La solitudine del curatore #1

La solitudine del curatore” è il titolo di un capitolo del libro Esposizioni: emergenze della critica d’arte contemporanea di Stefania Zuliani, docente dell’Università di Salerno – che fa il punto sulla figura del curatore dalla fortuna degli anni Novanta alla crisi del nuovo millennio.

Titolo evocativo che ha ispirato questo progetto itinerante, che farà la sua prima tappa a Palermo presso KaOZ, spazio collaterale Manifesta 12, dal 20 agosto al 2 settembre 2018. Un’esposizione in progress che inizia con l’atto della selezione delle opere da riporre in un bagaglio a mano e si concretizza grazie a un complesso gioco di connessioni sul territorio.

In una società cosiddetta “liquida” sono ancora parecchie le etichette che resistono e molti sono ancora i pregiudizi da abbattere, ancor più dei muri che si costruiscono lungo quelle frontiere venute meno per le merci ma non per gli uomini. La Sicilia è geograficamente un’isola ma storicamente un incrocio, un luogo naturalmente aperto all’ospitalità e alla coabitazione, una terra però, che per la sua posizione nel cuore del mediterraneo, continua a essere teatro di dolorosi approdi e conflitti tra poteri economici.

Secondo Z. Bauman il curatore è un creatore di comunità, colui che fa accadere le cose, sebbene il momento dell’ideazione sia quello più individuale, è nella relazione con gli artisti, col contesto, con l’opera e col pubblico che si innesca il desiderio, il tentativo di co-autorialità. Nel rapporto umano e intellettuale che il curatore instaura con l’artista viene meno quel senso di solitudine autoriale che rischia di imprigionare in una gabbia autoreferenziale l’opera d’arte. In viaggio con una valigia in cui è racchiuso un polifonico archivio di creazioni, il curatore oltrepassa frontiere geografiche e mentali arrivando a destinazione, immaginando ogni luogo come un’utopia, una “città invisibile” che grazie all’arte possa essere continuamente reinventata. Il contenuto del bagaglio – le opere – e i lavori site-specific costruiscono una relazione aperta destinata a modificarsi ogni volta, in grado di attivare un processo collettivo di cui il display rappresenta il risultato di un dialogo costruito in più tempi e in diversi luoghi, in cui lo spazio assume un potere plastico e in cui il curatore diventa un detonatore di situazioni possibili. Parte integrante del processo sarà la documentazione fotografica che darà modo agli autori delle opere in valigia di prendere visione del costante tentativo di Gesamtkunstwerk e di tracciare quella memoria archivistica che è ormai divenuta costante ossessione del pensiero contemporaneo.

Il progetto nasconde tracce autobiografiche della curatrice che parte dalla sua terra di origine – la Sicilia – porta con sé opere di artisti conosciuti durante gli ultimi anni trascorsi tra Torino e Milano ed è essa stessa simbolo di quel flusso di costante migrazione di donne e uomini sulle direttrici sud-nord del mondo.
“La solitudine del curatore” vuole essere un momento di riflessione necessario e indipendente sulle dinamiche dell’arte contemporanea, un confronto diretto tra curatori/teorici e artisti.

Dimora OZ è un laboratorio di arti visive, performative e multimediali, uno spazio transdisciplinare animato da numerosi artisti residenti a Palermo. Dimora OZ è un’art factory che affronta tematiche contemporanee, creando produzioni, eventi, workshop, con una particolare attenzione alle dinamiche relazionali di collaborazione e partecipazione.

KaOZ è un progetto collaterale di Dimora Oz che vede uno spazio fisico nel cuore del centro storico di Palermo.

Florence Biennale 2019

Scrive la Dr. Melanie Zefferino, Curatrice della XII Florence Biennale : “In vista delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, che si terranno nel 2019, la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze propone una riflessione sull’approccio conoscitivo e al tempo stesso creativo del Maestro del Rinascimento universalmente considerato quale genio di ogni tempo.

In particolare, il tema della XII Florence Biennale si focalizza sulla natura multanime di Leonardo, artista eccelso che a suo modo fu anche scienziato dedito allo studio spaziando attraverso diverse discipline – l’anatomia comparata, la botanica, la geologia, le leggi della fisica, anche intrecciando la cosmologia nei suoi studi della luce, e altro ancora.

Come si legge nella sua lettera di presentazione a Ludovico Maria Sforza, detto ‘Ludovico il Moro’, Duca di Milano, in cui si dichiarava abile nel rappresentare qualsiasi cosa “in scultura di marmore, di bronzo e terra, similiter in pictura”, Leonardo era anche architetto atto a progettare ponti mobili, edifici e canali, nonché ingegnere capace di sintetizzare elementi visivi e strutturali in innovazioni d’artiglieria, effetti pirotecnici e congegni vari – che possiamo solo immaginare alla Fortezza da Basso nei giorni in cui accoglierà centinaia di artisti da tutto il mondo, alcuni dei quali esporranno le proprie installazioni. Nondimeno, le machine pionieristiche di Leonardo, persino concepite per librarsi in volo o immergersi nelle profondità del mare, andavano ad aggiungersi non solo agli strumenti musicali, inclusa la famosa lira d’argento a forma di teschio di cavallo, ma anche agli automi e ai mirabili apparati scenici da lui ideati e costruiti.

Del Paradiso di Plutone, realizzato per la rappresentazione dell’Orfeo di Poliziano alla corte di Gian Galeazzo Sforza e successivamente a quella di Isabella d’Este-Gonzaga a Marmirolo intorno al 1490-91 è rimasta memoria nel Codice Arundel.

Anonima è invece la descrizione del grande ingegno a cupola rotante, ovvero il “Paradiso con tutti li sette pianeti”, progettato e messo in scena da Leonardo per la Festa del Paradiso in occasione delle nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona il 13 gennaio 1490. E quale inventore di feste teatrali forte della tradizione dei festaioli fiorentini, Leonardo dilettò il pubblico dei suoi giorni anche con favole e facezie.

Alla luce di tutto quanto sin qui detto si configura l’assegnazione del Premio “Lorenzo il Magnifico alla Carriera” 2019 a personalità di primo piano i cui nomi saranno presto annunciati.

Frattanto, guardando a Leonardo quale exemplum per la creatività del contemporaneo si vuole richiamare attenzione su come, coniugando la pratica artistica alla ricerca scientifica non senza sperimentazione in ciascun ambito, egli abbia polverizzato l’antica distinzione fra artes mechanicae e artes liberales.

Così facendo nobilitò anzitutto la pittura, “scienza e legittima figlia di natura” in quanto essa “considera tutte le qualità continue e le qualità delle proporzioni d’ombre e lumi e distanze nella sua prospettiva” dunque, proprio come la musica e la geometria, è fondata sulle proporzioni armoniche.

Nel suo Trattato della pittura, Leonardo afferma che “l’ingegno del pittore vuole essere a similitudine dello specchio, il quale sempre si trasmuta nel colore di quella cosa, ch’egli ha per obietto, e di tante similitudini si empie tante sono le cose che gli sono contrapposte. Adunque conoscendo tu pittore non poter essere buono, se non sei universale maestro di contrafare con la tua arte tutte le qualità delle forme che produce la natura, le quali non saprai fare, se non le vedi, e ritraile nella mente”. In quest’ottica è fondamentale conoscere la natura attraverso l’osservazione per poterla rappresentare. Il processo artistico, tuttavia, non si estrinseca nella pura imitazione di ciò che è visibile.

