Brescia Photo Festival – Donne

La terza edizione del Brescia Photo FestivalDonne (www.bresciaphotofestival.it), in programma dal 2 al 5 maggio, promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. – Centro della fotografia italiana, esplorerà il complesso universo femminile. Quattro giornate dedicate alla fotografia con mostre, visite guidate, laboratori, proiezioni cinematografiche, musica e incontri con grandi firme della fotografia.

Giosetta Fioroni fotografa Talitha Getty nel suo studio, Roma, 1967

La rassegna internazionale di fotografia, da quest’anno con un format completamente rinnovato, propone 19 esposizioni tra mostre tematiche, monografiche e one-off, in gran parte produzioni originali, che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate.

Al Museo di Santa Giulia, antico monastero femminile di origine longobarda, 9 mostre tra cui un trittico tematico dedicato al rapporto tra donne e obiettivo fotografico:

Donne davanti l’obiettivo, a cura di Mario Trevisan, racconta il nudo femminile con 110 straordinari scatti di artisti di fama internazionale dagli albori della fotografia a oggi, passando dagli anni ’20 e dalla Parigi del periodo surrealista all’America Latina degli inizi del ‘900, non dimenticando il Giappone e la sua cultura. Tra i fotografi in mostra: Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, E.J. Bellocq, Bill Brant, Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Man Ray, Joel Peter Witkin, Francesca Woodman (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Dietrol’obiettivo. Fotografe italiane 1965-2018, dalla collezione Donata Pizzi, a cura di Alessandra Capodacqua, con 100 immagini di 70 tra le più importanti fotografe italiane appartenenti a generazioni e ambiti espressivi diversi, tra cui: Paola Agosti, Marina Ballo Charmet, Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Anna Di Prospero, Adelita Husni-Bey, Allegra Martin, Paola Mattioli, Marialba Russo, Alba Zari. Attraverso le opere in mostra – da quelle di reportage a quelle più spiccatamente sperimentali – affiorano i mutamenti concettuali, estetici e tecnologici che hanno caratterizzato la fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio.

Autoritratto al femminile, a cura di Donata Pizzi e Mario Trevisan, chiude idealmente il trittico e ammicca alla cultura del selfie con 50 opere che non si fermano alla semplice e formale produzione del ritratto ma sono caratterizzate da una forte ricerca nella rappresentazione intimista del soggetto/oggetto. In mostra, tra gli altri, scatti di Marcella Campagnano, Paola De Pietri, Florence Henry e Carolee Schneemann (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

 

di Annalisa Fattori e Paola Nobile

via San Simpliciano 6, 20121 Milano

Tel 02.8052151 – www.delosrp.it

Viaggio Racconto Memoria

Al piano nobile dei Musei San Domenico a Forlì è in corso la più grande mostra antologica mai dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre.

Viaggio Racconto Memoria

Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.

Questa importante retrospettiva, di cui colpisce l’altissima qualità del percorso espositivo appositamente concepito per il nostro museo – osserva il presidente della Fondazione di Forlì Roberto Pinza – conferma che la Fondazione ha colto nel segno quando decise, quattro anni fa, di affiancare alle grandi mostre di arte figurativa un ciclo di ampio respiro dedicato alla fotografia, non solo come occasione di richiamo turistico ma come ‘possibilità di racconto delle vicende umane’”.

Il lungo percorso artistico di Ferdinando Scianna si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Come fotografo – scrive di sé Ferdinando Scianna – mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

FERDINANDO SCIANNA. Viaggio Racconto Memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Informazioni
www.mostraferdinandoscianna.it

HUMANSCAPE

HUMANSCAPE è la prima pubblicazione monografica che racconta la storia artistica e creativa di Giuseppe Mastromatteo: una retrospettiva fatta di immagini e parole, un viaggio a ritroso che parte dai lavori più recenti fino ad arrivare alle origini della sua produzione, celebrando la fotografia come medium espressivo d’elezione ed esplorando l’evoluzione di un autore molto apprezzato nel mondo del collezionismo di arte contemporanea e gli ambiti tematici che hanno caratterizzato la sua ricerca.

