Archivi categoria: Fotografia

L’ occhio magico di Carlo Mollino

Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ha scelto per l’ avvio della stagione espositiva del 2018 una mostra insieme molto torinese e altrettanto internazionale, dedicata a Carlo Mollino.

“L’ occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”, a cura di Francesco Zanot, sarà a CAMERA (Torino), dal 18 gennaio al 13 maggio 2018. L’ esposizione attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’ archivio del Politecnico di Torino. Questa iniziativa fa seguito alla mostra “Carlo Mollino. In viaggio“, tenutasi presso CAMERA nella primavera del 2016, a testimonianza del rafforzamento della collaborazione tra Politecnico e CAMERA, anche grazie a un accordo di collaborazione siglato nell’ aprile di quest’ anno.

L’ attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

Qualsiasità

Sabato 9 dicembre inaugura a Pesaro in Pescheria, la mostra fotografica ‘Qualsiasità’ curata da Alessandro Dandini de Sylva.

Parte così il calendario 2017/18 delle attività della ‘nuova’ Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive; la scelta della fotografia – linguaggio universale e ‘democratico’ – conferma in pieno la mission della Fondazione, nata con l’idea ferma di parlare ad un pubblico ricco ed eterogeneo e di aprirsi alle eccellenze artistiche nazionali e internazionali attraverso il dialogo con soggetti diversi.

Il progetto espositivo è dedicato alla ricerca fotografica di Guido Guidi e ad una nuova generazione di artisti testimoni della sua particolare attitudine: nei primi anni ottanta del novecento, Guidi avvia un’esplorazione del paesaggio tra Emilia Romagna e Veneto in perfetta continuità con l’esperienza del cinema neorealista.

Il titolo scelto è infatti liberamente ispirato ad una citazione di Cesare Zavattini, voce del Neorealismo italiano. Il pubblico potrà ammirare più di novanta fotografie che raccontano la provincia italiana tra Cesena, Ravenna, Faenza, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda: quelle immagini sono il risultato delle indagini compiute sul territorio romagnolo dal 1984 al 2015 da Cesare Ballardini, Cesare Fabbri, Jonathan Frantini, Marcello Galvani, Guido Guidi, Francesco Neri, Luca Nostri.

Nel lavoro dei sette fotografi’ – spiega il curatore Alessandro Dandini de Sylva – ‘la ‘qualsiasità’ dello sguardo si traduce in fotografia del quotidiano, attenta agli aspetti minori del territorio e rivolta al paesaggio immediatamente vicino, vissuto come luogo primo dell’osservazione.’

Con uno stile documentario, le fotografie riescono a fornire una descrizione non retorica di luoghi considerati marginali dall’iconografia ufficiale. Ne emerge una geografia italiana ‘preziosa’ perché, anche a distanza di pochi anni, assume già un inestimabile valore storico a fronte delle rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio.

Promossa dalla Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, ‘Qualsiasità’ è una produzione della Fondazione Malaspina di Ascoli Piceno – piattaforma sperimentale per la ricerca sulla fotografia contemporanea fondata nel 2016 – che in questo momento sta restaurando la sua sede (un palazzo storico del Cinquecento) danneggiata dal terremoto dello scorso anno. La mostra torna in Italia dopo una prima tappa internazionale a Londra all’Istituto Italiano di Cultura, dove era stata selezionata nel programma ufficiale di Photo London. L’appuntamento di Pesaro offre un percorso espositivo ampliato che si arricchisce per l’occasione di fotografie inedite degli anni ’80 di Guido Guidi.

THESE JAPANESE

La galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio presentano la mostra di opere fotografiche di artisti giapponesi, Takuma Nakahira, Yutaka Takanashi, Daido Moriyama, Susumu Matsushima, Hitomi Watanabe, Kazuo Kitai, Eikoh Hosoe e Miyako Ishiuchi, provenenti dalla collezione di Angelo Ceglie, appassionato di fotografia.

Realizzate in Giappone tra gli anni Sessanta e Settanta, le fotografie in mostra sono la testimonianza di una stagione ricca di cambiamenti e il punto di partenza della maggior parte delle forme espressive attuali. Il rigore compositivo ed estetizzante di Eikoh Hosoe e l’approccio radicale di Takuma Nakahira, i racconti urbani di Yutaka Takanashi e le geniali ossessioni di Daido Moriyama, lo sguardo sensibile e sgranato di Miyako Ishiuchi e le cronache della protesta di Hitomi Watanabe e Kazuo Kitai, per finire con le pin-up sensuali e colorate di Susumu Matsushima; questo il racconto di un mondo in costante e tumultuoso mutamento, riportato da punti di vista diversi e dissonanti, destinati comunque a divenire imprescindibile “storia della fotografia”.

