Nell’Officina di Gunter Bohmer

La Biblioteca Palatina di Parma ospita, dal 5 ottobre al 15 novembre 2019, una retrospettiva dedicata a Gunter Böhmer (Dresda, 1911 – Montagnola, 1986), artista della Mitteleuropa, noto per aver illustrato, tra gli altri, libri di Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, perseguendo una totale unità tra testo e immagini.

L’esposizione, che porta il visitatore “Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore”, è promossa dal Comune di Collina d’Oro e dalla Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta, la Biblioteca Palatina e la Fondazione Museo Bodoniano. La mostra sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle ore 11.00 nella Sala Petitot.

In esposizione, alcuni degli esiti più significativi della ricchissima attività di illustratore di testi, soprattutto letterari, svolta da Böhmer (alcuni libri d’artista a tiratura limitata con litografie e incisioni originali; circa centocinquanta volumi che recano la riproduzione di suoi disegni e di tecniche miste su carta; oltre mille copertine disegnate). Numerosi sono gli autori cui Böhmer ha rivolto la propria attenzione, illustrandone alcune delle opere, a partire dal 1933, quando Hesse gli commissiona l’illustrazione del suo “Hermann Lauscher”.

Ricordiamo, tra i tanti: Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Robert Walser, Edward Mörike, Georg Büchner, Jeremias Gotthelf, Nino Erné, Hans Walter, Ossip Kalenter, Edgar Allan Poe, William Faulkner, John Keats, Liam O’Flaherty, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, Honoré de Balzac, Hans Christian Andersen, i fratelli Grimm, Pedro Antonio de Alarcón.

Lo stile di Böhmer si evolve nel tempo: se all’inizio, nel segno sottile legato alla tradizione pittorica e illustrativa francese – pensiamo, tra i tanti nomi che si potrebbero citare, a André Dunoyer de Segonzac e poi a Bonnard, al cui “Parallèlement” possiamo rimandare per “L’Oleandro” di Böhmer, e successivamente a Raoul Dufy e a Henri Matisse –, si può cogliere quasi l’eco di uno sguardo che va alla scoperta delle bellezze del mondo e delle dolcezze della vita, presto i suoi disegni si caricano degli umori e delle passioni dell’espressionismo tedesco, con le sue durezze, le sue cupezze, le sue angosce, e del tramando di esperienze quali quelle di Picasso, di Alberto Giacometti e di Marino Marini, fino a qualche incursione nei grovigli e nei meandri del segno informale. Böhmer è comunque un illustratore nel quale sempre si può cogliere la tensione a un’immersione nella verità del testo, nel costante tentativo, come lui stesso affermò, di conseguire l’“unità tra testo e immagini” e di dare vita a un “organismo in cui tutti gli elementi letterari figurativi e tipografici compongono un’unità”. Confessa ancora Böhmer nel 1961 che a lui poco interessano strade che vengono battute (la decorazione, l’”arricchimento di fregi”, oppure una grafica libera, “musica d’accompagnamento” del testo), ma sperimentare un’“avventura psicologica”, “ciò che è proprio di una scelta interiore”.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2019, da lunedì al giovedì ore 9.00-18.00, venerdì e sabato ore 9.00-13.00, sabato 2 e 9 novembre chiuso. Ingresso libero.

Per informazioni: Biblioteca Palatina (T. +39 0521 220411, b-pala@beniculturali.it, www.bibliotecapalatina.beniculturali.it); Fondazione Ursula & Gunter Böhmer (T. +41 091 123 456, info@fondazioneboehmer.ch, https://fondazioneboehmer.ch).

 

In occasione della mostra viene pubblicato un ricco catalogo, edito da Step di Parma, che reca, oltre ai saluti istituzionali di Ignazio Cassis (Consigliere della Confederazione Svizzera), di Sabrina Romelli (Presidente della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer e Sindaco del Comune di Collina d’Oro) e di Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta), i saggi introduttivi di Sandro Parmiggiani e di Alessandro Soldini, curatori della mostra e membri del Consiglio della Fondazione Böhmer; due testi di Böhmer sull’illustrazione del libro; un’ampia documentazione fotografica su alcuni dei più importanti volumi illustrati dall’artista; gli apparati bio-bibliografici finali.

Gunter Böhmer, nato a Dresda nel 1911, è allievo di Emil Orlik e di Hans Meid all’Accademia di Belle Arti di Berlino, frequenta il pittore Max Slevogt, e nel 1933 su invito di Hermann Hesse si reca a Montagnola, nel Canton Ticino, trasferendovisi definitivamente l’anno seguente e fissando la propria residenza in “Casa Camuzzi” – solo nel 1951 otterrà cittadinanza svizzera. Con Hesse (Premio Nobel per la Letteratura nel 1946) la frequentazione è continua, così come intensi sono i rapporti con una piccola colonia di intellettuali e artisti, di varie nazionalità, che vivono o soggiornano nella zona (in primis, l’amico pittore Hans Purmann, Giovanni Mardersteig, fondatore a Montagnola dell’Officina Bodoni, Hugo Ball, tra i fondatori del Dadaismo, e la moglie Emmy Ball-Hennings, Max Horkheimer, filosofo, Alexander Ostrowski, matematico, Max Picard, medico e filosofo, Bruno Walter, direttore d’orchestra, oltre a tanti altri che si potrebbero menzionare). Dopo il primo incarico, ricevuto direttamente da Hesse nel 1933, Böhmer collabora con Giovanni Mardersteig dell’Officina Bodoni e con le Edizioni Albatros di Parigi, e intensifica la sua attività di illustratore, alternata alla pittura vera e propria, condotta fino alla fine dei suoi giorni. L’artista soggiorna in varie città italiane; è a Parigi, dove frequenta Raoul Dufy. Dal 1960 al 1976 è docente di Grafica creativa all’Accademia statale delle Arti Figurative a Stoccarda e ottiene numerosi riconoscimenti dalle autorità della Repubblica Federale Tedesca, compreso l’invito, nel 1980, all’Accademia tedesca di Villa Massimo a Roma. Muore nel 1986 a Montagnola; la vedova, Ursula Bächler, sposata da Böhmer nel 1945, promuove la costituzione della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, attiva nel Comune di Collina d’Oro.

Mostra promossa da:

 

 

In collaborazione con:

 

 

Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore
A cura di Sandro Parmiggiani e Alessandro Soldini
Complesso Monumentale della Pilotta, Biblioteca Palatina, Sala Petitot
Strada alla Pilotta 3, 43121 Parma
5 ottobre – 15 novembre 2019
Inaugurazione: sabato 5 ottobre, ore 11.00
Orari di apertura: da lunedì a giovedì ore 9.00-18.00, venerdì e sabato ore 9.00-13.00, sabato 2 e 9 novembre chiuso.
Ingresso libero

Per ulteriori informazioni:
Biblioteca Palatina
Strada alla Pilotta 3, 43100 Parma
T. +39 0521 220411
b-pala@beniculturali.it
www.bibliotecapalatina.beniculturali.it

Fondazione Ursula & Gunter Böhmer
c/o Municipio di Collina d’Oro
Piazza Brocchi 2, 6926 Montagnola, Svizzera
T. +41 091 123 456
info@fondazioneboehmer.ch
https://fondazioneboehmer.ch

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Paw Chew Go festival 2019

Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna Paw Chew Go festival, il più grande evento di illustrazione a Milano. Oltre 100 gli espositori dal mondo delle arti visuali saranno nuovamente di casa a BASE Milano, insieme a una fitta programmazione di incontri, workshop, mostre, presentazioni di libri e portfolio review aperti a tutti gli appassionati e ai professionisti della creatività.

Alla base del Festival la voglia di incontrarsi, andando alla scoperta del mondo dell’illustrazione e dei suoi protagonisti, di incuriosire partecipanti di tutte le età permettendo a chiunque di comprare un’illustrazione e incontrarne l’autore, di far sorridere e divertire i bambini, o semplicemente di tornare bambini, a quando appunto si facevano…i paciughi.

Obiettivo dell’Associazione Paciugo, che da sei anni organizza la manifestazione autoproducendola in maniera indipendente, e con l’aiuto di ARCI L’Impegno, ARCI Milano e BASEMilano – hub di sperimentazione delle industrie creative -, è quello di dare spazio all’illustrazione proprio a partire da Milano, città da decenni luogo di elezione per chi dell’arte vuole fare una professione. Si desidera dimostrare davvero che la creatività può fare la differenza, che ha un valore profondo, per raccontare il mondo e avvicinare le persone, essendo un vero e proprio antidoto alla noia, che uccide il quotidiano e lo trasforma in un foglio bianco senza colore.

Paw Chew Go festival vuole quindi essere un luogo e uno strumento per dare concreto supporto e spazio ai professionisti della creatività, in particolare della comunicazione visiva, che, pur creando valore, oggi non hanno un vero e proprio movimento in cui riconoscersi e farsi conoscere.

