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La Materia Trasparente

Dopo l’esposizione dedicata ad Alberto Burri nel 2015 e ad Afro nel 2016, lo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina ospita un altro grande maestro del ‘900 con la retrospettiva La Materia Trasparente, Sculture Grafiche Disegni di Pietro Consagra.

Tra i maggiori esponenti dell’astrattismo internazionale, Pietro Consagra (1920-2005) è stato un artista a tuttotondo: scultore apprezzato in tutto il mondo, abile nel disegno e nella grafica, fu inoltre teorico dell’arte e scrittore. Le sue opere, la sua personalità e la sua poetica hanno attraversato le fasi principali dell’arte internazionale del XX secolo. Spregiudicata e rivoluzionaria è la sua idea di scultura: non più protagonista tridimensionale dello spazio, ma dall’impatto frontale e in stretta connessione con l’osservatore.

La retrospettiva ripercorre l’attività artistica del maestro dal 1958 al 2003 attraverso 31 opere, provenienti da collezioni private e in parte dell’Archivio Pietro Consagra: in esposizione pezzi di media grandezza in bronzo, argento, marmo, granito, ottone, acciaio, alluminio e inoltre tempere, acrilici, acqueforti, acquetinte, litografie e disegni.

Un percorso che si snoda in tre principali periodi che hanno visto lo scultore utilizzare i materiali più diversi e passare con successo da una tecnica all’altra, raggiungendo risultati sempre più raffinati e dal prorompente umanesimo. Presso lo Spazio COMEL sarà disponibile il catalogo della mostra con testo critico di Giorgio Agnisola, curatore scientifico della mostra.

L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 2 dicembre, è organizzata da Antonio Fontana e i fratelli Maria Gabriella e Adriano Mazzola con la preziosa collaborazione della Professoressa Gabriella Di Milia Consagra dell’Archivio Consagra di Milano.

La famiglia Mazzola da anni porta avanti un progetto culturale di promozione dell’arte contemporanea, attraverso retrospettive come questa, mostre di artisti contemporanei, e l’organizzazione di un premio internazionale “Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea” dedicato all’alluminio.

Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920-Milano 2005) ha toccato, tutti gli aspetti della creazione artistica. Ha infatti creato sculture – l’attività per la quale è rinomato -, ha dipinto quadri, ha disegnato (ogni sua scultura nasce da un disegno), ha sperimentato nuove tecniche, ha scritto versi e prose con instancabile vis polemica ed ha inoltre eretto edifici, creato gioielli e installazioni urbane. Sin dal 1948, afferma un nuovo concetto di scultura in cui l’ubicazione assume il valore di elemento plastico e raggiunge un’intensità espressiva che la critica definisce “astrazione psicologica”. Ottiene i primi riconoscimenti internazionali nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia nel 1949, alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1955 e nel 1959, a Documenta di Kassel nel 1959 e nel 1964, ed alla Biennale di Venezia del 1956 e del 1960 anno in cui riceve il premio per la scultura. Invariato rimane in Consagra il procedimento di costruire l’opera collegando elementi singoli in una sintesi complessa e articolata, e sempre, egli stabilisce un “rapporto diretto, frontale appunto, con lo spettatore”.

LA MATERIA TRASPARENTE, SCULTURE GRAFICHE DISEGNI di PIETRO CONSAGRA

Cura scientifica di Giorgio Agnisola

Promossa e organizzata da Maria Gabriella Mazzola, Adriano Mazzola, Antonio Fontana

Dal 2 al 28 dicembre 2017

Orari: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00 (chiuso 25 e 26 dicembre)

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Ingresso Libero

Contatti: www.spaziocomel.it | info@spaziocomel.it | 0773.487546

Liconi Arte

Dopo la recente mostra personale “Racconti dipinti” di Alessandra Carloni, LICONI ARTE presenta una mostra collettiva che durerà tutto il periodo natalizio, poiché crediamo che a Natale sia interessante regalare Arte e Cultura.

Sono presenti nell’esposizione gli artisti che hanno partecipato alle mostre precedenti, insieme a due pittori che per la prima volta espongono le loro opere in questa Galleria, Tancredi Fornasetti e Francesco Partipilo, i quali entrano dunque a far parte degli artisti Liconi Arte. Entrambi affrontano nella loro ricerca l’Astrattismo, seppur con approcci completamente diversi.