Figlio del suo tempo, Leonardo condivideva almeno in parte la Theologia platonica di Marsilio Ficino, che presumibilmente lesse dopo aver appreso il latino in età adulta. La sua era una visione del mondo che Michel Foucault ha sintetizzato come epistema del Rinascimento, un sistema di conoscenza basato sui concetti di similitudine e interpretazione per afferrare ciò che si cela nella affinità fra le cose, dando vita a un infinito sistema di rimandi. In questa luce si fa più pregnante il pensiero di Leonardo da Vinci secondo il quale “la deità ch’ha la scientia del pittore fa che la mente del pittore si trasmuta in una similitudine di mente divina”.

Lo studio e l’interpretazione della natura ai fini della sua rappresentazione conferisce dunque alla intelligenza dell’artista l’estro creativo della mente divina, che della natura è Autore. Non a caso il fare di Leonardo contempla interpretazione dei fenomeni naturali e immaginazione dal momento che “nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni sí di componimenti di battaglie, d’animali e d’uomini, come di varî componimenti di paesi e di cose mostruose, come di diavoli e simili cose, perché saranno causa di farti onore”.

Frutto di una mente fertile e di un irrefrenabile anelito a competere in creatività col divino, prendevano vita nella mente di Leonardo, seppure talvolta cristallizzandosi solo su un foglio manoscritto, invenzioni mirabilissime – non solo pittoriche ma anche scenotecniche e scultoree. Esempio ne sia l’innovativo quanto ambizioso sistema di fusione ideato per “dare opera al cavallo di bronzo” promesso a Ludovico il Moro e di cui rimangono preziosi studi.

Inesauribile fonte di ispirazione da ormai cinque secoli, l’eredità Vinciana sarà interpretata attraverso i più disparati linguaggi dell’arte da autori di diversa provenienza, cultura, formazione e carriera, che si apprestano a partecipare alla XII Florence Biennale nel 2019. A costoro è rivolto l’invito, espresso con parole di Paul Valéry, a immaginare Leonardo all’opera e seguirlo “mentre si muove nell’unità opaca e densa del mondo ove la natura gli diventerà così familiare che egli la imiterà per raggiungerla, e finirà per imbattersi nella difficoltà di concepire un oggetto che essa non contiene”.

Specialmente in “tempi bui” come il presente, che vede il mondo dell’arte affrontare quella stessa difficoltà ma anche istanze ricorrenti e nuove sfide a livello globale – dal coniare una definizione della nozione di arte alla ricerca di valenze estetiche passando forse per un possibile affrancamento dalla presunta supremazia dell’arte concettuale, e al ridimensionamento del fenomeno deskilling – il metodo di Leonardo appare una come una “luce” proiettata su una via di conoscenza e perfezione. Un percorso che parrebbe richiedere l’adozione di un approccio olistico per guardare all’individuo nella sua unità fisica, psichica e spirituale, ma anche per cogliere appieno il valore di un artista e del suo fare creativo, che può sempre essere rivisitato e reinterpretato, dunque rivivificato.”

Dr. Melanie Zefferino

Curatrice della XII Florence Biennale

Sono Fernanda Wittgens

A sessant’anni dalla morte, il volume presenta la figura di Fernanda Wittgens (1903-1957), storica dell’arte, direttrice della Pinacoteca di Brera e soprintendente, antifascista che scontò con il carcere la sua opposizione al regime.

La sua intensa vicenda biografica è ricostruita per la prima volta in modo completo attraverso un attento spoglio dei documenti e delle testimonianze che ha consentito di approfondire la trentennale attività a Brera (1928-1957). Nel 1950, dopo le devastazioni belliche, Wittgens restituì al Paese la pinacoteca, intrecciando stretti rapporti con la società civile e intellettuale e caratterizzando la sua azione con un’apertura internazionale.

Il volume comprende il saggio introduttivo di James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, e i contributi di Giovanna Ginex, Erica Bernardi ed Emanuela Daffra.

Giovanna Ginex, storica dell’arte e curatrice indipendente, dal 1980 lavora su temi e problemi delle arti visive dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, le arti decorative e applicate all’industria, la storia della grafica e dell’illustrazione, la storia della fotografia e le problematiche della conservazione e catalogazione dei beni culturali. Sono numerose, inoltre, le collaborazioni con istituzioni ed enti pubblici e privati, anche internazionali.

Biblioteca d’Arte Skira

Giovanna Ginex

Sono Fernanda Wittgens

Una vita per Brera

Arteam Cup 2018

Angelo Marinelli è il vincitore assoluto di Arteam Cup 2018, concorso artistico riservato agli iscritti dell’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina. La premiazione si è tenuta sabato 16 giugno presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì, che dal mese di maggio ha ospitato la mostra dei 65 finalisti (16 Under 30 e 49 Over 30), a cura di Livia Savorelli e Matteo Galbiati.

La giuria della quarta edizione di Arteam Cup – composta da Matteo Bergamini (giornalista e critico d’arte, Direttore Responsabile Exibart), Gigliola Foschi (storica e critica della fotografia, membro del comitato di MIA Photo Fair), Matteo Galbiati (critico d’arte e docente, Direttore web Espoarte e membro interno di Arteam), Roberto Ratti (fondatore Traffic Gallery, Bergamo), Marta Santacatterina (giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell’arte) e Livia Savorelli (Direttore Editoriale Espoarte) – ha deciso di premiare all’unanimità Angelo Marinelli (Monteiasi, Taranto, 1979), in concorso con il dittico fotografico “Leaves of Grass – Roots and Leaves Themselves Alone #1”, composto da due stampe fine art su carta Hahnemühle.

Come si legge nella motivazione ufficiale, «il contenuto dell’opera mostra, per la compiutezza della presentazione, un sicuro e rappresentativo valore di ricerca legato ad una coerenza e forza espressiva che ci porta verso il mistero e la sua bellezza. Il rapporto uomo-natura si rinnova rivolgendosi, in un’atmosfera di chiaro-scuro romantico, ad una ampia gamma di quesiti e interrogazioni che rinnovano, negli occhi di chi osserva, il senso di un’immagine che non esplicita il suo intimo e segreto significato, ma lo amplifica ricevendo le congetture sensibili di ogni osservatore. La cura e la meticolosità della realizzazione rispettano e assecondano la complessità significante dell’immagine proposta che si qualifica per la decisiva poesia della sua essenza interiore. L’esercizio formale si coniuga, nell’artista, con una sapiente conoscenza tecnica a convergere nel profilo di una convincente e sicura consapevolezza espressiva, segni della seria maturità e della sensibilità dell’artista».

Il vincitore di Arteam Cup 2018 otterrà la copertina di Espoarte Digital #102,5 ed una mostra personale nello Spazio Arte di CUBO Centro Unipol BOlogna.

