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Mari del Sud

I disegni di Lele Vianello che narrano il mare e i suoi misteri sono in mostra al Castello Aragonese di Otranto sino al 13 maggio, tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Mari del Sud“, questo il titolo della colorata esposizione di Vianello – collaboratore del maestro Hugo Pratt, padre di Corto Maltese, ma soprattutto continuatore ed erede del suo universo narrativo – che mostra il mare come un protagonista discreto, che non rivendica parti né ruoli, che conosce la sorte degli uomini e osserva, sornione, il susseguirsi degli accadimenti: Un re in panciolle con una spumosa barba bianca ed una magnifica corona di gabbiani. Dal Pacifico all’Atlantico e poi ancora oltre, fino all’Oceano Indiano; dall’Argentina all’Indonesia; da Cuba alle Filippine: Le storie del maestro veneziano sono un invito al viaggio e all’avventura, un invito a prendere il mare.

La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Oltre 400 opere di notevole valore storico-artistico tra dipinti, stampe, incisioni, disegni, sculture e arredi di pregio, dal XIV secolo al secondo Novecento.

Opere eterogenee per gusto, epoca e provenienza che costituiscono la collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Beni che la Fondazione ha acquisito negli anni con l’obiettivo non solo di conservarli, ma anche di valorizzarli, facendoli conoscere al grande pubblico.

Ecco spiegata la scelta, anche nel 2017, di concedere in prestito alcune opere a musei o enti pubblici in occasione di prestigiose esposizioni. È il caso del Museo d’Arte di New Orleans (USA) che, per la mostra “A life of Seduction. Venice in the 1700s”, ha richiesto quattro dipinti del Settecento a firma di un seguace di Joseph Heintz il giovane.

Altre cinque opere, rispettivamente di Francesco Maffei, Giovanni Antonio Pellegrini, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini, saranno presenti alla mostra “Il Tesoro delle Fondazioni”, organizzata dal 9 aprile a Perugia dalla Fondazione Cariperugia. Ad arricchire invece l’esposizione “Rinascimento segreto”, che inaugura il 13 aprile ed è organizzata dal Comune di Pesaro in collaborazione con il Comune di Fano e il Comune di Urbino, sarà una tavola di Giovanni Buonconsiglio.

Diversi anche gli eventi espositivi in Veneto dove può o potrà essere ammirata una parte della collezione d’arte della Fondazione. A Rovigo, in concomitanza alla mostra “Terra senz’ombra” a Palazzo Roverella, Palazzo Roncale ospita alcune opere del Novecento di Alberto Biasi, Enrico Castellani, Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Manfredo Massironi, Toni Costa e Concetto Pozzati.

Altre due opere, questa volta dell’autore Tullio Crali, sono state richieste dal Comune di Padova per la mostra “Aereopittura. La seduzione del volo” in programma al Museo degli Eremitani dal 5 maggio mentre la Fondazione Palazzo Pretorio Onlus di Cittadella (PD) dedicherà dal 9 aprile una mostra a Bruno Munari, dove troveranno spazio anche due opere della collezione della Fondazione. Un dipinto di Giovanni Buonconsiglio, infine, sarà esposto da ottobre al Museo Casa Giorgione in occasione della mostra “Le trame di Giorgione” organizzata dal Comune di Castelfranco Veneto (TV).

Sul portale http://museo.fondazionecariparo.it e nel catalogo cartaceo edito da Marsilio “La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo”, sono censite tutte le opere della collezione, corredate da schede storico-critiche di approfondimento.

Talent Prize 2017

Sono aperte le iscrizioni al Talent Prize 2017, il premio di Arti Visive indetto da Inside Art che quest’anno celebra la sua decima edizione.

Un traguardo importante che attesta l’autorevolezza di un riconoscimento che negli anni è cresciuto consolidandosi e distinguendosi nel panorama nazionale, diventando punto di riferimento per i giovani artisti.

Possono partecipare gratuitamente artisti italiani e non, nati a partire dal 1977, con opere pittoriche, sculture, video, installazioni e fotografie.

I partecipanti possono contare sulla professionalità di una giuria composta da riconosciute personalità del mondo dell’arte contemporanea. Quest’anno, in occasione del decennale del premio, il Talent Prize dà il benvenuto in giuria a Peter Benson Miller, (Direttore artistico dell’American Academy di Roma), Joachim Blüher (Direttore dell’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo), Fabio Cavallucci (Direttore artistico del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato), Gianluca Marziani (Curatore artistico di Palazzo Collicola – Arti Visive Spoleto) e Roberta Tenconi (curatrice Pirelli HangarBicocca di Milano) che si vanno ad aggiungere ai giurati che in questi ultimi anni hanno accompagnato il concorso: Anna d’Amelio Carbone (Direttrice della Fondazione Memmo Arte Contemporanea), Rocco Guglielmo (Direttore del Marca – Museo delle Arti di Catanzaro), Charlotte Morel (Direttrice arti visive e attività espositive del Comune di Lille), Federica Pirani (Storica dell’arte contemporanea), Ludovico Pratesi (Critico d’arte e Direttore del Centro di arti visive Pescheria di Pesaro), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, (Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Marcello Smarrelli (Direttore artistico della fondazione Ermanno Casoli), Guido Talarico (editore e direttore di Inside Art).

