Con la boca abierta

Giovedì 12 gennaio alle ore 18 inaugura a Roma, per la prima volta in Italia, “Con la boca abierta” mostra della fotografa spagnola Cristina García Rodero.

L’esposizione, allestita alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes (in piazza Navona, 91), si potrà visitare gratuitamente fino al 24 febbraio 2017, dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20.

Classe 1949, prima e unica donna spagnola a far parte della prestigiosa agenzia Magnum, Cristina Rodero sarà presente, oltre al vernissage della mostra, anche alla conferenza “40 anni di fotografia documentaria” in programma sempre all’Instituto Cervantes di Roma il 13 gennaio, alle ore 18.

Un doppio appuntamento italiano con una tra le più significative fotografe europee: nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti – su tutti il Premio Nacional de Fotografía (1996) e tre World Press Photo (1993, 1997 e 2008) – tanto da diventare un riferimento obbligatorio nel mondo della fotografia documentaristica e artistica. I suoi lavori sono stati esposti in prestigiose sedi di tutto il mondo e fa parte di numerose collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo del Prado, il Museo Nazionale Centro di Arte Regina Sofia, il Museo Marugame Hirai di Marugame (Giappone), il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la W. Eugene Smith Memorial Foundation, la George Eastman House di Rochester, il Museum of Fine Arts di Houston, il Fond National d’Art Contemporaine di Parigi.

“Con la boca abierta” è la prima retrospettiva tematica di Cristina Rodero e ne raccoglie le opere partendo dai primi lavori fotografici di fine anni Settanta fino a quelli più attuali. La mostra è composta 55 fotografie in bianco e nero (77 x 104 cm), scelte tra le oltre trentamila passate al vaglio prima dell’esposizione. La maggior parte delle fotografie selezionate sono inedite, riscattate ora per un progetto che la fotografa ha tenuto per quarant’anni nel cassetto, per lasciare adesso noi spettatori “a bocca aperta”, così come i protagonisti delle sue opere.

La quantità di scatti fotografici che la Rodero realizza nei suoi reportage è così estesa che, prima o poi, nei suoi negativi, appaiono personaggi che sbadigliano, gridano, si meravigliano, ridono a crepapelle o fanno smorfie di dolore…e così via, in un infinito di varianti che ci lasciano a bocca aperta. Questo filo conduttore ci guida attraverso quarant’anni di carriera, dagli angoli più vicini alla sua città natale, Puertollano, fino a quelli più sperduti del globo, passando per avvenimenti attuali come il Burning Man Festival in Nevada o le Love Parade in Germania. Dal carattere più etnografico e rurale a quello più avanguardista. Tutto ciò senza perdere il tocco di genialità nel suo modo di raccontare quello che succede nel mondo, e che le ha dato l’opportunità di essere l’unica fotografa spagnola nella prestigiosa Agenzia Magnum.

La mostra comincia con una foto della nascita di un bambino che, all’esalare il suo primo respiro, ci consegna il principio di tutto; da lì navigheremo tra i più intimi sentimenti dell’essere umano, catturati magistralmente dalla profondità e dalla verità che Cristina García Rodero impronta nel suo lavoro, terminando il viaggio fotografico con l’ultimo sospiro di una veglia funebre in Georgia.

Info: www.roma.cervantes.es – tel. 06.686 1871 – cenrom@cervantes.es

Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana

Fondazione Palazzo Magnani insieme a Coop Alleanza 3.0, presentano la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” dal 11 febbraio al 16 aprile 2017, presso la Sinagoga di via dell’Aquila a Reggio Emilia.
Non è un caso che questa mostra – dopo Milano, Museo del Novecento e Firenze, Museo degli Innocenti – venga realizzata a Reggio Emilia.A Albe Steiner si deve la progettazione del marchio originale Coop del 1963, la sua applicazione sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop, che fu proprio quello di Reggio in Corso Garibaldi, studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti. Lo stesso marchio Coop venne poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner.
A Reggio non è nato solo il primo magazzino Coop ma è nato lo stesso movimento cooperativo, che da un secolo e mezzo contribuisce a plasmare la storia sociale ed economica di questo territorio.

A rendere “speciale” e ancora più “appropriata” per Reggio Emilia questa mostra, è la scelta del luogo dove allestirla: l’antica Sinagoga della città di Reggio Emilia, recentemente restaurata dal Comune. Nel 1938 Albe Steiner sposa Lica diminutivo di Masal (nome ebraico corrispondente a Matilde) e insieme si distinguono per l’impegno professionale e civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale.
L’edificio ottocentesco di via dell’Aquila – di straordinaria bellezza, dall’interno luminoso e monumentale, decorato con colonne e affreschi – ha riacquistato, con il restauro, l’antico splendore e le forme pesantemente compromesse da un bombardamento nel corso del secondo conflitto.
È questa grande, silenziosa aula, nella sua austera eleganza, ad accogliere in modo naturale, le creazioni della coppia di grafici.

La mostra, curata da Anna Steiner e progettata dallo studio Origoni-Steiner, propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana. Viene presentata la produzione del loro Studio L.A.S. dai primi lavori del 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale – per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.

La loro storia personale, la loro unione “intellettuale” li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici i ‘Licalbe’, un’unica identità. Il loro lavoro fu caratterizzato da quella che spesso è stata definita una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza e una distanza abissale dal buio della guerra e del fascismo.

