ROBERTO SATERNO

Classe 1976, ROBERTO SATERNO creativo, si è diplomato in ARTE E MODA APPLICATA, e laureato all’ ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI dello Stretto di Reggio Calabria, ha studiato poi ARCHITETTURA D’INTERNI ED ALLESTIMENTO.
Vincitore di numerosi premi tra cui il premio della Provincia di Torino – III BIENNALE NAZIONALE DI PITTURA FELICE CASORATI nel 2002, e nel 2004 il PREMIO VIRGILIO “UNDER35” a Brindisi, con pubblicazione nel volume annuale dell’ Art Guide Book, Contemporary International Art 2005, edito da Virgilio edizioni. Ha partecipato a varie collettive tra cui 2001 BELLEZZA a cura della Fondazione Peano a Manta (Cuneo), nel 2002 L’ANIMA DELLE FORME, MEDITERRANEO A CONFRONTO personale a due, Palazzo dei Leoni della Provincia a Messina, a cura di Marilena Tocci e nel 2005 il VIII PREMIO KIWANIS VILLA SAN GIOVANNI – STRETTO PLURALE a cura di Lucio Barbera, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Ha allestito negli anni alcune personali come TRACCE DI COLORE Next Messina a cura di Daniele De Joannon nel 2003, TERRA RAPITA a cura di Barbara Fiori Palermo nel 2004 e nel 2005 RILETTURE libreria Mondadori a cura di Ricercarte a Palermo.
Attualmente, oltre che occuparsi di no-profit, è promoter d’arte, costumista, stilista e modellista, arredatore e consulente d’arredo e di moda femminile e abiti da sposa. 

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

GIOVANNI PALMIERI

Classe 1977, GIOVANNI PALMIERI pittore, disegnatore, illustratore, fumettista, si è diplomato in DISEGNO E TECNICA DEL FUMETTO (Scuola Romana del Fumetto).

Dopo un lungo percorso nell’arte e nella grafica, ha esordito nel 2013 a Roma con la sua prima personale pittorica COPPIE IMPERFETTE a cura di Annalisa Laghi e Lucia Paolantonio, e ha proseguito il suo percorso da pittore nel 2016 e nel 2017 tra Roma e Napoli con la seconda mostra personale [T]ESSERE a cura di Maria Rita Ursitti, e nel 2018 con #ARTISTFASHIONERD AL FOYER a cura di Elena Costa a Roma. Illustratore nel 2017 delle sale didattiche del CHIOSTRO DEL BRAMANTE di Roma con la cura di Maria Rita Ursitti e Raffaella Rinaldi (Ass. Culturale Artable) per la mostra su JEAN-MICHEL BASQUIAT. NEW YORK CITY, tra le varie esposizioni, ha partecipato ad alcune importanti collettive tra cui, nel 2017-2018 SKATE HEART ROMA a cura di Davide Orlando e Valentina Roccanova (Roma- Firenze ad altre tappe), nel 2018 BEU BEU ART FESTIVAL a cura di Rossana Calbi a Bucine (Arezzo). Impegnato in vari ambiti, sia nel mondo dell’arte e della cultura, che della comunicazione, del no-profit, l’#artistfashionerd, così oramai definito, vanta collaborazioni con numerosi artisti. E’ direttore organizzativo di KIROLANDIA, speaker di Radio Godot e social media manager .

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

Frank Shepard Fairey aka OBEY

OBEY in una elaborazione grafica di Leonardo Basile

Frank Shepard Fairey aka OBEY (Charleston, 15 febbraio 1970) è un artista statunitense. Figlio di un medico e di un agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l’Accademia d’arte. Nel 1989 idea e realizza l’iniziativa Andre the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di lotta libera André the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.

Ma l’iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l’icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d’arte Peter Schjeldahl ha definito il poster “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam“. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: “Change” e “Vote”.

Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street-art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l’apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiuse con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”.

 

Shepard Fairey – Make art not war 

ROSSO 20 SETTE ARTE CONTEMPORANEA

Via del Sudario 39 (Largo Argentina) – Roma 

dal 24/11/2018 – al 22/12/2018 da martedì a domenica 11.00 – 19.30 – lunedì chiuso

Rudy Koll

Rudy Koll, artista romana di spicco, già da quasi 20 anni si è imposta nel panorama artistico nazionale e internazionale per i suoi suggestivi dipinti. Fin da bambina dimostra un forte interesse per l’arte e il disegno.

Diplomata al liceo classico comincia ad essere attratta anche dal mondo dell’architettura fino a raggiungere il suo status di artista e Interior designer, infatti, coniuga costantemente queste due grandi passioni per far penetrare l’una nell’altra.

La sua pittura non si limita solamente alle tele, ma si espande fino ad arrivare ai complementi d’arredo, ai tessuti e ai capi di abbigliamento.

Focalizzando l’attenzione sulla sua opera pittorica, Rudy Koll si dedica principalmente a dipinti ad olio di grandi dimensioni, mettendo in scena la sua visione del mondo astratto. La sua indole da arredatrice fa si che le sue tele, riescano a definire una stanza affiancando i layout di architetti e interior designer, questo grazie alla versatilità che li caratterizza. I colori usati sono spesso contrastanti tra loro, si passa dai toni scuri e freddi dei blu a quelli più caldi del rosso sino alle gradazioni del giallo. La luce nelle sue opere gioca un ruolo fondamentale, a volte pura e tersa invade l’intero quadro, altre volte, soffusa e tenue risale dalle ombre.