Saranno loro a selezionare il vincitore e i nove finalisti, che esporranno, insieme agli artisti selezionati dagli sponsor e dai partner del concorso, nella grande collettiva che a ottobre si svolgerà al museo Macro di via Nizza. Il vincitore, i nove finalisti e i premi speciali scelti dagli sponsor avranno diritto a un servizio sul numero di Inside Art dedicato al Talent Prize ed esporranno i propri lavori nella collettiva finale, prevista a dicembre al Museo Macro di Via Nizza, a Roma. Per celebrare i dieci anni del premio, sarà anche allestita una mostra antologica con una selezione dei lavori dei vincitori degli anni passati.

I PREMI
Il vincitore del Talent Prize si aggiudica un premio dal valore di diecimila euro (5mila in denaro e 5mila in promozione), un ampio primo piano sul numero di Inside Art dedicato al concorso, in uscita a dicembre e, grazie al partenariato culturale con la città di Lille, sarà ospite una settimana nella città francese, esponendo il suo lavoro nella mostra Format à l’italienne (Espace Le Carré, Lille), insieme alle opere degli artisti in residenza all’atelier Wicar di Roma.

Iscrizione gratuita su www.talentprize.it

Gioco di fantasmi

Gioco di fantasmi e teatro dei tempi. Le opere di Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida e Gian Luca Groppi in mostra presso la sede di CSArt e ClubArt a Reggio Emilia (Via Emilia Santo Stefano, 54) in occasione di “Fotografia Europea”.
Realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (Sv), l’esposizione sarà inaugurata venerdì 28 aprile 2017, alle ore 18.00, alla presenza degli artisti.Come spiegano i curatori Chiara Serri e Paolo Barilli, «Le opere fotografiche di Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida e Gian Luca Groppi trovano assonanza nella costruzione della scena, nelle suggestioni letterarie, nelle ampie aperture oniriche. Il fantasma del passato irrompe nel contemporaneo rivelando immagini persistenti, riconducibili alla tradizione culturale e alla memoria sociale. Inventario, allora, come strumento di conoscenza, warburghiano “Atlante della Memoria” in grado di dare parola all’immagine e spazio al pensiero».

Alessandra Baldoni presenta una selezione di opere “Da un atlante del mondo difficile”, serie avviata nel 2015 e non ancora conclusa. Il progetto, che trae il titolo dall’omonima poesia di Adrienne Rich, mette in scena gli incubi e le paure che caratterizzano la società contemporanea. Lasciate da parte le atmosfere fiabesche della precedente produzione, l’artista si concentra ora sul mistero, attraverso narrazioni sospese poco prima del tragico. Amante della letteratura, Baldoni utilizza la fotografia come mezzo per immortalare allestimenti curati nel dettaglio, nei quali l’immagine si solleva gradualmente dalla parola.

Giorgio Bormida, presente in mostra con quattro fotografie della serie “VIXI” (2015), perfetto indicativo del verbo “vivere”, opera una continua stratificazione di ricordi e memorie. Diversi momenti collegati tra loro da assonanze formali o connessioni simboliche, calate in un buio teatrale che accentua gli aspetti onirici della visione. L’oscurità diventa dunque sinonimo di interiorità, con riferimenti al bianco e nero cinematografico dell’espressionismo tedesco, alla violenza drammatica delle luci e delle ombre di Caravaggio e alle visioni di Füssli, finestra aperta sulla parte irrazionale della mente umana.

Gian Luca Groppi espone due fotografie e due dittici della serie “Tributo all’Inespresso”, riferibile al 2014-15. Un progetto dedicato a letterati, artisti e pensatori che hanno fortemente influenzato il percorso dell’artista, nonostante la loro prematura scomparsa. Non un lavoro sul suicidio, ma la ricerca di nuove immagini per il presente e per il futuro. La fotografia corrisponde dunque ad una scenografia complessa, che si nutre del pensiero e della storia dei personaggi ritratti, da Ian Curtis ad Antonia Pozzi, da Sarah Kane ad Unica Zurn. Un tributo all’inespresso, alle opere in potenza che non vedranno mai la luce.

Alessandra Baldoni nasce nel 1976 a Perugia, dove vive e lavora. Dal 2000 prende parte a numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le recenti esposizioni si segnalano: “La neve non ha voce” (Chiostro di Voltorre, Varese, 2015, a cura di Alessandra Redaelli), “Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs” (ADD-art gallery, Spoleto, Perugia, 2015, a cura di Maddalena Rinaldi), “Ho tentato tre inizi” (Musei Civici, Camerino, Macerata, 2015, a cura di Verticale d’Arte), “Lo specchio oscuro” (EXMA, Exhibiting and Moving Arts, Cagliari, 2015, a cura di Giacomo Pisano), “A debita distanza” (Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, Milano, 2016, a cura di Angela Madesani). Da anni tiene seminari e workshop sulla fotografia narrativa nelle scuole e nelle università.