Completano il ritmo del progetto espositivo l’associazione di queste opere con alcuni pezzi dal design originale scelti da Stefano Straziota, direttore creativo della galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio, attraverso lo studio della forma e della decorazione.

THESE JAPANESE
Fotografi in un tempo turbolento.
Così lontani, così vicini.

Dal 5 dicembre fino al 12 gennaio 2018

OPENING
Martedì 5 dicembre
ore 20:00

con videoinstallazioni a cura di
Francesco Castellani, Cellule Creative Studio e Angelo Ceglie

Misia Arte Sas
Via Putignani 153
70122 – Bari
+39 080 5212826
+39 347 6050000 (mobile)

Les murs. Rue de l’esperance

Muri e muri. Psicologici e fisici. Corpi in attesa, corpi che interrogano. Diciassette sono le opere tratte dall’ultimo progetto Rue de l’esperance – che vede la prima esposizione in Italia – e sei le opere tratte da Libre circulation – già esposte in Italia, la cui prima tappa è stato il Museo di Villa Croce a Genova – per raccontare LES MURS.

Così Sandra Solimano: […] le fotografie di “Libre circulation” appaiono in qualche modo come il frutto di un onirico reportage,[ …] l’uomo e la donna compaiono nella sequenza fotografica […] come pedine sulla scacchiera di un gioco crudele, eppure non indifferente alla categoria del bello nell’elegante partitura di luci e ombre, nella ricercata composizione a dittico, nelle posture stesse dei modelli, teatrali e scenografiche, nel loro riferirsi più che alla vita a una sorta di rappresentazione […].

Nelle fotografie di Rue de l’esperance (una novantina di opere) a creare la ‘scena’ contribuiscono: modelli e modelle ripresi i in studio, disegni degli anni novanta/duemila, tracce di graffiti, parole e frammenti di murales fotografati nelle strade di Parigi e oggetti costruiti in 3D, nell’intento di dare visibilità ai conflitti, alla disumanità, alla seduzione, alle relazioni di coppia, al tempo che passa, alle speranze.

Riccarda Montenero – Les murs. Rue de l’esperance
MUTABILIS
Torino – dal 28 novembre al 9 dicembre 2017
Via Dei Mille 25/c (10123)
+39 01119703172
info@mutabilislab.com
www.mutabilislab.com

I Grandi Maestri

Arriva a Roma, nella sua unica tappa italiana, la mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica ospitata al Complesso del VittorianoAla Brasini dal 16 novembre 2017 al 18 febbraio 2018.

La mostra, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto ed è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica indaga per la prima volta la grande rivoluzione del mondo della fotografia, e in genere della visione, resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi. Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall’archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

Foto dopo foto, questa mostra rivela come gran parte delle immagini impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica e come tutte queste fotografie costituiscano quindi un ampio caleidoscopio delle tendenze fotografiche e degli sviluppi degli ultimi dieci decenni.

Nel 1914 grazie Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm. L’ideazione della “Ur-Leica” segna la nascita di una fotografia dinamica e con un’enorme portata creativa, offrendo al fotografo innumerevoli nuove forme di espressione e permettendo di osservare il mondo in molti modi, e continua a farlo anche oggi. Se lo stile è fatto di visione e di tecnica, non c’è dubbio che l’esistenza di un nuovo apparecchio, duttile e flessibile, in grado di seguire il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione, da quelle più intime alle più ufficiali, ha permesso a generazioni di autori di vedere, immaginare, documentare e riprendere in un modo diverso la realtà.
Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina. Primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

La mostra è composta da 16 sezioni che intrecciano insieme l’ordine tematico con la cronologia, in un percorso che va dalla nascita della prima fotocamera Leica fino alle più recenti visioni. Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all’uso della fotografia come strumento di propaganda. Ma anche ad un tipo di ricerca più umanista, infatti la Leica arriva ad essere utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada. Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d’elezione. Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Il 15 novembre la carriera di Gianni Berengo Gardin, probabilmente il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, sarà onorata dal Leica Hall of Fame Award conferito da Leica Camera AG a Roma. Una selezione delle sue opere è presente in mostra.

