Förg in Venice

Il Dallas Museum of Art (DMA) è lieto di presentare la mostra di Günther Förg (1952-2013), che sarà ospitata nello storico Palazzo Contarini Polignac a Venezia durante la Biennale Arte 2019.

Evento Collaterale ufficiale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Förg in Venice farà seguito a Günther Förg: a Fragile Beauty, la prima mostra americana in oltre trent’anni dedicata all’artista, organizzata nel 2018 dal Dallas Museum of Art in collaborazione con lo Stedelijk Museum di Amsterdam.

Realizzata in stretta cooperazione con l’Estate di Günther Förg, Förg in Venice metterà in mostra oltre 30 opere del percorso multidisciplinare di Förg – dai dipinti alle meno note sculture – per riflettere sui metodi intuitivi e di ampio respiro di questo artista intellettuale e poliedrico. La mostra è curata dalla Dottoressa Elisa Schaar, storica dell’arte, e segue la ricerca resa disponibile dalla precedente mostra di Dallas, curata dalla Dottoressa Anna Katherine Brodbeck, Curatrice Capo del Dipartimento di Arte Contemporanea del DMA.
La mostra sarà visitabile dall’11 maggio al 23 agosto 2019.

Dopo l’importante mostra del Dallas Museum of Art dedicata all’artista nel 2018, siamo lieti di presentare il lavoro di Günther Förg al pubblico internazionale di Biennale Arte 2019, coinvolgendo nuove generazioni mondiali nello stesso modo in cui l’operato dell’artista ha influenzato la storia dell’arte per generazioni” ha dichiarato il Dottor Agustín Arteaga, Direttore del DMA.

Nato nel 1952 a Füssen, Algovia, Germania, Förg è uno dei più significativi artisti tedeschi della generazione del dopoguerra, noto per il suo stile sperimentale e provocatorio legato alla storia dell’arte. Attraverso la sua innovativa produzione interdisciplinare che ha sfidato i limiti delle discipline artistiche, Förg ha esplorato un linguaggio di astrazione ed espressionismo, appropriandosi di metafore prese in prestito da architettura e arte moderna.

L’Italia e l’architettura italiana hanno giocato un ruolo centrale nello sviluppo della carriera di Förg. Il suo primo viaggio in Italia, nel 1982, stimolò la sua nota serie di fotografie sugli edifici di importanza culturale e politica, dai monumenti italiani alle costruzioni in stile Bauhaus a Tel Aviv. Attraverso la fotografia, Förg riuscì a esplorare la relazione tra arte, architettura e interventi spaziali, un tema ricorrente in tutta la sua produzione che la mostra di Venezia metterà in risalto. Alcuni lavori di Förg furono esposti già alla 45. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 1993 all’interno della mostra Il Viaggio verso Citera, ma Förg in Venice realizzerà il desiderio dell’artista di esporre durante la Biennale Arte con una personale, un sogno rimasto incompiuto quando era in vita.

Förg in Venice presenterà questo poliedrico artista sotto una nuova prospettiva, in un’ambientazione veneziana senza eguali dove gli arredi e le decorazioni giocheranno un ruolo chiave nel contestualizzare l’arte. La mostra offrirà una panoramica approfondita dei temi estetici e concettuali affrontati da Förg, non solo dal punto di vista della produzione artistica ma anche in relazione al contesto in cui le opere sono esposte. L’artista riteneva che lo spazio, l’ubicazione e il posizionamento di una sua opera fossero intrinseci all’opera stessa. Durante la sua carriera, Förg dipinse sulle pareti delle gallerie, usò porte e finestre come elementi integranti, e arrivò a usare la vernice di alcune sue opere per creare un gioco di riflessi che desse vita a considerazioni inaspettate.

Per lo stesso motivo, l’artista installò più volte le sue opere all’interno di contesti storici, spesso attraverso interventi tanto delicati quanto minimalisti. Questa mostra porterà avanti tale tradizione, preservando l’atmosfera del Palazzo ma anche indagando lo spirito creativo e ludico di Förg. Nel contesto di Palazzo Contarini Polignac – una location classica, romantica e mozzafiato affacciata sul Canal Grande di Venezia – imbattersi nelle opere versatili e sapienti dell’artista inviterà il visitatore a interrogarsi sul rapporto di Förg con la storia dell’arte e dell’architettura, entrambe determinanti nella sua produzione polivalente.

Attraverso l’installazione delle opere d’arte di Förg – prevalentemente aderenti alle tradizioni moderniste- all’interno delle sale decorate e dell’architettura rinascimentale di Palazzo Contarini Polignac, l’esposizione indagherà l’eredità del modernismo estetico (uno degli ideali al centro dello studio di Förg) in uno spazio ricco di storia e maestria artigiana. La mostra non avrà uno sviluppo tradizionale bensì un allestimento di grande atmosfera dove le opere dell’artista abiteranno un contesto intimo e privato evocando una malinconia e un romanticismo raramente
associati all’opera di Förg. Grazie all’integrazione del ricco corpus di opere di Förg negli interni delle sale del Palazzo, la mostra illustrerà l’interesse dell’artista per il dialogo tra arte, architettura e fruizione.

Lungo tutto il Palazzo, singoli quadri, arazzi ed elementi decorativi in determinate posizioni saranno sostituiti con le opere dell’artista. Al piano terra, un dipinto minimalista di grandi dimensioni raffigurante una finestra, “Untitled” (2004), affiancato da alcuni schizzi preparatori dell’opera, prenderà il posto di uno stemma dando l’impressione che ci sia una finestra dove in realtà non c’è. Nonostante la loro forte geometria, le finestre di Förg sono provocatorie poiché offrono una cornice dentro cui guardare ma senza fornire alcuna visuale: al contrario, dirigono e limitano lo sguardo, mettendo in discussione l’atto visivo e l’estetica in sé.