Tancredi Fornasetti, classe 1984, è il discendente della celebre famiglia di artisti milanesi. Fornasetti porta avanti una ricerca artistica singolare: il suo lavoro parte dall’astrazione per ritornare alla figurazione, eseguendo un percorso inverso a quello a cui tradizionalmente una certa Storia dell’Arte ci aveva abituati. Infatti dopo l’avvento delle opere di Kandinsky e dell’Astrattismo gli artisti ebbero interesse a rinunciare all’illusionismo pittorico; si vide che dalla figurazione che attinge dal mondo reale, si poteva giungere all’astrazione. L’artista romano con la sua ricerca compie il percorso inverso, attraverso forme astratte geometriche costruisce la figurazione. Per quanto riguarda la componente astratta i modelli di Fornasetti sono Mondrian, Kandinsky, Malevich e Soldati, ma per quanto riguarda la produzione astratto-figurativa il riferimento è quello delle opere di Depero; va notato però come i colori usati dall’artista romano siano influenzati dal mondo digitale odierno.
Francesco Partipilo, nato nel 1973, è un artista complesso da definire. Ad un primo impatto può apparire come legato all’astrazione geometrica, ma questo non è esatto poiché nelle sue opere stravolge le proporzioni geometriche, reinventa gli spazi. A sua volta lo stile dell’artista prende spunto dall’Arte Cinetica, ne cita le suggestioni, ma è assente il senso di dinamismo e il gusto per l’illusione. In conclusione, come attestato da alcuni critici, Partipilo va ritenuto come uno dei più interessanti artisti erede del Movimento Arte Concreta, dove la figurazione delle geometrie delle opere è da ritenersi il risultato della percezione immediata, una geometria immaginaria ottenuta attraverso linee dinamiche unita ad una gamma cromatica che spesso privilegia i colori primari.

Gli artisti Gianrico Agresta, Luisa Albert, Luigi Baratta, Alessandra Carloni, Fabio Carmignani, Danesi ArtDesign, Jacopo Mandich, Romain Mayoulou, Daniele Mini, Marina Tabacco e Giulio Zanet presentato nuove opere, privilegiando il piccolo formato.

Liconi Arte
Via della Rocca 28, 20123, Torino
www.liconiarte.com info@liconiarte.com 011.42.76.569

Creature

Una festa delle arti e della creatività per valorizzare i distretti culturali di Roma: è “Creature”, il festival della creatività romana, organizzato da Open City Roma e parte del programma di Contemporaneamente Roma 2017 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

Dal 15 novembre al 6 dicembre, nei distretti del Mandrione, Pigneto e Marconi lo spazio urbano verrà contaminato da arte, design, fotografia, architettura, performance ed esplorazioni urbane. I protagonisti saranno, in primo luogo, i creativi che abitano e lavorano negli spazi recuperati e restituiti alla città.

Nei tre distretti selezionati, infatti, saranno realizzate tre diverse opere originali che interpreteranno il genius loci. Ogni opera sarà site-specific, quindi realizzata all’interno del distretto creativo, e restituirà un nuovo punto di vista sulla città, sulla sua percezione, sulla sua fruizione, con uno sguardo al futuro di questi spazi. In questo modo, ogni distretto avrà , attraverso la realizzazione dell’opera, avrà l’occasione di attingere alle potenzialità del proprio network e sperimentare forme innovative e crossdisciplinari di produzione creativa.

Per la prima edizione di Creature, inoltre, è stato istituito il Premio Creature 2017, a cui potranno partecipare, attraverso una call pubblica, quelle realtà romane che lavorano nel campo della creatività e che grazie alla loro attività hanno rigenerato, anche temporaneamente, gli spazi della città. Il premio consisterà in un contributo di 1000€ per realizzare all’interno del proprio spazio un’opera d’arte o di design. (scadenza ore 12 del 2/12/2017; regolamento su www.creaturefestival.it)

A Roma stiamo assistendo alla nascita e al consolidamento di molte realtà che operano nel campo della creatività: attività e produzioni artistiche, culturali e creative, che vanno a disegnare una diversa geografia economica della città, ibridando i concetti di spazio fisico e produzione immateriale, lavoro e arte, luoghi privati e collettivi. Queste attività con la loro presenza favoriscono processi di rigenerazione e riattivazione degli spazi urbani, pubblici o privati, contribuendo al consolidarsi di nuove professionalità”, spiega Laura Calderoni, curatrice del progetto con Paola Ricciardi per Open City Roma. “Il Festival “Creature” vuole far conoscere e rafforzare la rete delle realtà creative romane capaci di generare nuove economie produttive e di portare sul territorio innovazione, sperimentazione e ricerca”.

Come in un percorso a tappe, si comincerà il 15 novembre con il workshop “Tramettiamoci” curato da Wunderbar Cultural Projects, per proseguire il 18 novembre alle ore 15,00 con l’esplorazione urbana del quartiere Marconi e, sempre il 18 novembre alle 19,00 l’evento a Label201 (via Portuense 201) con Open Studio e presentazione dell’opera performativa “Sedimento (Archeologia dell’effimero)” di Stefano Canto a cura di Elena Giulia Abbiatici in collaborazione con la galleria Matèria.

Il 26 novembre alle ore 11,00 sarà la volta dell’esplorazione urbana e dell’evento al Mandrione District (via del Mandrione 105), che racconterà il felice connubio tra le attività artigianali tradizionali e le realtà creative legate alle nuove tecnologie che hanno trovato spazio all’interno di capannoni ex industriali affacciati sulla ferrovia e l’acquedotto Felice.