Elenco sezioni
Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi.

L’iniziativa è promossa da Generali Italia – sponsor della mostra – tramite il programma Valore Cultura, che ha l’obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Contrasto.

Postmetropolis

Oggi il “mondo … è diventato, per molti aspetti pratici, una città” (Lewis Mumford, La città nella storia)… “occuparsi della città, quindi, è un modo di dedicarsi agli enigmi del mondo e della nostra esistenza” (Lea Vergine, La città e l’immaginario).

La globalizzazione sta cambiando il mondo. Anche le metropoli si stanno modificando. Complessi fenomeni di riconversione territoriale ci stanno portando verso la città del XXI° secolo, ancora tutta da definire e scoprire.

Nella realtà complessa delle megalopoli gli aspetti e le contraddizioni della città contemporanea emergono con più forza e drammaticità, sia nella negatività dello squallore sia nello splendore degli edifici. Per questo il progetto è incentrato sulle megalopoli, il terreno più adatto per un’analisi completa.

Le immagini del lavoro mostrano segni comuni e tracce, spesso difficilmente visibili e, in città lontanissime, affiorano trame identiche e identiche contraddizioni, come se quella che sta coprendo la superficie del mondo fosse un’unica, indefinita metropoli. Una metropoli senza nome, “Untitled” appunto, come molte delle immagini scattate…. “Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti”. (Italo Calvino, Le città invisibili)

Nato a Firenze nel 1962, dopo studi in architettura, Massimo Borchi si dedica alla fotografia professionale dal 1987. Nel 1991 fonda l’agenzia fotografica Atlantide Phototravel. Lavora con le principali testate di viaggio sia italiane che internazionali (Geo Special, ADAC, Merian, New York Times, National Geographic Traveler, Gente Viaggi, Bell’Europa, Viaggi e Sapori fra le altre). Dal 1995 si occupa di importanti progetti finalizzati alla pubblicazione di libri fotografici, poi pubblicati in numerosi paesi. I suoi ultimi progetti personali sono focalizzati soprattutto sulle metropoli, da sempre il campo di applicazione preferito.

Massimo Borchi – Postmetropolis
SACI – PALAZZO DEI CARTELLONI
Firenze – dal 7 novembre all’otto dicembre 2017
Via Sant’Antonino 11 (50123)
+39 055289948 , +39 0552776408 (fax)
info@saci-florence.edu
www.saci-florence.edu

#newvisualexperience

MADE4ART di Milano è lieto di presentare #newvisualexperience, mostra personale dell’artista fotografo Michele di Palo (Minervino Murge, Puglia, 1983) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.

Il progetto artistico comprende una selezione di scatti realizzati da di Palo nel corso degli ultimi anni nella campagna tra Puglia e Basilicata, terra di provenienza cara all’autore, luoghi di ispirazione, riflessione e ricerca estetica.

Questa terra ricca di vita e di memoria, ripresa nella piena potenza dell’estate o nel silenzioso raccoglimento invernale, si rivela, grazie all’obiettivo del fotografo, in immagini di grande bellezza e fascino, dove la vicinanza tra le diverse colture, i solchi tracciati dalle macchine agricole e un rapporto osmotico con il cielo danno origine a inaspettati incontri tra linee e colori diversi, un’armonica astrazione creata dalla natura e dal lavoro dell’uomo. La campagna pugliese e lucana diventa per Michele di Palo un pretesto per raccontare di sé e della propria vita, per fissare precisi istanti vissuti con emozioni e ispirazioni da ricordare, come dimostrano i titoli dei lavori, alcuni dei quali riportano anche il giorno e il mese dello scatto. Le immagini fotografiche di di Palo vanno oltre la mera descrizione visiva di un ambiente naturale, suggerendo all’osservatore una nuova esperienza visuale, più intima e completa, invitandolo a scendere in profondità dentro l’anima di questi luoghi, a indagare con attenzione nella propria interiorità.

#newvisualexperience, con data di inaugurazione martedì 7 novembre 2017, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 dello stesso mese; media partner della mostra Image in Progress.

