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SetUp Contemporary Art Fair 2018

“Art grows here”: ecco lo slogan che riassume perfettamente lo spirito di SetUp Contemporary Art Fair.
I cambiamenti e le novità di questa VI edizione sono il risultato di cinque anni di continue evoluzioni e innovazioni.
 
 

SetUp predispone le basi per il cambiamento, rinnovandosi di anno in anno, ma, al contempo, mantiene viva e attuale la sua identità. La sua mission, infatti, è offrire nuovi orizzonti interessanti, promuovere gallerie che investono su artisti emergenti, far crescere una nuova generazione di collezionisti. In altre parole, l’obiettivo è innescare un cortocircuito virtuoso tra economia e cultura, offrendo un luogo di incontro e di scambio per esperti e appassionati di arte contemporanea.
Questo è un intento molto caro a SetUp e la volontà è di perseguirlo in un’ottica di valorizzazione del territorio fatta attraverso l’arte contemporanea come strumento di partecipazione.

NUOVA SEDE

Per la sua sesta edizione, SetUp Contemporary Art Fair ha scelto di rinnovarsi, scegliendo come nuova sede Palazzo Pallavicini, dimora di origine rinascimentale nel cuore della Bologna antica, e confermando, così, il suo carattere eccezionale, da sempre all’avanguardia e in controtendenza rispetto alle altre manifestazioni fieristiche.
Palazzo Pallavicini è un edificio sontuoso, fu la sede di un’importante corte europea, una vera e propria reggia, cornice di feste, banchetti, concerti, che ha visto il passaggio di importanti personaggi storici: la principessa Maria Carolina D’Asburgo nel 1768, l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769 e un giovane Wolfgang Amadeus Mozart che si esibì nella splendida “Sala della Musica” il 26 Marzo 1770.

La sua struttura maestosa sarà la splendida cornice in cui si svolgerà SetUp 2018: il contemporaneo si unirà al passato, proiettandosi direttamente verso futuro, creando un connubio di sensi e percezioni intriganti per i visitatori.

Le tredici stanze della sede accoglieranno 39 espositori, di cui 34 gallerie d’arte e 5 fra case editrici, fondazioni e altre realtà che supportano la cultura e l’arte in Italia e che avranno uno spazio dedicato interamente a loro. La riduzione del numero di espositori è una scelta mirata ad aumentare il livello qualitativo delle proposte espositive.

TEMA

Il tema che guiderà SetUp 2018 è l’attesa, e va a completare, dopo i leitmotiv delle passate due edizioni orientamento ed equilibrio, una trilogia tematica che ha chiesto notevole audacia e coraggio agli organizzatori, trovando compimento assoluto nel divenire dell’idea e della riflessione come atto di fiducia per il domani.

Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa” – Sant’Agostino

Proprio queste parole di Sant’Agostino sono esemplificative per rappresentare gli intenti di SetUp Contemporary Art Fair che, fin dalla sua nascita, ha creduto nella forza propulsiva del domani per poter esistere e realizzarsi.

Già dal significato della parola setup, ovvero “predisporre le basi per il cambiamento”, si evince, infatti, la volontà di tendere al futuro, con lo sguardo proattivo verso il sentire ed il fare delle nuove giovani leve creative.

Su questi presupposti, la fiera ha chiesto agli espositori di presentare un progetto curatoriale in cui la visione del presente sia un’indagine dell’attesa da cogliere come proiezione temporale e spaziale in cui qualcosa prende forma definendo così gli scenari delle “aspettative” economiche, sociali, politiche, delle relazioni, geografiche, ma anche fisiche, tecnologiche, formali e di identità che aprono la lettura del futuro attraverso l’arte.
Attesa, quindi, non concepita come un momento in cui bisogna far passare il tempo, ma come momento in cui ci si protende oltre il tempo e si crea il presupposto emotivo e di azione per delineare il futuro.

Il progetto dovrà essere presentato, come di consueto, sulla base dell’intramontabile format che richiede l’interazione delle tre figure chiave del sistema dell’arte contemporanea: artista, curatore-critico, gallerista. Anche quest’anno, i galleristi sono stati invitati a presentare un progetto curatoriale di almeno un artista under 35, illustrato da un testo critico di un curatore under 35.

ESPOSITORI

Questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair vede protagoniste 34 gallerie (di cui 27 italiane e 7 estere) e 5 case editrici italiane.

Le gallerie: #PROJECT18 (Napoli), A100 Gallery (Galatina – LE), Art and Ars Gallery (Galatina – LE), barcel-one (Barcellona – Spagna), BI-BOx Art Space (Biella), Blu Gallery (Bologna), BonelliLAB (Canneto sull’Oglio – MN), Burning Giraffe Art Gallery (Torino), CELLAR CONTEMPORARY (Trento), C23HOMEGALLERY (Lucca), CUBO Gallery (Parma), D406 – Fedeli alla linea (Modena), EGGERS 2.0 (Torino), Falcinella Fine Art (Mantova), Five Gallery (Lugano – Svizzera), FMP Photo Art (New York City – USA), Fucina des Artistas (L’Avana – Cuba), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria D’Arte del Caminetto (Bologna), Galleria La Linea (Montalcino – SI), LINK ART GALLERY (Miami – USA), LM Gallery Arte Contemporanea (Latina), MAC Florencio de la Fuente (Huete – Spagna), MARTINA’S GALLERY (Giussano – MB), MuseoNuovaEra (Bari), Paola Sosio Contemporary Art Milano (Milano), SAACI/GALLERY (Saviano – NA), Set Espai d’Art (Valencia – Spagna), Spazio Anna Breda (Padova), Spazio Lavit (Varese), Studio 38 Contemporary Art Gallery (Pistoia), Tiziana Tommei (Arezzo), Vibra – spazio contemporaneo di idee – (Ravenna), VILLA CONTEMPORANEA (Monza – MI).

Le case editrici: Fondazione Tiziano Campolmi (Bologna), Fondazione Rocco Guglielmo – MARCA Museo delle arti di Catanzaro (Catanzaro), Il Rio Edizioni (Mantova), Kooness (Milano), NFC (Rimini).

COMITATO SCIENTIFICO

Il desiderio di rafforzare e valorizzare i legami col panorama emiliano-romagnolo, intensificando, così, sinergie e collaborazioni con il territorio di Bologna, viene confermato anche dall’adesione di importanti personalità che costituiranno un comitato scientifico di assoluto prestigio.

Anche quest’anno è confermata la presenza di Silvia Evangelisti, critica, storica dell’arte e curatrice, indiscutibile figura di spicco nel circuito dell’arte contemporanea, affiancata da Anna e Francesco Tampieri, collezionisti, Associazione CoC ETS ed Elena Monti e Marco Ghigi, collezionisti e membri del Club CameC di Bergamo.

