Lo Studio di Pablo Picasso

Dall’ 8 dicembre l’opera di Pablo Picasso ‘Lo Studio’ (L’Atelier) è tornata ad essere esposta al pubblico nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni, al termine del delicato intervento di restauro di cui è stata oggetto, intrapreso lo scorso giugno dal dipartimento di conservazione della Collezione Peggy Guggenheim e reso possibile grazie al prezioso supporto della banca BSI, Institutional Patron del museo dal 2001.

Quel bianco incredibile ha finalmente recuperato la sua luminosità” sostiene il Conservatore del museo Luciano Pensabene Buemi che ha eseguito il restauro. “Si possono adesso distinguere i due bianchi utilizzati da Picasso per dare profondità differenti agli elementi della composizione. Inoltre la pulitura ha messo in evidenza come l’artista abbia voluto sperimentare una diversa superficie materica dei bianchi creando alcune figure con impasti ricchi di colore e altre con stesure che lasciano intravedere il grigio della preparazione. Gli altri colori presenti nel dipinto, il rosso, il verde, i gialli, il grigio sono ora più vividi e saturi”.

Decisamente innovativo, nell’ambito di questo intervento, è stato l’utilizzo sperimentale della nanotecnologia e l’applicazione di nanogel selettivi che hanno permesso di rimuovere lo sporco accumulatosi nel tempo e le vernici non originali. Il lavoro di ricerca e di restauro si è di fatto inserito all’interno del progetto europeo NANORESTART (NANOmaterials for the REStoration of works of ART) finanziato dalla Commissione Europea, che ha come obiettivo lo sviluppo di nanomateriali per la pulitura selettiva delle opere moderne e contemporanee. Il progetto è stato presentato, in anteprima, lo scorso 25 novembre alla Tate Britain di Londra durante il simposio Picasso, Picabia, Ernst. New perspectives.

Siamo lieti di collaborare con la Collezione Peggy Guggenheim per il restauro di questi capolavori dell’arte del XX secolo” dichiara Francesca Martinoli, Responsabile della Collezione d’arte di BSI. “Questi progetti ci permettono di affiancare il museo, di cui siamo orgogliosi partner da più di 15 anni, in modo ancora più puntuale e di dimostrare che il nostro impegno nel campo dell’arte si realizza sia attraverso la valorizzazione della nostra importante collezione, la BSI Art Collection, sia partecipando a progetti specifici che contribuiscono alla crescita del patrimonio culturale

Il pubblico può nuovamente ammirare questo “capolavoro ritrovato” e nel corso del mese di dicembre, tutti i giorni alle 15, verranno offerti ai visitatori approfondimenti sull’intervento di restauro e sull’opera stessa.

Lo Studio rimarrà esposto alla Collezione Peggy Guggenheim fino a metà gennaio, per poi essere trasferito, ma solo temporaneamente, al Museo Solomon R. Guggenheim di New York, in occasione della mostra Visionaries: Creating a Modern Guggenheim, in apertura il 10 febbraio 2017.

Ma la generosa collaborazione con BSI non termina qui. È infatti al via un secondo, importante progetto di conservazione realizzato grazie al supporto della banca svizzera, su un altro capolavoro della collezione di Peggy, Circoncisione ( Circumcision), realizzato da Jackson Pollock nel 1946. Questo intervento di restauro si inserisce nell’ambito della campagna di conservazione sulle opere di Jackson Pollock iniziata dal museo, nel 2015, con il restauro di Alchimia.

BACK TO THE LAND

Il progetto Back to the Land non è una semplice mostra, ma la tappa di un percorso virtuale che, a livello globale, ormai da tempo, chiama in causa l’arte contemporanea, quale strumento in grado di portare alla ribalta questioni ecologiche e di stimolare riflessioni ambientali.
 
