Archivi categoria: Fotografia

The Ballad of Sexual Dependency

Il Museo di Fotografia Contemporanea, per la prima volta in Italia, presenta The Ballad of Sexual Dependency della fotografa statunitense Nan Goldin (Washington, 1953), a cura di François Hébel presso il Palazzo della Triennale di Milano. Un diario visivo autobiografico e universale sulla fragilità degli esseri umani, che racconta di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia, solitudine. Un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta, riconosciuto tra i capolavori della storia della fotografia.

Lo sguardo di Nan Goldin abbraccia ogni momento della propria quotidianità e del proprio vissuto. L’artista fotografa se stessa e le travagliate vicende dei suoi compagni, nella downtown di Boston, New York, Londra, Berlino, tra gli anni ’70 e ’80. La sua è una fotografia istintiva, incurante della bella forma, che va oltre l’apparenza, verso la profonda intensità delle situazioni, senza mediazione alcuna. Nella totale coincidenza del percorso artistico con le vicende di una biografia sofferta e affascinante, Nan Goldin ha indubbiamente creato un genere: studiate, utilizzate e imitate in tutto il mondo, le sue immagini sono un modello rimasto intatto fino a oggi.

L’installazione è costituita da una scenografia ad anfiteatro che accoglie il pubblico e consente la visione dell’opera, un video che viene proiettato ogni ora. Completano l’esposizione materiali grafici e alcuni manifesti originali, utilizzati per le prime performance di Nan Goldin nei pub newyorkesi.

 

Nan Goldin – The Ballad of Sexual Dependency
TRIENNALE – PALAZZO DELL’ARTE
Milano – dal 18 settembre al 26 novembre 2017
Viale Emilio Alemagna 6 (20121)
+39 02724341 , +39 0289010693 (fax), +39 0272434208
info@triennale.it
www.triennale.it

Mythologies

In occasione della II edizione di PhEST – See Beyond the Sea, la Festa Internazionale della Fotografia che si sta tenendo a Monopoli(fino al 29 ottobre 2017), Palazzo Palmieri ospita la collettiva di arte contemporanea Mythologies a cura di Roberto Lacarbonara.

Un progetto ideato e sostenuto da CRAC Puglia – Centro Ricerca Arte Contemporanea, presentato per la prima volta all’interno di PhEST – See Beyond the Sea.

Nelle sale del piano nobile del palazzo settecentesco, 18 artisti provenienti da Italia, Albania e Montenegro ( Ornaghi & Prestinari, Goldschmied & Chiari, Valentino Albini, Francesco Arena, Corrado Bove, Gianni Caravaggio, Daniela Corbascio, Endri Dani, Flavio Favelli, Antonio Fiorentino, Andrea Francolino, Michele Guido, Irena Lagator Pejovic, Pierpaolo Miccolis, Rebecca Moccia, Claudio Panaro, Luigi Presicce, David Reimondo, Gaspare ) intervengono con installazioni ambientali, in parte inedite e site specific, confrontandosi sul tema delle “mitologie contemporanee” e analizzandone i rilevanti processi di trasformazione culturale, economica, sociale e religiosa.

Il progetto origina dall’analisi condotta da Roland Barthes nell’omonimo saggio Mythologies del 1957, laddove l’autore analizza con acuta lucidità il tratto pervasivo dei fenomeni di consumo e dei mezzi di comunicazione di massa. La storicità di certi fenomeni, le radicali convinzioni inerenti cause e caratteri di taluni accadimenti collettivi, vengono fatte passare come “naturali”, organiche al sistema di riferimento. Questo meccanismo di mascheramento è ciò che Barthes chiama “mito”.
Anche le immagini funzionano come i miti: naturalizzano ideologie attraverso stereotipi, non raccontano la realtà ma producono “effetti di realtà”.

Qual è dunque il ruolo socializzante e identitario del mito? Quali sono le proprietà fenomeniche, estetiche e antropologiche del mito antico e dei miti della contemporaneità?

La mostra Mythologies, a sessant’anni dalle tesi barthesiane, consegna nuovamente alle immagini la forza mitopoietica di fissare, con immediata naturalezza, l’insieme di processi, verità e immaginari alla base di nuove mitologie.
La funzione rituale e identitaria del mito subisce oggi una totale ridefinizione, passando dall’essere strumento di sorveglianza e disciplina collettiva a modello di coercizione del consumo e del godimento. A ciò si aggiunge una terza via, quella specifica del processo creativo dell’artista, la cui necessità espressiva genera da sé i propri codici e il proprio apparato iconografico per dar forma ad uno spazio utopico, ad una radicale ossessione, a ciò che il curatore Harald Szeemann definiva “mitologie individuali”.
Miti della classicità e narrazioni della contemporaneità: quali sono i nuovi meccanismi di mascheramento o di svelamento del reale?