Il 1° dicembre si terrà alle ore 18 il talk “La creatività rigenera” nella sede IED di via Alcamo e il 2 dicembre, sempre al Pigneto, dalle ore 12 nella storica piazza Copernico e nello spazio SonoFrankie, prenderà vita l’installazione “Naviganti” di Davide Dormino.

Serata finale in programma il 6 dicembre alle ore 19 alla Fondazione Exclusiva (via G. da Castel Bolognese 81) nei bellissimi spazi del distretto creativo nato dal recupero dei capannoni di un’ex fonderia. Durante l’evento verrà proclamato il vincitore del Premio “Creature 2017” e presentati i distretti creativi e le opere del Festival.

Il Festival “Creature”, organizzato da Open City Roma, è realizzato in partnership con Label201, SonoFrankie, Mammanannapappacacca, DVI99, Fondazione Exclusiva, IED – Istituto Europeo di Design, Goethe-Institut Rom, Accademia Italiana di Arte, Moda, Design, Parioli fotografia.

Programma completo su www.creaturefestival.it

Contatti: Giovanna Mirabella, gmirabella@openhouseroma.org

E-mail: info@creaturefestival.it

Ettore Sottsass. Oltre il design.

Sabato 18 novembre alle ore 14 apre al pubblico la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design, prodotta e organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma e curata in stretta collaborazione con un gruppo di lavoro composto da storici dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, designer e archivisti.

Nel 1979 Ettore Sottsass donò allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione oltre 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, lo CSAC ha promosso un importante progetto espositivo ed editoriale con il patrocinio del Comune di Parma.

L’ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’intero fondo, sarà restituito nel catalogo a stampa Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale, 2017), pubblicato in occasione della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design. L’esposizione è costituita da circa 700 pezzi selezionati all’interno dell’archivio e allestiti secondo una struttura narrativa cronologica (a partire da un disegno infantile del 1922), che fa emergere alcune costanti visive e metodologiche dell’autore interpretando il percorso espositivo dell’Archivio-Museo CSAC. Il titolo della mostra rimanda infatti alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.

riproduzione fotografica del 2004

Mostra e catalogo sono stati realizzati da un gruppo di lavoro comprendente Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) che ha approfondito la collaborazione di Sottsass con Poltronova, Elisa Boeri (Politecnico di Milano) che ha analizzato alcuni progetti di architettura degli anni ‘50, Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano) che ha studiato il tema degli interni e il rapporto con il disegno degli oggetti, Federico Bucci (Politecnico di Milano) che ha studiato il rapporto con la cultura americana, Milco Carboni (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia di Belle Arti Mario Sironi – Sassari) che ha affrontato il rapporto con l’azienda Poltronova, Giulia Daolio (CSAC Università di Parma) che si è occupata della collaborazione con “il lambello” e della partecipazione ai Littoriali, Chiara Fauda Pichet (Politecnico di Milano) che ha approfondito alcuni progetti degli interni e il disegno dei gioielli, e Chiara Lecce (Politecnico di Milano) che ha studiato il disegno degli oggetti, Elisabetta Modena (CSAC Università di Parma) che ha studiato le partecipazioni di Sottsass alle Triennali di Milano, Emanuele Piccardo (storico dell’architettura) che ha indagato l’incontro di Sottsass con la cultura beat e radicale, Simona Riva (CSAC Università di Parma) che si è occupata delle ceramiche negli anni ‘60 e ‘70, Marco Scotti (CSAC Università di Parma) che ha ricostruito alcuni progetti espositivi, Marta Sironi (CSAC Università di Parma) che ha affrontato il progetto grafico editoriale degli anni ‘40, Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti) la cui ricerca ha riguardato la lunga collaborazione con lo storico marchio di Ivrea, Marina Vignozzi Paszkowski (Archivio Industriale Bitossi – Fondazione Vittoriano Bitossi) che ha messo in luce il rapporto con Bitossi Ceramiche dagli anni ‘50, e Francesca Zanella (CSAC Università di Parma) che ha analizzato il ruolo dell’archivio e il rapporto tra progetto e ricerca visiva.

Grafica e Allestimento della mostra, che occuperà fino all’otto di aprile i suggestivi spazi dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, sono a cura di Daniele Ledda (xycomm) e Elisabetta Terragni (Studio Terragni Architetti).

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Ingresso
10 euro
Sabato 18 novembre dalle 14 alle 19 il pubblico potrà accedere con biglietto ridotto 5 euro
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

Orari
Martedì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19
Mercoledì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19

Informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

Postmetropolis

Oggi il “mondo … è diventato, per molti aspetti pratici, una città” (Lewis Mumford, La città nella storia)… “occuparsi della città, quindi, è un modo di dedicarsi agli enigmi del mondo e della nostra esistenza” (Lea Vergine, La città e l’immaginario).

La globalizzazione sta cambiando il mondo. Anche le metropoli si stanno modificando. Complessi fenomeni di riconversione territoriale ci stanno portando verso la città del XXI° secolo, ancora tutta da definire e scoprire.