PREMI

Premio SetUp 2018

Il Comitato Direttivo in collaborazione con il Comitato Scientifico sceglieranno i vincitori del Premio SetUp 2018.
Anche per questa edizione, infatti, SetUp Contemporary Art Fair vuole valorizzare gli artisti e i curatoriunder 35 presentati dalle gallerie, conferendo a chi meglio avrà esplorato il tema dell’attesa, come visione del presente e presupposto emotivo e di azione per costruire il proprio domani, un premio in denaro di 500 € per il miglior testo curatoriale e un premio acquisto che consiste nell’acquisizione dell’opera dell’ artista vincitore per un valore massimo di 1000 € .

I vincitori dei Premi saranno proclamati venerdì 2 febbraio alle ore 20.00 negli stand delle gallerie vincitrici.

Premio Tiziano Campolmi

L’Associazione Tiziano Campolmi vuole mantenere viva la memoria di Tiziano Campolmi con azioni che sostengono e favoriscono i giovani talenti creativi.
Dopo il grande successo della passata edizione, l’associazione rinnova la sua presenza a SetUp Contemporary Art Fair promuovendo il Premio Tiziano Campolmi, con l’intento di valorizzare il lavoro di un giovane artista che porti avanti la sua ricerca nell’ambito della fotografia.
L’associazione corrisponderà all’artista selezionato una somma fino a 2500 euro, pari al valore massimo dell’opera fotografica premiata, che verrà acquistata dalla stessa con consegna all’atto della proclamazione.

Il vincitore verrà decretato da una commissione composta dai soci fondatori dell’Associazione insieme alla direzione di SetUp e la proclamazione avverrà domenica 4 febbraio alle ore 15.00 presso lo Stand del vincitore.

OFF PROJECTS

Per la sezione dei progetti collaterali OFF Projects, SetUp (all’interno della fiera) ha invitato: la curatrice Manuela Valentini che proporrà un progetto di “mostra diffusa” visitabile e fruibile tra gli stand delle gallerie, l’artista Hannes Egger ed i collettivi Polisonum e Panem et Circenses, che svilupperanno 3 lavori site-specific all’interno degli spazi di Palazzo Pallavicini.

BREAK! a cura di Manuela Valentini

Una mostra all’interno dello stesso Palazzo Pallavicini, a cura di Manuela Valentini, curatrice e critica d’arte, che fa della sua stessa essenza l’essere in controtendenza.
BREAK! vuole rompere con la tradizione espositiva museale e con la routine curatoriale contemporanea. BREAK! è una mostra diffusa tra gli stand della fiera che infrange le regole del classico format espositivo per una fruizione libera e controtendenza, attraverso riferimenti a spirale tra diverse generazioni, sensibilità e bellezze. Se solitamente il ruolo del curatore è quello di selezionare, esporre e giudicare, in questo caso, le opere vengono trasportate in uno spazio virtuale che incontra solo chi vuole sperimentarlo.

BREAK! rompe anche col tema dell’attesa, fil rouge di questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair, per dimostrare che né l’artista, né tantomeno il visitatore possono aspettare. Come l’artista non può tardare a dare vita al suo credo, ai suoi impulsi e alle sue emozioni, così lo spettatore non può che essere travolto da questo gioco ipnotico e mettere in campo i propri istinti ed abilità per scoprire di volta in volta le opere oggetto di esposizione.

Gli artisti creano in libertà, senza alcuna costrizione alla fantasia. Ed è proprio questo il punto di partenza di questa mostra, che vuole creare una piattaforma multipla in cui artisti e visitatori possano incontrarsi intersecando le loro intelligenze, le loro sensibilità e la loro bellezza.

Hannes Egger – Das Fest

Una performance che coinvolge in prima persona i singoli visitatori, dando vita ad una vera e propria azione collettiva: un’interazione diretta tra lo spazio e il corpo della persona, alla quale si chiede di assumere un ruolo dinamico e performativo.
Con Das Fest (“la festa”), Hannes Egger coinvolge i visitatori in una vera e propria azione collettiva all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Pallavicini.
Il lavoro di Egger non mette in scena una festa vera e propria ma l’attesa ad una festa: il pubblico si ritroverà così in un scenario assurdo, quasi nei panni di Estragon e Wladimir di “En attendant Godot” di Samuel Beckett.

Polisonum

Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo.
In occasione di SetUp, Polisonum presenta un’installazione interattiva che concerne in una ricerca svolta all’interno di Palazzo Pallavicini: la costellazione dei dettagli sonori emersi provocherà una “ri-significazione” dello spazio, dove ad essere esposta non è più solo la sua identità sonora in quanto spazio pubblico, quanto quella più umana, intimamente privata.

Panem Et Circenses – Goethe 53

Performance ed installazione, realizzate da Panem Et Circenses, per celebrare i cinque anni della casa editrice Il Rio di Mantova.
I temi principali sono l’attesa, l’augurio e il dono. L’opera d’arte stessa è un dono che l’artista fa al pubblico ed, in una visione universale dell’arte, al mondo.

INFORMAZIONI UTILI

Date: dal 1 al 4 febbraio 2018

Preview:
giovedì 1 febbraio 2018, ore 20.00 > 24.00
Apertura al pubblico:
giovedì, ore 21.00 > 24.00
venerdì e sabato, ore 16.00 > 24.00
domenica, ore 11.30 > 22.00

Tariffe biglietto
Intero: 7 euro
Entrata gratuita per i bambini di età inferiore a 7 anni

Info:
info@setupcontemporaryart.com

Segreteria Organizzativa:
Lorenza Scardovi
+339 7805157 – segreteria@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
www.setupcontemporaryart.com
Facebook: setupartfair
Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Romantica

Bolli&Romiti chiude il 2017 con un’asta dal titolo ambivalente ROMANTICA che si svolgerà martedì 5 dicembre 2017 alle ore 15.00.

Una scelta selezione di oggetti che riguardano l’arte classica, per forme e stili, si associa ad arredi e dipinti che suscitano sentimenti legati al tema amoroso.

L’asta è divisa in due sezioni. La prima, dal lotto 1 al 214, riguarda un compendio di antichi arredi e oggetti fra i quali spiccano un tavolino con piano in marmi policromi e mosaico minuti (lotto 17), una veduta di Castel S.Angelo attribuita a Jakob Van Lint (lotto 27), l’importante canterano Albani (lotto 33), una grande pendola in porcellana policroma di Meissen (lotto 63), una coppia di scrivanie toscane del ‘700 (lotto 87), una coppia di nature morte di Giacomo Nani (lotto 102), un grande bronzo di Giovanni De Martino (lotto 105), una grande tela di Giovanni Battista Spinelli (lotto 112), una splendida allegoria di Giuseppe Bartolomeo Chiari (lotto 161) ed una incantevole veduta di Roma di Franz Kaisermann ad acquarello su carta (lotto 22).

La seconda sezione riguarda invece una collezione di antichi argenti e gioielli che comprendono quattro candelabri romani di Stefano Fedeli (lotto 233), una caffettiera romana di Francesco Ossani (lotto 234), una zuppiere inglese di Sebastian Harry Garrard (lotto 262), uno splendido rinfrescatoio inglese datato 1686, opera di George Garthorne (lotto 274), una coppia di vasi medicei in ametista e argento di Karl Fabergé (lotto 278), un anello con smeraldo e diamanti di Cartier (lotto 387), un’elegante spilla di Missaglia (lotto 364), un anello Bulgari con diamante ed un anello Tiffany con diamanti, zaffiri e perla South Sea (lotto 383) ed un altro con un grande diamante di ct. 4,82 colore M/N.