PhEST – See Beyond the Sea
PhEST è la Festa Internazionale della Fotografia che guarda a EST, a partire dal punto di vista privilegiato della città di Monopoli. Un luogo proiettato verso il Mediterraneo come centro di rotte, di culture e di popoli. Le storie che PhEST racconta da questo avamposto sul mare, vengono dal Mediterraneo più prossimo e da quello più profondo, a Levante. Per provare a restituire una voce alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo.

PhEST è un nuovo spazio dove le arti si incontrano e si incrociano, passando dalla fotografia all’arte contemporanea, dalla musica al cinema. Il Programma completo della II Edizione di PhEST è disponibile sul sito www.phest.org.

info@phest.it
www.phest.org

Viaggi dell’anima

Scrive Angela Troilo a proposito de ‘Viaggi dell’anima‘ di Giampiero Marcocci : “Le fotografie sono la nostra memoria nel tempo. Sono ricordi, attimi, istanti. Una memoria che racconta. Giampiero Marcocci, attraverso l’opera Viaggi dell’Anima, racconta storie che vivono e respirano di frammenti, i cui motivi costanti sono il sogno, la fuga dal mondo reale; uno scrigno di testi di taglio simbolista, le cui atmosfere rarefatte proiettano il fruitore in un mondo onirico, atemporale e suggestivo. L’opera ripercorre un viaggio nel quale l’artista si lascia trasportare come un navigante in mare aperto alla ricerca di se stesso e del mistero della vita. Una sorta di spaesamento nell’infinito dello spazio e del tempo dove è difficile trovare un fine, un senso.

Scrive Nietzsche: «La vita è una favola assurda scritta da un genio in un momento di follia». In questa favola trovano posto, però, i ricordi, l’amore, l’infanzia, la nostalgia e soprattutto, in modo preponderante, il sogno. «Le cose sono la materia dei miei sogni, non ho mai fatto altro che sognare, e come ogni sognatore, ho sempre considerato che il mio dovere fosse quello di creare», citando il Libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, filo conduttore dell’opera di Marcocci. Trattasi però non di una fuga dalla realtà, come a volte può sembrare, ma di un grande attaccamento all’esistenza.

Da questa visione del mondo e delle cose nasce il percorso fotografico di Marcocci. L’artista si esprime attraverso la continua ricerca di nuove modalità espressive che gli permettono di realizzare e dare forma all’emozione e al vissuto. Ogni scatto possiede al suo interno una forza propulsiva, che si traduce nella immediatezza di una narrazione condivisa con il fruitore delle immagini. La leggera velatura presente nella maggior parte delle fotografie racconta di un passato lontano, malinconico, sognante, surreale. L’opera di Marcocci rimanda al rumore delle onde, al profumo dell’amore, alla nostalgia dell’infanzia, alla leggerezza delle nuvole, ai silenzi.”

Giampiero Marcocci – Viaggi dell’anima
A cura di Angela Troilo
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)
Fino a lunedì 2 ottobre 2017 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento

Informazioni: info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it, www.giampieromarcocci.it
Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – info@galleriagallerati.it – www.galleriagallerati.it

mytho-maniac

E l’immagine divenne Mito, la carnalità di corpi ipercontemporanei contrappunta un gesto artistico atavico. CreArte Studio è orgogliosa di presentare mytho-maniac, progetto espositivo di Mustafa Sabbagh a cura di Carlo Sala.

Il campo di indagine entro cui agisce Sabbagh possiede la stessa plasticità liquida di una composizione (anti)musicale di John Cage, di una performance (anti)artistica di Hermann Nitsch, di un (anti)romanzo di Jean Genet, di un’opera (anti)teatrale di Carmelo Bene. Nutrito di simbologie antiche e di distorsioni elettroniche, il campo di indagine di Mustafa Sabbagh è l’habitat di un funambolo che avanza sapiente, potente, tra l’iconoclastia di un falso mito omologato e l’iconolatria di un contemporaneo Olimpo languido – nero, carnale, crudo, ieratico, lascivo, crocifisso, imbavagliato. Patologico. Mitologico.