PAW CHEW GO IN PILLOLE

La sesta edizione di Paw Chew Go festival avrà un programma ricco di appuntamenti, tra cui:

  • l’area mercato con circa 100 illustratori ed editori professionisti: Massimo Caccia, Giordano Poloni, Riccardo Guasco, Simone Massoni, Ilaria Clari, Bomboland, Francesco Poroli, Nina Masina, Sara Ciprandi, BURRND, Andrea Musso, Sarah Mazzetti sono solo alcuni dei nomi presenti.
    – due palchi per la presentazione di libri illustrati e momenti di dibattito con personaggi del mondo della comunicazione: da Beppe Giacobbe a Franco Matticchio, da Accurat a Josè Munoz, da Zuzu a Fabio Tonetto e Marco Galli. Gli incontri saranno moderati da Simone Sbarbati di Frizzifrizzi.
    – workshop di disegno e calligrafia: con Guido Scarabottolo, Luca Barcellona, Francesca Zoboli e Arianna Vairo.
    – due bookshop con pubblicazioni da tutto il mondo: per grandi e bambini, entrambi curati dallo Spazio B**K.
    _ : con Adriano Attus del Sole 24Ore, Giordano Curreri di Ogilvy Italia, e V Collective per l’illustrazione e mercato cinese.

NOVITA’ DELL’EDIZIONE 2019
Il festival quest’anno lancia Cine Paciugo, un vero e proprio cinema, allestito in collaborazione con Ufficio Misteri, che vedrà la proiezione di corti di animazione e documentari nati da Paw Chew Go dedicati a Phototeca e al lavoro di Nathalie Du Pasquier.

Grazie a Microsoft Italia, anche la tecnologia diventa protagonista durante una serie di sketch-battle tra i professionisti in fiera e in un live-painting digitale che accompagnerà l’esilarante spettacolo di improvvisazione teatrale del gruppo La Balena.

Durante tutta la durata dell’evento sarà inoltre possibile scoprire e toccare con mano, all’interno di un corner dedicato, i dispositivi della linea Microsoft Surface, ideati e progettati per offrire a professionisti e creators strumenti in grado di esprimere il proprio potenziale creativo.

Domenica 13, i dieci giorni del progetto Milano X Mediterranea si concluderanno sul palco di Paw Chew Go con un’asta speciale a sostegno di Mediterranea Saving Humans, condotta da Roy Paci, in cui verranno messe in vendita opere autografe di alcuni tra i maggiori artisti italiani: Olimpia Zagnoli, Emiliano Ponzi, Zerocalcare, Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco, e molti altri.

I NOMI CONFERMATI NELL’AREA MERCATO

Susanna Alberti, Francesca Arena, Massimiliano Aurelio, Teatro Balocco, Davide Baroni, Francesca Bazzurro, Isabella Bersellini, Elisabetta Bianchi, Bomboland, Marco Brancato, Giorgia Bressan, BURRND, Massimo Caccia, Storie di Gomma, Alberto Casagrande, Chiara Cerinotti, Sara Ciprandi, Libri Finti Clandestini, Ilaria Clari, Fernando Cobelo, Giovanni Colaneri, Tutte Collective, Antonio Colomboni, Luca D’Urbino, Chiara Dattola, Oscar Diodoro, Galleria Disastro, Alessia Epifani, Ilaria Falorsi, Martina Filippella, Giada Fuccelli, Evelyn Furlan, Lisa Gelli, Salvatore Giommaresi, Riccardo Guasco, Letizia Iannaccone, Anonima Impressori, Isoì, Saleh Kazemi, Chiara Lanzieri, Massimiliano Di Lauro, LePalle, 5x letterpress, Federica Manciati, Andrea Manzati, Matilde Martinelli, Nina Masina, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Lilia Miceli, Ufficio Misteri, Andrea Musso, Barbara Nevano, Pietro Nicolaucich, Claudia Palmarucci, Bolo Paper, Sofia Paravicini, Marcella Peluffo, Gabriele Pino, Anna Pirolli, Gloria Pizzilli, Giordano Poloni, Francesco Poroli, Gianni Puri, Valeria Puzzovio, Quadrifluox, Francesco Del Re, Studio Rebigo, Retroaestetica, Raffaele Riccioli, Alessandro Ripane, Francesca Rizzato, Kelly Romanaldi, Andrea De Santis, Serena Schinaia, Irene Servillo, Marta Signori, THIS IS NOT A LOVE SONG, Chiara Spinelli, Sara Stefanini, Daria Tommasi, Collettivo La Touche, Mattia Tradati, Officina Typo, Federica Zancato, Myau Zine.

MOSTRE

Due le mostre in programma, entrambe prodotte dall’associazione Paw Chew Go. La prima, Vernice Paciugo: Nathalie du Pasquier, ricostruirà una parte dell’atelier della grande artista che a Milano ha trovato una città dove costruire una parte del proprio immaginario visivo, che poi è diventato quello di molti di noi.

INFORMAZIONI PRATICHE

QUANDO – Sabato 12 ottobre e Domenica 13 ottobre 2019 – dalle 10.00 alle 21.00

DOVE – BASE Milano Via Bergognone 34, Milano

base.milano.it

Ingresso gratuito

QUALCHE CONTATTO

Il sito: www.pawchewgo.com

La pagina su Facebook:https://www.facebook.com/pawchewgo

Il profilo Instagram: https://www.instagram.com/pawchewgo/

L’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/231386564219245

Informazioni: info@pawchewgo.com

CREDITS

PAW CHEW GO è una produzione dell’ Associazione Paciugo con ARCI L’impegno

Si ringraziano ARCI L’impegno, ARCI Milano, BASE Milano, IED Milano, Istituto Italiano di Fotografia

Media Partner: Frizzifrizzi

Partner Tecnico: Microsoft Italia

partner strategico: V Collective

UFFICIO STAMPA

ddl | T +39 02 8905.2365

Alessandra de Antonellis | alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | 339 363 7388

Ilaria Bolognesi | ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | 339 128 7840

Ilaria Piampiani | ilaria.piampiani@ddlstudio.net

Torna la Disfida di Barletta

La Disfida di Barletta torna in campo! Per l’edizione 2019, infatti, grande è l’attesa per il rinnovato appuntamento con il certame cavalleresco, la cui rievocazione riprende dopo 14 anni, fortemente voluta dal sindaco Cosimo Cannito.

Da giovedì 19 a sabato 21 settembre, il borgo antico e marinaro di Barletta, con il Castello, Porta Marina, piazza della Prefettura e le vie del centro, diventeranno un palcoscenico sul quale andrà in scena uno spettacolo multiforme, suggestivo e coinvolgente, a cura del direttore artistico della Disfida, il regista teatrale Sergio Maifredi.

Gli eventi
– giovedì 19 settembre, in piazza Prefettura, il momento dell’Offesa, l’affronto rivolto dal condottiero francese Guy de la Motte, alla presenza degli spagnoli, al valore dei cavalieri guidati da Ettore Fieramosca, rivivrà nel racconto teatrale interpretato da cantori, attori e figuranti;
– venerdì 20 settembre, Piazza Marina ospiterà il giuramento dei 13 cavalieri italiani, in un’atmosfera solenne e suggestiva;
– sabato 21 settembre, nel fossato del castello andrà in scena il certame cavalleresco, l’epico scontro fra i 13 cavalieri francesi e i 13 italiani. Seguirà, in Piazza Marina, e non in cattedrale, per fare in modo che tutti possano assistervi, il Te Deum di ringraziamento dei cavalieri per l’esito vittorioso dello scontro. In fine, in una atmosfera di festa e giubilo il corteo trinfale sfilerà per le strade della città, animato da giochi spettacoli.

Ho immaginato una messa in scena di grande coinvolgimento popolare – dice Sergio Maifredi – che da un lato rispetti la stratificazione di tradizione che la Disfida ha e, dall’altro, introduca delle novità nel modo di raccontare gli avvenimenti. Un grande certame, con coreografie equestri curate insieme a professionisti di alto livello, intrecciato ad un grande racconto, cantato e narrato, in musica e parole: cavalieri, cantori, musicanti e attori di prosa a cui affidare i ruoli dei protagonisti della Disfida. Così daremo voce ai personaggi principali, recitando col pubblico, al pubblico. Come si fa nel teatro dei pupi, evocando le azioni. E poi momenti di grande fantasia e di poesia affidati alla troupe francese dei Cavalli Luminosi”.

Coinvolgente e popolare, sono le parole chiave di questa edizione de La Disfida di Barletta – ha detto il sindaco Cannito – perché questo deve essere lo spirito di un evento di cui è impregnata l’identità non solo cittadina ma anche del territorio. Questa Disfida avrà il rigore dell’evento storico, l’estro della rievocazione artistica e la bellezza dello spettacolo!”.

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione2@studioesseci.net

Vi.P. Gallery – Virgilio Patarini Arte Contemporanea

A meno di un anno dall’apertura della sua sede principale tra le montagne della Valcamonica, la Vi.P. Gallery – Virgilio Patarini Arte Contemporanea (un grande spazio espositivo di 220 mq di sale e 600 mq di giardino per sculture e installazioni) inaugura una piccola ma suggestiva dependance a Milano, in Alzaia Naviglio Grande, 4, in uno dei cortili più belli della vecchia Milano, nello spazio che fu un tempo “Atelier Chagall” e negli ultimi anni “Spazio E”.

