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Il Carretto

Eccellenza culturale dell’identità siciliana : Palazzo Belmonte Riso – Vetrina del bookshop – in via Vittorio Emanuele, 365 ospita da ieri, martedì 27 dicembre 2016, “IL CARRETTO. Eccellenza culturale dell’identità siciliana”, iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e curata dal Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta il progetto.

MOSTRA PALERMO IL SUONO DEL COLORE

Valeria Li Vigni – direttore del Polo Museale – afferma: “Il Polo di Arte Moderna Contemporanea vuole creare un sistema di rimandi interni, tra i due Musei e dilatare i confini a Villarosa a Bagheria, nell’ottica di valorizzare il patrimonio culturale del Museo Interdisciplinare di Palazzo d’Aumale che espone una ricca collezione di carretti, che rappresentano un bene da tutelare, bene di grande attualità se interpretato in un’ottica contemporanea. Il progetto attraverso l’installazione “Il suono del colore”, degli artisti Paolo Campagnolo e Salvo Biondo a Palazzo Riso sviluppa uno stimolante raffronto che parte da un’analisi attenta delle geometrie cromatiche del carretto per riportarle in una perfetta armonia tra materiali nuovi e nuovi effetti cromatici”

L’opera sarà esposta nella vetrina del bookshop di Palazzo Belmonte Riso, così da essere vista sia di giorno sia di notte, direttamente dal Corso Vittorio Emanuele.

MOSTRA PALERMO IL SUONO DEL COLORE

Con questo progetto – dichiara sempre Valeria Li Vigni– si intende rendere omaggio al significativo patrimonio legato al Carretto Siciliano, che attraverso le decorazioni dipinte nei suoi laterali trasmette al popolo siciliano le storie e le vicende epiche come in un notiziario, un quotidiano, un libro di storia.

Con l’obiettivo del progetto è la valorizzazione e la tutela del Carretto Siciliano al fine di tramandare una parte preziosa della nostra storia popolare e delle nostre radici e legarlo all’arte contemporanea grazie all’opera di Biondo e Campagnolo.”.

Il progetto si sviluppa in tre differenti siti:

Al Museo d’Aumale a Terrasini – sede espositiva del Carretto Siciliano – si realizzeranno due laboratori didattici della bottega di Michele Ducato nelle sale del Museo, per fornire ai visitatori e agli allievi delle scuole di ogni ordine e grado la possibilità di seguire l’artigiano al lavoro e documentare tecniche presenti nella memoria di pochi.

Al Palazzo Villarosa a Bagheria saranno esposti quattro carretti di particolare pregio e in questa sede verrà allestito un laboratorio del pittore al quale parteciperanno i visitatori e gli allievi delle scuole di Bagheria. Saranno rappresentati i canti dei Carrettieri.

MOSTRA PALERMO IL SUONO DEL COLORE

Al Museo Riso di Palermo verrà esposta, nella vetrina su via Vittorio Emanuele, l’installazione “Il suono del colore” degli artisti Salvo Biondo e Paolo Campagnolo: “Dopo un analitico studio delle articolate geometrie cromatiche che compongono la superficie pittorica dell’antico mezzo di trasporto, gli artisti hanno intrapreso un percorso evocativo, connettendosi con il passato, interpretando in chiave innovativa le tradizionali formule modulari a tinte piatte che connotano il carretto, dialogando con gli spazi che ospitano l’installazione e, infine, riagganciandosi al presente, attraverso l’invenzione di un’originale fisionomia dei fenomeni cromatici e della tecnica pittorica, per elaborare una ricerca estetica basata sulla sperimentazione di nuove materie, tecniche esecutive, accostamenti cromatici e forme linguistiche” (R. Civiletto).

L’organizzazione di corsi di formazione nell’ambito del progetto ha l’obiettivo di additare nuove realtà occupazionali e stimolare i giovani a mantenere viva la nostra tradizione, la nostra storia, la nostra identità, Patrimonio Immateriale e Materiale della Sicilia da iscrivere nel Patrimonio Intangibile dell’Unesco per valorizzare la trasmissione orale del “saper fare” a rischio di dispersione.