Nel 1939 aprono insieme uno studio di grafica e lavorano alla stampa clandestina antifascista. Appena terminata la guerra sono tra i fondatori dei Convitti della Rinascita, curano due mostre a Palazzo Reale sulla Liberazione e sulla Ricostruzione e sono redattori grafici de “Il Politecnico” diretto da Elio Vittorini. Partono, poi, alla volta del Messico per riunire la famiglia di Lica, e si trovano a lavorare con i muralisti tra cui Siqueiros, Rivera e altri e Hannes Meyer, tra gli esuli della scuola Bauhaus. Rientrano in Italia per partecipare alle prime elezioni libere del 1948, dove riprendono il loro lavoro professionale.

Gli Steiner furono, senza dubbio, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine dell’Unità “per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.
Anna Steiner, figlia di Albe e Lica, insegna presso il Politecnico di Milano, architetto, lavora nel campo degli allestimenti e della grafica nello studio Origoni Steiner, porta avanti l’eredità dei genitori e testimonia il loro contributo alla cultura del Novecento diffondendo i loro ideali pedagogici e democratici e le loro idee progettuali tutt’oggi innovative.

La mostra che la Fondazione Palazzo Magnani, insieme a Coop Alleanza 3.0, e la curatrice Anna Steiner propongono a Reggio Emilia conduce lo spettatore in un viaggio nel passato recente e nel luogo straordinario in cui l’unione tra due persone diventa motore di mondi nuovi.

L’esposizione è l’ultima parte di un progetto di diffusione della vita e delle opere degli Steiner promosso da Ardaco e sostenuto da Coop, iniziato sette anni fa con la realizzazione del film documentario Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco-Orda d’Oro, 2009) in cui una intensa Lica ha lasciato la sua ultima testimonianza diretta, insieme a quella di amici, famigliari, artisti come Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti. (Il film sarà presente in mostra).

Con questa mostra – afferma Davide Zanichelli, Presidente “Fondazione Palazzo Magnani” – la nostra Fondazione si fa carico di un ruolo rilevante per la città e il territorio. Usciamo infatti dalle sole sale della nostra storica sede espositiva per animare, in accordo con il Comune, spazi diversi. E’ il riconoscimento al lavoro che Palazzo Magnani ha compiuto in questi anni ed è l’avvio di un percorso culturale che intendiamo rendere originale, stimolante e condiviso”.

Contatti:
per informazioni e prenotazioni
Palazzo Magnani – Biglietteria Tel. 0522 454437 – 444446 – info@palazzomagnani.it

Ufficio Stampa
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 – Referente Simone Raddi; gestione2@studioesseci.net

FòcarArte Novoli 2017

Intorno alla Fòcara di Novoli accesa in onore di Sant’Antonio Abate orbitano eventi artistici performativi curati e diretti da Giacomo Zaza che dialogano con il fuoco monumentale che brucia migliaia di tralci di vite accatastate nell’arco di svariate settimane dai contadini del posto.

L’arte converte la vocazione vernacolare del rito popolare/religioso del fuoco propiziatorio (versione cristiana di un rito agrario di tradizione millenaria) in un “accadimento” relazionale contemporaneo. Gli artisti invitati agiscono in simbiosi con la reiterazione di un rituale mai uguale a se stesso se non per la presenza delle fascine e del fuoco, elementi sostanziali su cui, di volta in volta, aggiungono nuovi ordini di senso. Una nuova visione verrà apportata dalla partecipazione di Daniel Buren, autore del manifesto della Fòcara, da Sislej Xhafa, H.H. Lim, e Francesco Jodice.

A contatto con la poderosa montagna alta venticinque metri, al centro della piazza Tito Schipa a Novoli, gli artisti sperimentano un’azione portatrice di nuove idee e significati, nuove trame culturali e nuove riflessioni che spaziano dal passato al presente e s’interrogano del futuro.

Nell’ambito del progetto FòcarArte, presso il Palazzo Baronale di Novoli (Lecce), in Piazza Regina Margherita, viene realizzata una mostra (dal 15 gennaio al 26 febbraio 2017) che comprende un grande lavoro in situ di Daniel Buren, pensato in conformità con le sale del Palazzo Baronale, alcuni lavori video di Sislej Xhafa e H.H. Lim.

Premio Ettore Roesler Franz

E’ indetto dall’Associazione Romana Acquerellisti il Premio di pittura ad acquerello “Città in trasformazione: Ettore Roesler Franz” in occasione della ricorrenza dei 110 anni dalla morte Ettore Roesler Franz, autore degli acquerelli “Roma sparita”, in considerazione del suo contributo alla diffusione e conservazione dell’immagine di Roma alla vigilia delle grandi trasformazioni conseguenti al ruolo di Capitale d’Italia.

Il Premio di pittura è rivolto a pittori acquerellisti italiani e di altri paesi e agli studenti delle scuole a indirizzo artistico di Roma.

Il Premio ha come tema le trasformazioni in corso nelle città nel mondo sotto il profilo sociale, culturale, economico, ambientale, urbanistico, istituzionale.

Agli studenti delle scuole ad indirizzo artistico di Roma viene richiesto di interpretare le trasformazioni che interessano Roma capitale.

Ciascun artista può partecipare con una sola opera realizzata in piena libertà stilistica con la tecnica ad acquerello su supporto cartaceo.

E’ possibile iscriversi entro e non oltre il 15 febbraio 2017, compilando la Scheda di iscrizione scaricabile dal sito http://www.acquerellisti.net

Ulteriori informazioni:
Associazione Romana Acquerellisti
Piazza del Popolo n. 12 Roma, Italia
www.acquerellisti.net
cittaintrasformazione@gmail.com

 

L’Associazione Romana Acquerellisti opera dal 2013 con l’intento di diffondere e promuovere la pittura ad acquerello ad ogni livello sul territorio nazionale e internazionale, tramite iniziative, progetti ed eventi volti a tutelare la tecnica dell’acquerello.