Nel Salone del Palazzo, quattro straordinari dipinti in stile Spot Painting realizzati tra il 2007 e il 2009 saranno presentati di fronte a quattro ampi arazzi. In queste opere astratte e gestuali, i segmenti orizzontali delle pennellate verticali richiamano i raffinati scarabocchi di Cy Twombly, ma con differenze sia a livello cromatico – con un diverso uso del bianco e del grigio chiaro che sembrano richiamare la base di una tavolozza – sia per quanto concerne l’impiego di pennelli puliti. Questi Spot Painting danno l’idea di essere stati prodotti velocemente, ma sono in realtà frutto tanto di una rapida intuizione quanto di un’attenta riflessione dell’artista. Insieme, i quattro dipinti daranno prova della ponderata e incessante sperimentazione di abbinamenti cromatici, applicazioni di pittura, composizioni e ritmi dell’artista, il tutto all’interno di una sola serie di quadri. Collocate di fronte agli arazzi figurativi del Palazzo, che si potranno ancora intravedere, queste opere di Spot Painting evocheranno – attraverso le pennellate fluttuanti sulle superfici piane – una sorta di potere autonomo dell’astrazione modernista, sottolineando il rapporto stesso dell’artista con questa forma artistica, tanto coinvolto quanto distaccato.

Nella maestosa sala degli specchi del Palazzo, una serie di sculture di Förg, realizzate nel 1990, verranno installate vicino alle finestre. Queste sculture figurative, tra cui maschere di bronzo su piedistalli in compensato grezzo, esplorano le possibilità e i limiti della materia. Le superfici corpose, lavorate rapidamente, fanno pensare alla distruzione: deliberatamente imperfette, dimostrano che Förg preferiva esplorare un’idea anziché realizzare un ideale di piacere e perfezione estetica. Le superfici palpabili recano i segni delle impronte digitali di Förg, di agenti esterni casuali e danni fisici che spingono il bronzo e la sua lavorazione lontani dalle associazioni gerarchiche, classiche e monumentali di tale materiale.

Lungo le sale laterali del Palazzo saranno infine in mostra diversi dipinti astratti di Förg datati dagli anni Ottanta agli anni Novanta, che sostituiranno le opere d’arte solitamente esposte. Nella sua interezza, l’offerta espositiva della mostra dà prova dell’ampia portata della carriera di Förg e della sua tendenza alla sperimentazione, raggruppando i vari filoni e le influenze concettuali che hanno interessato la sua produzione – dall’agile esecuzione, complessità tonale e composizione stratificata, alla libera gestione delle discipline formali e delle strutture geometriche.

Förg in Venice è presentata con il supporto dell’Estate di Günther Förg e di Hauser & Wirth.

 

Ufficio stampa internazionale
Delaney Smith, Resnicow and Associates, dsmith@resnicow.com, +1 212 671 5160

Italian Media:
Roberta Barbaro, Studio Esseci, gestione3@studioesseci.net, +39 331 614 7373

La Ceramica Parallela

Sabato 6 aprile 2019, in occasione della Milano Art Week, l’ISIA Faenza Design & Comunicazione inaugura negli spazi della Galleria Fatto ad Arte di Milano la mostra La Ceramica Parallela, a cura dell’artista Salvatore Arancio e di Marinella Paderni, direttrice dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche faentino.

La mostra – risultato del workshop condotto da Salvatore Arancio con otto studenti del Biennio Specialistico di Design del Prodotto di ISIA Faenza – si concluderà il 14 aprile, al termine della Milano Design Week 2019.

Il titolo della mostra è ispirato a La botanica parallela, volume del 1976 concepito dal pittore, scrittore e illustratore Leo Lionni come un trattato di una scienza inesistente, un viaggio nell’immaginario, che esponeva un materiale interamente inventato nella forma di un plausibile manuale scientifico.

La natura “parallela” dell’esposizione si rivela negli elementi dai lineamenti biomorfi costitutivi delle colonne che dominano lo spazio: gambi di tavolini da caffè, stampati in ceramica 3D e poi smaltati con colori pastello che, impilati l’uno sull’altro, danno origine a sculture totemiche di ispirazione metareale. Un paesaggio fantastico, composto da forme organiche che sembrano uscite dall’ingannevole trattato di botanica di Lionni, ma che invece sono frutto della fantasia e della creatività degli otto studenti del Biennio Specialistico di Design del Prodotto di ISIA Faenza, che hanno partecipato al workshop condotto e curato da Salvatore Arancio.

Rispecchiando il modello didattico universitario dell’ISIA, il progetto espositivo spinge gli studenti a operare oltre la propria “comfort zone”, combinando il mondo dell’arte con quello del design, e progettando sculture che sono al tempo stesso degli elementi di arredo. “In questo modo” – sottolinea Salvatore Arancio – “si conferisce una funzione pratica alle sculture, che allo stesso tempo sono concepite come una specie di distopica mutazione di forme organiche”.

Accanto ai totem, saranno esposte le maquette originali in ceramica modellate a mano dagli studenti e smaltate con una texture di colori cangianti.

Su una delle pareti invece, una videoanimazione, creata estrapolando elementi dal processo progettuale 3D, riproduce un immaginario paesaggio naturale, inabitato da forme organiche che ci trasportano in mondi distanti e distopici.