Sotto il profilo tecnico in questo progetto batte il cuore di Brolo, Infatti a curare l’allestimento ci ha pensato l’architetto Salvatore Gentie, visul art e allestimenti sono stati realizzati da Teresa Ricciardello patron della Publidea, mentre il montaggio e la stesura dei panneli è stata curata da Vincenzo Cardaci della Magic Color

Informazioni Museo Riso e contatti stampa:

Ludovico Gippetto (+39) 380.3676787

Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili

Il 26 dicembre 2016 alle ore 17.00 verrà inaugurata al Mann,  nel Giardino delle Fontane, l’installazione site specific OOPARTS / OUT OF PLACE ARTIFACTS / Reperti Impossibili, di Michele Iodice, con la curatela di Mario Codognato, in prosecuzione del progetto espositivo presentato a Capri lo scorso luglio, sotto la direzione artistica della galleria per le arti contemporenee Intragallery.
La mostra OOPARTS era stata concepita appositamente per gli spazi del Centro Caprense Ignazio Cerio, quale rilettura in chiave contemporanea dei reperti conservati al Museo Cerio.
In quell’occasione, l’artista, ispirato dal piccolo antiquarium della collezione Cerio, creò una vera installazione site specific di opere ispirate ai reperti paleontologici ed archeologici raccolti dallo studioso Ignazio Cerio, ma rese contemporanee dai materiali utilizzati: acciaio, alluminio e resine.
 
La stratificazione storica e culturale di Napoli – scrive Mario Codognato – al contrario di quella geologica non avviene per moti orizzontali, per quanto discontinui, ma piuttosto attraverso contaminazioni e trasparenze reciproche ed il riciclo di modelli che dall’antichità alla contemporaneità si adattano ingegnosamente e fluidamente agli stimoli e alle esigenze della vita quotidiana. Incarnando questo spirito geniale, le creazioni di Michele Iodice attraversano i secoli, gli stili, le suggestioni e le intuizioni che le hanno prodotte. Nella produzione artistica più recente, questa stratificazione antropologica e ctonia prende in considerazione un altro “discorso” che attraversa il tempo e lo spazio della polis, quel bestiario, reale e simbolico, che si riversa nelle fondamenta mitologiche e architettoniche e nell’immaginario collettivo della città. L’acciaio e l’alluminio, metalli o meglio leghe che hanno forgiato e che continuano a forgiare le metropoli e gli utensili della modernità, per contrasto o partenopeamente per continuità, si appropriano delle forme e dei miti degli animali, delle forme viventi più antiche.” L’artista Michele Iodice, arrichirà la collezione dei lavori da esporre, con un intervento site specific appositamente studiato per il cortile del museo: verrà realizzata una ragnatela luminosa, sovrastante l’intero cortile, che ingloberà in un gioco di luce tutti i reperti esposti.

Michele Iodice – Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili
MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Napoli – dal 26 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Piazza Museo Nazionale 19 (80135)
+39 0814422149
www.museoarcheologiconapoli.it

Per maggiori info:
Segreteria Organizzativa Associazione Culturale Intraprendere
info@intragallery.it

MUSEO MANN NAPOLI
Ufficio Stampa, Marketing e P.R. Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Ornella Falco, Vittorio Melini
+39 0814422275
ornella.falco@beniculturali.it
vittorio.melini@beniculturali.it
Piazza Museo Nazionale 18/19 – 80135 Napoli (NA)
Tel 0814422275

SetUp Contemporary Art Fair

E’ con grande entusiasmo e immenso orgoglio che SetUp Contemporary Art Fair annuncia i nomi degli espositori che abiteranno dal 27 al 29 gennaio 2017 gli ambienti originali dell’Autostazione di Bologna per la sua V edizione.

Le gallerie espositrici saranno ben 60, fra cui la straordinaria presenza e partecipazione di 15 gallerie straniere. Un grande trionfo sotto il segno dell’importante traguardo raggiunto quest’anno da SetUp, che ha ricevuto l’accreditamento come Fiera Internazionale, a conferma della crescita e dello sviluppo delle capacità eccezionali di questa fiera d’arte contemporanea di grande successo e delle sue due organizzatrici, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

Il format esclusivo, che da cinque anni contraddistingue SetUp come l’unica fiera d’arte a livello internazionale che ruota su un tema centrale in tutti i suoi aspetti, celebra questa edizione con il tema dell’EQUILIBRIO, erede simbolico del tema dell’orientamento trattato nell’edizione passata.