Artisti in “Nero” al Centro d’Arte Malagnini

Prosegue al Centro d’Arte Malagnini il ciclo di appuntamenti dedicati al colore.

Dopo le collettive sul “Bianco” e sul “Blu” allestite rispettivamente nel marzo e nel dicembre dello scorso anno, questa volta ventisette artisti si misureranno con il “Nero”, in una interessante collettiva a cura di Michele Malagnini che si inaugurerà sabato 21 gennaio alle ore 18,00 nella galleria di Via Verdi 20/22.

In mostra opere pittoriche, sculture, ma anche fotografie e installazioni di Gianni Cella, Dario Brevi, Tommaso Chiappa, Emanuele Gregolin, Sabrina Romanò, Leonardo Santoli, Gianfranco Sergio, Davide Ferro, Olinsky, Lele Picà, Paola Gatti, Fiorenzo Bordin, Dario Sgarzini, Maurizio Quartiroli, Giuseppe Farruggello, Michele Protti, Annarita Micheli, Luciana Casatti Lula, Davide Massacra, Luigi Bergamaschi, Elisabetta Casella, Teresa Santinelli, Matteo Bagolin, Alessandro Di Giugno, Kathia Invernizzi, Stefania Romano, Eugene Neel.

Una collettiva, questa, che affonda le sue radici nella volontà di esprimere e rappresentare il non-colore, l’assenza di luce, attraverso arti, tecniche, stili e linguaggi differenti.

La mostra resterà aperta fino al 18 febbraio e potrà essere visitata da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00 e domenica su appuntamento.

Info e contatti
Centro d’Arte Malagnini
Via Verdi 20/22 Saronno (VA)
Web: www.centrodartemalagnini.com
mail: info@centrodartemalagnini.com
cell: 338 7654600 – 320 3733769

A Villa Magnisi va in scena “Yellow”

Villa Magnisi diventerà un laboratorio di esperienze culturali e uno spazio espositivo per l’arte contemporanea.

Lo prevede un progetto denominato “Yellow – un nuovo modo di vivere l’arte”, ideato dagli artisti Tommaso Chiappa e Alessandro Di Giugno. Il progetto intende valorizzare la splendida villa settecentesca di Via Rosario da Partanna 22, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, attraverso alcuni eventi che dal 21 gennaio al 30 giugno metteranno assieme incontri, mostre d’arte e di pittura, fotografia, video, esibizioni musicali e teatrali.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell’Ordine dei Medici e del Collegio universitario “Lorenzo Valla” di Pavia, e in collaborazione con il Centro d’Arte Malagnini di Saronno (VA), la casa editrice People & Humanities, la Galleria La Piana Arte Contemporanea e il Comitato Civico “Cominciamo dal quartiere” di Palermo.

Il progetto nasce dalla volontà di creare un ponte tra la Sicilia e aree geografiche altrettanto vivaci e ricche di fermenti artistico-culturali, instaurando un dialogo fecondo tra il pubblico, giovani esponenti dell’arte e della fotografia siciliana – come Stefania Romano, Paola Schillaci, Riccardo Paternò Castello, Tiziana Battaglia, Alessandro Di Giugno, Francesco Conte e altri – e i rappresentanti della scuola lombarda del nuovo futurismo – da Dario Brevi a Gianni Cella – e altri artisti, come Leonardo Santoli, Olinsky, Gianfranco Sergio, Emanuele Gregolin, Sabrina Romanò, Davide Ferro, Massimo Romani, Lele Picà, Mauro Rea, Vittorio Valente.

L’iniziativa intende promuovere – come recita il sottotitolo – anche un nuovo modo di vivere l’arte, che miri al maggior coinvolgimento e alla partecipazione del pubblico, soprattutto dei giovani. Gli eventi saranno costruiti di volta in volta intorno a una parola-chiave che racchiude l’essenza della contemporaneità. Ogni appuntamento sarà un “contenitore” di esperienze artistiche e culturali. Diversi relatori si confronteranno sul tema proposto. Seguiranno performance di artisti. Si potranno ammirare una o più installazioni, una collettiva di opere di pittura, fotografia e video e le esibizioni di musicisti e attori teatrali. Del progetto fa parte anche il Collegio “Lorenzo Valla” di Pavia con il quale gli artisti coinvolti hanno realizzato di recente alcuni progetti espositivi, denominati “Back to College”.

Tre gli appuntamenti. Il primo, “Identità”/”Identity”, dal 21 gennaio al 26 febbraio. Il secondo, “Integrazione”/”Integration”, dal 25 marzo al 23 aprile. L’ultimo, “Confine”/”Border”, dal 3 al 30 giugno. Tutti gli eventi si inaugureranno alle ore 18,00; visite: martedì e giovedì ore 15,00-18,00, gli altri giorni su appuntamento. Al termine del progetto, sarà presentato un libro-catalogo della casa editrice People & Humanities che racchiuderà i testi, le opere e il resoconto fotografico dell’intero percorso.

«Tutto è nato – spiega Tommaso Chiappa, uno dei curatori – dopo la mia mostra personale di pittura “Origine”, tenutasi la scorsa primavera a Villa Magnisi. Da qui è scaturita l’idea di trasformare questo luogo magico e raffinato in un laboratorio di idee e di arte contemporanea, un luogo simbolo per Palermo e per la Sicilia. Vivendo da tempo al Nord, avverto l’esigenza di creare spazi e momenti di confronto, riflessioni e stimoli anche qui in Sicilia. Scambiando alcune idee progettuali con alcuni artisti, tra cui Alessandro Di Giugno e Davide Ferro, è nata l’idea di creare questo nuovo progetto dove l’arte diventa interazione e scambio».

