche qualcosa di frivolo e forse ancora – per molti – vagamente scandalosa, ebbene: se è vero che la bellezza è negli occhi di chi guarda, allora anche l’oscenità e il peccato lo sono. Così, la mostra indirettamente conferma che: “Non c’è nessun peccato, tranne la stupidità.” Parola di Oscar Wilde.

In mostra foto delle artiste di Burlesque Candy Rose, Gabriella Giuditta Sin Infelise, Sophie Paola D’ishtar, Scarlett Martini, Vesper Julie, Marlene Closeou, l’americana LouLou D’ivil, Lola Maldad, Maria Freitas – quella Madame de Freitas che è anche abilissima, ingegnosa costumista e ha il suo strabiliante Atelier Ultramoderno – di cui è esposto un magnifico costume di scena; e poi dei boylesque Gonzalo De Laverga e Le Male.

Info mostra

NAT by Natalia Rinaldi e Balzoc presentano:

Guido Laudani | L’arte del Burlesque – mostra fotografica

A cura di Barbara Martusciello

In mostra anche un abito di scena dell’Atelier Ultramoderno di Madame de Freitas, Roma

Inaugurazione: sabato 10 giugno 2017 dalle ore 18,30

NAT by Natalia Rinaldi, Via Leonina, 87, 00184 Roma

Telefono: 339 857 2393

Fino al 24 giugno. Orari: lunedì h 15.00-20-00; da martedi a sabato: h 10.30-14.00 e 15.00-20.00; domenica chiuso

Drink di cortesia: Bar La Licata – https://barlalicata.it

Grafica e comunicazione visiva: Kgfree-Design for Humans – www.kgfree.com

Forget about it

Current da il via a una serie di collaborazioni con artisti in cui mette a disposizione il suo spazio per progetti site-specific. Artisti che hanno la possibilità di realizzare il primo solo show utilizzando lo spazio in totale libertà, cercando di sovvertire la normatività dei display e della messa in esposizione, di superare i regimi di visibilità propri del contemporaneo.Il secondo artista invitato è Davide Dicorato (1991), che crea un display ad hoc per accogliere le nuove opere, in sospeso tra memorie inorganizzabili, archeologie in loop tra preistoria e ultramoderno e immagini persistenti, oggetti e feticci della post-modernità.

CURRENT è una piattaforma creata da artisti e curatori. Ha base in uno spazio indipendente a Milano dove sperimentare ed esporre le forme contemporanee di creazione. CURRENT è un artist-run space aperto alla collaborazione con altri progetti italiani e internazionali. Un progetto di Alessandro Azzoni, Ruben De Sousa, Tania Fiaccadori, Carlo Miele, Francesco Pieraccini, Marcella Toscani.

 

Davide Dicorato – Forget about it
CURRENT
Milano – dal 15 maggio al primo giugno 2017
Via Sant’Agnese 12 (20123)
+39 3389752368
info@currentproject.it
www.currentproject.it

Július Koller. One Man Anti Show

Museion presenta, in cooperazione con mumok – Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Július Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007).

Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia“.

L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

L’architettura dell’allestimento è stata creata dall’architetto viennese Hermann Czech.

I curatori della mostra “Július Koller. One Man Anti Show” sono stati insigniti del prestigioso premio “ART Kuratorenpreis” per la mostra dell’anno 2016

Catalogo (EN/DE) a cura di Daniel Grún, Kathrin Rhomberg, Georg Schöllhammer
edito da Verlag der Buchhandlung Walther König in Köln

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19. Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.

Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì ore 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti,
20/07/2017, ore 19.00 visita guidata con Letizia Ragaglia, direttrice di Museion

Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.
Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

www.museion.it

Social
Facebook : Museion Bozen-Bolzano
Twitter: @MuseionBZ
Instagram: @museion_bz

Ritratti: Verità e misteri dell’umano

Verità e misteri dell’umano” nei ritratti di Giuseppe Maria Codazzi, dal 12 maggio al 24 novembre 2017 presso BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali a Reggio Emilia. Curata da Sandro Parmiggiani, che firma il testo di presentazione, la mostra sarà inaugurata venerdì 12 maggio 2017, alle ore 19.00.

Come di consueto, lo studio professionale di Piazza Vallisneri n. 4, che dal 2010 è sponsor di “Fotografia Europea”, promuove anche un’esposizione personale presso la propria sede, confermando l’impegno a sostegno dell’arte e della cultura in città.
In mostra, una quarantina di immagini in bianco e nero, stampate personalmente dall’autore su carta baritata. Opere tratta da diverse serie fotografiche, dal 1979 al 2011, che focalizzano l’attenzione di Codazzi su soggetti assai diversi, comunque all’insegna della sua attenzione per l’appartenenza all’umano: dai jazzisti più celebri alle icone della musica e del balletto, ma anche persone comuni che passeggiano per strada e ancora gli “ultimi”, che lottano per la propria sopravvivenza in alcuni Paesi dell’Africa o che trovano assistenza e uno sguardo che finalmente ne riconosce l’identità nelle case della carità.