L’artista vuole trasmetterci attraverso le sue grandi tele, sia il sentimento che la passione insieme, dando vita al colore che ha una vitalità propria, mescolando le diverse tonalità in un linguaggio poetico tutto personale. Le sue opere così astratte ma anche così definite, danno la possibilità a chi le osserva di essere soggetto di una propria e libera interpretazione: in ogni sua tela chiunque può ritrovare se stesso o ripercorrere un momento della propria esistenza.
Un’occasione per scoprire un’artista dal talento poliedrico che si manifesta nei suoi quadri incisivi e nella sua attività di scenografa per la Rai.

Attestati e Premi

Le mostre più importanti:
Sanremo (Casinò Municipale). Arma di Taggia (Galleria Quadrifoglio). Diano Marina, Milano. SalsomaggioreTerme (Accademia Italia e Palazzo dei Congressi).

Ha partecipato a rassegne e concorsi nazionali e internazionali, tra cui:
nel dicembre 1990 Euro ArtExpo Verona ottenendo grande successo. Aprile 1991 a NewYork (Valley Forge Convention Center). Nell’ottobre del 1995 Parigi (Maison de l’Europe) e Chantilly (Centro culturale Les Fontaines) riscuotendo grande successo.

Citiamo i primi premi:
Rassegna Riviera dei fiori (Sanremo). Quadrifoglio d’oro (ArmadiTaggia). Biennale di Alessandria. 2°premio alla rassegna “ottobre”. 3° premio concorso Libertà a Milano. Nel 1998 “targa oro”al 14°concorso C.Marzaroli a Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi. 6°premio”Anguria d’oro”di Tirana.

Critici che hanno scritto di lei:
W:Brani P. A. Sangiorgi B. Bardieri A. Obesati, Cossiu, S.Perdinaro R. Icarsi su cataloghi e riviste d’arte

Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia , Svizzera, Belgio, Germania, Olanda, Francia, Inghilterra, Australia, America, Spagna e Portogallo.

Oltre l’orizzonte
Mostra personale di Rudy Koll a cura di Rossella Lo Bianco
Dal 10 novembre 2018 al 19 gennaio 2019

Centro d’arte Raffaello
www.galleriaraffaello.com
raffaellocentrodarte@gmail.com

Pino Pascali

Pino Pascali (Bari, 19 ottobre 1935 – Roma, 11 settembre 1968)

Nato da genitori di Polignano a Mare, trascorre l’adolescenza a Bari, dove frequenta il Liceo Scientifico, ma, già ripetente, si trasferisce e si diploma al Liceo Artistico di Napoli. Nel 1956 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all’Accademia delle Belle Arti e frequenta le lezioni di Toti Scialoja. Dopo il diploma comincia a lavorare come aiuto scenografo alla RAI. Nel contempo inizia una collaborazione, che diventerà poi continuativa, con Sandro Lodolo, realizzando Caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive.

Negli anni sessanta partecipa a varie mostre collettive e nel 1965 realizza la sua prima personale presso la Galleria romana La Tartaruga.
L’anno successivo espone alla Galleria L’Attico. In soli tre anni ottiene un notevole riscontro da parte della critica e viene notato da influenti galleristi italiani e internazionali. Proprio all’apice della sua carriera, mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale di Venezia, muore prematuramente a Roma nel 1968 per le conseguenze di un grave incidente in motocicletta, sua grande passione. La sua tomba si trova nel cimitero di Polignano a Mare.

Artista eclettico, Pascali fu scultore, scenografo e performer. Nelle sue opere riunisce le radici della cultura mediterranea (i campi, il mare, la terra e gli animali) con la dimensione ludica dell’arte: un ciclo di opere è dedicato alle armi, veri e propri giocattoli realizzati con materiali di recupero (metalli, paglia, corde) e molti suoi lavori ripropongono le icone e i feticci della cultura di massa.

Nella serie “Ricostruzione della natura”, iniziata nel 1967, Pascali analizza il rapporto tra la produzione industriale in serie e la natura. È ritenuto uno dei più importanti esponenti dell’arte povera, insieme a Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Mario Merz, Eliseo Mattiacci, Renato Mambor, Sergio Lombardo e Cesare Tacchi.

Fu il primo a formalizzare le pozzanghere con l’acqua vera, da cui nacque la mostra “Fuoco immagine acqua terra” avvenuta all’Attico nel maggio del 1967.

Adele Lo Feudo

Adele Lo Feudo, in arte ALF, nasce nel 1967 a Cosenza. Dopo gli studi classici e la laurea in giurisprudenza si trasferisce a Perugia, dove la sua vita prende la via dell’arte. Si diploma interior designer e insegna per 7 anni nel settore. Riprende a dipingere e consegue il diploma di maestro d’arte, iniziando il suo percorso artistico in modo serio e continuativo sia come pittrice, sia come performer.
 
La prima personale

 è Ali per volare del 2010 a cui seguono Fucsia e Adele e Adele nel 2011, Tante mani per… nel 2012, Anima e Corpo e Riflessioni nel 2013, Artista d’avorio, Qui non si muore e Motus Terrae nel 2014, Messi a Nudo nel 2015, Presenze/Assenze: IO SONO! nel 2016 e Per giungere fino a te nel 2017. Sempre nel 2017 partecipa con successo all’asta silenziosa organizzata a New York nel corso del Columbus Day.
 
