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UE: un nuovo logo è possibile!

Prende il via sabato 25 marzo, a Roma, nel cuore dello storico quartiere Coppedè (Via Reno, 18 A) la personale di Corrado Veneziano dal titolo “UE: un nuovo logo è possibile! UE: un nuovo luogo è necessario!”, in programma fino al 2 aprile prossimo (orario: 17.00 – 20.00, ingresso libero).

L’esposizione, che verrà inaugurata in occasione dei sessanta anni del Trattato di Roma, presenta – attraverso tre installazioni – la reinterpretazione in chiave estetica, critica e provocatoria del logo dell’Unione Europea, il cui anniversario della nascita ricorre proprio il 25 marzo. Se, infatti, da una parte questa data rappresenta un’occasione per festeggiare il fondamentale patto di relazione e convivenza tra gli Stati che hanno aderito all’Unione, dall’altra può e deve aprire una riflessione sulla parte ancora incompiuta e fortemente problematica di tale conquista.

È ciò che ha inteso fare l’artista attraverso un’analisi della simbologia alla quale il suo emblema è collegato. Com’è risaputo, le 12 stelle dell’UE, posizionate su fondo blu, evocano un colore e una figurazione attraente e penetrante: laddove lo sfondo vuole essere cielo-mare-dolcezza; e le stelle, posizionate circolarmente, brillano evocando una bussola, una costellazione, un sogno.

Corrado Veneziano, già autore del Logo 2015 del Prix internazionale televisivo della Rai, recensito entusiasticamente dall’antropologo Marc Augé, dal critico Achille Bonito Oliva e dal sociologo Derrick de Kerckhove, ha realizzato le tre opere artistiche servendosi di materiali diversi: scarpe di colore blu, celeste e verde acqua, salvagenti, copertoni, corone di fiori lacerati, nastri, funi e catene argentee.

Visitabili dal pubblico per un’intera settimana, le installazioni misurano tre metri per tre. E se – da lontano – sembrano replicare pedissequamente la consueta bandiera UE, da vicino al contrario svelano tutt’altro. Infatti solo con uno sguardo prossimo a ciascuna delle tre installazioni – in una messa a fuoco sempre più concreta – le bandiere si rivelano per quello di cui sono effettivamente composte: una distesa di scarpe blu sulle quali riposano, in collocazione circolare, dodici copertoni avvolti da ingombranti catene; un mare di impermeabili trasparenti e celesti sui quali si adagiano dodici salvagenti avvolti da strisce dorate; dodici corone di fiori violacei poste su altrettante coperte blu, come in un giaciglio mortuario. A richiamare una realtà in larga parte da perfezionare, un viaggio non ancora risolto, una fatica segnata, anche e forse soprattutto, da cicatrici e lacerazioni. Ma anche a dimostrare per l’ennesima volta che, come ha scritto in un’altra occasione Achille Bonito Oliva, “le opere di Corrado Veneziano massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.

Secondo Corrado Veneziano: “Manca un immaginario, un respiro, una voce che faccia sentire coesa e densa l’attuale Unione Europea. E dunque ho voluto utilizzare l’arte per ripartire, provocatoriamente, dall’unica dimensione simbolica esistente oggi: la sua icona, il suo marchio, il suo logo”. “Mi sento tanto italiano quanto europeo, e non riesco a rassegnarmi all’idea che, a fronte di una unione economica e amministrativa, non ve ne sia una legata alla dimensione immateriale, simbolica, culturale”, ha detto l’artista. “Il valore della diversità si sta trasformando in una regressione localistica e burocratizzata invece che essere inteso quale elemento straordinario di valorizzazione delle molteplicità. Diversamente, penso che proprio dall’arte si debba e si possa ripartire per costruire una nuova Europa dei popoli“, ha quindi concluso Veneziano.

L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 25 marzo 2017 alle ore 17.

Note biografiche:
Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l’attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell’antropologo Marc Augè.
Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia – Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l’opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l’immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata “Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività”. Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo “I codici dell’anima” in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l’artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale “Segni, loghi e corruzioni”, a cura di Raffaella Salato.

Alcune note critiche:
Achille Bonito Oliva ”L’anima dei non luoghi”
“(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l’assunzione del metodo dell’assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati”. “(…) Inserirsi nel mercato dell’arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d’onda: viaggiare tra l’alto e il basso del sogno dell’arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un’iconografia eclatante ma, anzi, segnala l’orgoglio di chi utilizza l’arte per sviluppare una scoperta. L’arte come svelamento e l’arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi – anche – un’arte sociale”.

Marc Augé, “L’anima dei non luoghi
“(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. E ora, un po’ inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell’arte figurativa: per l’esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. E Veneziano rimarca proprio l’esistenza dell’arricchente opposizione tra luogo e non luogo; la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione.”

Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi
“(…) È questa ricerca dello “sguardo di chi guarda” che mi intriga in Veneziano. L’educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell’arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.
Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista”.

UE: UN NUOVO LOGO E’ POSSIBILE
Spazio Veneziano – Via Reno, 18 A – Roma
Mostra personale dell’artista: Corrado Veneziano
Apertura al pubblico: da sabato 25 marzo 2017 a domenica 2 aprile
Orario: 17.00 – 20.00 Ingresso libero

Per informazioni:
Ufficio Stampa
Paola Pacchiani
Cell. 347/1223254
e-mail: paola_pacchiani@yahoo.it

Raffaello Lucci per Michelangelo

Prosegue la mostra di calcografie e acqueforti “L’anima che non sogna non pecca amar le cose di natura, usando peso, termine e misura” di Raffaello Lucci nella casa natale di Michelangelo, culmine delle celebrazioni michelangiolesche “Nel segno del Buonarroti”.

C’è di più, perché l’artista – apprezzato per il suo astrattismo lirico – ha deciso di donare in maniera permanente le sette opere al Museo Michelangiolesco, arricchendone la proposta.

Si tratta di vere e proprie sculture su carta che accolgono i passi poetici del genio rinascimentale, riprodotti con una tecnica, quella calcografica, di cui Lucci è un maestro riconosciuto.

Le opere rimarranno visibili al piano terra della casa natale, dove il padre Ludovico Buonarroti espletava le sue funzioni di podestà di Caprese e Chiusi.

Fino a sabato 25 marzo 2017 sarà inoltre possibile ammirare, nell’ala dedicata all’arte contemporanea del Museo Michelangiolesco, la personale di pittura e grafica “Kyclos” di Raffaello Lucci, dedicata al ciclo della vita e curata da Giovanni Pichi Graziani.

 

Ufficio Stampa
Marco Botti
cell. 347/54.89.038
marco.botti9@gmail.com
marco.botti@pec.giornalistitoscana.it

Van Gogh. Tra il grano e il cielo.

Una mostra monografica dedicata a Vincent Van Gogh, con oltre 120 sue opere tra dipinti e disegni, dal 7 ottobre all’8 aprile 2018 negli spazi della Basilica Palladiana: è il sunto dell’accordo chiuso dal Comune di Vicenza con Marco Goldin e Linea d’ombra, che segna il ritorno del curatore nel capoluogo berico dopo le tre rassegne curate tra il 2012 e il 2015.

Basilica Palladiana

La mostra sarà intitolata “Van Gogh. Tra il grano e il cielo” e avrà un taglio molto particolare, utile a ripercorrere in modo inedito l’intera vita del genio olandese.

I contenuti non solo della mostra ma dell’intero, e molto ampio, progetto culturale dedicato a Van Gogh verranno raccontati in anteprima sabato 18 marzo, alle ore 11, nel ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. (ANSA)

Aspettando la Biennale

Prende il via sabato 1 aprile 2017, alle ore 17, presso gli spazi della GALLERIA ITINERARTE, Rio Terà de la Carità – Dorsoduro 1046, la rassegna d’arte contemporanea e musica pop-rock da camera intitolata “Aspettando la Biennale”, con la direzione artistica e curatela di Virgilio Patarini e l’organizzazione di Zamenhof Art.

Anna Maria BracciFino al 30 aprile 2017, negli spazi della Galleria fondata da Maria Novella dei Carraresi e collocata proprio accanto alle Gallerie dell’Accademia, un ricco e articolato programma di ben 9 mostre con protagonisti 13 artisti contemporanei, abbinato a due mini-rassegne di musica e di teatro da camera.

Le mostre (7 personali e 2 tri-personali) spazieranno dal figurativo all’astratto, indagando spesso e volentieri i territori di confine tra i generi e gli stili: tra figurazione e astrazione (Bracci, Urbani De Gheltof, Ferrara), tra fotografia e pittura (Carta), tra astrazione, figurazione e poesia visiva (Patarini, Zilotti). Oppure le possibilità contemporanee di una figurazione (Maruotti, Pavesi, D’Amico) o di una astrazione (Citerni, Bernardi, Mazzella, Fazio) che potremmo definire “2.0”.

Enrico CipolliniSul versante musicale, ogni sabato pomeriggio, in concomitanza col vernissage di due mostre simultanee, si esibirà un giovane cantautore italiano in un mini-concerto in acustico, chitarra e voce, in cui presenterà un assaggio di 30/40’ della propria produzione originale, per un programma che oscilla tra il pop e il rock, con testi in italiano (Cranchi, Solfrini) e in inglese (Testi, Cipollini).

