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Art Today

Federica Morandi art projects presenta dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017 la consueta mostra di fine anno attraverso una selezione di lavori degli artisti esposti durante gli ultimi anni in Atelier. Artisti in mostra: Pietro Di Girolamo; Veronica Green; Marta Mezynska; Cristiano Ossoli; Stefania Pennacchio; Alberto Maria Prina.

alberto-maria-prina-rada-acrilico-su-cartaArt Today si focalizza sull’arte contemporanea emergente internazionale attraverso la selezione di lavori di piccolo e medio formato, con l’obiettivo di aprire le porte dell’arte ad un pubblico eterogeneo e incoraggiare collezionisti ed appassionati ad investire sui talenti dell’arte di oggi. Iniziare una collezione o incrementarne una, significa lasciarsi contagiare dall’energia dell’arte e coltivare preparazione culturale e sensibilità estetica. Il pubblico è invitato ad interrogarsi sui lavori in mostra, riconoscendo nelle opere esposte il talento e a fare così buoni investimenti sia in termini economici che di appagamento del gusto estetico personale.

L’obiettivo è avvicinare all’arte contemporanea anche giovani o persone con la passione per l’arte, considerando la capacità di spesa di ognuno. La mostra offre un’alternativa utile, terapeutica e accessibile come tante altre spese che si affrontano quotidianamente, soprattutto nel periodo natalizio, considerando che un’opera d’arte è unica, inimitabile e per sempre. Investire in arte significa vedere e comprendere, intuire il futuro e scommettere sul suo valore estetico ed economico. Questo è il gioco avvincente dell’arte contemporanea.

Durante l’inaugurazione saranno presenti alcuni artisti per raccontare il percorso artistico intrapreso e personalizzare su richiesta i propri lavori.

Art Today
ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS
Magenta (MI) – dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017
Via Orti S/n (20013)
Presso Tennis Club Pontenuovo
+39 338 4939 365
info@fmap.it
www.fmap.it

Il silenzio di David Hamilton.

Non ha retto, questa volta No: David Hamilton, uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi, si è tolto la vita. Era stato accusato di stupro qualche giorno da una presentatrice della tv francese in “cerca del suo ultimo quarto d’ora di gloria”.

david_hamilton-ansaHamilton iniziò la sua carriera fotografica nel 1966, dopo essere stato direttore dei magazzini Printemps a Parigi. Cercava la purezza nelle sue foto, ne era ossessionato cosi come lo era dal personaggio di Lolita di Vladimir Nabokov.
Le sue foto, a partire dagli anni ’70, lo avevano reso celebre, con le ragazze in pose erotiche diventate icone dell’epoca, ma gli erano valse, purtroppo anche critiche ed accuse di pedopornografia.
Tuttavia suoi libri hanno venduto milioni di copie, e le sue immagini sono apparse in migliaia di riviste per anni.

La sito “Arte & leonardo basile” riportiamo una pagina che sintetizza la cifra stilistica del grande autore scomparso :

Ho “conosciuto” David Hamilton su una “bancarella del libro ad un euro”…..è stata una piacevole, inattesa scoperta. Sono stato colpito dalle sue foto, dalla romantica magia delle luci e dei colori che in esse riesce ad armonizzare in maniera veramente unica. Il sospetto che sia opera di filtri e manipolazioni è legittimo…..ma clamorosamente falso: David Hamilton non usa assolutamente nulla di tutto ciò. “L’abilità tecnica? E se vi dicessi che non ne ho affatto?” In effetti non ha neanche avuto la curiosità di sviluppare le proprie fotografie e di ignorare il corretto uso dei filtri e degli esposimetri. Le uniche abilità “tecniche” che si riconosce sono il senso della luce e il gusto della composizione.

Dicono che David Hamilton incominciò ad usare la macchina fotografica nel 1969 , esattamente a seguito del suo incontro con la poesia. Non la “poesia” in senso lato ma una in particolare: “Suzanne”, la canzone di Léonard Cohen, che lo colpì profondamente e intensamente, tanto da consentirgli di “tirare fuori” tutto il suo talento nel campo della fotografia, sino allora celato in sé.

TWEN , importante rivista tedesca dell’epoca, pubblicò il suo primo lavoro: le fotografie di Suzanne, racchiudevano tutte le qualità che, nel loro armonico compklesso, costiuiscono la sensibilità artistica di Hamilton e che troviamo nella luce sfumata e incerta dei suoi crepuscoli, la segreta penombra dei tendaggi socchiusi, l’intimità, il riserbo, il pudore e, apparentemente in contrasto, l’abbandono totale.

In molti hanno tentato di carpire il segreto delle sue fotografie, ma lui ha sempre rivelato: “non c’è alcun segreto….solo la bellezza, l’innocenza, la fragilità”.

In effetti, il suo cosiddetto segreto, forse consiste nel profondo, quasi ossessivo interesse per la “fanciulla adolescente”, che è il simbolo perfetto della bellezza allo stato puro, non ancora contaminata dal mondo degli adulti, in cui tutti gli atteggiamenti perdono spontaneità.