Bolli&Romiti inaugurerà il 2018 con un altro importante appuntamento il 20 febbraio.

Per consultare il catalogo online:
www.bolliromiti.it

Per maggiori informazioni, valutazioni e stime:
info@bolliromiti.it – tel./fax +39 063200252 – Cell. +39 336546047

In Contemporanea

A partire da novembre 2017 “In Contemporanea” si trasforma e passa dall’essere un evento annuale a strutturarsi in una rete di Gallerie d’Arte Contemporanea di Reggio Emilia attiva tutto l’anno con mostre incontri ed eventi.
Patrocinata come di consueto dal Comune di Reggio Emilia, la manifestazione si arricchirà nel 2017 con una nuova collaborazione istituzionale con la Fondazione Palazzo Magnani.Una sinergia che il presidente della Fondazione, Davide Zanichelli, vede nell’ottica di un potenziamento delle attività culturali a partire dal coinvolgimento, più ampio e intenso, tra i soggetti che operano nel campo dell’arte, quindi gallerie e istituzioni, al fine di contribuire allo sviluppo delle iniziative del territorio, fondamentali per la crescita culturale e la salute del corpo sociale. La Fondazione inaugura così le attività raccolte sotto il programma “Art Around”, dialoghi e incontri con chi sul territorio si occupa di arte per professione.
Nei mesi di novembre e dicembre proprio a Palazzo Magnani, si terranno tre incontri con i galleristi della rete sul tema del mestiere di gallerista, sul mercato dell’arte e il suo funzionamento e sulle professioni che ruotano intorno alle gallerie d’arte.

Il ciclo di incontri “Art Around”, declinato nello specifico “In Contemporanea a Palazzo Magnani”, è realizzato con il sostegno di Miselli, accessories for hydraulic components e Zuliani Impresa Edile. Le serate si terranno ogni venerdì alle 18.30, dal 17 novembre al 1 dicembre 2017, nella sala A. Gualdi al secondo piano di Palazzo Magnani (Corso Giuseppe Garibaldi 29). A moderare gli incontri sarà Marta Santacatterina, giornalista e storica dell’arte.

Primo appuntamento, il 17 novembre, con la Galleria de’ Bonis. Stanislao de’ Bonis e Margherita Fontanesi con l’incontro “Il gallerista, una guida nel mercato dell’Arte” illustreranno come il gallerista possa aiutare il collezionista o l’aspirante tale a districarsi nella giungla del mercato dell’Arte, evitando di incappare in incauti acquisti e strutturando una collezione che possa anche diventare un piccolo o grande investimento.

Venerdì 24 novembre sarà poi la volta di 1.1_ZENONEcontemporanea e di Galleria 8,75 Artecontemporanea con il tema “Esordienti & Esorditi”. Antonio Malagoli, Sebastiano Simonini e Gino Di Frenna racconteranno le loro esperienze vissute con artisti emergenti, illustrando come si lavora con giovani che si affacciano sul mercato, magari anche per la prima volta, e come ci si possa avvicinare, da collezionisti, al loro lavoro. Parteciperanno all’incontro anche alcuni giovani artisti che potranno suggerire il loro punto di vista, le aspirazioni, le difficoltà e le modalità usate per approcciare il mercato dell’arte.

Venerdì 1 dicembre saranno a Palazzo Magnani Bonioni Arte e Vicolo Folletto Art Factories. Federico Bonioni tratterà il tema “La Galleria fuori dalla Galleria. Mostre pubbliche e progetti curatoriali”, mentre lo staff di Vicolo Folletto con “Think Different: un approccio diverso all’arte contemporanea”, racconterà quale possa essere lo spazio di movimento per una galleria che solo in tempi molto recenti si è presentata alla città.

Sabato 16 e domenica 17 dicembre farà seguito al ciclo di incontri a Palazzo Magnani un weekend in cui le gallerie resteranno aperte con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00 per accogliere i visitatori nei propri spazi e raccontare i dietro le quinte del proprio lavoro. Si tratterà di una ideale “fiera diffusa” il cui contenitore sarà il centro di Reggio Emilia e gli stand le gallerie partecipanti.

Nei diversi spazi espositivi aderenti il pubblico si potranno trovare le seguenti mostre:
Galleria de’ Bonis (viale dei Mille 44, www.galleriadebonis.com), “La Pittura in Italia, anni ’30 – anni ’50” (Guttuso, Sironi, Morandi, Birolli, Gianquinto, Maccari, Morlotti, Sughi, Vespignani). Fino al 13 gennaio 2018.

Bonioni Arte (Corso Garibaldi 43, www.bonioniarte.it), “Frammenti. Venti artisti dagli anni ’50 ai giorni nostri” (Accardi, Angeli, Baricchi, Biasi, Boetti, Bonzanos Art Group, Capogrossi, Cosi, Cotani, Festa, Fontana, Freschi, Gilardi, Habicher, Minoli, Pellegrini, Pomodoro, Pulcinelli, Vermi, Veronesi). Dal 24 novembre 2017 al 31 gennaio 2018.

Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso G. Garibaldi 4, www.csart.it/875), “Formazione visiva” (Arcangelo, Bornefeld, Bramante, Ferrari, Forgioli, Stefanini e altri). Dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018.

1.1_ZENONEcontemporanea (Via San Zenone 11, www.zenonecontemporanea.it), Alessandro Turoni, “Alterazioni Naturali”, fino al 26 novembre 2017. La mostra rimarrà anche aperta il 16 ed il 17 dicembre 2017.

Vicolo Folletto Art Factories (Vicolo del Folletto 1, www.vicolofolletto.it), Mimmo Paladino, “Opera Grafica 1984 – 2008”, fino al 14 gennaio 2018.

Tutte le informazioni sul progetto, le gallerie, le mostre e gli eventi sono disponibili sul sito www.incontemporanea.eu. Sono attivi anche i social della rete: www.facebook.com/InContemporaneaRE, http://twitter.com/contemporaneaRE. Hashtag: #InContemporaneaRE.

Creature

Una festa delle arti e della creatività per valorizzare i distretti culturali di Roma: è “Creature”, il festival della creatività romana, organizzato da Open City Roma e parte del programma di Contemporaneamente Roma 2017 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

Dal 15 novembre al 6 dicembre, nei distretti del Mandrione, Pigneto e Marconi lo spazio urbano verrà contaminato da arte, design, fotografia, architettura, performance ed esplorazioni urbane. I protagonisti saranno, in primo luogo, i creativi che abitano e lavorano negli spazi recuperati e restituiti alla città.