Un movimento “intestinale”, all’interno del quale l’Italia si è ritagliata da tempo un ruolo da protagonista, forte di un’eredità che, attraverso movimenti come l’Arte Povera, fin dagli anni Sessanta, ha saputo porre le basi per le attuali esperienze artistiche […].
Questo grande fermento globale, stimolato da una situazione di perenne pericolo, di cui abbiamo recentemente avuto conferma in seguito all’ultimo monito ufficiale dell’ONU sul livello dei gas serra, è la reazione alla tradizione antropocentrica occidentale, nella quale l’uomo, dotato di ragione e personalità, è ritenuto il solo depositario della legge morale; il sintomo di un malessere che da tempo l’arte cerca di elaborare, a cui l’artista, quale attore e interprete, si approccia in maniera creativa e spesso non scientifica, sfruttando codici e linguaggi in grado di raccontare problematiche importanti, mediante approcci innovativi e non tradizionali.La mostra Back to the Land intende inserirsi all’interno di questo panorama estremamente complesso e delicato, attraverso il lavoro di 7 giovani artisti internazionalmente riconosciuti. Pur non avendo l’obiettivo di rappresentare un momento di denuncia aperta, o l’occasione per gridare ad alta voce l’ennesimo triste elenco di eventi e disastri ecologici, Back to the Land, vuole riflettere sull’importanza del gesto umano, del senso di responsabilità e del potere che il linguaggio dell’arte contemporanea può rivestire in questo senso. Attraverso approcci formali differenti, i sette artisti invitati mettono in scena metodi espressivi e linguaggi che sono in grado, ognuno a proprio modo, di raccontare una comune attenzione alle questioni ambientali e alle problematiche naturali odierne. (Continua sulla fonte)

 

In Foto : Back to the Land, veduta della mostra, Studio la Città, Verona, 2016. Al centro: Andreco. Photo Michele Alberto Sereni. Courtesy Studio la Città, Verona

K-Codex

Il visual designer Karmachina (studio composto Vinicio Bordin, Paolo Ranieri e Rino Stefano Tagliafierro) e il percussionista Michele Rabbia mettono in scena, con ‘K-Codex’, le illustrazioni del ‘Codex Seraphinianus’, definito il “libro più strano del mondo”, in uno spettacolo a ingresso libero ospitato dal CRT Teatro dell’Arte di Milano domenica 18 dicembre, alle ore 21,30.

Fonte  –  Il ‘Codex Seraphinianus’ è un libro dell’artista Luigi Serafini, pubblicato per la prima volta nel 1981 da Franco Maria Ricci, e si presenta come un’enciclopedia scritta in una lingua indecifrabile che descrive un mondo immaginario. Nelle quasi quattrocento pagine illustrate del Codex, elementi a noi noti si fondono in modo surreale, sovvertendo le connessioni naturali e generando relazioni inedite e curiose. ‘K-Codex’, lo spettacolo ideato e realizzato da Karmachina con musica originale di Michele Rabbia, è concepito come un viaggio immersivo dentro l’immaginario creativo del Codice.

La scrittura misteriosa e le oltre mille illustrazioni di questa enciclopedia prendono vita nelle grandi dimensioni del palcoscenico, all’interno di uno scenario progettato per distribuire le proiezioni su più piani. Grazie alla macchina scenica dell’allestimento le illustrazioni del Codex si animano, fluttuano e si combinano sulle note delle percussioni e dei live electronics di Rabbia. La struttura narrativa di ‘K-Codex’, ispirata all’organizzazione tematica tipica delle enciclopedie, vuole essere un omaggio alle inesauribili risorse della fantasia umana. Ogni capitolo dello spettacolo è dedicato a un diverso aspetto dell’universo immaginato da Serafini, a partire dal mondo vegetale e animale, da quello delle macchine e da quello dell’uomo inteso come specie animale e come animale sociale.

Poi vi sono i mondi degli usi e dei costumi, quello dell’urbanistica e dell’abitare. Tutti sono singolarmente sezionati ed esplorati, riproposti in quanto porzioni a sé stanti di un ecosistema che vive di regole proprie. Questa organizzazione rigorosa, al contempo scientifica e puramente fantastica, sottolinea come la potenza creativa del ‘Codex Seraphinianus’ derivi anche dalla capacità del suo autore di esplorare in modo coerente e assolutamente plausibile l’intero scibile di un universo im-probabile.

