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MINGUZZI, SCULTURE E DISEGNI

La città di Cento (Ferrara) rende omaggio a Luciano Minguzzi (Bologna 1911 – Milano 2004) con una mostra antologica allestita negli spazi dell’antica Rocca, meta storica per il turismo e sede di importanti manifestazioni culturali.

Promossa dal Comune di Cento e dal Centro Studi Internazionale ‘Il Guercino’, in collaborazione con la Fondazione Luciano Minguzzi, l’esposizione “Minguzzi, sculture e disegni“, inserita nella Notte dei Musei 2017 – patrocinata da Consiglio d’Europa, ICOM e UNESCO – inaugura sabato 20 maggio, con una lunga serata. Presentazione alle ore 21 presso il Palazzo del Governatore in Piazza del Guercino e a seguire, fino a mezzanotte, inaugurazione alla Rocca accompagnata da un concerto d’arpa live.

Un evento d’eccellenza che fino al 20 agosto invita a scoprire i luoghi dell’arte e della cultura attraverso le opere di uno dei maggiori protagonisti della scultura italiana del Novecento, ambientate tra le mura della suggestiva fortezza sorta alla fine del ‘300, per volontà del vescovo di Bologna, e il cui aspetto attuale è frutto dell’impronta voluta nel 1483 da Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II.

Minguzzi ha creato oltre quattrocento sculture, sin dagli esordi ha partecipato ai più importanti eventi espositivi internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti, e le sue opere sono approdate nelle collezioni private e nei musei di tutto il mondo.

Dopo le ultime retrospettive allestite nella sua città natale, nel 2012 e nel 2015, la mostra alla Rocca di Cento torna a rendere omaggio al maestro bolognese con una scelta di 43 opere, compresi alcuni disegni, che raccontano il percorso artistico e stilistico e ci regalano l’emozione di un’arte viva, in dialogo tra passato, presente e futuro.

MINGUZZI, SCULTURE E DISEGNI
20 maggio – 20 agosto 2017
Rocca di Cento
Corso del Guercino, 44042 Cento FE

Presentazione sabato 20 maggio h 21 presso il Palazzo del Governatore (Piazza del Guercino), a seguire inaugurazione alla Rocca

ORARIO MOSTRA
Venerdì, sabato, domenica e festivi h 10-13 / 15.30-19.30 > ingresso libero

INFO T 051 6843334 – 390 informaturismo@comune.cento.fe.it
www.comune.cento.fe.it

Giornata Nazionale della cultura del vino e dell’olio

Quest’oggi a Roma presso la Sala della Crociera del MiBACT si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata Nazionale della cultura del vino e dell’olio.

Nelle diverse regioni d’Italia sono stati individuati luoghi rappresentativi, interlocutori assai qualificati e produttori in grado di esprimere nei propri oli e vini l’essenza del territorio. Parallelamente al livello qualitativo degli eventi è cresciuto l’apprezzamento da parte di un pubblico sempre più vasto e trasversale, composto da addetti ai lavori e soprattutto da consumatori consapevoli e appassionati.

La RAI è Main Media Partner dell’iniziativa e data la forte valenza territoriale, grazie anche al sostegno del MIBACT che ha reso disponibili oltre 15 sedi museali per gli eventi locali, la TGR ha assunto il ruolo di Media Partner per contribuire con le proprie redazioni regionali alla diffusione della conoscenza della Cultura dell’Olio e del Vino.

Argomento dell’edizione 2017: Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare, un tema di forte impatto e legame con cultura, arte e la tradizione enoica e olearia italiana, vere eccellenze mondiali in questi comparti produttivi.

Il MIBACT ha aderito a questo progetto ritenendolo un’ulteriore opportunità per dare risalto ad alcune sedi museali attraverso questo legame inscindibile. Si consolida il rapporto con il MIPAAF, che rinnova la sua collaborazione attraverso la direzione generale dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari.

Info: www.aisitalia.it

Július Koller. One Man Anti Show

Museion presenta, in cooperazione con mumok – Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Július Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007).

Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia“.

L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

L’architettura dell’allestimento è stata creata dall’architetto viennese Hermann Czech.

I curatori della mostra “Július Koller. One Man Anti Show” sono stati insigniti del prestigioso premio “ART Kuratorenpreis” per la mostra dell’anno 2016

Catalogo (EN/DE) a cura di Daniel Grún, Kathrin Rhomberg, Georg Schöllhammer
edito da Verlag der Buchhandlung Walther König in Köln

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19. Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.

Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì ore 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti,
20/07/2017, ore 19.00 visita guidata con Letizia Ragaglia, direttrice di Museion

Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.
Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

www.museion.it

Social
Facebook : Museion Bozen-Bolzano
Twitter: @MuseionBZ
Instagram: @museion_bz

LUOGHI DI CULTO E PERIFERIE

Pensare che le Chiese possano concorrere alla riqualificazione fisica e sociale delle periferie, o in generale ai processi di rigenerazione urbana, è quasi spontaneo.

La strategia insediativa richiede oggi di essere modificata in rapporto alla diffusione della città in un territorio esteso e magmatico, entro cui le periferie dell’urbanizzazione continua hanno perso non solo i loro contorni, ma anche quei fattori di coesione sociale che erano il collante per la crescita della comunità.

Conferire alla Chiesa, nel ritrovato rapporto con l’insediamento ma anche con la natura, un ruolo di rappresentatività e un incentivo di incontro sociale nella metropoli e nel mosaico del suo paesaggio, è un impegno di nuova progettualità.

L’evento è realizzato e promosso dalla Triennale di Milano, dall’Arcidiocesi di Milano e da CHIESA OGGI architettura e comunicazione .

14.30
Registrazione partecipanti

15.00 – 15.30 APERTURA DEI LAVORI E SALUTI ISTITUZIONALI

Arch. Alberto Ferlenga
Triennale Milano – rettore dell’Università IUAV di Venezia

Mons Luca Bressan
Curia Milano – vicario episcopale per la Cultura

Arch. Caterina Parrello
direzione Chiesa Oggi Architettura e Comunicazione

Arch. Franco Raggi
vicepresidente Ordine Architetti P.P.C. Milano

15.30 – 17.00 INTERVENTI RELATORI

Il Parco Culturale Ecclesiale
S.E. Mons. Antonino Raspanti, Presidente Commissione episcopale per la Cultura e le comunicazioni sociali (CEI) e Vescovo di Acireale

Il progetto delle Chiesa di Pentecoste a Quarto Oggiaro, Milano
Arch. Boris Podrecca e arch. Marco Castelletti

Le chiese di periferia come costruttrici di luoghi urbani
Arch. Franco Purini

Spazi intermedi nelle chiese cristiane italiane: domus ecclesiae per le periferie siciliane dopo il terremoto del Belice
Arch. Vito Corte

17.00 – 19.00 TAVOLA ROTONDA

Luoghi di Culto e periferie: idee e strategie di rigenerazione urbana
Arch. Alberto Ferlenga – coordinatore

Dr. Mario Abis
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT)
consulente scientifico del Gruppo G124 per la progettazione
delle nuove periferie e consulente per lo sviluppo dei piani strategici delle città metropolitane.

Arch. Simona Collarini
Direttore Area Pianificazione Urbanistica Generale, Comune Milano

Don Valerio Pennasso
CEI – direttore Ufficio Nazionale Beni Culturali ed Edilizia di Culto

Arch. Ilaria Valente
Politecnico di Milano- Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni

19.00 – 20.00 DIBATTITO E CONCLUSIONI

Mons Luca Bressan
Curia di Milano, vicario episcopale per la Cultura

Arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
direttore Chiesa Oggi Architettura e Comunicazione

20.00
Chiusura Convegno

PARTECIPAZIONE E CREDITI FORMATIVI – 5 CFP
Evento in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano.
Sono stati richiesti 5 cfp al CNAPPC. Per iscriversi mandare nome, cognome, CF, numero iscrizione ordine e circoscrizione a visiteguidate@triennale.org

LUOGHI DI CULTO E PERIFERIE – RIGENERAZIONE URBANA

MARTEDÌ 16 MAGGIO – ORE 15.00

 

Palazzo della Triennale

Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

EXODUS

A Venezia dal 13 maggio al 30 novembre 2017 la Chiesa della Pietà in Riva degli Schiavoni, per la prima volta nella sua storia secolare, accoglie una mostra, EXODUS, dedicata al tema attuale e bruciante della migrazione, realizzata dal grande maestro bosniaco, italiano di adozione, Safet ZEC considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità espressive.

L’esposizione, che fin dal titolo richiama la dimensione biblica dell’esodo di migliaia di migranti giunti in Europa, è insolita e straordinaria poiché imperniata più che su singole opere su un ciclo organico di figurazioni, creato per questa circostanza dall’artista nel suo studio a San Francesco della Vigna a Venezia (che, eccezionalmente, sarà aperto al pubblico durante il periodo della mostra). Gli immensi teleri che compongono i due straordinari polittici di 10 metri per 3 danno voce e forma al grido di denuncia contro ogni guerra e contro la tragedia della migrazione, della condizione alienante del rifugiato.