Sabato 7 settembre 2019 alle ore 19 si inaugura la prima mostra, la doppia personale di Walter Bernardi e Carlo Fontanella, vincitori ex aequo del Premio Emilio Vedova-Il Segno 2019.

A seguire un programma di ben 35 mostre (una mostra diversa ogni 10 giorni) fino alla fine agosto 2020, tra personali (14), doppie personali (3), cicli di mini-personali (3), mostre degli artisti in permanenza (12, una al mese) e tre esposizioni ancora in corso di definizione.

Il programma completo sul sito:

https://www.zamenhofart.it/vi-p-gallery-milano-stagione-2019-2020/

Qui di seguito una presentazione della galleria e un breve approfondimento su come si articola la stagione. In allegato foto di opere dei primi due artisti presentati e la locandina della prima mostra.

Questa storia si può raccontare in due modi. Il primo è quello delle poche righe riportate qui sopra: una nuova grande galleria d’arte in provincia di Brescia apre una piccola ma strategica sede nel cuore della vecchia Milano, la Milano degli artisti e quella della Movida. Questo dal punto di vista della “galleria” e del suo funzionamento. Ma poi c’è il punto di vista del gallerista, che in questo caso è decisamente “sui generis”: artista, intellettuale che spazia dal teatro alla letteratura, alle arti visive, dalla scrittura alla critica d’arte, alla curatela, all’organizzazione di eventi, festivals, rassegne… Insomma, tutto tranne che un gallerista nel senso convenzionale del termine, o un “mercante d’arte”. (Anche se poi ovviamente le opere esposte alla Vi.P. Gallery sono in vendita…) E per altro già dal nome della galleria affiora lo spirito un po’ fuori dal convenzionale, ironico ed auto-ironico, del padrone di casa: infatti la sigla “Vi.P.” in “Vi.P.Gallery” non sta per “Very Important People”, ma per “Virgilio Patarini”, le iniziali di nome e cognome. I puntini sono due, non tre. Occorre prestare attenzione ai particolari…

Ecco allora che dal punto di vista di questo anomalo “gallerista”, questa non è una nuova apertura, ma un vero e proprio “ritorno a casa”. Letteralmente. Fisicamente. Infatti lo spazio sul Naviglio Grande che ora ospita la Vi.P. Gallery Milano è lo stesso che dal 2003 al 2013 ha visto nascere e crescere l’Atelier Chagall, galleria e luogo di eventi culturali fondato da Patarini stesso e da Valentina Carrera (altra figura di gallerista anomala: fotografa, pittrice, curatrice). E da quello spazio sono partiti progetti e iniziative che hanno coinvolto altri spazi, a Milano (Galleria Mirò, Galleria Zamenhof) e in altre città… finchè poi, dal 2013 in poi, Patarini ha cominciato a seguire sempre più progetti fuori Milano (a Roma, Venezia, Ferrara, Torino, Napoli), lasciando la direzione dello Spazio sui Navigli a Valentina Carrera. Spazio che a questo punto della storia cambia nome una prima volta e si viene a chiamare “Spazio E”.

Finché poi, un anno fa, la duplice svolta che è la premessa dell’attuale colpo di scena: sia La Carrera che Patarini aprono, quasi simultaneamente, due grandi spazi in provincia: Valentina Carrera lo Spazio Eden a Cislago (tra Varese e Milano) e Patarini la Vi.P. Gallery in Valcamonica. Con la differenza sostanziale che lo Spazio Eden è un vero e proprio centro culturale che organizza svariati corsi e attività, mentre la Vi.P. Gallery bresciana è “solo” una galleria che fa pochissime mostre all’anno e lavora principalmente con artisti e opere in permanenza. Di qui il “cambio della guardia”: Valentina Carrera lascia la direzione artistica della galleria milanese e subentra Patarini (che ha più tempo per occuparsene) con la neonata Vi.P. Gallery. E ovviamente Patarini torna portandosi dietro, non solo molti degli artisti selezionati e trattati negli anni, ma anche la rete di relazioni intrecciata nel corso del suo peregrinare per la Penisola.

Per questo oggi la nascita della Vi. P. Gallery di Milano, con la sua stagione già programmata, i suoi artisti in permanenza e il net-work di rapporti consolidati con Roma e Venezia, ci appare come Atena che nasce già adulta e in armi dalla testa di Zeus.

E così, venendo poi concretamente al calendario, abbiamo un palinsesto già definito nel dettaglio, dal 7 settembre 2019 al 31 agosto 2020, costruito sull’ossatura portante di 16 artisti selezionati che saranno sia protagonisti di una serie di 14 mostre personali e una doppia personale (proprio la mostra di apertura) che delle 12 mostre degli artisti in permanenza, una al mese per l’intera stagione, di 10 giorni ciascuna. A tale struttura portante si aggiungono altre due doppie personali, tre cicli di mini-personali ed altre 3 esposizioni tematiche in corso di definizione. Un mix equilibrato di artisti affermati ed emergenti, di figurativi ed astrattisti, di pittori, scultori ed artisti visivi.

Tutte le mostre saranno curate personalmente da Patarini, che si occuperà anche del relativo apparato critico di presentazione.

Inoltre saranno ospitati, con cadenza mensile, eventi culturali come piccoli concerti, performance teatrali, presentazioni di libri, conferenze, in una serie di dialoghi tra le arti e di incontri con autori di differenti discipline (il calendario degli eventi sarà pubblicato a partire dai primi di ottobre).

Last but non least, sempre in permanenza, una ricca collezione di cartoline e fotografie vintage della vecchia Milano e di protagonisti del mondo del cinema a cura di Fabrizio Gilardi che inoltre coadiuverà Patarini anche nell’organizzazione degli eventi e nella gestione della galleria. Patarini inoltre si è avvalso e si avvarrà della consulenza di colleghi delle varie discipline, che verranno segnalati di volta in volta nel corso della stagione.

Questi gli artisti in permanenza: oltre ai già citati protagonisti della mostra di apertura, ossia Walter Bernardi e Carlo Fontanella, in ordine alfabetico, Vito Carta, Marian Comotti, Rinaldo Degradi, Paola Gamba, Luisa Ghezzi, Paolo Lo Giudice, Laura Longhitano Ruffilli, Fiorella Manzini, Gabriele Marchesi, Franco Maruotti, Giuseppe Orsenigo, Michel Patrin, Maria Luisa Ritorno, Ivo Stazio.

Saranno inoltre protagonisti di mostre personali anche il padrone di casa, Virgilio Patarini, con Valentina Carrera e il fotografo romano Carlo D’Orta.

Zamenhof Art
email: galleria.zamenhof@gmail.com
sito: www.zamenhofart.it – cell. 3392939712

Sedi espositive:
Vi.P. Gallery Valcamonica- Virgilio Patarini Arte Contemporanea
Località Crist, via Nazionale, 35, 25050 Niardo (BS)

SpazioE – Vi.P. Gallery Milano
Milano, Alzaia Naviglio Grande, 4

Ariano Folkfestival 2019

È Ariano Folkfestival, l’appuntamento annuale dedicato alla world, folk e gipsy music di tutto il mondo, che torna quest’anno per la XXIV edizione dal 14 al 18 agosto ad Ariano Irpino (AV).

Non un festival di sola musica, ma un evento che nella musica vede un linguaggio universale in grado di reinventare le relazioni umane all’insegna dell’inclusione e del dialogo tra culture, offrendo un’esperienza unica e onnicomprensiva tra la musica, gli eventi e l’ambiente.In un territorio di straordinaria bellezza e dalla storia secolare, situato a 800 metri sul livello del mare, al centro dell’Appennino e al confine con la Puglia, si potrà campeggiare nell’area dedicata al camping, e partecipare alle numerose attività collaterali in programma, che includono teatro, con lo Spazio Teatro, cinema, con la Cinezone, letteratura, con la Bookzone, lezioni di Yoga e i “Racconti di viaggio” con interviste agli artisti. Oltre al nuovo Photocontest che quest’anno propone una mostra diffusa in tutta la città.Progetto etnoculturale nato come una grande festa popolare, Ariano Folkfestival in ventiquattro anni di attività è diventato un punto di riferimento nell’attuale panorama degli eventi dedicati alla musica world e folk, consacrato anche a livello internazionale dalla presenza sul suo palcoscenico di artisti del calibro di Tony Allen, Chinese Man, Seun Kuti, Calypso Rose e Institudo Mexicano del Sonido, solo per citarne alcuni. Un successo confermato dalle oltre 20.000 presenze constanti delle ultime edizioni, che da due anni includono anche una winter edition nel mese dicembre.

Quest’anno una nuova e più ricca line up, sempre attenta alla ricerca di nuove sonorità e lontana dal mainstream musicale, offrirà uno sguardo a 360 gradi sullo scenario della world music internazionale, con un’attenzione particolare alla contaminazione tra i generi.