Giorgio Bormida nasce a Cengio (Sv) nel 1969. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Paul Klee di Genova, si laurea all’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona. La sua arte si lega alle attività di musicista e di scenografo. Dal 2004 al 2008 è scenografo realizzatore per il Teatro Carlo Felice di Genova. Vincitore del Premio Speciale Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea ad Arteam Cup 2015, partecipa alla collettiva allestita all’Officina delle Zattere (Venezia, 2015) e tiene la personale “VIXI” (Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, Milano, 2016) con catalogo Vanillaedizioni e testo di Antonio D’Amico. Finalista ad Arteam Cup 2016, espone a Palazzo del Monferrato (Alessandria, 2016). Vive e lavora a Savona.

Gian Luca Groppi nasce a Piacenza nel 1970, vive e lavora a Genova. Dal 1997 si dedica alla fotografia, realizzando immagini che stampa personalmente. Ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le recenti personali si segnalano: “L’Ultima Mutazione” (Palazzo Chiabrera, Acqui Terme, Alessandria, 2010; Spazio Biffi, Piacenza, 2011; Wave Gallery, Brescia, 2012; Galerie Hautefeuille, Parigi, Francia 2012), “Besides” (VisionQuest gallery, Genova, 2013, a cura di Clelia Belgrado), “Photographie hiver 2015-16” (Centre d’Art Contemporain, Briancon, Francia, 2015-16, a cura di Julie Arnal). Finalista ad Arteam Cup 2016, partecipa alla collettiva allestita a Palazzo del Monferrato (Alessandria, 2016). Collabora con VisionQuest gallery di Genova.

In occasione del vernissage, si terrà la presentazione del progetto “Arteam for Sug@rt”, una cartella di bustine di zucchero da collezione realizzata da Figli di Pinin Pero S.p.A di Nizza Monferrato (At) con opere di diciotto artisti associati Arteam che hanno presentato la loro candidatura per Arteam Cup 2016.

La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio 2017, da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 16.00-18.30.

Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it, info@clubart.it, www.clubart.it.

 

Gioco di fantasmi – Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida, Gian Luca Groppi
A cura di Chiara Serri e Paolo Barilli
Dal 28 aprile al 31 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 28 aprile, ore 18.00
Orari di apertura: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 16.00-18.30.
In collaborazione con Associazione Culturale Arteam, www.arteam.eu

Mostra inserita nel Circuito Off di Fotografia Europea, www.fotografiaeuropea.it

 

INFORMAZIONI E UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T/F 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

ClubArt – the modern art community
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T/F 0522 1715142
info@clubart.it
www.clubart.it

Teatro delle Orge e dei Misteri

Al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno è in corso – e sino al 9 luglio – la mostra Hermann Nitsch O.M.T Orgien Mysterien Theater (Teatro delle Orge e dei Misteri) – Colore dal Rito, personale dedicata al grande maestro austriaco, esponente dell’Azionismo viennese, dell’Informale e quindi creatore di performance e installazioni molto discusse e rimaste memorabili.

Curata da Italo Tomassoni e da Giuseppe Morra, dal 1974 storico gallerista ed editore degli scritti di Nitsch cui ha dedicato nel 2008 un Museo a Napoli, la mostra raccoglie circa 40 opere, divise in 9 diversi cicli di lavori, realizzati tra il 1984 e il 2010 e allestite come fossero un’unica grande opera aperta negli spazi del CIAC, che diversifica nuovamente la propria offerta espositiva offrendo l’opportunità di incontrare uno tra i maggiori protagonisti dell’arte internazionale della seconda metà del Novecento.

La mostra presenta alcune celebri installazioni di Nitsch come 18b.malaktion, 1986 Napoli Casa Morra. Si tratta di grandi tele dove domina il colore rosso versato o schizzato, “una pittura d’azione – afferma Nitsch – che assolve una funzione drammatica, coinvolgendo gli spettatori, come un accadere drammatico che si manifesta a mò di litania, all’interno del mio teatro, attraverso una esibizione pittorica”. Oppure azioni dimostrative-teoriche come 108.lehraktion, 2001 Roma Galleria d’Arte Moderna, dove in altre grandi tele Nitsch evidenzia elementi base del suo teatro, cercando “il segreto profondo del colore” e dando precise indicazioni sulla propria teoria estetica, le sue speculazioni filosofiche e la sua idea del cosmo.