L’ispirazione e l’impulso a creare ex-novo le opere che compongono EXODUS, Safet ZEC li ha sentiti nascere dentro di sé come un’esigenza irrinunciabile e prorompente proprio nel momento in cui entrò per la prima volta dentro questa Chiesa e nella sua storia.

Da quel momento il “Demone della pittura” (secondo le parole di Giandomenico Romanelli che di questa mostra è tra i curatori) si è impossessato di Safet Zec che ha dato inizio ad un lavoro epico, degno dei tempi eroici della pittura. Una testimonianza anche personale, intensa e terribile lanciata già 25 anni fa attraverso opere memorabili come gli abbracci, le deposizioni, le partenze da un artista che ha vissuto il dramma dello sradicamento, della fuga, dell’esilio, quando con la sua famiglia fu costretto ad abbandonare la Bosnia e la sua città, Sarajevo, dilaniate dalla guerra.

Nei suoi grandi pannelli dipinti con tecnica mista allestiti nello spazio sacro della Chiesa della Pietà, in dialogo con i capolavori di Tiepolo – sottolinea Romanelli – Zec ritrova le linee portanti della sua ricerca trentennale, impegno contro ogni guerra e la feroce inutilità della violenza.

Ed è attraverso l’arte che Safet Zec rinnova ed esprime il suo grido di dolore e di denuncia, con intensa e profonda umanità, lasciando parlare i volti e le figure che animano le sue opere. Una tragedia espressa in abbracci estremi, mani che coprono volti lacerati, lacrime pietrificate, braccia e mani disperate tese fino allo spasimo, per aggrapparsi, per tentare di non soccombere, per chiedere aiuto, misericordia, accoglienza. Per chiedere giustizia, libertà, amore.

Un grido che in EXODUS si traduce in una sequenza di figure dolenti e disperate, nelle quali la presenza di bambini cui tutto viene sottratto, anche il futuro ma dove, forse, alberga ancora la speranza di trovare accoglienza in una altra terra, in un altro mondo, lasciano un segno indelebile.

Tutto questo risulta essere la denuncia più cruda e alta contro la violenza ottusa e feroce della guerra, di una distruzione pensata, voluta e organizzata da uomini contro altri uomini.

Safet non illustra, – afferma Enzo Bianchi, fondatore del monastero di Bose – ma in silenzio rende invocazioni gli abbracci, le mani tese, le mani abbandonate. Raramente si è feriti da altre opere contemporanee come dalle sue: ferite che permettono all’altro di penetrare fino al nostro cuore e ci rendono capaci di com-passione.

Portatore di un dolore profondo e radicato, che nelle sue opere raggiunge vette di grandissima forza espressiva ed emotiva, Zec è nuovamente a scuoterci, a condurci a riflettere sull’assurdità delle sofferenze, dei traumi fisici e psicologici, ma anche sociali, che intere popolazioni sono costrette a subire a causa dei conflitti che si scatenano nei loro territori, massacrati, violentati, nelle loro città ridotte a cumuli di terra e macerie, spazzate via, insieme alla loro vita quotidiana, alla loro identità, alla loro esistenza.

Dolore, sradicamento, abbandono, perdita della propria identità, ma anche accoglienza e speranza in un futuro migliore sono solo alcune delle sensazioni che suscitano e trasmettono in maniera vibrante le opere di Safet Zec – dichiara la presidente dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” Maria Laura Faccini – che trovano, infatti, la loro ideale collocazione nella Chiesa della Pietà, luogo dove, per secoli, bambini e madri accomunati dagli stessi sentimenti hanno trovato assistenza e la concreta possibilità di futuro migliore

L’imponente ciclo pittorico realizzato da Safet Zec espressamente per questo spazio sacro aggiunge nuove vibranti note emotive al contesto artistico, architettonico e musicale che caratterizza la Pietà, istituzione benefica fondata nel 1346 che da secoli a Venezia e nel mondo è sinonimo di accoglienza e tutela dell’infanzia abbandonata, ma anche di eccellenza musicale. La Pietà è, infatti, conosciuta anche come Chiesa di Vivaldi perché il Prete rosso entrò come maestro del coro all’Ospedale della Pietà, dove a titolo gratuito erano educate alla musica le bambine orfane che qui venivano accolte ed allevate. La scuola, esclusivamente femminile, era famosa in tutta Europa per l’attività musicale delle «putte», le quali al riparo degli sguardi del pubblico, grazie ad una fitta grata, ogni giorno festivo davano prova della loro abilità come cantanti e strumentiste.