Nel corso della serata, in sinergia con i partner, sono stati inoltre assegnati premi speciali, residenze e premi tecnici ai seguenti artisti: Evita Andújar, Aqua Aura, Alessandra Baldoni, Silvia Bigi, Alessandro Costanzo, Alice Faloretti, Marica Fasoli, Roberto Ghezzi, Luca Gilli, Elena Hamerski, Stefan Milosavljevic, Patrizia Novello, Alice Padovani, Gianluca Patti, Serena Piccinini, Lucrezia Roda, Thomas Scalco, Maria Giovanna Zanella.

1. Angelo Marinelli - vincitore assoluto - foto Cristina Patuelli

Segnalato da : Chiara Serri
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42121 Reggio Emilia

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Puglia. Circuito del Contemporaneo

Ha preso l’avvio Puglia. Circuito del Contemporaneo, il progetto triennale che mira a costruire stabilmente una rete del Contemporaneo regionale, muovendo dall’idea di “museo temporaneo diffuso”.

Ideato e diretto da Giusy Caroppo, è promosso dalla RTS tra Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, Associazione Eclettica Cultura dell’Arte, con la guida del Polo Museale della Puglia Un format flessibile, una infrastruttura tra pubblico e privato, trasferibile in altre realtà italiane ed estere e identificato da un marchio di riferimento; una formula nuova di “produzione” e un modello sostenibile di gestione e fruizione di siti di rilevanza storico artistica e paesaggistica e di luoghi della cultura periferici, mirato anche all’inclusione sociale, alla rigenerazione urbana, all’accessibilità.

All’insegna di storia, politica, trascendenza, studio dello spazio urbano e dimensione sociale, il Circuito del Contemporaneo di Puglia ha in corso attività diversificate: la mostra di Andrei Molodkin Victory of Democracy al Castello di Barletta, in collaborazione con a/political di Londra e la Galleria Pack di Milano (orario prolungato fino alle 23 nel fine settimana) e, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, Victory of Pain di Vettor Pisani nel settecentesco Palazzo-Museo della Fondazione Santomasi a Gravina in Puglia.

Nel corso del primo anno si sviluppa anche il progetto The Life Of Things a cura di Marco Petroni con Alterazioni Video, Antonio Ottomanelli e Maurizio Buttazzo, già avviato nel mese di giugno nella città di Lecce e, in collaborazione con la Fondazione Southeritage di Matera, Sergio Racanati porta Debris/Detriti nell’ambito di Manifesta Palermo 2018. Nel contempo prende l’avvio il progetto di crowdfunding, guidato da Claudia Giannuli in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari. La programmazione è accompagnata da uno studio sull’accessibilità a 360° a cura di Valeria Bottalico, la visual identity è a cura di Carla Palladino.

Puglia. Circuito del Contemporaneo è cofinanziato dalla Regione Puglia, a seguito dell’ Avviso Pubblico per Attività Culturali “Patto per la Puglia FSC 2014-2010” e dai Comuni di Barletta, Lecce e Gravina, con partner pubblici, tra cui La Galleria Nazionale di Roma, e sponsorship private, quali Mofra Shoes , Maffei_Il Pastaio, Maleam.

www.circuitodelcontemporaneo.it

The House Electric

(…)Testa, collo, capelli, orecchie, (…) e timpano delle orecchie,

Occhi, ciglia, iride dell’occhio, sopracciglia, e la veglia o il sonno delle palpebre,

Bocca, lingua, labbra, denti, palato, mandibole, e l’articolazione della mandibola,

Naso, narici del naso, e la partizione, Guance, tempie, fronte, mento, gola, retro del collo, rotazione del collo, Spalle forti, barba virile, scapole, retro delle spalle, e l’ampia circonferenza del petto

Braccio, ascella, incavo del gomito, avambraccio, muscoli del braccio, ossa del braccio,

Polsi e giunture del polso, mano, palmo, nocche, pollice, indice, articolazioni delle dita, unghie,

Petto ampio, peli ricci del petto, sterno, lato del torace,

Coste, pancia, colonna vertebrale, vertebre,

Anche, curve e forza dell’anca, rotazione oraria e antioraria, palle d’uomo, radice d’uomo,

Coppia di forti cosce, stabili sotto al tronco,

Fibre delle gambe, ginocchio, rotula, parte sopra e sotto della gamba, Caviglie, collo del piede, malleolo, dita del piede, giunture, il calcagno;

Tutte le funzioni, tutte le forme, tutte le

proprietà del mio o vostro corpo o di

chiunque sia, maschio o femmina, (…)

Il poeta Walt Whitman nel lontano 1855 con la poesia Canto il Corpo Elettrico celebrava il corpo umano come il veicolo primario con cui esperire il mondo; in cui anima e corpo sono equivalenti. The House Electric è una mostra che gioca con questi temi applicandoli all’ambiente domestico, esplorando due elementi fondamentali: la luce al neon e i mobili. Ogni opera esposta condivide aspetti sensuali, in un rapporto di uguaglianza e dialogo con la poesia. La parte finale del poema si articola in una lunga lista in cui elenca parti del corpo, alcune ovvie, alcune oscure, altre interne o minuscole. I verbi vengono eliminati, lasciando che gli oggetti funzionino come soggetti oppure, in alcuni casi, come parte di una struttura diventata diretta ed evidente. Richard Wheater applica un processo analogo agli elementi che compongono le sue installazioni al neon dando la stessa importanza a tutte le sue parti; la collocazione del trasformatore per celebrare la sorgente luminosa, il filo ombelicale elettrico racchiuso in un vetro trasparente.

La luce è una delle componenti primarie dei progetti dei M-L-XL studio, utilizzata per bilanciare le diverse parti costitutive di un mobile; gambe, curvature, giunture, sedili, superfici, colori, piedi … sono tutti i pezzi necessari di un equilibrio semplice dove nulla viene celato. La nuova serie di lavori di design è stata realizzata grazie alla maestria della tradizione artigianale della Ditta Braggio.

L’installazione di luci al neon e gli oggetti in vetro di Jochen Holz condividono un linguaggio organico e corporeo, ramificazioni dalle forme fluenti, rigonfiamenti intestinali, gomiti e tubi piegati, soffici luci colorate. The House electric: è una proposta collettiva per celebrare le sottili varianti della quotidiana funzionalità familiare. Ciò che diamo per scontato verrà svelato attraverso una nuova luce!

Jochen Holz (Regno Unito)
L’artista da oltre 25 anni sviluppa il suo lavoro basandosi sulla lunga esperienza nel campo del vetro soffiato. Una pratica in cui il processo decisionale è fondamentale, in quanto l’impegno e le abilità tecniche non bastano, ma è spesso l’immediatezza e la materialità del vetro a indirizzare il lavoro. Jochen Holz per A plus A Gallery realizza la più grande installazione al neon mai creata fino ad oggi in cui unisce la ricerca condotta negli ultimi anni sul neon borosilicato alle grandi dimensioni. Con l’aumento della larghezza del tubo la luce si arricchisce di maggiori qualità fisiche; essa emana un volume, rispetto alle linee e ai con-torni di una tradizionale insegna al neon.

Le forme giocano con la luce emessa dai diversi gas rari, il tubo ondulato manipola delicatamente la luce, ammorbidendola e intensificandola a seconda del caso.