‘K-Codex’ si terrà alla presenza dell’autore del Codice, Luigi Serafini, che saluterà il pubblico prima dell’inizio dello spettacolo. Lo spettacolo è parte del progetto ‘ARP – Area Ricerca Progressiva di Studio Azzurro’. Lo spettacolo è inoltre inserito all’interno del programma di Exister, il festival di Danza Contemporanea che si terrà presso gli spazi del Crt Teatro dell’Arte dal 13 al 18 dicembre.

Scoprir

Torna anche quest’anno SCOPRIR, mostra del cinema iberoamericano di Roma.

Da lunedì 12 a sabato 17 dicembre la Real Academia de España en Roma ospita la quinta edizione della rassegna organizzata dall’Istituto Cervantes di Roma, in collaborazione con la Real Academia de España, la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori – e le ambasciate in Italia di Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù, Portogallo e Uruguay.

13 film in lingua originale con sottotitoli in italiano, in rappresentanza di altrettanti paesi, verranno presentati al festival capitolino che ha come mission la promozione di una tra le cinematografie più dinamiche e audaci al mondo, capace di offrire novità tra le più interessanti in termini di tematiche, tecniche narrative e scelte stilistiche. Tra prime assolute, presentazioni con gli autori, proiezioni speciali e momenti di approfondimento, Roma diventa per una settimana la dimora delle culture filmiche iberoamericane, offrendo al pubblico una visione ampia, inedita e soprattutto originale di una scena in costante crescita. Con particolare attenzione ai giovani autori e ai talenti ancora poco noti alle grandi masse.

Màule per Art Open Air

Art Open Air. Sculture all’aperto‘ è il progetto, a cura di Rosalba Branà con Antonio Frugis, Susanna Torres e Nicola Zito, nato da un’idea della Fondazione Pino Pascali nell’ambito del ‘SAC Mari tra le mura’, che ha individuato quattro artisti di fama nazionale ed internazionale per la realizzazione di altrettante sculture collocate permanentemente nei luoghi simbolo delle rispettive città che costituiscono la rete del SAC: il Castello di Conversano, l’Accademia di Belle Arti di Bari, sede di Mola di Bari, il Museo del Fischietto di Rutigliano e il giardino delle sculture della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.

I primi artisti a raccogliere l’invito sono stati Michele Giangrande, che ha riflettuto sulla tradizione della terracotta di Rutigliano e Christiane Löhr, a Polignano a Mare, con un’opera in bronzo per il roof garden della Fondazione Pino Pascali. Ora è la volta del duo Perino & Vele che presentano il 16 dicembre alle ore 11 a Mola di Bari all’ex Monastero di Santa Chiara – sede di Mola di Bari dell’Accademia di Belle Arti di Bari – un’opera site specific intitolata Màule, un lavoro inedito che prarte da uno studio approfondito della storia di Mola, dal quale emerge con evidenza il suo stretto legame con il mare.

La scultura è composta da sei cassette in acciaio zincato a caldo e ossidato su cui è stata installata una riproduzione in vetroresina di un’antica anfora; le cassette, che rappresentano la vocazione marittima e commerciale del paese adriatico, sono per gli artisti i custodi di un passato che è stato nascosto, nel corso dei secoli, nelle profondità dei fondali marini: “un orcio di terracotta simbolo dell’Età dell’Oro ormai perduta ma modello ideale senza tempo, che è oggetto del vivere quotidiano”. Creata con l’intento di perpetuare e rinnovare il legame tra l’uomo, il mare –, la cui forza è raffigurata alla base della colonna da un banco di pesci – e la storia, l’opera di Perino & Vele è una presenza totemica che ha il compito di trasmettere uno specifico messaggio “costruttivo”, per mezzo del quale si possa edificare il futuro.