EXODUS è un emozionante itinerario che permette al visitatore di arrivare a comprendere anche l’intimità artistica di Zec, una conoscenza che può essere approfondita anche entrando nel suo studio. Basta lasciarsi alle spalle la cosmopolita e affollata Riva degli Schiavoni per dirigersi a san Francesco della Vigna passando per il campo della Bragora.

Questo percorso attraverso la biografia artistica del maestro vede, come prima tappa, la Scoletta della Bragora in Campo Bandiera e Moro. Nel colore della Venezia più popolare e vissuta, in uno spazio suggestivo, sono raccolte le incisioni più significative di Safet Zec, artista riconosciuto a livello internazionale tra i massimi maestri della calcografia.

La seconda tappa è lo Studio di Safet ZEC, a pochi passi dall’Arsenale. Nel cuore di una Venezia defilata e autentica, a un passo dai padiglioni della Biennale, si entra nel laboratorio dell’artista posto di fronte alla facciata Palladiana di San Francesco della Vigna, nella calle omonima al numero 2817.

UN ITINERARIO NELLA VENEZIA DI SAFET ZEC

KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々

Generali Italia apre al pubblico Palazzo Morosini a Venezia offrendo la possibilità di visitare gratuitamente lo storico edificio, che ospiterà KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々, che letteralmente vuol dire “Qui si incarnano gli dei”. Una mostra che racconta, attraverso l’arte della fotografia unita alla pittura, la pratica più misteriosa delle arti marziali e la spiritualità che la contraddistingue: il Sumo.

L’evento, promosso e organizzato da Generali Italia, in collaborazione con Arthemisia e contestualmente alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, rientra nel programma di Generali Italia Valore Cultura, che ha l’obiettivo di sostenere le migliori iniziative artistiche e culturali e promuovere lo sviluppo e la valorizzazione del territorio.

La mostra, che apre al pubblico dall’ 11 maggio al 16 luglio 2017, è curata da Xavier Martel, docente di storia dell’arte del XIX secolo all’Università Paris I.

Attraverso 33 opere l’artista giapponese Daimon Kinoshita – incisore di ukiyo-e – e il fotografo francese Philippe Marinig illustrano tramite la commistione della loro stessa arte il mondo della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé dei lottatori di sumo, i sumotori che diventano rikishi se professionisti.

Gli artisti, che lavorano entrambi sullo stesso tema, raccontano le origini di questa antica lotta che è lo sport nazionale del Giappone dove i contendenti, immortalati nella quotidianità dalla macchina fotografica di Marinig, si allenano nelle heya (le palestre dette anche scuderie) o si affrontano nel dohyo (la zona di combattimento), indossando il mawashi (il caratteristico perizoma) e acconciando i capelli con la oi-cho mage (la particolare crocchia).

Nelle opere in mostra anche la rappresentazione dello yokozuna, il grande campione per eccellenza distinguibile perché durante l’ingresso sul dohyo indossa la pesante corda annodata detta tsuna. E a questa figura è dedicata un’intera sezione che narra il successo del giapponese Kisenosato, il 72° yokozuna in tutta la storia del Sumo, lunga più di 400 anni. Kisenosato, dopo aver vinto il torneo Grand Sumo di Spring 2017, ha raggiunto l’apice del successo a distanza di 19 anni dall’ultimo yokozuna giapponese.

L’evento vede come sponsor tecnici Shoei, Awagami Factory e Fujifilm, media partner Billionaire e Gatehouse. Gli artisti sono rappresentati da Atelier Visconti. sposta presso Archivio di Stato – via Pietro Oreste 45, Bari – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.30; sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Apertura straordinaria anche il 2 giugno. Ingresso euro 4,00 informazioni 080.541.48.13

Spazio n-dimensionale

Giovedì 18 maggio, dalle 18 alle 20,30 la galleria Davide Gallo, via carlo Farini 6, 2ndo cortile, Milano inaugura “Spazio n-dimensionale” prima mostra retrospettiva dell’artista Natalino Tondo (Salice Salentino, 1938 – Lecce, 2017), a cura di Lorenzo Madaro. La mostra è realizzata in collaborazione con Noon.

Con questo progetto, la galleria desidera porre l’attenzione su un artista, recentemente scomparso, che pur rimanendo fedele alla Puglia, terra d’origine da cui non si è mai allontanato, ha saputo interpretare i linguaggi della sua contemporaneità in modo consapevole ed estremamente originale. Con questa mostra, si è voluto ripercorrere, sebbene in maniera sintetica, il percorso multiforme di Natalino Tondo, individuando quattro momenti fondamentali della sua parabola creativa. A tale proposito, sono state selezionate opere che, pur non esaurendo la vastità e complessità della sua produzione, possono però soddisfarne un primo approccio conoscitivo.