E 130.aktion installazione di relitti, 2010 Museo Nitsch Napoli, dove l’artista costruisce opere autonome ma al tempo stresso tracce rielaborate delle sue precedenti azioni sceniche con elementi che provengono dall’azione stessa come grandi teli bianchi e camici macchiati di sangue, barelle servite per trasportare corpi che divengono tavoli o altari, attrezzi chirurgici come bisturi o divaricatori, provette e alambicchi che rimandano al corpo e ai suoi umori, zollette di zucchero e fazzolettini di carta messi in file perfettamente regolari, che suggeriscono sensazioni di freschezza e purezza. Relitti come installazioni di quanto è già avvenuto, testimonianza di un evento sacrificale assente, segni rituali e formali di fatti fisici e carnali.

Sono esposte inoltre alcune emblematiche stampe su tela come Die Eroberung Jerusalem, 1971-2008, Grablegung, 2007 e Ultima cena, 1983, opere di ispirazione religiosa dove Nitsch è affascinato dall’emanazione sensuale del rituale, soprattutto dall’Eucarestia che fa di ogni individuo un Cristo. Pane e vino, cibi basilari dell’uomo, divengono strumenti dove vita e morte si compenetrano e, grazie al rito, fanno rivivere nell’uomo l’essenza del mondo, la trasformazione dalla morte alla resurrezione, rendendoci consapevoli dell’amore altruista.

I volti e il cuore

Il Museo del Paesaggio di Verbania – dopo la riapertura nel giugno 2016 con la splendida mostra dedicata a Paolo Troubetzkoy che, visto il grande successo di pubblico e critica, rimane aperta in modo permanente al piano terra – riapre il proprio piano nobile con la bella mostra “I volti e il cuore, La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini“, visibile dal 25 marzo prossimo al 1° ottobre.

Curata da Elena Pontiggia, l’esposizione comprende circa ottanta opere e intende esaminare, attraverso le collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania, integrate con opere di Mario Sironi della raccolta Isolabella e di Cristina Sironi, sorella dell’artista, il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.

Il percorso espositivo è diviso in undici sezioni tematiche.

Muove dai ritratti femminili “dipinti col fiato” di Daniele Ranzoni, maestro della Scapigliatura, di cui il Museo del Paesaggio possiede diversi ritratti femminili: sono presentate qui sei opere tra cui due capolavori come Ritratto della principessa Margherita di Savoia, 1869 con la tipica dissoluzione della forma in un pulviscolo luminoso e Giuseppina Imperatori Orsenigo, 1877.

Prosegue poi con altre sei sezioni iconografiche:

1. I LUOGHI DELLA VITA: LA CASA, IL GIARDINO, LA VIA, LA STALLA
2. GLI AFFETTI: L’AMORE E LA MATERNITÀ
3. FIGURE DELLA STORIA
4. LA RELIGIONE
5. IL LAVORO
6. IL NUDO

Spiccano in queste sezioni il delicato Cave di Baveno, 1881 di Guido Boggiani, dipinto con un naturalismo attento ai valori della luce; Il convegno, 1918, di Ambrogio Alciati, immagine guida della mostra, un romantico idillio senza tempo dipinto con sensibilità impressionista opposta al gusto del disegno nitido predominante negli anni venti del Novecento; Madre, 1916, figura toccante e intensa di Mario Tozzi; la splendida Maternità in gesso e il dolente L’addio dello spazzacamino, 1898 bronzo di Giulio Branca; il monumentale Alla Vanga, 1890 di Arnaldo Ferraguti, opera-manifesto del realismo sociale, premiata alla Triennale di Milano del 1891 e Le lavandaie a Pallanza, 1897 sempre di Ferraguti; L’aratura a Miazzina, 1890, di Achille Tominetti opera-simbolo della condizione femminile tra Otto e Novecento; il moderno Nudo femminile, 1930, disegnato sinteticamente da Achille Funi.

La mostra prosegue con una sezione su due donne artiste da riscoprire, come la simbolista Sophie Browne (sua l’inquietante Eva, 1898) e Adriana Bisi Fabbri, protagonista nel 1914 del gruppo futurista “Nuove Tendenze” e scomparsa nel 1918 a trentasette anni, di cui è esposta La principessa Pignatelli, 1917, anch’essa di gusto simbolista.

Seguono infine tre sezioni dedicate a tre maestri del Novecento: Arturo Martini, Mario Tozzi e Mario Sironi.

Di Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) sono esposte quattordici figure femminili, tra cui Testa di ragazza, 1921, capolavoro della stagione di “Valori Plastici”; La scoccombrina, 1928, felice esempio del suo espressionismo; e un nucleo di figure femminili degli anni trenta e quaranta, come Nudino, 1935 piccola scultura in gesso realizzata nel felice periodo creativo del soggiorno a Blevio sul lago di Como, La famiglia degli acrobati, 1936-7 con i personaggi nudi caratterizzati da un forte accento visionario, Lavandaie al fiume, 1939 con le figure inserite in una scatola prospettica, sino a Incontro, 1946-7, tutto risolto in una tensione dinamica, alcune appartenute a Egle Rosmini, la giovane compagna dell’artista, e da lei donate al Museo del Paesaggio. Il Museo possiede ben 53 opere del grande artista, tra sculture, dipinti, incisioni, acqueforti e litografie, medaglie e disegni, acquistate nel 1908 dalla Rosmini tramite un finanziamento regionale.