Leggi tutto sul sito della Fondazione Pino Pascali

Inaugurata la nuova sede del Museo Messina

Dopo trent’anni di ritardi dovuti a problemi burocratici è stata inaugurata quest’oggi la nuova sede del museo regionale di Messina, adiacente alla precedente area espositiva dell’ex Filanda.

Quasi 8000 le opere d’arte della collezione permanente che trovano dimora nei 4800 metri quadri del nuovo spazio espositivo, mentre nel vecchio edificio sarà possibile visitare la mostra Mediterraneo luoghi e miti Capolavori del Mart, museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, con le opere , tra i tanti, di De Chirico e Guttuso.

Anche se l’iter è stato lungo – ha precisato la direttrice del museo Caterina Di Giacomo – ci tengo a dire che dalla prima pietra, nel 1985, ad oggi sono stati spesi circa 11 milioni e 347 mila euro, una cifra che corrisponde a molto meno della metà di quanto costa la realizzazione di un museo di medie dimensioni in Europa“.

Rimane tuttavia chiusa ancora un’area, ma assicura l’assessore ai beni culturali Carlo Vermiglio, “verrà aperta il prossimo aprile”.

TEFAF Curated 2017

TEFAF Maastricht, la più importante Fiera dell’arte e dell’antiquariato  annuncia che la terza edizione di TEFAF Curated (la mostra allestita all’interno della Fiera) sarà affidata alla curatela di Penolope Curtis, attuale direttore del Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Maastricht 17 maart 2016
TEFAF 2016 – Sfeer Photo: Harry Heuts

La sezione ospiterà una gruppo selezionato di gallerie ognuna delle quali esporrà opere di artisti contemporanei sul tema (Between Heaven and Earth) delle figure distese o coricate. TEFAF Curated si propone di mostrare opere di artisti che non sono stati esposti in precedenza in Fiera ed è pensata per completare le sezioni dell’arte moderna e contemporanea.

Between Heaven and Earth – Tra cielo e terra
La figura distesa è un motivo di uso costante sin dall’epoca antica. Una delle caratteristiche che rendono unica questa forma è il modo in cui questa possa rappresentare al tempo stesso la vita e la morte, si pensi a esempio alle immagini di fertilità e fecondità tanto comuni quanto quelle di dolore e commemorazione. Questo motivo permette inoltre di sviluppare connessioni con la natura ed è spesso presente quale schema decorativo nei parchi, nei giardini come pure nel paesaggio urbano.

TEFAF Maastricht è nota anche perché rappresenta un impareggiabile “forum” all’interno del quale si sviluppano e scoprono connessioni storiche. Attraverso il tema unificante della figura distesa, la Curtis ci porta a ripensare ai periodi storici che vanno dall’antico al presente, indica le connessioni tra opere di differenti epoche sottolineando così l’unicità di TEFAF quanto a varietà e livello delle proposte.

Penolope Curtis, la curatrice
Penelope Curtis è una curatrice e storica della scultura molto conosciuta, ha infatti creato a Leeds l’Istituto dedicato a Henry Moore, dove ha lanciato molte mostre innovative e tematiche che riflettevano sui materiali e sulle forme della scultura. Come direttore della Tate Britain, tra il 2010 e il 2015 la Curtis ha sovrainteso al progetto per il Millbank (Caruso St John, 2013) insieme con il completo riallestimento della collezione. Alla Museo Calouste Gulbenkian, Penelope Curtis ha il compito di combinare insieme le due collezioni, quella del fondatore e le collezioni moderne, all’interno di un unico programma.

Penelope Curtis ha studiato Storia Moderna alla Oxford University e al Courtauld Institute of Art, ha ottenuto una laurea in storia dell’arte europea 1900-1950 e un dottorato su E.A. Bourdelle e la scultura monumentale in Francia.

TEFAF Maastricht
È la fiera dell’arte e dell’antiquariato più importante al mondo, impareggiabile per la qualità dell’offerta, sostiene le gallerie più prestigiose e gli esperti dal tutto il mondo. TEFAF è una Fondazione no profit che agisce, nel mercato dell’arte globale, come guida esperta per i privati e per collezioni istituzionali. La 30ma edizione di TEFAF Maastricht si terrà al MECC di Maastricht dal 10 al 19 marzo 2017.