Nicola Tondo – “Spazio n-dimensionale”
Galleria Davide Gallo – via Farini 6 (2nd yard), 20154 – Milan
+39 339 158 61 17 | www.davidegallo.net | info@davidegallo.net

Art in Lisbon 2017

Si inaugura sabato 20 maggio alle ore 15 la grande rassegna artistica internazionale Art in Lisbon 2017, presso il prestigioso spazio della Galleria Atelier Natália Gromicho Art Gallery in Rua da Misericórdia, 14 Piso S/L 1200-273, situata nel quartiere di Chiado, importante centro artistico e culturale di Lisbona, all’interno del Espaço Chiado, uno shopping center meta di migliaia di visitatori al giorno!

Saranno in mostra opere pittoriche, fotografiche, scultoree e digitali di artisti provenienti da ventidue paesi diversi :

Argentina; Australia; Austria; Brasile; Francia; Georgia; Germania; Giappone; Irlanda; Italia; Libano; Norvegia; Polonia; Portogallo; Regno Unito; Repubblica Ceca; Spagna; Stati Uniti; Svizzera; Turchia; Ungheria; Uruguay.

Anche per questa manifestazione, come le precedenti organizzate da Artists in the World Events, la peculiare caratteristica di internazionalità è chiaramente espressa dai numerosi paesi diversi di provenienza degli artisti partecipanti alla manifestazione, con le loro culture diverse ma uniti insieme dallo stesso linguaggio universale dell’arte, che testimoniano come l’Arte possa essere un valido strumento di comunione tra diverse culture, che riesce a superare qualunque ostacolo di diversità linguistiche, di credo religioso, di credo politico o appartenenze politiche: l’arte come integrazione e condivisione universale.

 

Artisti partecipanti ad Art in Lisbon 2017:

Soumaila Akadiri “Rissicat”; Davorka Azinovic; Alberto Besso “Bachet”; Simona Bianchini; Alessandra Bisi; Berit Bjørseth; Patricia Blondel; Paola Bradamante; Bierschenck Burkhard “BPB”;Saverio Caracciolo; Carole Carpier; Laura Casini; Monica Ciabattini “Monik’Art”; Alessandro Cignetti; Francesca Costa; Emilio De Bonis; Ciro Di Fiore “Daniel”; Assunta Di Paola “Tina Di Paola”; Britt Edelmann “BeDel”; Elisabetta Floccari “I tacchi di una donna raccontano”; Andrea Gelsi; Angela Giovanetti “AGart”; Katarzyna Gosciniewicz; Jaime Swanson Groves “J.S.G.”; Gloria Guidi; Paul Hallinan; Mercedes Hinton “Mer Del Cielo”; Brigitte Horlaville; Alain Horlaville; Gilabert Jean Noël “Jn”; Osamu Jinguji; Mona Kabbani Khater “MonaK.K “; Armand Kaercher; Izzat Khorchid; Agnieszka Kicińska; Ilona Kiss; Herfriede Konkolits- Fessl; Erich Kovar; Luciana La Marca; Giuseppe Labate; Christa Layr; Josip Lizatović; Francesca Loconsole “Missi Queen”; Karl Weiming Lu; Maria Luisa Maesano “MLM -Marluli-my”; Luigi Franco Malizia; Renate Merzinger-Pleban; Nadia Miglino; David Millan Martínez “Visual TC”; Leleina Misseritti; Tiziana Monaco; Lila Kanso Nasreddine “Lila K.”; Fatima Osman “Fay”; Ana Pedro; Monica Pizzo “MozziP.”; Irena Prochazkova; Marcio Rapello; Luis Rebelo “Rebelo”; Suelene Reboucas; Eka Rukhadze; Elzbieta Anna Sadkowski “Samek”; Vivien Schneider-Siemssen; Barbara Terrana; Ersan Tokoglu; Carla Tomatis; Fernando Valli; Zoran Vuckovic.

Art in Lisbon 2017 è in mostra dal 20 maggio 2017 al 28 maggio 2017 presso la Galleria Atelier Natália Gromicho Art Gallery in Rua da Misericórdia, 14 Piso S/L 1200-273 a Lisbona in Portogallo.

Organizzazione evento Artists in the World Events Angelo Ribezzi

https://www.artintheworld.net  news@artintheworld.net

It’s You

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo programma espositivo con It’s You, la mostra personale dell’artista Rita Casdia, dal 20 maggio al 26 giugno 2017

Negli ultimi anni si è assistito, grazie anche all’applicazione delle tecnologie digitali, a una crescente diffusione del disegno animato tra gli artisti e in questo specifico ambito della video arte si pone il lavoro di Rita Casdia.