Sul versante teatrale un finale a sorpresa per il finissage della rassegna, domenica 30 aprile 2017.

Tutto a ingresso libero.

Per l’apertura della Rassegna, sabato 1 aprile 2017, un tris di eventi di grande interesse:

Anna Urbani De Gheltofalle 17 il vernissage delle due mostre personali dedicate rispettivamente a Anna Urbani De Gheltof e Anna Maria Bracci e a seguire, alle 17,30 il mini-concerto in acustica del cantautore di Enrico Cipollini, che presenta per la prima volta a Venezia brani del suo album di esordio come solista intitolato “Stubborn Hill”.

Qui di seguito: il calendario delle mostre e quello di concerti e spettacoli.

ASPETTANDO LA BIENNALE

Calendario mostre

GALLERIA ITINERARTE, Rio Terà de la Carità – Dorsoduro 1046. Vernissage ogni sabato alle 17. Orari di apertura: tutti i giorni, inclusi festivi, dalle 11 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30. Chiuso il lunedì mattina.

(Nota: la Galleria ItinerArte è costituita da due spazi attigui: uno a sinistra del numero 1046, con vetrina su Rio Terà della Carità; uno a destra del numero 1046 con vetrine su Rio Terà della Carità e su Campiello Calbo)

1-7 aprile 2017
Spazio Rio Terà
Anna Urbani de Gheltof, Abbagli e colori sulla via del ritorno
Spazio Campiello
Anna Maria Bracci, Tra figurazione e astrazione

8-14 aprile 2017
Spazio Rio Terà
Vito Carta, Epifanie
Spazio Campiello
Liana Citerni, Bagliori e battiti d’ala

15-21 aprile 2017
Spazio Rio Terà
Franco Maruotti, Paesaggi del Gargano
Spazio Campiello
Walter Bernardi / Ezio Mazzella / Dennis Fazio,
Tre personalità a confronto, sulla via dell’astrazione

22-28 aprile 2017
Spazio Rio Terà
Claudia Ferrara / Francesca Pavesi / Laura Zilocchi,
Tre personalità a confronto, tra astrazione e figurazione
Spazio Campiello
Mario D’Amico, Metafisica 2017

29-30 aprile 2017
Spazio Rio Terà e Spazio Campiello
Virgilio Patarini, Just for two days

Calendario eventi
Mini-concerti da camera

Sabato 1 aprile 2017, ore 17,30
Enrico Cipollini, chitarra e voce.

Sabato 8 aprile 2017, ore 17,30
Davide Solfrini, chitarra e voce.

Sabato 15 aprile 2017, ore 17,30
Massimiliano Cranchi (Cranchi Band), chitarra e voce.

Sabato 22 aprile 2017, ore 17,30
Enrico Testi (The Dice), chitarra e voce.

Domenica 30 aprile 2017, ore 18,30
Finissage teatrale “a sorpresa”.
Regia di Virgilio Patarini.

Zamenhof Art
Ufficio di Milano – cell. 377.46.89.785
email: zamenhof.art@gmail.com
sito: www.zamenhofart.it
SpazioE
Sede espositiva: Milano, Alzaia Naviglio Grande, 4
tel. 02.58109843 (dal mart. alla dom. ore 15-19)
email: aestdelleden@libero.it
Galleria del Cammello
Ferrara, via Cammello, 33
(solo su appuntamento) cell. 333.80.322.46

Collezione di Antonio Allaria

Il Focus di approfondimento su Mario Sironi è l’occasione per presentare al pubblico le opere della Collezione di Antonio Allaria che, da inizio 2017, vanno ad ampliare il patrimonio del Mart.

Giorgio de Chirico
Bozzetto per il fondale de “I Puritani” di Vincenzo Bellini, atto I, scena II, 1933
Mart, Collezione Allaria
In mostra oltre 60 opere di Sironi, tra dipinti e disegni, che dialogano con i lavori di altri artisti presenti nella collezione, come Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland.

Focus Collezioni

Il programma espositivo del Mart di Rovereto si arricchisce periodicamente di approfondimenti dedicati alle raccolte che compongono il patrimonio museale.
Si tratta dei Focus tematici e monografici pensati per esplorare le radici dell’arte italiana contemporanea, i movimenti storici internazionali, le nuove emergenze partendo dal vasto patrimonio del Mart che comprende, oltre alle opere, preziosi documenti conservati presso l’Archivio del ’900.