Di Mario Tozzi (Fossombrone 1895-Saint Jean-du-Gard 1979) è esposta un’antologia di opere che vanno dal suo impressionismo giovanile (Ritratto della madre, 1915; Nel giardino fiorito, 1920) al suo realismo magico (La toeletta del mattino, emblema dell’antiimpressionismo, dove le figure umane si impongono come forme volumetriche senza interesse per la loro psicologia, capolavoro giudicato dalla critica francese “il più bel nudo” del Salon d’Automne 1922; e Serenità, 1923, paesaggio anch’esso impostato sul disegno e sul volume anziché sul colore).

Il tema della donna in Mario Sironi (Sassari 1885-Milano 1961), infine, è indagato attraverso le opere della raccolta di Cristina, sua sorella maggiore. Tra queste Ars et Amor, 1901-2, documenta la giovanile e poco nota stagione simbolista del pittore, mentre Cocotte e Figure, 1915-16, mostrano il suo sorprendente, coloratissimo e finora sconosciuto momento fauve. A questi lavori quasi inediti si accostano la celebre Madre che cuce, 1905-6, il suo più importante dipinto divisionista, e il grande Nudo con bicchiere, una delle opere più amate da Margherita Sarfatti. La mostra termina con l’impressionante Vittoria Alata, 1935 (cm. 182×250), una delle maggiori testimonianze del Sironi monumentale.

Un percorso dunque di grande interesse e fascino, tra una varietà di figure femminili dipinte o scolpite da celebri maestri nei diversi ruoli e nelle tante trasformazioni che hanno segnato il passaggio tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

La mostra è stata realizzata con il sostegno di Compagnia di San Paolo e di Fondazione Cariplo.

Sede espositiva

Palazzo Viani Dugnani, Via Ruga 44 – Verbania

Orari di apertura

Da Martedì a Venerdì 10.00 – 18.00

Sabato Domenica e Festivi 10.00-19.00

Ingresso:

5 € intero; 3 € ridotto; gratuito per disabili e un accompagnatore

Per informazioni

Museo del Paesaggio – Tel +39 0323 556621 segreteria@museodelpaesaggio.it

www.museodelpaesaggio.it

Ufficio Stampa Nazionale:

Lucia Crespi, tel. 02 89415532 – 02 89401645, lucia@luciacrespi.it

COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo

E’ prevista per il prossimo luglio, la Mostra-Concorso collettiva COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo, organizzata dall’Associazione Culturale La Medusa di Gubbio, in Umbria.

Il progetto espositivo, che vedrà la sua realizzazione e messa in opera presso i prestigiosi locali della Galleria degli Arconi di Palazzo dei Consoli, in pieno centro storico, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Gubbio, dell’Unione Astrofili Italiani e vede tra i compartecipatori al progetto il Polo Museale Diocesano cittadino.

La Mostra-Concorso collettiva aperta a pittori, scultori e fotografi, ha come tema conduttore l’interpretazione e la rivisitazione del soggetto cosmologico ed astrofisico in arte. La Mostra-Concorso prevede in sede espositiva, la presenza di un modulo di votazione per i visitatori che inseriranno in apposita urna sigillata la propria preferenza.

Il comitato scientifico scrutinerà a fine mostra le schede ed in sede di Finissage sarà proclamato il vincitore che avrà la possibilità nell’anno 2018 di esporre in Mostra Personale presso uno dei musei cittadini gestiti dall’Associazione Culturale La Medusa.

Per potervi partecipare, basta richiedere il bando completo ed inviare la propria candidatura correlata all’immagine di un opera selezionata dall’artista per l’esposizione, alla mail info@museogubbio.it o contattare il numero 0759220904 oppure il mobile 3496499491.

La mostra sarà aperta sabato 8 luglio e il finissage con premiazione avverrà domenica 30 luglio.

Associazione Culturale la Medusa
Palazzo del Bargello
Via dei Consoli – Largo del Bargello – 06024 Gubbio (Pg)
Contatti: 075 9220904 – 3496499491 info@museogubbio.it

Doni – Authors from Campania

Dal 12 aprile all’ 8 maggio 2017 il museo Madre ospita Doni – Authors from Campania, un’esplorazione della produzione artistica attuale in Campania attraverso le opere di 143 artisti, nell’ambito di Imago Mundi, il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton in cui artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si misurano con lo stesso supporto, una tela di 10×12 centimetri.