Tra l’ossessione emblematica del loop e il lirismo di uno sguardo in piano-sequenza, mytho-maniac è un pantheon post-umano che Sabbagh erige ponendo in un dialogo impossibile – come in ogni narrazione mitica, e in ogni autentico atto artistico – una selezione di opere tratte dalla sua serie “Onore al Nero” – un’Artemide assorta, un fauno adescatore, un Giano inquieto, sigarette come effimere Vanitas – unitamente ad un’opera inedita dal ciclo “Voyeurismo”, notturno orfico, con due tra le sue video-installazioni più celebri: “Chat Room”, connessione/confessione via chat di una complicità offline tra Cristo e Giuda, e “Anthro-pop-gonia”, dittici cinetici di vizi appartenenti tanto agli uomini, quanto a semidei nevrotici.

Come le più grandi rese artistiche del mito – dall’epopea allucinata di Matthew Barney all’epica estenuante di Jan Fabre, dall’Alcesti in viraggio blu di Robert Wilson all’Orfeo sambista, nero, di Marcel Camus – Mustafa Sabbagh infetta miti e archetipi atemporali con la cultura virale di un social network, e con quella antivirale di una mente raffinatamente indipendente. Il Mito del Buon Selvaggio di Rousseau e il Mito della Caverna di Platone si scontrano e fanno l’amore, come nel Crash di Cronenberg, con gli anti-miti di China Blue, di Birdman, di Querelle; le magnifiche creature che ne scaturiscono, come semidei, sono inevitabilmente infette, come dei1.

Alla vastità di contenuti che affolla l’abisso mitopoietico di Mustafa Sabbagh – dialoghi di Platone e chat room notturne, grandi parate militari e storiche sfilate di Alexander McQueen, il Prometeo mal incatenato di André Gide e l’Ercole culturista di Werner Herzog, campionati, mixati e rieditati attraverso l’unico filtro del suo gesto artistico, anarchicamente punk – fa da contrappunto una sintassi compositiva riconoscibilissima. Il lessico artistico di Mustafa Sabbagh è costituito, nella fotografia come nel video, da un uso rarefatto del tempo, da ottiche che indulgono nei primi piani, da gestualità plastiche mai enfatiche, da una padronanza architettonica degli spazi e delle tecnologie nell’atto installativo, da suoni composti dall’artista, distorti a partire dalla conoscenza delle partiture: bombardamenti campionati e respiro fuori-sincro per Chat Room, singole sonorità elettroniche per ognuno dei dittici di Anthro-pop-gonia che, composte in scala di mi, producono un’allucinata sinfonia corale. Miti come emblemi e come esseri umani, che chiedono e trovano asilo indipendentemente da quale olimpo, larario, vangelo o xanteria provengano. Quella di Mustafa Sabbagh è un’arte pensante, che nasce sempre da profonde riflessioni e che nelle sue effigi – dinamiche nella sua fotografia, cristallizzate nella sua videoarte – congela urgenze etiche sotto le spoglie della più raffinata forma estetica.

Muovendosi tra le cyber-vestigia di un microcosmo sempre al confine tra il distopico e l’utopico (dunque, nel più autentico umano), Mustafa Sabbagh affida infine all’osservatore, libero di attribuire alla sua arte un senso innescato ma mai fatto deflagrare, il potere supremo della dissolvenza, compendiata in mytho-maniac in una installazione a muro dei libri d’arte dedicati alla mostra: un lucido fade-out di una sua immagine che lentamente, dallo spettro cromatico, tornerà al nero assoluto, come dichiarazione simbolica « che ogni mutilazione dell’uomo non può che essere provvisoria, e che non si serve in nulla l’uomo, se non lo si serve tutto intero2 ». Come rileva Carlo Sala nel testo critico a suggello della sua curatela, « le figure de-mitizzate che popolano le installazioni di Sabbagh escono dai canoni delle narrazioni fondative e vogliono essere lo strumento per problematizzare e comprendere alcuni mutamenti che toccano l’uomo e la società del presente ». Ecco il senso ultimo della parabola del Mito nell’arte di Mustafa Sabbagh. Le sue icone, come Narciso, invitano allo sguardo; attraverso esse Mustafa Sabbagh, come Prometeo, ci dona il Fuoco.