Il 2019 è un anno importante per l’ISIA di Faenza, punta di diamante nell’ambito delle istituzioni universitarie che formano i designer del futuro – commenta Giovanna Cassese, Presidente di ISIA Faenza– un anno in cui, tra l’altro, l’ISIA inaugura la sua nuova Biblioteca di design “Bruno Munari” ed è invitato al Salone Satellite di Milano. Il workshop con Salvatore Arancio, artista sulla scena internazionale dell’arte, riporta l’attenzione sulle grandi possibilità della ceramica quale materiale privilegiato delle arti e del design e segna la nuova politica culturale dell’istituzione nel recupero del suo genius loci. Il lavoro ha rappresentato per gli allievi del biennio la possibilità di riaprire il dibattito sugli statuti fondativi della disciplina del design in tutta la sua affascinante complessità, ripensando alla centralità del laboratorio come luogo eminente del pensiero e della ricerca. E così è scaturita una produzione di grande originalità, frutto di sperimentazione e di un dialogo sempre nuovo tra arti e tecnologia, tra creatività e riproducibilità anche grazie alle nuove tecnologie del 3D, ed è nata La Ceramica Parallela, un progetto innovativo che si fa mostra e che avrà esiti fecondi”.

Il lavoro di un artista di notevole valore dentro l’ISIA, quale Salvatore Arancio, ha permesso ai nostri studenti di praticare quel modello di formazione che, proprio cent’anni fa, fondò il Bauhaus e che ancora oggi si dimostra essere il più illuminante ed efficace nello sviluppo dei futuri designer e delle Industrie Culturali Creative.” – aggiunge Marinella Paderni, Direttrice di ISIA Faenza – “La ceramica è tornata all’attenzione dei creativi di tutto il mondo per la sua capacità di unire un sapere antichissimo con la ricerca tecnologica più nuova e questo progetto ne mostra le possibilità presenti e future. La ceramica 3D è tra le tecniche più esplorate oggi all’interno del nostro istituto”.

Accompagna il progetto espositivo, un catalogo in italiano e inglese con testi di Salvatore Arancio, Giovanna Cassese, Daniela Lotta, Marinella Paderni, Marco Tonelli.

La mostra è promossa in collaborazione con WASP, sponsor tecnico e azienda leader nel settore della stampa 3D, con le istituzioni Ente Ceramica Faenza, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza e il Contamination Lab di Faenza.

Janus_duality for new era, new design

Janus

In occasione del Fuorisalone del Mobile di MilanoMilan Design Week, uno degli eventi più importanti e prestigiosi a livello internazionale dedicati al design e all’arredamento, l’azienda giapponese YASUTA Veneered Surfaces & Design presenta per la prima volta in Italia un progetto nel quale le creazioni YASUTA Veneered Surfaces & Design dialogano con l’arte di Shuhei Matsuyama.

 
In esposizione alcuni dipinti di grande formato realizzati appositamente per l’evento dal Maestro Shuhei Matsuyama sono presentati accanto alle creazioni prodotte da YASUTA Veneered Surfaces & Design esaltandole e sottolineando la qualità e la bellezza delle impiallacciature del legno naturale impiegato e lavorato dall’azienda.
 
Vivendo in un tanto mondo polarizzato, ci troviamo in una fase di transizione irrequieta. Si tratta anche di un passaggio attraverso la coscienza, dentro e fuori di essa, ed è così anche per il tempo e lo spazio. Conosciuta per la lavorazione artigianale del rivestimento in legno, YASUTA Veneered Surfaces & Design ha condiviso un’esperienza creativa con l’artista Shuhei Matsuyama, esprimendo la bellezza dell’approccio interiore per il design nella nuova era.
 
Giano, una delle più antiche e importanti divinità della religione romana, è il dio degli inizi ed è solitamente rappresentato con due facce, in quanto può guardare al futuro e al passato. Forse Giano ci suggerisce la necessità della preghiera umana o dell’illuminazione per abbracciare contemporaneamente e seriamente la dualità, come il passato e il futuro, il cielo e la terra, la natura e l’arte e i contrasti di emozioni, come la gioia e il dolore, l’amore e l’odio.
 
L’esposizione è aperta dall’8 al 14 aprile con Opening party lunedì 8 aprile dalle ore 18 alle 20.30;
Breakfast reception venerdì 12 aprile dalle ore 9.30 alle 11.
 
Janusduality for new era, new design MILAN DESIGN WEEK8 – 14 aprile 2019
D Studio, Via della Spiga 7 – 20121 MilanoOpening party: lunedì 8 aprile, ore 18 – 20.30
 
Breakfast reception: venerdì 12 aprile, ore 9.30 – 11
Orari di apertura 9 – 13 aprile: ore 10 – 20
Orari di apertura 14 aprile : ore 10 – 17
YASUTA Veneered Surfaces & Design
7-163 Otashinmachi Yao-city Osaka Giappone
www.veneer.co.jp
info@yasuta.com
 
 
 
Segnalato da:MADE4ARTMilanopress@made4art.it

La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze­­?

Un luogo rigenerato e condiviso; uno spazio di ricerca, cultura scientifica, politica, dell’arte e della conoscenza. È il CoscioniLAB, progetto che nasce in seno all’Istituto Luca Coscioni di Maria Antonietta Farina e apre le porte il 26 marzo nella sede di via Rimini 14 a Roma.

Attraverso incontri, dibattiti, seminari, conferenze, giornate di studio, mostre, proiezioni, dove saranno coinvolti esperti, scuole, università, enti di ricerca, l’universo della società civile e le istituzioni politiche, il primo anno di attività si incentrerà sui rapporti tra arti e neuroscienze e si caratterizzerà, tra gli altri, per l’ampio risalto dato ai linguaggi visivi.

Per l’appuntamento iniziale, intitolato La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze­­?, è prevista la partecipazione di relatori afferenti a campi del sapere eterogenei: Tommaso Edoardo Frosini vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Michele Mirabella presentatore e autore televisivo, Paola Pardini membro del Board Italian Research Institute-Georgetown University, Paolo Portoghesi accademico e teorico dell’architettura, la psicologa e scrittrice Vera Slepoj, Anna Testa, giornalista e attrice. Introduce Lamberto Maffei professor emerito alla Normale di Pisa e già presidente della Accademia dei Lincei e modera il giornalista del Tg2 Valter Vecellio. Le conclusioni sono di Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Luca Coscioni.