Nei tre distretti selezionati, infatti, saranno realizzate tre diverse opere originali che interpreteranno il genius loci. Ogni opera sarà site-specific, quindi realizzata all’interno del distretto creativo, e restituirà un nuovo punto di vista sulla città, sulla sua percezione, sulla sua fruizione, con uno sguardo al futuro di questi spazi. In questo modo, ogni distretto avrà , attraverso la realizzazione dell’opera, avrà l’occasione di attingere alle potenzialità del proprio network e sperimentare forme innovative e crossdisciplinari di produzione creativa.

Per la prima edizione di Creature, inoltre, è stato istituito il Premio Creature 2017, a cui potranno partecipare, attraverso una call pubblica, quelle realtà romane che lavorano nel campo della creatività e che grazie alla loro attività hanno rigenerato, anche temporaneamente, gli spazi della città. Il premio consisterà in un contributo di 1000€ per realizzare all’interno del proprio spazio un’opera d’arte o di design. (scadenza ore 12 del 2/12/2017; regolamento su www.creaturefestival.it)

A Roma stiamo assistendo alla nascita e al consolidamento di molte realtà che operano nel campo della creatività: attività e produzioni artistiche, culturali e creative, che vanno a disegnare una diversa geografia economica della città, ibridando i concetti di spazio fisico e produzione immateriale, lavoro e arte, luoghi privati e collettivi. Queste attività con la loro presenza favoriscono processi di rigenerazione e riattivazione degli spazi urbani, pubblici o privati, contribuendo al consolidarsi di nuove professionalità”, spiega Laura Calderoni, curatrice del progetto con Paola Ricciardi per Open City Roma. “Il Festival “Creature” vuole far conoscere e rafforzare la rete delle realtà creative romane capaci di generare nuove economie produttive e di portare sul territorio innovazione, sperimentazione e ricerca”.

Come in un percorso a tappe, si comincerà il 15 novembre con il workshop “Tramettiamoci” curato da Wunderbar Cultural Projects, per proseguire il 18 novembre alle ore 15,00 con l’esplorazione urbana del quartiere Marconi e, sempre il 18 novembre alle 19,00 l’evento a Label201 (via Portuense 201) con Open Studio e presentazione dell’opera performativa “Sedimento (Archeologia dell’effimero)” di Stefano Canto a cura di Elena Giulia Abbiatici in collaborazione con la galleria Matèria.

Il 26 novembre alle ore 11,00 sarà la volta dell’esplorazione urbana e dell’evento al Mandrione District (via del Mandrione 105), che racconterà il felice connubio tra le attività artigianali tradizionali e le realtà creative legate alle nuove tecnologie che hanno trovato spazio all’interno di capannoni ex industriali affacciati sulla ferrovia e l’acquedotto Felice.

Il 1° dicembre si terrà alle ore 18 il talk “La creatività rigenera” nella sede IED di via Alcamo e il 2 dicembre, sempre al Pigneto, dalle ore 12 nella storica piazza Copernico e nello spazio SonoFrankie, prenderà vita l’installazione “Naviganti” di Davide Dormino.

Serata finale in programma il 6 dicembre alle ore 19 alla Fondazione Exclusiva (via G. da Castel Bolognese 81) nei bellissimi spazi del distretto creativo nato dal recupero dei capannoni di un’ex fonderia. Durante l’evento verrà proclamato il vincitore del Premio “Creature 2017” e presentati i distretti creativi e le opere del Festival.

Il Festival “Creature”, organizzato da Open City Roma, è realizzato in partnership con Label201, SonoFrankie, Mammanannapappacacca, DVI99, Fondazione Exclusiva, IED – Istituto Europeo di Design, Goethe-Institut Rom, Accademia Italiana di Arte, Moda, Design, Parioli fotografia.

Programma completo su www.creaturefestival.it

Contatti: Giovanna Mirabella, gmirabella@openhouseroma.org

E-mail: info@creaturefestival.it

Lucca Comics & Games

Ha preso avvio , ieri 1° novembre,  la 51^ edizione di Lucca Comics & Games, il festival del fumetto e del fantasy più amato d’Italia (a testimoniarlo gli oltre 447 mila visitatori dell’anno scorso).

La manifestazione (curata da Omi) nell’area Movie (fino al 5 novembre) propone le anteprime cinematografiche di ‘Pipì, Pupù e Rosmarina e il mistero delle note rapite‘ (al cinema il 16 novembre), nuovo cartoon del maestro dell’animazione Enzo D’Alò, e ‘Auguri per la tua morte‘ (il 9 novembre nelle sale).

Gabriele Salvatores, invece, presenterà ‘Il ragazzo invisibile.Seconda generazione‘, il graphic novel da cui è tratto il nuovo film della saga fantasy che uscirà al cinema il 4 gennaio.

Nel ricco programma anche le serie più amate di Netflix e Timvision e i protagonisti del mondo del fumetto, da Zerocalcare a Leo Ortolani a Robert Kirkman, il creatore di The Walking Dead.

Per gli approfondimenti >>>

Collaterali In nome dell’Uomo

Per analizzare e approfondire le molte sfaccettature legate al tema della violenza contro la donna, la mostra “In nome dell’Uomo” presenta, oltre all’esposizione d’arte contemporanea, diversi momenti di riflessione che si terranno a Villa Guidini sempre ad ingresso gratuito.

L’inaugurazione di SABATO 11 NOVEMBRE inizierà alle ore 17.00 con la performance di Adolfina de Stefani e Antonello Mantovanidal titolo: “Omaggio alla Donna”. I due artisti, fondatori dell’Associazione Cittadellarte e celebri performer, realizzeranno una performance castissima, ma potente, commovente ispirata alla poesia “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini.

Si proseguirà all’interno dell’Auditorium con la proiezione del video “Inside” realizzato dagli artisti Mariarosa Vio e Andrea Tagliapietra. Una donna-bambina viene costretta a saltare la corda, sempre più velocemente, anche quando il rosso della violenza le ha coperto il volto, fino a quando cade, morta, sopraffatta da fatica e dolore. Un’opera molto minimale, casta eppure sconcertante.

A chiudere la serata di inaugurazione sarà lo spettacolo teatrale “L’età del consenso”con la regia di Valentina Paronetto, Nicola Mattarollo, Mattia Zorzetto e la partecipazione dei ragazzi del percorso di teatro del Liceo Duca degli Abruzzi di Treviso coordinato dalla professoressa Annalisa Dossini. A seguire il monologo “No sta bestemar” di e con Cristiano Contaldo.

Seppure con il tono lieve della commedia, i due brani teatrali, complementari l’uno all’altro, propongono un messaggio importante contro la violenza di genere. Lo sfondo di riferimento ideale dello svolgersi delle vicende è la costruzione di un ponte comunicativo fra le generazioni, in cui gli adulti consegnano ai giovani saperi ed esperienze, e i giovani condividono con gli adulti paure, speranze e desideri.

MARTEDì 16 NOVEMBRE si terrà una particolare visita guidata a cura di FELICE TAGLIAFERRI, scultore non vedente noto a livello internazionale, un importante momento di sensibilizzazione in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che si celebra il 3 dicembre. Attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili, sarà un’occasione per tutti i partecipanti di “vedere” l’arte esclusivamente con le mani.