[comunicato stampa a cura di Fabiola Triolo]

mustafa sabbagh mytho-maniac
curatela _ carlo sala

dal 30 settembre al 12 novembre 2017 vernice _ sabato 30 settembre ore 18.30

giovedì, venerdì 16.00 – 19.30
sabato 16.00 – 21.30
domenica 9.30 – 12.30 _ 16.00 – 21.30 altri giorni su appuntamento

crearte studio
palazzo porcia, piazza castello, 1 _ oderzo [tv]
tel +39 333 7474335 _ mail info@crearte-studio.it ufficio stampa press@mustafasabbagh.com

libro d’arte _ mustafa sabbagh. mytho-maniac edizione limitata di 180 copie, samorani editore, 2017 formato: 59×44 cm | pgg. 48 | ill. originali: 25 interventi in parola _ carlo sala, fabiola triolo
progetto grafico _ aspirine di davide erbisti e gian pietro farinelli
isbn _ 978-88-90935-32-9

IN ART Obiettivo Fotografia

A Villa Genesio di San Polo d’Enza (RE), dall’8 settembre al 1 ottobre 2017, un viaggio attraverso la fotografia contemporanea con “IN ART Obiettivo Fotografia”, esposizione collettiva curata da Elisabetta Margini con un testo di Toni Contiero.

La mostra, che per il terzo anno consecutivo porterà l’arte nelle stanze seicentesche di Villa Genesio, è realizzata in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza. Il vernissage si terrà venerdì 8 settembre alle ore 18.00, alla presenza degli artisti, della curatrice e dei rappresentanti delle Istituzioni.

In esposizione, le ricerche fotografiche di Fabrizio Artoni, Achille Ascani, Alle Basso, Eduardo Becchimanzi, Marco Borciani, Alessandro Brintazzoli, Alessandra Calò, Francesca Catellani, Antonio Cavicchioni, Toni Contiero (in collaborazione con Laura Cadelo, Corrado Costa, Compagnia Teatrale Pietribiasi Tedeschi), Daniele Corradini, Enzo Crispino, Marcello Grassi, Massimo Mantovani, Franco Monari, Marco Montanari, Carlo Vannini, Riccardo Varini. Nel giardino saranno inoltre presentate le sculture in ferro zincato di Oscar Accorsi.

«Scatti svelati – spiega Elisabetta Margini – dove stile e tecnica non sono lo scopo o il fine, ma un mezzo per realizzare immagini che nascono ben prima della ripresa. Negativi e positivi che riassumono una visione personale e originale della realtà a prescindere dal soggetto che, a sua volta, si trasforma in espressione d’arte e momento di storia. Obiettivi in movimento, desiderosi di scoprire, emozionare, catturare. Soggetti, luoghi, ambientazioni, geometrie, prospettive reali o surreali, ispiratrici di un progetto artistico da perpetuare nel tempo».

«Il Fotografo ai tempi della Rete – aggiunge Toni Contiero – è un essere bulimico, onnivoro, multimediale, contaminato, che non può più limitarsi e deve osare, talvolta restringendo il campo d’azione, limitando, fedele al proprio diktat interiore, la propria ricerca a ciò che conosce veramente, cioè le proprie ossessioni. Per assurdo, porsi dei limiti significa aprirsi a nuove prospettive, “alla calma, al lusso e alla voluttà” di prendersi il tempo per riflettere e capire. Ammirare la Luce: the inmost light, una luce intima, che ha a che fare con la parte più segreta e nascosta dello spirito di un artista».

Il percorso espositivo si snoderà dalle cantine di Villa Genesio sino al solaio, attraverso il salone al piano terra e le stanze del primo e del secondo piano. Una seconda parte della mostra sarà allestita all’interno dell’ex casa del custode e nell’annesso giardino.

Villa Genesio è un’antica dimora residenziale con giardino risalente al XVII secolo di proprietà della famiglia Margini-Villa, il cui cognome ha origine dal luogo di provenienza “Villa delle Ville”. Tommaso Villa e successivamente il figlio Genesio modificarono in piccola parte, nel corso del XIX secolo, l’impianto originale. L’attuale configurazione risale ad ulteriori interventi eseguiti nel XX secolo ad opera degli eredi. La grande cantina con il pozzo e la raccolta di reperti lapidei sono documento storico di notevole interesse. Dal 2015 Villa Genesio ha aperto le sue porte all’arte contemporanea: nel 2015 l’Associazione Culturale Merende d’Artista, in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza, ha presentato “Who Où. Arte fuori luogo”; nel 2016 Villa Genesio, in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza, ha presentato “IN ART nel segno del contemporaneo”, a cura di Lia Bedogni, Elisabetta Margini, Riccardo Varini. Nel 2016, in concomitanza con la mostra, sono state inoltre recuperate e aperte al pubblico le stanze dell’ex casa del custode.