M–L–XL  Marco Campardo e Lorenzo Mason (Italia e Regno Unito)
Studio di produzione e ricerca trasversale in numerose discipline, dai mobili alle mostre, dalla grafica alla tipografia e l’editoria. Lo studio nasce come una pratica collaborativa nel 2005 fondato da Marco Campardo e Lorenzo Mason. Alla base un’ampia ricerca, che si manifesta attraverso una pluralità di linguaggi, competenze e conoscenze. In occasione di “The House electric” lo studio presenta l’ultima ricerca: una collezione di mobili basata sull’uso di un profilo a L in ottone e sviluppata assieme all’azienda Braggio di Vicenza. L’uso di un materiale comune e quotidiano vuole mettere in discussione il significato di innovazione e sperimentazione, spesso enfatizzato nella pratica progettuale odierna. I profili sono abbinati in diversi modi con raccordi invisibili, giocando con l’idea di materiale/ immateriale e al contempo evidenziando la costruzione complessiva di ciascun oggetto.

Richard Wheater (Regno Unito)
Artista che utilizza la performance e le installazioni per mettere in discussione il nostro rapporto con l’ambiente naturale. La sua produzione è fedele — ma non esclusivamente — alla sua fascinazione per il vetro e il neon, performando ed esponendo in tutto il mondo. In questa occasione presenta una serie di lavori nuovi caratterizzati da un’estetica industriale e funzionale. Il loro scopo è quello di descrivere il neon e l’elettricità come un oggetto, suggerendo contemporaneamente collegamenti con la natura umana. Wheater è il fondatore di Neon Workshops, una società specializzata nell’insegnamento e nella fabbricazione/ installazione al neon.

 

Partner del progetto la Ditta Braggio di Vicenza

L’azienda è stata fondata nel 1956 a Vicenza da Franco Braggio ed è specializzata nella la-vorazione di metalli. La Ditta Braggio si occupa della creazione artigianale di arredamento d’interni per negozi e abitazione di pregio, opere d’arte e di design. Si distingue per la passione e la precisione con cui segue tutte le fasi dalla progettazione alla realizzazione, partendo da una prima consulenza al cliente, fino alla creazione del pezzo, assemblaggio, finitura e montaggio sul luogo.

Oggi la Ditta Braggio è guidata dal figlio e dal nipote, e persegue i valori e il pregio dell’artigianato italiano, dedicandosi alla lavorazione dell’ottone per una clientela sempre più vasta. Infatti, l’azienda collabora con architetti, designer, progettisti, artisti e imprese con cui collaborano nella mission comune di promuovere la bellezza e qualità del Made in Italy nel mondo.

 

The House Electric

17.5 — 11.08.2018 Preview: 17.5. 2018 at 6 pm A plus A Gallery

Works by

Jochen Holz, M–L–XL

and Richard Wheater

Contacts

Giulia Artico — Press Office

Mobile +39 348 9335693

A plus A gallery

San Marco 3073, Venezia 30124 www.aplusa.it, info@aplusa.it Phone +39 041 2770466

Dove non fui mai

Giovedì 26 aprile alle ore 18,30 alla MAPILSGALLERY in via Monte Di Dio 14, nel cortile di Palazzo Serra di Cassano, inaugura la mostra “dove non fui mai” del DAMP Collective.

Visibile fino al 15 giugno, “dove non fui mai” è un’installazione site specific che intende investigare il concetto di “altrove” sia come discontinuità spazio-temporale sia come tensione-ambizione. “Uniti dalla ricerca artistica sulla singolarità dei luoghi – racconta Maria Pia De Chiara, curatrice – in questa prima personale alla MAPILSGALLERY il collettivo Damp intende esplorare alcuni dei possibili significati dell’altrove”.

L’indagine in “dove non fui mai” si sviluppa attraverso tre interventi di cui due di tipo installativo e uno bidimensionale.
L’intervento bidimensionale è realizzato sfruttando l’efficacia rappresentativa delle descrizioni di luoghi contenute nelle pagine dei libri. Cartoncino, legno e vetro lasceranno ai fruitori l’azione creativa e visionaria che produrranno le loro menti.

Il primo degli interventi installativi contiene in sé l’idea del luogo mai raggiunto, un punto astratto del mondo a cui si tende. Per rendere visibile questa proiezione mentale, vengono utilizzati materiali in pvc e immagini retroilluminate, sospensioni che rimandano a fughe o evasioni dall’altrove.

L’altra installazione rimanda invece ai luoghi di passaggio, come gli aeroporti, che sono attraversati da persone già proiettate nel viaggio che faranno. Viaggiatori, passeggeri, che intrattengono con il luogo una relazione di sfioramento, simile a quella che il luogo di passaggio ha con la città in cui è strutturato. Per questa installazione i materiali utilizzati sono il legno, audio installazioni, luci, new technologies, monitor.

L’essere umano – specifica Maria Pia De Chiara – trascorre dentro se stesso molto del suo tempo. In questo non luogo interiore crea immagini per occultare la sua vera destinazione: l’ignoto. Le arti, le scienze, le religioni ci aiutano a tollerare l’altrove“.

DAMP Collective nasce nel 2017 da scambi e interazioni vissuti durante il corso di laurea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dai quattro allievi Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò e Adriano Ponte. I Damp sono risultati finalisti alla VI edizione di “Un’opera per il Castello”, premio indetto dal Polo museale della Campania e da Castel Sant’Elmo, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, e hanno esposto “Segrete tracce di Memoria X – Peace Project” alla Torre Grimaldina del Palazzo Ducale di Genova.

MAPILSGALLERY è una galleria di Napoli aperta nel 2017 di cui, l’art director e curator Maria Pia De Chiara, è l’animatrice. Inaugurata a maggio 2017, trova terreno fertile e si orienta verso un’idea di arte originale, che apporti, dunque, novità di visioni e di progetti. Infatti la MAPILSGALLERY ha aperto la stagione 2017/2018 con l’esposizione “Tutto questo l’ho fatto solo per te” dell’artista Vittoria Piscitelli e ha lasciato spazio alle performance di giovani artisti di Napoli.
L’installazione “dove non fui mai” accompagnerà, invece, le attività della primavera estate 2018 ed è visitabile fino al 15 giugno.

Titolo Mostra Dove non fui mai
Inaugurazione giovedì 26 aprile alle ore 18,30
Autore DAMP Collective
Componenti Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte
Periodo dal 26 aprile al 15 giugno 2018

Sede MAPILSGALLERY
via Monte di Dio 14
Palazzo Serra di Cassano – Napoli

http://www.mapilsarts.it/

a cura di Maria Pia De Chiara
testi critici di Federica De Rosa – Laura Basco

Orari e aperture dal lunedì al venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19,30
e su appuntamento: tel. 081 7646948

Ufficio Stampa & Comunicazione Patrizia Varone
cell. +39 327 5807138
pat.varone@libero.it

Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali

Quest’anno nell’ambito del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali (che si svolgerà dal 21 al 23 marzo 2018 nella storica sede di Ferrara, con il patrocinio del MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ) prenderanno vita numerose iniziative che coinvolgono diverse realtà a livello nazionale e internazionale.