I progetti pervenuti e selezionati in linea con la massima del filosofo Søren Kierkegaard − “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi” −, da cui prende mossa la scelta tematica di questa edizione 2017, sono state definite in cinque categorie: Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S, SetUp Open Space.

• INFORMAZIONI UTILI
Inaugurazione: 26 GENNAIO 2017 ORE 20.00, SU INVITO
Date e orari:
27/28 GENNAIO 2017 – DALLE ORE 17.00 ALLE 01.00
29 GENNAIO 2017, DALLE ORE 12.00 ALLE 22.00
Ingresso: € 7.00
Gratuito per bambini di età inferiore ai 10 anni

Direzione organizzativa:
info@setupcontemporaryart.com
Simona Gavioli
339 3290120 – simona.gavioli@setupcontemporaryart.com
Alice Zannoni
329 8142669 – alice.zannoni@setupcontemporaryart.com
Segreteria Organizzativa
Roberta Filippi 392 9492881 roberta.filippi@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
www.setupcontemporaryart.com
Facebook: www.facebook.com/setupartfair
Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Pressoffice
Culturalia – Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 Cell: 392-2527126
info@culturaliart.com – www.culturaliart.com

 

Questo comunicato stampa nella sua interezza lo trovate a questo link

“Grande Nero Cretto

Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’’Ovest americano.

L’’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’’intensità della materia, che l’’artista colse già nelle crepe delle pale d’’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’’interno del campus. Donata da Burri all’’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

 

Illustri persuasioni

Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce – Il progetto inaugurale del Museo nazionale Collezione Salce intende proporre un campionario di eccellenze della raccolta, connotandone in modo spettacolare la rinnovata e permanente esposizione in Treviso.

L’evento Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce si articolerà in tre momenti espositivi, organizzati per cronologia: 1. La Belle Epoque, 2. Tra le due guerre, 3. Dal secondo dopoguerra al 1962.

Durante poco meno di un anno, senza soluzione di continuità, saranno circa 300 i pezzi della Collezione proposti alla visione diretta del pubblico: una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte – nel dicembre del 1962 – pose fine alla sua appassionata, vorace e ininterrotta attività di raccolta.

Il primo evento, La Belle Epoque, rinnoverà i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna, caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e di costume: le Esposizioni Universali, l’architettura del ferro e del vetro, la bicicletta e l’automobile, la luce elettrica, la moda per tutti, i cabaret, l’assenzio e lo champagne. Un’epoca che, nonostante le oggettive diseguaglianze e povertà, ammantò se stessa di un’esuberante joie de vivre, decorata di fiori e scintillante di luci. Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia nell’avvenire”.

Un’epoca che, come noto, fu anche indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, subito popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

Con l’intento di rinnovare il coinvolgimento fisico dello spettatore davanti ai grandi cartelloni da strada, la mostra di apertura del Museo Nazionale Collezione Salce proporrà le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma illustrerà anche quella via tutta italiana al cartellonismo nella quale i decori floreali e i linearismi a colpo di frusta convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce.

Non mancherà anche il più austero, raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.
Per la prima volta, infine, i manifesti di grande dimensione saranno affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate; e sarà proposta una selezione di foto storiche attraverso la quale ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.
Ce la rammentano i ricordi di Marcel Proust davanti a una delle tante colonne-chiosco allora dedicate all’affissione: “Tutte le mattine correvo alla colonna Morris per vedere gli spettacoli che annunciava. Nulla era più disinteressato e più felice dei sogni offerti alla mia fantasia […] e che erano condizionati a un tempo dalle immagini inseparabili delle parole che componevano il titolo e anche dal colore dei cartelloni ancor umidi e gonfi di colla su cui questo spiccava…”.