Il progetto editoriale, nato da un’esigenza di Giuseppe Mastromatteo di raccogliere e ordinare in maniera compiuta l’intero corpus dei suoi lavori, è stato realizzato in collaborazione con Silvana Editoriale e Benedetta Donato, cui è stata affidata la curatela e si avvale di contributi a firma di differenti autori e critici come Rankin, Oliviero Toscani, Denis Curti, Walter Guadagnini, Barbara Silbe, Giovanni Pelloso e altri.

Il volume, composto da un ricco corpus di 110 fotografie insieme a testimonianze, contributi e immagini, si inserisce a pieno titolo nel dibattito della cultura visiva internazionale, grazie anche ad una foto-intervista che rappresenta il cuore del progetto: un dialogo tra l’autore e la curatrice che approfondisce i momenti fondamentali del percorso artistico di Mastromatteo attraverso le ispirazioni, gli incontri, gli aneddoti in una sorta di flash back di memorie restituite al presente. Ciò che emerge da questo confronto è anche una mappa visiva caratterizzata da più matrici in cui immagini di altri artisti, oggi divenute icone contemporanee e che hanno segnato la storia di Mastromatteo, sono giustapposte alle sue opere, con l’obiettivo di restituire a 360° il senso della sua ricerca artistica.

Serie già conosciute sono pubblicate a fianco di produzioni inedite che evidenziano il tema centrale dell’indagine di Mastromatteo: l’identità tra essenza e percezione. I soggetti dell’obiettivo dell’artista sono sempre i corpi e soprattutto i volti che rappresentano una teoria di tipi umani in cui la perfezione dei fisici torniti e dai contorni plastici, contrasta con la natura instabile ed effimera dell’uomo. Attraverso un uso quasi filologico della manipolazione digitale e della sottrazione, l’autore definisce questi ossimori scomponendo le immagini e creando un effetto di straniamento prima e di riconoscimento poi tra chi è ritratto, chi ritrae e anche in chi osserva.

Dai suoi primi lavori all’ultima serie inedita Eyedentikit c’è un’evoluzione, tuttora in divenire, di questa riflessione: negli otto volti ritratti nella serie Homogenic c’è l’inserimento di uno sguardo unico e uniformante, in Indepensense III, II, I vengono create nuove figure paradossali ma allo stesso tempo attraenti attraverso degli innesti dei cinque sensi nei volti e nella fusione di corpi, culture e razze diverse, in Eyedentikit infine Mastromatteo si fonde nello sguardo di chi è ritratto, mediante la sostituzione degli occhi di tutti i soggetti fotografati con i propri, un azzeramento delle distanze, un guardare agli altri per ritrovare sé stesso, mettendo in discussione continuamente il proprio punto di vista e quindi portando ad una più profonda conoscenza di sé e degli altri.

Eyedentikit è la fusione tra io che scatto e il soggetto che viene fotografato, e ci incontriamo a metà idealmente in quello spazio che c’è tra me e lui per diventare un nuovo soggetto. Do un pezzo di me ma idealmente prendo un pezzo da lui. Quella distanza viene sintetizzata in un’immagine che non è quella che vedo attraverso l’obbiettivo, che è solo la partenza.

Giuseppe Mastromatteo lavora come artista da 15 anni e attualmente ricopre l’incarico di Chief Creative Officer per l’agenzia di comunicazione Ogilvy Italia. Immagine e comunicazione sono sicuramente due parti essenziali del suo universo professionale da cui attingere e ricevere stimoli per la componente artistica del suo lavoro che, come tale, rivendica però una liberta di indagine e di espressione totale.

HUMANSCAPE, nelle librerie da ottobre, è un libro opera che si rivolge ai collezionisti e agli amanti dell’arte e che vuole dare una lettura completa della ricerca di Giuseppe Mastromatteo in cui la fotografia è mezzo espressivo per eccellenza e compone un percorso caratterizzato da una sintesi raffinata ed efficace tra forma e contenuto, superficie e profondità, materia e identità.