Alcuni dei focus accattivanti che il Salone propone sono: l’imperdibile presenza del celebre Opificio delle Pietre Dure di Firenze; il rinomato Premio Internazionale DOMUS Fassa Bortolo; le presentazioni dell’IBC (Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna) e della Regione Emilia-Romagna che illustreranno i restauri d’eccellenza sul territorio Emiliano; una mostra inedita sui Borghi Medioevali; il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti di tutta Italia;la mostra fotografica Summer Camp sulle colonie marine abbandonate della costa adriatica; la presenza della Cineteca di Bologna; il progetto di SMA (Sistema Museale di Ateneo) di Bologna che quest’anno si occupa dalla Camera Oscura di Adams, un oggetto databile fra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX; la partecipazione dei due clust-ER regionali ICC (Industrie culturali e creative) e EC (Edilizia e Costruzioni) che metteranno insieme le loro esperienze nel campo dei beni culturali; la conferenza di Letizia Caselli, Giulia Benati, Maria Pia Ricciardi e Daniela Di Martino sul restauro della Croce di Chiaravalle.

SALONE INTERNAZIONALE DEL RESTAURO DEI MUSEI E DELLE IMPRESE CULTURALI XXV EDIZIONE

– 21-23 marzo 2018, dalle 9.30 alle 18.00
– Ingresso con registrazione obbligatoria
– Quartiere Fieristico di Ferrara (Via della Fiera, 11)
www.ferrarafiere.it

Sarà previsto un servizio di navetta gratuito dalla stazione alla fiera.

Segreteria Organizzativa

ACROPOLI SRL
Capo Progetto
Carlo Amadori direzione@acropoli.com
Responsabile di Segreteria
Omar Marcacci omar.marcacci@salonedelrestauro.com
Ufficio Commerciale
Alessandra Filippini alessandra.filippini@salonedelrestauro.com
Segreteria
Francesca Bonsanto segreteria@salonedelrestauro.com
Ufficio Tecnico
Responsabile: Arch. Rossana Amadori rossana.amadori@salonedelrestauro.com
Arch. Ilaria Ierardi ilaria.ierardi@salonedelrestauro.com
Arch. Annalisa Giorgetti annalisa.giorgetti@salonedelrestauro.com
Catalogo
Alessandra Schiavi alessandra.schiavi@salonedelrestauro.com
Amministrazione
Deborah Amadori deborah.amadori@salonedelrestauro.com

Tel. +39 051 6646832 – 864310 – 8659338
Fax +39 051 860965
info@salonedelrestauro.com
www.salonedelrestauro.com
facebook: Salone del Restauro
twitter: salonerestauro
youtube: FieraRestauro
instagram: restauromusei

Il programma completo della manifestazione e l’elenco espositori saranno disponibili sul sito www.salonedelrestauro.com

Arte e Moda prendono forma

Sabato 17 marzo, dalle ore 19.30, si terrà la decima edizione di  “Arte e Moda prendono forma” alla Galleria Borbonica, l’happening ideato da Ludovico Lieto e organizzato da Visivo Comunicazione.

Performance artistiche si mescoleranno con la moda nelle profondità sotterranee di Napoli, lungo il percorso di “via delle Memorie” della Galleria Borbonica di via Morelli, gestita dall’Associazione Borbonica Sotterranea di Gianluca Minin. Una sposa contemporanea e attenta alle nuove tendenze quella che Atelier Nicola D’Errico mostrerà al pubblico, attraverso installazioni artistiche futuristiche dedicate alla collezione Bridal. Abiti preziosi e seducenti che esaltano la figura femminile, come opere d’arte affioreranno dalle viscere della terra per brillare nel sottosuolo napoletano. E ancora, “tableaux vivant” di modelle prenderanno corpo, lungo l’affascinate percorso sotterraneo, per mostrare le nuove preziose creazioni firmate Mello Gioielli. In programma per l’happening anche un abbinamento inconsueto: Arte e Motori.

L’artista “Weronique Art” realizzerà in estemporanea un bodypainting multiplo, ispirato al mondo dei motori e della auto, e più esattamente ai brand Alfa Romeo & Jeep, marchi di punta del Motor Village Napoli, partner dell’iniziativa.

In mostra una collettiva d’arte contemporanea sul tema “Galactica” a cura di Valeria Viscione e perfomance artistiche dal vivo, nuova tendenza dell’arte contemporanea che permetterà ai visitatori di entrare in contatto diretto con gli artisti e assistere al processo creativo di un’opera. Artisti in mostra: Bruia, Roberto Barberi, Nunzio Meo, Domenico Sepe, Gaetano Di Maiolo, Pietro Mingione, Stefania Sabatino, Viviana Di Leva, Sara Tonello, Mariella Ridda, Mario Cicalese, Mario Sepe, Gianpiero D’Alessandro, Grazia Famiglietti, Dario Bonifacio, ION, Petra Scognamiglio, Mauro Palumbo, Filomena Auzino, Vanna Veglia, Architettura Nuda di Francesco Scardaccione e fotografie di Mario Ferrara, Roberto Pierucci, Erica Settembre, Roberto Viccari.

Perfomance live di “Aerial Hoop” della compagnia Aerial District, performance/spettacolo di Fabulouskhate, “The Drone Experience” di Dario Di Franco, performance al trapezio del duo “Cloudy ropes” e ancora danza con “Imperfect Movement”, coreografato da Valeria Papale e la compagnia di danza contemporanea “Malaorcula” di Marcella Martusciello. Protagonista della serata anche “l’arte del gusto” con Alba catering, Vini Sorrentino, Olii Schinosa e la Pasticceria Capriccio di Raffaele Capparelli che stupiranno il pubblico con creazioni culinarie ispirate all’evento.

Partner dell’iniziativa: Atelier Nicola D’Errico, Motor Village Napoli, Mello Gioielli, Fineco Bank , Team Leo, Alba Catering, Sorrentino Vini, Accademia trucco Liliana Paduano, Olii Schinosa, CSF – Centro Servizi e Formazione, Pasticceria Capriccio.

Edizione “Galactica” per Arte e Moda alla Galleria Borbonica
Sabato 17 marzo 2018 – dalle 19.30 alle 22.30
Galleria Borbonica
Via D. Morelli c/o Garage Morelli, Napoli INFORMAZIONI

Pagina evento FB: http://bit.ly/2Fgcay4
Biglietti: http://bit.ly/2orXcxT
Sito web: www.visivocomunicazione.com

Francesca Fini – ReD

Una selezione di opere video che mescolano performance art con animazione 2d e 3d contamineranno le antiche mura della ex cisterna romana dell’ Acqua Marcia.

La mostra ReD sugella un sodalizio tra Salvatore, Oriana e Francesca Fini, iniziato in occasione del progetto La Cura, a cui Francesca aveva aderito con la performance sul magnetismo Healing (2013); consolidato con la ricchissima performance multimediale Bodyquake (2017), in cui si congiungono le loro energie creative per affrontare il tema dell’epilessia; ora omaggiato con ReD.

ReD sarà quindi l’occasione di celebrare un’artista con stima ma anche affetto e in quest’ottica di invitare il pubblico nella sede-casa di HER a prendere un tè, offrendogli ospitalità e l’occasione di entrare in contatto con una produzione artistica del tutto singolare.