Nel 2016 l’inedito “format” ha consentito al pubblico del Mart di conoscere il progetto di ricerca pluriennale MATERIALE IMMATERIALE. PROGETTO VVV VerboVisualeVirtuale realizzato in collaborazione con Museion e con la Fondazione Bruno Kessler; le opere di Mario Raciti giunte al Mart tramite la Donazione Carlo Damiano e le collezioni VAF-Stiftung, Collezione Volker W. Feierabend, Collezione Domenico Talamoni; la serie fotografica Mediterraneo di Mimmo Jodice, dalla Collezione “I Cotroneo”. Inoltre, con materiali provenienti dall’Archivio del ’900 sono state realizzate le mostre Disegnare la villeggiatura e Tra nucleare e patafisica (in corso fino al 30 aprile).

Il calendario del 2017 prevede ancora due Focus a cura dell’Archivio del ’900 Costruire con la luce: fotografie di architettura dagli archivi del Mart (7 maggio – 27 agosto) e La rivista come luogo di ricerca artistica: il portale Capti (3 settembre – 28 gennaio).

A questi progetti si aggiungo due preziose mostre dedicate a due grandi collezioni private italiane: la Collezione Allaria (5 marzo – 11 giugno ) e la Collezione Panza di Biumo (2 aprile – 2 luglio).

Focus | Mario Sironi nella Collezione Allaria

Il recente deposito della Collezione Allaria conferma l’impegno del Mart nell’accogliere e valorizzare nuclei di opere d’arte provenienti da raccolte private, integrandole con armonia nel contesto del museo e del suo patrimonio.
Il cospicuo gruppo di disegni e dipinti di Sironi raccolti nel secondo dopoguerra da Antonio Allaria va infatti ad arricchire la serie di opere del pittore giunte al Mart attraverso precedenti depositi, come quelli della Collezione Domenico Talamoni, della VAF-Stiftung e della Collezione Romana Sironi.

Attraverso circa 100 opere, di cui oltre 60 di Mario Sironi, suddivise in nove sezioni tematiche, il Focus dedicato alla Collezione Allaria esplora il rapporto di amicizia nato a Cortina nel 1947 tra il collezionista e l’artista, restituendo un Sironi privato, quasi totalmente sconosciuto al pubblico.

Tra quadri e disegni, lungo il percorso espositivo si incontrano opere dal contenuto più politico, composizioni figurative con esiti quasi astratti e, addirittura, giocosi e colorati disegni realizzati per le figlie dell’artista e regalati in seguito all’amico Allaria in occasione della nascita della figlia Alessandra.

In generale però la maggior parte delle opere di Sironi presenti nella Collezione Allaria appartiene agli anni più duri dell’esistenza dell’artista, quelli del secondo dopoguerra, segnati dal dramma della morte di una delle figlie e dall’ostilità della critica, che vedeva in lui un vecchio artista del regime fascista. Un’atmosfera cupa si riverbera nei paesaggi dipinti in questo periodo, nelle vedute prevalgono le ombre e i toni plumbei di un eterno crepuscolo. Molte opere hanno come protagonista la montagna, che si staglia scura e massiccia all’orizzonte, dal profilo tracciato sinteticamente con impasti densi, cretosi.

Si tratta quasi sempre di una montagna ideale, fuori dal tempo, ma che in alcuni casi rivela un preciso riferimento alle cime ampezzane, come le Tofane e il Becco di Mezzodì.
Il mondo di rovine dipinto da Sironi in questi anni è popolato da personaggi che ricordano eroi sconfitti, titani schiacciati dal peso delle costruzioni o di un paesaggio che si stringe intorno a loro, soffocandoli. Emergono dall’oscurità figure irrigidite in impasti cromatici calcinati, appena sbozzate come grandi idoli di pietra, murate nelle loro nicchie o nell’atto di fuggire faticosamente da questi spazi angusti

Come scrivono il Direttore e la Presidente del Mart nell’introduzione al catalogo della mostra: “Di grande rilevanza è anche il fatto che la parte più ampia e organica della Collezione presentata dal Mart con una mostra temporanea […] sia focalizzata sull’opera di Mario Sironi, ossia di uno degli artisti più importanti del Novecento italiano e, nonostante l’acclarato rilievo, rappresentante di un’epoca che merita comunque aggiornati studi e approfondimenti scientifici ad oggi inadeguati rispetto al portato di una generazione che ha vissuto la crisi del proprio tempo con gesti non riducibili alla sola prospettiva ideologica e da inquadrare oggi con maggiore coscienza storica”.

In mostra le opere di Sironi vengono messe a confronto con i lavori di altri artisti acquistati da Allaria, come Morandi e Picasso. In particolare, l’esposizione si sofferma sulla presenza all’interno della Collezione di tre grandi artisti a cui Allaria era legato da rapporti di profonda amicizia: Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland. Le opere del collezionista dialogano inoltre con le opere delle Collezioni del Mart e con i suoi allestimenti permanenti. Il dialogo tra nuovi e vecchi ospiti, selezionati per coerenza tematica, finisce ancora una volta per contraddistinguere l’intero percorso di visita del museo di Rovereto.