Nella realtà complessa delle megalopoli gli aspetti e le contraddizioni della città contemporanea emergono con più forza e drammaticità, sia nella negatività dello squallore sia nello splendore degli edifici. Per questo il progetto è incentrato sulle megalopoli, il terreno più adatto per un’analisi completa.

Le immagini del lavoro mostrano segni comuni e tracce, spesso difficilmente visibili e, in città lontanissime, affiorano trame identiche e identiche contraddizioni, come se quella che sta coprendo la superficie del mondo fosse un’unica, indefinita metropoli. Una metropoli senza nome, “Untitled” appunto, come molte delle immagini scattate…. “Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti”. (Italo Calvino, Le città invisibili)

Nato a Firenze nel 1962, dopo studi in architettura, Massimo Borchi si dedica alla fotografia professionale dal 1987. Nel 1991 fonda l’agenzia fotografica Atlantide Phototravel. Lavora con le principali testate di viaggio sia italiane che internazionali (Geo Special, ADAC, Merian, New York Times, National Geographic Traveler, Gente Viaggi, Bell’Europa, Viaggi e Sapori fra le altre). Dal 1995 si occupa di importanti progetti finalizzati alla pubblicazione di libri fotografici, poi pubblicati in numerosi paesi. I suoi ultimi progetti personali sono focalizzati soprattutto sulle metropoli, da sempre il campo di applicazione preferito.

Massimo Borchi – Postmetropolis
SACI – PALAZZO DEI CARTELLONI
Firenze – dal 7 novembre all’otto dicembre 2017
Via Sant’Antonino 11 (50123)
+39 055289948 , +39 0552776408 (fax)
info@saci-florence.edu
www.saci-florence.edu

Grottole – Art in Nature

La Fondazione Maria Rossi dopo il risultato ottenuto nella prima annualità di progetto, che ha visto aggiudicarsi la residenza d’artista al maestro Dario Agrimi con l’opera “Meteorite dal paradiso per un paradiso in terra”, visto il grande interesse di partecipazione da parte degli artisti, del pubblico e della stampa, rinnova il suo impegno nella realizzazione del progetto “Grottole – Art in Nature”, rendendo la realizzazione del parco una realtà viva e stabile nel territorio.
Anche per l’edizione 2018 un bando pubblico, selezionerà un artista attraverso una giuria di esperti. L’artista vincitore sarà ospitato, per due settimane, dalla Fondazione. L’artista riceverà un premio in denaro di tremila euro e una copertura delle spese di realizzazione dell’opera fino ad euro 500.
 
Nel periodo di residenza l’artista andrà a creare un’opera site specific che resterà di proprietà della Fondazione ed esposta in forma permanente nell’istituendo parco di “Grottole – Art in Nature” a Polignano a Mare (Bari), in uno spazio naturalistico/ambientale/storico di raro pregio: l’insediamento rupestre di Madonna di Grottole.
Il progetto “Grottole – Art in Nature”, ha la consulenza della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare e ha goduto nell’edizione 2017 del Patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Polignano a Mare.
Il bando è scaricabile dalla pagina web della Fondazione www.fondazionemariarossi.org o dalle pagine FaceBook Fondazione Maria Rossi Onlus e Grottole Art in Nature.
 
La documentazione potrà essere inoltrata fino al 16 gennaio 2018.

BANDO DI RESIDENZA D’ARTISTA
“Grottole Art in Nature” (Polignano a Mare – Bari).
Seconda edizione 2018

Fondazione Maria Rossi
viale Papa Pio XII, n. 25 – 70124 Bari – tel./ fax: 080. 9904691
www.fondazionemariarossi.org – fondazionemariarossi@libero.it

In nome dell’Uomo

Per la prima volta a Treviso l’arte contemporanea fa il suo ingresso nella lotta contro la violenza sulle donne. E lo fa attraverso un’importante mostra d’arte dal titolo evocativo “In nome dell’Uomo” che si terrà dal 12 novembre al 2 dicembre 2017 a Villa Guidini (Zero Branco, Treviso).

Un manifesto di denuncia che, grazie ad un importante lavoro di ricerca della curatrice Barbara Codogno, si propone come momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza. c

“In nome dell’Uomo” è un progetto d’arte contemporanea fortemente voluto e realizzato grazie al sostegno della Commissione Intercomunale Pari Opportunità (CPOI), presieduta da Simona Guardati, e i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Zero Branco. Si avvale dei patrocini della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto, Commissione Pari Opportunità Provincia di Treviso, Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Treviso; della collaborazione di Cambiamento Maschile Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Montebelluna, l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Treviso e dell’associazione culturale Cittadellarte; e del contributo di BHR Treviso Hotel, in qualità di main sponsor. “In nome dell’Uomo” è realizzata anche grazie al supporto tecnico di EtnoFilm, InPrint Pubblicità e Tanis Root.