“In nome dell’Uomo” chiuderà con il FINISSAGE SABATO 2 DICEMBRE dedicato alla proiezione di due documentari di denuncia contro la violenza sulla donna, ma anche testimonianza dell’emancipazione da stati di abbrutimento sociale attraverso il lavoro. L’evento, in collaborazione con l’antropologo Fabio Gemo direttore artistico dell’Etnofilomfest, si terrà dalle ore 15.00 alle ore 18.00 presso l’Auditorium di Zero Branco, ad ingresso gratuito. I due documentari presentati saranno: “2 Girls” di Marco Speroni e “Strane straniere” di Elisa Amorus.

IN NOME DELL’UOMO / L’arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017
martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00
domenica ore 15.00-18.00
ingresso libero, chiuso lunedì

Asta 37

Martini Studio d’Arte vi invita all’Asta 37 che si svolgerà in due sessioni nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2017 a partire dalle ore 17:00.

L’asta verrà battuta presso la sede dello Studio d’Arte Martini sito in Borgo Pietro Wuhrer 125 Brescia, e sarà possibile partecipare e seguirne la diretta anche sui canali televisivi dedicati e in streaming sul sito martiniarte.it

Consolidata la presenza in catalogo di opere dei maggiori esponenti della Pittura Analitica, tra cui Paolo Cotani, Gianfranco Zappettini, Elio Marchegiani, Paolo Masi. Di particolare interesse una tela ad acrilico di notevoli dimensioni (cm. 236 x 278) di Marco Gastini, Acrilico N.1 del 1973 ed esposta alla Galleria Peccolo di Livorno nel 1975, stimata tra i 50.000,00 e 60.000,00 euro. Segnaliamo altresì la presenza in catalogo di Carmen Goria Morales, artista cilena cresciuta in Italia e ora di stanza a Parigi, con due opere, Dittico R-75-12-2, 1975 (grafite su tela, cm. 50×50 cad., stima € 10.000,00 – 12.000,00) e Dittico 84M11 del 1984 (tecnica mista e collage applicato su carta, cm. 50×70, stima € 3.000,00 – 4.000,00).

Di rilievo la presenza di artisti orbitanti attorno al movimento dell’arte cinetica e programmata, tra cui Julio Le Parc, fondatore nel 1960 del GRAV, Groupe de Recherche d’Art Visuel e aderente al gruppo Nuova Tendenza. Due le opere dell’artista in asta, Continuel – Mobile – argent sur argent, degli anni sessanta (elementi mobili in alluminio con fili di nylon su alluminio, cm. 98 x 39 x 4, opera n.17/100, stima € 12.000,00 – 14.000,00) e Theme 20 a variation, acrilico su carta.
In catalogo anche Couleur di Hugo Demarco, acrilico su tela del 1980 stimato tra i 10.000,00 e i 12.000,00 euro e lavori di Horacio Garcia Rossi, Franco Costalonga e molti altri. Presenti anche opere del Gruppo T di Milano con Giovanni Anceschi, Grazia Varisco, Gianni Colombo, e del Gruppo N di Padova con Dinamica Visuale del 1966 di Toni Costa (Rilievi in PVC su tavola, cm. 71 x 71) stimata tra i 25.000,00 e i 35.000,00 euro e opere di Edoardo Landi e Manfredo Massironi.

Tra le presenze internazionali nell’Asta 37 citiamo il brasiliano Servulo Esmeraldo, di cui viene proposta una scultura volume del 1973 stimata tra i 15.000,00 e i 25.000,00 euro (E7330, cm. 55 x 55 x 7); lo spagnolo Miquel Barcelò, con una tecnica mista su carta del 1983 stimata tra i 20.000,00 e i 30.000,00 euro; i cinesi Tsai Hsia Ling, Ho Kan e Hsiao Chin, con una tecnica mista su carta del 1963 (cm. 63 x 86, stima € 10.000,00 – 12.000,00) e un acrilico su tela su tavola stimato tra i 6.000,00 e 7.000,00 euro (Chi-295, cm. 27,5 x 37,5).

Presenti in catalogo anche un nutrito numero di sculture tra cui segnaliamo Le Temps, 1961-70 di Ben Vautier (scultura, orologio su piedistallo e tavola in legno, stima € 8.000,00 – 10.000,00), Il gioco, 1972 di Giuseppe Spagnulo (scultura in ferro, stima € 15.000,00 – 20.000,00), Nido per un sanpietrino, 1982 di Paolo Icaro (scultura in gesso e granito, stima € 8.000,00 – 10.000,00) e Macchina inutile di Bruno Munari, tirata a 250 esemplari (multiplo, acciaio, smalto, filo di nylon, stima € 15.000,00 – 20.000,00).

Tutti gli autori in catalogo: Agostino Bonalumi, Christo, Emilio Isgrò, Franco Angeli, Salvo, Tano Festa, Vincenzo Agnetti, Josef Albers, Alessandro Algardi, Giuseppe Allosia, Rodolfo Arico’, Pablo Atchugarry, Enrico Baj, Miquel Barcelo’, mary Hilde Ruth Bauermeister, Alberto Biasi, Enzo Cacciola, Enrique Careaga, Hsiao Chin, Toni Costa, Franco Costalonga, Paolo Cotani, Sergio Dangelo, Sandro De Alexandris, Hugo Demarco, Ulrich Erben, Servulo Esmeraldo, Lucio Fontana, Alberto Garutti, Marco Gastini, Winfred Gaul, Paolo Icaro, Jiri Kolár, Ugo La Pietra, Edoardo Landi, Julio Le Parc, Elio Marchegiani, Gino Marotta, Bruno Munari, Magdalo Mussio, Carlo Nangeroni, Claudio Olivieri, Gottardo Ortelli, Mimmo Paladino, Gianfranco Pardi, Pino Pascali, Salvador Presta, Carmelo Arden Quin, Mario Raciti, Martial Raysse, Horacio García Rossi, Dieter Roth, Mario Schifano, Paolo Scirpa, Rino Sernaglia, Turi Simeti, Gianni Emilio Simonetti, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli, Joël Stein, Jorrit Tornquist, Grazia Varisco, Emilio Vedova, Angelo Verga, Arturo Vermi, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini, Michele Zaza

L’esposizione dei lotti sarà aperta al pubblico a partire da lunedì 2 ottobre presso la sede della Galleria. Catalogo on line sui portali Arsvalue, Artprice e Auction.fr

Martini Studio d’Arte, fondato da Paolo Martini, nasce nei primi anni ‘90 come Galleria d’arte. Per rispondere meglio alle esigenze di mercato nel 2006 viene costituita una Casa d’Aste specializzata nel settore delle arti figurative, con una particolare attenzione all’arte moderna e contemporanea. Lo Studio d’Arte Martini propone opere d’arte selezionate in collezioni private che decidono di affidarsi a questa azienda per la vendita. Lo Studio d’Arte offre anche una serie di servizi, come la vendita a trattativa privata, valutazioni di collezioni o singole opere, archiviazioni e pubblicazioni, consulenze pre/post acquisto o vendita, ecc.