Michele di Palo.#newvisualexperience
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

7 – 20 novembre 2017
Inaugurazione martedì 7 novembre, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19, sabato ore 16 – 19
La mostra resterà chiusa al pubblico in data venerdì 17 novembre

Catalogo della Collana MADE4ART
disponibile in sede e scaricabile gratuitamente dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Media partner Image in Progress

Tulku

Appuntamento da non perdere venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 17 nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground per la presentazione della mostra fotografica “Tulku. Le reincarnazioni mistiche del Tibet”, frutto di un lungo viaggio durato oltre 30 anni che il giornalista Piero Verni e i fotografi Giampietro Mattolin e Vicky Sevegnani hanno compiuto lungo l’orizzonte delle comunità tibetane dell’India e della regione tibeto-himalayana.

Per l’occasione è stato organizzato l’incontro con Giampietro Mattolin che sarà intervistato dal direttore del Lu.C.C.A. Maurizio Vanni. “L’intento – spiega Vanni – è quello di comprendere in che modo la suggestione dei luoghi e l’importanza spirituale dei personaggi ritratti abbiano influenzato Mattolin e l’obbiettivo della sua macchina fotografica. La sfida che attende i visitatori sarà quella di percepire ciò che va oltre il senso della vista”.

Dal punto di vista dell’insegnamento del Buddha, l’essere umano non vive una sola esistenza ma, al contrario, passa attraverso un ciclo ininterrotto di nascite, morti e rinascite che avrà termine solo quando sarà in grado di ottenere lo stato superiore di coscienza chiamato Illuminazione. Il pensiero tibetano ha arricchito il tradizionale modo di vedere buddhista sulla reincarnazione di un nuovo elemento: quello dei tulku, i maestri che, in virtù dell’alto livello spirituale raggiunto, possono controllare il processo delle successive reincarnazioni. I tulku (“corpi d’emanazione”) sono quei maestri spirituali che scelgono di ritornare nel mondo, esistenza dopo esistenza, per essere di aiuto agli esseri viventi. La tradizione di queste reincarnazioni mistiche è una caratteristica peculiare del Buddhismo vajrayana, la forma dell’insegnamento del Buddha diffusa in Tibet, regione himalayana e Mongolia. I principali e più venerati di tutti i tulku, sono i Dalai Lama, da oltre tre secoli considerati come le massime autorità spirituali e temporali del Tibet”.

I 55 pannelli che compongono la mostra raccontano al visitatore di alcuni tra i più importanti maestri reincarnati tibetani dello scorso secolo e contemporanei. Da Sua Santità il XIV Dalai Lama (a cui è dedicata una specifica sezione) a Chatral Rinpoche (una vera leggenda del Buddhismo tibeto-himalayano morto nel 2015 all’età di 103 anni), dal Sakya Trinzin (il detentore di uno dei principali lignaggi del Buddhismo tibetano) a Khamtrul Rinpoche (fotografato una prima volta bambino nel 1984 e poi adulto nel marzo 2015), da Situ Rinpoche (catturato dall’obiettivo durante l’importante cerimonia del “Cappello Rosso”) a Kandro Rinpoche (attuale detentrice della antica linea di insegnamenti femminili delle Jetsunma), da Lama Paljin Tulku (uno dei pochi occidentali formalmente riconosciuto come la reincarnazione di un maestro tibetano) a Kirti Rinpoche, abate dell’omonimo monastero uno dei più importanti dell’intero Tibet orientale.

L’esposizione sarà visitabile con ingresso libero fino al 12 novembre 2017.

Note biografiche

Giampietro Mattolin, fotografo e viaggiatore, privilegia gli “scatti” legati alle esperienze di viaggio. Nel 2005 ha vinto il premio “De Pisis” in occasione di Landscapes, Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara. Particolarmente interessato alle culture indo-himalayane ha avuto l’opportunità di visitare tutti i Paesi di questa vasta regione, dal Ladakh al Nepal, dal Sikkim all’Arunachal Pradesh, dal Tibet al Bhutan fino al Myanmar (Birmania). Ha pubblicato alcuni libri fotografici, organizzato l’evento Himalaya e allestito le mostre fotografiche Cham, le danze rituali del Tibet e Amdo, il Paese del XIV Dalai Lama. Inoltre, nell’arco di diversi anni, ha potuto fotografare il Dalai Lama in varie occasioni sia in Asia sia in Europa.

Vicky Sevegnani, fotografa e pubblicista si interessa da molto tempo delle culture e dei popoli del Tibet, dell’India e della regione himalayana, che hanno costituito l’aspetto principale della sua attività professionale. Nel corso degli anni ha incontrato alcuni tra i più importanti maestri tibetani, in primo luogo il Dalai Lama, che ha potuto fotografare in diversi momenti delle loro vite.