Info e contatti
Mail: yellow.2017.palermo@gmail.com
Facebook: @yellow2017palermo
Instagram: 2017yellow
cell: 320 3733769

Segnalato da : Inpress events & communication S.r.l.s.

I numeri della mostra Storie dell’’impressionismo

A parlare, per le mostre di Linea d’’ombra, sono ancora una volta i numeri. E sono numeri che documentano un successo reale, di quelli veramente importanti.

olio su tela, cm 65 x 54
Zurigo, Fondazione Collezione E. G. BŸhrle

Al Museo di Santa Caterina, a Treviso, “Storie dell’’impressionismo”, a cura di Marco Goldin, a 70 giorni dall’’apertura, ha già ampiamente superato i centomila visitatori. Per l’’esattezza la mostra ha raggiunto quota 107.704, con una media giornaliera di 1.538 biglietti. Circa la metà dei quali ha evitato le code, giungendo a Treviso munito di prenotazione, dato che conferma come il pubblico di Linea d’ombra sia come sempre molto organizzato, preciso e previdente.

Due settimane di grande successo per la mostra sono state quelle delle Festività appena trascorse. Tra il 26 dicembre 2016 e l’8 gennaio 2017, i visitatori sono stati ben 34.037, con una media giornaliera che ha toccato quota 2.431 visitatori. Il costante, regolare crescere delle medie giornaliere fa supporre che la mostra possa aspirare a moltiplicare l’’attuale numero di visitatori.

Dati interessanti emergono anche dall’’analisi che Linea d’’ombra ha reso pubblica sulle tipologie e le provenienze dei visitatori finora.

La tendenza, ormai comune, di visitare la mostra a piccoli gruppi, con i familiari e con gli amici, si conferma anche per la grande esposizione trevigiana. Che registra il netto prevalere di “privati”, ovvero di visitatori individuali e, appunto, di microgruppi, rispetto alle visite da “torpedone”, ovvero ai gruppi organizzati e alle scuole. Per l’’esattezza, i “privati” sono stati finora 83.429, contro i 17.038 scesi a Treviso in gruppo organizzato e i 7.237 studenti.

Trova conferma anche le regola dell’’attrazione a cono. Ovvero il numero di visitatori diminuisce man mano che ci si allontana dal centro rappresentato dalla città sede della mostra. “Storie dell’’impressionismo” piace moltissimo ai trevigiani, che rappresentano un quarto dei visitatori. Piace poi molto agli appassionati delle province limitrofe (Padova, Venezia, Pordenone e Vicenza). Molto attratti sono stati anche i visitatori provenienti, nell’’ordine, da Bologna, Milano, Udine, Verona, Modena, Trieste, Trento, Belluno, Ravenna, Bergamo, Brescia, Torino. Colpisce anche la percentuale (5% per quanto riguarda i gruppi) raggiunta dalla Slovenia, “a conferma che le grandi mostre sono ormai un forte attrattore anche internazionale”, commenta Marco Goldin.

Info: www.lineadombra.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net

Sottopelle

Prima mostra personale dell’artista Rachele Moscatelli  (Cantù, 1993) a cura di Elisa Fusi, presso il Teatro comunale San Teodoro di Cantù.
Dal 15 gennaio al 10 febbraio 2017 gli spazi del teatro canturino presentano la recente produzione della giovane artista: tredici opere di medie e piccole dimensioni realizzate su carta e tela, appartenenti alla serie Collezione di Madonne; una grande installazione fotografica dal titolo Nuotare è come volare; un’installazione site-specific allestita sul palco del teatro esclusivamente per la serata di inaugurazione, che metterà in scena una Crocifissione al femminile ambientata in un salotto borghese.
L’esposizione testimonia l’interesse dell’artista per la rappresentazione della figura femminile indagata da un lato come icona di bellezza pubblicitaria e dall’altro come depositaria dell’affetto ma anche del dolore materno, come avviene nell’iconografia sacra. Nella volontà di unire apparenza e sostanza, contemporaneità e tradizione, voleri e valori, Moscatelli affronta con un linguaggio semplice e diretto l’aspetto estetico, sociologico e antropologico della questione dell’identità femminile, accantonando gli ideologismi a favore di una presa diretta con la realtà e l’esperienza personale.
La mostra si apre con la serie Collezione di Madonne, sei opere realizzate tra il 2015 e il 2016 con il collage, la stampa digitale e la stampa calcografica su carta. Come il ragno perde la sua pelle e il baco da seta il suo involucro, queste Madonne nate dalla contemporaneità perdono le loro sembianze per diventare simboli di maternità e di sofferenza. Sono figure perturbanti ed enigmatiche, prelevate dalle pagine patinate delle riviste di moda e dalle pubblicità e poi manipolate e distorte nella loro fisionomia attraverso diverse tecniche tra cui l’incisione e il collage per far emergere il dolore del loro vissuto. Soffocate, lacerate e incise in superficie, si ergono solitarie in primo piano con colli allungati, sorrisi stridenti e sguardi insani.
Una sofferenza del tutto femminile che caratterizza anche l’installazione che trova luogo sul palco del teatro: una Crocifissione che rovescia la tradizionale iconografia mostrando come il dolore della vergine per la morte del figlio sia così forte da diventare lei stessa oggetto della crocifissione. La crocifissione è però un’allusione simbolica e metaforica: non siamo su un monte e non ci sono croci, ma pochi elementi ambientano la scena all’interno di un salotto; non ci sono personaggi dalle sembianze umane ma una serie di fantocci realizzati dall’artista con calzamaglie ricolme di ovatta o di bachi da seta ormai estinti (il protagonista), quali interpreti della fecondità materna ma allo stesso tempo dell’aborto. La loro disposizione richiama la Crocifissione di Matthias Grünewald , un’opera del Cinquecento che colpisce per la resa efficace dell’agonia dei personaggi, e di cui troviamo un dettaglio tra le pagine del libro d’artista Rachele aperto al centro del palco. Si tratta di un libro di memorie, appunti e paragoni visivi che racchiude l’intero processo di ideazione di questa mostra e l’indagine svolta negli anni sull’identità femminile. Ed è da queste pagine, dall’associazione visiva tra una Crocifissione dipinta da Francis Bacon e una statua raffigurante la Madonna sofferente, che nasce l’idea di una crocifissione al femminile, in cui il dolore della Madonna diventi altrettanto forte e universale. Un intreccio di riferimenti iconografici storico-artistici ma anche autobiografici, nati da una presa diretta con la realtà. Su un secondo piano di lettura, infatti, l’approccio alla sofferenza è intimo e personale, proveniente dalla perdita di una familiare. E quindi il body, il cassetto, le fotografie: elementi di una storia privata che circoscrivono all’ambito personale un’iconografia di portata universale.
La sofferenza trova infine pace nell’ultima opera, una composizione di grande formato che chiude concettualmente la mostra proponendo una sorta di catarsi, di resurrezione. Nuotare è come volare è un’installazione composta da una sequenza di 30 fotogrammi prelevati in ordine non consequenziale dal cortometraggio The land of men (1966) del regista armeno Artavazd Peleshyan. Con il procedimento della cianotipia, i fotogrammi prescelti sono stati impressi dall’artista mediante la luce solare su carta fotografica scaduta, poi fissata in camera oscura. La disposizione finale dei fotogrammi propone un’analogia visiva tra le immagini di nuotatori, paracadutisti e un astronauta immersi nell’acqua o nell’aria, circondati dal vuoto. E con questa condizione di leggerezza si chiude la mostra, aprendo una via verso l’ascensione e la ricongiunzione con qualcosa che era prima lontano e inafferrabile.