In contemporanea alla pubblicazione del volume, la galleria 29 ARTS IN PROGRESS presenta dal 4 ottobre al 18 novembre la mostra HUMANSCAPE a cura di Giovanni Pelloso che espone l’ultima produzione inedita di Giuseppe Mastromatteo.

 

Ufficio stampa mostra
Maria Chiara Salvanelli
email mariachiara@salvanelli.it
cell + 39 333 4580190

Ufficio Stampa Silvana Editoriale
Lidia Masolini
press@silvanaeditoriale.it
02 45395111

Oceania

Si preannuncia un’intensa giornata all’insegna della fotografia quella in programma a Montecchio Emilia (RE) venerdì 8 giugno. Si svolgeranno, infatti, le inaugurazioni della mostra ” Oceania” di Ivano Bolondi al Castello Medievale e di due esposizioni collaterali all’Ex Macello Comunale: “Lab Photo Residence” di Max Cavallari e del duo artistico Saggion-Paganello e “Donne d’Africa si raccontano“, entrambe a cura di Fabian Albertini e Juliana Curvellano.

È giunta al capitolo finale la terza edizione del progetto “Profeti in Patria: Cammini d’artista a Montecchio Emilia” dedicato quest’anno al fotografo montecchiese Ivano Bolondi e alla fotografia. Con la mostra “Oceania” si conclude il ciclo espositivo che ha visto in mostra al Castello Medievale di Montecchio immagini da tutti i continenti.

Venerdì 8 giugno sarà inaugurata, alle ore 18.00, nel cortile interno del Castello Medievale, l’ultima tappa del ciclo espositivo “I 5 continenti – Immagini come parole”, dal titolo “Oceania”.

L’esposizione raccoglie una selezione delle fotografie scattate da Ivano Bolondi nel corso degli anni durante i suoi viaggi in Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Nuova Caledonia e Polinesia. Ivano Bolondi viaggia con lo sguardo dell’anima e le immagini che coglie parlano più di un reportage. L’esposizione ci restituisce tutti i colori dell’Oceania: sono i colori di Bolondi, delle terre da lui esplorate, immagini che si sottraggono ad una precisa identità, che si scompaginano e mettono in dubbio le nostre certezze visive, per spingerci verso improvvise illuminazioni ed emozioni.

Sempre l’8 giugno, dalle ore 18.00, si terranno le inaugurazioni di due mostre allestite presso gli spazi espositivi dell’Ex Macello Comunale di Montecchio: “Lab Photo Residence” di Max Cavallari e del duo artistico Saggion-Paganello e “Donne d’Africa si raccontano”, entrambe a cura di Fabian Albertini e Juliana Curvellano.

“Lab Photo Residence” comprende i lavori dei fotografi Max Cavallari e del duo artistico Saggion-Paganello, che hanno svolto un periodo di residenza d’artista a Montecchio nel mese di aprile, incentrando la loro attività artistica sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione nel nostro territorio. Max Cavallari ha affrontato il tema della migrazione raccontando il fenomeno attraverso i volti e i luoghi di chi, da più o meno tempo, vive e lavora in questo territorio. Allargando la visione in un senso più ampio possiamo cogliere, attraverso le persone che coinvolte in questo progetto, uno storico delle migrazioni in Italia degli ultimi trent’anni, dall’immigrazione albanese dei primi anni Novanta fino ai rifugiati africani dei giorni nostri. Il lavoro è il filo conduttore che lega vite differenti, provenienze differenti e storie differenti, il tutto nella cornice della piccola città di Montecchio Emilia. Il duo artistico Saggion-Paganello ha sviluppato il progetto “Come recita il fiume”: un’indagine sul concetto di asilo e di migrazione, intesi come immunità concessa anticamente a chi schiavo, fuggitivo, delinquente o prigioniero di guerra si rifugiava in un luogo sacro o presso un altare degli dei. Grazie all’incontro con Abdoulie e all’esplorazione del fiume Enza, i due artisti riflettono concettualmente sulla casa come rifugio, sul viaggio e l’attraversare, sul fiume che unisce e divide.