Per la prima volta, il progetto in progress Imago Mundi dedica questo suo capitolo (a cura di Chiara Pirozzi) esclusivamente ad una singola regione, la Campania, in cui si sono avvicendati per millenni popoli e culture diversi, dai Greci agli Etruschi e ai Romani, dai Bizantini ai Longobardi e ai Normanni, fino a Francesi e Spagnoli, e oltre. La Campania oggi è il crogiolo vivace, stupefacente e affascinante di queste articolate radici storiche, culturali, artistiche a cui Imago Mundi rende omaggio con la presentazione al Madre di Doni – Authors from Campania, in cui le contaminazioni e i richiami, le intersezioni e i nomadismi di un’esperienza culturale antichissima e unica rivivono nell’attualità della ricerca artistica proposta della scena campana contemporanea.

Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: le molteplici forme espressive dell’arte contemporanea sono presenti e analizzate in questa collezione, che idealmente ruota attorno al concetto di “dono”: al dono delle singole opere da parte degli artisti fa da contraltare il dono dell’accoglienza nel caleidoscopio globale e democratico di Imago Mundi, in cui le opere si nutrono della loro bellezza e unicità e al contempo godono del riverbero del mosaico colorato, autentico e appassionato di cui fanno parte, nel rispetto dello spirito ideale del progetto complessivo.

La serata di presentazione del progetto sarà preceduta, giovedì 12 aprile (ore 11.30, Aula Magna), da un incontro di studio dal titolo “L’Arte del Dono” che si terrà presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’approfondimento trae spunto dal tema proposto dalla raccolta campana declinando, attraverso differenti approfondimenti disciplinari, le logiche sottese all’atto del “donare” che intreccia teorie e pratiche, profilo storico e dinamiche contemporanee, traducendosi in punti possibili sulla comprensione di quale valore abbia oggi, in un’epoca di migrazioni e transiti, l’etica della reciprocità e dello scambio, un vivere civile che proceda di pari passo a temi come l’accoglienza e il rispetto.

All’incontro partecipano il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta, il direttore del museo Madre Andrea Viliani, il docente ordinario di Sociologia all’ Università degli Studi di Napoli Federico II Gianfranco Pecchinenda, la docente di Estetica all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale Elena Tavani, e il duo artistico napoletano Afterall. Modera Chiara Pirozzi, curatrice, nell’ambito del progetto Imago Mundi, di Doni – Authors from Campania.

Imago Mundi è il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton: artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si stanno confrontando con lo stesso supporto, una tela di 10×12 cm; fino ad ora sono stati coinvolti 20.000 artisti da 120 Paesi, regioni e popoli, che diventeranno 26.000 entro la fine del 2017. La ricerca degli artisti di Imago Mundi è promossa attraverso i cataloghi, la piattaforma imagomundiart.com e la partecipazione a presentazioni organizzate in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale di Venezia e Fondazione Cini, 2013 e 2015) al NOMA Museum di New Orleans (2014-2015), dal Belvedere di Vienna (2015) al Pratt Institue di New York (2016), dalla Cina, dove Imago Mundi è impegnato fino alla fine del 2019 in un tour itinerante, a Palermo, dove la presentazione dedicata alle 21 collezioni dei Paesi del Mediterraneo ha inaugurato il percorso espositivo del 2017.

Imago Mundi
Doni – Authors from Campania
a cura di Chiara Pirozzi

dal 12 aprile all’ 8 maggio 2017
Sala delle colonne (primo piano)
opening:
mercoledì 12 aprile, ore 18.00

L’Arte del Dono
incontro di studio
mercoledì 12 aprile, ore 11.30
Accademia di Belle Arti di Napoli (Aula Magna)

Museo MADRE
Via Settembrini 79, 80139 Napoli
+39.081.193.13.016
info@madrenapoli.it

Disegni & Artissima

Artissima annuncia la prima edizione di Disegni, nuova sezione della fiera dedicata alla pratica artistica del disegno. Un progetto sperimentale all’interno di un contesto fieristico dedicato alle arti contemporanee, sia per la modalità di presentazione che per la visione curatoriale.

Disegni intende valorizzare una pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, vivendo in uno spazio sospeso tra idea e opera finita. Un mezzo espressivo che sta conoscendo una rinnovata popolarità e che si sta progressivamente affermando nel mercato, particolarmente fra i nuovi collezionisti. In quest’ottica, la sezione si costituirà come una vetrina di alto livello, curata da un duo d’eccezione: Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, Lisbona.

Disegni è aperta a tutte le forme del disegno contemporaneo. Le gallerie saranno selezionate sulla base dei lavori degli artisti proposti, che dovranno essere specificatamente creati con questa tecnica, inizialmente associata alla carta e trasformatasi radicalmente negli anni.

Attraverso questa sezione Artissima persegue l’obiettivo di mostrare le ricerche più innovative, tenendo fede alla sua vocazione di fiera sperimentale, capace di precorrere le tendenze e esplorare sempre nuovi percorsi.
Presentazione
Le gallerie di questa sezione saranno presentate in un’area specifica della Fiera, per dare una visibilità ancora maggiore agli stand e ai lavori in essi presentati. Gli spazi disponibili sono di circa 20 metri quadri ciascuno.