 

Note biografiche

Rachele Moscatelli è nata a Cantù (CO) nel 1993. Dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte Fausto Melotti di Cantù, si laurea in Grafica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente frequenta il biennio di specialistica nello stesso indirizzo di studio. Ha partecipato a diverse mostre collettive e collaborato con studi di visual design per installazioni e progetti espositivi. Questa è la sua prima mostra personale.

SOTTOPELLE – Rachele Moscatelli
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione domenica 15 gennaio 2017, ore 19
In mostra fino al 10 febbraio 2017
Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.

www.teatrosanteodoro.it | www.rachelemoscatelli.it
Mail. mostre@teatrosanteodoro.it | Tel. 347 8086566

Pars Oculi

La mostra “Pars Oculi“, a cura di Philippe Daverio, Elena Maria Gregori Daverio e Marco Teseo, inaugura il ricco calendario di eventi previsti nel corso del 2017 presso la Biblioteca del Daverio.

Anamorfosi 4 scultura in ferro corten 75 x 60 anno 2013

In esposizione dal 19 al 25 gennaio sarà infatti possibile ammirare le straordinarie opere di Marc Didou, artista francese, che da anni lavora sull’anamorfosi, sulle illusioni ottiche, sui giochi di luce e di prospettiva.

Con un corpus di oltre 20 sculture, accompagnate da disegni e bozzetti, i suoi lavori uniscono il concettuale al figurativo, l’antico al moderno, offrendo allo spettatore la possibilità di interrogarsi sull’essere e l’apparire, sul reale e sul virtuale. Proprio attraverso distorsioni anamorfiche, infatti, i soggetti vengono parzialmente celati e ne è possibile il riconoscimento solo guardando la rappresentazione da una posizione precisa.

La ricerca di Marc Didou è molto innovativa, orientata all’utilizzo di nuove tecnologie, attenta al processo di decostruzione – soprattutto del corpo umano – e unisce alle potenzialità espressive della scultura, quelle del linguaggio scientifico e nello specifico della tomografia a risonanza magnetica (RMT). Si crea di conseguenza un dialogo tra i materiali, quali ferro, bronzo, marmo, legno e imaging radiologico o dati informatici che divengono parte integrante per la realizzazione delle opere, estremamente bilanciate e armoniche.

Molto significativo è l’intervento sulla mostra di Philippe Daverio che potete leggere a questa pagina di incircolarte.it

Al termine della mostra alla Biblioteca del Daverio, si potranno vedere o chiedere informazioni sui lavori esposti presso Teseo Arte, galleria di riferimento dell’artista a Milano.