Infine, sempre presso la sede dell’Ex Macello di Montecchio, sarà inaugurata “Donne d’Africa si raccontano“: una mostra realizzata da un gruppo di donne provenienti da Marocco, Senegal e Costa d’Avorio ed ora residenti in Emilia, che utilizzano tecniche tradizionali – come ricamo, cucito e collage – combinate con la fotografia.

La mostra “Oceania” di Ivano Bolondi sarà aperta al pubblico al Castello di Montecchio fino al 29 luglio 2018, visitabile gratuitamente nei seguenti orari: lunedì e giovedì ore 9.00-13.00 e 16.00-19.00, martedì 9.00-13.00 e 20.30-23.00, mercoledì 9.00-13.00, venerdì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica 15.00-19.00.

Le mostre “Lab Photo Residence” e “Donne d’Africa si raccontano” all’Ex Macello comunale (via Cacciatore, 1) saranno visitabili gratuitamente ogni domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00, fino al 29 luglio.

Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it). Per aggiornamenti relativi al programma della manifestazione: www.ivanobolondi-profetiinpatria.com.�

L’ALTRO SGUARDO. FOTOGRAFE ITALIANE 1965-2018

La mostra propone una selezione di oltre duecento fotografie e libri fotografici provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, costituita con lo scopo di promuovere la conoscenza delle più originali interpreti nel panorama fotografico italiano dalla metà degli anni Sessanta a oggi.

© Anna Di Prospero | Anna Di Prospero, Central Park #2, 2015

La collezione – unica nel suo genere in Italia – è composta da opere fotografiche realizzate da circa settanta autrici appartenenti a generazioni ed ambiti espressivi diversi: dai lavori pionieristici di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Paola Mattioli, Marialba Russo, sino alle ultime sperimentazioni condotte tra gli anni Novanta e il 2018 da Marina Ballo Charmet, Silvia Camporesi, Monica Carocci, Gea Casolaro, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Raffaella Mariniello, Marzia Migliora, Moira Ricci, Alessandra Spranzi e numerose altre.

La collezione di Donata Pizzi è stata presentata per la prima volta alla Triennale di Milano nel 2016 nell’ambito di un progetto nato in collaborazione con Mufoco – Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo e viene ora proposta al Palazzo delle Esposizioni arricchita delle nuove acquisizioni.

In Italia l’ingresso massiccio di fotografe, fotoreporter e artiste nel circuito culturale risale agli anni Sessanta: in questo momento l’accesso delle donne al sistema dell’arte e del fotogiornalismo – ambiti rimasti a lungo appannaggio quasi esclusivo di presenze maschili – è favorita dai repentini cambiamenti socio-politici e dalle nuove istanze sollevate dal femminismo. Grazie anche alle conquiste di quella generazione oggi fotografe e artiste hanno acquisito posizioni di primo piano nella scena italiana e internazionale: il loro lavoro è presente in musei, gallerie, festival, riviste e pubblicazioni specializzate, nel nostro Paese e all’estero. Nonostante la decisa inversione di rotta, la disparità di genere è a tutt’oggi un problema esistente e la storia di molte fotografe è ancora da riscoprire e valorizzare. La consapevolezza di questa carenza nella cultura fotografica italiana, il riconoscimento della disattenzione delle istituzioni, del collezionismo e della critica hanno spinto Donata Pizzi a dare inizio alla raccolta esposta oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma e presentata nell’ottobre del 2016 alla Triennale di Milano. Le opere della collezione testimoniano momenti significativi della storia della fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio: da esse affiorano i mutamenti concettuali, estetici e tecnologici che la hanno caratterizzata. La centralità del corpo e delle sue trasformazioni, la necessità di dare voce a esperienze personali e al vissuto quotidiano e familiare, il rapporto tra la memoria privata e quella collettiva sono i temi nevralgici che emergono dalla mostra e legano tra loro immagini appartenenti a vari decenni e generi, dalle foto di reportage a quelle più spiccatamente sperimentali.