Adele Lo Feudo organizza eventi di grande richiamo come Un petalo rosa… per non dimenticare, in cui coinvolge 65 artiste in un programma antiviolenza sulle donne, con donazione a una fondazione delle opere esposte a Perugia e Cosenza. Nel 2016 realizza I Maccaturi, partendo dalla tradizione delle filande calabresi. Nel progetto sono inclusi 106 artisti sul tema del recupero delle tradizioni della sua terra natale e dei valori del passato. Le opere, donate al comune di Mendicino (CS), sono esposte in maniera permanente a Palazzo Campagna.
 
Le sue originali performance ricevono da anni apprezzamenti di pubblico e critica. Le sue opere sono inserite in importanti collezioni private e pubbliche.
 
www.adelelofeudo.it
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

Mariana Polisena

Mariana Polisena nasce nel 1985 a Buenos Aires, in Argentina, ma a quattro anni si trasferisce con la famiglia in Italia. Dal 2017 vive e lavora a Montefiorino (MO).
 
Dopo gli studi superiori intraprende un percorso da autodidatta indirizzato al mondo della sartoria. Dal 2012 disegna con sempre maggiore convinzione abiti originali e cuce ciò che scaturisce dalla sua matita. Con l’obiettivo di diventare figurinista, si iscrive all’Istituto di moda “Burgo” di Modena e porta avanti un percorso triennale di modellistica sartoriale.
 
Nel 2016 comincia a realizzare abiti storici e da allora tutto ciò che crea si lega al passato. I suoi costumi sono realizzati con criteri precisi, che rispettano il modello e il taglio dell’epoca. Per tale motivo la costumista prende ispirazione da quadri, immagini e figurini del periodo, ma anche da vestiti esposti nei musei o utilizzati nei set cinematografici.
 
Dietro ogni creazione di Mariana Polisena c’è lo studio del momento storico, degli usi e delle mode in voga. Per l’autrice l’abito ha una storia profonda da raccontare e regole rigorose da rispettare.
Lei stessa indossa le sue realizzazioni per eventi in costume o a tema, perché ama la sensazione di essere nei panni delle dame di altri tempi, atteggiarsi come facevano loro, cambiare i movimenti del corpo in base al vestito scelto.
Un vero e proprio viaggio nel passato attraverso la consapevolezza contemporanea.
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

Elio De Luca

Da oltre quarant’anni sulla scena artistica nazionale, Elio De Luca, nato nel 1950 a Pietrapaola (Cosenza), si trasferisce giovanissimo a Prato, dove si diploma nel 1969 presso la Scuola d’Arte Leonardo da Vinci. Qui tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Muzzi nel 1972.

Dal 1998, dopo l’antologica che il Comune di Prato gli ha dedicato in Palazzo Datini, la frequenza e l’importanza di rassegne, incarichi e riconoscimenti sono state sempre maggiori. Nel 2001 espone alla Galleria Arte Capital di Brescia, nel 2002 alla Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto, nel 2003 al Palagio di Parte Guelfa e a Palazzo Panciatichi a Firenze. È del 2004 la mostra itinerante “Il palcoscenico dell’esistenza” presentata nel Ridotto del Teatro del Popolo di Castelfiorentino e poi spostata in altre sedi.

Nel 2005 realizza la personale “Mater Terrae” nella città di Matera ed è invitato ad esporre al M’ARS Contemporary Art Museum di Mosca. Nel 2006 lo troviamo al Foreign Art Museum di Riga, in Lettonia, mentre gli viene organizzata da ModenArte la personale presentata presso i Musei Civici della Città di Lecco e poi al Centro per l’Arte di Miami. Nello stesso anno è uno degli artisti selezionati per partecipare alla mostra “Rifiuti preziosi. Il Nouveau Réalisme e la cultura contemporanea”, tenutasi a Palazzo Strozzi a Firenze.

Nel 2007 è uno degli artisti selezionati per rappresentare l’Istituto di Cultura Italiana all’Artist Istanbul Art Fair e partecipa alla mostra “Artisti italiani contemporanei” a Boca Raton e a Santa Fé. De Luca realizza inoltre per la Chiesa di San Bartolomeo, presso il Monastero di Scampata di Figline Valdarno, il Crocifisso, due grandi pale laterali e una lunetta. Nel 2008 dipinge i nove pastelli ad olio di grandi dimensioni che accompagnano nei teatri italiani lo spettacolo musicale “Robin Hood” scritto da Beppe Dati. Nel 2009 la città di Poppi gli dedica un’antologica presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna. Nel 2010 espone al Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma e nel 2012 alla Dogana Veneta del Comune di Lazise.

Nel 2014 realizza la doppia mostra “Donne e miti” per la Sala del Basolato del Comune di Fiesole e la Sala delle Colonne del Comune di Pontassieve. Dello stesso anno è l’esposizione presso lo Spazio Italia di Pechino dal titolo “Capriccio Italiano”, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata Italiana in Cina e con l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino. Sono del 2016 le esposizioni a Città della Pieve, Barberino Val d’Elsa, Stigliano e Arezzo. Nel 2017 è invitato ad esporre una grande mostra dal titolo “Donna – Elogio delle virtù” al Palazzo Pretorio del Comune di Certaldo.

AMORE. CANTICO DEI CANTICI
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
Dal 18 settembre al 14 ottobre 2018

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Pure White

Scrive Teresa Stacca, storico dell’arte, a proposito di Pure White e degli artisti che vi partecipano: “Bianco, bianco puro. Il bianco è un colore che inganna nella sua finta semplicità, è il re di tutti i colori, perché al suo interno tutti gli altri vi si nascondono e fanno capolino solo quando gli occhi di chi li osserva riesce a coglierli.