TEFAF. Your Art Community.
L’arte, più di un bene TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero e il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

 

TEFAF Curated 2017
Between Heaven and Earth (Tra Cielo e Terra)
A cura di Penelope Curtis
10 -19 Marzo, Maastricht, Paesi Bassi

Sette Stagioni dello Spirito

Venerdì 16 dicembre, dalle ore 19.00 alle ore 22.00, il museo Madre inaugura Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), che non solo restituisce la memoria ma racconta la dimensione intima e progettuale dell’imponente, omonimo ciclo che, dal 2013 al 2016, ha coinvolto la città di Napoli in un’esperienza collettiva, tesa a ridefinire il rapporto tra arte e comunità.

Nell’ideazione e realizzazione del progetto, Tosatti ha ripercorso la traccia de Il castello interiore (1577), libro in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, trasfigurate dall’artista in altrettante monumentali installazioni ambientali, diffuse in tutta la città: un’opera in formazione progressiva, concepita come un unico grande romanzo urbano.

La mostra finale, a cura di Eugenio Viola, ricostruisce il percorso “dietro le quinte” nella sua articolazione complessiva, fino a spingersi alle soglie dello studio dell’artista, per raccogliere e testimoniare il sovrapporsi delle decisioni e dei cambiamenti, i documenti e i resti di un’officina creativa esposta come un diario, immaginato per la “città e i suoi abitanti”.

Le sonorità elettroniche del progetto Kepler, con le performance di Audioal e Slaker, accompagneranno la serata inaugurale nei cortili del museo, dalle ore 19.00 alle ore 24.00.

Questo Natale regalati il MAXXI

Per le feste fai&fatti un regalo speciale: dona-ti un anno intero di mostre, eventi, vantaggi con la card myMAXXI! Ce n’è una per ogni età ed esigenza: Young, Individual, Family and Friends, Senior…Ti aspettano tante mostre:

natalemaxxiDall’emozionante mostra ‘Letizia Battaglia. Per pura passione’ che racconta 40 anni di storia d’Italia e non solo con oltre 200 fotografie, alla magia delle video installazioni di Shahzia Sikander. Dal suggestivo viaggio alla scoperta dell’architettura della casa giapponese di The Japanese House al focus dedicato a Carlo Scarpa e il Giappone. E ancora, dalla mostra-installazione Alvaro Siza, Sacro, dedicata ai progetti del maestro portoghese sul tema della sacralità, alle opere sitespecific dei 4 finalisti del Premio MAXXI 2016, fino ad arrivare alla collezione del Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia e alla nuova tappa del progetto The Independent, dedicata questa volta alla realtà romana Vetrina.  Infine: la Collezione MAXXI, libera e permanente, accessibile con ingresso gratuito dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese.

Oltre alle tante iniziative per tutta la famiglia: Le visite guidate gratuite offerte da Groupama Assicurazioni alla scoperta delle mostre e delle collezioni permanenti del museo (26 dicembre e 1 gennaio).
I percorsi, incontri, attrazioni accompagnano l’offerta espositiva e culturale del MAXXI per coinvolgere visitatori di ogni età in un contesto unico. Dal Baby Park gratuito il 26 dicembre, allo spettacolo di magia e illusionismo con il Magic Show di Norbert (1 gennaio). Dall’ApeLettura, il Libro-mobile delle Biblioteche di Roma che srotola il suo magico tappeto di storie su cui immergersi con i propri bimbi (5 gennaio) al Teatro dei Burattini della Compagnia Mangiafuoco (6 gennaio).

Gli orari del MAXXI durante le feste :

sabato 24 dicembre, aperto fino alle ore 17;
lunedì 26 dicembre, apertura anticipata di un’ora (dalle 10.00 alle 19.00) e biglietto ridotto per tutti (€10);
sabato 31 dicembre, aperto fino alle 17.00;
1 gennaio e 6 gennaio, aperto regolarmente fino alle 19.00;
Chiuso il 25 dicembre.