FOCUS | MARIO SIRONI NELLA COLLEZIONE ALLARIA
A cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia

Mart, Rovereto
Fino all’11 giugno 2017

Noa Noa Art Residency

Noa Noa Art Residency è un progetto di residenza artistica a Bali, finalizzato ad ospitare artisti internazionali nelle migliori condizioni per poter sviluppare la loro creatività in un ambiente immerso nella natura, alla scoperta dell’Oriente Indonesiano.

Noa Noa Art Residency si ispira a alla figura di Paul Gauguin. “Noa Noa” ricorda, infatti, il titolo del diario di viaggio dell’artista che ben sintetizza la filosofia della residenza. «Sono fuggito – scrive Gauguin – da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro nella Verità, divento un tutt’uno con la natura».

Il bando è aperto a tutti gli artisti e agli studenti delle Accademie d’Arte, senza limiti di età e nazionalità, purché dimostrino una significativa competenza nella propria disciplina (pittura, disegno ed illustrazione, installazione, fotografia, video art, digital art) e accettino le condizioni indicate nell’application on line: http://noanoaartresidency.com/apply-now/.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2017. I candidati dovranno accompagnare l’iscrizione con cinque opere della loro produzione. Tutte le domande ricevute entro il termine indicato nel bando saranno esaminate da una giuria di professionisti del settore che decreterà i cinque vincitori.

La commissione giudicatrice è composta da Martina Corbetta (Presidente), Roberto Pisoni (Direttore di Sky Arte), Rossella Farinotti (Curatore e critico d’arte, titolare di LabRouge), Matteo Bergamini (Giornalista di Exibart).

I cinque artisti selezionati saranno ospitati dal 1 al 17 luglio 2017 in una esclusiva residenza a Bali (Seminyak), dove potranno lavorare utilizzando strutture e materiali forniti dall’organizzazione stessa.
Noa Noa Art Residency, oltre all’ospitalità e allo studio, offre un programma finalizzato all’interazione con artisti locali ed incoraggia l’esplorazione, la ricerca e la creatività con “Artist’s Pocket Diary”, un percorso che comprende l’assistenza al lavoro in studio, escursioni culturali, meeting e laboratori con artisti del territorio.

Al termine della residenza saranno organizzate due mostre: la prima in una galleria di Bali, la seconda in Italia, da Martina’s Gallery (Monza Brianza), entro dicembre 2017.

Per maggiori informazioni sulle modalità e la quota di iscrizione è possibile visitare il sito http://noanoaartresidency.com/ . Whatsapp: + 39 339 200 5291, info@noanoaartresidency.com, Instagram: @noanoa.art.residency,

Facebook: www.facebook.com/noanoaartresidency/.

 

Segnalato da CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

ELEGANTIA

In occasione delle ultime due settimane di apertura della mostra ELEGANTIA, sabato 11 e sabato 18 marzo si terrà una speciale visita guidata della mostra in compagnia del curatore Francesco Garutti, con il quale i visitatori potranno intrattenersi al termine della visita in un momento di confronto informale in caffetteria.

La mostraLa colazione prevede:
Caffè o Cappuccino
+ Brioches Semplice o farcita
+ Succo di Frutta
+ 1 bott acqua 0,25

Biglietto, visita e colazione: 10 Euro.
Su prenotazione, previo raggiungimento numero minimo: visiteguidate@triennale.org

La mostra resterà aperta fino a domenica 19 marzo.

ELEGANTIA è la prima personale del duo di artisti belgi Jos de Gruyter & Harald Thys in un’istituzione italiana. Concepita come la costruzione di un ambiente preciso in dialogo rigoroso con le sale del Palazzo dell’Arte, ELEGANTIA è stata immaginata come una messa in scena dell’idea stessa di “mostra”, riflesso mentale e miraggio artificiale di un allestimento. Indirettamente ispirata dalla ricca, complessa e ipertrofica storia di produzione e presentazione che caratterizza la Triennale e il suo Palazzo, la mostra è la caricatura di un’architettura, l’immagine di un’esposizione sulle “belle arti”, che si rivela – dopo pochi attimi di straniamento – come un catalogo ambiguo di orrori e solo apparenti normalità.