 

Marc Didou – Pars Oculi
BIBLIOTECA DEL DAVERIO
Milano – dal 19 al 25 gennaio 2017
Piazza Luigi Vittorio Bertarelli 4 (20123)
labibliotecadeldaverio@gmail.com

GenerAction

Mail Post.it Art a cura di Ruggero Maggi –  In occasione dei festeggiamenti per i trent’anni dell’Università del Melo, centro culturale della cooperativa sociale Il Melo ONLUS, presso il Museo MA*GA di Gallarate si terrà dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017 la rassegna internazionale d’Arte Postale “GenerAction” ideata e curata da Ruggero Maggi, che si estenderà successivamente anche ad altri Paesi europei.
Il tema “Incontro tra le generazioni” proposto agli artisti invitati ha offerto lo spunto per sottolineare una volta di più quale importanza abbia da sempre il rapporto che unisce tutte le varie “età” del genere umano.
Rapporto che si pone come elemento fondamentale dell’Amore: unica arma per combattere l’odio, l’arroganza, l’inciviltà … un Post-it® sul libro della Vita e dell’Amore.Centinaia di artisti di una quarantina di Nazioni hanno risposto entusiasticamente all’appello inviando migliaia di Post-it® con la specifica richiesta di un intervento, di un gesto che indicasse la propria volontà di rendersi partecipi di questa azione-evento, in cui Arte, Poesia, Sociologia ne costituiscono gli elementi fondanti:Fernando Aguiar (Portogallo), Lorenzo Alagio, Anêla Aliotis (Francia), Christian Alle (Francia), Antonio Amato, Fernando Andolcetti, Salvatore Anelli, Enzo Angiuoni, Michela Angiuoni, Antic ham (Corea del Sud), Toni Antonius (Indonesia), Michele Attianese, Dmitry Babenko (Russia), Vittorio Baccelli, Erika Baggini, Anna Banana, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Paolo Barlusconi, Vittore Baroni, Donatella Baruzzi, Daniela Barzaghi, Keith Bates (Gran Bretagna), Patrizia Battaglia, Elisa Battistella, Horst Baur (Germania), Angela Behrendt (Germania), Mariano Bellarosa, Lancillotto Bellini, John M. Bennett (USA), Luisa Bergamini, Pedro Bericat (Spagna), Francesca Bernardi, Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Diane Bertrand (Canada), Gabriele Bianconi, Tomaso Binga, Julien Blaine (Francia), Joyce Bloem (Olanda), Antonio Bobò, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Giorgio Bongiorni, Ivano Bortolussi, Anna Boschi, Renee Bouws (Olanda), Antonino Bove, Gioacchino Bragato, Gianni Broi, Paulo Bruscky (Brasile), Keith A. Buchholz (USA), Patricia Bueno (Perù), Ioan Bunus (Francia), Rosaspina Buscarino Canosburi, Nirvana Bussadori, Mirta Caccaro, Virginia Cafiero, Matteo Cagnola, Carlo Canè, Maria Amalia Cangiano, Bruno Capatti, Carlo Capeti, Silvia Capiluppi, Angela Caporaso, Emma Caprini, Guido Capuano, Paola Caramel, Lamberto Caravita, Michele Carmellino, Emilio Carrasco Gutierrez (Messico), Nicola Carrù, Schoko Casana Rosso (Germania), Bruno Cassaglia, Maddalena Castegnaro, Torma Cauli (Ungheria), Alessandro Ceccotto, Sergio Cena, Valérie Ceravolo (Francia), Renato Cerisola, Valdemar Cher (Svezia), Pino Chimenti, Silvia Cibaldi, Cosimo Cimino, Franco Colnaghi, Mario Commone, Gigi Conti, Paolo G. Conti, Francesca Romana Corradini, Marisa Cortese, V. Courtois (Francia), Anna Crescenzi, Laura Cristin, Natale Cuciniello, Eleonora Cumer, Filli Cusenza, Flavio Da Rold, Daniel Daligand (Francia), Caterina Davinio, Ko De Jonge (Olanda), Liliana De Lorenzi , Antonio De Marchi Gherini, Teo De Palma, Dario De Souza (Brasile), Adolfina De Stefani, David Dellafiora (Australia), Roberto Denti , Antonio Di Michele, Franco Di Pede, Gabriella Di Trani , Abdourahamane Diarra (Repubblica del Mali), Konrad Dietrich, Marcello Diotallevi, Fausta Dossi, Gianfranco Duro, Mike Dyar (USA), Emerenciano (Portogallo), Elsa Emmy, Ever Arts (Olanda), Arturo Fallico (USA), Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Simonetta Ferrante, Luc Fierens (Belgio), José Manuel Figueiredo (Portogallo), Anna Finetti, Alessandra Finzi, Alfio Fiorentino, Joe Fleury (Svizzera), Lino Foffano, Maurizio Follin, Morena Fontana, Roberto Formigoni, Nicola Frangione, Piet Franzen (Olanda), Leszek Frey-Witkowski (Polonia), Raymond Furlotte (Canada), Mimmo Fusco, Veronica Gabrielse (Sudafrica), Fabrizio Galli, Antonella Gandini, Ornella Garbin, Mario Gatto, Claudio Gavina, Luciano Gerolamo Gerini, Ivana Geviti, Mabel Giaccarini (Argentina), Alessandro Giannandrea, Eugenio Giannì, Juri Gik (Russia), Gino Gini, Guglielmo