Come scrive, infatti, il curatore, «Nel corso di trentacinque anni, Codazzi è sempre stato, quasi magneticamente, attratto dal volto di una persona, la “summa”, la parte più alta di un corpo, come luogo di verità altrimenti inaccessibili, anche se spesso il mistero dell’identità e dei sentimenti che il viso racchiude non si svelano compiutamente, restando avvolti nel mistero […]. Codazzi ama il nero, il buio, come scrigno di una vita che non si vede ma che palpita e respira – allo stesso modo di un fotografo che lui sente profondamente affine, Eugene Smith, anche per la sua tenace volontà di essere testimone –, ed è affascinato, nei primi piani, dagli occhi che ci guardano e che ci chiedono il dono di essere visti».

In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 12 maggio a partire dalle ore 19.00, sarà presentata l’anteprima della mostra, visitabile da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Per informazioni: tel. 0522 455000/303003, info@bfmr.it, www.bfmr.it.

Giuseppe Maria Codazzi nasce a Nismozza (Re) nel 1952. Inizia a fotografare nel 1977, diventando professionista nel 1979. Nel 1980 attiva la sua collaborazione con “Il Resto del Carlino” e nel 1983 si iscrive all’albo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Attualmente lavora come freelance e cura il settore di ripresa fotografica e fotografia commerciale dello Studio C. di Reggio Emilia. Da sempre coinvolto nella fotografia sociale, ha pubblicato diversi volumi su questo tema, ultimo dei quali “L’Isola Rossa. Diario di un viaggio in Madagascar” con testi di Massimo Camisasca e Giovanni Lindo Ferretti, uscito nel giugno del 2015. Dal 1983 ad oggi la sua attività espositiva è stata intensa sia in Italia che all’estero.

BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2017).

GIUSEPPE MARIA CODAZZI
Ritratti: verità e misteri dell’umano
A cura di Sandro Parmiggiani
12 maggio – 24 novembre 2017
Inaugurazione su invito: venerdì 12 maggio 2017, ore 19.00
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00.

Per Informazioni:
BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali
Facco Mazzocchi Riccio & Partners
Piazza Vallisneri, 4
42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 455000/303003
www.bfmr.it
info@bfmr.it

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
Tel/Fax. 0522 1715142
www.csart.it
info@csart.it

Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce

“Le fotografie di Gabriele Basilico, in dialogo con i disegni dell’architetto Álvaro Siza, in mostra da Vicolo Folletto Art Factories di Reggio Emilia in occasione di “Fotografia Europea“.

Accompagnata da un libro pubblicato da corsiero editore, l’esposizione ” Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce” sarà aperta al pubblico da venerdì 5 maggio 2017. Domenica 7 maggio 2017, alle ore 16.30, si terrà inoltre la presentazione del volume a cura di Giovanna Calvenzi (Studio Gabriele Basilico).

Quaranta fotografie di Gabriele Basilico e dieci disegni su carta di Álvaro Siza compongono il ritratto di Matosinhos (comune portoghese situato nel distretto di Porto) e allo stesso tempo costituiscono l’esito del dialogo tra un architetto e un fotografo, maturato attraverso lunghe conversazioni nella casa della sorella di Siza, Tereza, ma anche e soprattutto attraverso camminate e sguardi condivisi.

Basilico e Siza si conobbero in occasione del Progetto Espositivo “Uma cidade assim (Una città così)“, commissionato dal Comune di Matosinhos.

«Stiamo passeggiando – scrive Gabriele Basilico nel 2011 – Álvaro e io, una domenica mattina per le strade di Matosinhos, non lontano dalla casa in stile eclettico di rua Brito Capelo, dove Siza ha vissuto per molti anni con la sua famiglia e dove tuttora abita sua sorella Tereza. I fabbricati che contornano le strade di questo quartiere sono capannoni, magazzini, spazi di industrie dismesse, dove una volta veniva lavorato e inscatolato il pesce. Le scritte delle compagnie, che campeggiavano enormi sulle facciate degli edifici, come nelle tele degli artisti pop, sono scolorite, quasi illeggibili e l’atmosfera, con la complicità della luce intensa che si riflette sul pavé e dell’assenza quasi totale di traffico, è come sospesa in un tempo dilatato».

«Circa venti anni fa – racconta Siza nel 1999 – visitò il Portogallo un architetto brasiliano, Charles Nelson che dirigeva la ristrutturazione di una favela a Rio de Janeiro. Ci presentò il suo progetto, un variopinto miscuglio di lotta urbana, auto-costruzione, samba e poesia. […] Nacque in me l’idea che la città rinnovata, non sappiamo quale città, sarebbe sorta dalla periferia, dalle bidonvilles, dalle favelas, più che dalla memoria o dalla presenza dei centri storici. Provo la stessa sensazione quando guardo le fotografie di Basilico. […] Le immagini esasperate di Basilico sono l’espressione di un’enorme speranza, di comprensione e di tolleranza, della convinzione. Possiamo parlare di fede, fede nell’uomo in costruzione. Quelle immagini nascono da una passeggiata fra le macerie. A volte le macerie sono reali, rovine perforate dal tempo o dalle pallottole, non-rovine che rovinano la città, rovine disprezzate o abitate, mai ritoccate. […] Basilico è un architetto che non esercita? È un architetto di visione al di là del pessimismo. Sa vedere meglio e apprendere, insegnare a vedere. I suoi strumenti sono l’ombra e la luce. Le ombre disegnano lo spazio. Dipendono dalla lue. Non c’è spazio né architettura senza luce. L’accettazione è creazione. Luce».