L’opera che apre il ciclo sull’arte contemporanea, invece, è l’installazione permanente di Marco Milia ‘ Molecula’, scultura “aerea” realizzata in situ e donata al CoscioniLAB.

La parte per il tutto; l’unità base che ripetuta uguale a se stessa dà – letteralmente – vita a corpo organico. La complessità di un’organizzazione in equilibrio perfetto, celata da simulata leggerezza; il cerchio come simbolo per rappresentare processi, materia, impulsi, reti. I legami continui, passaggio di informazioni, che sorreggono la struttura polimorfa e cangiante. Infine l’instabilità che governa le cose, fissata nella semplicità di una forma chiusa, modulare e riprodotta potenzialmente all’infinito. Molecula visualizza le capacità della mente di farsi largo in un caos di input discordi e connota il luogo con un segno aperto, imprevisto, fluido.

La scultura in policarbonato, che sembra variare colore al variare delle condizioni luminose, e modifica il proprio aspetto in relazione al differente punto di vista, si articola senza un inizio, un centro e una chiusura, espandendosi virtualmente fin dove l’immaginazione può arrivare. Scendendo dall’alto senza invadere lo spazio dei movimenti, corteggia il design e si oppone alla verticalità delle linee dell’ambiente. L’effetto è di alterazione delle funzioni preesistenti.

Sono parecchi anni che Marco Milia sfrutta l’intelligibilità del segno ridotto a pura geometria per raccontare, rendere evidenti, elementi impalpabili come l’aria; per cercare la costante nelle svariate manifestazioni dei fenomeni atmosferici; per spiegare processi complicati come il vivere (edificare) e l’organizzazione del lavoro. Con Molecula si trova a confronto con le sfide del pensiero, scegliendo (ancora una volta) la via della regola: anarchica e autogenerativa ma sempre regola. Cioè del principio minimo attraverso cui verificare problemi superiori. Come la scienza.

Per l’occasione, e fino al 15 maggio, saranno esposti anche una serie di progetti dell’artista, modelli in scala delle installazioni ambientali realizzate dal 2010 ad oggi.

Info:

Marco Milia, Molecula

Installazione permanente

Con un testo di Carlotta Monteverde

Inaugurazione: martedì 26 marzo 2019 ore 19 – 21.30

L’opera è visibile fino al 15 maggio 2019 su appuntamento contattando: info@istitutolucacoscioni.it, marcomilia10@gmail.com

La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze?

Martedì 26 marzo ore 16.45

Introduce: Lamberto Maffei, professor emerito alla Normale di Pisa e già presidente della Accademia dei Lincei

Modera: Valter Vecellio, giornalista del Tg2

Relatori: TommasoEdoardo Frosini,vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Michele Mirabella, presentatore e autore televisivo; Paola Pardini, membro del Board Italian Research Institute-Georgetown University; Paolo Portoghesi,accademico e teorico dell’architettura;Vera Slepoj,psicologa e scrittrice; Anna Testa, giornalista e attrice

Conclusioni: Maria Antonietta Farina Coscioni,presidente dell’Istituto Luca Coscioni

L’ingresso è libero previo registrazione obbligatoria, inviando una e-mail ainfo@istitutolucacoscioni.it o un sms al numero 3394477700 poiché il numero dei posti è limitato

CoscioniLAB

Via Rimini 14, Roma

www.istitutolucacoscioni.it

Ingresso gratuito

Biblioteca di Design “Bruno Munari”

Martedì 19 marzo 2019, alle ore 17.30, in occasione delle celebrazioni internazionali dell’ Italian Design Day apre al pubblico la nuova Biblioteca di Design “Bruno Munari” dell’ISIA di Faenza, la prima in Emilia-Romagna a essere dedicata specificamente a questa materia.

Oltre 3.500 volumi tra design, architettura, arte, scienze umane, letteratura che trovano spazio negli antichi ambienti del monumentale Palazzo Mazzolani, nel cuore di Faenza, appositamente ristrutturati per accogliere la nuova biblioteca.

Oggi le biblioteche sono nuove piazze del sapere, amate e frequentate dai giovani, e questo evento è un investimento importante e simbolico per un’istituzione di formazione universitaria quale ISIA Faenza.

L’Associazione Bruno Munari ha aderito con entusiasmo all’iniziativa di intitolare la biblioteca al grande Maestro, ideatore del progetto didattico dell’ISIA e massimo esponente del Novecento nel dialogo tra arti e design, per una creatività fondata sulla continua sperimentazione.

Alla cerimonia inaugurale interverranno, oltre al Presidente Giovanna Cassese e al Direttore Marinella Paderni :

Massimo Mezzetti
Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

Giovanni Malpezzi
Sindaco del Comune di Faenza

Massimo Isola
Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza

Claudio Leombroni
Responsabile del servizio Biblioteche, archivi, musei e beni culturali dell’IBC

Beppe Finessi
Direttore della rivista Inventario

Giuseppe Furlanis
Presidente della Conferenza Presidenti e Direttori degli ISIA

Anty Pansera
Storica del design

Silvana Sperati
Presidente dell’Associazione Bruno Munari

La Biblioteca si sta ampliando con centinaia di nuovi volumi grazie a una campagna di nuove acquisizioni e donazioni. Sta avendo infatti successo l’iniziativa dal titolo “Dona un tuo libro all’ISIA di Faenza”, rivolta a designer, artisti, galleristi, curatori, studiosi, collezionisti, editori, istituzioni universitarie, accademiche e musei, che sono indicati, in qualità di donatori, nella scheda informatizzata di ogni volume.

La Biblioteca “Bruno Munari” compare nell’OPAC SBN Nazionale – Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e nella rete delle biblioteche della Romagna. La campagna acquisizioni continuerà nei prossimi anni, anche grazie agli investimenti ad hoc programmati dall’ISIA.