Francesco Garutti (*1979), è curatore d’arte contemporanea e d’architettura. “Emerging Curator 2013-2014” presso CCA Montreal, dal 2011 al 2013 è stato responsabile delle pagine d’arte contemporanea della rivista Abitare. Tra il 2007 e il 2008 ha lavorato come architetto per Peter Zumthor Architekturbüro e dal 2014 al 2016 ha insegnato presso il Dipartimento di Scienza per l’Architettura dell’Università di Genova. Nel 2012 ha curato il progetto “Portikus Under Construction” negli spazi di Peep-Hole a Milano; insieme a Yann Chateigné Tytelman è stato curatore e selezionatore per l’edizione 2013 del Furla Prize for Emerging Italian Artists. Dal 2015 è curatore dei programmi espositivi di THEVIEW Studio, Genova. Tra i suoi libri recenti “FAIRLAND” (2014) Koenig Books e Mousse Publishing, “HOME’S WIND” a+m bookstore edizioni (2016) e “Can Design Be Devious?” CCA Montreal (2016).

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

Mediterraneo: fotografie tra terre e mare

Tre i bandi GRATUITI che “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare”, la rassegna che racconta il Mediterraneo come “sperimentale” luogo di relazioni dove le culture e le arti coesistono, dialogano, si contaminano, propone per l’edizione 2017.

Logo MediterraneoGli appelli sono rivolti a tutti i fotografi che vivono o lavorano sull’area del Mediterraneo. Gli ambiti di interesse della rassegna, restano l’attualità, lo sguardo al femminile e i fotografi al di sotto dei 35 anni.

La novità del 2017 è che nel bando attualità, a differenza degli scorsi anni, vengono indicate le aree tematiche su cui si vogliono avviare delle riflessioni e che sono: 1) la realizzazione nel Mediterraneo di progetti sperimentali di sostenibilità ambientale ed energetica; 2) le persone tra i 18 e i 35 che vivono nei Paesi a ridosso di questo mare. Si inizia in questo modo una narrazione intorno ai temi dell’energia e dell’ambiente, quanto mai correlati ed attuali, mettendo in risalto quelle che sono le sperimentazioni avviate o progettate nel Mediterraneo. Altrettanto centrale, nel racconto sull’attualità del Mediterraneo, diventa la necessità di conoscere la vita e i desideri delle persone tra i 18 e i 35 anni, le generazioni che rappresentano il futuro.

Continua l’approfondimento “Sguardi di Donne verso le Donne del Mediterraneo“, sezione dedicata alle sole fotografe che è al suo terzo anno.

E naturalmente va avanti la promozione dei fotografi al di sotto dei 35 anni con il Premio Mediterraneo. Il premio, che per l’edizione 2017 è al suo terzo anno, è nato con l’intento di divulgare i lavori dei giovani fotografi, italiani e stranieri, che operando nel Mediterraneo hanno contribuito ad arricchire la conoscenza e la cultura dell’area.

Dal 2012 la complessità del Mediterraneo, dall’attualità alla relazione tra cultura e società, è la narrazione della rassegna “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” che coinvolge più di una città in Italia. In ciascuna città una serie di spazi accolgono le mostre dei fotografi selezionati dalla giuria. La rassegna tratta differenti generi della fotografia e si interessa al dialogo tra generazioni di fotografi, tanto quanto allo sviluppo della conoscenza e delle riflessioni intorno alle culture mediterranee.

La fotografia resta il medium, comunicatore, che lancia l’invito a vedere, ad aprirsi a nuovi punti di vista, ad altre culture, all’altro da se, con un occhio alla storia, quella del Mediterraneo, territorio ideale da raccontare perché molteplice e allo stesso tempo nuovo, che accomuna e che ritrova nell’interazione alcune delle sue radici.

Per l’edizione 2017 la rassegna ha i Patrocini della Commissione Europea, del Comune di Napoli, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Unione delle Università del Mediterraneo e il partenariato dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, della Biblioteca Nazionale di Napoli. Altri partenariati sono in via di definizione. Folta la giuria (Georges A. Bertrand, Vasco Ascolini, Davide Calimani, Paola Di Bello, Fabio Donato, Renata Ferri, Elena Franco, Fulvio Merlak, Christian Minelli, Marco Perillo, Nicola Saldutti, Marie-Pierre Subtil) che selezionerà i fotografi che andranno in mostra, composta, come nelle precedenti edizioni, da fotografi, editor e giornalisti.

Al suo secondo anno il Laboratorio di Fotografie per Donne Straniere, a Napoli è stato realizzato grazie al contributo di Unicredit. I risultati del laboratorio, al quale si può accedere avendo per dotazione il semplice cellulare con cui realizzare gli scatti, saranno esposti durante l’edizione 2017 di Mediterraneo: fotografie tra terre e mare per mostrare quello che è lo sguardo sulla città di chi, straniera, vive in Italia.

La rassegna si terrà tra metà maggio e metà giugno. Il calendario completo, l’elenco dei fotografi selezionati e altri eventi collaterali saranno divulgati nei prossimi mesi.