IN ART Obiettivo Fotografia
Evento promosso da Villa Genesio in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza
A cura Elisabetta Margini, testo di Toni Contiero
Fotografie di Fabrizio Artoni, Achille Ascani, Alle Basso, Eduardo Becchimanzi, Marco Borciani, Alessandro Brintazzoli, Alessandra Calò, Francesca Catellani, Antonio Cavicchioni, Antonio Contiero (in collaborazione con Laura Cadelo, Corrado Costa, Compagnia Teatrale Pietribiasi Tedeschi), Daniele Corradini, Enzo Crispino, Marcello Grassi, Massimo Mantovani, Franco Monari, Marco Montanari, Carlo Vannini, Riccardo Varini; sculture di Oscar Accorsi

Villa Genesio
Via Don P. Borghi, 14 – 42020 San Polo d’Enza (RE)
8 settembre – 1 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 8 settembre, ore 18.00.
Orari di apertura: venerdì ore 15.00-22.00, sabato e domenica ore 10.00-22.00

Per informazioni:
Comune di San Polo d’Enza
Tel. 0522 241729
biblioteca@comune.sanpolodenza.re.it
www.comune.sanpolodenza.re.it
www.facebook.com/villagenesio

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

Fino alla fine del mare

Dal 31 agosto al 9 settembre, in contemporanea al 74. Festival del Cinema di Venezia, la mostra fotografica “Fino alla fine del mare” di Jacopo Di Cera è in esposizione sulla storica barca di Pier Paolo Pasolini “Edipo Re”, attraccata al Lido di Venezia.
L’esposizione rientra nell’evento “Isola Edipo” organizzato da Impresa a Rete, Società Cooperativa Onlus, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e Kip International School – Onu. Tra le novità di quest’anno, propone il “Premio Edipo Re” nell’ambito del quale le opere di Jacopo Di Cera sono state scelte come premi da donare a coloro che si sono distinti per l’impegno nella cultura e nell’inclusione umana:Dacia Maraini, Bernardo Bertolucci, Vasco Rossi, Massimo Bottura, Pippo Delbono, Valentina Pedicini, Pia Covre e Carla Corso, Emilio Isgrò, Carlo Messina, Angelo Vescovi, Gregoire Ahongbonon, Fondazione con il Sud e Reste Stop OPG.Un ricco calendario di appuntamenti anima tutto il periodo di ormeggio (31 agosto – 9 settembre) presso Riva Corinto al Lido di Venezia: incontri sul tema dell’inclusione, dibattiti, anteprime, concerti e consegna dei premi. Successivamente la barca si sposta all’Arsenale (13 – 20 settembre) con incontri con l’autore e visite guidate con i curatori del progetto.

CALENDARIO EVENTI

Opening – Lido, Venezia
Giovedì 31 agosto, ore 17
Barca “Edipo Re”, Lido di Venezia, Riva di Corinto 1
apertura al pubblico dal 31 agosto al 9 settembre
da lunedì a domenica, orario 17.00 – 19.00
Ingresso gratuito
www.edipore.it

Opening – Arsenale Nord, Venezia
Mercoledì 13 settembre, ore 17
Barca “Edipo Re”, Arsenale Nord, fermata vaporetto Bacini, ingresso da Tesa 105 apertura al pubblico dal 13 al 19 settembre
da lunedì a domenica, orario 11.00 – 20.00
Ingresso gratuito
www.finoallafinedelmare.com

In contemporanea con l’esposizione a Venezia l’intera collezione dell’artista Jacopo Di Cera è disponibile presso lo Spazio Anna Breda di Padova che fornisce approfondimenti tecnici e culturali sulle opere. Presso lo spazio Anna Breda è possibile inoltre acquistare le opere il cui ricavato verrà in parte devoluto alla Onlus “Save the Children” partner del progetto.

Opening – Spazio Anna Breda, Padova
Mercoledì 30 agosto, ore 19
Spazio Anna Breda, Via del Vescovado 86, Padova
apertura al pubblico dal 31 agosto al 20 settembre
da martedì a sabato, orario 16.00 – 20.00
Ingresso gratuito
www.spazioannabreda.com

15° Portfolio Trieste

Prosegue “Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad”, la prestigiosa rassegna annuale ideata nel 2004 dalla FIAF (www.fiaf.net), la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, che riunisce le più importanti manifestazioni nazionali caratterizzate da incontri di lettura di Portfolio.