Tra le proposte più interessanti del festival c’è sicuramente il cantante algerino Sofiane Saidi, che la celebre emittente radiofonica francesce Radio Nova, ha battezzato “il principe del Raï 2.0”.
Saidi ha ridato vita al Raï, il genere musicale tradizionale dell’Algeria, mischiandolo con le influenze più tipicamente occidentali del rock, del pop e dell’elettronica e creando un nuovo suono elettro magrebino. Mercoledì 14 agosto, insieme ai Mazalda, un gruppo di sei musicisti dalla poderosa sezione ritmica, accompagnerà il pubblico in un vero e proprio viaggio nella musica algerina che intreccia i suoni dei villaggi dei beduini con il funk, le note del chaabi egiziano e la musica di Bollywood.

Il 15 agosto arriva Gaye Su Akyol, la cantante turca icona del “new sound of Istanbul” (The Obsever): un mix vertiginoso di pop dell’Anatolia, surf, rock psichedelico e folk orientale, che è anche un atto d’accusa dell’attuale situazione politica turca. Stivali argentati e mantello d’oro, la regina indiscussa della scena musicale turca contemporanea è una “Wonder Woman dell’Anatolia” (Financial Times), che veste come una star del pop ma canta e suona la sua musica coraggiosa e sperimentale, caratterizzata dal mix di stili e dai testi fortemente di denuncia. Cresciuta in una Istanbul cosmopolita, ascoltando tanto la musica popolare anatolica quanto il rock occidentale di Kurt Cobain, Gaye sua Akyol è diventata un’icona libertaria, come si legge dal suo “artist statement”, che dichiara come tema fondamentale di tutta la sua produzione artistica il “sogno di pura libertà”.

“Tra i migliori artisti world music”(BBC), c’è il 16 agosto, Mercedes Peón. La dirompente polistrumentista –suona tastiere, basso elettrico, percussioni, gaita e clarinetto- e compositrice, è la stella del folk gallego. Con la sua impressionante presenza scenica ha calcato i palchi dei più importanti festival mondiali, ottenendo entusiastiche risposte per la forza della sua live performance che è una vera e propria esplosione di forza e di energia.
C’è spazio anche per il reggae e le sonorità elettroniche e hip hop, il 17 agosto con L’Entourloop, l’emsemble originario di Saint Etienne (Francia), fondato nel 2011 da due beatmaker e dj francesi. Nelle loro produzioni il duo crea fantastici Mash-up, che mixano i grandi classici del reggae con l’hip hop e il flow proprio della dancehall giamaicana. Per questa tappa in Italia, L’Entourloop, presenterà l’ultimo lavoro, “Le Savoir Faire”, un album che trova il suo punto di forza in quel melting pot che lo accomuna a Chinese Man & OnDubGround.

Si comincia mercoledì 14 agosto alle ore 22.00 con la world music italiana dei Dahlìa, la band che si muove tra elettronica e melodia, coinvolgendo con testi multilingue e un sound caratterizzato dall’utilizzo di strumenti acustici rari, come ghironda, nickelharpa, nak tarhu, e handpan. A seguire, Sofiane Saidi.
Un tourbillon di musica dell’Est, al sapore di spaghetti western sono gli Aälma Dili, il gruppo, formato da quattro cowboy della banlieue parigina che mostreranno «l’âme des fous » (aälma dili), del loro rock alternativo e sperimentale, intriso d’influenze balcaniche. Chiude la serata inaugurale Vinyl Gianpy, l’anima rock di Avellino, apprezzatissimo dj da oltre dieci anni in giro per l’Europa con i suoi dj set rigorosamente in vinile.

Il 15 agosto, inizieranno i concerti pomeridiani gratuiti al Castel Stage.
Ad aprire la serata alle 18.00 sul palco all’ombra dello splendido Castello Normano sarà Uxía, la Gran Signora della musica in Galizia, la cui voce ha portato una ventata di novità alla tradizione musicale galiziana, mescolandola con il fado e i ritmi brasiliani. Il risultato dal vivo, è un concerto coinvolgente pieno di ritmi e di emozioni.
A seguire il chitarrista argentino-brasiliano Mintcho Garrammone, con ospite la cantante Vivi Pozzebón con cui dividerà il palcoscenico, darà vita a un sound su cui è impossibile stare fermi. Ci si sposterà al main stage a partire dalle 22.00 per i San Salvador, il collettivo proveniente dall’Occitania, a sei voci, dodici mani e un tamburino, frutto della ricerca di un folklore immaginario che tende ad una musica vocale molto acustica e un nuovo equilibrio dei timbri, riuscendo a creare uno show armonico dove colori, immagini e sonorità si confondono.
Ma la protagonista della serata sarà Gaye Su Akyol. Ancora musica con Natty Bo e i Top Cats il più noto gruppo ska e reggae di Londra, ultimo live del programma giornaliero che si chiude con Scratchy Sounds con il suo The Rock and The Roll of The Worl :un viaggio attraverso i “paesaggi sonori” da Londra alla Louisiana, da Kingston alla Colombia, da Bucarest a Bollywood.

Il 16 agosto, sarà una grande festa che si apre ancora al Castle Stage, per concludersi alle prime luci dell’alba.
Alle ore 18.00 sarà la volta Vivi Pozzebon, la cantante e percussionista argentina(tra le poche al mondo), questa volta in un’esibizione da solista.
Ancora una donna, proventiente dalla Galizia, arriverà sul palcoscenico, alle 22.00: dalla Galizia, la cantante Mercedes Peón. Seguiranno i The bongo hop, l’ultima creatura del DJ, produttore e trombettista francese, Etienne Sevet. La band dal vivo è una vera e propria tempesta tropicale, con una potente sezione di fiati groove afro incalzanti, con suoni elettrici e voci cristalline: un mix tutto da ballare, di sound e influenze diverse, dall’afrobeat alla musica colombiana, fino al jazz.
A concludere il programma della prima parte della serata, sarà la leggendaria band andalusa Eskorzo, un punto di riferimento mondiale della musica fusion, considerata da molti critici come la miglior rappresentante del “rock de mestizaje”.
Si continua a ballare fino alle prime luci dell’alba, con il dj set di Pushin Wood Soundsystem, il duo che mixa ogni tipo di suono da ogni parte del mondo.

I concerti del 17 agosto riprenderanno al Castle Stage alle 18.00 con Neuza, la stella della canzone capoverdiana, considerata dalla critica l’erede della compianta diva scalza, Cesària Èvora monumento della musica di Capo Verde.
Al main stage dalle 22.00 si comincia con il concerto dei Rumbaristas, un caliente quartetto formato da musicisti provenienti da Spagna, Francia e Belgio.
Si esibirà anche Skarra Mucci, conosciuto dai più con lo pseudonimo di ‘The Raggamuffin”, uno dei più eccentrici e versatili artisti in circolazione, con sonorità che spaziano tra soul, gospel, reggae, dancehall, rap e R&B. A seguire L’Entourloop.
Chiuderà la serata lo straordinario musicista e producer francese Manudigital accompagnato dall’inglese MC Deemas Jay, con il suo inseparabile synth Casio MT40 ed un armamentario di drum machine ad effetti vintage. Protagonista della scena reggae europea da oltre quindici anni, Manudigital è uno degli artefici di quell’attitudine “nu-digital” che ha riscoperto e riattualizzato la dancehall music di fine anni ‘80, con eccitanti nuove produzioni ricche di creatività ed energia nell’utilizzo di suoni potenti e minimali.

Ma il clou della kermesse, si raggiungerà nella giornata di chiusura del 18 agosto con un carnevale estivo, colorato e trasgressivo che invaderà le strade del centro storico, a partire dalle 13.00 e fino a notte fonda. Naturalmente protagonista sarà sempre la musica, con i Muyayo Rif, un gruppo formato da otto eccezionali animali da palcoscenico, rapprensentanti della migliore tradizione di mestizo catalano; i Marcel et son Orchestre, l’ensemble di Calais, noto per il suo rock festoso dagli accenti punk e ska, e i dj set di Supersan, (Panama Cardoon & Mister Kentro) e Coqò djette. E per concludere Dox Martin nome d’arte di Martin Meissonier, leggendario produttore di Fela Kuti, Manu Dibango, Don Cherry, Khaled, che scalderà la platea con il suo personalissimo remix di “pepite” dal mondo.

Al termine dei concerti, la festa continua con dj set nei principali locali della città.

Zeester

Giovedì 8 agosto 2019 alle ore 18.00 il Museo Civico di Castelbuono presenta al pubblico ZEESTER, la mostra personale di Lupo Borgonovo (Milano, 1985) in collaborazione con Ypsigrock Festival, giunto alla 23. Edizione (8-9-10-11 agosto).

Zeester, in olandese “stella marina”, è il titolo della mostra che l’artista ha scelto senza un riferimento preciso alle opere esposte, ma per il suo valore fonosimbolico: il suono che produce ma anche la forma delle lettere, cosi come accade nella poesia visiva o nelle sperimentazioni delle Avanguardie artistiche di inizio Novecento. Anche il rimando alla stella marina ricorda il famoso film del surrealista Man Ray, Étoile de mer (1928), un’ode alla bellezza ideale, geometrica, sovrapposta al corpo di una donna.