Lo CuntoAssociazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro, cura l’organizzazione e promuove il progetto espositivo “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare”. L’associazione persegue finalità culturali, sociali e formative nell’ambito della conoscenza, della fotografia e dell’arte e la loro divulgazione attraverso esposizioni, pubblicazioni e seminari. “Lo Cunto” favorisce la comprensione tra le culture e le generazioni attraverso l’interscambio di esperienze e risorse di differenti nazionalità, in particolare negli ambiti della fotografia e dell’arte.

Mediterraneo: fotografie tra terre e mare

Direzione artistica : Patrizia Varone

www.mediterraneofotografia.eu
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Ufficio Stampa Mediterraneo Fotografie: info@mediterraneofotografia.eu
Patrizia Varone
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pat.varone@libero.it

Modernolatria

Venerdì 3 febbraio, alle ore 17.00, presso la Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone, si terrà l’inaugurazione della mostra Modernolatria, a cura di Melissa Acquesta, Gemma-Anaïs Principe e Valentina Tebala e con il coordinamento scientifico di Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria e Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza.

Promossa dal Polo Museale della Calabria e dal Comune di Cosenza e dedicata, in occasione del centenario della sua morte, all’opera di Umberto Boccioni, la mostra cosentina vuole indagare il grande maestro futurista quale catalizzatore per stimoli e propulsioni estetiche contemporanee, e lo fa a partire dal suo stesso neologismo modernolatria, ovvero «adorazione del moderno».

Una chiara sintesi espressiva del culto futurista per il progresso tecnologico ed artistico, dove l’arte è intesa come strumento di ricerca verso la realtà circostante e il proprio tempo.
L’omaggio, che il Polo Museale della Calabria e il Comune di Cosenza vogliono dedicare a Boccioni, non ha connotazione commemorativa, né tanto meno vuole essere una retrospettiva sull’artista quanto piuttosto un focus su quanto è accaduto e accade +100 anni dopo.

Il tributo si estende in un discorso di continuità e suggestioni dinamiche che partono dall’artista reggino e si sviluppano in una mostra collettiva che include artisti nelle cui ricerche si ravvisano attitudini stilistiche e/o teoriche che testimoniano in qualche modo un’affinità, se non una spiccata eredità, con gli assunti e le problematiche boccioniane.
La mostra intende quindi esplorare i possibili sviluppi degli approcci e linguaggi dell’artista tradotti oggi, secondo una scelta curatoriale mirata a istituire connessioni e analogie o cortocircuiti talvolta interiori ed interpretativi, espliciti, finanche ironici, fra un grande artista storicizzato e gli artisti contemporanei esposti.

Modernolatria, allestita nella prestigiosa sede della Galleria Nazionale di Cosenza, che dell’artista ospita già una straordinaria collezione grafica, insieme al prestigioso pastello Gisella della Collezione Banca CARIME e alla scultura Forme uniche della continuità dello spazio proveniente dalla collezione Bilotti-Ruggi d’Aragona, è parte integrante del progetto BOCCIONI+100 che prevede anche la contaminazione scenografica e culturale di altri luoghi di interesse cittadino, in particolare il Castello Normanno Svevo, il Museo dei Brettii e degli Enotri e l’area di sperimentazione artistica dei BOCS Art, che accoglierà la sezione Boccioni in the BoCS.

Boccioni in the BoCS si compone di due interventi differenti ma legati fra loro e con le sedi espositive del territorio cosentino: il primo, statico, prevede una installazione site specific, già fruibile, che trasforma il modulo abitativo dei BoCS art in struttura allestitiva destinata ad ospitare un omaggio grafico dedicato all’opera di Umberto Boccioni; il secondo, dinamico, rivisita l’esperienza di residenza per gli artisti di Modernolatria in una forma di permanenza. Gli artisti coinvolti allestiranno i BOCS Art dell’Area 3, trasformandoli in veri e propri atelier dove sarà possibile conoscere il loro lavoro attraverso la forma dello studio-visit, in particolare meditare sulla genesi degli interventi di confronto/scontro con la poetica boccioniana.

Alla manifestazione interverranno Angela Acordon, direttore Polo Museale della Calabria; Mario Occhiuto, sindaco del Comune di Cosenza; Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza; Giampaolo Calabrese, dirigente Settore Cultura del Comune di Cosenza; Melissa Acquesta, Gemma-Anais Principe e Valentina Tebala, curatrici del progetto.