Il 26 e il 27 agosto Portfolio Italia farà tappa a Trieste con il “15° Portfolio Trieste”, rassegna appartenente alla più ampia manifestazione “15° TriestePhotoFestival”.

15° TriestePhotoFestival” è arricchito dal concorso fotografico “15° Portfolio Trieste” che vede Trieste come quinta tappa del prestigioso Circuito FIAF “Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad”. Gli incontri di lettura di portfolio si terranno sabato 26 e domenica 27 agosto nella Sala Multifunzionale “Piccola Fenice” di Trieste, in via San Francesco 5. I lettori saranno Massimo Agus, Orietta Bay, Silvano Bicocchi, Alessandra Capodacqua, Paolo Cartagine, Manuela Cigliutti, Tullio Fragiacomo, Lorella Klun, Fulvio Merlak, Chiara Spat.

FIAF è partner ufficiale di Fowa/Hasselblad, azienda produttrice, vera icona del mondo della fotografia, che parteciperà a “15° TriestePhotoFestival” con un Desk Point Hasselblad dove sarà possibile richiedere informazioni tecniche sui prodotti, provare gratuitamente i dispositivi e ricevere assistenza tecnica. Nel corso del weekend Angelo Ferrillo, Ambassador Hasselblad, terrà inoltre due workshop dal titolo “Street Photography”.

6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI
Via G. Mameli 3 – 20129 Milano
Tel. +39.02.84560801
Email: 6Glab@seigradi.com
Pagina Facebook: www.facebook.com/6Glab
Twitter: https://twitter.com/6Glab
www.seigradi.com

Photolux Festival 2017

La prossima edizione del Photolux Festival. Biennale Internazionale di Fotografia, a Lucca dal 18 novembre al 10 dicembre 2017, sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”.

“Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro.” Ad affermarlo è stato Predag Matvejevic, autore nel 1987 di Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, tradotto in oltre venti lingue.

Le parole di Matvejevic risuonano, nella loro assoluta attualità, espresse da molte delle mostre e riecheggiate dagli appuntamenti di Photolux 2017.

“Il Mediterraneo è lo scenario nel quale negli ultimi anni si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai flussi migratori verso le coste europee, una delle più gravi per le sue proporzioni in termini di persone coinvolte e per le ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa”, annota Enrico Stefanelli che di Photolux Festival è il fondatore e direttore artistico.

“E oggi più che mai si avverte l’urgenza di tornare a interrogare il Mediterraneo e la sua storia, di trovare un nuovo dialogo tra le culture”.

Per questo l’edizione 2017 di Photolux Festival vuole essere un focus sui fotografi del Mediterraneo e su quelli che del “mare nostrum” hanno fatto l’oggetto del proprio sguardo, che dia luogo a inedite contaminazioni e che provi a raccontare un mare dove da millenni si incontrano e scontrano civiltà che ne arricchiscono e complicano la storia”.
L’edizione 2017 della Biennale lucchese di fotografia si presenta molto ricca di proposte di qualità.

Le 22 mostre che compaiono nella selezione ufficiale offrono il meglio di quanto la fotografia abbia espresso su questo tema-simbolo. Con giovani autori delle due sponde del mare affiancati alle “grandi firme” della fotografia, in un confronto – dialogo di potente presa anche emotiva.

Tra le proposte espositive annunciate, citiamo la retrospettiva “Diary of a Century”, di Jacques-Henri Lartigue, curata da Alessandra Mauro e organizzata in collaborazione con di Chroma photography e il Ministère de la Culture France / Association des Amis de Jacques-Henri Lartigue, France, nel trentennale della scomparsa del grande fotografo e artista francese.
Stimolanti e molto attese, tra le altre, le monografiche di Paolo VerzoneCadets”, a cura di Enrico Stefanelli), di Nick HannesMediterranean. The Continuity of Man”, a cura di Sandro Iovine).

Queste le prime anticipazioni di un Festival che giorno dopo giorno arricchisce il proprio programma con continue nuove proposte, tutte attentamente selezionate, naturalmente.

E poi quel “contorno” che è la vera anima di questo grande Festival italiano: gli incontri. Il primo in calendario è quello con Tony Gentile, che racconterà il suo lavoro “La Guerra. Una storia siciliana”, nel venticinquennale della morte dei giudici Falcone e Borsellino, da cui è nato un libro edito da Postcart e una mostra, oggi in corso alla Manuel Rivera-Ortiz Foundation ad Arles.