 

LA BELLE EPOQUE. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

04 Aprile 2017 – 02 Luglio 2017

Prossimi appuntamenti:

Tra le due guerre, 14 luglio – 15 ottobre 2017

Dal secondo dopoguerra al 1962, 27 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

 

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

Indossa il mio abito mentale

Quest’oggi 21 dicembre 2016 alle ore 18.30 la performance interattiva “Gloria Campriani. La Relazione nel Dono” presso la Galleria Cavalieri Ordine Vittorio Veneto di Poggibonsi (Siena) aprirà la mostra “Gloria Campriani. Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico” a cura di Ilaria Magni.

In questo periodo natalizio la perfomance interattiva e la mostra di Gloria Campriani, artista che da sempre lavora con il materiale tessile utilizzando il filo come metafora sociale, mirano a valorizzare l’esperienza dell’incontro con l’altro, inteso come esplorazione di diverse e stimolanti emozioni e realtà contro l’irrigidimento, la chiusura mentale e l’individualismo.

La perfomance interattiva La RELAZIONE del DONO introduce il percorso della mostra Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico presentata da Ilaria Magni.

Si ringrazia per la collaborazione la Misericordia di Poggibonsi, l’Associazione Multimedia91 e il Gruppo Filpucci Industrie Filati.

Gloria Campriani – Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico
Poggibonsi (SI) – dal 21 al 31 dicembre 2016

Avvistamenti

Il Cineclub Canudo organizza da martedì 27 a sabato 31 dicembre 2016 presso il Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi a Bisceglie, in Via Cardinale Dell’Olio 30, la quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti, curata da Antonio Musci, Daniela Di Niso e Bruno Di Marino e realizzata con il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia e del Comune di Bisceglie.

avvistamenti

Avvistamenti è il titolo di un progetto che il Cineclub Canudo ha avviato nel 2002 a Bisceglie, recuperando il senso e la storia dell’antico nome della città: Vigiliae. Letteralmente sentinella, vedetta, si riferisce alla sua storica vocazione all’avvistamento, data la strategica collocazione sul mare. Avvistare vuol dire guardare lontano, vedere ciò che è distante o non facilmente visibile all’occhio umano. L’avvistamento presuppone dei confini da varcare, dunque la distanza non è intesa come barriera, ma come distesa che si offre al vedere, un territorio da esplorare, in cui avventurarsi per primi. Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica, teatro e arte contemporanea, con proiezioni, mostre, videoinstallazioni, workshop, incontri e performance dal vivo degli artisti invitati. Il progetto va a completare l’edizione 2016, che ha visto durante l’estate, presso la sede del Laboratorio Urbano di Bisceglie, la realizzazione di workshop, proiezioni, sonorizzazioni e incontri con artisti e curatori.

Di seguito il programma di quest’anno:

MARTEDÌ 27 DICEMBRE

VITTORINO CURCI
ORE 19.30
inaugurazione mostra
STOOKATZART
ORE 20.30
reading poetico con sassofono

OLTRE I BORDI DELLO SCHERMO
di Bruno Di Marino
ORE 21.00
presentazione del libro
A SEGUIRE
selezione di film e video di autori intervistati nel libro
a cura di Bruno Di Marino

MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa
Iconostasi (Italia, 2015 – 16′ 09”)
Rothkonite (Italia, 2015 – 2′ 53”)
Obsolescenza programmata (Italia, 2016 – 19′ 31”) [Anteprima]
Psicopompo (Italia, 2016 – 33′ 33”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico Larssen

ORE 21.00
incursione sonora
GABRIELE PANICO vs VITTORINO CURCI [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Claudio Romano, Elisabetta L’Innocente – Con il vento (Italia, 2016 – 9′)
Fabio Scacchioli, Vincenzo Core – Bang Utot (Italia, 2015 – 26′ 48”)
Giuseppe Boccassini – Orbit (Italia/Germania, 2016 – 15′)
Yan Cheng, Federico Francioni – La tomba del Tuffatore (Italia, 2015 – 30′)
Luca Ferri – Colombi (Italia, 2016 – 20′)
Christian Mendoza – Tiefe (USA, 2016 – 9′ 06”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

GIOVEDÌ 29 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Rossella Piccinno
The recall of the songbird (Francia, 2010 – 9′ 56”)
In Limine (Francia/Portogallo, 2014 – 24′ 45”) [Anteprima]
Déhalage (Francia, 2014 – 28′ 48”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con l’autore