Piero Verni, giornalista, scrittore e documentarista vive tra la Bretagna e l’Italia. Dedica la maggior parte del suo lavoro alla conoscenza della civiltà tibetana e delle culture indo-himalayane, soggetto di numerosi reportage, libri e documentari. Ha avuto il privilegio di poter scrivere una biografia autorizzata del Dalai Lama il quale, nel corso degli anni, gli ha concesso oltre 50 interviste esclusive e conversazioni private.

“TULKU – LE REINCARNAZIONI MISTICHE DEL TIBET”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 4 ottobre al 12 novembre 2017
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

L’Europa di Bolondi

La rassegna “Profeti in patria – Cammini d’artista a Montecchio Emilia” giunge alla terza edizione, dedicata alla fotografia di Ivano Bolondi.

Dopo il successo riscosso con Graziano Pompili ed Omar Galliani, il Comune di Montecchio Emilia sceglie come nuovo “profeta” Ivano Bolondi, fotografo originario di Montecchio Emilia (RE), autore di immagini che, come parole, esplorano “I 5 continenti”.

Da ottobre 2017 a luglio 2018, all’interno del Castello di Montecchio Emilia (Via A. D’Este), saranno allestite cinque mostre, dedicate ai cinque continenti. La prima esposizione – “Europa” – sarà inaugurata sabato 21 ottobre, alle ore 17.00, con una presentazione di Massimo Mussini.

«Sono passati tre anni – scrive l’Assessore Angela Marchetti – da quando l’Amministrazione comunale di Montecchio Emilia ha deciso di sostenere la voce dei suoi artisti con l’iniziativa “Profeti in Patria”. L’idea era che la loro voce potesse chiamare nel deserto dei nostri tempi per suscitare un coro di voci, le voci di chi avrebbe accettato di entrare in dialogo con queste persone che non smettono di cercare di essere vive. Desiderio di conoscere e incontrare, pratica dell’accoglienza e del dialogo anche quando a dividerci sono i chilometri, la cultura, la tradizione, questo è ciò che l’opera di Ivano Bolondi riesce a comunicare. I fotografi che lavoreranno con lui a questo lungo anno insieme ricreeranno con tutti quelli che vorranno partecipare, nuove letture della realtà e nuovi intrecci di vite, di pensieri, di sentimenti per prendere Montecchio in una rete di immagini e parole che non lasci più nessuno a sentirsi escluso da un silenzio senza inviti. Prendiamo una fotografia oggi di Montecchio e scopriamo se si sarà modificata alla fine di questo viaggio».

Realizzato in collaborazione con Cinefotoclub Montecchio, in occasione del 35° Fotofestival, l’anno di Ivano Bolondi sarà arricchito da un ricco programma di iniziative rivolte a giovani, adulti, bambini e studenti di ogni età. Ci saranno serate dedicate a fotografi, viaggiatori, registi, critici, unitamente a proiezioni, workshop, laboratori, progetti musicali e residenze d’artista, per vedere, e sentire, il territorio con occhi nuovi.

La mostra “Europa” sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018 nei seguenti orari: lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica 15.00-19.00. Ingresso Euro 2,00.

Nell’ambito della rassegna “Profeti in Patria”, nei mesi di ottobre e novembre si terranno le seguenti iniziative: sabato 28 ottobre, ore 10.00, presso l’Ex Macello Comunale (Via Marconi, 18), “#selfiemontecchioemilia”, mostra fotografica a cura di Fabian Albertini e Juliana Curvellano; venerdì 10 ottobre, ore 21.00, Castello medievale, “Corretti stili di vita nell’emozione di una foto”, serata condotta da Ermanno Rondini, Presidente della LILT (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) di Reggio Emilia; venerdì 24 novembre, ore 21.00, Castello medievale, presentazione del video multimediale “Ivano Bolondi (Autore dell’Anno FIAF 2005)”, a cura di Lorenzo De Francesco, Direttore del Servizio Audiovisivi della FIAP (Fèdération International de l’Art Photographique).

Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it). Per aggiornamenti relativi al programma della manifestazione: www.ivanobolondi-profetiinpatria.com.