La geometria è un elemento ricorrente nei lavori di Lupo Borgonovo e ritorna continuamente nelle opere della serie Alix, esposte all’interno del Castello dei Ventimiglia.La serie è composta da disegni che raffigurano dei “mantelli” dipinti su carta di riso ed ispirati agli antichi “pianeti” o “casule”, preziosi paramenti liturgici conservati nella collezione di Arte Sacra del Museo Civico di Castelbuono. L’artista ha ripreso la forma dell’antica veste sacra, con un’apertura tonda per la testa del sacerdote, e l’ha dipinta con motivi floreali che richiamano gli arabeschi intrecciati nel XVII secolo con corallo e fili preziosi.

Il processo pittorico prevede la creazione di una forma simmetrica totale attraverso la piegatura della carta e pressando un lato sull’altro come in un test di Rorschach. La “pianeta” è una veste che avvolge il sacerdote (simbolicamente, come una piccola casa) durante la celebrazione della messa e deriva la sua forma dall’antico mantello da viaggio. Così l’artista ha raccolto da un viaggio in Cina i simboli che decorano queste forme, dai loghi delle aziende commerciali alle grafiche delle confezioni degli alimenti, un repertorio che non fa distinzione tra arte “alta” e arte “bassa”, cultura aulica e pubblicità, mescolando culture e separazioni storiche, rileggendo la tradizione con uno sguardo attraverso il presente.

Il percorso include anche la serie Babi, tre sculture in gomma siliconica, il calco al negativo della testa di un cinghiale in poliuretano, usato come obbiettivo nelle esercitazioni di tiro con l’arco, prestate dall’Associazione INCURVA di Favignana. Si tratta di un ulteriore distanziamento dalla forma originaria dell’animale, come si trova in natura, per diventare qualcos’altro: un oggetto sciamanico che evoca la dimensione rituale quando l’uomo era in contatto con la dimensione cosmica della sua esistenza.

Il progetto è fortemente legato al territorio perché è nato anche dalle suggestioni che l’artista ha raccolto durante gli ultimi viaggi in Sicilia – nel 2017, quando ha partecipato alla residenza INCURVA sull’isola di Favignana e nel 2018 quando ha partecipato a Raymond, evento collaterale di Manifesta 12 – in cui ha più volte visitato il Museo Civico di Castelbuono e studiato la sua collezione permanente.

A conclusione della mostra, un’opera sarà donata dall’artista ed entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Civico. Rinnovando la collaborazione nata nel 2014, durante i concerti serali All’Ypsi Once Stage, palco principale di Ypsigrock Festival (9-10-11 agosto) sulla facciata del Castello dei Ventimiglia, sarà proiettato un video realizzato con la collaborazione di Valentina Di Vita e Antonino D’Arpa del Corso di Laurea in Disegno Industriale, Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, che hanno elaborato graficamente un archivio di immagini fotografiche di tessuti, tappezzerie, e altri materiali, raccolti da Lupo Borgonovo durante i suoi viaggi. Si tratta di dettagli di arazzi e tappeti che formano una concatenazione di forme e colori animati risalenti a stili ed epoche diverse.

In questo modo, ancora una volta, il monumento architettonico è trasformato in un’enorme e suggestiva superficie visuale. Inoltre, così come fatto nelle precedenti edizioni, da quando è nata la partnership tra il Museo Civico e Ypsigrock Festival, anche quest’anno l’atrio del Castello dei Ventimiglia ospiterà uno dei concerti inseriti nella line up del Boutique Festival dell’estate italiana: domenica 11 agosto alle ore 19 la scena sarà tutta per Ólöf Arnalds, cantautrice islandese, già nota come turnista dei Mùm e collaboratrice di Björk, per la sua unica ed esclusiva data in Italia. Il 6 agosto dalle 16.00 alle 18.00 l’artista sarà impegnato in un laboratorio educativo con i bambini all’interno del museo, dove i partecipanti, guidati dall’artista, avranno l’occasione di inventare animali inventati, mostri fantastici con cui realizzare le illustrazioni di una storia immaginaria.

Il Museo Civico di Castelbuono desidera ringraziare per la preziosa collaborazione la Galleria Monica De Cardenas di Milano peri l prestito delle opere, la prof.ssa Cinzia Garofalo del Corso di Laurea in Disegno Industriale, INCURVA, Giulio d’Alì e Genevieve Xhaet, e quanti hanno contribuito a rendere possibile il progetto.

Per maggiori informazioni:

http://www.lupoborgonovo.com/

Il Museo Civico ringrazia i propri partner per il sostegno alle attività culturali: Azienda Fiasconaro, Fecarotta Antichità, The Hotel Sphere, Palermo, Villa Catalfamo, Cefalù, Hotel Paradiso delle Madonie

Grafito. Dialoghi e metafore visive

Giovedì 4 luglio 2019 alle 19.00 presso la Sala delle conferenze Museo Gagliardi – Palazzo Trigona (Noto) si terrà la Conferenza stampa della rassegna di “Grafito. Dialoghi e metafore visive”, a cura di Giuseppe Carrubba.

Contestualmente verrà presentato il catalogo ufficiale della mostra “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata”, a cura di Angelo De Grande e Ciro Salinitro, che è stata inaugurata il 7 giugno e sarà visitabile fino al 16 agosto 2016.

Il catalogo “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata” conterrà in appendice il progetto “Grafito. Dialoghi e metafore visive”, con immagini degli artisti e testi critici.

Interventi di Angelo De Grandee, Ciro Salinitro, Sudestasi Contemporanea ; Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore indipendente

“Grafito. Dialoghi e metafore visive” è una rassegna d’arte visiva che vuole indagare il segno e la narrazione, nelle varie espressioni del pensiero contemporaneo. La rassegna è frutto della collaborazione tra il curatore e SUDESTASI CONTEMPORANEA ed è stata concepita come una serie di eventi paralleli, all’interno della mostra “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata”.

Si tratta di sei incontri settimanali, ogni giovedì, dal 4 luglio al 8 agosto 2019, nei quali il lavoro di un artista diviene un dispositivo per attivare parallelismi, convergenze o dissonanze nella narrazione alternativa di altri autori del pensiero contemporaneo.

Una stanza del palazzo, quella adiacente alla terrazza, è stata denominata per l’occasione project room e destinata all’esposizione di un progetto d’artista, di settimana in settimana, mentre lo spazio esterno, sociale e conviviale, fa da contraltare allo spazio espositivo e diventa scena performativa per le corrispondenze e gli incontri.

Scrive Giuseppe Carrubba, curatore della rassegna, nel testo critico di presentazione del progetto:
GRAFITO si vuole occupare della multidimensionalità tipica del contemporaneo, veicolando il concetto di un’opera aperta che va oltre i confini, mettendo in evidenza il valore della pluralità ma anche della reciprocità.

Gli artisti invitati a confrontarsi con la poetica del progetto sono: Calusca, Paolo Greco, Andrea Marchese, Giuseppe Ragazzini, Francesco Rinzivillo e Piero Roccasalvo RUB; mentre sono stati invitati a condividere questo percorso e a sviluppare una personale visione letteraria o critico-poetica alcuni autori che nella loro ricerca si occupano della contemporaneità: Giuseppe Bella (scrittore), Barbara Cammarata (artista visiva e art director), Giuseppe Carrubba (critico d’arte e curatore), Vincenzo Caprio (poeta e scrittore), Rocco Giudice (poeta e scrittore), Angelo De Grande (Gallerista e curatore), Daniela Frisone (scrittrice e giornalista), Marco Napolitano (critico d’arte e curatore), Nuccio Pisana (musicista) e Ciro Salinitro (Gallerista e curatore).

I lavori presentati documentano attraverso la tecnica ed il materiale gli sviluppi linguistici, plastici, grafici del tempo presente, pur riflettendo i mutamenti radicali dell’arte del XX secolo: la frammentazione e l’evocazione, l’analisi ed il confronto con il dato scientifico, il pensiero filosofico e l’immaginario dei mass-media, le forme processuali e l’uso di elementi non convenzionali, l’utilizzo della rappresentazione fotografica, del video e dell’app dedicata all’arte, in un cortocircuito tra passato e presente.

 

Grafito. Dialoghi e metafore visive
a cura di Giuseppe Carrubba

dal 04 luglio all’ 08 agosto2019

Museo Gagliardi – Palazzo Trigona
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 91
96017 Noto, Siracusa

Inaugurazioni ore 19,00
Selezione musicale + aperitivo

Incontri d’arte contemporanea
Project Room + live

04 luglio 2019
“MILK”
Paolo Greco, artista visivo
Daniela Frisone, scrittrice

11 luglio 2019
“Fuori luogo. Una geografia della trascendenza”
Andrea Marchese, artista visivo
Barbara Cammarata, artista visivo

18 luglio 2019
“Ri/tratti – vani e vedute”
Calusca, artista visivo
Giuseppe Bella, scrittore
Vincenzo Caprio, poeta e scrittore
Rocco Giudice, poeta e scrittore

25 luglio 2019
“A.D.O. # [sonorizzata]”
Francesco Rinzivillo, artista visivo
Marco Napolitato, critico d’arte e curatore
Nuccio Pisana, musicista

01 agosto 2019
“Piccolo Almanacco di diavolerie e superstizioni”
Piero Roccasalvo Rub, artista visivo
Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore

08 agosto 2019
“Forme irregolari. L’estetica del grottesco”
Giuseppe Ragazzini, artista visivo
Angelo De Grande, Ciro Salinitro, Sudestasi Contemporanea

Salone Internazionale del Restauto, dei Musei e delle Imprese Culturali

La XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, unico e imprescindibile appuntamento annuale internazionale nell’ambito dei beni culturali e ambientali con qualifica internazionale ISO2563, nasce sotto i migliori auspici e all’insegna di significanti novità.