Si potrebbe quasi dire che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all’orrore, non sappiamo più reagire. La donna però è e resta il centro dal quale si dipanano tutte le altre riflessioni sulla violenza. Che la donna subisca violenza è purtroppo assodato. Che sia l’uomo a infliggerla è purtroppo dato di fatto. Ma di che uomo stiamo parlando?

Ecco quindi un titolo importate: In nome dell’Uomo. Dove Uomo con la lettera maiuscola diventa l’Uomo che sceglie di stare al fianco delle donne, dei bambini, dei fragili, incoraggia la bellezza il talento la giustizia, combatte insieme alle donne per un mondo senza violenza.
Ma Uomo è anche la somma di “uomo e donna”, è il genere umano che fortemente deve lottare contro la violenza su bambini, animali, ambiente, omofobia.
«In nome dell’Uomo fa un passo in più – spiega la curatrice Barbara Codogno – non solo rifuggo, condanno e non pratico la violenza, ma in nome dell’Uomo sono chiamato sulla Terra per fare il bene, per fare il meglio che può fare un Uomo. Se cambiasse l’atteggiamento violento che in molti assumono, quella violenza subdola e diffusa – una consuetudine che ormai ci ha anestetizzato – allora saremo di fronte ad un cambiamento culturale epocale, che includerebbe necessariamente anche la fine della violenza sul corpo della donna».

L’Uomo di domani è un Uomo nuovo. E dice no alla violenza.

Sedici artisti, tra le eccellenze locali e nazionali che lavorano specificatamente sul tema della violenza, sono stati chiamati a presentare una loro riflessione che non vuole essere gridata ma proporre soluzioni, superamento e speranza. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “In nome dell’Uomo” affronta il tema affidandosi all’interpretazionedi ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

Emanuela CALLEGARIN / Adolfina DE STEFANI / KETRA / Antonello MANTOVANI / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Alberto SAKA / Gabriella SANTUARI / Bärbel SCHMIDTMANN / Elisabetta SGOBBI / Felice TAGLIAFERRI / Andrea TAGLIAPIETRA / Giovanni Oscar URSO / Marco VECCHIATO / Mariarosa VIO / Grazia ZATTARIN.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 17.00 e rimarrà aperta il martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00; venerdì e sabato ore 9.00-13.00; domenica ore 15.00-18.00. Ingresso libero.

Per tutta la durata della mostra si terranno visite guidate rivolte agli studenti delle medie inferiori e superiori. Per info e prenotazioni: biblioteca di Zero Branco tel. 0422-485518

INFORMAZIONI

IN NOME DELL’UOMO / L’arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017
martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00
domenica ore 15.00-18.00
ingresso libero, chiuso lunedì

Contatti

Biblioteca Comunale “Gaetano Cozzi” di Zero Branco

Via Guidini, 52 – 31059 Zero Branco

Tel 0422 485518

biblioteca@comunezerobranco.it

www.comunezerobranco.it/bibliozero

Comunicazione

Angela Forin | Tel. +39 347 1573278 | angela.forin@gmail.com | press@angelaforin.it

#newvisualexperience

MADE4ART di Milano è lieto di presentare #newvisualexperience, mostra personale dell’artista fotografo Michele di Palo (Minervino Murge, Puglia, 1983) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.

Il progetto artistico comprende una selezione di scatti realizzati da di Palo nel corso degli ultimi anni nella campagna tra Puglia e Basilicata, terra di provenienza cara all’autore, luoghi di ispirazione, riflessione e ricerca estetica.

Questa terra ricca di vita e di memoria, ripresa nella piena potenza dell’estate o nel silenzioso raccoglimento invernale, si rivela, grazie all’obiettivo del fotografo, in immagini di grande bellezza e fascino, dove la vicinanza tra le diverse colture, i solchi tracciati dalle macchine agricole e un rapporto osmotico con il cielo danno origine a inaspettati incontri tra linee e colori diversi, un’armonica astrazione creata dalla natura e dal lavoro dell’uomo. La campagna pugliese e lucana diventa per Michele di Palo un pretesto per raccontare di sé e della propria vita, per fissare precisi istanti vissuti con emozioni e ispirazioni da ricordare, come dimostrano i titoli dei lavori, alcuni dei quali riportano anche il giorno e il mese dello scatto. Le immagini fotografiche di di Palo vanno oltre la mera descrizione visiva di un ambiente naturale, suggerendo all’osservatore una nuova esperienza visuale, più intima e completa, invitandolo a scendere in profondità dentro l’anima di questi luoghi, a indagare con attenzione nella propria interiorità.

#newvisualexperience, con data di inaugurazione martedì 7 novembre 2017, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 dello stesso mese; media partner della mostra Image in Progress.

Michele di Palo.#newvisualexperience
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

7 – 20 novembre 2017
Inaugurazione martedì 7 novembre, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19, sabato ore 16 – 19
La mostra resterà chiusa al pubblico in data venerdì 17 novembre

Catalogo della Collana MADE4ART
disponibile in sede e scaricabile gratuitamente dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Media partner Image in Progress

Awareness (introspezione d’artista)

Dal 2 al 26 novembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “Awareness (introspezione d’artista)”, mostra personale di pittura di Antonella Cedro a cura di Marco Botti.
 