L’artista indaga, attraverso la video animazione, ma anche attraverso il disegno e la scultura, mondi emozionali a metà tra sogno e realtà, rivolgendo la sua attenzione principalmente ai meccanismi elementari dei sentimenti umani, con uno sguardo attento alle dinamiche generate dai legami affettivi e dalla sessualità. La messa in scena di questi mondi emozionali si snoda attraverso una struttura narrativa spezzata e disinibita, dove si condensano riferimenti all’iconografia classica, elementi casuali, quotidianità spicciola, vissuto personale, produzione onirica. La mostra dal titolo It’s You esplora la relazione che ogni individuo stabilisce con il mondo esterno. Il percorso della mostra presenta una serie di opere video, ma anche disegni e sculture che conducono lo spettatore a tre momenti di riflessione sul tema proposto. Il primo video Skin Life riflette sulla pelle, su quell’elemento di confine, sia materiale che simbolico, che separa il mondo esterno dal nostro mondo interiore. Tessuto di confine tra l’individuale e il collettivo, essa invia messaggi sensoriali che ci permettono di delimitare il mondo interno da quello esterno. Noi siamo fin dove arriva il nostro tatto, ma siamo anche un “io” che tocca, che delimita e che, come tale, conosce. La costruzione del nostro mondo nasce da questo continuo dare forme e limiti alle cose che ci circondano, nel continuum tra incorporare e distanziare l’alterità. La pelle quindi racconta la nostra storia e quella dell’ambiente culturale in cui viviamo e spogliarsi della propria pelle richiama simbolicamente alla rinuncia alla propria identità e a rivelare un nuovo sé. Il video Animal nasce in relazione alla lettura del libro Presenze animali di J. Hillman. Di animali è piena la psicoanalisi, ma, di fatto, l’animale non c’è. Per la psicoanalisi l’animale è un’allegoria, un simbolo, il rappresentante di altro. Hillman dimostra per primo un chiaro interesse per gli animali non solo come simboli, ma anche come esseri viventi, ponendosi con sguardo critico di fronte alla logica del dominio antropocentrico. Dal suo testo si può desumere in un certo senso che la “gravità” dei sintomi e dei disturbi attuali dell’uomo occidentale, sono da intendersi nella particolare accezione di un “gravitare” con la mente distanti dalla dimensione sotterranea dell’umano, dalla sua dimensione animale.

Nel video l’artista vuole mettere in scena la dimensione primitiva e istintiva degli esseri umani, contrastata e allontanata a favore di una dimensione addomesticata alla razionalità. Infine il video in plastilina It’s You desidera indagare il rapporto ambiguo che ogni essere umano stabilisce nell’esperienza dell’incontro con l’altro. “L’altro” può essere chiunque: un genitore, un amico, una fidanzata, un collega di lavoro, ecc… La scelta formale di utilizzare lo stesso abbigliamento in tutti i personaggi del video, che compongono le scene, ha lo scopo di porre allo spettatore un dubbio. Com’è possibile riconoscere la diversità che contraddistingue un personaggio, se tutti gli altri sono simili a lui? In questo gioco di specchi si svolge la narrazione del video.

Le opere si snodano in entrambi gli ambienti della galleria, con lo scopo di creare un percorso che renda unitaria la visione delle singole opere esposte. Fanno parte dell’allestimento anche diverse sculture e disegni.

 

Rita Casdia. It’s You

Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 20 maggio 2017, ore 19.30

Periodo
20 maggio -26 giugno 2017

Orario di apertura
dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20

Info 3348714094 – 392.5985840
http://info@muratcentoventidue.com
http://www.muratcentoventidue.com

Selling the Shadow

Quest’oggi, 7 maggio 2017, alle ore 18.30 inaugura a Milano C-Gallery, un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea sito in Via Ventura 6, nel cuore dell’Art District. Lo fa con una mostra , “Selling the Shadow” curata dalle artiste americane Ayana V. Jackson e Ingrid LaFleur, in collaborazione con MOMO Gallery, Capetown. Un’esposizione internazionale e multidisciplinare che indaga il rapporto tra arte e pratica sociale.