ISOLO17 per ArtVerona

La galleria Isolo17 di Verona è lieta di presentare la serie di eventi che inaugureranno in città durante i giorni della fiera ArtVerona.
 
 

Dal 13 al 15 ottobre lo spazio della galleria in via XX settembre ospiterà  il centro informativo e di “ristoro” del Festival Veronetta, evento off della fiera, un progetto diffuso d’arte partecipativa che interessa il quartiere di Veronetta sull’asse di via XX Settembre e del suo circondario.

La galleria ospita la mostra personale Looking for the Body di Stefano Scheda, a cura di Leonardo Regano , che presenta un singolare percorso intorno ai temi del corpo e dell’architettura: attraverso lo scarto, lo sconfinamento e lo strabismo, questo lavoro indaga il corpo che abita e che viene abitato.

Infine, domenica 15 ottobre alle ore 20 presso l’Hotel Veronesi La Torre (Via Monte Baldo, 22, 37062 Dossobuono di Villafranca, VR) inaugurerà Mala yerba: la fotografía cubana contemporanea, mostra collettiva promossa da Isolo17 Gallery estendendo il contesto dell’International Photo Proyect 2017, ideato dal Fondo Malerba per la Fotografia di Milano, con le opere degli artisti: Linet Sanchez, Alain Cabrera, Dani Del Pino, Alfredo Sarabia, David Velázquez, Alvaro Brunet, Carlos Vilá, Yomer Montejo, Néstor Martí, Yanahara Mauri, Grethell Rasúa e Harold Garcia, Jorge Otero, Nadal Antelmo, Yuri Limonte, Daylene Rodríguez, Irolán Maroselli. La mostra introduce le ultime tendenze della fotografia cubana, sollecitate e potenziate formazione integrale consolidata nei principali centri d’insegnamento artistico del Paese, dalle accademie di belle arti, all’Istituto Superiore d’Arte (ISA) – oggi Unversità delle Arti – e alla Escuela Internacional de Cine y Televisión de San Antonio de los Baños (EICTV).

 

dal 13 al 16 ottobre
The Memory Remains
(a cura di Christian Caliandro)
Stand L12 ArtVerona

dal 13 al 15 ottobre
infopoint Festival Veronetta
Looking for the Body di Stefano Scheda
a cura di Leonardo Regano

domenica 15 ottobre alle ore 20 – inaugurazione
Mala yerba: la fotografía cubana contemporanea
Hotel Veronesi La Torre
Via Monte Baldo, 22, 37062 Dossobuono di Villafranca VR, Tel: 045 860 4811

ISOLO17 Gallery
Via XX Settembre, 31B

37129 Verona

mail: gallery@isolo17.gallery
phone: +39 349 3746379

http://www.isolo17.gallery/

Paolo Fresu per Magister Giotto

Paolo Fresu per Magister Giotto
“a solo”
giovedì 5 ottobre 2017
ore 21.00
Venezia, Grande Scuola della Misericordia

Paolo Fresu _2015 (ph © Roberto Cifarelli1905)

Un concerto di Paolo Fresu in “a solo”, tra le splendide sale della Grande Scuola della Misericordia di Venezia; negli stessi spazi dove la mostra “Magister Giotto” sta ridisegnando un nuovo modo di intendere la fruizione dell’arte, attraverso una straordinaria sequenza di video e immagini che danno vita a una esplorazione visiva e tecnologica mai vista prima. Grazie anche alla “voce” del trombettista sardo, che ha curato la drammaturgia sonora della mostra attraverso musiche di alta suggestione, confluite anche nel progetto discografico inedito intitolato appunto “Magister Giotto”. Sarà questo il punto di partenza da cui l’artista prenderà le mosse per invitare l’ascoltatore a immergersi tra le melodie e gli effetti sonori scaturiti dalla sua inesauribile vena creativa, in un indimenticabile spettacolo di “son et lumie`res”.

Paolo Fresu tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti

Francesco Carta luci
Fabrizio Dall’Oca suono
Vittorio Albani basi

Apertura alle ore 20.00
Inizio concerto alle ore 21.00
per accreditarsi contattare Stefania Bertelli Studio ESSECI
gestione1@studioesseci.net

Terra Madre

Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio è in programma dal primo al 21 ottobre 2017.

L’evento, organizzato dall’associazione di promozione sociale WebClub, in collaborazione con le città di Caserta e Casagiove è diretto da Gianpaolo Coronas. La Biennale si avvale della collaborazione di Sergio Gaddi presidente di giuria e curatore, nonchè di quella internazionale di Antonio Campanile editore di Inews Kunst di Zurigo. La prima inaugurazione domenica primo ottobre alle ore 17,30 nel Real Sito Borbonico di San Leucio, complesso monumentale patrimonio Unesco, ricadente nel Comune di Caserta. Il secondo opening sarà il 7 ottobre alle 18,30 al Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, location che ospiterà gli eventi collaterali.

Sette sono le sezioni in cui è articolata la Biennale: “Tributo a Mark Kostabi“, “Omaggio al maestro del fuoco Bernard Aubertin“, “Campania Semper Felix“, “Identità“, “Passione del Colore“, “International Exhibition” e “Italian Project“.
La Biennale nasce dalla collaborazione tra il Comune di Caserta e quello di Casagiove e rientra nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato tra i due Comuni, avente come oggetto la realizzazione di progetti di valorizzazione turistico-culturale dei siti borbonici.

Il tema principale della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017 è “Terra Madre“, la riscoperta dell’amore per la natura e del patrimonio artistico-culturale che attraversa il fascino delle conoscenze, il confronto e l’esaltazione delle differenze, unendo passato e presente in un viaggio fatto di emozioni, bellezza e cultura. L’obiettivo è quello di promuovere le arti visive, dalla pittura alla scultura, al design, alle installazioni, alla fotografia, alla grafica digitale, alla video-art e all’arte ecosostenibile, con un’attenzione però anche alla danza, alla musica, al teatro, ai luoghi e alle eccellenze territoriali. Per questo la Biennale si articolerà in sezioni.

Il tributo dedicato a Mark Kostabi è curato da Enzo Battarra. All’artista americano è stato assegnato il Premio Belvedere, il massimo riconoscimento che la Biennale attribuirà in ogni edizione a un artista internazionale che si è impegnato per la valorizzazione del complesso monumentale di San Leucio e per il territorio casertano. Mark Kostabi ha realizzato proprio nel Belvedere una memorabile performance artistico-musicale e ha allestito una sua personale nel Museo di Arte Contemporanea della Città di Caserta.

L’omaggio riservato a Bernard Aubertin, il grande artista riconosciuto come maestro del fuoco, ha come curatore Giorgio Agnisola organizzato dalla Responsabile Claudia Grasso di Toro Arte di Sessa Aurunca.