È il sesto appuntamento di “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto espositivo promosso dall’associazione culturale AltreMenti che vedrà coinvolti fino a dicembre artisti di talento.L’inaugurazione, a ingresso gratuito per i tesserati dell’associazione AltreMenti, si terrà giovedì 2 novembre a partire dalle ore 20 con un piccolo buffet.
Per l’occasione AltreMenti proporrà “Nail varnish game”, il gioco degli smalti. Ai presenti verranno forniti fogli e smalti colorati con i quali realizzare in breve tempo un disegno a tema libero. Alla fine una piccola giuria decreterà l’elaborato migliore, che si aggiudicherà una manicure con smalto semipermanente. Tutti i partecipanti riceveranno un buono sconto sulla stessa manicure e i vari lavori verranno esposti in un apposito spazio all’interno di Corpo e Mente.
La serata inaugurale sarà impreziosita dalla cantante Arianna Bassi, in arte Rina, accompagnata dalla chitarra di Andrea Ciri e dalla voce di Laura Giannini per alcuni imperdibili duetti.LA MOSTRA
La protagonista di novembre a Corpo e Mente è l’artista aretina Antonella Cedro, autrice anticonformista che trae dall’imperfezione la linfa per una cifra stilistica distintiva, capace di intrigare lo spettatore.
Il titolo “Awareness” ci parla di una nuova “consapevolezza” raggiunta – personale e artistica – che si riflette sul nucleo di opere che è stato realizzato per l’occasione.
Il linguaggio della Cedro – come sempre in bilico tra figurazione e astrazione – si trasforma in un viaggio dell’anima, un percorso alla ricerca di se stessa che si dipana nei meandri dell’io più nascosto. È così che il mondo dell’artista si popola di “forme informi”, di figure arcane e aliene, di simbologie primordiali.
Anche in questa nuova serie la tavolozza della Cedro è come sempre articolata. La pittrice si esprime attraverso un’intricata trama coloristica su qualsiasi materiale – anche di recupero – lavorando con pennellate spontanee, senza ripensamenti, che catturano puntualmente l’attenzione di chi osserva la sua arte in continua evoluzione.

L’ARTISTA

Antonella Cedro è nata nel 1962 ad Arezzo, città dove vive e lavora. Si diploma all’Istituto d’Arte di Arezzo e quindi si specializza in Grafica pubblicitaria a Firenze.
Nel 1994 è co-fondatrice, assieme a Simonetta Ghezzi ed Elisabetta Spighi, del gruppo Eva Eva Eva, con cui fino al 2000 si fa conoscere in varie parti d’Italia. In seguito prosegue da sola nel suo percorso di ricerca artistica.
Oggi la pittrice toscana espone con regolarità e organizza periodicamente eventi collettivi di pittura, grafica, fotografia e fumetto nel territorio aretino.
Tra le mostre personali degli ultimi anni si segnalano Volutamente imperfetto del 2013 alla Galleria Villicana D’Annibale di Arezzo, la bipersonale Aerea del 2015 con Gea Testi nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, Razzìa del 2015 al Circolo Artistico di Arezzo, The game of opposites al Caffè La Saletta di Cortona nel 2016 e Centripeto a Corpo e Mente di Arezzo nel 2016.

IL PROGETTO
Dal 2 marzo al 31 dicembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di Laura Giannini, in via Tanucci 21 ad Arezzo, ospita “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto promosso dall’associazione culturale AltreMenti e curato da Marco Botti. Mostre che tra fotografia, disegno e pittura si svilupperanno nella grande hall e nelle sale del centro benessere, esaltandone la vocazione artistica e poliedrica.

www.associazionealtrementi.altervista.org

Simbolismo mistico

Da domani 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 la Collezione Peggy Guggenheim presenta Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897, la prima mostra museale mai realizzata dedicata all’arte rivelatrice e significativa, sebbene spesso sottovalutata, dei Salon de la Rose+Croix.

Tematiche legate al mistero e alla mitologia, spesso attinte dalla letteratura, sono centrali nell’arte dei sei Salon organizzati a Parigi tra il 1892 e il 1897. Immagini di femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi sono alla base delle opere esposte, così come linee sinuose, figure stilizzate e forme anti-naturalistiche. In mostra una quarantina di opere rilevanti, esposte nei diversi Salon, di vari artisti, alcuni noti altri meno, che inviteranno a guardare e interpretare con occhi nuovi l’eredità artistica lasciata dal Simbolismo di fine ‘800. La mostra è a cura di Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, con il supporto di Ylinka Barotto, Assistant Curator, Solomon R. Guggenheim Museum. La Collezione Peggy Guggenheim sarà la seconda tappa di Simbolismo mistico dopo il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, dove è stata esposta dal 30 giugno al 4 ottobre, 2017.