Il Comitato curatoriale
João Mourão (Alegrete, 1975) e Luís Silva (Lisbona, 1978) vivono e lavorano a Lisbona dove attualmente co-dirigono la Kunsthalle Lissabon, un’istituzione dedicata all’arte contemporanea da loro fondata nel 2009. Oltre all’attività curatoriale João Mourão e Luís Silva scrivono per riviste di settore e sono co-editori della serie di volumi “Performing the Institution(al)”, rivolta ai recenti sviluppi della pratica artistica nel rapporto con le istituzioni.

Come iscriversi
Le domande di partecipazione per Disegni sono disponibili sul nostro sito, nella sezione ‘Iscrizioni’. La scadenza per presentare le domande è il 13 maggio.

Le domande di partecipazione alle sezioni Main Section, New Entries, Dialogue, Art Editions e Back to the Future, sono disponibili online nella stessa sezione del sito, con scadenza 13 maggio.

Artissima
2-5 novembre 2017
Oval, Torino

Arte grafica italiana del XX secolo

Arte grafica italiana del XX secolo, dalla A alla Z presenta un’accurata selezione di opere grafiche della collezione creata a cominciare dagli anni ’70 del Novecento da Giorgio Forni, Direttore della Fondazione Sartirana Arte.

Le opere, che sono sempre state acquistate direttamente negli studi degli artisti, rappresentano un campionario di arte a stampa di questi ultimi cinquant’anni, in cui si sono cimentati i più interessanti pittori e scultori italiani, dalla A di Afro alla Z di Zompì, per tradurre in piccole tirature i temi specifici del loro lavoro.

Il Novecento ha modificato il discorso sulla grafica artistica spostando l’attività incisoria, l’attenzione e l’interesse collezionistico dalla stampa di riproduzione di opere pittoriche, oggetto di colto collezionismo tra Settecento e Ottocento, alla stampa di invenzione, prodotto artistico di autonoma espressione. Raffigurando nella serialità degli esemplari di carta stampati le proprietà e le caratteristiche di un linguaggio autonomo, gli artisti novecenteschi hanno esonerato la grafica dal ruolo subordinato rispetto alla pittura e alla scultura da essa a lungo mantenuto.

Il procedimento seriale della grafica, ripetitivo di esemplari – e non copie – ha sfatato così quella concezione aristocratica dell’arte che salvaguardava il pregio della rarità dell’opera unica, in linea con quanto sostenuto da Walter Benjamin nel saggio del 1936 “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, nel quale il filosofo affermava: “L’opera d’arte è sempre stata riproducibile”. E oggi, maestri come Carrà, Vedova, Guttuso, Consagra, Melotti, Pomodoro, Santomaso, Ghinzani, Carmi, Bacci, Gaspari, Morandis, Pirro, Forgioli, Guidi, Benevelli, Dova, Scanavino, Staccioli, Tenconi, Trubbiani, Vespignani, Pavarotti, Conte e molti altri, sono qui a dimostrarlo, in un viaggio sfaccettato ma idealmente ininterrotto tra ricerca astratta geometrica e lirismo, figurazione e approccio concettuale, informale ed espressione pop.

Arte grafica italiana del XX secolo, dalla A alla Z
SPAZIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE DEL BROLETTO
Pavia – dal 13 aprile al 7 maggio 2017
Piazza Della Vittoria 27 (27100)
+39 0382399611 , +39 3480533037
www.comune.pv.it

Residenza d’Artista a Polignano a Mare

La Fondazione Maria Rossi intende avviare, avvalendosi della consulenza della Fondazione Pino Pascali, un Programma annuale di ‘Residenza d’Artista’ finalizzato alla creazione del primo ‘parco tematico di Arte/Natura’ dell’Italia Meridionale, stabile e fruibile dal pubblico, all’interno dell’insediamento denominato “Madonna di Grottole” a Polignano a Mare (BA).

Questa prima edizione si qualifica come avvio sperimentale di un evento culturale teso a diventare “stabile”, con collaborazioni istituzionali e di privati, di “residenza d’artista”. La residenza messa a disposizione dell’artista rappresenterà un momento di formazione e di confronto anche per l’artista stesso, inquanto legata all’esperienza diretta sul territorio ospitante. Durante la residenza l’artista parteciperà anche ad incontri e laboratori contribuendo a vivificare il rapporto con le nuove generazioni e con il pubblico residente e non. L’artista, secondo la propria poetica ma in accordo con la natura del luogo realizzerà un’opera site specific, con i materiali messi a disposizione dalla natura stessa dei luoghi.

Il principio di protezione del paesaggio, dell’habitat e delle emergenze storico artistiche si coniuga, nelle intenzioni progettuali, con il dialogo che si intende instaurare con l’arte contemporanea, nella sua accezione di “Arte/Natura” che tende ad interpretare la natura nella sua essenza, quale fonte di sapere e di esperienza. Dove le opere fanno parte di uno spazio e di un tempo specifici al luogo d’intervento. Non fanno parte di un luogo circoscritto e privilegiano l’uso di materiali organici, non artificiali.