Il bianco riflette, quindi allontana, come se fosse uno schermo, un limite. La sensazione che ne deriva è di freddezza e di distacco, di certo non è fredda la città che ha ispirato questa mostra, la splendida Ostuni, conosciuta come “la città bianca”, per via delle sue costruzioni così bianche e splendenti; nei torridi giorni d’estate è magica la luce che si crea su quelle pareti che si stagliano contro un cielo di un azzurro reso ancora più intenso grazie al forte contrasto con la calce bianca che ricopre le costruzioni del borgo antico.

Il bianco puro è un tema che ha lasciato libero sfogo agli artisti, è un tema di grande ampiezza che li ha ispirati in modi, tra i più vari in termini di contenuti e di tecniche utilizzate, del tutto personali.

La città di Ostuni è musa ispiratrice nelle opere di Immacolata Zabatti e di Mario Polillo, in entrambe il bianco è “corrotto” da colori vivaci e luminosi. Il bianco prende forma anche più concettuale: intrise di significato, a sottolineare la complessità di questo colore, sono le opere di Sara Spolverini, Renzi e Lucia, Tommaso M. Vitale – Tommy 64. Richiami a elementi architettonici, anche se non si tratta della città di Ostuni, sono la fotografia di Guido Coniglio – G.C. Pintò e l’installazione di G. Mattia Urso. Il bianco si collega anche alla purezza tipica dell’anima angelica, angeli che prendono forma femminile, donne meravigliose come quelle dipinte da Sergio Ciavarella e Giuliana Garrone.

Il corpo femminile viene preso in esame da uno studio di Domenico Ruccia; Walter Marin, Carmelo Kalashnikov e Simona Battistelli dipingono corpi lievi, sfumati, leggiadre donne splendide e di spalle, che aprono il loro cuore sull’anima candida. C’è anche chi si è ispirato in modo esplicito a grandi artisti del passato, come Cesare Garuti o Mario Salvo, oppure, come nel caso di Giovanni Casamassima e di Francesca Mansi dove il richiamo è sfrontatamente ai decori dell’arte classica. Opere che utilizzano il bianco come prismi che riflettono e si trasformano in molti altri colori sono quelle di Iole Monaco, Milena Gallo, Ademara G. Lusignani, Marina Taroni e Pina Fiori; bellissima la matericità delle opere di Enrico M. Guidi e di Sandra Vassetti, Daniela D’Autilia, Liliana Angela Grassi, Antonio Lucarelli e Adele Napolitano in cui il banco è scomposto in modo più che materico, il colore, le sfumature si possono toccare quasi ad arrivare fin dentro al cuore, fino a bucare gli occhi, la vista, in profondità. Opere che raccontano storie sono quelle di Sabrina Pugliese e Stefano Sansoni. Dal gusto onirico sono i lavori di Susi Ricauda Aimonino, Pix Cataldi e Karen Antonini Karengiòarte, anche qui il bianco si trasforma in tante sfumature diverse che diventano un unico groviglio colorato e luminosissimo. Le opere di Lorenzo Zenucchini – Zenu e Daniela Pagliaro ci guardano, ci osservano dall’alto del loro fascino misterioso, invitandoci a guardare oltre, andando molto in profondità.

Silenzio interiore, partenza, tabula rasa. Il bianco è quell’energia forte da cui tutto parte e da cui tutto ha origine, il colore sovrano, visibilissimo delle opere di Maria Pia Cafagna, Mariella Sellitri e Atipica Ceramic, in cui il mondo è circoscritto ed elegantissimo, si va oltre, si sprofonda in un ignoto luminoso e curioso. Parlano di movimento perenne le opere di Roberta Fracella e di Shakar Galajian, c’è qualcosa d’inquietante in questa continuità, turbata da interferenze imperfette. Nei lavori di Sophia Zaccaron e Eleonora Belelli oltre il visibile c’è qualcosa che stride dentro ed e fatto di metallo pesante, di materiale inerte che tutto ingloba in uno stato di profonda confusione.

Il bianco puro non esiste, il bianco è sempre compromesso, è un colore fatto da altri colori, quindi, la purezza non esiste in questo caso.”

Pure White
ANTICA SALIERA – Studio| Gallery| Ipogeo
Lecce – dal 15 al 21 luglio 2018
Via Degli Antoglietta 11a (73100)
+39 327.3463882
antica.saliera@gmail.com
www.ginaaffinito.com

Paolo Loschi

Scrive Cristina Principale a proposito dell’arte di Paolo Loschi : “Da spettatori delle opere di Paolo Loschi, si è coinvolti oltre i confini bidimensionali delle immagini e lo spazio in cui vengono a collocarsi.

Esempio di pittura, la sua, che trasuda il gesto che di volta in volta la compie e i contenuti di una potente immaginazione. Verrebbe infatti da domandarsi dove risieda quel quid nel suo linguaggio che lascia credere che da un momento all’altro le scene prendano vita, liberate da una condizione determinata e dal riferimento del tempo, e svincolate dall’influenza di un titolo o un sentimento in particolare.

Ebbene, una risposta possibile la suggerisce una delle accezioni del termine tarab, che sta a indicare idealmente lo stato di estasi che viviamo quando ascoltiamo certa musica, per ciascuno diversamente speciale; l’alterazione felice in cui ci troviamo quando avviene quel coinvolgimento, appunto, che ci aiuta a riconoscere l’arte, nelle sue coniugazioni. Vi sono infatti elementi di fascinazione nella sensibilità dell’artista Loschi che accompagnano al piacere. La capacità di riscrivere la realtà, mettendo in gioco nuovi mondi visivi, e certamente il ritmo della sua pittura.