La manifestazione fieristica, che si terrà a Ferrara dal 18 al 20 settembre, da quest’anno ha visto un importante cambio di gestione: l’evento, infatti, è promosso e organizzato da Ferrara Fiere Congressi srl, gruppo Bologna Fiere, uno tra i più importanti player fieristici europei.

La recente strategia volta al rinnovamento e portata avanti dalla nuova gestione, ribadisce ancora una volta il ruolo del Salone come prima manifestazione di settore in Italia, ulteriormente confermato dal rinnovato patrocinio del MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali.

Questa nuova edizione del Salone si svolgerà assieme a RemTech Expo, l’unico evento internazionale specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare. Numerosi sono i punti in comune tra le due manifestazioni, che non mancheranno di essere trattati e sviluppati ulteriormente in occasione di questa partnership: dalla sismica alla rigenerazione urbana, dai temi inerenti la tutela ambientale all’industria sostenibile.

L’ACCORDO CON IL MISE – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Nell’ottica di innovare, rafforzare e potenziare l’evento, il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali ha stipulato un importante accordo con il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Assorestauro e ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, che prevede lo sviluppo di un Progetto promozionale straordinario ad hoc, orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo del Restauro all’estero come prodotto dell’eccellenza italiana, incluso anche, in collaborazione con GBC Italia, il tema della Edilizia Sostenibile, intesa come la necessità di valorizzare a livello nazionale e internazionale un approccio integrato tra gli aspetti storico-testimoniali e gli aspetti energetico-ambientali nei processi del restauro. Il Progetto MADE IN ITALY RESTORING sarà articolato in differenti fasi progettuali in Italia e all’estero, individuando in Ferrara Fiere e nel Salone del Restauro un ruolo centrale come hub internazionale settoriale.

Pertanto l’edizione 2019 sarà rafforzata come evento espositivo rispetto al passato, proprio in termini di maggiore attrazione internazionale, perché diventi negli anni a seguire punto di riferimento a livello mondiale per gli addetti al settore, per gli ordini professionali di comparto e per tutto il pubblico interessato. In tale ottica nell’ambito del Salone Restauro 2019 sarà intensificata l’organizzazione di momenti di matching tra domanda e offerta per costruire un solido network, che veda protagonisti l’elevata specializzazione del settore italiano nell’ambito delle risorse culturali e del restauro e la crescente richiesta a livello internazionale di professionalità provenienti da questi reparti come nuove componenti dell’economia.

In tale sforzo d’internazionalizzazione, la nuova edizione, proporrà un forte rafforzamento dell’incoming di operatori e stakeholders stranieri (circa 50/60 provenienti da Paesi come USA, Cina, Russia, Germania, Turchia, India, Francia ed altri), che avranno la possibilità di conoscere e incontrare le aziende espositrici e le realtà italiane di settore. Durante le giornate della manifestazione sarà, inoltre, prevista una ricca programmazione di incontri B2B mirati tra i delegati stranieri le aziende italiane, nonché una scaletta di convegni, workshop, eventi speciali ad alto livello, visite in cantiere e momenti formativi.

Con lo scopo di creare un network fieristico economicamente importante, è previsto inoltre un accordo di collaborazione e la presenza al Salone di alcune delle manifestazioni internazionali di maggior rilievo. Tutto ciò al fine di promuovere anche l’outogoing degli operatori italiani, sempre in collaborazione e a supporto delle attività già avviate da Assorestauro nei Paesi individuati come strategici.

Per la registrazione online per avere l’accesso gratuito:
http://www.webland2000.com/restauro2019/

CONTATTI
tel. +39 340 5047250 / 0532 900713
fax. +39 0532 976997
info@salonedelrestauro.com
segreteria@ferrarafiere.it

Project Manager:
Omar Marcacci
omar.marcacci@salonedelrestauro.com

sito: http://www.salonedelrestauro.com/new/it/home/
facebook: https://www.facebook.com/salonedelrestauro
twitter: https://twitter.com/salonerestauro
instagram: https://www.instagram.com/salonedelrestauro/

Anche per la XXVI edizione il Salone prevede la presenza di prestigiosi partner e autorevoli realtà pubbliche e private.

Art and sharing

Domenica 23 giugno alle 20 nella “Bottega d’arte Lacast” in via Sammichele 87/89 a Casamassima si inaugura la II edizione dell’innovativo progetto culturale “Art and sharing”.

Il vernissage occupa uno spazio espositivo di circa 100 mq2, in cui è stata allestita una mostra collettiva di opere pittoriche di quindici artisti selezionati provenienti da tutto il territorio pugliese.

Durante l’evento si svolgerà una performance teatrale dedicata al cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, uno dei geni italiani di tutti i tempi. La rappresentazione sarà a cura dell’artista Elisa Cantatore, e sarà introdotta da Vito Capozzi, professore di arte applicata all’Università di Foggia. Seguirà uno spettacolo musicale in cui una giovane e talentuosa band locale, “Roun’White Lamp” si esibirà nell’area aperta della bottega incorniciata da aiuole decorative e funzionali, con le voci di Arianna Borracci, Angelica Milillo e Italo Pellecchia.

A completare la serata ci sarà anche una performance di live body painting a cura della giovane artista pluripremiata Angela Campanella e dei maestri della scuola di pittura Laura Castellano e Fabio Castellaneta.

Tra le opere più inconsuete, saranno esposte quelle dell’emerito della fotografia italiana Mario De Matteo e i lavori pittorici di Mattia Iacovelli, Mina Latorraca, Antonella Gallo, Anna Maria Positano, Rosellina Pugliese, Nica Verna, Massimo Schirinzi, Antonieta Damiano Rojas e Luisa Franco Maiellaro.

La serata sarà arricchita da altre sorprese originali che lasceranno ai visitatori per ricordo un “selfie con la Gioconda”.

La Bottega d’Arte Lacast, fondata nel 2013 dall’artista Laura Castellano, si trova in una location multifunzionale completamente rinnovata nel 2018 e si propone come galleria e scuola di pittura nonché come centro di interazioni artistiche con lo scopo di diffondere tutte quelle forme d’arte che esprimono creatività e ricerca della bellezza, espressività e talento, reclutando giovani leve dell’arte che si arricchiscono con le esperienze dei più affermati.

«Dopo il successo della I edizione – dichiara Laura Castellano, artista e fondatrice della “Bottega d’Arte Lacast” –, vogliamo riproporre un’iniziativa sfidante in un settore, come quello culturale, che in Puglia stenta ancora a diventare elemento predominante dello sviluppo locale. Mi riempie di orgoglio, a un solo anno dall’apertura della nuova sede della bottega, poter parlare utilizzando il plurale perché si è formato un gruppo di lavoro e un ambiente ricco di interazioni positive e propositive».

Ingresso gratuito domenica 23 giugno dalle ore 20 alle 23 per il vernissage della II edizione di “Art and Sharing” presso la sede di “Bottega d’arte Lacast.

Maggiori info sulla pagina ufficiale di Bottega d’arte Lacast su Facebook:

https://www.facebook.com/bottegadartelacast/

Ufficio stampa : Giusy Loglisci

Email: pressword4@gmail.com

Cell: +39.334.2588877

KeziatIntrospective

Il terzo ciclo espositivo Introspective di Keziat prosegue alla conquista di nuovi spazi culturali e interdisciplinari. Dopo Johannesburg (Sudafrica) presso il prestigioso The Centre for the Less Good Idea di William Kentridge e la personale a cura di Mary J. Sollway presso la galleria Via Umbria a Washington Dc (USA), una nuova personale vedrà l’artista al Kimonos Art Center di Paphos (Cipro) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Nicosia. In esposizione le ultime opere realizzate con la biro, strumento identificativo di Keziat.

Il segno lasciato dall’inchiostro, ossessivo e intricato, rievoca l’idea del pensiero che si forma nella nostra mente, del ricordo offuscato, del sogno che riaffiora in superficie svelando in maniera surreale la realtà contemporanea. In occasione del finissage (11 luglio 2019) Keziat si esibirà nella performance Music for your eyes con il violinista Luca Ciarla.

Subito dopo la personale a Cipro, l’artista tornerà in Italia, questa volta al Macro Museo di arte contemporanea, precisamente nella Sala Media con un progetto centrato sul disegno, la video arte e l’installazione: In_visible. Illusioni ottiche e percettive della realtà distorta in tutti gli aspetti del quotidiano. Un mondo fluido, irreale e perennemente in movimento quello di Keziat, che genera sensazioni, percezioni, ricordi, visioni possedute da un’energia primitiva. Il progetto è principalmente installativo e site specific in cui disegni su tela e video proiezioni su superfici in trasparenza dialogano tra loro e diventano veicoli attraverso cui le emozioni si muovono.