Nella primavera del 1892 Joséphin Péladan (1858–1918), critico e autore rosacrociano, inaugura alla Galerie Durand-Ruel di Parigi il primo Salon de la Rose+Croix come estensione della confraternita segreta Rose+Croix che egli stesso istituisce, un ordine esoterico con radici nel misticismo e nei riti arcani, considerati da Péladan i mezzi per comprendere le verità universali e raggiungere l’illuminazione. Con una cadenza annuale, i Salon portavano in scena, proprio per volere dell’eccentrico Péladan, un genere di arte mistico-simbolista, soprattutto di connotazione ermetica e spirituale. I Salon divennero ben presto una sorta di crocevia cosmopolita, in cui esponevano artisti provenienti da Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Olanda, Spagna e Svizzera. Grazie alle approfondite ricerche svolte per rintracciare i lavori esposti originariamente nei diversi Salon, in mostra saranno esposti dipinti, opere su carta, e sculture di artisti come Antoine Bourdelle, Rogelio de Egusquiza, Jean Delville, Charles Filiger, Fernand Khnopff, Charles Maurin, Alphonse Osbert, Armand Point, Georges Rouault, Carlos Schwabe, Alexandre Séon, Jan Toorop, Ville Vallgren e Félix Vallotton.

Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897 offre l’opportunità di approfondire le diverse idee, talvolta opposte le une alle altre, che erano alla base del Simbolismo negli anni ’90 dell’800. Concentrandosi su opere fondamentali esposte in ciascun Salon, la mostra individua alcuni temi ricorrenti, come ad esempio il ruolo di Orfeo, l’adulazione della pittura degli artisti del primo Rinascimento italiano, noti come i Primitivi, e il culto della personalità che si sviluppò intorno a figure quali Richard Wagner e lo stesso Péladan. In mostra non manca la componente musicale, rappresentata da lavori di Erik Satie ed altri, a sottolineare il ruolo-chiave occupato dai compositori dell’epoca e del passato.

Le mostre dedicate al movimento simbolista si sono, fino ad ora, concentrate su un determinato ambito geografico o su tematiche più ampie piuttosto che su un evento specifico, come appunto i Salon de la Rose+Croix di Péladan. Le ideologie divergenti di coloro che esponevano nei Salon, che variavano da una politica conservatrice e cattolica all’anarchia più radicale e anti-clericale, rivelano come i diversi approcci siano dialetticamente legati alle filosofie sacre e spirituali alla base dell’arte simbolista. Analizzando le modalità attraverso cui i Salon proponevano tali impulsi, la mostra intende indagare i precetti simbolisti legati al modernismo.

La mostra Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897 sarà accompagnata da catalogo illustrato che offrirà uno studio approfondito dei Salon de la Rose+Croix e del Simbolismo. La pubblicazione include saggi sui Salon e sulle principali tematiche in essi affrontati, di Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York; un saggio sulla percezione contemporanea dei Salon di Jean-David Jumeau-Lafond, studioso indipendente ed esperto sui Salon de la Rose+Croix, e uno studio sul rapporto tra i principi del Simbolismo e quelli delle avanguardie storiche dei primi del ‘900, di Kenneth E. Silver, professore di storia dell’arte alla New York University. Si troveranno inoltre in catalogo una serie di schede dedicate agli artisti in mostra e una selezione bibliografica.

La mostra è accompagnata da un programma collaterale che avrà inizio il 29 novembre con la conferenza La ‘Maternità’ di Gaetano Previati: dalla Triennale di Milano al Salon de la Rose+Croix di Parigi del 1892 tenuta dalla storica dell’arte Giovanna Ginex, specializzata in studi storico-artistici del XIX e XX secolo, presso la sede di Ca’ Foscari Zattere (Tesa 1), Venezia. L’1 dicembre alle 16.30 le Sale Apollinee del Teatro La Fenice ospiteranno poi il concerto per pianoforte del maestro Philip Corner. Compositore, pianista, teorico musicale, Corner interpreterà le musiche di Erik Satie, legate ai Salon de la Rose+Croix. Entrambi gli eventi rientrano nei progetti educativi dell’esposizione e sono realizzati grazie alla Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz.

Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897 è sostenuta dagli Institutional Patrons – EFG, Lavazza, e Regione del Veneto, da Guggenheim Intrapresæ e dal Comitato Consultivo del museo. I divani e le poltrone in mostra, scelti direttamente da Vivien Greene, sono offerti dalla maison francese leader mondiale nell’arredo di alta gamma Roche Bobois. L’esposizione gode dell’ulteriore sostegno di Swiss Arts Council Pro Helvetia.

Tutti i giorni alle 15.30 vengono offerte visite guidate gratuite alla mostra, previo acquisto del biglietto d’ingresso al museo.

Opposite

Dal 27 ottobre al 22 novembre 2017 ExpArt Studio&Gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Opposite”, doppia personale di Francesco Fillini e Maura Giussani a cura di Silvia Rossi.
 