L’esposizione si articola in quattro sezioni, dedicate, rispettivamente, alla fotografia di reportage e di denuncia sociale (Dentro le storie); ai rapporti tra immagine fotografica e pensiero femminista (Cosa ne pensi tu del femminismo?); ai temi legati all’identità e alla rappresentazione delle relazioni affettive (Identità e relazione); e, infine, alle ricerche contemporanee basate sull’esplorazione delle potenzialità espressive del mezzo (Vedere oltre).

In mostra verrà proposto inoltre il documentario PARLANDO CON VOI, con interviste a molte delle fotografe in mostra, tratto dal libro omonimo di Giovanna Chiti e Lucia Covi (Danilo Montanari Editore), prodotto su idea di Giovanni Gastel da AFIP International – Associazione Fotografi Professionisti e Metamorphosi Editrice.

FOTOGRAFE:
Paola Agosti, Martina Bacigalupo, Isabella Balena, Marina Ballo Charmet, Liliana Barchiesi, Letizia Battaglia, Betty Bee, Tomaso Binga (Bianca Menna), Giovanna Borgese, Giulia Caira, Marcella Campagnano, Silvia Camporesi, Monica Carocci, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Augusta Conchiglia, Daniela Comani, Marilisa Cosello, Paola De Pietri, Agnese De Donato, Paola Di Bello, Rä di Martino, Anna Di Prospero, Bruna Esposito, Irene Fenara, Eva Frapiccini, Vittoria Gerardi, Simona Ghizzoni, Bruna Ginammi, Elena Givone, Nicole Gravier, Gruppo del mercoledì (Bundi Alberti, Diane Bond, Mercedes Cuman, Adriana Monti, Paola Mattioli, Silvia Truppi), Adelita Husni-Bey, Irene Fenara, Luisa Lambri, Lisa Magri, Lucia Marcucci, Raffaela Mariniello, Allegra Martin, Paola Mattioli, Malena Mazza, Libera Mazzoleni, Gabriella Mercadini, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin, Verita Monselles, Maria Mulas, Brigitte Niedermair, Cristina Omenetto, Michela Palermo, Lina Pallotta, Beatrice Pediconi, Claudia Petraroli, Agnese Purgatorio, Luisa Rabbia, Moira Ricci, Giada Ripa, Francesca Rivetti, Sara Rossi, Marialba Russo, Lori Sammartino, Chiara Samugheo, Marinella Senatore, Shobha, Alessandra Spranzi, Grazia Toderi, Francesca Volpi, Alba Zari.

L’ALTRO SGUARDO. FOTOGRAFE ITALIANE 1965-2018
8 giugno > 2 settembre 2018
a cura di Raffaella Perna

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
00184 Roma

Call center tel. 06 39967500

L’ occhio magico di Carlo Mollino

Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ha scelto per l’ avvio della stagione espositiva del 2018 una mostra insieme molto torinese e altrettanto internazionale, dedicata a Carlo Mollino.

“L’ occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”, a cura di Francesco Zanot, sarà a CAMERA (Torino), dal 18 gennaio al 13 maggio 2018. L’ esposizione attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’ archivio del Politecnico di Torino. Questa iniziativa fa seguito alla mostra “Carlo Mollino. In viaggio“, tenutasi presso CAMERA nella primavera del 2016, a testimonianza del rafforzamento della collaborazione tra Politecnico e CAMERA, anche grazie a un accordo di collaborazione siglato nell’ aprile di quest’ anno.

L’ attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

Qualsiasità

Sabato 9 dicembre inaugura a Pesaro in Pescheria, la mostra fotografica ‘Qualsiasità’ curata da Alessandro Dandini de Sylva.

Parte così il calendario 2017/18 delle attività della ‘nuova’ Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive; la scelta della fotografia – linguaggio universale e ‘democratico’ – conferma in pieno la mission della Fondazione, nata con l’idea ferma di parlare ad un pubblico ricco ed eterogeneo e di aprirsi alle eccellenze artistiche nazionali e internazionali attraverso il dialogo con soggetti diversi.