La mostra comprende, inoltre, alcune note fotografie di Porto scattate negli stessi anni da Gabriele Basilico.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013), dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la DATAR, il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, dai quali sono nati mostre e libri, come “Porti di mare” (1990), “L’esperienza dei luoghi” (1994), “Italy, Cross Sections of a Country” (1998), “Interrupted City” (1999), “Cityscapes” (1999), “Berlino” (2000), “Scattered City” (2005), “Appunti di viaggio” (2006), “Intercity” (2007). Tra i suoi ultimi lavori, “Roma 2007”, “Silicon Valley ’07” (per incarico del San Francisco Museum of Modern Art), “Mosca Verticale”, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2010 dalla sommità delle sette torri staliniane, “Istanbul 05 010”, “Shanghai 2010”, “Beirut 2011”, “Rio 2011”, “Leggere le fotografie” (2012).

Álvaro Joaquim Melo Siza Vieira è nato a Matosinhos (vicino a Porto), il 25 giugno 1933. Tra il 1949 e il 1955 ha studiato alla Scuola di Architettura dell’Università di Porto. Il suo primo progetto costruito fu concluso nel 1954. Dal 1955 al 1958 ha collaborato con l’architetto Fernando Távora. Ha insegnato alla Scuola di Architettura (ESBAP) dal 1966 al 1969 ed è diventato professore assistente di Costruzione nel 1976. È stato visiting professor alla Ècole Polythéchnique di Losanna, alla University of Pennsylvania, alla Los Andes University di Bogotà e alla Graduate School of Design della Harvard University; ha insegnato alla Scuola di Architettura di Porto (giubilato nel 2003). È membro della American Academy of Arts and Sciences; “Honorary Fellow” del Royal Institute of British Architects; dell’AIA/American Institute of Architects; dell’Académie d’Architecture de France e della European Academy of Sciences and Arts; della Royal Swedish Academy of Fine Arts; dell’IAA/International Academy of Architecture; dell’American Academy of Arts and Letters.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 5 maggio al 9 luglio 2017 da martedì a sabato con orario 10.30-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento, chiuso il giovedì. In occasione di “Fotografia Europea”, apertura straordinaria domenica 7 e 14 maggio con orario 10.30-13.00 e 16.30-19.30. Ingresso libero. Libro corsiero editore, 2017, 120 pagine.

Per informazioni: tel. + 39 342 6741987, gallery@vicolofolletto.it, www.vicolofolletto.it

Evento segnalato da :
CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

Fotografia Europea 2017

Il 5 maggio 2017, inaugura a Reggio Emilia la dodicesima edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, interamente dedicato alla forma d’arte che più di ogni altra comunica e interpreta la complessità della società contemporanea.

Una rassegna che conferma la sua rilevanza nel panorama espositivo nazionale e internazionale con un vastissimo programma nei luoghi più suggestivi della città e allarga sempre più i propri confini attraverso sinergie e partnership con importanti realtà culturali e artistiche della regione. Infatti, per questa XII edizione, oltre a Reggio Emilia, mostre ed eventi collegati al festival saranno ospitati dalla Fondazione Mast di Bologna, dallo Csac Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma, dalla Collezione Maramotti, dalla Fondazione Fotografia di Modena, collaborazioni di grande valenza che sottolineano il ruolo centrale assunto da tempo da Reggio Emilia.

Non è infatti un caso che proprio Reggio Emilia sia stata scelta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini , quale sede per la seconda giornata degli STATI GENERALI DELLA FOTOGRAFIA. Due giornate dedicate alla fotografia con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali, al fine di definire un piano di sviluppo sul rapporto tra intervento pubblico e mutazioni tecniche ed economiche del settore, con l’obiettivo di determinare nuove opportunità per la fotografia italiana.

Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour (direttrice Le Bal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli Studi di Bergamo) e Walter Guadagnini (direttore Camera, Torino), Fotografia Europea 2017 ruoterà attorno al tema Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro e coinvolgerà giovani artisti e fotografi affermati nel raccontare il proprio personale approccio critico e creativo al tema dell’archivio, come sintesi tra idea di storia, memoria, lettura del presente e visione del futuro.

Nel percorso attraverso le dieci sedi ufficiali, si potranno incontrare artisti tra i più importanti nel panorama internazionale, come Paul Strand e Cesare Zavattini, Gianni Berengo Gardin, Joan Fontcuberta e i giovani artisti di Fabrica.