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.
Venerdì 27 ottobre, alle ore 17,30, l’inaugurazione in galleria con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge. Seguirà, alle 18, una conversazione degli artisti con il giornalista culturale Marco Botti aperta a tutti.
 
LA MOSTRA:
Ci vuole la ricchezza d’esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. Tutta l’arte è un problema di equilibrio fra due opposti”. (Cesare Pavese)Non ci potevano essere parole più adatte per racchiudere lo spirito della nuova mostra allestita a ExpArt Studio&Gallery – “Opposite” – che unisce, mescola e confronta tra loro due artisti stilisticamente e concettualmente distanti. Le opere astratte, minimaliste e antimanieriste di Francesco Fillini vengono infatti affiancate all’opera pittorica, realista e analitica di Maura Giussani.

Come questi due opposti possono fornirci una visione di insieme, come posso trovare un punto di incontro, laddove ricerca e concetto divergono completamente?
La risposta è più semplice di quanto si possa pensare, perché l’arte ci offre sempre piccole tessere di un enorme puzzle, con cui compone e scompone la nostra vita, la nostra cultura e il nostro tempo. Ed è esattamente così che le due ricerche non solo si incontrano, ma si sovrappongono: mantenendoci inizialmente lontani dall’analisi stilistica dei loro lavori, entrambi gli autori assumono infatti a oggetto del loro studio l’intervento umano, la materia, la ricerca della traccia di un passaggio.

I cementi, le vernici e i metalli di Fillini incontrano quindi in maniera involontaria gli stessi identici soggetti nei lavori della Giussani. La distanza della forma non prevarica più la vicinanza della materia.
Le dense spatolate, le gettate e l’uso di materiali industriali si compongono e scompongono di opera in opera, facendoci riflettere sulla determinazione dell’intervento umano nella nostra quotidianità, di come il paesaggio, plasmato da questi elementi, non sia che il frutto di una ferma volontà, opera di spatole e di pennelli, esattamente come questa doppia personale.

BREVI BIOGRAFIE:
Francesco Fillini è nato nel 1969 a Piombino (LI) ma vive e lavora a Pisa. Dopo aver coltivato in silenzio il suo amore per il mondo dell’arte, nel 2015 comincia a esporre proprio a ExpArt. Le pennellate larghe e compatte muovono la superficie delle sue tele, su cui si stagliano tagli geometrici e campiture monocromatiche. Le leggere variazioni tonali creano profondità, mentre la composizione a più pezzi apre gli orizzonti del quadro, che si proietta così nello spazio circostante. Da ricordare le mostre di Milano, Roma, San Miniato e Obernberg Am Inn in Austria.

Maura Giussani è nata nel 1952 a Milano, città dove si diploma al liceo artistico “Beato Angelico”, ma vive ad Arezzo. Fin dall’infanzia sente nascere dentro di sé un estremo bisogno di creatività, per nutrire l’anima e la mente di sensazioni. La sua crescita artistica passa attraverso i corsi del maestro Alessandro Marrone e la scuola RADAR di Enrique Moya Gonzalez. È socia fondatrice del Cenacolo degli Artisti Aretini. Da anni porta avanti la sua ricerca sulle luci e i riflessi in tutte le loro manifestazioni, spaziando tra figurativo e astratto per sperimentare tecniche diverse. Ha esposto in Italia e all’estero con personali e collettive sempre apprezzate.

www.expartgallery.com

VideORLAN – Technobody

Dal 25 ottobre al 3 dicembre 2017 si svolge al MACRO la mostra “VideORLAN – Technobody” della nota artista e performer francese ORLAN, a cura di Alessandra Mammì, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata in collaborazione con Villa Medici e con Studio Stefania Miscetti.

L’esposizione ripercorre l’intera avventura artistica di ORLAN, dalle prime sculture fotografiche, alle performance registrate su video, fino alle ultime opere che usano la realtà aumentata e il 3D. Sarà inoltre sperimentato per la prima volta in Italia “Expérimentale Mise en jeu” (2015-2016), uno spettacolare video gioco con installazione interattiva. Un’immersione totale che riporta nella Capitale l’artista francese a vent’anni dalla mostra antologica “ORLAN a Roma 1964-1996” allestita da Studio Miscetti e Sala 1.

La mostra al MACRO è caratterizzata da un sorprendente utilizzo del digitale, frutto del recente affacciarsi dell’artista a una realtà virtuale apparentemente opposta e simmetrica alla carnalità dei lavori che hanno punteggiato il percorso di una delle più radicali, innovative, coraggiose artiste europee, capace di cavalcare lo spirito dei tempi con instancabile ricerca.

Per ORLAN, da sempre attratta dal multimediale e da tutti i mezzi che la contemporaneità offre, in realtà il digitale rappresenta un modo diverso di costruire le immagini e di traghettare i temi di sempre (il corpo, la sessualità, gli stereotipi di bellezza, le imposizioni culturali, politiche, religiose, e l’ampia simbologia che va dalla metamorfosi all’ibrido) verso universi più impalpabili, ma non per questo meno potenti.