Il tutto in una città davvero unica com’è Lucca, elegante laboratorio della fotografia internazionale.

Per ulteriori informazioni
www.photoluxfestival.it

Fuori Fuoco Moak

Raccontare il caffè in tutte le sue forme attraverso immagini di persone, oggetti e luoghi. E’ questo l’obiettivo dell’edizione 2017 di Fuori Fuoco Moak.

Il concorso è aperto a tutti i fotografi – professionisti e amatoriali – chiamati a costruire una storia o a realizzare un mini-reportage attraverso una sequenza di 3 immagini che facciano riferimento al caffè nella sua accezione più ampia (pianta, seme, bevanda, locale pubblico, colore, etc.).

Il termine ultimo per l’invio dei lavori fotografici è il 18 settembre 2017, scarica il bando cliccando qui

La giuria del concorso sarà presieduta da Laura Serani.

I primi tre classificati riceveranno un premio in denaro (montepremi € 3.000).

Le immagini selezionate dalla giuria inoltre, saranno diffuse attraverso mostre, eventi e materiale promozionale negli oltre 60 paesi del mondo in cui opera Moak.

www.fuori-fuoco.com | info@fuori-fuoco.com | infoline +39 393 0965902

Premio Marco Pesaresi 2017

Promosso da Savignano Immagini in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone, il Comune di Riminie l’Associazione Il Fanciullino di Isa Perazzini.

Il Premio Marco Pesaresi, giunto alla sedicesima edizione, è destinato a ricordare la straordinaria figura del fotografo riminese Marco Pesaresia ttraverso la promozione di ricerche e produzioni di fotoreportage connotate da aspetti di progettualità e di innovazione nell’ambito della pratica e del linguaggio della fotografia contemporanea.

Il valore del Premio è di 5.000,00 euro (cinquemila//00 euro).

Il concorso è aperto a tutti i fotografi di ogni nazionalità nati dopo il 1 gennaio 1977 compreso.

Il progetto fotografico, realizzato grazie al contributo del Premio, sarà esposto in mostra alla prossima edizione del SIFEST 2018.

Per partecipare alla selezione i lavori (massimo 20 foto) dovranno essere inviati alla segreteria del festival tramite mail o spedizione del cd (file estensione .jpeg / dimensioni lato lungo cm. 30 / 72 dpi), unitamente a un testo di presentazione che illustri il progetto fotografico da realizzare, a una breve biografia artistica e alla scheda di iscrizione, entro sabato12 agosto 2017:

mail: info@savignanoimmagini.it

Savignano Immagini | Premio Marco Pesaresi 2017

c/o Vecchia Pescheria, corso Gino Vendemini, 51

I – 47039 Savignano sul Rubicone (FC) ITALY

Ph (+39)0541.941895

web site: www.sifest.it

FOTOCONFRONTI OFF 2017

Il Club Fotografico AVIS Bibbiena, insieme al CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’autore e alla FIAF – la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, annuncia che è stato aperto il bando per partecipare alla selezione per FOTOCONFRONTI OFF 2017, la sezione alternativa del festival FOTOCONFRONTI 2017 (Bibbiena, 15 – 17 settembre). Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre giovedì 31 agosto 2017.

Gli iscritti potranno accedere alla selezione per la partecipazione alla sezione OFF di FOTOCONFRONTI 2017, manifestazione di rilevanza nazionale, da anni importante punto di riferimento per la fotografia italiana, oltre che luogo di incontro e di scambio di esperienze a disposizione dei giovani emergenti che operano nel campo dell’arte fotografica. La sezione OFF di FOTOCONFRONTI è una prestigiosa vetrina nell’ambito di una più ampia iniziativa interamente dedicata alle nuove proposte nel campo della fotografia.

La quota di partecipazione alla sezione OFF è di € 10.00 ed è aperta a fotografi italiani o stranieri. Gli autori potranno concorrere individualmente o in gruppo e potranno esprimere in maniera libera e senza vincoli di temi, formati e numero di immagini la loro creatività presentando uno o più lavori o progetti. Il Club Fotografico Avis Bibbiena mette a disposizione degli autori, per esposizioni fotografiche ed installazioni, spazi limitrofi al Centro Italiano della Fotografia d’Autore (Palazzo Ferri, negozi ed ex negozi, spazi pubblici e locali e spazi aperti).