Modernizzare e aprire il nostro patrimonio librario, depositato nei decenni, agli studenti dell’ISIA, agli appassionati, ai bibliofili e, in generale, a tutto il pubblico interessato, è fonte di orgoglio istituzionale e d’impegno sociale nei confronti della comunità” dichiara il direttore di ISIA Faenza Marinella Paderni. “Il progetto è nato dalla volontà della nostra Presidente, prof.ssa Giovanna Cassese, a cui ho risposto con lo stesso entusiasmo e passione credendo fermamente nell’azione formativa dei saperi librari nella formazione accademica degli studenti e nella vita delle persone”.

Conclude il presidente di ISIA Faenza, Giovanna Cassese: “È una gioia e un onore inaugurare – in concomitanza con la giornata del Ministero Affari esteri che celebra l’eccellenza del Made in Italy nel mondo – la nuova Biblioteca di design “Bruno Munari” dell’Isia di Faenza, frutto di un progetto pluriennale, articolato e complesso, che seguo in prima persona dall’inizio del mio mandato qui all’Isia, convinta da sempre della centralità di biblioteche moderne, attrezzate, aggiornate e accoglienti nelle istituzioni di formazione universitaria. Assolutamente in controtendenza, l’Isia di Faenza ha puntato tanto su questo ambizioso obiettivo, portando a termine il restauro e la ristrutturazione degli antichi spazi di Palazzo Mazzolani, mettendo in rete il patrimonio esistente, acquisendo tramite acquisti e donazioni nuovo e prezioso materiale bibliografico, con il coinvolgimento di personale specializzato e dei tanti donatori, a cui va tutta la nostra gratitudine. Così tra stucchi e affreschi un moderno arredamento con pezzi di design accoglierà quotidianamente studenti, docenti e studiosi non solo per leggere ma anche per dialogare su design e arte. È una scelta di politica culturale chiara, che include investimenti significativi anche laddove non ci sono purtroppo fondi ad hoc, una scelta che punta sulla centralità della ricerca nelle istituzione di Alta Formazione Artistica e sulla salvaguardia e valorizzazione del loro ricchi e preziosi patrimoni materiali e immateriali”.

La Biblioteca ospiterà anche una prestigiosa selezione di opere di design ceramico ideate da Andrea Anastasio e prodotte presso la bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza.

ISIA Faenza Design & Comunicazione è un’ istituzione universitaria di primo piano nel mondo della creatività e della progettazione contemporanei che, fin dalla sua fondazione, opera nell’ambito dell’Alta Formazione del design. Grazie anche alla nuova governance di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, sta sviluppando un dialogo sempre più serrato tra formazione, ricerca, produzione e valorizzazione della cultura del design con una particolare attenzione al tema della ceramica.

Ufficio stampa ISIA Faenza
Irene Guzman
Email ufficio.stampa@isiafaenza.it
Cel +39 349 1250956

Da grande farò il curatore

Torna sul Lago d’Orta, a Miasino, il corso Da grande farò il curatore. La tre giorni è organizzata dall’Associazione Culturale Asilo Bianco ed è dedicata ad approfondimenti e confronti con curatori indipendenti, responsabili di istituzioni culturali e professionisti della creatività.
 

Il corso è aperto a tutti: studenti, giovani curatori, operatori culturali, professionisti e appassionati.La quinta edizione indagherà i diversi aspetti legati alla costruzione di un progetto d’arte contemporanea: dalla scelta degli artisti fino all’allestimento vero e proprio degli spazi espositivi. Come nelle precedenti edizioni sarà dedicato spazio al fundraising e alla progettazione culturale attraverso le opportunità offerte dalle fondazioni di origine bancaria.

Con Benedetta Baraggioli – consulente fundraising e progetti culturali, Ilaria Bonacossa – direttrice di Artissima, Umberto Cavenago – artista, Valerio Dehò – critico e curatore indipendente, Elisa Fulco – curatrice, Massimo Giovanardi – Giovanardi Spa, Lorella Giudici – storica dell’arte e docente, Emanuele Montibeller – direttore artistico Arte Sella, Marco Panizza – direttore Premio Suzzara, Nicoletta Rusconi – art dealer, curatrice e gallerista, Carlo Sala – curatore Fondazione Fabbri e docente al Master IUAV in Photography, Marco Tagliafierro – critico d’arte e curatore indipendente, Bianca Tresoldi – lighting designer, Giorgio Verzotti – critico d’arte e curatore, Velasco Vitali – artista.

In chiusura, il racconto di un impegno che continua a mantenersi costante, tra fallimenti e successi: quello di Asilo Bianco e del Comune di Miasino per il recupero e la valorizzazione di Villa Nigra, con Paola Bertinotti – consulente di progetti culturali e Francesca Gattoni – curatrice.

Il corso inizierà venerdì 22 marzo, giorno in cui si festeggia la giornata mondiale dell’acqua, acqua che è il tema principale di tutte le attività di valorizzazione del progetto “Villa Nigra. Cultura e impresa per lo sviluppo di un territorio liquido” sostenuto da Fondazione Cariplo.

Programma completo

Enrico Crispolti – Testimonianze di un’esperienza condivisa

L’ 8 aprile 2019 l’Accademia di Belle Arti di Brera promuove insieme all’Archivio Crispolti Arte Contemporanea una giornata dedicata alla figura dello storico e critico d’arte Enrico Crispolti (Roma 1933-2018), teorico della disciplina, conservatore di documenti e libri, fondatore dell’omonima Biblioteca Archivio in Roma, nonché docente che, attraverso la Scuola di specializzazione dell’Università di Siena, ha formato generazioni di studiosi.