In_visible ovvero “nel visibile” non è che una narrazione senza sosta del nostro spazio intimo, dell’interiorità, disordinata, folle, nostalgica, stravolta e talvolta schiava delle strutture sociali e tecnologiche che ci rendono omologati. In_visible è quindi un invito a riappropriarsi di tutto ciò che non vediamo con gli occhi ma che bisogna sentire educando e allenando ogni giorno il nostro senso più profondo.

Durante i giorni di esposizione del progetto In_visible Keziat darà vita a un’opera in loco, interagendo con altri artisti e con il pubblico che diverrà parte integrante della performance.

KIMONOS ART CENTER | Paphos, Cipro

Keziat Introspective

opening 2 luglio 2019 ore 20:00

2 – 11 luglio 2019

finissage 11 luglio 2019 – Performance Music for your eyes

con Luca Ciarla

MACRO Museo Arte Contemporanea Roma

KeziatIn_Visible

opening16luglio 2019

16– 21 luglio 2019

Arte e impresa

Non è passato molto tempo da quando, nel 2010, un ministro italiano ha detto “con la cultura non si mangia”, ma la sensazione è che qualcosa sia invece cambiato. E a ragione, perché l’arte e la cultura pesano a livello economico: nel 2017 il valore del sistema culturale creativo italiano era pari a 92,2 miliardi di euro e, in percentuale, rappresentava il 6% della ricchezza prodotta in Italia*.

La cultura è qualcosa su cui investire perché garantisce un ritorno: gli Italiani hanno sempre più bisogno di un senso e di uno scopo e lo cercano in ogni aspetto della loro vita. E questo vale ancora di più per Millennial e Generazione Z per cui i codici culturali sono cambiati e vogliono che la loro esistenza abbia un senso; vogliono condividere e partecipare, preferendo chi si impegna a costruire un mondo migliore.

L’arte è un veicolo di ispirazione, in casa, nel tempo libero, ma anche al lavoro. Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi di smart working, con il suo punto di vista privilegiato, prova a spiegare perché.

Il valore dell’arte – È così che anche i brand e le aziende hanno iniziato a impegnarsi per essere portatori di un messaggio positivo, per raccontare storie di bellezza che siano d’ispirazione e per offrire esperienze che arricchiscano chi le vive.

Le imprese oggi devono essere creative se vogliono avere successo e, soprattutto se vogliono essere innovative. L’arte può infatti produrre risultati economici e può introdurre nuovi modelli di business e sociali. L’arte offre una finestra sull’estetica sociale, politica ed economica del mondo e questo la rende una buona fonte d’ispirazione per i dipendenti.

E allora perché relegare l’arte solo nei luoghi tradizionalmente deputati a ospitarla? Oggi aprono le porte a mostre, incontri e tavole rotonde anche luoghi insoliti, persino le aziende. Anche se misurare il ROI di un investimento artistico è più difficile rispetto a quello, per esempio, di sponsorizzazioni di grandi eventi sportivi, è dimostrato che la cultura può portare vantaggi sia all’impresa sia ai suoi dipendenti.

Qualche conferma arriva dalla scienza. Secondo uno studio, condotto da Business Committee for the Arts e International Association for Professional Art Advisors, l’arte sul posto di lavoro aiuta a diminuire lo stress, aumentare la creatività e incoraggiare l’espressione di opinioni.

Deutsche Bank è d’accordo tanto da aver creato negli anni la più grande collezione di “arte aziendale” al mondo, con circa 60mila opere d’arte distribuite in 900 uffici in 40 Paesi. C’è anche un’app che racconta ai dipendenti di più sulle opere che stanno guardando e un “Artothek”, una biblioteca contenente, al posto di libri e film, opere d’arte che possono essere prese in prestito dagli impiegati per arredare personalmente le pareti dei propri uffici. Infine, la banca ospita anche conferenze con artisti.

Creare sinergie – La cultura aziendale negli anni ha conquistato un ruolo fondamentale perché i valori che una qualsiasi attività (B2B o B2C, fornitrice di prodotti o di servizi) sceglie come propri e che decide di promuovere sono quelli in cui si rispecchiano i dipendenti equelli che percepiscono i clienti. Un chiaro sistema di valori abbinato a una forte proposta culturale per i dipendenti ha quindi un potere attrattivo, e si traduce nell’assunzione di personale più motivato e predisposto a creare sinergia e connessioni con i colleghi. In altre parole, la cultura aziendale ha un effetto diretto sulla creazione di una squadra positiva, motivata e responsabile.

Art JourneyLa cultura si sta sempre più trasformando in un reale investimento per le imprese, uno strumento capace di dare loro nuove rappresentazioni, nuove narrazioni; un asset strategico in grado di rafforzare brand che debbono pensare a mercati globali. Ma soprattutto esplorare l’arte, organizzare momenti culturali all’interno di un’azienda facilita un nuovo scambio tra due linguaggi diversi che si arricchiscono a vicenda e sono di stimolo per il raggiungimento degli obiettivi e la nascita di nuove idee. Arte per l’impresa e impresa per l’arte per vivere meglio un luogo di lavoro, generare innovazione e migliorare la qualità della vita.
Per questo Copernico ha ideato un progetto che faccia diventare l’arte parte della vita aziendale: Art Journey, dedicato ad esplorare le interconnessioni tra arte, business e lavoro, che nasce proprio da questi presupposti per dare vita a un orizzonte lavorativo più dinamico, più flessibile e più connesso.

CHI È COPERNICO
Copernico è smart working: una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi in grado di accelerare lo sviluppo di business e la crescita di freelance, professionisti, start-up e aziende grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking. Copernico gestisce attualmente 12 edifici pari a 62.000 mq. Oltre 6.000 professionisti quotidianamente utilizzano gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi.

website: www.coperni.co

* Fonte Unioncamere – Fondazione Symbola, Rapporto 2018

457 Stupinigi Experience

LE STELLE DEL MONDO FIAT 500 SI DANNO APPUNTAMENTO ALLA 457 STUPINIGI EXPERIENCE: PARTECIPA ALLA PARATA ANCHE UNA ABARTH 595 COMPETIZIONE.

Ruzza Torino rafforza la propria sinergia con Parco Valentino ed avvia una nuova collaborazione con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile per la parata di FIAT 500 più prestigiosa di tutti i tempi.

La 457 Stupinigi Experience – la kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 – si conferma l’appuntamento diamante dedicato alla mitica utilitaria italiana, con la presenza ufficiale delle Case automobilistiche, del Motor Show Parco Valentino e del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, che sarà presente con una vettura della propria collezione.

Tutto iniziò a Stupinigi il 18 Ottobre 1955, quando i vertici FIAT presentarono il futuro modello 400, poi re-ingegnerizzato come 450 ed infine messo in vendita nel 1957 con il nome di “Nuova 500”, facendo richiamo alla precedente Topolino, lei prima portatrice del nome 500: 400, 450 e 1957… i numeri nativi del mito 500, sintetizzatinel progetto 457. E tutto è ripartito nel 2017 quando, con la collaborazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Ruzza Torino ha riacceso la sede natia della FIAT 500, oggi sede di 457 Experience, gli appuntamenti di rappresentanza riservati ai grandi nomi della mitica utilitaria italiana, frequentati sin da subito in forma ufficiale dai costruttori.

Nel 2018 è poi stata avviata la collaborazione con Parco Valentino, con la prima 457 Stupinigi Parade Experience, che ha portato in parata da Stupinigi al centro di Torino le grandi rappresentanze della 500: per il 2019 si conferma la passerella dei grandi nomi in sinergia con il Motor Show ma il programma si arricchisce di altre firme, per una giornata all’insegna dell’eccellenza del mondo 500.

Se la sede natia di Stupinigi sarà la partenza della parata e Parco Valentino la tappa di transizione, il traguardo simbolico sarà in Piazza Bodoni dove sarà eccezionalmente esposta una vettura simbolo della collezione del MAUTO: la FIAT Nuova 500 del 1962, appartenuta al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che la guidava nel traffico di Roma.

500 DIABOLIKA

Stupinigi, Parco Valentino, Città di Torino, Museo dell’Automobile e traguardo alla 500 di Sandro Pertini: questo il tracciato iconico della 457 Experience, la cui congiunzione sarà affidata ad una ulteriore eccellenza del settore automotive. Sarà infatti la famiglia Stola a congiungere la sede natia della 500 con l’auto di Sandro Pertini, aprendo la 457 Parade Experience a bordo della FIAT 500 Diabolika by Studiotorino. Non è casuale l’affidamento della congiunzione agli Stola, grande firma torinese del settore auto che proprio in questo 2019 celebra i propri primi 100 anni di attività nel mondo delle quattro ruote: un secolo di attività partita sì da Torino ma poi giunta in tutto il mondo. La redazione di Autoappassionati.it racconterà in diretta la parata proprio dall’interno della 500 Diabolika della famiglia Stola.