Per partecipare alla selezione il candidato dovrà inviare, insieme al titolo del progetto/installazione, da un minimo di una ad un massimo di 15 immagini, un breve testo esplicativo o critico e una biografia dell’Autore. Ciascun autore o gruppo potrà presentare fino ad un massimo di 2 proposte.

I fotografi riceveranno una comunicazione, qualunque sia l’esito della selezione, entro il giorno 4 settembre 2017.
Qualora la proposta venga accettata sarà necessario che l’autore predisponga a suo carico tutto il materiale che servirà per l’allestimento, incluse le stampe e l’uso di apparecchiature specifiche. Il montaggio e lo smontaggio della mostra sono a carico dell’autore.

Per maggiori informazioni:

http://www.centrofotografia.org/informations/attivita/179

 

FIAF
Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un’associazione senza fini di lucro, attenta da sempre alle tendenze e alle istanze culturali della fotografia italiana, che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia amatoriale su tutto il territorio nazionale. In oltre sessant’anni di storia la FIAF non ha cambiato il suo originale intento ed oggi annovera circa 5.500 associati e 550 circoli affiliati, per un totale di oltre 40.000 persone coinvolte nelle attività dell’Associazione, accomunate dalla passione per il mondo della fotografia e a cui fornisce molteplici servizi, dai più pratici mirati al sostegno alle organizzazioni a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo associato. www.fiaf.net

CIFA
Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nasce a Bibbiena, in provincia di Arezzo, per volontà della FIAF, la più importante e meglio organizzata associazione fotografica nazionale non professionale. La sua diffusione sul territorio nazionale e la sua “trasversalità” a livello sociale e culturale permettono al Centro di porsi come osservatorio privilegiato sulla fotografia. L’attività del Centro pone particolare attenzione allo studio e alla valorizzazione della fotografia italiana del periodo storico che parte dall’ultimo dopoguerra. Di fondamentale importanza è l’impegno nel campo della conservazione, inventariazione, catalogazione e riproposizione al grande pubblico del proprio patrimonio fotografico. A questo scopo sono stati approntati dei locali realizzati secondo le più recenti normative sulla conservazione del materiale fotografico e sta per partire una campagna di inventariazione e catalogazione dei fondi già acquisiti, da realizzarsi con programmi che permettono di interfacciare i dati con quelli delle altre istituzioni culturali italiane. 

 

Per ulteriori informazioni:
6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa
Via G. Mameli 3 – 20129 Milano
Tel. +39.02.84560801 / Fax +39.02.84560802
Email: 6Glab@seigradi.com
Pagina Facebook: 6Glab
Twitter: https://twitter.com/6Glab
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pere all’interno dei locali.

Il canto del mare

Lo spazio MADE4ART di Milano è lieto di presentare Il canto del mare, personale dell’artista fotografo di origine marchigiana Guido Alimento (Macerata, 1950) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.

In esposizione una selezione di opere che hanno per tema il mare, fissato, descritto e interpretato dall’obiettivo dell’artista in tutta la sua straordinaria poesia.

Accanto alla serie Mare tra realismo e astrazione, dove la vastità e la potenza dell’elemento naturale ritratto in una visione panoramica è in grado di suscitare stupore e meraviglia nell’osservatore, Guido Alimento concentra l’attenzione anche su dettagli all’apparenza minimi e tendenti all’astrazione, come i legni corrosi dalla salsedine delle cabine da spiaggia e le coloratissime reti dei pescatori, particolari capaci di rivelare il mare senza mostrarlo direttamente, alludendo all’essere umano che conduce la propria vita in riva o sulle onde. Il mare di Alimento è un luogo al contempo fisico e dello spirito, con una propria musica che sa toccare nel profondo la nostra interiorità. Un canto che, parafrasando il poeta e artista libanese Khalil Gibran, non termina sulla riva, ma nel cuore di chi ascolta.

La personale di Guido Alimento prevede uno speciale incontro con l’artista fotografo, che si terrà presso la sede di MADE4ART in data martedì 18 luglio alle ore 18.30. Nello stesso periodo nella prestigiosa location del Lido Palace Hotel di Santa Margherita Ligure, MADE4ART esporrà un progetto artistico di Alimento che rimarrà aperto al pubblico negli spazi dell’hotel per tutta la durata della stagione estiva.

Guido Alimento. Il canto del mare
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

18 – 25 luglio 2017
Orari di apertura:
Preview dal 5 al 17 luglio: su appuntamento
Special opening con l’artista martedì 18 luglio, ore 18.30
Dal 19 al 24 luglio: lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

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