Enrico Crispolti, nel 2005, a Milano, alla Galleria Naviglio Modern Art, fotografato da Ignazio Gadaleta nella sua opera ambiente Celesti magnetici (al cielo di Milano). Courtesy Archivio Crispolti Arte Contemporanea, Roma.

La giornata, introdotta dalla Presidente dell’Accademia Livia Pomodoro e dal Direttore Giovanni Iovane, è curata da Luisa Somaini, con la collaborazione di Ignazio Gadaleta e Livia Crispolti. Ospita interventi di artisti, storici dell’arte, dell’architettura e del design, curatori, direttori di museo e d’archivio, galleristi, editori d’arte, restauratori ed ex studenti, per lo più attivi nel capoluogo lombardo, che riferiranno di un momento importante di lavoro condiviso con Crispolti, analizzandone le reciproche ricadute professionali ed umane.

L’incontro intende analizzare il metodo con cui, in più di sessant’anni di impegno “militante”, Crispolti abbia aggiornato la conoscenza dei linguaggi artistici contemporanei e dei nuovi media, inquadrando le ragioni del fare dell’artista nel contesto culturale di riferimento. Basti pensare, nell’area milanese, al lavoro svolto, tra gli altri, con Lucio Fontana, Francesco Somaini, Mauro Staccioli, Enrico Baj, Emilio Scanavino e Bepi Romagnoni.

Fra i massimi esperti di Futurismo, Informale, Pop Art e di artisti di diverse tendenze come, ad esempio, lo stesso Lucio Fontana e Renato Guttuso, Mattia Moreni e Valeriano Trubbiani, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, Crispolti dà vita ad uno dei più vasti archivi privati italiani come centro di documentazione del contemporaneo che gli ha permesso di allestire grandi progetti editoriali come i Nuovi Archivi del Futurismo (promosso da La Quadriennale di Roma ed edito da De Luca), o il monumentale L’Informale. Storia e poetica, edito da Beniamino Carucci, Assisi-Roma, avviato nel 1971 e dal 2018 in parte ripubblicato da De Luca.

Aprirà i lavori, un breve documentario che raccoglie alcune riflessioni di Enrico Crispolti sul ruolo dello storico e del critico d’arte. Il filmato è tratto da un più ampio documentario Arte a Critica, ideato da Angelo Casciello e realizzato da Gennaro Visciano nello studio di Via di Ripetta 132, a Roma, in occasione dei suoi ottant’anni, dando così inizio al Progetto 80.

L’iniziativa milanese, nell’intenzione dell’Archivio Crispolti, sarà seguita da analoghe giornate: a Roma, il 27 maggio al Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza, a cura di Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi; in autunno, a Siena, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena, a cura di Massimo Bignardi e Luca Quattrocchi; a Firenze a Le Murate Progetti Arte Contemporanea, a cura di Valentina Gensini; e a Baronissi, presso il Frac (Museo Fondo Regionale d’Arte Contemporanea) in provincia di Salerno, città in cui Crispolti ha lavorato e insegnato, a cura di Massimo Bignardi.

I cinque appuntamenti, nel loro complesso intendono costituire un primo approfondito bilancio della multiforme attività dello studioso Enrico Crispolti e della sua eclettica personalità, componendo un mosaico di voci attraverso gli interventi di coloro che con lo studioso hanno collaborato e si sono formati .

Relatori della giornata di Milano:

Umberto Allemandi, Roberta Cerini Baj, Luca Massimo Barbero, Renato Barilli, Luca Beatrice, Silvia Bignami, Alessandro Bonfanti, Paolo Campiglio, Michele Casamonti, Ursula Casamonti, Giuliano Collina, Dario Cimorelli, Fernando De Filippi, Rachele Ferrario, Barbara Ferriani, Lorenzo Fiorucci, Maria Fratelli, Ignazio Gadaleta, Giuliano Giuman, Lorenzo Giusti, Fulvio Irace, Paolo Laurini, Umberto Mariani, Paolo Marraccini, Franco Marrocco, Anna Mazzanti, Gabriele Mazzotta, Giuseppe Melzi, Anna Maria Montaldo, Antonello Negri, Ugo Nespolo, Luca Pietro Nicoletti, Anty Pansera, Alessandro Pioselli, Fabrizio Plessi, Francesco Poli, Francesco Porreca, Amedeo Porro, Luisa Somaini, Valentina Sonzogni, Francesco Tedeschi, Marco Tonelli, Giorgio Zanchetti.

 

ENRICO CRISPOLTI

testimonianze di un’esperienza condivisa

MILANO

Giornata dedicata alla figura dello storico e critico d’arte

4 aprile 2019

Accademia di Belle Arti di Brera – Sala Napoleonica

via Brera 28, Milano

orari: 10.00-13.00 / 14.00-18.00

ingresso libero

MY HEART GOES GLAM

La mostra MY HEART GOES GLAM, dal 9 al 16 Febbraio a Rossocinabro, è una collezione di fotografie, video musicali, interviste e abiti iconici degli 80s che ritraggono istanti di euforia di questa favolosa decade.

Gli anni ’80 sono stati un’esplosione di energia, vitalità e immensa creatività. Maestri della Fotografia quali Brian Aris e altri hanno accettato il nostro invito di offrire il loro sguardo – a volte trasgressivo e molto dinamico – di alcuni tra i maggiori artisti degli 80s.

Questa retrospettiva propone band emblematiche e performer della New Wave che hanno trovato nella musica pop il modo perfetto di esprimere loro stessi. Ritracceremo le celebrità di questa età d’oro della musica pop con una selezione di foto straordinarie che catturano la talentuosa Kate Bush, gli Human League di Philip Hoakey – assoluti pionieri del synth-pop; gli evergreen e osannati Duran Duran, oltre i Dead Or Alive (con una vasta collezione) dell’eccentrico ed ipnotico Pete Burns; la Blondie Debbie Harry e l’alieno David Bowie.