“Campania Semper Felix”, curatore Enzo Battarra, è la sezione dedicata agli artisti campani di più generazioni che hanno dato lustro al territorio e che si sono distinti sul piano nazionale e internazionale per un lavoro di ricerca.

“Identità” è il tema della sezione di fotografia, è curata da Luca Sorbo e proporrà una rigorosa selezione degli autori più rappresentativi di Terra di Lavoro.

La sezione “Passione del Colore” è curata da Viviana Passaretti e ospiterà artisti nazionali che si connotano per la ricerca cromatica.

“International Exhibition” è il titolo della sezione di artisti stranieri, curata da Irina Machneva Mota e Antonio Campanile.

La sezione “Italian Project”, curata da Luigi Fusco, vuole essere una proposta innovativa, che nasce dalle adesioni di molti artisti nazionali al percorso progettuale messo in campo dall’associazione.

La www.biennalebelvedere.it porterà artisti stranieri e italiani nella regione incrementando il turismo fuori stagione.

Titolo della mostra: Terra Madre – Prima Biennale d’Arte del Belvedere di San Leucio
Sedi: Belvedere di San Leucio di Caserta / Quartiere Militare Borbonico di Casagiove
Vernissage: 1° Ottobre 2017 ore 17,30 al Belvedere di San Leucio – Caserta
7 Ottobre 2017 ore 18,30 al Quartiere Militare Borbonico – Casagiove

Direttore: Gianpaolo Coronas
Catalogo: Degli artisti
Durata: Domenica 1° Ottobre fino al 21 Ottobre
Orari: Belvedere: aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18, giorno di chiusura martedì.
Quartiere Militare Borbonico: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 .
Ingresso: Libero con registrazione
Email: info@biennalebelvedere.it
Sito web: www.biennalebelvedere.it
Ufficio Stampa: Maria Beatrice Crisci (3395454974) mbcrisci@biennalebelvedere.it
Ufficio Stampa Estero MEDI@PRESSE SWISS CEO ANTONIO CAMPANILE antonio@campanile.ch Tel.+41 79 405 39 85

Media Partners: INEWS KUNST, EXIBART, RAI, MEDIASET, KUNST BULLETIN,
ARTE.ES, ART MARBELLA, REPUBBLICA, CORRIERE DEGLI ITALIANI, IL MESSAGGERO, LA CITTÀ . ORLANDO ART TV.

Die Welt im Arm

Prima mostra a Roma per il tedesco Kiddy Citny, che con Die Welt im Arm apre la stagione espositiva della BQB Art Gallery inaugurando il capitolo iniziale della serie di quattro personali in programma fino a giugno 2018.

Pioniere del graffitismo sul Muro di Berlino, musicista e rappresentante della più vitale cultura underground degli ultimi decenni del passato millennio, dal 5 ottobre, giorno dell’opening, fino al 21 novembre, propone in via di Panico 23 una selezione di lavori realizzati nel 2016 e 2017, una produzione inedita che si riallaccia all’immaginario che lo ha reso famoso negli anni ’80.

Citny ha iniziato a ricoprire, con immagini e messaggi di libertà, la parte ovest (l’unica dipinta fino alla caduta) della barriera che per 28 anni ha spaccato in due l’attuale capitale tedesca, a partire dal 1984. Interpretati come simboli di speranza e disobbedienza, i suoi Re e le sue FacesHearts, enormi volti coronati o facce dalla forma di cuore, presenze rassicuranti sulla grigia assurdità della cortina, hanno sorvegliato dai loro oltre tre metri di altezza alcune delle pagine più inquietanti della storia. Diversi sono gli elementi che nel tempo si sono sommati a questo nucleo iniziale: compaiono figure che sorreggono mondi tra le braccia; Re bambini o Regine; Maghi; ma soprattutto donne, dai visi ammalianti e con occhi ben puntati sulla realtà, o più spesso in atteggiamenti provocanti, parlando di sessualità e tabù.

Per la mostra al Baronato Quattro Bellezze ritornano, prevalenti, i temi degli esordi, anche se non mancano incursioni nei trascorsi figurativi recenti, con dei grandi soggetti femminili dall’aspetto ancestrale. Le immagini, come di consueto in molti dei suoi lavori, sono contornate da brevi slogan, singole parole, o veloci frasi dall’evidenza disarmante, come chiari e diretti sono i messaggi delle opere: se le FacesHearts alludono alla dualità e all’unione, i Re e le Regine raccontano di come ci si dovrebbe sentire ogni giorno, per camminare a testa alta nonostante tutto. D’altronde Kiddy si è sempre rivolto alla strada, e da essa ha tratto la propria visione: «Sono diretto verso un’arte che si nutre della nostra vita quotidiana, un’arte che emerge da queste vite, e che nutre le loro verità».

Nato a Stoccarda e cresciuto a Brema, Kiddy Citny (1957) arriva a Berlino nel ’76 dove, tra una serie di pause – nel ’79 è ad Amsterdam e Londra, nell’80 a Zurigo, negli anni 1989-1990 a Berna, nel ’93 e nel ‘94 a Los Angeles e nel 2000 a Monaco – tutt’ora vive e lavora. Fondatore, a fine anni ’70, del progetto musicale O.U.T., cui ha collaborato anche Nina Hagen, nell’81 dà origine all’etichetta discografica Kassettekombinat e alla storica formazione post punk Sprung Aus Den Wolken, con cui segue per diverse stagioni i tour degli Einstürzende Neubauten. Il brano Pas Attendre viene usato per la colonna sonora di Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Conosciuto soprattutto per essere stato tra i primi, con Thierry Noir, Christophe Bouchet e pochi altri, ad intervenire sul Muro, ricoprendo di graffiti metri e metri di cortina, durante lo smantellamento molte delle sue sezioni sono state vendute e oggi si trovano sparse tra l’Europa e l’America. Dedicatosi prioritariamente alla pittura dagli inizi dei ’90, ha preso parte alla East Side Gallery, la più lunga galleria d’arte all’aperto al mondo. Ha esposto a Amburgo, Monaco, Colonia, Berlino, Merano, Parigi, Vienna, New York, Los Angeles, Dubai e Bangkok. Sue opere sono presenti in modo permanente in musei e spazi pubblici: al Märkisches Museum di Berlino; a La Defense (Parigi); a New York in 53rd St.Plaza e nell’Intrepid Museum; a Leipziger Platz e Potsdamer Platz, Berlino; al Salsali Private Museum, Dubai e al Musee-Würth, Francia.

Info:
Kiddy Citny |Die Welt im Arm
Mostra personale di pittura di Kiddy Citny
A cura di BQB Art Gallery con un testo critico di Carlotta Monteverde

Inaugurazione: giovedì 5 ottobre ore 18.30
Dal 6 ottobre al 21 novembre 2017
Orari: dal martedì alla domenica 12.00-24.00

BQB Art Gallery
Via di Panico 23, Roma
baronatoquattrobellezze@gmail.com | 06.45548220
Ingresso gratuito

L’Ex OGR fa Big Bang

Pochi giorni al “Big Bang”: dal 30 settembre al 14 ottobre le ex Officine Grandi Riparazioni sveleranno la loro nuova identità, con tre sabati consecutivi dedicati alla musica e 15 giorni di accesso gratuito alla storica architettura industriale valorizzata da tre grandi interventi di arte contemporanea – recuperato e restituito alla città grazie all’impegno e alle risorse della Fondazione CRT – pronto ad accogliere nuovi protagonisti e pubblici diversi, con una serie di esclusive nazionali e progetti realizzati ad hoc per l’occasione da 10 artisti internazionali.