L’impronta sinestetica della sua creatività, come l’ha definita Michela Giacon nel 2008, rinviene dalla formazione come musicista e da una spontanea e accentuata attenzione alle armonie. Propriamente alle relazioni tra elementi, umani o formali, rapporti dentro e fuori la superficie. Sia questa di carta, legno o tela, di piccole o grandi, grandissime dimensioni. Loschi riesce, con la medesima intesa espressività, a gestire il segno pittorico tanto concentrandolo nei pochi centimetri di una cartolina che sfidando supporti vuoti, fino a 30 metri – record di un suo ultimo progetto dell’estate 2018.

E la musica risulta tutt’altro che accessoria nel determinare l’azione, che ha a che fare con la dote di quanti nell’esecuzione vanno “ad orecchio”, come lui stesso riconosce. È capace così, rivolto al suo supporto, di concerti da camera e per orchestra, con un tocco talvolta intimista e delicatissimo, altre volte plateale e gridato. A partire dal disegno asciutto nero su bianco, per completarsi con tonalità liquide e luminose che danno corpo a intensi ritratti, di protagonisti singoli o a più figure, vedute di paesaggi naturali o urbani, e collages di forme a descrivere paesaggi invece interiori, per lo più legati in serie e che scandiscono la sua ricerca negli anni. L’esperienza forbita e di lunga data di Loschi fa eco alle avanguardie storiche, rinnovando lo sguardo sull’importanza della concertazione, e garantendo pregio performativo e nella resa pittorica.

Una spontanea disposizione all’ensemble ha guidato proprio ad una serie di site specific che lo vedono autore, nell’ultimo lustro, di Concerti per musica e pennello, performance collaudate nelle quali il pittore si esibisce live durante la creazione, accompagnato da musicisti che contribuiscono all’esibizione e ne scandiscono l’umore. Questa proposta è stata declinata in contesti d’eccezione sempre differenti, in spazi museali, quanto in spazi storici e industriali, dedicata a collezionisti privati o aperta al pubblico. Il tratto in comune con le sperimentazioni in studio è, puntualmente, la sensazione di immersione nelle anime dei suoi colori. Da spettatori delle opere di Paolo Loschi, si può condividere la seduzione del contatto, il suo con la musica, quello tra i soggetti delle opere nelle opere, e tra questi e noi, attraverso un’espressione umorale e incalzante, frutto di un imprevedibile incontro.”

 

TARAB, quando le anime si toccano

mostra personale di PAOLO LOSCHI

a cura di Gabriella Damiani

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA

Piazzetta Cattedrale

Centro Storico

Ostuni

Inaugurazione domenica 22 luglio 2018 ore 18,30

dal 22 luglio al 5 agosto 2018

LIVE PERFORMANCE

CONCERTO PER PENNELLO E TROMBA

con Paolo Loschi, painter e Alberto Di Leone, jazz trumpet

Giardini Vescovili, Museo Diocesano ore 19,00

GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA

Piazzetta Cattedrale (centro storico)

72017 Ostuni (Br)

Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506

info@orizzontiarte.it

www.orizzontiarte.it

ARS in GRATIA

ROSSANA BUCCI – Corato (BA). Artista, poetessa e performer, ha intensificato la sua carriera soprattutto dal 2014, anche attraverso il sodalizio con l’artista Oronzo Liuzzi con cui cura preziose edizioni di raffinata poesia, numerate e personalizzate. Al di là delle carriere personali, l’affinità artistica nata dal loro incontro, ha “legato” le loro esperienze a tutto campo attraverso intense trasposizioni, commistioni fra arte, poesia e performance. L’artista è approdata negli ultimi anni a importanti esposizioni, fra cui quelle collaterali alla “56esima Biennale di Venezia” Padiglione Tibet a Venezia 2015 con il Dalai Lama (oltre Genova e Pavia), fra cui l’ultima promossa dallo stesso Padiglione che partirà da Venezia (5/2018) per arrivare fino in Tibet a favore del rientro del Dalai Lama. Con AnimARSi ha partecipato alle collettive “In Nomine Sancti Nicolai” Bari 2016 inaugurata per la prima volta nella storia della Chiesa Russa di San Nicola il Taumaturgo e Palazzo Barone Ferrarae “In Sacramenta Manent – Artisti Contemporanei in Dialogo sul Sacro con Aligi Sassu” Besana Brianza (MB) 2017. Fa parte, fra le altre, della prestigiosa collezione “Imago Mundi” di L. Benetton.

LUCIA BUONO – Bari. Dopo la maturità classica, si diploma in Decorazione con il prof. M .Conenna, specializzandosi in Arti Visive della Musica e Spettacolo all’Accademia Belle Arti di Bari. Nel 1980 inizia l’attività espositiva ottenendo il Premio Lubiam a Mantova. Partecipa a prestigiose collettive nazionali ed internazionali curate da G. Dorfles, E. Baj, M. Conenna, E. Crispolti in Italia ottenendo premi e riconoscimenti, all’estero fra Parigi, Malta, Toronto, Podgorica (Montenegro). Ha insegnato al Liceo Artistico “Pino Pascali” di Bari. Ricordiamo nel 2015 Medaglia d’Oro Camera dei Deputati al XLII Premio Sulmona e Menzione Speciale 2016 sez. Maestri Contemporanei Premio Limen Arte, Vibo Valentia. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero; hanno scritto di lei L. Anelli, L. Caramel, T. Carpentieri, M. Conenna, E. Crispolti, L. De Venere, G. Di Genova S. Fizzarotti Selvaggi, E.Le Pera, Antonella e Pietro Marino, V.Sgarbi, M. Vinella, M. Vitiello. Sua ultima importante collettiva nel 2016 “In Nomine Sancti Nicolai” a Bari in Chiesa Russa di San Nicola Il Taumaturgo e Palazzo Barone Ferrara, ideata e curata da S.Cassano/AnimARSi. Lucia ci ha lasciati nel febbraio 2017.