Per le sue foto Hamilton non cerca generiche modelle, ma “innocenti e pudiche senza alcun turbamento per la loro nudità”. E vuole che esse non sappiano né truccarsi né tanto meno posare e che abbiano “una maniera assolutamente naturale di correre, di stirarsi o di accavallare le gambe”. Per le ragazze dev’essere quasi un gioco, perché non intravedano nel posare per un celebre fotografo un secondo fine, una futuribile speculazione professionale.

Un’altro “segreto” è St. Tropez, il sole di quella latitudine, le spiagge, l’habitat incantevole. E’ così che prepara psicologicamente le sue modelle, in un’atmosfera di fiducioso abbandono.

“Le lunghe colazioni sulla spiaggia, la vita in comune nella casa di Ramatuelle semplificano molte difficoltà; sentendosi protette, le fanciulle si abbandonano al fotografo, che si limita a cogliere i loro atteggiamenti naturali…”

A Brindisi nasce l’ Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”.

Inaugurazione Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”
Brindisi – Ex Convento Santa Chiara
Via Santa Chiara n.°6 (Piazza Duomo)
3 dicembre 2016 alle ore 17,30

inaugurazione_associazione_culturale-porta-d-oriente_brindisiDirezione artistica Carmen De Stasio e Enzo Gabellone .
Patrocini : Comune di Brindisi Assessorato alla Cultura – MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Leo Club Virgilio

Ospiti:

Pierfranco Bruni (scrittore – (poeta)
Responsabile Progetto Etnie e Letteratura – MIBACT

Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi (scrittura verbo – visuale)
CONVERSAZIONE per contatti ravvicinati (performance e installazione interattiva)

Francesco Gaetani (pittore performer) metamorfosi in colore
Performance RI_CREARE dell’artista Massimo Nardi
Dall’arte alla foto d’arte con
Florisa Sciannamea – ideatrice del progetto solidarietà RI-CREARE

Francesco Pasca (poeta visivo)
L’ascolto dell’immaginario

Mimmo Summa (Mimmo Disamistade – artista foto-amatore)
La teatralità attraverso la foto

Interventi Musicali

Dario Ble (comèpositore – chitarra
Francesca Palmisano (violino)

In esposizione

I libri d’artista di “Major Read – On” Boys & Girls
Giuseppe D’Elia (artista) Vicepresidente
Antonio Sabia consigliere
Tommaso Tedesco (artista) segretario.

The Missing Link di Michele Gabriele

Dal 29 novembre 2016 al 31 gennaio 2017 la Fondazione Adolfo Pini presenta per la prima volta un progetto espositivo site specific realizzato all’interno delle proprie sale – The Missing Link di Michele Gabriele a cura di /77 – con una serie di interventi artistici sulle vetrine della casa museo. Una collaborazione resa possibile grazie alla supervisione di Adrian Paci, da cui è nato l’incontro tra la Fondazione e l’artist run project /77, due realtà molto diverse ma accomunate dalla reciproca volontà di promuovere giovani artisti.

invito-inaugurazioneProprio con il recente ingresso di Adrian Paci nel comitato scientifico, la Fondazione Adolfo Pini ha infatti ampliato ulteriormente il suo impegno verso i giovani attraverso un nuovo percorso dedicato all’arte contemporanea, con l’obiettivo di porsi quale nuovo luogo di incontro e valorizzazione della scena dell’arte giovanile a Milano. Rientra in quest’ambito anche il progetto promosso dalla Fondazione Adolfo Pini in collaborazione con /77, che sancisce ancora una volta l’attenzione rivolta ai giovani, cui l’Istituzione dedica da sempre particolare impegno nel campo della musica, della letteratura e, oggi, anche dell’arte.

L’artista, Michele Gabriele, interviene all’interno delle tre vetrine della Fondazione Adolfo Pini, che separano le sale della casa museo, con tre corpi scultorei, composti da materiali organici e oggetti di uso comune, che perdono la loro funzionalità primaria per rimandare ad altri immaginari: una commistione di elementi in grado di creare un ambiente che non possiede più né uno spazio né un tempo specifico. Michele Gabriele decide infatti di utilizzare il tempo come materia per la realizzazione dell’opera. All’interno di ciascuna delle tre vetrine viene esposta una scultura che gioca allo stesso modo con l’estetica delle tassidermie mal realizzate di inizio secolo scorso e quella di tecnologie e macchinari medici contemporanei, creando un immaginario di carattere fantascientifico. La forte connotazione storica dell’ambiente della casa museo ha spinto l’artista a riflettere sulla dimensione temporale della sua produzione, rielaborando elementi e idee che hanno fatto parte della sua ricerca in passato per ragionare sull’evoluzione futura del suo lavoro.