Quelle che un tempo erano le imponenti mura della cisterna romana dell’Acqua Marcia, ospiteranno per un mese una selezione del corpus video di Francesca, che da anni si muove tra la performance art e la manipolazione e sperimentazione filmica.
Il rosso sarà il tema dell’esposizione. Un colore che allude intuitivamente al sangue, il liquido carminio che è elemento ricorrente di alcune delle sue performance così come lo è la tonalità sgargiante di un rossetto sbavato. Qui il rosso diventa sinonimo di una femminilità consapevole, sofferta visceralmente, ostentata criticamente e rivendicata.

Verranno presentati una serie di video, che mescolano performance art e animazione tradizionale, found footage e 3d. Tra questi i pluripremiati e caleidoscopici Dadaloop e White Sugar, l’ironico Liszt, presentato di recente al MAXXI di Roma da Bruno Di Marino e Wombs, oggetto di una tesi di laurea in teorie e pratiche dello spettacolo contemporaneo.
L’evento centrale dell’Opening di domenica , sarà la proiezione del suo ultimo suo film Ofelia non annega. Film in cui già dal titolo è evidente la presa di coscienza del ruolo femminile e il suo ribaltamento: il personaggio tragico rifiuta di adempire al suo funesto destino letterario. Perché mai morire per un uomo?

Caratteristica della pellicola sono gli inserti dall’Archivio dell’Istituto Luce che formalmente si integrano perfettamente nel flusso filmico, a cui però fa da contrappunto critico il materiale ex novo, ossia le estetizzanti e dissacranti azioni performative di body art.

A conclusione della proiezione l’antropologo Massimo Canevacci proporrà la sua visione scientifica del film e inducendo alla discussione ci accompagnerà ad assistere alla singolare performance di pasticceria surrealista.
In quest’occasione verrà presentato in anteprima HIPPOPOETESS, il nuovo mediometraggio sperimentale di Francesca e anche una novità dal fronte HER.

Programma
17:00 Opening ReD
17:30 Proiezione del film Ofelia non annega (2016) di Francesca Fini. A conclusione intervento di Massimo Canevacci
19:00 Perfomance di pasticceria surrealista & tea party

Opere in mostra
* Hippopoetess (mediometraggio 3D, 2018) – anteprima trailer & digital prints
* Dadaloop (videoarte 3D, 2015)
* White Sugar (videoarte 3D, 2013)
* Liszt (videoarte, 2012)
* A Love Letter (videoarte, 2013)
* Fair&Lost (videoperformance, 2012)
* Wombs (videoperformance, 2012) con Eithel Di Tondo

ReD – FRANCESCA FINI /// SOLO SHOW
18 febbraio – 18 marzo 2018
VIA DEI RUTOLI 2, SAN LORENZO
visite guidate ogni giovedì (con la curatrice) e sabato (con l’artista)
per prenotazioni: ariannide@gmail.com

Credits:
ReD è un evento promosso da
HER – Human Ecosystems Relazioni
in collaborazione con:
Performance Art TV AOS – Art is Open Source 4Changing SpA
a cura di: Arianna Forte

Cerebrale di Agnese Purgatorio

La collezione permanente del MUSMA si arricchisce di una nuova, significativa, installazione: sabato 10 febbraio 2018 alle ore 18, nel I ipogeo di Palazzo Pomarici a Matera, Agnese Purgatorio presenterà Cerebrale, una video-scultura-installazione realizzata nel 2016 in occasione di “Casa Futura Pietra#2”, mostra collettiva tenutasi da novembre 2016 a gennaio 2017 nel Parco archeologico di Siponto (Fg).
Presentata per la prima volta in una collocazione permanente, l’opera è da considerarsi come una sintesi della ricerca dell’artista che, nel tempo, ha sperimentato fotografia, collage, performance, installazioni, scultura, scrittura e suono per rielaborare la propria osservazione del mondo.
Attenta indagatrice e interprete dei movimenti della storia e di quelle realtà marginali, spesso perseguitate e ferite, anche con Cerebrale la Purgatorio trae ispirazione dalle vicende di una piccola, antica comunità: gli Yazidi.
Una sequenza di voci di donne yazide che raccontano la fuga dai territori occupati arriva allo spettatore attraverso il piccolo megafono di una bambina che, in un altro continente, replica una sorta di rito arcaico girando intorno ad un albero di ulivo secolare. Un cervello bianco su una geometria filosofale grigia, resina su marmo, completa un’opera che nasce da un’emozione e si alimenta di magia e mistero, nel tentativo poetico di metabolizzare i traumi della storia. La necessità di Agnese Purgatorio di utilizzare tecniche artistiche diverse non è casuale, ma stimolata da un forte senso di non appartenenza a un luogo specifico e a un genere artistico definito, maturato in parallelo ad un desiderio di collegarsi a un’eredità umana sempre più vasta, alla ricerca costante di un posto nel mondo. “Contaminazioni necessarie – osserva Pietro Marino nel pamphlet di accompagnamento dell’opera – per una operazione di coinvolgimento dell’immaginazione che parte dai drammi del tempo in cui viviamo per tradurli in esperienze di visione ad alta densità emotiva”.
 

Nel primo ipogeo di Palazzo Pomarici il visitatore entra in uno spazio antico, reso attuale dalla scultura contemporanea e trova il tempo, il silenzio e l’atmosfera per immergersi nella contemplazione di Cerebrale. È una pratica artistica, quella della Purgatorio, capace di immaginare mondi migliori sulle tracce della memoria collettiva, di esprimere l’indicibile e di creare un dialogo interiore con lo spettatore.

Scrive Martina Corgnati, sempre nel pamphlet di accompagnamento dell’opera: ”Attraverso il continuo scavo cui Agnese Purgatorio sottopone il presente, le sue cronache e le sue innumerevoli immagini, ella ne ha estratto con l’accuratezza di un archeologo conflitti e ingiustizie, bellezza e perdizione, miseria e simboli, rimescolandoli poi insieme in composizioni che sempre di più si approssimano alla metafisica o, forse, all’archetipo”.

A breve distanza di tempo da Portami al Confine, il film creato per il MUSMA da Valerio Rocco Orlando, il Museo di Scultura Contemporanea di Matera accoglie una nuova opera che sembra nata con e per gli ambienti che lo ospitano, spazi carichi di Storia e di storie, proprio come l’umanità delle opere di Agnese Purgatorio.
Racconta l’artista: “Per ridefinire uno spazio è necessario considerare geografie personali, mappe dell’immaginazione e una composizione di forme multiple. Nell’intervento site-specific, lo spazio, la forma e l’idea si fondono in una narrativa fluida e instabile. Un atto di libertà poetica, senza confini tra le varie discipline. Un’arte contaminata, ma soprattutto una forma di pensiero che anima i luoghi in una prospettiva transdisciplinare e che predilige l’azione alla rappresentazione. Misurare lo spazio con il proprio corpo, attraversarlo, frammentarlo, smaterializzarlo, usarlo per interrogarsi sulle contraddizioni, sul mistero della natura, fino a farne il fulcro di una profonda epifania narrativa”.

In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il pamphlet “Cerebrale di Agnese Purgatorio”, pubblicato dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi in collaborazione con Antezza Tipografi nell’ambito della collana “Libretti d’Arte e d’Architettura” diretta da Gianfranco Dioguardi e curata da Vincenzo D’Alba e Francesco Maggiore con il coordinamento scientifico di Francesco Moschini. Il libretto, il cui progetto grafico è di Giuseppe Romagno, rende omaggio all’artista Purgatorio attraverso le testimonianze di Martina Corgnati e Pietro Marino.