Giorgio Moroder, Elisa, Ghali, Omar Souleyman, The Chemical Brothers, e il super gruppo Atomic Bomb! (per l’occasione con la partecipazione di Samuel) sono solo alcuni degli artisti che si alterneranno sul palco della nuova “Sala Fucine”, uno spazio di oltre 3.000 metri quadri che, per i tre sabati consecutivi del 30 settembre, 7 e 14 ottobre, darà ufficialmente il via alla programmazione di Arti Performative delle OGR.

Tutti i concerti saranno gratuiti e accessibili fino a esaurimento posti: un omaggio alla città e ai suoi visitatori, nonché l’occasione per promuovere i valori di condivisione e inclusività alla base del progetto.

Protagonista, oltre alla musica, anche l’arte contemporanea, con tre progetti site-specific a firma di altrettanti grandi interpreti delle arti visive: a partire dal 30 settembre, infatti, la corte antistante l’ingresso delle OGR farà da cornice a un’installazione realizzata dall’artista sudafricano William Kentridge, che torna a confrontarsi con lo spazio pubblico in Italia, dopo la monumentale processione ricreata sulle sponde del Tevere a Roma nel 2016.

All’interno delle Officine, invece, nasceranno due allestimenti pensati per dialogare con l’architettura e offrire ai visitatori un’esperienza degli spazi inedita e immersiva: la “Sala Fucine” ospiterà “On the Edge of Chaos”, installazione cinetica su larga scala realizzata dal collettivo creativo londinese United Visual Artists (UVA) che utilizzerà suoni, luci e movimento per interagire con il pubblico in modo sia individuale sia collettivo; di seguito, nei 2.700 metri quadri dell’area mostre di OGR, Patrick Tuttofuoco, artista italiano tra i più stimati della sua generazione, presenterà “Tutto Infinito”, un paesaggio futuristico rivestito di terra rossa e animato da totemiche sculture pensate e realizzate in collaborazione con i piccoli ospiti di CasaOz.

I concerti si concentreranno nei tre sabati del 30 settembre, 7 e 14 ottobre a partire dalle ore 19, mentre le tre opere d’arte resteranno aperte al pubblico durante il “Big Bang” dalle 11 alle 19. Il calendario completo delle attività e degli eventi è consultabile sul sito ogrtorino.it e sui profili ufficiali Facebook, Twitter ed Instagram.

“Con il 30 settembre scriviamo le primissime pagine di un nuovo capitolo della storia delle OGR, che guarda al futuro ma si fonda sui principi cardine della Fondazione CRT: filantropia, sostenibilità, innovazione, sostegno alla cultura e all’arte – ha detto il Presidente delle OGR e della Fondazione CRT Giovanni Quaglia -. Un capitolo che inizia con una dedica speciale per il territorio, con due settimane di apertura gratuita a un pubblico il più vasto ed eterogeneo possibile, a partire proprio dai giovani. Visitatori italiani e stranieri di tutte le età potranno iniziare a vivere la novità delle OGR come luogo di incontro e di confronto per tutti”.

“Il Big Bang, ovvero l’opening del 30 settembre, rappresenta l’inizio della ‘grande riparazione’. Nel luogo storico della città in cui si aggiustavano i treni, oggi si rigenerano le idee”, spiega Massimo Lapucci, Segretario Generale Fondazione CRT e Direttore Generale OGR. “Una missione rinnovata frutto di una progettualità che ha visto Fondazione CRT in prima linea per restituire alla città un pezzo di cuore – un cuore pulsante, dinamico e futuristico per tradizione, che oggi con OGR si articola su più fronti: l’Arte nelle sue espressioni più varie, dalle exhibition all’arte performativa, dalle mostre alla musica, dal teatro alla realtà virtuale fino alla creazione di spazio per giovani startupper per la ricerca e il rinnovamento industriale. ‘Vagoni di idee’ dunque che scorrono però sullo stesso binario dell’innovazione e della dinamicità e che entrano in OGR per uscirne rinnovati e proiettati verso il mondo. Ma OGR è prima di tutto spazio aggregativo, non solo per artisti, giovani e imprenditori, ma per tutti i pubblici, diversi per formazione ed interessi. Un luogo aperto alla città dove contenuti nuovi e discipline diverse trovano sede di produzione e contaminazione culturale in continua trasformazione. Una scommessa che viaggia forte e solida come un treno”.

“La nostra più grande aspirazione – ha dichiarato infine Nicola Ricciardi, Direttore Artistico di OGR che ha curato la programmazione del Big Bang assieme a Sergio Ricciardone, Direttore Artistico del festival di musica avant-pop ‘Club to Club’ – è quella di porci da subito in dialogo con le istituzioni internazionali di arti visive e performative a cui guardiamo e a cui — con le dovute proporzioni — ci ispiriamo: dalla Tate Modern di Londra al Walker Art Center di Minneapolis, fino a prestigiose rassegne come il Manchester International Festival. Tuttavia, se il nostro sguardo è rivolto oltre confine, i nostri piedi non possono che essere ben radicati nel territorio a noi più prossimo e alle realtà che lo animano e arricchiscono. Mi riferisco a quel tessuto di relazioni virtuose costituito da musei pubblici e gallerie private, residenze artistiche e pinacoteche, reti di operatori e appuntamenti periodici, che lavorano ogni giorno e in sinergia per attestare l’imprescindibile ruolo che le arti visive e performative rivestono nello sviluppo della vita culturale di Torino.”

 

Le OGR prima del “Big Bang”

Le OGR-Officine Grandi Riparazioni rappresentano uno dei più importanti esempi di architettura industriale dell’Ottocento a Torino. Costruite tra il 1885 e il 1895, e adibite fino ai primi anni ‘90 alla manutenzione dei veicoli ferroviari, sono un insieme di grandiosi edifici a forma di H di oltre 20.000 metri quadrati di superficie e 16 metri di altezza al colmo del tetto. Nel 2013 la società consortile OGR-CRT (detenuta per oltre il 50% dalla Fondazione CRT) ha acquistato l’area da RFI Sistemi Urbani, per riqualificarla sotto la guida della Soprintendenza e in stretta collaborazione con il Comune di Torino. Già sede di tre mostre per i 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2013 le OGR hanno ospitato oltre 100 eventi di “test” e circa 120.000 visitatori in 5 mesi, con un’offerta eterogenea (attività espositive, concerti, teatro). Successivamente sono state chiuse al pubblico per l’avvio delle imponenti opere di riqualificazione.

 

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