Profeti in patria – Cammini d’artista a Montecchio Emilia
Ottobre 2017 – luglio 2018

IVANO BOLONDI
I 5 continenti – Immagini come parole. Europa
Presentazione di Massimo Mussini
Castello di Montecchio Emilia
Via A. D’Este, 5
42027 Montecchio Emilia (RE)
21 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 21 ottobre 2017, ore 17.00
Orari: lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica 15.00-19.00.
Ingresso Euro 2,00.

Per informazioni:
Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia
Tel. 0522 861864
biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it
www.ivanobolondi-profetiinpatria.com

Uffici Stampa:
Comune di Montecchio Emilia
Paolo Casamatti
Tel. 0522 861863
Cell. 347 9732826
p.casamatti@comune.montecchio-emilia.re.it
www.comune.montecchio-emilia.re.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142
www.csart.it
info@csart.it

Cronache dal set

Da domani al 7 gennaio a Torino, presso Project Room di CAMERA, si terrà una mostra sul cinema di Paolo Sorrentino raccontata attraverso le fotografie di Gianni Fiorito.

Cronache dal set” (questo il titolo) propone una quarantina di scatti di Gianni Fiorito. Organizzata dal Centro Italiano per la Fotografia e curata da Maria Savarese, la curiosa rassegna si tiene contemporaneamente alla mostra “Arrivano i Paparazzi!” sul tempo della Dolce Vita.

“Nella sua ricerca fotografica – scrive la curatrice nel catalogo della mostra – Gianni Fiorito non si accontenta di restituire una o più immagini che siano rappresentative dei film, ma da ciascuna di esse cerca di trarre una visione ulteriore che mai si pone a commento di quella già data dal cinema. Ciò che tenta di fare la sua fotografia è ‘vedere oltre’, ragionando sugli elementi fondamentali della scena: l’attore, il regista, la troupe, i luoghi“.

In una panoramica di immagini si alternano, tra scenografie e pause di set, il giovane Papa Jude Law della serie The Young Pope, il protagonista de La Grande Bellezza Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo, presente in mostra anche nei panni de Il Divo Giulio Andreotti, e Sean Penn.

Gianni Fiorito, fotogiornalista attento alla complessa realtà napoletana, dal 1999 si dedica sempre di più all’attività di fotografo di scena cinematografico. Oltre alla collaborazione con Sorrentino, quelle con Luca Miniero, John Turturro, Antonio Capuano.

Mettiti nei miei Panni!

Mettiti nei miei Panni!” è un progetto fotografico di Andrea Brintazzoli, innovativo e sperimentale, in cui 8 persone affette da Alopecia Areata, Totale e Universale, facenti parte e in rappresentanza di ASAA Onlus, invitano il pubblico ad avvicinarsi alla loro immagine, profondamente modificata dall’Alopecia, attraverso un gioco empatico e coinvolgente che vuole rendere più sensibile lo sguardo collettivo.

I ritratti dei volti senza capelli mirano a dare VISIBILITA’ all’Alopecia Areata, affinché sia riconoscibile, nominabile, legittimata nella sua esistenza come vera e propria patologia, e non solo come disagio estetico, e perciò portata all’attenzione che merita al fine di sensibilizzare la comunità nella sua interezza e le Istituzioni.

Il mancato riconoscimento della stessa come malattia rara, insieme alla forte influenza dei canoni estetici convenzionali che la società odierna ci impone, rendono infatti spesso doloroso il percorso personale di adattamento e di accettazione della propria immagine che l’alopecia richiede. La mostra è promossa da ASAA Onlus, Associazione Sostegno Alopecia Areata, e dal Comune di Bologna con il Patrocinio del Quartiere Santo Stefano.

Andrea Brintazzoli – Mettiti nei miei Panni!
SALA CAVAZZA
Bologna – dal 7 al 14 ottobre 2017
Via Santo Stefano 119 (40125)
Quartiere Santo Stefano

Wildlife Photographer of the Year

Appuntamento sempre molto atteso, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo Wildlife Photographer of the Year arriva a Milano dal 6 ottobre al 10 dicembre 2017.

Con il patrocinio del Comune di Milano, l’esposizione torna nei suggestivi spazi della Fondazione Luciana Matalon in Foro Buonaparte 67, grazie all’Associazione culturale Radicediunopercento di Roberto Di Leo che ogni autunno porta nel capoluogo lombardo le immagini premiate al concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra e arrivate in Italia grazie all’esclusiva concessa alla PAS EVENTS di Torino.