Per maggiori informazioni www.fondazionemaxxi.it

I Lumi di Chanukkah

La Triennale Design Museum presenta al 13 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017  Lumi di Chanukkah. Tra storia, arte e design, una selezione di oltre 40 candelabri rituali a nove braccia (chanukkioth) disegnati da artisti e designer, una parte della collezione depositata negli spazi della Comunità Ebraica di Casale Monferrato.

chanukkahIn apertura del percorso sono esposti tre candelabri antichi tradizionali come esemplificazione di forme archetipiche su cui artisti e designer sono intervenuti.

In ebraico la parola “chanukkah” significa “inaugurazione” o “dedica”. La festa di Chanukkah è dedicata alla Luce e comincia il 25 del mese di kislev, data indicata dal lunario ebraico, che ha la sua corrispondenza nel mese di dicembre, in prossimità del solstizio d’inverno. La festa dura otto giorni.
Il rito che l’accompagna è semplice: al tramonto la famiglia si raccoglie intorno a un candelabro di otto lumi, uno per giorno, più un nono che si chiama shammash – il servitore – che serve ad accendere gli altri lumi.

La ricorrenza commemora il miracolo della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nell’anno 165 a.e.v. dopo l’occupazione dei siriani. In questa occasione era prevista la riaccensione del candelabro – la luce che indica la vita e la vitalità del pensiero ebraico – che secondo il rituale deve essere sempre alimentata con olio d’oliva puro, Kasher. Nonostante l’olio fosse esaurito, miracolosamente ogni giorno per otto giorni si autogenerò la quantità necessario per alimentare costantemente il candelabro.

La collezione delle chanukkiot nasce da un’idea di Elio Carmi – designer – e dall’incontro con Antonio Recalcati – artista -, che condividono una visione universale della spiritualità e le danno forma attraverso il progetto del candelabro. I due, uno ebreo e l’altro no, partendo dalla storia ebraica, riflettono sul valore intimo, personale, del concetto d’identità e sul suo senso nella contemporaneità. Ne ricavano un oggetto dal valore d’uso e dal valore simbolico straordinario, trasformandolo poeticamente. In seguito l’invito è esteso ad altri autori, non necessariamente ebrei, ma cattolici, evangelici, protestanti, mussulmani: coloro che nel racconto di questa festa di libertà, colgono un valore e vogliono partecipare alla collezione.

Il Museo di Casale Monferrato è così in continua crescita: ogni
anno si aggiungono alla collezione nuove lampade di Chanukkah. Raccogliere questi oggetti aiuta a ricordare i gesti materiali e i valori simbolici che raccontano le nostre storie, la nostra umanità, la nostra modernità: i passaggi necessari per garantire la libertà individuale, oggi come ieri.

Opere di Valerio Anceschi, Arman, Roberto Barni, Franca
Bertagnolli, Pietro Bestetti, Renata Boero Medini, Vito Boggeri, Giovanni Bonaldi, Elio Carmi, Eugenio Carmi, Jessica Carroll, Gianluigi Colin, Riccardo Dalisi, Luigi Del Monte, Giosetta Fioroni, Leila Fteita, Tiziana Fusari, Moreno Gentili, Alì Hassoun, Emilio Isgrò, Claude Lalanne, Emanuele Luzzati, Giuseppe Maraniello, Daniele Milanesi, Aldo Mondino, Giancarlo Montebello, Ugo Nespolo, Davide Nido, Mimmo Paladino, David Palterer, Laura Panno, Arnaldo Pomodoro, Marco Porta, Efrem Raimondi, Antonio Recalcati, Paul Renner, Omar Ronda, Roger Selden, Adam Tihany, Roland Topor, Stefano Valabrega, Marco Zanuso Jr.