Il progetto espositivo è dedicato alla ricerca fotografica di Guido Guidi e ad una nuova generazione di artisti testimoni della sua particolare attitudine: nei primi anni ottanta del novecento, Guidi avvia un’esplorazione del paesaggio tra Emilia Romagna e Veneto in perfetta continuità con l’esperienza del cinema neorealista.

Il titolo scelto è infatti liberamente ispirato ad una citazione di Cesare Zavattini, voce del Neorealismo italiano. Il pubblico potrà ammirare più di novanta fotografie che raccontano la provincia italiana tra Cesena, Ravenna, Faenza, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda: quelle immagini sono il risultato delle indagini compiute sul territorio romagnolo dal 1984 al 2015 da Cesare Ballardini, Cesare Fabbri, Jonathan Frantini, Marcello Galvani, Guido Guidi, Francesco Neri, Luca Nostri.

Nel lavoro dei sette fotografi’ – spiega il curatore Alessandro Dandini de Sylva – ‘la ‘qualsiasità’ dello sguardo si traduce in fotografia del quotidiano, attenta agli aspetti minori del territorio e rivolta al paesaggio immediatamente vicino, vissuto come luogo primo dell’osservazione.’

Con uno stile documentario, le fotografie riescono a fornire una descrizione non retorica di luoghi considerati marginali dall’iconografia ufficiale. Ne emerge una geografia italiana ‘preziosa’ perché, anche a distanza di pochi anni, assume già un inestimabile valore storico a fronte delle rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio.

Promossa dalla Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, ‘Qualsiasità’ è una produzione della Fondazione Malaspina di Ascoli Piceno – piattaforma sperimentale per la ricerca sulla fotografia contemporanea fondata nel 2016 – che in questo momento sta restaurando la sua sede (un palazzo storico del Cinquecento) danneggiata dal terremoto dello scorso anno. La mostra torna in Italia dopo una prima tappa internazionale a Londra all’Istituto Italiano di Cultura, dove era stata selezionata nel programma ufficiale di Photo London. L’appuntamento di Pesaro offre un percorso espositivo ampliato che si arricchisce per l’occasione di fotografie inedite degli anni ’80 di Guido Guidi.

THESE JAPANESE

La galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio presentano la mostra di opere fotografiche di artisti giapponesi, Takuma Nakahira, Yutaka Takanashi, Daido Moriyama, Susumu Matsushima, Hitomi Watanabe, Kazuo Kitai, Eikoh Hosoe e Miyako Ishiuchi, provenenti dalla collezione di Angelo Ceglie, appassionato di fotografia.

Realizzate in Giappone tra gli anni Sessanta e Settanta, le fotografie in mostra sono la testimonianza di una stagione ricca di cambiamenti e il punto di partenza della maggior parte delle forme espressive attuali. Il rigore compositivo ed estetizzante di Eikoh Hosoe e l’approccio radicale di Takuma Nakahira, i racconti urbani di Yutaka Takanashi e le geniali ossessioni di Daido Moriyama, lo sguardo sensibile e sgranato di Miyako Ishiuchi e le cronache della protesta di Hitomi Watanabe e Kazuo Kitai, per finire con le pin-up sensuali e colorate di Susumu Matsushima; questo il racconto di un mondo in costante e tumultuoso mutamento, riportato da punti di vista diversi e dissonanti, destinati comunque a divenire imprescindibile “storia della fotografia”.

Completano il ritmo del progetto espositivo l’associazione di queste opere con alcuni pezzi dal design originale scelti da Stefano Straziota, direttore creativo della galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio, attraverso lo studio della forma e della decorazione.

THESE JAPANESE
Fotografi in un tempo turbolento.
Così lontani, così vicini.

Dal 5 dicembre fino al 12 gennaio 2018

OPENING
Martedì 5 dicembre
ore 20:00

con videoinstallazioni a cura di
Francesco Castellani, Cellule Creative Studio e Angelo Ceglie

Misia Arte Sas
Via Putignani 153
70122 – Bari
+39 080 5212826
+39 347 6050000 (mobile)

Les murs. Rue de l’esperance

Muri e muri. Psicologici e fisici. Corpi in attesa, corpi che interrogano. Diciassette sono le opere tratte dall’ultimo progetto Rue de l’esperance – che vede la prima esposizione in Italia – e sei le opere tratte da Libre circulation – già esposte in Italia, la cui prima tappa è stato il Museo di Villa Croce a Genova – per raccontare LES MURS.

Così Sandra Solimano: […] le fotografie di “Libre circulation” appaiono in qualche modo come il frutto di un onirico reportage,[ …] l’uomo e la donna compaiono nella sequenza fotografica […] come pedine sulla scacchiera di un gioco crudele, eppure non indifferente alla categoria del bello nell’elegante partitura di luci e ombre, nella ricercata composizione a dittico, nelle posture stesse dei modelli, teatrali e scenografiche, nel loro riferirsi più che alla vita a una sorta di rappresentazione […].

Nelle fotografie di Rue de l’esperance (una novantina di opere) a creare la ‘scena’ contribuiscono: modelli e modelle ripresi i in studio, disegni degli anni novanta/duemila, tracce di graffiti, parole e frammenti di murales fotografati nelle strade di Parigi e oggetti costruiti in 3D, nell’intento di dare visibilità ai conflitti, alla disumanità, alla seduzione, alle relazioni di coppia, al tempo che passa, alle speranze.

Riccarda Montenero – Les murs. Rue de l’esperance
MUTABILIS
Torino – dal 28 novembre al 9 dicembre 2017
Via Dei Mille 25/c (10123)
+39 01119703172
info@mutabilislab.com
www.mutabilislab.com

I Grandi Maestri

Arriva a Roma, nella sua unica tappa italiana, la mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica ospitata al Complesso del VittorianoAla Brasini dal 16 novembre 2017 al 18 febbraio 2018.

La mostra, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto ed è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica indaga per la prima volta la grande rivoluzione del mondo della fotografia, e in genere della visione, resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi. Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall’archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

Foto dopo foto, questa mostra rivela come gran parte delle immagini impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica e come tutte queste fotografie costituiscano quindi un ampio caleidoscopio delle tendenze fotografiche e degli sviluppi degli ultimi dieci decenni.

Nel 1914 grazie Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm. L’ideazione della “Ur-Leica” segna la nascita di una fotografia dinamica e con un’enorme portata creativa, offrendo al fotografo innumerevoli nuove forme di espressione e permettendo di osservare il mondo in molti modi, e continua a farlo anche oggi. Se lo stile è fatto di visione e di tecnica, non c’è dubbio che l’esistenza di un nuovo apparecchio, duttile e flessibile, in grado di seguire il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione, da quelle più intime alle più ufficiali, ha permesso a generazioni di autori di vedere, immaginare, documentare e riprendere in un modo diverso la realtà.
Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina. Primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

La mostra è composta da 16 sezioni che intrecciano insieme l’ordine tematico con la cronologia, in un percorso che va dalla nascita della prima fotocamera Leica fino alle più recenti visioni. Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all’uso della fotografia come strumento di propaganda. Ma anche ad un tipo di ricerca più umanista, infatti la Leica arriva ad essere utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada. Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d’elezione. Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Il 15 novembre la carriera di Gianni Berengo Gardin, probabilmente il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, sarà onorata dal Leica Hall of Fame Award conferito da Leica Camera AG a Roma. Una selezione delle sue opere è presente in mostra.

Elenco sezioni
Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi.

L’iniziativa è promossa da Generali Italia – sponsor della mostra – tramite il programma Valore Cultura, che ha l’obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Contrasto.

Postmetropolis

Oggi il “mondo … è diventato, per molti aspetti pratici, una città” (Lewis Mumford, La città nella storia)… “occuparsi della città, quindi, è un modo di dedicarsi agli enigmi del mondo e della nostra esistenza” (Lea Vergine, La città e l’immaginario).