PIERLUCA CETERA – Gioia del Colle (BA). Nato a Taranto, è un pittore autoptico. Nei suoi lavori, “ritaglia” i corpi come brandelli, seziona, incide, fora. Ogni opera è un esame ravvicinato delle superfici e dei volti, quasi a volerne estrapolare le Anime attraverso le lacerazioni. Lo studio dei soggetti lascia intravedere quasi un interesse voyeuristico a sondare le devianze umane, le forme del delirio così come gli stati mistici o trascendenti ai piaceri carnali. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, insegna Storia dell’Arte e Disegno all’Istituto R. Canudo di Gioia del Colle (BA). Con la sua particolare pittura partecipa a diverse esposizioni sia in Italia sia all’estero; nel 2010 e 2011 con V.Schino, approda fino a Mosca con le esperienze teatrali (Premio Lia Lapini). Fra le mostre personali: Shenzhen, Xinmin, Shanghai, Lucerna, Edimburgo (Consolato Italiano), Roma, Trento, Pescara, Foggia, la Triennale di Milano, Lecce e Bari con AnimARSi “In Nomine Sancti Nicolai” (2016) con i Patrocini fra gli altri del Patriarcato di Costantinopoli e Malta, Regione Puglia, Basilica di San Nicola e della Chiesa Russa di Bari, ove l’evento è stato eccezionalmente inaugurato nella Cappella Superiore Consacrata.

ETTORE ALDO DEL VIGO – Sassari. Nato nel 1952 a Basilea in Svizzera, sin dall’infanzia si dedica al disegno, attirato in particolar modo dal Surrealismo che definisce “Pura essenza della verità interiore”. All’età di soli 12 anni esegue il suo primo dipinto monocromo “Autoritratto Anziano” sulla base di scritti personali relativi alla scrittura automatica. Consegue nel 1969 il diploma in grafica editoriale presso una tipografia locale ove ha modo di conoscere Max Ernst in occasione della pubblicazione del catalogo di una sua personale a Basilea. Nel 1976 si trasferisce in Sardegna a Sassari ed entra in contatto con vari artisti locali; dopo aver partecipato a numerosi concorsi e collettive d’arte, allestisce con successo nel 1979 la sua prima personale. Nel 1990 gli viene commissionata la decorazione della sede dell’INA, nel 2000 esegue una serie di dipinti per la Chiesa di San Paolo Apostolo a Sassari e sempre nel 2000 entra a far parte del movimento “VisionaryArt movement” di Otto Rapp, in seguito di “International Surrealism Now” di Santiago Ribeiro da cui scaturiscono una serie di mostre itineranti in Portogallo. Nel 2004 esegue una serie di dipinti per la Sala Ricevimenti dell’Ambasciata di Londra. Del 2015 la nomina a direttore artistico della “Tian Xing International Art Association” in Cina. Nel 2016 fonda il “Movimento Surrealista Contemporaneo” ed entra a far parte della ArtBank con sede in Cina. Numerose sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all’ estero.

ORONZO LIUZZI – Corato (BA). Nato a Fasano (BR), ha all’attivo oltre mille esposizioni fra personali e collettive in tutto il mondo, ma ancora non termina di stupire attraverso la ricerca non solo di forme artistiche “materiali” (pittura, scultura e installazione), ma immateriali quali versi e liriche (più di 25 pubblicazioni all’attivo) di cui “impregna” opere e tele, dal 2014 anche attraverso l’interazione con l’artista/performer Rossana Bucci. Da ricordare l’Omaggio a Marinetti” a Parigi, 2002; con AnimARSi “In Nomine Sancti Nicolai Bari, 2016 e “In Sacramenta Manent – Artisti Contemporanei in Dialogo sul Sacro con Aligi Sassu” Besana Brianza (MB), 2017. Partecipante a diverse Biennali di Venezia, fra cui quella al “Padiglione Tibet” nel 2015 con il Dalai Lama e iniziative d’Arte a favore della Pace per il Tibet e rientro del Dalai Lama, fra cui l’ultima promossa dallo stesso Padiglione, che partirà da Venezia (5/2018) per arrivare fino in Tibet. Fa parte, fra le altre, delle collezioni del MART di Rovereto, Museion di Bolzano e “Imago Mundi” di L.Benetton.