In competizione per la 52a edizione, 50.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e non, provenienti da 95 paesi, che sono stati selezionati, alla fine dello scorso anno, da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica. Come sempre sono 100 le immagini scelte dai giurati, suddivise in 16 categorie per questa edizione che per l’Italia è davvero speciale con ben 8 premiati, tra vincitori di categoria e finalisti.

L’acclamata esposizione mostra straordinarie immagini della Terra che riflettono la bellezza e la diversità della natura e evidenziano la fragilità della fauna selvatica sul nostro pianeta. I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma altresì consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da salvaguardare e preservare.

© Marco Colombo (Italia)_Un piccolo tesoro

L’Associazione culturale Radicediunopercento propone le consuete serate di approfondimento e presentazione di libri con rinomati fotografi di natura; alla Casa della Cultura (h 21) sabato 28 ottobre incontro con Marco Urso, Autore italiano FIAF 2017, sabato 25 novembre ospite Marco Colombo vincitore di categoria in mostra, e sabato 2 dicembre ospiti Stefano Baglioni, finalista in mostra, e il botanico ed esploratore Davide Donati. Alla Fondazione Luciana Matalon (h 19), giovedì 9 novembre serata con Valter Binotto, altro vincitore di categoria in mostra, e giovedì 30 novembre torna Marco Urso.

© Hugo Wassermann (Italia)_Rifugio alpino

Preparatissimo naturalista e già vincitore del Wildlife Photographer of the Year nel 2011, Marco Colombo sarà inoltre a disposizione per visite guidate alla mostra presso la Fondazione Matalon, ogni venerdì, tranne il 10 novembre, dalle 19.30.

LA MOSTRA
L’esposizione presenta le immagini premiate a partire dal massimo riconoscimento, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato al fotografo americano Tim Laman per lo scatto realizzato nella foresta pluviale indonesiana, Vite intrecciate (categoria The Wildlife Photojournalist Award: Story), che mostra un orangutan del Borneo in via di estinzione a causa della perdita di habitat e del commercio illegale di animali da compagnia.

Il sedicenne Gideon Knight dal Regno Unito ha vinto il Young Wildlife Photographer of the Year con l’immagine fiabesca La luna e il corvo, ripresa vicino alla sua casa di Londra, tra i ramoscelli di un albero di sicomoro che si staglia contro il cielo azzurro e la luna piena.

© Tim Laman (USA)_Quando la mamma ne sa di più

Grande successo per i talenti italiani in concorso. Vincitori, rispettivamente per le categorie Rettili, anfibi e pesci, Piante e funghi e Sul territorio, il lombardo Marco Colombo, con Piccolo Tesoro, il veneto Valter Binotto con La composizione del vento e il valdostano Stefano Unterthiner con Spirito delle montagne.
Sono inoltre giunti finalisti Walter Bassi, con Verme ipnotico (categoria Invertebrati), Hugo Wassermann, con Ritiro alpino (categoria Ambiente urbano), Fortunato Gatto con Dopo la tempesta (categoria Terra), Stefano Baglioni con Piccola Stella (categoria Piante e funghi) e Nicola Di Sario con Luce degli occhi (categoria Bianco e nero).

Percorso espositivo
Oltre ai due massimi riconoscimenti Wildlife Photographer of the Year e Young Wildlife Photographer of the Year, il percorso espositivo illustra tutte le immagini vincitrici e finaliste divise per sezioni.
Diversità sulla Terra comprende le categorie Mammiferi, Uccelli, Rettili, anfibi e pesci, Invertebrati, Piante, e presenta immagini di comportamenti bizzarri, caratteri intriganti e un punto di vista nuovo su eventi di tutti i giorni.
La sezione Design della Terra con le categorie Dettagli, Impressioni, Bianco e Nero, mostra la natura da una prospettiva artistica ovvero la sfida colta dai fotografi a sperimentare con l’estetica del mondo naturale.
Ambienti Terrestri comprende le categorie Sott’Acqua, Ambiente urbano, Terra, che celebrano la diversità degli habitat sul pianeta, dai tetti delle case ai vulcani, dai luoghi lontani ai segreti nascosti vicino a casa.
La sezione Documentario con le categorie The Wildlife Photojournalist Award: Single Image e The Wildlife Photojournalist Award: Story indaga la complessa relazione tra gli uomini e il mondo naturale mostrandone sia l’impatto positivo che l’impatto negativo, attraverso immagini stimolanti, edificanti e provocatorie.
Sempre sorprendenti infine le categorie dedicate ai giovani fotografi fino a 10 anni, da 11 a 14 anni e da 15 a 17 anni, nella sezione Primi scatti, e quest’anno a disposizione un Magazine edito dal Natural History Museum dove sono pubblicate altre 25 immagini scelte dal pubblico, extra giuria, tra tutte quelle inviate al concorso.