La globalizzazione sta cambiando il mondo. Anche le metropoli si stanno modificando. Complessi fenomeni di riconversione territoriale ci stanno portando verso la città del XXI° secolo, ancora tutta da definire e scoprire.

Nella realtà complessa delle megalopoli gli aspetti e le contraddizioni della città contemporanea emergono con più forza e drammaticità, sia nella negatività dello squallore sia nello splendore degli edifici. Per questo il progetto è incentrato sulle megalopoli, il terreno più adatto per un’analisi completa.

Le immagini del lavoro mostrano segni comuni e tracce, spesso difficilmente visibili e, in città lontanissime, affiorano trame identiche e identiche contraddizioni, come se quella che sta coprendo la superficie del mondo fosse un’unica, indefinita metropoli. Una metropoli senza nome, “Untitled” appunto, come molte delle immagini scattate…. “Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti”. (Italo Calvino, Le città invisibili)

Nato a Firenze nel 1962, dopo studi in architettura, Massimo Borchi si dedica alla fotografia professionale dal 1987. Nel 1991 fonda l’agenzia fotografica Atlantide Phototravel. Lavora con le principali testate di viaggio sia italiane che internazionali (Geo Special, ADAC, Merian, New York Times, National Geographic Traveler, Gente Viaggi, Bell’Europa, Viaggi e Sapori fra le altre). Dal 1995 si occupa di importanti progetti finalizzati alla pubblicazione di libri fotografici, poi pubblicati in numerosi paesi. I suoi ultimi progetti personali sono focalizzati soprattutto sulle metropoli, da sempre il campo di applicazione preferito.

Massimo Borchi – Postmetropolis
SACI – PALAZZO DEI CARTELLONI
Firenze – dal 7 novembre all’otto dicembre 2017
Via Sant’Antonino 11 (50123)
+39 055289948 , +39 0552776408 (fax)
info@saci-florence.edu
www.saci-florence.edu

#newvisualexperience

MADE4ART di Milano è lieto di presentare #newvisualexperience, mostra personale dell’artista fotografo Michele di Palo (Minervino Murge, Puglia, 1983) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.

Il progetto artistico comprende una selezione di scatti realizzati da di Palo nel corso degli ultimi anni nella campagna tra Puglia e Basilicata, terra di provenienza cara all’autore, luoghi di ispirazione, riflessione e ricerca estetica.

Questa terra ricca di vita e di memoria, ripresa nella piena potenza dell’estate o nel silenzioso raccoglimento invernale, si rivela, grazie all’obiettivo del fotografo, in immagini di grande bellezza e fascino, dove la vicinanza tra le diverse colture, i solchi tracciati dalle macchine agricole e un rapporto osmotico con il cielo danno origine a inaspettati incontri tra linee e colori diversi, un’armonica astrazione creata dalla natura e dal lavoro dell’uomo. La campagna pugliese e lucana diventa per Michele di Palo un pretesto per raccontare di sé e della propria vita, per fissare precisi istanti vissuti con emozioni e ispirazioni da ricordare, come dimostrano i titoli dei lavori, alcuni dei quali riportano anche il giorno e il mese dello scatto. Le immagini fotografiche di di Palo vanno oltre la mera descrizione visiva di un ambiente naturale, suggerendo all’osservatore una nuova esperienza visuale, più intima e completa, invitandolo a scendere in profondità dentro l’anima di questi luoghi, a indagare con attenzione nella propria interiorità.

#newvisualexperience, con data di inaugurazione martedì 7 novembre 2017, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 dello stesso mese; media partner della mostra Image in Progress.

Michele di Palo.#newvisualexperience
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

7 – 20 novembre 2017
Inaugurazione martedì 7 novembre, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19, sabato ore 16 – 19
La mostra resterà chiusa al pubblico in data venerdì 17 novembre

Catalogo della Collana MADE4ART
disponibile in sede e scaricabile gratuitamente dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Media partner Image in Progress