Girolimini, Lillo Giuliana, Lidia Gobbati, Michael Goetz (USA), Pedro Gonzalves Garcia (Spagna), Isa Gorini, Claudio Grandinetti, Antonio Grassi, Francesco Gravino, M. Greenfield (Gran Bretagna), Klaus Groh (Germania), Elke Grundmann (Germania), Gruppo Sinestetico, Karl-Friedrich Hacker (Germania), John Held Jr. (USA), Peter Hide 311065, Tapio Holopainen (Finlandia), I Santini Del Prete, Il Melo, Eberhard Janke (Germania), Miguel Jimenez (Spagna), Emily Joe , Jreena (Gran Bretagna), Dobrica Kamperelić (Serbia), Kappa, Norbert Koczorski (Germania), Tania Krosse (Svezia), Oriana Labruna, Magda Lagerwerf (Olanda), Franca Lanni, Michael Leigh (Gran Bretagna), Pascal Lenoir (Francia), Alfonso Lentini, Les Cammer (USA), Pino Lia, Oronzo Liuzzi, Juan Rodriguez Lopez (Messico), Tobia Loos (Germania), Gian Paolo Lucato, Gisella Lucci, Serse Luigetti, PaolaMacchi, Michele Macchia, Romina Maggi, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Paola Malato, Malok (USA), Antonio Mancini, Francesco Mandrino, Antonello Mantovani, Danilo Marchi, Angela Marchionni, Hildegunn Marcussen (Norvegia), Renato Marini, Max Marra, Maria Grazia Martina, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi, Andrea Massaro, Cristina Massironi, Cinzia Mastropaolo, Madalena Matoso (Portogallo), Monica Mazzone, Rita McNamara (USA), Italo Medda, Massimo Medola, Rita Mele, Renato Mertens, Nuria Metzli, Luca Miti, Annalisa Mitrano, Henning Mittendorf (Germania), Giorgio Moio, Samuel Montalvetti (Argentina), Emilio Morandi, Simona Morani, Antonio Garrido Moreno (Spagna), Alberto Mori, Franca Munafò, Keiichi Nakamura (Giappone), Cesare Nardi, Riri Negri Bolgiaghi, Giorgio Nelva, Dragan Nesić (Serbia), Francesco Takehiko Niki (Giappone), Rea Nikonova (Russia), Angela Noya, Paolo Nutarelli, Yadián Hernández Ojeda (Cuba), Jürgen O. Olbrich (Germania), Domenico Olivero, Elisabetta Oneto, Camilla Oppino, Orson Nelson Pacheco Acuña (Cile), Clara Paci, Clemente Padin (Uruguay), Elisabetta Pagani, Vittorio Pannone, Sjoerd Paridaen (Belgio), Ennio Pauluzzi (Isle of Man), Giancarlo Pavanello, Hilda Paz (Argentina), Linda Pelati, Giuseppe Pellegrino, Remy Penard (Francia), Walter Pennacchi, Salvatore Pepe, Teresinka Pereira (USA), Michele Perfetti, Gloria Persiani, Silvano Pertone, Renata Petti, Marisa Pezzoli, Riccardo Pezzoli, Alfa Pietta, Barry Edgar Pilcher (Irlanda), Franco Focardi Piri, Pjm (USA), Planet Susannia (Germania), Hugo Pontes (Brasile), Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Ross Priddle (Canada), Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Giancarlo Pucci, Ruggero Radaele, Marco Ravenna, Tulio Restrepo (Colombia), Gaetano Ricci, Isabella Rigamonti, Giuseppina Riggi, Jaume Rocamora (Spagna), Sabina Romanin, Claudio Romeo, Carla Roncato, Irene Ronchetti (Argentina), Cristina Rossetti, Gianni Rossi, Fabrizio Rovesti, Colette Ruch (Svizzera), Günther Ruch (Svizzera), Enzo Ruggiero, Manuel Ruiz Ruiz (Spagna), Marina Salmaso (Danimarca), Massimo Salvoni, Daniele Sanguinetti, Sergio Sansevrino, Anna Santinello, Evie Satijadi (Indonesia), Alba Savoi, Roberto Scala, Patrizia Scalvini & Paolo Caporossi, Evelina Schatz (Russia), Josè Roberto Sechi (Brasile), Gianni Sedda, Serge Segay (Russia), Eugenia Serafini, Danilo Sergiampietri, Elena Sevi, Valery Shimanovsky (Russia), Eliso Ignacio Silva (Venezuela), Fulgor C. Silvi, Luigino Solamito, Mark Sonnenfeld (USA), Oliana Spazzoli, Franco Spena, Carol Stetser (USA), David Stone (USA), Renata e Giovanni Strada, Rod Summers (Olanda), E. Sündermann (Austria), W. Mark Sutherland (Canada), Jaromir Svozilik (Norvegia), Pietro Tartamella, Patricia Tavenner (USA), José Antonio Tenente (Portogallo), Ernesto Terlizzi, Camilla Testori, Roberto Testori, The Shepherd (Gran Gretagna), Paul Tiililä (Finlandia), La Toan Vinh (Vietnam), Marzia Todero, Tokitama (Giappone), Ettore Tomas, Stefano Tonelli, Mario Tonino, Attilio Tono, Micaela Tornaghi, Giuseppe Luca Torraco, Agostino Tulumello, Lubomyr Tymkiv (Ucraina), Sigismund Urban (Germania), Valdor (Spagna), Anke Van Den Berg (Belgio), Johan Van Geluwe (Belgio), Francis Van Maele (Irlanda), Isabelle Vannobel (France), Giorgio Vazza, Armanda Verdirame, Cristina Vignocchi, Alberto Vitacchio, Piero Viti, Rüdiger Axel Westphal (Germania), Gail D. Whitter (Canada), Jokie X Wilson (USA), Monika Wolf (Germania), Reid Wood (USA), Roberto Zito, Rolando Zucchini.