MARIO PIERRI – Taranto. Pittore e incisore, nato e cresciuto in ambiente famigliare che “viveva” simbioticamente il rapporto con l’Arte figurativa (Angelo Pierri pittore è fratello del padre) e letteraria attraverso la frequentazione con la grande Alda Merini, Carlo Betocchi, Giacinto Spagnoletti ecc. La sua prima esposizione nel 1965 alla Biennale dell’Incisione Contemporanea Italiana, mentre nel ’66 la prima personale a Taranto. La carriera è in crescendo fino all’invito nell’87 del Comune di Milano e continua fra personali e collettive soprattutto in Puglia, fino all’ultima importante personale nel 2014 a Bari (Spazio Murat) mentre in collettiva alla Biennale Europea dell’Arte, anno in cui viene inserito nel “Catalogo d’Arte Moderna Mondadori”. Nel 2016 con AnimARSi“In Nomine Sancti Nicolai” sempre a Bari su mio invito, sua ultima importante collettiva prima della scomparsa, avvenuta a dicembre 2017. Nel 2018 è stato inserito nell’Archivio Storico dell’Arte Italiana (Maison d’Art, Padova). “L’Arte pittorica di Mario Pierri, svincolata da dettami accademici, rivela accordi cromatici legati a un filo di pura poesia, mentre la calda luminosità si apre ad una dimensione spirituale” (C.D’Aquino Mineo).

ANGELA QUITADAMO – (Scultura) – Manfredonia (FG). Di origini irlandesi, nata a Foggia, opera da circa trent’anni sul territorio garganico per il recupero storico-culturale relativo ai ritrovamenti delle ceramiche nei siti archeologici della Daunia, riproducendole con maestria tale da farla considerare ultima depositaria di questa antica arte. Ha studiato e lavorato in Italia e all’estero, insegna al Liceo Artistico Roncalli di Manfredonia, membro direttivo ArcheoClub-Herdonia. Al suo attivo collaborazioni museali e per i 5 Siti Reali Italiani. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia ed estero, Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra (donazioni al British Museum di Londra), California ecc. La Daunia Antica è stata da lei rappresentata in una Stele commemorativa donata a Betlemme, percorrendo il sogno di divulgare e valorizzare il territorio Dauno. In un’ottica di gemellaggio simbolico e spirituale fra il Santuario della Madonna delle Armi e il Santuario della Madonna di Siponto, ho inteso la scelta dell’artista Quitadamo che, su mio invito e attraverso l’Associazione AnimARSi, donerà una Icona raffigurante la Vergine alla legale rappresentante della Fondazione S. Maria delle Armi per l’evento “ARS in GRATIA”.

CLAUDIO SCIASCIA – Roma. Nato Roma nel 1958, si diploma in pittura nel 1980 e in scultura nell’88. La sua ispirazione artistica nasce dallo studio dei Maestri classici del Rinascimento (Paolo Uccello, Piero Della Francesca, Van Eyck, Antonello, Rosso, Mantegna, Durer, Giorgione, Tiziano), del Simbolismo (Bocklin), del Surrealismo (Magritte), della Metafisica (De Chirico). “…i Maestri del passato controllano il sentimento dell’allievo, lo incitano ad approfondire il suo tema compositivo, che talvolta egli enuncia e padroneggia come un gioco di prestigio” (Duccio Trombadori). “da Carpaccio ai Fiamminghi, fino a De Chirico sontuoso in cui perdurano incanti metafisici; le ampiezze ‘sonore’ dell’Ariosto, la levità del Boiardo, i miti greci, le leggende di un cupo Medioevo, i gesti grandiosi di un Rinascimento inquieto, la tarda modernità avida e divorante: tutti sono trama e cornice di un tanto mostrarsi…“ (Elio Pecora). Numerose le sue esposizioni personali e collettive in Italia (tra cui al Vittoriano e al Museo Crocetti di Roma) e all’estero (Museo Shirvanshakh di Bakù-Azerbaijan, Old Jaffa Museum di Tel Aviv). Principali personali: 2002-Rose Frutti Alberi; 2004-Fontane Luoghi Colori di Roma; 2009-Metropoli; 2010-Sacre Visioni; 2013-L’Attraversamento dell’Altrove; 2015-Le Ombre della Sera.

ROBERTA SERENARI -Sasso Marconi (BO). Nata a Bologna, vive e lavora a Sasso Marconi. Autodidatta, le naturali doti di predisposizione al disegno dell’infanzia, si arricchiscono negli anni con lo studio approfondito della pittura a olio e della Storia dell’Arte, avendo come unico maestro le opere del passato viste nei musei del mondo. La sua pittura, attraversando l’atmosfera onirica della stagione metafisica, ha la vocazione di condurre a una riflessione intimistica, dove prevale una presenza femminile dotata di misteriosa fascinazione strettamente legata al mondo della fiaba, dell’infanzia e del sogno. Numerose le esposizioni in collettive e personali dal 1982 a oggi. Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia per il Padiglione Italia sez. Emilia Romagna a Palazzo Pigorini di Parma. Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, come il Museo di Cà La Ghironda (BO), il Museo di Logudoro (SS), la Quadreria dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara, l’Hotel Albornoz di Spoleto e la Collezione Permanente di Costa Crociere sulle Navi Costa Deliziosa e Costa Fascinosa.

ARMAND XHOMO – Firenze. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Tirana, in seguito ha lavorato come scenografo in vari teatri. A compimento dell’esperienza teatrale, si sviluppa in lui la vocazione per la pittura, nuovo “luogo interpretativo” ove manifesta un’attenzione speciale verso l’impianto grafico della scena e della figurazione, cariche di un dinamismo sintetico, debitore della scenografia di discendenza futurista che si interseca con le figure antropomorfe in primo piano ma non dimenticando la natura mediterranea e sanguigna pregnante la propria personalità. Nell’arco della sua carriera professionale ha partecipato a diverse collettive e personali; nel 1995 ha vinto il “Premio Italia”, nel 2011 il “Premio Arturo Puliti”, nel 2016 il Premio Nazionale d’Arte Contemporanea “Miglior Artista del 2016”. Ha esposto tra l’altro nel Palazzo Medici Riccardi a Firenze, al Museo Civico di Siena, Pechino, Nanchino (Cina), Nashville (Tennessee), Tirana, Stavanger (Norvegia), New Delhi e alla Pall Mall Gallery di Londra.

La grazia nell’arte

ARS in GRATIA – La GRAZIA nell’ARTE
progetto ideato e curato da Stefania Cassano, presidente _art director – AnimARSi Ass. artistica culturale / Bari
in collaborazione con Fondazione S.Maria delle Armi Cerchiara (CS)

Patrocini
Fondazione S.Maria delle Armi, Club per l’UNESCO Trebisacce (CS), Comune di Cerchiara(CS)
Sedi : Sala Museo Santuario Santa Maria delle Armi Cerchiara di Calabria (CS)

inaugurazione
19 maggio 2018 ore 10.30

periodo
Dal 19 maggio al 18 giugno 2018

Damp Collective

Viviana Marchiò nasce nel 1990 a Napoli, città in cui ha la possibilità di studiare con Rosaria Matarese e diplomarsi presso la locale Accademia di Belle Arti. Dopo un periodo di studio di 6 mesi a Tartu, in Estonia, lavora come tirocinante presso la Kunstkraftwerk di Lipsia, in Germania. Partecipa a concorsi e mostre a livello nazionale, sia individualmente (Frase Got Talent Prize; Imago Mundi-Doni, MADRE, Napoli; Imago Mundi-Mediterranean Roots, ZAC, Palermo), che come duo Armento Marchiò (I edizione Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte; Radicarsi, Bienno (BS); Delebile, Conco (VI)), che con il collettivo DAMP. Il suo interesse per la sfera politica la spinge, nel 2017, a pensare il progetto in progress Ipotetico, e dunque realizzare un’installazione presso Santa Fede Liberata, Napoli.

Adriano Ponte nasce a Larino (CB) nel 1989. Nel 2009 si iscrive al corso di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove conclude gli studi nel 2018 sotto la guida di Rosaria Iazzetta. Espone all’estero in svariate mostre collettive, tra cui: 44°0ʹ0ʺ NE 10°14ʹ0ʺ, a cura di Maria Claudia Farina e Ulrich Johannes Mueller, presso Hechingen; Vitosha presso la galleria Chervenata tochka di Sofia. Qui compie un periodo di studi presso la National Accademy of Art. Tra il 2014 e il 2015 risulta finalista al Premio Nocivelli e al Premio Creatività città di Marsciano. Nel 2015 ottiene un pubblicazione sulla rivista d’arte REUNION: The Dallas Review. È artista in residenza nel 2013 a Lemnos, in Grecia, per un progetto curato da Thomas Sfounis, e, nel 2015, in Norvegia, presso l’Atelier Austmarka. A settembre 2017 partecipa al workshop curato da Cesare Pietroiusti presso la Fondazione Lac o Le Mon.

Luisa de Donato nasce a Dnepropetrovsk nel 1991. I suoi interessi artistici la portano a frequentare il corso di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove consegue il titolo accademico nel 2014 e si specializza nel 2018. Compie un periodo di studi di 6 mesi presso la National Academy of Arts di Sofia in Bulgaria. Il suo percorso artistico è iniziato dalla pittura, ma si è presto esteso ad altri linguaggi. Tutto questo processo di maturazione nasce dalla volontà dell’artista di esprimere al meglio e in molteplici forme il suo pensiero. Il suo modo di pensare è stato sviluppato durante tutta la sua carriera artistica ed è diventato multiforme e poliedrico, canalizzando le attività dell’artista in numerose direzioni contemporaneamente. Un’analisi sistematica di questa evoluzione non è semplice, ma alcuni dei suoi temi principali si esprimono sull’uomo e sul suo rapporto con l’esterno, che è analizzato da un punto di vista concettuale ma anche meramente spaziale.

Alessandro Armento nasce a Cava De’ Tirreni (SA) nel 1990 e si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Negli anni di studio si avvicina alla scultura e all’installazione, per giungere all’utilizzo della parola. Prende parte a diverse esposizioni e concorsi artistici sul territorio nazionale: X edizione del Premio Nazionale delle Arti (2013); Premio Internazionale Lìmen Arte VI (2014); Premio Comel Vanna Migliorin; Premio Catel (2015); Osmos, a cura di Moscacieca (2015); II edizione del Premio ArtePollino (2015), dove risulta vincitore. Dal 2015 inizia a collaborare con Viviana Marchiò, con la quale dà vita al duo Armento Marchiò. Nel 2016, con la mostra Radicarsi, concludono il periodo di residenza artistica presso il Borgo degli Artisti di Bienno. Nel 2017 invitati a prendere parte al Progetto 021UP, presso Conco (VI), realizzano Delebile, a cura di Martina Campese. Nel 2017 lavora come tirocinante presso la Kunstkraftwerk di Lipsia.

 

giovedì 26 aprile alle ore 18,30 alla MAPILSGALLERY in via Monte Di Dio 14, nel cortile di Palazzo Serra di Cassano, inaugura la mostra “dove non fui mai” del DAMP Collective.

Visibile fino al 15 giugno, “dove non fui mai” è un’installazione site specific che intende investigare il concetto di “altrove” in una indagine che si sviluppa attraverso tre interventi di cui due di tipo installativo e uno bidimensionale.