Il linguaggio del corpo diventa essenziale e unito ai suoni di pura evasione dove gli artisti manipolano e trasformano il loro personaggio ripetutamente, facendo dello stile parte del loro messaggio artistico. “Ho giocato con l’immagine, perché penso che l’immagine sia temporanea. È una proiezione. È illusoria”, dice Annie Lennox.

Rivivremo un’era e una generazione di artisti incredibilmente stravaganti, versatili, i più camaleontici di tutti i tempi.

IN MOSTRA
Adam Ant, Kate Bush, David Bowie, Duran Duran, Dead Or Alive, Bryan Ferry, Nina Hagen, Debbie Harry, The Human League, Annie Lennox, Boy George, Spandau Ballet, Steve Strange, Siouxie, Midge Ure, Wham, Toyah Wilcox.
Abiti appartenuti a Peter Burns dei Dead Or Alive.
Video musicali, copertine degli album, Memorabilia.

MY HEART GOES GLAM
The last New Romantics
9 – 16 Febbraio 2019
Opening: 9 febbraio 2019 ORE 17:00
Curatore: Maria Luisa Pappadà
In collaborazione con Marina Zacco Coy

Rossocinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
www.rossocinabro.com
info 06 60658125
da lun a ven 11-19

Across the Border

UNA Galleria è lieta di annunciare per l’anno 2019 la prosecuzione della collaborazione con Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione, con sede in Porta Nuova.

La programmazione a cura di UNA prevede una serie di tre mostre personali di artisti italiani che presentano un progetto site-specific per la gallery di Spazio Leonardo: Filippo Minelli (febbraio – aprile 2019); Elia Cantori (in collaborazione con la galleria CarDrde di Bologna, maggio-settembre 2019); Stefano Serretta (ottobre – dicembre 2019).

Per il primo appuntamento UNA porta a Milano il progetto Across the Border di Filippo Minelli (Brescia 1983), già presentato nel 2018 all’interno del programma di Manifesta 12, biennale internazionale d’arte contemporanea, a Palazzo Ajutami cristo a Palermo.

Il lavoro di Filippo Minelli si inserisce in molteplici nuclei di ricerca che riguardano in primo luogo la classica tematica seicentesca del paesaggio, ampliata, attualizzata e ricondotta in termini in cui coincide un discorso politico e storico. A questa si somma l’indagine sui modelli partecipativi che ha portato l’artista a viaggiare per dieci anni incontrando persone e intessendo un network casuale di performers, producendo e mettendo in circolazione 44 bandiere, che formano appunto il progetto in mostra Across the Border.

L’artista definisce la propria ricerca “Estetica Transnazionale”, in grado di connettere la periferia al globale. Questa permette una creazione di simboli e “parole iconiche” per nuove ipotetiche nazioni pensate da una generazione che vive i confini non più in maniera tradizionale, ma che abita il mondo in forma fluida. Questa nuova estetica si manifesta su bandiere – per antonomasia i terreni ideali per l’identificazione e la segnalazione – che diventano medium per epifanici messaggi e neologismi: IODINE, medicinale per prevenire il cancro alla tiroide urlato su una bandiera di una piccola cittadina belga vicina a una centrale nucleare; BELEAF, da Mumbai, scritta con le foglie di un albero abbattuto che significa resurrezione, speranza della rinascita di una natura ormai addomesticata; HORMONES che diventa invece un gioco di parole con “HOR-MONES”, quindi “orrore”, specchio, secondo l’attivista libanese, degli orrori della classe dirigente del paese. – Valentina Rossi

Filippo Minelli

Across the Border, a cura di UNA

opening su invito martedì 19 febbraio 18:30 – 21:00

mostra 19 febbraio – 4 maggio 2019

orari: dal lunedì al venerdì, 10:00 – 18:00

Spazio Leonardo

via della Liberazione 16/a, 20124 Milano

www.leonardoassicurazioni.it

Per informazioni: info@unagalleria.com

+ 39 339 17 14 400 | + 39 349 35 66 535

Il lavoro di Filippo Minelli (*1983 BS) è stato presentato in diverse istituzioni nazionali e internazionali, tra cui: IMAL, Bruxelles; Manege, Mosca; Somerset House, Londra; Münchner Stadt Museum, Monaco di Baviera; Total Museum, Seoul; La Triennale di Milano; East Wing Biennial, Londra; ArtScience Museum, Singapore; Fundaciòn Loewe, Madrid; Museu do Som e da Imagem, San Paolo; Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires; MACRO, Roma; Manifesta 12, Palermo; Fondazione del Monte, Bologna. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni come la Galleria Civica di Modena e Courtauld Institute of Art, Londra.

Opere d’arte in saldo da ARTantide.com Gallery

Tano Festa, Piero Dorazio, Riccardo Licata, Bernard Aubertin, Giulio Turcato, Gianni Asdrubali, Sergio Sarri, Paul Kostabi, Omar Ronda, Giò Pomodoro, Jiri Kolar, Giuseppe Chiari, sono solo alcuni degli oltre 70 artisti presentati in 4 mostre a prezzi irripetibili

ARTantide.com Gallery rinnova completamente i suoi magazzini e apre quattro sessioni straordinarie di vendita di molte delle opere che vi sono state conservate, dopo aver razionalizzato gli spazi dei nuovi store.
Quattro inaugurazioni speciali, ciascuna destinata a presentare opere di grande qualità:

– Dal 18 gennaio al 23 gennaio: Fotografia e Arte Digitale (con incursione scultura)
– Dal 24 gennaio al 30 gennaio: Artisti storicizzati
– Dal 31 gennaio al 6 febbraio: Pittura in piccoli e grandi formati
– Dal 7 febbraio al 13 febbraio: Artisti internazionali

Le opere saranno esposte in galleria e saranno offerte con sconti fino al 90%, e saranno presentate nelle serate inaugurali di venerdì 18 gennaio dalle ore 18:00 e a seguire di giovedì 24 gennaio, 31 gennaio e 7 febbraio, sempre dalle ore 18:00 con aperitivo di benvenuto per gli ospiti.