La Terra non è un enorme vortice, un gorgo dove tutte le civiltà, tutte le tribù, tutte le radici culturali si mescolano e si confondono, ma è formata da una miriade di punti, di pixel che si intersecano interagendo in continuazione. Se vogliamo la presente rassegna è proprio questo: una grande allegoria della vita con le sue innumerevoli sfaccettature, con le sue molteplici possibilità e potenzialità, in questo caso naturalmente poetiche ed artistiche.

La visione totale dell’installazione si completerà con la scoperta da parte del visitatore delle singole opere ottenute con le tecniche più disparate e sfruttando ogni possibilità di impiego dei famosi foglietti gialli.

“Cerca la saggezza dei vecchi, ma guarda il mondo attraverso gli occhi di un bimbo” (Ron Wild)

GenerAction

Museo MA*GA
Via E. de Magri 1
Gallarate (VA)

Inaugurazione 14 gennaio 2017 – ore 18.00
dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017

Orari: martedì/venerdì 9.30/12.30 – 14.30/18.30, sabato e domenica 11.00/19.00, lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Per informazioni:
0331. 708224 – 320.9621497
e-mail: udm@melo.it – maggiruggero@gmail.com

Catalogo con testi di: Isabella Peroni [Assessore alla Cultura], Emma Zanella [Direttrice MAGA – Gallarate], Marco Predazzi [Presidente Fondazione Il Melo – Luigi Figini], Ruggero Maggi.

The cage of my mind

Performance di body painting di Miguel Gomez, con Ilaria Palomba, Nilde Mastrosimone de Troyli e Manuela Maroli che si terrà il 10 gennaio 2017 alle ore 20,30 presso Auditorio Federico II Eventi, Via Latilla, 13 – Bari nell’ambito di BIBART – Biennale Internazionale d’Arte.

La gabbia della mente dove sono riposti amore e dolore, la gabbia della mente dove sono riposti sogni, fantasie, luoghi, immagini che rimbalzano nella testa, luogo in cui un attimo diventa eternità, voli senza rotte. La pazzia è fuori, per le strade, sugli sguardi di volti mai visti, anneriti dal carbone… E’ la gabbia da cui vorresti veramente uscire?” M.G.

Miguel Gomez (videoart – performer), nasce a Wiesloch (Germania) nel 1962. Da piccolo segue il padre, Giuseppe Loiacono, artista affermato nella Parigi degli anni 70, e grazie a lui ha la fortuna di conoscere e frequentare gli atelier di Pablo Picasso e Bernard Dubuffet. Ma è l’incontro con Salvador Dalì che segnerà definitivamente la strada di Miguel Gomez, avvicinandolo all’arte in tutte le sue forme ed espressioni. Frequenta il liceo artistico a Bari e a 19 anni, per circa un anno, gira l’Europa come artista di strada. Rientra in Italia e frequenta l’Accademia di Torino. Dal 1987 al 1994 si dedica all’incisione collaborando con artisti quali Emilio Greco, Aligi Sassu, Renzo Vespignani, Enrico Baj. Dal 1994 si dedica alla ricerca di nuove espressioni artistiche e dal 2009, oltre che con la pittura, Miguel Gomez si esprime attraverso la body art, la performance art, la video art e installazioni. Attualmente è Responsabile della Federico II Eventi e di Artoteca Vallisa di Bari.

Nilde Mastrosimone de Troyli nasce a Taranto nel 1972.
Nel 1997 si Laurea in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Nel 1999 consegue il Master in grafi ca pubblicitaria ed editing video. Nel 2000 entra a far parte dello staff della Creative Image Entertainment s.r.l., lavorando per le più importanti case di produzione cinematografi che. Nel 2007 si diploma come performer, presso la scuola di Playback Theatre di Sondrio. Dal 1995 ad oggi si dedica alla pittura, cortometraggi, performance.

Ilaria Palomba, ha pubblicato il romanzo “Fatti male” (Gaffi ), tradotto in Germania per la Aufbau- Verlag nella collana Blumenbar, con titolo “Tu dir weh”; la raccolta poetica “I buchi neri divorano le stelle” (Arduino Sacco); la raccolta di racconti “Violentati” (ErosCultura), di cui un racconto pubblicato in Inghilterra e negli Stati Uniti per il Mammoth Book. Grazie a una Borsa di Studio Internazionale, ha elaborato il saggio “Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art”. Ha curato per AlterEgo Edizioni l’antologia di racconti e disegni “Streghe Postmoderne”. Ha esperito sul proprio corpo, non solo come ricercatrice, l’ebrezza della performance art, grazie al workshop “Chi sei tu” con Franko Be a un workshop di Performazione con Antonio Bilo Canella e Hossein Taheri. “Una volta l’estate” è il suo terzo romanzo, scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi.

Manuela Maroli, artista multidisciplinare di Torino, nel 1999 inizia il suo percorso artistico nel campo della Body Art, in particolare come Body Piercer. Nel 2013 compie atti poetici (poesia in azione) e si dedica alla sua personale ricerca nella Performance Art. Appassionata di letteratura, scrive poesie. Nel 2014 fonda Svergin_Arte, si propone di diffondere nuovi orizzonti artistici/poetici e nuove realtà di espessione/aggregazione artistica. Manuela è membro e co fondatore del collettivo internazionale “An Army Of Artists” e membro del collettivo internazionale “The Other Society”.

 

 

Vitriol di Gillo Dorfles

Giovedì 12 gennaio, alle ore 18.00, alla Triennale di Milano, si tiene l’inaugurazione della mostra dedicata a VITRIOL il personaggio fantastico inventato da Gillo Dorfles. La mostra è a cura di Aldo Colonetti e Luigi Sansone.

VITRIOL è un personaggio fantastico, inventato da Gillo Dorfles, presente la prima volta nel dipinto del 2010, esposto in mostra, poi di nuovo protagonista di una serie di disegni e di appunti, realizzati nella seconda metà del 2016. In totale, accanto al dipinto del 2010, sono esposti, per la prima volta, 18 disegni, che rappresentano un’assoluta novità.

La mostra resterà aperta dal 13 Gennaio al 5 Febbraio 2017.