Modernolatria

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Anna Capolupo
Dehors/Audela
Roberto Giriolo
Okkult Motion Pictures
Ettore Pinelli
Giusy Pirrotta
Robert Proch
Beniamino Strani
ZEROOTTOUNO
special artist
Claudio Sinatti

Boccioni in the BoCS

Anna Capolupo
Dehors/Audela
Roberto Giriolo
Okkult Motion Pictures
Ettore Pinelli
ZEROOTTOUNO

BOCCIONI+100 – Modernolatria + Boccioni in the BoCS
GALLERIA NAZIONALE – PALAZZO ARNONE
Cosenza – dal 3 al 19 febbraio 2017
Via Gian Vincenzo Gravina (87100)
+39 0984795639 , +39 098471246 (fax)
pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it
www.polomusealecalabria.it

Women Meetings

Mercoledì 1 febbraio continua il ciclo di appuntamenti Women Meetings nell’ambito della nona edizione del Triennale Design Museum W. Women in Italian Design (aperta fino al 19 febbraio 2017).

Si segnalano in particolare le numerose visite guidate alle mostre della Triennale di Milano che si svolgono nei weekend a turno fisso. Sabato 4 febbraio la prima visita all’ultima mostra inaugurata alla Triennale: Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé.

Il 7 febbraio il primo appuntamento del ciclo di incontri Arte in Italia negli anni trenta, a cura di Elena Pontiggia che si svolge in concomitanza con la mostra della Collezione Giuseppe Iannaccone.

Da non perdere mercoledì 8 febbraio la presentazione di Lotus 161 – METEO MILANO, l’ultimo numero della rivista dedicato alla situazione dell’architettura milanese.

Giovedì 9 febbraio inaugurazione alle 18.30 della mostra Gio Ponti: l’Infinito Blu.

Il 15 febbraio al Teatro dell’Arte un incontro con lo scrittore Jonathan Safran Foer vincitore della quinta edizione della Classifica di Qualità de “La Lettura”.

Profeti in patria

Nell’ambito del progetto “Profeti in patria: Cammini d’artista a Montecchio Emilia”, nell’anno dedicato ad Omar Galliani, l’Amministrazione Comunale di Montecchio Emilia presenta “L’idea di Natura nell’opera di Omar Galliani”: la professoressa Eleonora Frattarolo, storica e critica d’arte, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bologna e Direttrice del Gabinetto di Disegni e Stampe della Clementina, incontra Omar Galliani in un dialogo a due voci su uno dei temi fondamentali della produzione pittorica dell’artista.

L’incontro è in programma per domenica 29 gennaio, alle ore 17, al Castello medievale. Al termine del dialogo, si potrà visitare l’Atelier Galliani presso l’ex Macello comunale, accompagnati da Omar Galliani. L’ingresso è libero e gratuito.

Si tratta del terzo appuntamento di un ciclo di incontri collegato al progetto Atelier Galliani, in cui Omar Galliani dialogherà con tante personalità del mondo artistico e culturale.

Nei prossimi mesi, Omar Galliani realizzerà all’interno dell’Atelier stesso un’opera pittorica “a porte aperte”, permettendo ai visitatori di seguirlo passo passo. L’Atelier Galliani sarà aperto al pubblico nelle seguenti domeniche: 12 e 26 febbraio, 12 e 26 marzo, 9 e 23 aprile, 7 e 21 maggio con orario 10.00-12. 30 e 16.00-19.00.

La seconda edizione della rassegna “Profeti in patria” si concluderà nel mese di maggio 2017 con la presentazione dell’opera realizzata all’interno dell’Ex Macello e la restituzione ai cittadini di quanto prodotto all’interno dell’Atelier.

Per informazioni ed approfondimenti: www.ateliergalliani.com

 

Segnalato da CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano, 54, 42121 Reggio Emilia

Brescia Photo Festival 2017

Fondazione Brescia Musei e Macof-Centro della fotografia italiana, con il sostegno del Comune di Brescia, MO.CA. e della Fondazione Asm e la collaborazione di Silvana Editoriale e Laba, promuovono e organizzano “Brescia Photo Festival 2017”, evento annuale di livello internazionale dedicato alla fotografia. “Brescia Photo Festival 2017” sarà connotato da un tema di carattere generale – quest’anno individuato in People – che muterà anno dopo anno.

I dettagli verranno illustrati nella conferenza stampa di :

GIOVEDÌ 26 GENNAIO – ORE 11
BRESCIA, SALA GIUDICI- PALAZZO LOGGIA

INTERVERRANNO

– Emilio Del Bono, sindaco di Brescia
– Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura, creatività e innovazione
– Massimo Minini, presidente Fondazione Brescia Musei
– Luigi Di Corato, direttore Fondazione Brescia Musei
– Renato Corsini, direttore Ma.Co.F – Centro italiano di fotografia
– Roberto Cammarata, presidente Fondazione Asm

Ufficio Stampa Comune di Brescia
Piazza della Loggia, 1 – 25121 Brescia
Tel. 0302977282 ufficiostampa@comune.brescia.it

In collaborazione con
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel. 049663499
Referente Roberta Barbaro – gestione3@studioesseci.net