Le didascalie e i testi raccontano sia i requisiti tecnici della fotografia sia la storia e le emozioni che hanno motivato l’autore nella realizzazione dello scatto, insieme a dati di carattere scientifico sulle specie fotografate.

A corredo della mostra, a grande richiesta, torna anche quest’anno la possibilità di fare un’esperienza di “realtà virtuale immersiva”, grazie ad un visore di ultimissima generazione in grado di trasportare i visitatori in affascinanti ambienti naturalistici.

Una mostra family friendly
L’Associazione culturale Radicediunopercento propone la promozione family friendly, per agevolare la visita alle famiglie.
Con 2 genitori (o adulti) paganti si ha diritto alla gratuità per 2 bambini (fino a12 anni) da loro accompagnati.

Catalogo
A disposizione al bookshop il catalogo della mostra con tutte le immagini premiate, il Wildlife Photographer of the Year Portfolio 26 pubblicato dal Natural History Museum e redatto da Rosamund Kidman Cox (Lingua inglese; Pagine 160; € 35); oltre al Magazine 2016 WPY Highlights Book – Souvenir guide, illustrating the best of this year’s exhibition and the People’s Choice nominee images (€ 12).

Workshop
Durante il periodo della mostra, l’Associazione culturale Radicediunopercento organizza presso la propria sede in via Stresa 13, workshop tenuti dai noti fotografi Marco Urso e Marco Colombo.
Si inizia mercoledì 25 ottobre con Uso della Reflex e domenica 29 ottobre con corso base e si prosegue con corsi di specializzazione fino al 3 dicembre: Fotografia naturalistica, Reportage, Fotografia di viaggio e street art, Fotografia subacquea in acqua, Fotografia Macro.
Info, date e costi su www.radicediunopercento.it

Media Partner
Media partner dell’evento si riconferma LIFEGATE.

Wildlife Photographer of the Year
6 ottobre – 10 dicembre 2016
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67 – 20121 Milano (vicino al Teatro dal Verme)

INFO
M +39 331 9496021 / info@radicediunopercento.it
www.radicediunopercento.it

ORARI
Tutti i giorni e festivi h 10 – 19 / Venerdì h 10 – 22 / Chiuso Lunedì
Sabato 18 novembre h 10 -18
Chiusura biglietteria 30 minuti prima

INGRESSO
Intero € 9 / Ridotto € 7 (bambini 6 -12 anni, Over 65) + Tessera associativa € 1
Gratuito bambini 0-5 anni
Promozione family friendly > con 2 genitori (o adulti) paganti, gratuità per 2 bambini (6-12 anni) da loro accompagnati

VISITE GUIDATE CON MARCO COLOMBO
Ogni venerdì, tranne 10 novembre dalle h 19.30 > Visita € 5
Prenotazione obbligatoria vedi INFO
Prenotazioni in altre date e orari per gruppi min. 15 (no sabato e domenica)

INCONTRI CON I FOTOGRAFI
Casa della Cultura – Via Borgogna 3 – 20122 Milano
Sabato 28 ottobre h 21 Marco Urso – L’Occhio del Fotografo
Sabato 25 novembre h 21 Marco Colombo – Animali fantastici e dove trovarli
Sabato 2 dicembre h 21 Stefano Baglioni, Davide Donati – Spine, tra paradiso e inferno
Fondazione Luciana Matalon – Foro Buonaparte 67 – 20121 Milano
Giovedì 9 novembre h 19 Valter Binotto – La natura ai piedi del Grappa
Giovedì 30 novembre h 19 Marco Urso – Il cambiamento climatico
Ingresso con tessera Radicediunopercento 2017, fino a esaurimento posti

 

ORGANIZZATA DA

Associazione Culturale Radicediunopercento

PROPRIETÀ

Natural History Museum di Londra

ESCLUSIVA PER L’ITALIAPAS EVENTS s.r.l.

 

CON IL PATROCINIO DI

Comune di Milano

SEDE ESPOSITIVA

Fondazione Luciana Matalon

www.fondazionematalon.org