Oltre 500 opere presentate in un mese, con range di prezzi che vanno dai 25,00 € ai 10.000,00 €, con scelta di opere di tutti i generi: astratte, figurative, concettuali, opere su carta, tela e tavola fotografie e sculture. Si troveranno opere di tantissime dimensioni, dalle più piccole fino ad arrivare ad opere di oltre 2 metri, con le quali si potranno arredare anche grandi spazi con spese irrisorie oppure si potranno scegliere opere di artisti con prospettive di crescita internazionale e imbastire dei piccoli investimenti dai ritorni imprevedibili e sorprendenti.

Un’occasione unica di vivere i saldi della stagione invernale approfittando del rinnovo dei magazzini di ARTantide.com Gallery, godendo di sconti mai visti anche nel campo della bellezza e della cultura.

Per cominciare il nuovo anno con qualcosa di veramente nuovo, che non ha prezzo e che non passerà mai di moda, bisogna visitare ARTantide.com Gallery, in Via Messedaglia 7 a Verona (zona ZAI, vicino al nuovo centro commerciale Adigeo), dal 18 gennaio al 13 febbraio 2019.
Apertura al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 8:30 alle ore 19:00 e sabato e domenica su appuntamento, chiamando il numero 045 8622389.

Per informazioni :
ARTantide.com Gallery, Via Messedaglia 7, Verona – Tel 045 8622389
info@artantide.com – www.artantide.com

Collezione Maramotti 2019

La Collezione Maramotti annuncia i progetti in programma per il 2019:

Phoebe Unwin
fino al 10 marzo 2019
Field, prima mostra personale in Italia dell’artista inglese Phoebe Unwin, costituita da una serie di nuovi disegni e dipinti realizzati appositamente per la Pattern Room della Collezione.

Rehang
dal 3 marzo 2019 – permanente
Per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti nell’ottobre del 2007 dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente saranno riallestite per accogliere alcuni dei progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez (2008), Gert & Uwe Tobias (2009), Jacob Kassay (2010), Krištof Kintera (2017), Jules de Balincourt (2012), Alessandro Pessoli (2011), Evgeny Antufiev (2013), Thomas Scheibitz (2011), Chantal Joffe (2014), Alessandra Ariatti (2014). Questa serie di esposizioni personali offre una panoramica, seppur parziale, sul work in progress portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali – in un momento particolare nello sviluppo della loro ricerca – a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico e che, successivamente, sono entrate a far parte del patrimonio. Questo riallestimento è accompagnato da una piccola mostra temporanea, a piano terra, di documenti, libri e opere dai nostri archivi e dalla nostra biblioteca.

Mostra in corso di definizione
14 aprile – 28 luglio 2019
in occasione del Festival di Fotografia Europea

Helen Cammock
13 ottobre 2019 – febbraio 2020
Helen Cammock è la vincitrice della settima edizione del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery. La sua proposta per il premio si concentra sull’espressione del lamento. Riflettendo su un aspetto centrale del suo lavoro, Cammock si focalizzerà sull’espressione delle emozioni nella cultura italiana. L’artista esplorerà voci femminili nascoste nelle storie raccolte durante la residenza in Italia, con l’obiettivo di creare un lamento collettivo che rifletta il nostro tempo. La mostra includerà video, performance, fotografie, incisioni e un libro d’artista.

Mona Osman
13 ottobre 2019 – febbraio 2020
Mona Osman è una giovane pittrice che vive e lavora nel Regno Unito. I suoi dipinti entrano in dialogo l’uno con l’altro, ogni opera risponde a un’altra nello stesso modo in cui si relazionano le figure al loro interno. Con riferimenti a Klimt, Mondrian ed Ensor e con un vocabolario visivo i cui simboli sono strettamente correlati, Osman mira a una verità universale attraverso la quale la connessione degli elementi o la loro comprensione diventi possibile, sviluppando allo stesso tempo una logica interiore potenzialmente condivisa. L’artista produrrà un nuovo progetto per la Collezione, prendendo ispirazione dai filosofi esistenzialisti e dalla Bibbia.

Performance site specific
autunno 2019
in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia – Aperto Festival

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
collezionemaramotti.org

BROKEN NATURE SYMPOSIUM

Lunedì 14 gennaio 2019, dalle 14.00 alle 19.30, un mese e mezzo prima dell’apertura della XXII Triennale di Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, il Museum of Modern Art ospiterà il secondo simposio dedicato a Broken Nature, che analizzerà il concetto di design ricostituente.

Relatori: Maurice Cox, Teddy Cruz, Heather Davis, Karthik Dinakar, Susannah Drake, Fonna Forman, Ursula K. Heise, Antonia Juhasz, Neri Oxman, Cara Smyth e Dori Tunstall.

Attingendo ad architettura, urbanistica, geopolitica, linguistica e ad altri campi di ricerca interconnessi, il simposio mostrerà la potenzialità del design di riparare i legami interrotti tra gli esseri umani e la natura e offrirà uno scambio dinamico di opinioni attraverso presentazioni, tavole rotonde, un dibattito e contributi video.

Al termine del simposio, la serata si concluderà con la proiezione del film Winged Migration (2001) di Jacques Perrin, dalle 20.30 alle 22.15.

Il simposio sarà trasmesso in live streaming sulla pagina youtube.com/triennalevideo e su facebook.com/latriennale.

Scopri qui il programma dettagliato.

XXII Triennale di Milano
Broken Nature: Design Takes on Human Survival
1 marzo – 1 settembre 2019