La presentazione dell’opera “Cerebrale” di Agnese Purgatorio è un evento organizzato in collaborazione con la Fondazione Gianfranco Dioguardi e con Antezza Tipografi

CENNI BIOGRAFICI
Nata a Bari, Agnese Purgatorio vive tra Belgrado e Beirut. Laureata in lingue e letterature straniere con un master in Arte terapia, inizia la sua formazione artistica con un periodo di studio in Brasile, a San Paolo, al Museo Lasar Segall e presso le Officine del SESC Pompéia.
Dal 1990 numerose sono le personali e le collettive che la vedono protagonista in Italia e all’estero, tra le altre alla Galleria Bonomo (Bari), alla Gallery Onetwentyeight (New York), alla Mars Gallery (Melbourne), alla Podbielski Contemporay (Berlin), e alle Biennali di Venezia e di Mosca.
Il Premio Anima nel 2017 è l’ultimo dei numerosi riconoscimenti internazionali con cui l’artista è stata premiata.

MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea. Matera)
Palazzo Pomarici – Via San Giacomo (Sasso Caveoso)
Tel. 366 9357768
Email: info@musma.it
Sito internet: www.musma.it
Facebook: MUSMA Museo della Scultura Contemporanea. Matera
Twitter: @MUSMAmuseo
Instagram: musmamuseo
Canale youtube: MUSMA Museo della Scultura Contemporanea Matera

Informazioni:
Biglietto: visita alla mostra temporanea e alla collezione: € 5.00 (intero) € 3,50 (ridotto)
Apertura: dal martedì alla domenica
1 – 15 ottobre h 10 – 18
16 ottobre – 14 marzo 10 – 14
15 – 31 marzo 10 – 18
1 aprile – 30 settembre 10 – 14/ 16 – 20
Giorno di chiusura: lunedì (eccetto festivi).

SetUp Contemporary Art Fair 2018

“Art grows here”: ecco lo slogan che riassume perfettamente lo spirito di SetUp Contemporary Art Fair.
I cambiamenti e le novità di questa VI edizione sono il risultato di cinque anni di continue evoluzioni e innovazioni.
 
 

SetUp predispone le basi per il cambiamento, rinnovandosi di anno in anno, ma, al contempo, mantiene viva e attuale la sua identità. La sua mission, infatti, è offrire nuovi orizzonti interessanti, promuovere gallerie che investono su artisti emergenti, far crescere una nuova generazione di collezionisti. In altre parole, l’obiettivo è innescare un cortocircuito virtuoso tra economia e cultura, offrendo un luogo di incontro e di scambio per esperti e appassionati di arte contemporanea.
Questo è un intento molto caro a SetUp e la volontà è di perseguirlo in un’ottica di valorizzazione del territorio fatta attraverso l’arte contemporanea come strumento di partecipazione.

NUOVA SEDE

Per la sua sesta edizione, SetUp Contemporary Art Fair ha scelto di rinnovarsi, scegliendo come nuova sede Palazzo Pallavicini, dimora di origine rinascimentale nel cuore della Bologna antica, e confermando, così, il suo carattere eccezionale, da sempre all’avanguardia e in controtendenza rispetto alle altre manifestazioni fieristiche.
Palazzo Pallavicini è un edificio sontuoso, fu la sede di un’importante corte europea, una vera e propria reggia, cornice di feste, banchetti, concerti, che ha visto il passaggio di importanti personaggi storici: la principessa Maria Carolina D’Asburgo nel 1768, l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769 e un giovane Wolfgang Amadeus Mozart che si esibì nella splendida “Sala della Musica” il 26 Marzo 1770.

La sua struttura maestosa sarà la splendida cornice in cui si svolgerà SetUp 2018: il contemporaneo si unirà al passato, proiettandosi direttamente verso futuro, creando un connubio di sensi e percezioni intriganti per i visitatori.

Le tredici stanze della sede accoglieranno 39 espositori, di cui 34 gallerie d’arte e 5 fra case editrici, fondazioni e altre realtà che supportano la cultura e l’arte in Italia e che avranno uno spazio dedicato interamente a loro. La riduzione del numero di espositori è una scelta mirata ad aumentare il livello qualitativo delle proposte espositive.

TEMA

Il tema che guiderà SetUp 2018 è l’attesa, e va a completare, dopo i leitmotiv delle passate due edizioni orientamento ed equilibrio, una trilogia tematica che ha chiesto notevole audacia e coraggio agli organizzatori, trovando compimento assoluto nel divenire dell’idea e della riflessione come atto di fiducia per il domani.

Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa” – Sant’Agostino

Proprio queste parole di Sant’Agostino sono esemplificative per rappresentare gli intenti di SetUp Contemporary Art Fair che, fin dalla sua nascita, ha creduto nella forza propulsiva del domani per poter esistere e realizzarsi.

Già dal significato della parola setup, ovvero “predisporre le basi per il cambiamento”, si evince, infatti, la volontà di tendere al futuro, con lo sguardo proattivo verso il sentire ed il fare delle nuove giovani leve creative.

Su questi presupposti, la fiera ha chiesto agli espositori di presentare un progetto curatoriale in cui la visione del presente sia un’indagine dell’attesa da cogliere come proiezione temporale e spaziale in cui qualcosa prende forma definendo così gli scenari delle “aspettative” economiche, sociali, politiche, delle relazioni, geografiche, ma anche fisiche, tecnologiche, formali e di identità che aprono la lettura del futuro attraverso l’arte.
Attesa, quindi, non concepita come un momento in cui bisogna far passare il tempo, ma come momento in cui ci si protende oltre il tempo e si crea il presupposto emotivo e di azione per delineare il futuro.

Il progetto dovrà essere presentato, come di consueto, sulla base dell’intramontabile format che richiede l’interazione delle tre figure chiave del sistema dell’arte contemporanea: artista, curatore-critico, gallerista. Anche quest’anno, i galleristi sono stati invitati a presentare un progetto curatoriale di almeno un artista under 35, illustrato da un testo critico di un curatore under 35.

ESPOSITORI

Questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair vede protagoniste 34 gallerie (di cui 27 italiane e 7 estere) e 5 case editrici italiane.

Le gallerie: #PROJECT18 (Napoli), A100 Gallery (Galatina – LE), Art and Ars Gallery (Galatina – LE), barcel-one (Barcellona – Spagna), BI-BOx Art Space (Biella), Blu Gallery (Bologna), BonelliLAB (Canneto sull’Oglio – MN), Burning Giraffe Art Gallery (Torino), CELLAR CONTEMPORARY (Trento), C23HOMEGALLERY (Lucca), CUBO Gallery (Parma), D406 – Fedeli alla linea (Modena), EGGERS 2.0 (Torino), Falcinella Fine Art (Mantova), Five Gallery (Lugano – Svizzera), FMP Photo Art (New York City – USA), Fucina des Artistas (L’Avana – Cuba), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria D’Arte del Caminetto (Bologna), Galleria La Linea (Montalcino – SI), LINK ART GALLERY (Miami – USA), LM Gallery Arte Contemporanea (Latina), MAC Florencio de la Fuente (Huete – Spagna), MARTINA’S GALLERY (Giussano – MB), MuseoNuovaEra (Bari), Paola Sosio Contemporary Art Milano (Milano), SAACI/GALLERY (Saviano – NA), Set Espai d’Art (Valencia – Spagna), Spazio Anna Breda (Padova), Spazio Lavit (Varese), Studio 38 Contemporary Art Gallery (Pistoia), Tiziana Tommei (Arezzo), Vibra – spazio contemporaneo di idee – (Ravenna), VILLA CONTEMPORANEA (Monza – MI).