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico

ORE 21.00
sonorizzazione di materiali video di Michele Sambin
VEDO SUONO
Michele Sambin, Gabriele Panico [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Michele Sambin – Diogene 1977_2016 (Italia, 1977/2016 – 5′ 32”) [Anteprima]
Roberto Nanni – Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi (Italia, 1989 – 10′ 46”)
Antonello Matarazzo – Happy Endings (Italia, 2016 – 5′ 30”)
Elisabetta Pandimiglio, César Meneghetti, Fabio Rosi – Svolte (Italia, 2012 – 7′)
César Meneghetti – This orient V.3 (Italia, 2010 – 6′)
Francesco Dongiovanni – Anapeson (Italia, 2015 – 40′)

A SEGUIRE
incontro con gli autori

VENERDÌ 30 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezione

Filippo Ticozzi – Inseguire il vento (Italia, 2013 – 58′)

A SEGUIRE
incontro con l’autore

ORE 21.30
proiezioni

Domenico de Ceglia, Serena Porta – Seaduction: the Tale of the Tail (Italia, 2016 – 15′)
Igor Imhoff – Planets (Italia, 2012 – 9′ 11”)
Ilaria Pezone – 1510. Sogno su Carta Impressa con Video (Italia, 2015 – 7′)
Alberto Baroni – Impero (Italia, 2015 – 13′ 50”)
Salvatore Insana – Inganni (Italia, 2016 – 9′ 47”) [Anteprima]
Alessandro G. Capuzzi, Emanuele Dainotti – Santa Teresa (Italia, 2016 – 12′)
Anna Marziano – Orizzonti! Orizzonti! (Italia/Germania/Francia, 2014 – 11′) [Anteprima]
Cristina Picchi – Champ des Possibles (Canada/Italia/Svezia, 2015 – 14′)

AVVISTAMENTI
NON È UN FESTIVAL
XIV Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore
a cura di Antonio Musci, Daniela Di Niso, Bruno Di Marino

27 – 28 – 29 – 30 – 31 dicembre 2016
Palazzo Tupputi – Laboratorio Urbano Bisceglie
Via Cardinale Dell’Olio 30, Bisceglie

INGRESSO LIBERO

info: 340 2215793 – 340 6131760
email: info@avvistamenti.it
www.avvistamenti.it
www.palazzotupputi.it

Tutta l’opera grafica di Burri

Nuova sezione del più grande Museo d’Artista al mondo, agli Ex Seccatoi del Tabacco.

Con l’’apertura del terzo Museo della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, dedicato esclusivamente all’intero corpus dell’’opera grafica di Alberto Burri, il 12 marzo 2017, in occasione della ricorrenza della sua nascita, si conclude l’anno “lungo” del Centenario e si apre una nuova fase della vita della Fondazione.

L’inedita sezione agli ex Essicatoi occupa infatti oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti in vasti ambienti che accolgono, secondo l’’originario allestimento predisposto dallo stesso Burri, i suoi Grandi Cicli d’opera.

Con questo ingente nucleo di opere grafiche, la superficie espositiva offerta ai visitatori negli ex Essicatoi raggiunge gli undicimila e cinquecento metri quadri. Con le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all’aperto, complessivamente, il “Polo Burri” a Città di Castello è il più esteso Museo d’’Artista al mondo ed è anche uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.

La nuova sezione, o Terzo Museo Burri, accoglie e propone l’’intero repertorio grafico e di multipli dell’artista, consistente in oltre duecento opere. Si tratta di un importante aspetto della produzione artistica di Burri, che a volte precorre, a volte segue e in altri casi è coeva con le sue opere maggiori e pone in evidenza anche la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante. L’’esecuzione di queste opere in collaborazione con grandi stampatori ha visto l’’artista stesso cimentarsi in differenti cicli produttivi che hanno distinto la sua attitudine alla sperimentazione rispetto a quella di altri artisti della sua generazione, tanto in Italia che all’’estero.

«Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell’’esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano», sottolinea Bruno Corà, Presidente della Fondazione.

L’attività grafica di Burri ha inizio nel 1950 e si conclude nel 1994.
Com’è noto, Burri ha ricevuto nel 1973 dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica con la motivazione che essa «… si integra perfettamente alla pittura dell’artista, di cui costituisce (…) una vivificazione che accompagna il rigore estremo a una purezza espressiva incomparabile».

Il Museo Burri della Grafica si aggiunge, come atto conclusivo, alle numerose iniziative del Centenario che ha avuto molte tappe importanti: dalla nuova edizione del Catalogo Generale al compimento del Grande Cretto Gibellina, alla ricostruzione del Teatro Continuo a Milano, solo per citare gli eventi più importanti. L’impegno della Fondazione è stato profuso anche in ambito espositivo con mostre dedicate ad approfondire e/o rivedere il ruolo di Burri in vari contesti nazionali e internazionali, nonché riportando la Fondazione Burri al centro dell’’attenzione internazionale, con convegni che hanno visto confluire nella sua città natale e proprio negli Ex Seccatoi artisti, studiosi, direttori di musei e critici da tutto il mondo per parlare dello stato dell’’arte.

Sino alla recente mostra “Burri. Lo Spazio di Materia / tra Europa e USA”, che lascia ora spazio alla definitiva collocazione museale dell’opera grafica e multipla di Burri.
In occasione dell’apertura della Sezione Grafica della Collezione Burri è prevista una giornata di studio con la partecipazione di studiosi del settore e importanti stampatori nazionali e internazionali.

Info: www.fondazioneburri.org

Ufficio stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net (Stefania Bertelli)

Dove cade l’ombra

Nel suggestivo ambiente dell’ex lavatoio al Museo Nivola, una videoproiezione realizzata per l’occasione da Carolina Melis racconta le peripezie di una serie di oggetti, seguendone le trasformazioni sul filo di un racconto allusivo e fantastico.

L’idea dell’assenza di gerarchie tra le arti, della flessibilità e permeabilità del confine che le separa, è alla base dell’attività del Museo Nivola così come guida la ricerca di Costantino Nivola, artista il cui lavoro si situa al crocevia tra scultura, pittura, architettura, grafica e design.
Coerentemente con questa visione, a chiusura di un anno di programmazione espositiva incentrata – con le rassegne dedicate a Andrea Branzi e a Salvatore Fancello – sul rapporto tra arte e design, il Museo Nivola presenta la prima mostra di Carolina Melis.

Grafica, illustratrice e video-maker, Carolina Melis è una presenza di spicco nello scenario internazionale del graphic design contemporaneo. Il suo stile, al tempo stesso rigoroso e fresco, costruttivo e carico di energia, imperniato su netti contrasti di colore e giochi di negativo/positivo, segna oggi le campagne pubblicitarie di aziende così diverse come BBC e Condé Nast, Vodafone e Sony, Wolkswagen e Vogue.

Al Museo Nivola Melis non si presenta però con tavole pubblicitarie o con illustrazioni, ma con un progetto creato ad hoc, diretto ad esplorare la dimensione narrativa della grafica e la sua capacità di interagire con lo spazio della realtà. “Abbiamo scartato l’idea di una mostra antologica – spiega il curatore Davide Mariani – per puntare su un intervento che riflette sul significato del lavoro del grafico nel momento stesso in cui in una certa misura lo spettacolarizza per comunicarlo al pubblico”.

Nel suggestivo ambiente dell’ex lavatoio al Museo Nivola, reso immersivo dall’ambiente sonoro creato dalle musiche di Stefano Guzzetti, una videoproiezione realizzata per l’occasione da Carolina Melis racconta le peripezie di una serie di oggetti, seguendone le trasformazioni sul filo di un racconto allusivo e fantastico. “I tessuti, la danza, la musica e la natura – osserva Melis – sono fatti di motivi che si ripetono e attraverso le ripetizioni cambiano e crescono.” Sul filo del ritmo creato da queste trasformazioni, le immagini del film di animazione rimbalzano nella realtà in una grande installazione collocata nell’ambiente espositivo. Il rapporto tra i due livelli di percezione, quella mediata dalla proiezione e quella direttamente esperita nello spazio fisico, da un lato produce in chi guarda un atteggiamento riflessivo, dall’altro apre la porta a una serie di associazioni immaginative.

L’ambivalenza tra dimensione estetica e implicazioni pratiche della ricerca grafica è chiamata in causa dal titolo della mostra. Dove cade l’ombra fa riferimento tanto alla particolare cifra stilistica dell’autrice quanto a un’espressione propria del mondo della pubblicità: “dove cade l’ombra” indica infatti la zona di ricaduta della campagna pubblicitaria, la sua capacità di raggiungere il pubblico e provocarne la risposta.

 

“Dove cade l’ombra”
MUSEO NIVOLA
Orani (NU) – dal 18 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Via Gonare 2 (08026)
www.museonivola.it

Bibart Biennale Internazionale d’arte

Al nastro di partenza (prende il via domani, per concludersi il 15 gennaio), la prima Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana-Bibart, ambientata nel centro storico della città, nelle sue chiese e nel Museo Diocesano. Oltre 100 artisti da tutto il mondo esporranno per un mese in dieci location.

Miguel Gomez, direttore artistico

La città vecchia si animerà non solo di opere d’arte ma anche di eventi di musica e danza: in particolare, saranno 156 gli artisti, provenienti da nove Paesi (Italia, Argentina, Armenia, Brasile, Croazia, Francia, Grecia, Iraq e Uruguay), con 328 opere esposte tra pittura, scultura, grafica e video art.

Nell’ambito dell’evento spicca la mostra all’interno del Museo Diocesano: “Dal Postimpressionismo al Neorealismo: viaggio tra le avanguardie del Novecento“, ben 48 opere di grandi maestri da Cezanne a Renoir, Picasso, Balla, Mirò, Rosai, Boccioni, Archypenko, provenienti dalla collezione privata dell’artista, ultimo esponente del neorealismo italiano, William Tode.

Bibart è anche spettacolo, cinema, teatro, letteratura e musica con 20 appuntamenti in calendario: presentazioni di libri, concerti, proiezioni di film, spettacoli teatrali e performing art.

Olio d’artista

Olio d’artista è un progetto curato da Francesco Sannicandro che propone elaborazioni, interpretazioni e riuso dei tradizionali contenitori dell’olio: la lattina metallica e la bottiglia di vetro.

Avviata nel 2011 con un primo nucleo di artisti e arricchitasi sempre più nel tempo, esalta, attraverso l’arte, il principe della tavola mediterranea, quell’olio d’oliva che rappresenta l’asse portante dell’economia pugliese e, anche grazie al quale, la Puglia è nota nel mondo.

La mostra Olio d’artista si compone di una collezione di oltre centotrenta opere di artisti, pugliesi e non, che partendo da lattine di alluminio e bottiglie di vetro,dismettono i panni di semplici contenitori per divenire opere d’arte. La fantasia, l’estro e la sensibilità degli artisti fanno a gara, utilizzando gli oggetti, per esaltare e valorizzare un prodotto il cui successo è noto anche fuori dai confini nazionali e che vede, in questa mostra, l’arte di rendergli omaggio.

«… nella mostra Olio d’artista è l’oggetto stesso che si trasforma in opera d’arte e nel contempo vede realizzarsi la perdita del suo valore d’uso: perde la funzione originale per acquisire altre proprietà, estetiche, simboliche, allusive, analogiche, allegoriche, in taluni casi persino anagogiche […] non siamo nel campo della riciclart, giacché non si tratta di oggetti che hanno già esaurito la loro funzione e attendono di essere abbandonati o riciclati: le lattine e le bottiglie utilizzate sono tutte nel pieno della loro potenziale azione, nuove e non ancora “unte” dall’olio. Potremmo dire che non hanno avuto modo neanche di espletare la funzione per la quale sono state realizzate: contenere l’olio». (Francesco Sannicandro).

Artisti partecipanti: Natale Addamiano – Dario Agrimi – Franco Altobelli – Caterina Arcuri – Uccio Biondi – Alessandro Boezio – Dario Brevi – Rossana Bucci & Oronzo Liuzzi – Antonia Bufi – Loredana Cacucciolo – Vito Capone – Cappelluti Raffaele – Gaetano Cariello – Michele Carmellino – Miki Carone – Giovanni Carpignano – Maria Grazia Carriero – Mariangela Cassano – Mauro Castellani – Pierluca Cetera – Daniela Chionna – Angela Cosnsoli – Daniela Corbascio – Angelo Cortese – Franco Cortese – Maria Grazia Costa – Flavia D’Alessandro – Teo De Palma – Paolo De Santoli – Gianni De Serio – Amedeo Del Giudice – Angioletta Denitto – Pietro De Scisciolo – Carlo Dicillo – Amalia Di Lanno – Antonio Di Michele – Antonio Di Rosa – Pietro Di Terlizzi – Ninì Elia – Gaetano Fanelli – Luigi Filograno – Antonino Foti – Ignazio Gadaleta – Letizia Gatti – Antonio Giannini – Marco Giberti – Claudio Grenzi – Gaetano Grillo – Enzo Guaricci – Dario Lafasciano – Nicola Liberatore – Giuseppe Lisi – Salvatore Lovaglio – Paolo Lunanova – Nelli Maffia – Anna Magistro – Franco Marrocco – Michele Martucci – Mimmo Marullo – Jara Marzulli – Vincenzo Mascoli – Antonio Menichella – Mauro Mezzina – Enzo Morelli – Massimo Nardi – Fernando Perrone – Pino Potito – Mario Pugliese – Massimo Quarta – Daniela Raffaele – Lucia Rotundo – Massimo Ruiu – Francesco Sannicandro – Laura Scaringi – Lino Sivilli – Maddalena Strippoli – Anna Maria Suppa – Beppe Sylos Labini – Cosmo Damiano Tondo – Tommaso Tosiani – Franco Valente – Claudia Venuto – Michele Zaza.

Olio d’artista
Pinacoteca Comunale Museo del Fuoco di Novoli (Lecce)
ex asilo “Tarantini”.

La mostra verrà esposta al pubblico dal 4 al 18 gennaio 2017

Al vernissage saranno presenti
il Sindaco e Presidente della Fondazione Fòcara di Novoli, avv. Gianmaria Greco e il direttore della Pinacoteca Comunale Museo del Fuoco , dott. Piero Pella

Evento Patrocinato dal Comune di Novoli, Fondazione Focàra di Novoli.
Media Partner Il Sito dell’Arte

In collaborazione con il Museo del Fuoco di Novoli, Accademia di Belle Arti di Lecce, Arte Italia Cutura, Foreste Urbane, Az.Mimì

In Romeo and Juliet

L’installazione In Romeo and Juliet è visibile al MAMbo dal 16 al 26 dicembre (inaugurazione il 15), nell’ambito della rassegna ‘Scene da Romeo e Giulietta’.
 
Un percorso sulle parole di Shakespeare, progetto promosso da Teatrino Giullare e Associazione Liberty, con la cura di Elena Di Gioia.
All’ingresso della sala, situata negli spazi della Collezione Permanente, ad accogliere il visitatore, le pagine del copione di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, cucite tra loro, lavorate dagli appunti dei due artisti-registi, Giulia Dall’Ongaro e Enrico Deotti, con annotazioni di regia, tagli, macchie di vino e inchiostro: un filo cuce i pezzi del Primo In-quarto shakespeariano, per la prima volta presentato in Italia.
 
All’interno della sala, l’esposizione s i sviluppa con evocazioni, maschere, figure, disegni realizzati, da Cikuska, che riflettono sul tema dell’identità e della teatralità della vita. Il raggio di un proiettore perfora gli occhi di una maschera rivelando pensieri, presenze e ricordi. In Romeo and Juliet è il primo passo di un’esplorazione di opere teatrali e letterarie tradotte in un frammento visivo.
In occasione dell’inaugurazione, giovedì 15 dicembre alle h 18.00, l’esposizione sarà arricchita da un incontro speciale con ospite Giuliano Scabia, poeta e drammaturgo, per molti anni docente al Dams di Bologna e testimone della nascita di Teatrino Giullare.
 
Nel breve scritto, Per sentiero e per foreste (da Il tremito, ed. Casagrande, 2006), Giuliano Scabia, racconta i suoi esperimenti alla ricerca della voce della poesia, del teatro, della musica.
Inaugurazione e incontro sono a ingresso libero.