Le opere escono dal paesaggio, lo abitano per poi tornare, secondo i tempi della natura, a farvi parte.

L’opera o le opere prodotte in residenza entreranno a far parte del parco di “Grottole: Art in Nature” e resteranno di proprietà della Fondazione Maria Rossi.

Il processo creativo sarà ripreso attraverso filmati e fotografie che saranno utilizzati per la comunicazione e promozione dell’iniziativa. I materiali resteranno negli archivi della Fondazione Maria Rossi che potrà utilizzarli liberamente.

Il complesso Madonna di Grottole è collocato su un costone calcarenitico caratterizzato da sessantadue grotte, di differente forma e dimensione, frequentate dall’uomo dalla preistoria fino all’età moderma.

Il paesaggio, tipicamente agrario, appare agli occhi dei visitatori con la sua terra di colore rosso, vecchi muretti a secco che ne contengono il dilavamento e talvolta si confondono con la parete rocciosa del costone. Le essenze botaniche presenti sono sia spontanee, nei pianori interni, vicino alle grotte, che piantate dall’uomo, prevalentemente caratterizzate da uliveto, mandorleto e alberi da frutto, presenti negli ampi pianori interni e in quelli esterni.

Si accede all’insediamento dalla masseria omonima. L’insediamento grotticolo, che a partire dalla masseria ha andamento parallelo alla linea di costa, si estende per circa due chilometri.

Il luogo, per l’incanto del suo paesaggio incontaminato e il fascino della storia ininterrotta che riesce a trasmettere è il luogo ideale per la creazione di un parco tematico di Arte/Natura, arte che vive con la natura, nella natura e il tempo della natura.

Principio fondamentale posto alla base del progetto è la difesa della natura e del paesaggio storicizzato. La natura va difesa come scrigno della memoria dell’individuo. Un principio quanto mai corretto e adeguato alla realtà territoriale della Madonna di Grottole, zona salvaguardata dalla presenza di due vincoli da parte del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) uno per la salvaguardia del sito archeologico e l’altro per la salvaguardia dell’habitat rupestre.

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Bowie in Berlin

La RizzutoGallery è lieta di presentare “Bowie in Berlin”, un incontro con Gigi Razete e Dario Oliveri, sabato 8 aprile alle ore 18.00, in via Maletto 5.

Nel 1976 David Bowie torna in Europa dopo due anni trascorsi negli States e ad aprile suona per la prima volta a Berlino Ovest: un concerto divenuto memorabile anche per il fatto di essere stato citato da Christiane Vera Falscherinow (in arte Christiane F.) nel suo memoir-bestseller Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino. Poco dopo, Bowie decide di affittare un appartamento nel quartiere di Schoenberg e di trasferirsi per alcuni mesi nella città tedesca. All’ombra del Muro vede dunque la luce una trilogia di dischi – Low (1977), “Heroes” (1977) e Lodger (1979) – realizzati insieme con Brian Eno e destinati a segnare la storia del rock come musica d’arte.

Gigi Razete e Dario Oliveri racconteranno il “periodo berlinese” di David Bowie, alternando le loro parole ad ascolti discografici dai vinile dell’epoca, e non solo… Durante l’incontro verranno proiettati i ritratti fotografici realizzati a partire dagli anni Settanta da Masayoshi Sukita, autore della copertina di “Heroes”.

Gigi Razete è giornalista musicale suo malgrado (per la RAI, “L’Ora”, varie testate periodiche e adesso per “la Repubblica”) e pure, suo malgrado, docente di jazz e popular music alla Fondazione The Brass Group e al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo. Inoltre è riuscito nella difficile impresa di non essere un musicista e di non avere mai provato ad esserlo, consapevole di non averne né vocazione né talento, ma di essere, viceversa, appagato a sufficienza dal piacere dell’ascolto. Vive stressato dall’angoscia dei suoi troppi dischi e del tempo che gli manca per ascoltarli tutti.

Dario Oliveri è laureato in filosofia e appassionato di musica (Bowie, Mahler, Strawinsky, Wagner), cinema (De Sica, Germi, Kubrick, Welles) e letteratura (Dostoëvskij, Dumas, Grossman, Roth). Dal 1996 al 2016 è stato direttore artistico dell’Associazione Siciliana Amici della Musica. Insegna Storia della Musica all’Università di Palermo e ha pubblicato svariati testi per il teatro musicale, numerosi saggi e tre monografie: L’altro Novecento (2005); Hitler regala una città agli ebrei. Musica e cultura nel ghetto di Theresienstadt (2008) e Sentieri interrotti. Musicisti europei nel crepuscolo dell’Occidente (2012).

Bowie in Berlin – Un incontro con Gigi Razete e Dario Oliveri
Sabato 8 aprile alle ore 18.00
Ingresso libero

RizzutoGallery
Palermo, via Maletto 5
Per informazioni: +39 091 7795443; +39 347 1769901