Grande anniversario anche per Abarth, che celebra i suoi primi 70 anni e schiera ufficialmente una 595 affidandola a Ruzza Torino, per una festa dello Scorpione in chiave 457. Un party che viene arricchito dalla contemporanea presenza ufficiale di Romeo Ferraris, che delle Abarth 595 ne ha fatto la propria base di partenza per un progetto ulteriormente vitaminizzato: la Romeo Ferraris FatFive, anch’essa in parata il prossimo 22 Giugno. Autoservizi Stupinigi porterà alle origini la storia della Abarth 595, schierando l’esemplare su base tipo D al tempo affidato alle redazioni per i primi servizi giornalistici, mentre la grande passione per l’attuale corso dello Scorpione sarà condotto in passerella da Abarth Club Torino, che peraltro è una delle associazioni che hanno dato vita alla community ufficiale della Scorpionship: ACT – questa la sigla con cui è anche noto il club – porterà anche in parata una delle attuali tendenze di valorizzazione delle Abarth, con una 595 wrappata nell’originale livrea “metà-metà”, da un lato grigia e dall’altro nera.

Sportività e prestazioni elevante troveranno risalto anche nel nome di Giannini: al costruttore romano farà omaggio Gram Torino Engineering, portando in parata l’evoluzione finale della supercity car 350GP, nella definitiva configurazione 350GP4 a trazione integrale, che proprio a Parco Valentino verrà presentata.

La storia di FIAT 500 farà invece passerella grazie all’intervento delle associazioni culturali, ciascuna con un punto di vista diverso, caratteristico del proprio DNA di club.

Anche il CMAE, il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca più antico d’Italia, sarà presente con alcuni equipaggi di appassionati soci. La sua partecipazione si inserisce in un calendario fitto di attività, che vedono il Club sempre in prima linea nella promozione del motorismo storico a tutti i livelli. All’alba degli anni ’60 il CMAE fu pioniere dotandosi per primo in Italia tra i Club di auto d’epoca di un proprio statuto, estendendo inoltre l’interesse collezionistico alle due ruote (Determinante fu anche il suo appoggio alla nascita dell’ASI, nel 1966).

A ricordare come la storia di FIAT 500 ebbe inizio nel 1936 interverrà invece il Club Topolino FIAT Torino, che nel mondo delle “Topo” è inesauribile protagonista con quartier generale a Gassino Torinese: sempre su Topolino, in parata anche la Società Editrice Il Cammello, specializzata in pubblicazioni sul motorismo storico.

Alla generazione delle Topolino fece poi seguito quella del Cinquino, anche se il cappello generale era sempre quello di FIAT 500.

La generazione del Cinquino 1957-1977 andrà in passerella con lo sguardo del Club Scuderie Reali e porterà al debutto nuove collaborazioni per la 457 Stupinigi Experience. La kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 si gemellerà infatti agli altri grandi appuntamenti di Stupinigi ed il Club Scuderie Reali porterà in sfilata per l’occasione una 500 con la livrea di “Sposi In” ed una con al livrea di “Natale è Reale”, organizzati da AD Eventi & Comunicazione: la collaborazione fra i grandi eventi di Stupinigi sarà così affidata all’associazione che ha sede quanto più prossima a Stupinigi stessa, le Scuderie Reali. La redazione di Kaleidosweb, specializzata nelle attività motoristiche piemontesi con particolare attenzione ai rally ma che non dimentica gli eventi di spessore di tutta Italia, sarà a bordo di una delle ultime 500 della seconda generazione con porte a vento, dopo di ché arrivano nel 1965 quelle controvento a cui siamo tutt’oggi abituati.

La seconda generazione della 500 nacque sin da subito affiancata da una variante premium, l’Autobianchi Bianchina: la 457 Parade Experience ricorderà la cosa gemellandosi con il tour “La Bianchina Sabauda”, organizzato per l’occasione dal Bianchina Club.

La terza generazione perse il nome in cifre e ne acquisì uno in lettere, così negli anni ’90 arrivò la “Cinquecento”, che sarà in passerella con il gruppo Solo Cuore e Carburatore, il quale interverrà a portare ulteriori punti di vista sul mondo 500: la mitica utilitaria italiana, infatti, è da sempre al centro di eventi a scopo benefico, vero leitmotiv di Cuore e Carburatore. Che la 500 sia elemento di aggregazione in gruppi interverranno inoltre a ricordarlo dalla Toscana i ragazzi del 500-Puffolandia, che ha nella propria cifra distintiva il guardare all’auto in ottica “cartoon”.

In parata poi anche la quarta ed ultima generazione, quella attuale, campionessa di vendite: l’attuale gamma 500 andrà così al confronto con la sua stessa storia e la versione familiare 500L ritroverà nelle giardiniere le sue antesignane: la ricerca delle origini della versione 500X porterà invece alla mitica ed originalissima Ferves Ranger, per l’occasione schierata nientemeno che dal Sig. Lombardi, che della Ferves fu capo dei meccanici. Saranno inoltre presenti ulteriori varianti molto particolari del mondo 500.

La FIAT 500 Diabolika darà il via alla parata affiancando la FIAT 500 pre-serie simbolo del progetto 457, dalla corte d’onore di Stupinigi ora sede delle kermesse 457 Experience al termine di un doppio prestigioso saluto: dapprima la banda musicale Puccini intonerà l’italianità del nome 500, quindi a Stupinigi ci sarà il saluto a Mirella Rovatti, colei che nel 1957 fu testimonial del lancio del Cinquino, poi donatasi a madrina delle 457 Stupinigi Experience. La FIAT 500 Diabolika della famiglia Stola sarà inoltre contemporaneamente presente all’interno del Motor Show: presso lo stand della redazione di Autoappassionati.it saranno infatti disponibili delle cartoline postali in serie limitata a 100 pezzi dedicati proprio alla Diabolika, con presenza nello stand di Poste Italiane, con un annullo filatelico specifico per la giornata.

Un’altra leggendaria FIAT 500 sarà contemporaneamente sotto i riflettori Sabato 22, quando la Spiaggia carrozzata da Boano appositamente per Gianni Angelli inaugurerà la prima edizione di Parco Valentino Classic, concorso d’eleganza organizzato da Auto Classic: l’arrivo delle auto iscritte alla 457 Stupinigi Experience sarà pressoché concomitante e gli equipaggi faranno visita al concorso.

Nel mentre, per tutta la giornata di Sabato 22, Piazza Bodoni si trasformerà in Piazza 457 Experience, con diversi laboratori dedicati al mondo FIAT 500, fra cui spicca il ritorno dei meccanici in tuta bianca per le presentazioni tecniche live.

Accadde infatti che, nel 1957, il lancio della seconda generazione della 500 venne valorizzato dalla presenza di meccanici in tuta bianca, pronti ad assistere e spiegare tecnicamente le nuove vetture alla loro prima uscita pubblica. Il prossimo 22 Giugno assisteremo al ritorno delle tute bianche con l’intervento di CNOS-FAP che, tramite il protocollo TechPro2, è l’attuale squadra di formazione professionale tecnica FCA. Il ritorno al passato tecnico del Cinquino sarà doppio perché, oltre a tornare le tute bianche, tornerà anche un grande progetto di ieri, grazie all’intervento di LGR Prototipi, del docente di motorismo Ludovico Gonella: LGR riporterà infatti in vita un prototipo di FIAT 500 sviluppato ai tempi con motore motociclistico, che poi non ebbe seguito produttivo e non venne conservato. Quello che fu un veicolo sperimentale diventerà a tutti gli effetti un’auto unica circolante su strada e la sua creazione sarà portata a termine in 4 anni: a ogni evento 457 Stupinigi Experience il progetto evolverà di uno step, di cui il primo sarà esposto il prossimo 22 Giugno. Lo staff capitanato da Gonella non si limiterà però a riprodurre fedelmente quanto realizzato in passato ma rivisiterà il progetto in modo personale, amplificandone il valore sperimentale.

Piazza Bodoni sarà Piazza 457 anche grazie al contributo del Centro Infanzia Lilliput di Volpiano, che sarà lo staff di riferimento per la prima 457 Baby Experience, parata di FIAT 500 cavalcabili riservata ai bimbi che vogliono giocare a replicare la parata contemporaneamente in corso dei grandi. Su Piazza Bodoni verrà infatti allestito un piccolo percorso per simulare il tracciato Stupinigi-Torino e saranno gratuitamente disponibili le 500 cavalcabili per i bimbi che vorranno fare la baby parata: per tutti i più piccoli che simuleranno la sfilata ci sarà in omaggio la spilla della 457 Baby Experience (*). Anche per loro l’arrivo sarà fissato alla 500 di Sandro Pertini.

La seconda edizione della 457 Stupinigi Experience conferma il progetto stesso come piattaforma trasversale dedicata alle eccellenze del mondo 500, coinvolgendo le Case Automobilistiche, i club, i ricercatori, i collezionisti, i tecnici, i grandi nomi, gli specialisti, le redazioni, le concessionarie ed ora anche i più piccoli.

La stagione di eventi 457 Stupinigi Experienceèsostenuta da Pulp (Agenzia di marketing), SAT Società Assicuratrice Torinese, Marando Service (Specialista macchinari industriali settore plastico), Autoservizi Stupinigi (Carrozzeria e autolavaggio a Orbassano), Saturno Torino (Specialista di trasporti speciali) ed EnnePi (Produzione e restauro targhe per veicoli).

Ulteriori informazioni sul portale Ruzzatorino.com.