THE MISSING LINK – MICHELE GABRIELE UN PROGETTO ESPOSITIVO SITE SPECIFIC DELLA FONDAZIONE ADOLFO PINI

A cura di /77

29 novembre 2016 – 31 gennaio 2017

Opening: 28 novembre 2016, ore 18.30

Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano

Made in Usa by Andy Warhol

warhol_1Retrospettiva dedicata a Andy Warhol
Inaugurazione sabato 3 dicembre 2016 ore 18.00
Galleria Formaquattro, via Argiro 73, Bari
Dal 3 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017

Sabato 3 dicembre 2016 alle ore 18.00, la Galleria Formaquattro inaugura, “Made in Usa by Andy Warhol”, una retrospettiva dedicata all’artista più rappresentativo della Pop art americana Andy Warhol, (Pittsurgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987).

Curata da Graziano Menolascina , la mostra presenta un percorso completo di tutto il lavoro svolto nella carriera dell’artista, che va dalla serie delle polaroid, alla serie delle icone e i ritratti, tutti gli oggetti e i manifesti pubblicitari, la serie degli strumenti musicali e i vinili utilizzati e realizzati per e dalle grandi Pop Star come Michael Jackson, Rolling Stones e Liza Minnelli.

warholLa coloratissima serie dei Flowers e degli Space Fruit, la fantomatica serie di personaggi dei fumetti I Myths, sino agli intramontabili Self Portrait.

Andy Warhol è stato prima di tutto un eccellente comunicatore, che meglio di qualsiasi altro artista ha saputo interpretare i cambiamenti rivoluzionari in atto nella società del benessere e dei consumi degli anni ’60, comprendendo i potenti meccanismi della pubblicità e utilizzandoli nell’impostare tutta la sua filosofia, la sua poetica artistica, ma soprattutto la sua vita, al punto da essere considerato un’opera d’arte a sua volta. Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore. Tutti ruoli che ha rivestito alla perfezione portando avanti, con una personalissima visione dell’estetico e della rappresentazione creativa. L’utilizzo di colori accesi e contrapposti, l’esaltazione di idoli rappresentativi in uno schema che si può riassumere nei concetti base di bellezza-potere-moda, il consumismo, la ripetitività, l’arte di Andy Warhol è insomma la raffigurazione di un’epoca attraverso le sue immagini chiave. Andy Warhol, con la sua personalità e con la sua immagine, rifletteva i desideri della cultura consumistica americana e la sua opera non è altro che un prolungamento coerente con tutto questo. Le sue serigrafie in serie di personaggi famosi o di prodotti di largo consumo diventano il manifesto di un’ attenzione maniacale all’immagine, all’apparenza, e soprattutto sfidano sfacciatamente il mondo dell’arte tradizionalmente intesa.

Al termine del periodo di esposizione, la mostra sarà disponibile on line sul sito www.formaquattro.com, grazie al tour virtuale realizzato da Dimensione3 www.dimensione3.com

MADE IN USA BY ANDY WARHOL
Retrospettiva dedicata a Andy Warhol
Inaugurazione: sabato 3 dicembre 2016 ore 18.00
Dal 3 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Ingresso: libero
martedì/domenica 10.00/13.00 17.00/20.00
Info: 080 9675720 – 3466260299
info@formaquattro.com

I cauti racconti immaginari di Elena Franco

L’appuntamento con cui si inaugura un nuovo spazio per l’arte contemporanea a Bologna, lo Studio Cenacchi, propone, attraverso Elena Franco, la fotografia come medium di indagine e come strumento culturale dell’epoca contemporanea.

cauti_racconti_immaginariArriva così nel capoluogo emiliano una selezione di immagini tratta dal suo lavoro in progress, dal titolo “Cauti racconti immaginari”, su Palazzo Toni, nei pressi del Lago d’Orta, concepito come una serie di narrazioni che vogliono indagare la storia di un luogo e dei suoi abitanti e offrircene una nuova interpretazione, intrecciando documentazione, indagine storica e suggestioni. E’ questa un’ulteriore tappa espositiva di un percorso iniziato alla fiera MIA Fair di Milano, con il racconto introduttivo al progetto artistico, e che a Bologna prosegue con la presentazione di un nuovo capitolo, sotto forma di libro d’artista, che focalizza sulla vita e sui luoghi del pittore Francesco Toni d’Auzate, autore di gran parte degli apparati decorativi del palazzo.

I racconti fotografici di Elena Franco – spesso sotto forma di indagini vere e proprie – mostrano come, per questa autrice, sia importante proporre e cercare nuovi percorsi documentari e di ricerca, capaci di far emergere anche temi significativi in relazione alla nostra storia, sia essa collettiva o privata e familiare.

Elena Franco – Cauti racconti immaginari
STUDIO CENACCHI ARTE CONTEMPORANEA
Bologna – dal 26 novembre 2016 al 30 gennaio 2017
Via Santo Stefano 63 (40125)
+39 051 265517 , +39 338 6107757
info@studiocenacchi.com
www.studiocenacchi.com