Il tema della mostra riprende l’azione politica abolizionista e di difesa dei diritti delle donne che l’attivista afroamericana Sojourner Truth ha portato avanti a partire dal 1859 fino ai primi del 1900. Sojourner Truth raccoglieva i fondi per la sua campagna vendendo piccole “Carte de Visite” che la ritraevano, accompagnando la sua immagine con l’iscrizione “I sell the shadow to support the substance”. Pioniera non solo dal punto di vista politico, ma anche per la metodologia di ri- appropriazione della propria immagine in un periodo, la Guerra di Secessione Americana, che avrebbe beneficiato di un’altra narrativa per l’esposizione del corpo di una donna nera, Sojourner Truth ci invita ancora oggi a riflettere sui meccanismi di costruzione dei significati e dei significanti e sulle strategie di narrazione legate alle strutture di potere .

La mostra Selling the Shadow presenta il lavoro di 20 artisti internazionali provenienti da diversi Paesi come Camerun, Congo, Francia, Italia, Jamaica, Stati Uniti, Sudafrica, che pur differenziandosi per le metodologie artistiche e per le narrative personali, condividono il confronto con il tema della costruzione dell’identità, la storia e le strutture sociali che giocano un ruolo non solo nella creazione dei propri lavori, ma anche nel consumo e nelle modalità di fruizione di questi.

Artisti: Derrick Adams – Endia Beal – Kimathi Donkor – Amir George – Maimouna Guerresi – Tony Gum – Delio Jesse – Lauren Kelley – Coby Kennedy – Simone Leigh – Michèle Magema – Joel Mpah Dooh – Maurice Pefura – Alexis Peskine – Jefferson Pinder – Robert Pruitt – Tabita Rezaire – Dread Scott – Mary Sibande – Cosmo Whyte – Jessica Wimbley

C-Gallery conduce un lavoro di esplorazione del mondo dell’arte contemporanea selezionando e promuovendo artisti di fama internazionale che attraverso le loro opere sono in grado di generare nuovi codici visivi e di allargare i confini del mercato oltre le tendenze locali.

Il programma espositivo di C-Gallery abbraccerà diversi linguaggi artistici con l’ambizione di offrire al pubblico un compendio delle istanze più innovative dell’arte contemporanea al di là delle mode sistemiche.

 

Selling the Shadow
C-GALLERY
Milano – dal 7 maggio al 15 settembre 2017
Via Giovanni Ventura 6 (20134)
+39 0245377550
Raffaella.Carillo@cgallery.it
www.cgallery.it

VISIONARY ART SHOW

VISIONARY ART SHOW è un progetto unico nel panorama italiano e internazionale. Fondato e diretto da Dores Sacquegna – Art Director di Primo Piano LivinGallery – la manifestazione artistica è il perfetto connubio tra arte contemporanea e spettacolo, con anteprime nazionali, talk show, premi, performance visuali, sonore e interattive e molto altro ancora.

Allestita nel cinquecentesco Palazzo Vernazza Castromediano a Lecce – sito rituale della dea Iside – la location diventa il set immaginifico dove artisti internazionali mostrano al pubblico le loro creazioni, in una fusion di elementi dialoganti, di installazioni luminose e tecnologie interattive e sonore che traghetteranno i visitatori in uno show visionario.

La cerimonia di inaugurazione si terrà il 14 Maggio dalle ore 18,00 sino alle ore 22,00 alla presenza del pubblico e di tutti gli artisti presenti. Durante la serata il talk show (lecture) con due delle voci più interessanti del panorama internazionale a cui sarà conferito il Premio alla Carriera: l’artista peruviana – residente a New York – GRIMANESA AMOROS, nota per le sue installazioni luminose monumentali in tutto il mondo e l’artista concettuale e ricercatrice greca POLYXENE KASDA, con un intervento sul “Mito & Network” – tratto dal suo libro “The Conscious Eye|L’occhio cosciente o vigile”, nato in collaborazione con il prof. John Kontos una delle firme più interessanti sulla ricerca dell’Intelligenza Artificiale- un progetto iniziato negli anni’90 e caratterizzato dalla psicologia del profondo, da esperimenti e trasposizioni spazio-temporali, da tecnologie emergenti e concetti teorici della scienza computazionale e della linguistica della percezione. Conclude la serata la performance sull’Europa “La Promessa” dei performer salentini Massimiliano Manieri & Michaela Stifani.

I talk show con premio alla carriera continuano con un tributo ad uno dei più conosciuti scultori italiani: Sauro Cavallini in collaborazione con il Centro Studi Cavallini di Fiesole-Fi (19 Maggio). Le sue opere sono in collezioni pubbliche come il Palazzo del Governo a Bonn (Germania), Rai a Firenze, San Miniato Chiesa a Firenze, Palazzo degli Affari a Firenze, Palazzo dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo (Francia), Principato di Monaco, con vernissage dei principi Ranieri III, il figlio Alberto e Francesco Cossiga.