 

La Triennale di Milano
T. +39.02.724341
info@triennale.org

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6 – 20121 Milano

Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate

Venerdì 9 dicembre alle ore 19.00, CANTIEREMEMORIA, in occasione della mostra Paolo Gallerani LE MACCHINE ARMATE. SCULTURE E FRAMMENTI VISIVI, presenta la performance ‘Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate’, una lettura inedita delle opere di Paolo Gallerani a cura della danzatrice Nuria Sala Grau e del musicista percussionista Federico Sanesi.

06_sanesi-salaTramutare il linguaggio della scultura su un piano sonoro e cinetico: questo è l’intento dei due artisti protagonisti della performance. Le forme e i volumi delle opere di Gallerani esposte in mostra si animeranno con i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau e le installazioni sonore di Federico Sanesi, tracciando le linee per nuove configurazioni spaziali: gesti e suoni, in accordo e in contrasto, saranno gli attori principali e incarneranno le storie di amori, di viaggi, di guerre, di dolori, di tutto ciò che attraversa la nostra terra.

Struttura e improvvisazione si alterneranno per creare un intreccio di linguaggi misteriosi e imprevedibili, dove le emozioni si sprigionano in una narrazione in continuo divenire e il rapporto tra materia, suono e movimento è un passaggio continuo dal passato al presente.

I gesti delle mani, le espressioni del volto e i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau si fondono alle molteplici voci che scaturiscono dalle percussioni di Federico Sanesi, in un dialogo tra suono, gesto e, materia che coinvolge le sculture di Gallerani. Un viaggio che porta lo spettatore in una dimensione altra, di confine, una “poetica in continua evoluzione verso luoghi immaginari” così come la definiscono Sanesi e Sala.

Il weekend della cultura in Puglia

Tre grandi conferenze territoriali nel corso delle quali istituzioni, imprese, artisti e operatori della cultura si confronteranno e interrogheranno sui cinque temi del Piiil: Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa, Lavoro.

piiilCiascun incontro sarà, dunque, diviso in cinque sessioni di lavoro, ogni sessione sarà introdotta da un “relatore del tema”. I partecipanti saranno divisi tra i tavoli allestiti e organizzati per sei aree di intervento: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva. A margine di ciascuna conferenza sarà redatto e pubblicato un report che costituirà il documento di partenza per la redazione del Piano strategico.

I tavoli di lavoro saranno divisi in:
– Attività culturali: arti visive, lettura ed editoria, fumettistica, convegnistica, eventi culturali;
– Spettacolo dal vivo: teatro, musica e danza, arti circensi;
– Industria audiovisiva: cinema, radio, tv, multimedialità, cross medialità e web;

– Beni culturali, ambientali e paesaggistici: archivi, aree archeologiche, biblioteche, cattedrali, complessi monumentali, musei, teatri storici, parchi, sic (siti interesse comunitario), riserve naturali, sac (sistemi ambientali e culturali), ecomusei;
– Industria Creativa: design/artigianato artistico e architettura, agenzie di comunicazione, servizi filiera culturale, nuove tecnologie, laboratori urbani;
– Istituzioni culturali: università, sovrintendenze, EELL, istituzioni di ricerca, studio e documentazione.

ATTENZIONE: I partecipanti al Weekend della cultura siederanno a tavoli di discussione divisi per le sei aree di intervento. I tavoli si svolgeranno in contemporanea, pertanto OGNI PARTECIPANTE potrà prendere parte AD UN SOLO TAVOLO DI LAVORO (i tavoli saranno: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva).

Iscrizioni APERTE:

Iscriviti

Prodotto http://bit.ly/2g4P5Ez
Identità http://bit.ly/2gS9y0o
Innovazione http://bit.ly/2gTfxQm
Impresa http://bit.ly/2gzvX24
Lavoro http://bit.ly/2glyrhK

FOGGIA
A Foggia gli incontri si terranno tutti presso la Camera di Commercio.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

BARI
A Bari gli incontri si terranno tutti presso la Fiera del Levante.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

LECCE
A Lecce gli incontri si terranno tutti presso l’Università del Salento.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Per maggiori info seguire sul Piano Strategico Cultura Puglia
PiiiL Cultura Puglia www.piiilculturapuglia.it