Le case editrici: Fondazione Tiziano Campolmi (Bologna), Fondazione Rocco Guglielmo – MARCA Museo delle arti di Catanzaro (Catanzaro), Il Rio Edizioni (Mantova), Kooness (Milano), NFC (Rimini).

COMITATO SCIENTIFICO

Il desiderio di rafforzare e valorizzare i legami col panorama emiliano-romagnolo, intensificando, così, sinergie e collaborazioni con il territorio di Bologna, viene confermato anche dall’adesione di importanti personalità che costituiranno un comitato scientifico di assoluto prestigio.

Anche quest’anno è confermata la presenza di Silvia Evangelisti, critica, storica dell’arte e curatrice, indiscutibile figura di spicco nel circuito dell’arte contemporanea, affiancata da Anna e Francesco Tampieri, collezionisti, Associazione CoC ETS ed Elena Monti e Marco Ghigi, collezionisti e membri del Club CameC di Bergamo.

PREMI

Premio SetUp 2018

Il Comitato Direttivo in collaborazione con il Comitato Scientifico sceglieranno i vincitori del Premio SetUp 2018.
Anche per questa edizione, infatti, SetUp Contemporary Art Fair vuole valorizzare gli artisti e i curatoriunder 35 presentati dalle gallerie, conferendo a chi meglio avrà esplorato il tema dell’attesa, come visione del presente e presupposto emotivo e di azione per costruire il proprio domani, un premio in denaro di 500 € per il miglior testo curatoriale e un premio acquisto che consiste nell’acquisizione dell’opera dell’ artista vincitore per un valore massimo di 1000 € .

I vincitori dei Premi saranno proclamati venerdì 2 febbraio alle ore 20.00 negli stand delle gallerie vincitrici.

Premio Tiziano Campolmi

L’Associazione Tiziano Campolmi vuole mantenere viva la memoria di Tiziano Campolmi con azioni che sostengono e favoriscono i giovani talenti creativi.
Dopo il grande successo della passata edizione, l’associazione rinnova la sua presenza a SetUp Contemporary Art Fair promuovendo il Premio Tiziano Campolmi, con l’intento di valorizzare il lavoro di un giovane artista che porti avanti la sua ricerca nell’ambito della fotografia.
L’associazione corrisponderà all’artista selezionato una somma fino a 2500 euro, pari al valore massimo dell’opera fotografica premiata, che verrà acquistata dalla stessa con consegna all’atto della proclamazione.

Il vincitore verrà decretato da una commissione composta dai soci fondatori dell’Associazione insieme alla direzione di SetUp e la proclamazione avverrà domenica 4 febbraio alle ore 15.00 presso lo Stand del vincitore.

OFF PROJECTS

Per la sezione dei progetti collaterali OFF Projects, SetUp (all’interno della fiera) ha invitato: la curatrice Manuela Valentini che proporrà un progetto di “mostra diffusa” visitabile e fruibile tra gli stand delle gallerie, l’artista Hannes Egger ed i collettivi Polisonum e Panem et Circenses, che svilupperanno 3 lavori site-specific all’interno degli spazi di Palazzo Pallavicini.

BREAK! a cura di Manuela Valentini

Una mostra all’interno dello stesso Palazzo Pallavicini, a cura di Manuela Valentini, curatrice e critica d’arte, che fa della sua stessa essenza l’essere in controtendenza.
BREAK! vuole rompere con la tradizione espositiva museale e con la routine curatoriale contemporanea. BREAK! è una mostra diffusa tra gli stand della fiera che infrange le regole del classico format espositivo per una fruizione libera e controtendenza, attraverso riferimenti a spirale tra diverse generazioni, sensibilità e bellezze. Se solitamente il ruolo del curatore è quello di selezionare, esporre e giudicare, in questo caso, le opere vengono trasportate in uno spazio virtuale che incontra solo chi vuole sperimentarlo.

BREAK! rompe anche col tema dell’attesa, fil rouge di questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair, per dimostrare che né l’artista, né tantomeno il visitatore possono aspettare. Come l’artista non può tardare a dare vita al suo credo, ai suoi impulsi e alle sue emozioni, così lo spettatore non può che essere travolto da questo gioco ipnotico e mettere in campo i propri istinti ed abilità per scoprire di volta in volta le opere oggetto di esposizione.

Gli artisti creano in libertà, senza alcuna costrizione alla fantasia. Ed è proprio questo il punto di partenza di questa mostra, che vuole creare una piattaforma multipla in cui artisti e visitatori possano incontrarsi intersecando le loro intelligenze, le loro sensibilità e la loro bellezza.

Hannes Egger – Das Fest

Una performance che coinvolge in prima persona i singoli visitatori, dando vita ad una vera e propria azione collettiva: un’interazione diretta tra lo spazio e il corpo della persona, alla quale si chiede di assumere un ruolo dinamico e performativo.
Con Das Fest (“la festa”), Hannes Egger coinvolge i visitatori in una vera e propria azione collettiva all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Pallavicini.
Il lavoro di Egger non mette in scena una festa vera e propria ma l’attesa ad una festa: il pubblico si ritroverà così in un scenario assurdo, quasi nei panni di Estragon e Wladimir di “En attendant Godot” di Samuel Beckett.

Polisonum

Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo.
In occasione di SetUp, Polisonum presenta un’installazione interattiva che concerne in una ricerca svolta all’interno di Palazzo Pallavicini: la costellazione dei dettagli sonori emersi provocherà una “ri-significazione” dello spazio, dove ad essere esposta non è più solo la sua identità sonora in quanto spazio pubblico, quanto quella più umana, intimamente privata.

Panem Et Circenses – Goethe 53

Performance ed installazione, realizzate da Panem Et Circenses, per celebrare i cinque anni della casa editrice Il Rio di Mantova.
I temi principali sono l’attesa, l’augurio e il dono. L’opera d’arte stessa è un dono che l’artista fa al pubblico ed, in una visione universale dell’arte, al mondo.

INFORMAZIONI UTILI

Date: dal 1 al 4 febbraio 2018

Preview:
giovedì 1 febbraio 2018, ore 20.00 > 24.00
Apertura al pubblico:
giovedì, ore 21.00 > 24.00
venerdì e sabato, ore 16.00 > 24.00
domenica, ore 11.30 > 22.00

Tariffe biglietto
Intero: 7 euro
Entrata gratuita per i bambini di età inferiore a 7 anni

Info:
info@setupcontemporaryart.com

Segreteria Organizzativa:
Lorenza Scardovi
+339 7805157 – segreteria@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
www.setupcontemporaryart.com
Facebook: setupartfair
Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair