Aqua Aura

Aqua Aura si diploma al Liceo Artistico di Bergamo e si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera, sezione Pittura.

Prosegue la sua formazione in giro per il mondo, tra musei, laboratori di ricerca e spazi naturali. Le sue investigazioni si nutrono di studi sulla fisica astronomica, la fisica delle particelle, la biogenetica, la filosofia e la psicologia della percezione. In particolare, instaura un rapporto di collaborazione e di scambio, nell’ambito della ricerca scientifica, con la Fondazione ARISLA (Fondazione italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica), approfondendo lo studio sulla genesi e lo sviluppo delle immagini scientifiche.

Negli ultimi anni il suo linguaggio si è mosso principalmente nell’ambito della fotografia e dell’arte digitale. Ha esposto in molte sedi istituzionali, gallerie e musei a livello internazionale, tra cui Berlino, Istanbul, Barcellona, Maastricht, Helsinki ed ha partecipato a numerose fiere d’arte in Italia e in Europa. Gli ultimi sviluppi del suo lavoro lo hanno portato, oltre che al mezzo fotografico, verso nuovi linguaggi, attraverso la realizzazione di cortometraggi, docufilm e opere di video-arte, fino alla realizzazione di installazioni e video-sculture. Nella veste di relatore, ha partecipato a numerosi convegni e conferenze rivolte all’arte contemporanea e alla ricerca scientifica in generale, tra cui “Natura Punto Zero”, dialogo tra Carlo Barbante e Aqua Aura moderato da Livia Savorelli (Arteam) nell’ambito del “Festival per la Terra” (Museo di Storia Naturale, Venezia, 2018).

Tiene lezioni su fotografia e arte contemporanea presso scuole private e fondazioni. Tra le principali mostre personali si segnalano: “Frozen Frames” (Galleria VV8artecontemporanea, Reggio Emilia, 2013, a cura di Alessandro Trabucco), “Boudoir” (Galleria Paolo Tonin, Torino, 2013, a cura di Alessandro Trabucco), “Vacant Scenery” (Galleria Kajaste, Oulu, Finlandia, 2014, a cura di Anna-Maija Kajaste), “Void” (Galleria VV8artecontemporanea, Reggio Emilia, 2014), “Illusion-Inclusion” (Costantini Art Gallery, Milano, 2015, a cura di Stefano Costantini e Emanuela Pitti), “The Hidden Project” (Gàleria H2O e Istituto Italiano di Cultura, Barcellona, Spagna, 2015, a cura di Carolina Valentina Lio), “The Graft” (Galleria Kajaste, Helsinki, Finlandia, a cura di Gaia Serena Simionati), “Scintillation” (Riccardo Costantini Contemporary, Torino, 2016, a cura di Michele Bramante), “Aqua Aura | Scintillation” (Luisa Catucci Gallery, Berlino, Germania, 2017, a cura Chiara Fileccia e Luisa Catucci), “Somewhere out there” (Palazzo Cuttica e Sale d’Arte, Alessandria, 2017-18, a cura di Matteo Galbiati), “Millennial Project” (Sinagoga, Reggio Emilia, 2017-18, a cura di Chiara Serri), “Aqualand” (Costantini Art Gallery, Milano, 2018), “Morgan’s tales” (Palazzo del Parco, Diano Marina, Imperia, 2018, a cura di Civiero Art Gallery). Tra le principali esposizioni collettive: “11. Festival Art Stays 2013” (Ptuij, Slovenia, 2013), “Antiritratto: Aqua Aura, Rowan Corkill, Francesco Garbelli” (Studio Maria Cilena Arte Contemporanea, Milano, 2014, a cura di Alessandro Trabucco), “Meetings – Aqua Aura, James Iles, Mona Hoel – Italy, Wales, Norway” (Galleria Kajaste, Helsinki, Finlandia, 2014, a cura di Anna-Maija Kajaste), “Arteam Cup 2015” (Officina delle Zattere, Venezia, 2015), “Camera Chiara: Aqua Aura, Giacomo Costa, Gohar Dashti, Me Nè, Nicolò Quirico, Jalal Sepher, Sandy Skoglund” (Costantini Art Gallery, Milano, 2016), “Arteam Cup 2016” (Palazzo del Monferrato, Alessandria, 2016), “Arteam Cup 2018” (Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2018).

Nel 2017 è uscito il libro “Lustro” con testi di Matteo Galbiati e Chiara Serri (Vanillaedizioni, 2017). Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e Akureyri (Islanda), da alcuni anni risiede stabilmente a Milano.

 

Aqua Aura, Paesaggi Curvi
A cura di Maria Letizia Paiato e Chiara Serri
Palazzina Marfisa d’Este, Corso della Giovecca 170, Ferrara
16 marzo – 5 maggio 2019
Sinagoga Grande della Scola Italiana, Via Mazzini 95, Ferrara
16 marzo – 16 aprile 2019
Inaugurazione: sabato 16 marzo, ore 18.00, Palazzina Marfisa d’Este; a seguire apertura della sezione della mostra allestita presso Sinagoga Grande della Scola Italiana
Orari Palazzina Marfisa d’Este: da martedì a domenica con orario 9.30-13.00 e 15.00-18.00, chiuso il lunedì; Pasqua chiuso, aperto Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio.
Ingresso: intero euro 4,00; ridotto euro 2,00 (gruppi 15 pax, oltre i 65 anni); gratuito fino ai 18 anni.
Visita alla Sinagoga Grande della Scola Italiana su appuntamento.
Ingresso libero.
Catalogo Vanillaedizioni, 2019, con prefazioni di Tiziano Tagliani e di un rappresentante della Comunità Ebraica di Ferrara e testi critici di Maria Letizia Paiato e Chiara Serri.

Per informazioni e prenotazioni:
Servizio Informazioni e Prenotazioni Ferrara Mostre e Musei
Tel. 0532 244949, diamanti@comune.fe.it, www.palazzodiamanti.it
Comunità Ebraica di Ferrara
Tel. 0532 247004, comebraicafe@gmail.com

Per approfondimenti:
Aqua Aura
www.aquaaura.it

Uffici stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it
RP//PRESS
Via Sacco 114, 65125 Pescara
Tel. 349 3999037, press@rp-press.it, www.rp-press.it

Pierdonato Taccogna

Pierdonato Taccogna nasce a Triggiano (BA) nel 1990. Dopo aver conseguito la maturità presso il liceo artistico statale “G.De Nittis”, prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bari.
 
Nel 2014 sospende tale percorso per dedicarsi interamente all’arte, approfondendo così, mediante la ricerca storica, lo studio delle tecniche pittoriche. Partecipa, in seguito, a svariati concorsi e mostre collettive sia a livello nazionale che internazionale, guadagnandosi l’attenzione degli addetti ai lavori, tra i quali Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, intraprendendo una serie di collaborazioni.
La sua poetica si avvale di due elementi fondamentali la “luce” e la “materia”. La prima viene trattata quasi come un’ossessione poiché scaturisce da una particolare esperienza dell’artista, vissuta nel 2005, che lo ha portato ad indagare il mondo fuori dal reale, ricercando quei bagliori e quelle evanescenze tipiche della sfera subconscia e vivendo in prima e in terza persona visioni comprensive di suoni e profumi, quasi come se fossero dei flash ultraterreni. Mentre l’attrazione per la materia comincia dalla preparazione del telaio, sino all’ultimo strato di vernice. Taccogna non utilizza colori o altri materiali industriali, tutto è preparato nel suo atelier seguendo le antiche ricette artistiche, e continuando il lavoro di studio e di sperimentazione delle tecniche pittoriche. 

PREMI
2015:
semifinale “Premio Claudio Abbado”.
21 agosto 2014:
”Medaglia del Presidente della Repubblica”, 46^ edizione del Concorso Nazionale d’Arte “il Pendio”, Corato.
22 maggio 2014:
Primo classificato “Premio del Presidente”, Accademia di Belle Arti di Bari.
21 dicembre 2013:
finalista “Premio Internazionale Limen Arte 2013”, Vibo Valentia. Catalogo Rubbettino. Opera gradita dal critico d’arte Philippe Daverio.
21 agosto 2013:
Primo classificato, 45^edizione del Concorso Nazionale d’Arte “il Pendio”, Corato.
09 settembre 2011:
“Menzione Speciale Premio Trebbio”, Triggiano(Ba) .
24 agosto 2011:
Primo classificato, 43^edizione del Concorso Nazionale d’Arte “il Pendio”, Corato.

MOSTRE PERSONALI
23 settembre 2017:
“La natura del cosmo”,a cura di Giuseppe Carli
Casa Talia, Galleria Lo Magno, Modica (RG).
18 marzo 2017:
“The secret of light”, a cura di Giuseppe Carli.
Galleria giuseppevenieroproject, Palermo.
Catalogo Glifo Edizioni.

MOSTRE COLLETTIVE
7 ottobre 2018:
“AEQUILIBRIM – ACQUA TERRA ARIA FUOCO “, a cura di Daniela Arionte.
GAM ,Catania.
10 marzo 2018:
“Codici mediterranei”, a cura di Licia Oddo.
Arionte Arte Contemporanea in collaborazione con KoArt, Catania.
13 luglio 2017:
“Rosalia”, a cura di Giuseppe Carli.
Aeroporto Internazionale “Falcone Borsellino”. Palermo.
15 ottobre 2015:
Fiera Internazionale “L’isola che c’è”, a cura di Guido Pietroni e Sandro Serradilfalco.
Villa Castelnuovo, Palermo.
Catalogo EA editore.
30 aprile 2015:
“Logiche dello spazio”, a cura di Maria Angelastri e Mariangela Canale.
Studio 52 Arte e Cornici , Altamura.
6 marzo 2015:
“Adriatica la via dell’arte”, a cura di Francesco Ruggiero e Kristina Milakovic.
Sale espositive della Galleria Antichi Forni, Macerata.
27 febbraio 2015:
“La dimensione della Luce”, a cura di Fabio Bonanni e Giancarlo Chielli.
Young Artist Gallery,sita Convento di Santa Chiara, Mola di Bari.
15 novembre 2014:
“Have a Glamours weekend”, a cura di Vito Caldaro.
Galleria Forma 4, Bari.
18 ottobre 2014:
“Latin Love, pittura tra Bari e Cluj-Napoca”, a cura di Giusy Petruzzelli.
Fortino di Sant’Antonio, Bari.
9 giugno 2014:
“Latin Love, pittura tra Bari e Cluj-Napoca”, a cura di Giusy Petruzzelli.
Casa Matei Corvin, Cluj-Napoca(Romania).
14 settembre 2013:
”Entro quando”, a cura di Fabio Bonanni e Magda Milano.
Fashion District,Molfetta.
9 luglio 2012:
a cura dall’Accademia di Belle Arti di Bari.
Fabbrica di San Domenico,Molfetta.
17 giugno 2012:
“Ritratti”, a cura di Roberto E.M. Mazzarago.
Galleria Le Muse giovani, Adelfia (Ba).
3 giugno 2012:
“Summer star(t)”, a cura di Roberto E.M. Mazzarago.
Galleria Le Muse Giovani, Adelfia (Ba).
18 dicembre 2011:
“Giftworks”, a cura di Roberto E.M. Mazzarago.
Galleria Le Muse Giovani, Adelfia (Ba)

In principio era il cielo

Giorgio Andreotta Calò

Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979; vive e lavora tra Italia e Olanda) è uno degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni e ha rappresentato l’Italia alla 57ma Biennale di Venezia (2017).

Le sue opere comprendono sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi e sono spesso concepite per essere incluse in un ricco sistema di rimandi e collegamenti tra di loro, anche attraverso l’uso di elementi naturali densi di significati simbolici – come l’acqua, la luce e il fuoco.

Il suo lavoro affonda le radici in alcune pratiche concettuali e processuali tipiche degli artisti degli anni Sessanta e Settanta per poi aprirsi a nuove evoluzioni ed è il risultato di un lungo processo di ricerca sui materiali – da quelli classici, come bronzo e legno, ad altri più inusuali come ad esempio il caranto, lo strato argilloso sottomarino su cui sorge la città di Venezia –, sulle tecniche di lavorazione e sulla loro origine. Il suo interesse per i materiali organici avvicina le sue opere agli attuali dibattiti internazionali sull’utilizzo e dispersione delle materie prime e ai temi sui cambiamenti socio-ecologici.

Parte integrante della sua metodologia artistica è la costante rielaborazione e riconfigurazione delle sue opere in base al contesto geografico e culturale in cui vengono esposte: per CITTÀDIMILANO l’artista si concentra sulla sua pratica scultorea, presentando in stretto dialogo lavori realizzati dal 2008 a oggi e qui concepiti come parte di un unico paesaggio, che trasforma la percezione dell’ambiente ed evidenzia i legami che intercorrono tra le opere stesse.

Per l’occasione Giorgio Andreotta Calò ha inoltre compiuto ricerche sulla storia della società Pirelli, concependo appositamente nuove opere, che portano alla luce narrazioni inedite del passato, come quella del relitto del piroscafo Città di Milano – da cui l’intera esposizione prende il titolo.

Giorgio Andreotta Calò
CITTÀDIMILANO
A cura di Roberta Tenconi

Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 19
Anteprima riservata ai Member: ingresso alla mostra dalle 17.30 alle 18.30

14 febbraio – 21 luglio 2019
giovedì-domenica 10-22
INGRESSO GRATUITO

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2
20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73
info@hangarbicocca.org
hangarbicocca.org

in foto : Relitto del piroscafo Città di Milano, Filicudi. Foto: Global Underwater Explorers.

Lodovico De Pietri

Lodovico De Pietri nasce a Quattro Castella il 7 aprile 1932. Inizia a dipingere nel 1946 sotto la guida del pittore A. Bottazzi. Tre anni dopo vince a Reggio Emilia il Concorso riservato ai “Giovani Emiliani”.

La pittura del silenzio

Nel 1950 si iscrive al Corso di disegno diretto dal Prof. Carlo Destri, presso la Scuola d’Arte G. Chierici. Nel 1951, tiene la prima personale presso la Biblioteca Comunale di Reggio, negli anni successivi espone in diverse città italiane: Modena, Bologna, Torino, Roma. Nel 1965, dopo una personale a Marsiglia, si aprono le porte della Francia. Espone a Carcassonne e poi a Parigi dove gli viene conferito un Diploma d’Onore e in seguito una medaglia di bronzo e una d’argento.

Nella sua vita artistica riceverà altri premi e riconoscimenti. Nel 1972 espone a Nizza, Biarritz, Dauville, nel 1975 a Firenze e a Reggio Emilia. Nel 1979 espone a Pescara con la pittrice L.G. Jvanchic, con la quale in seguito collaborerà. Nel 1985 espone nella Rocca di San Polo d’Enza, tre anni dopo al Centro Culturale di Quattro Castella. Nel maggio del 1989 partecipa ad una collettiva alla Galleria Delpha e in luglio al Salon “Pentre ed Sculptures du Cercle des Arts de Paris” a Parigi. Lo stesso mese tiene una personale organizzata dal Comune di Pelizzano di Trento.

Partecipa, poi, a diverse esposizioni in Francia: Salon d’Hiver e Salon degli Artisti Francesi al Grand Palais des Champs Elysées, al 38° Salon de Charenton –Unione Nazionale Artisti Francesi di Parigi. Dal 1990 è Socio Onorario al Salon Indipendent Grand Palais Parigi. Nel 1991 tiene una mostra presso la Rocca di San Polo d’Enza. Sue opere sono presenti nella Sede del Credito Emiliano, dell’Unicredit, ed in altri luoghi e Chiese del reggiano. Lodovico De Pietri vive e lavora a S. Polo d’Enza in località Madonna della Battaglia.

La Galleria Comunale d’Arte contemporanea L’Ottagono di Bibbiano (RE) ospita, da quest’oggi al 27 gennaio , la mostra “Lodovico De Pietri: la pittura del silenzio” a cura di Silvio Panini, prima mostra del nuovo ciclio annuale di mostre alla Galleria.

ROBERTO SATERNO

Classe 1976, ROBERTO SATERNO creativo, si è diplomato in ARTE E MODA APPLICATA, e laureato all’ ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI dello Stretto di Reggio Calabria, ha studiato poi ARCHITETTURA D’INTERNI ED ALLESTIMENTO.
Vincitore di numerosi premi tra cui il premio della Provincia di Torino – III BIENNALE NAZIONALE DI PITTURA FELICE CASORATI nel 2002, e nel 2004 il PREMIO VIRGILIO “UNDER35” a Brindisi, con pubblicazione nel volume annuale dell’ Art Guide Book, Contemporary International Art 2005, edito da Virgilio edizioni. Ha partecipato a varie collettive tra cui 2001 BELLEZZA a cura della Fondazione Peano a Manta (Cuneo), nel 2002 L’ANIMA DELLE FORME, MEDITERRANEO A CONFRONTO personale a due, Palazzo dei Leoni della Provincia a Messina, a cura di Marilena Tocci e nel 2005 il VIII PREMIO KIWANIS VILLA SAN GIOVANNI – STRETTO PLURALE a cura di Lucio Barbera, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Ha allestito negli anni alcune personali come TRACCE DI COLORE Next Messina a cura di Daniele De Joannon nel 2003, TERRA RAPITA a cura di Barbara Fiori Palermo nel 2004 e nel 2005 RILETTURE libreria Mondadori a cura di Ricercarte a Palermo.
Attualmente, oltre che occuparsi di no-profit, è promoter d’arte, costumista, stilista e modellista, arredatore e consulente d’arredo e di moda femminile e abiti da sposa. 

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

GIOVANNI PALMIERI

Classe 1977, GIOVANNI PALMIERI pittore, disegnatore, illustratore, fumettista, si è diplomato in DISEGNO E TECNICA DEL FUMETTO (Scuola Romana del Fumetto).

Dopo un lungo percorso nell’arte e nella grafica, ha esordito nel 2013 a Roma con la sua prima personale pittorica COPPIE IMPERFETTE a cura di Annalisa Laghi e Lucia Paolantonio, e ha proseguito il suo percorso da pittore nel 2016 e nel 2017 tra Roma e Napoli con la seconda mostra personale [T]ESSERE a cura di Maria Rita Ursitti, e nel 2018 con #ARTISTFASHIONERD AL FOYER a cura di Elena Costa a Roma. Illustratore nel 2017 delle sale didattiche del CHIOSTRO DEL BRAMANTE di Roma con la cura di Maria Rita Ursitti e Raffaella Rinaldi (Ass. Culturale Artable) per la mostra su JEAN-MICHEL BASQUIAT. NEW YORK CITY, tra le varie esposizioni, ha partecipato ad alcune importanti collettive tra cui, nel 2017-2018 SKATE HEART ROMA a cura di Davide Orlando e Valentina Roccanova (Roma- Firenze ad altre tappe), nel 2018 BEU BEU ART FESTIVAL a cura di Rossana Calbi a Bucine (Arezzo). Impegnato in vari ambiti, sia nel mondo dell’arte e della cultura, che della comunicazione, del no-profit, l’#artistfashionerd, così oramai definito, vanta collaborazioni con numerosi artisti. E’ direttore organizzativo di KIROLANDIA, speaker di Radio Godot e social media manager .

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

Frank Shepard Fairey aka OBEY

OBEY in una elaborazione grafica di Leonardo Basile

Frank Shepard Fairey aka OBEY (Charleston, 15 febbraio 1970) è un artista statunitense. Figlio di un medico e di un agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l’Accademia d’arte. Nel 1989 idea e realizza l’iniziativa Andre the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di lotta libera André the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.

Ma l’iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l’icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d’arte Peter Schjeldahl ha definito il poster “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam“. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: “Change” e “Vote”.

Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street-art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l’apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiuse con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”.

 

Shepard Fairey – Make art not war 

ROSSO 20 SETTE ARTE CONTEMPORANEA

Via del Sudario 39 (Largo Argentina) – Roma 

dal 24/11/2018 – al 22/12/2018 da martedì a domenica 11.00 – 19.30 – lunedì chiuso

Rudy Koll

Rudy Koll, artista romana di spicco, già da quasi 20 anni si è imposta nel panorama artistico nazionale e internazionale per i suoi suggestivi dipinti. Fin da bambina dimostra un forte interesse per l’arte e il disegno.

Diplomata al liceo classico comincia ad essere attratta anche dal mondo dell’architettura fino a raggiungere il suo status di artista e Interior designer, infatti, coniuga costantemente queste due grandi passioni per far penetrare l’una nell’altra.

La sua pittura non si limita solamente alle tele, ma si espande fino ad arrivare ai complementi d’arredo, ai tessuti e ai capi di abbigliamento.

Focalizzando l’attenzione sulla sua opera pittorica, Rudy Koll si dedica principalmente a dipinti ad olio di grandi dimensioni, mettendo in scena la sua visione del mondo astratto. La sua indole da arredatrice fa si che le sue tele, riescano a definire una stanza affiancando i layout di architetti e interior designer, questo grazie alla versatilità che li caratterizza. I colori usati sono spesso contrastanti tra loro, si passa dai toni scuri e freddi dei blu a quelli più caldi del rosso sino alle gradazioni del giallo. La luce nelle sue opere gioca un ruolo fondamentale, a volte pura e tersa invade l’intero quadro, altre volte, soffusa e tenue risale dalle ombre.

L’artista vuole trasmetterci attraverso le sue grandi tele, sia il sentimento che la passione insieme, dando vita al colore che ha una vitalità propria, mescolando le diverse tonalità in un linguaggio poetico tutto personale. Le sue opere così astratte ma anche così definite, danno la possibilità a chi le osserva di essere soggetto di una propria e libera interpretazione: in ogni sua tela chiunque può ritrovare se stesso o ripercorrere un momento della propria esistenza.
Un’occasione per scoprire un’artista dal talento poliedrico che si manifesta nei suoi quadri incisivi e nella sua attività di scenografa per la Rai.

Attestati e Premi

Le mostre più importanti:
Sanremo (Casinò Municipale). Arma di Taggia (Galleria Quadrifoglio). Diano Marina, Milano. SalsomaggioreTerme (Accademia Italia e Palazzo dei Congressi).

Ha partecipato a rassegne e concorsi nazionali e internazionali, tra cui:
nel dicembre 1990 Euro ArtExpo Verona ottenendo grande successo. Aprile 1991 a NewYork (Valley Forge Convention Center). Nell’ottobre del 1995 Parigi (Maison de l’Europe) e Chantilly (Centro culturale Les Fontaines) riscuotendo grande successo.

Citiamo i primi premi:
Rassegna Riviera dei fiori (Sanremo). Quadrifoglio d’oro (ArmadiTaggia). Biennale di Alessandria. 2°premio alla rassegna “ottobre”. 3° premio concorso Libertà a Milano. Nel 1998 “targa oro”al 14°concorso C.Marzaroli a Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi. 6°premio”Anguria d’oro”di Tirana.

Critici che hanno scritto di lei:
W:Brani P. A. Sangiorgi B. Bardieri A. Obesati, Cossiu, S.Perdinaro R. Icarsi su cataloghi e riviste d’arte

Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia , Svizzera, Belgio, Germania, Olanda, Francia, Inghilterra, Australia, America, Spagna e Portogallo.

Oltre l’orizzonte
Mostra personale di Rudy Koll a cura di Rossella Lo Bianco
Dal 10 novembre 2018 al 19 gennaio 2019

Centro d’arte Raffaello
www.galleriaraffaello.com
raffaellocentrodarte@gmail.com

Pino Pascali

Pino Pascali (Bari, 19 ottobre 1935 – Roma, 11 settembre 1968)

Nato da genitori di Polignano a Mare, trascorre l’adolescenza a Bari, dove frequenta il Liceo Scientifico, ma, già ripetente, si trasferisce e si diploma al Liceo Artistico di Napoli. Nel 1956 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all’Accademia delle Belle Arti e frequenta le lezioni di Toti Scialoja. Dopo il diploma comincia a lavorare come aiuto scenografo alla RAI. Nel contempo inizia una collaborazione, che diventerà poi continuativa, con Sandro Lodolo, realizzando Caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive.

Negli anni sessanta partecipa a varie mostre collettive e nel 1965 realizza la sua prima personale presso la Galleria romana La Tartaruga.
L’anno successivo espone alla Galleria L’Attico. In soli tre anni ottiene un notevole riscontro da parte della critica e viene notato da influenti galleristi italiani e internazionali. Proprio all’apice della sua carriera, mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale di Venezia, muore prematuramente a Roma nel 1968 per le conseguenze di un grave incidente in motocicletta, sua grande passione. La sua tomba si trova nel cimitero di Polignano a Mare.

Artista eclettico, Pascali fu scultore, scenografo e performer. Nelle sue opere riunisce le radici della cultura mediterranea (i campi, il mare, la terra e gli animali) con la dimensione ludica dell’arte: un ciclo di opere è dedicato alle armi, veri e propri giocattoli realizzati con materiali di recupero (metalli, paglia, corde) e molti suoi lavori ripropongono le icone e i feticci della cultura di massa.

Nella serie “Ricostruzione della natura”, iniziata nel 1967, Pascali analizza il rapporto tra la produzione industriale in serie e la natura. È ritenuto uno dei più importanti esponenti dell’arte povera, insieme a Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Mario Merz, Eliseo Mattiacci, Renato Mambor, Sergio Lombardo e Cesare Tacchi.

Fu il primo a formalizzare le pozzanghere con l’acqua vera, da cui nacque la mostra “Fuoco immagine acqua terra” avvenuta all’Attico nel maggio del 1967.

Adele Lo Feudo

Adele Lo Feudo, in arte ALF, nasce nel 1967 a Cosenza. Dopo gli studi classici e la laurea in giurisprudenza si trasferisce a Perugia, dove la sua vita prende la via dell’arte. Si diploma interior designer e insegna per 7 anni nel settore. Riprende a dipingere e consegue il diploma di maestro d’arte, iniziando il suo percorso artistico in modo serio e continuativo sia come pittrice, sia come performer.
 
La prima personale

 è Ali per volare del 2010 a cui seguono Fucsia e Adele e Adele nel 2011, Tante mani per… nel 2012, Anima e Corpo e Riflessioni nel 2013, Artista d’avorio, Qui non si muore e Motus Terrae nel 2014, Messi a Nudo nel 2015, Presenze/Assenze: IO SONO! nel 2016 e Per giungere fino a te nel 2017. Sempre nel 2017 partecipa con successo all’asta silenziosa organizzata a New York nel corso del Columbus Day.
 
Adele Lo Feudo organizza eventi di grande richiamo come Un petalo rosa… per non dimenticare, in cui coinvolge 65 artiste in un programma antiviolenza sulle donne, con donazione a una fondazione delle opere esposte a Perugia e Cosenza. Nel 2016 realizza I Maccaturi, partendo dalla tradizione delle filande calabresi. Nel progetto sono inclusi 106 artisti sul tema del recupero delle tradizioni della sua terra natale e dei valori del passato. Le opere, donate al comune di Mendicino (CS), sono esposte in maniera permanente a Palazzo Campagna.
 
Le sue originali performance ricevono da anni apprezzamenti di pubblico e critica. Le sue opere sono inserite in importanti collezioni private e pubbliche.
 
www.adelelofeudo.it
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

Mariana Polisena

Mariana Polisena nasce nel 1985 a Buenos Aires, in Argentina, ma a quattro anni si trasferisce con la famiglia in Italia. Dal 2017 vive e lavora a Montefiorino (MO).
 
Dopo gli studi superiori intraprende un percorso da autodidatta indirizzato al mondo della sartoria. Dal 2012 disegna con sempre maggiore convinzione abiti originali e cuce ciò che scaturisce dalla sua matita. Con l’obiettivo di diventare figurinista, si iscrive all’Istituto di moda “Burgo” di Modena e porta avanti un percorso triennale di modellistica sartoriale.
 
Nel 2016 comincia a realizzare abiti storici e da allora tutto ciò che crea si lega al passato. I suoi costumi sono realizzati con criteri precisi, che rispettano il modello e il taglio dell’epoca. Per tale motivo la costumista prende ispirazione da quadri, immagini e figurini del periodo, ma anche da vestiti esposti nei musei o utilizzati nei set cinematografici.
 
Dietro ogni creazione di Mariana Polisena c’è lo studio del momento storico, degli usi e delle mode in voga. Per l’autrice l’abito ha una storia profonda da raccontare e regole rigorose da rispettare.
Lei stessa indossa le sue realizzazioni per eventi in costume o a tema, perché ama la sensazione di essere nei panni delle dame di altri tempi, atteggiarsi come facevano loro, cambiare i movimenti del corpo in base al vestito scelto.
Un vero e proprio viaggio nel passato attraverso la consapevolezza contemporanea.
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

Elio De Luca

Da oltre quarant’anni sulla scena artistica nazionale, Elio De Luca, nato nel 1950 a Pietrapaola (Cosenza), si trasferisce giovanissimo a Prato, dove si diploma nel 1969 presso la Scuola d’Arte Leonardo da Vinci. Qui tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Muzzi nel 1972.

Dal 1998, dopo l’antologica che il Comune di Prato gli ha dedicato in Palazzo Datini, la frequenza e l’importanza di rassegne, incarichi e riconoscimenti sono state sempre maggiori. Nel 2001 espone alla Galleria Arte Capital di Brescia, nel 2002 alla Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto, nel 2003 al Palagio di Parte Guelfa e a Palazzo Panciatichi a Firenze. È del 2004 la mostra itinerante “Il palcoscenico dell’esistenza” presentata nel Ridotto del Teatro del Popolo di Castelfiorentino e poi spostata in altre sedi.

Nel 2005 realizza la personale “Mater Terrae” nella città di Matera ed è invitato ad esporre al M’ARS Contemporary Art Museum di Mosca. Nel 2006 lo troviamo al Foreign Art Museum di Riga, in Lettonia, mentre gli viene organizzata da ModenArte la personale presentata presso i Musei Civici della Città di Lecco e poi al Centro per l’Arte di Miami. Nello stesso anno è uno degli artisti selezionati per partecipare alla mostra “Rifiuti preziosi. Il Nouveau Réalisme e la cultura contemporanea”, tenutasi a Palazzo Strozzi a Firenze.

Nel 2007 è uno degli artisti selezionati per rappresentare l’Istituto di Cultura Italiana all’Artist Istanbul Art Fair e partecipa alla mostra “Artisti italiani contemporanei” a Boca Raton e a Santa Fé. De Luca realizza inoltre per la Chiesa di San Bartolomeo, presso il Monastero di Scampata di Figline Valdarno, il Crocifisso, due grandi pale laterali e una lunetta. Nel 2008 dipinge i nove pastelli ad olio di grandi dimensioni che accompagnano nei teatri italiani lo spettacolo musicale “Robin Hood” scritto da Beppe Dati. Nel 2009 la città di Poppi gli dedica un’antologica presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna. Nel 2010 espone al Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma e nel 2012 alla Dogana Veneta del Comune di Lazise.

Nel 2014 realizza la doppia mostra “Donne e miti” per la Sala del Basolato del Comune di Fiesole e la Sala delle Colonne del Comune di Pontassieve. Dello stesso anno è l’esposizione presso lo Spazio Italia di Pechino dal titolo “Capriccio Italiano”, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata Italiana in Cina e con l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino. Sono del 2016 le esposizioni a Città della Pieve, Barberino Val d’Elsa, Stigliano e Arezzo. Nel 2017 è invitato ad esporre una grande mostra dal titolo “Donna – Elogio delle virtù” al Palazzo Pretorio del Comune di Certaldo.

AMORE. CANTICO DEI CANTICI
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
Dal 18 settembre al 14 ottobre 2018

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com