Tra Educational Programs & Exhibition Programs, l’evento offre al pubblico uno spettacolo senza uguali.

Dal 15 al 28 Maggio tre straordinarie performance in programma con sonorità e tecnologie interattive a cura di: la flautista salentina Giorgia Santoro con “Deja Vù” (19 Maggio), il duetto di artisti e cabarettisti francesi Sandra Detourbet & Nicolas Gasiorowski con “Les Charlowski & BB Blue” (21 Maggio), il collettivo berlinese Ephemeral Tomorrow composto dall’artista italiano Riccardo Torresi, dall’artista francese Maxime Lethelier, dalla musicista e compositrice giapponese Asako Fujimoto, dall’architetto e urbanista italiano Andrea Cucinotta, con l’installazione interattiva e performativa “Satellarium” (28 Maggio). Dal 15 al 27 Maggio vanno in onda cinque video animazioni ispirate ai capolavori del passato e del mito nella sezione MASTERPIECES, con altrettanti Maestri della video arte contemporanea: “Inverso Mundus” a cura del collettivo moscovita Aes+F Group, “Metamembrana & Hypermembrana” performance meccatronica del noto performer spagnolo Marcel.li Antunez Roca, “This is not a horror movie”, della video artista italiana Silvia De Gennaro, “Paradise”, del collettivo olandese Studio Smack.

La sezione Exhibition Programs, porta in mostra le opere di artisti contemporanei locali, nazionali e internazionali con una regia impeccabile le cui opere sono visibili in determinate aree del Palazzo che le ospita.

Come omaggio al sito rituale della Dea Iside, nove sale ospitano le opere di nove artisti di cui: il duo francese Sandra Detourbet & Nicolas Gasiorowski con “Risveglio”, il russo Kostya August con “Terra”, la tedesca Eva Koethen con “Kairos”, l’inglese Andrea Vargas con “Orizzonte”, l’egiziana Rasha Amin con “Utero”, la greca Maria Pesma con “Rituali” e gli italiani Salvatore Sava con “Metamorfosi”, Renato Tagliabue con “ Mistero” e infine Maurizio Giarnetti con “Cielo”.

Nell’area OPEN SPACE, le installazioni e le opere di artisti locali, nazionali e internazionali: dal Puerto Rico, Rosa Cruz, dalla Grecia Polyxene Kasda, Dimitris Strouzakis, George Syrakis, dalla Germania Stefan Havadi-Nagy, Fides Linien, Tom Schlaiss, Christel Sobke, dal Messico Teresa Olabuenaga, dalla Russia Alexandr Minaev, Andrea Vargas, dall’Olanda Rien Vörgers, dall’Australia Nel Ten Wolde e dall’Italia Giovanni Alfonsetti, Sauro Cavallini, Pierluca Cetera, D&S, Fernando De Filippi, Pina Della Rossa, Cristiano De Gaetano & Stefania Pellegrini, Angioletta De Nitto, Maria Luisa Imperiali, Giovanni Lamorgese, Dario Manco, Massimiliano Manieri & Pablo Peron, Rosemarie Sansonetti, Fabrizio Santona, Maria A. Scaringella, Roberto Tondi.

L’area della SCREENING ROOM ospita una selezione di video art incentrata su spazi fisici e immaginari, che diventano tracce di un vissuto multiculturale nel video “Miranda” e “Ocupante” dell’artista peruviana Grimanesa Amoros; una indagine che rivela l’aspetto femminile nella guerra tra Iran e Iraq nel toccante documentario “ Ascending Voices” della regista iraniana Sofi Basseghi, che racconta i contrasti e le contraddizioni all’interno del teocratico governo iraniano. Il viaggio continua con la video animazione “Home” dell’italiana Silvia De Gennaro. Il video racconta l’odissea di un giovane siriano in fuga dagli orrori della guerra e il dramma dei profughi che, in luogo della sospirata accoglienza, trovano in Europa barriere e fili spinati. La parola “Home” si ripete come un mantra insieme ai passi inesorabili del protagonista, è il suono del suo bisogno e della nostra colpa.

Un viaggio virtuale nella area 3D PROJECT ROOM ( in onda dal 14 Maggio ) ospita le opere di artisti nazionali e internazionali di cui: dall’Ungheria, Erika Erdész, dall’Olanda Cor Fafiani, dalla Russia, Anastasia Antonova (alias Lea Daniel) e Vitaly Maximenko, dagli Usa, Jaja Dario e Christine Palamidessi, dall’Italia Massimiliano Manieri & Pablo Peron, dal Canada Monte Wright. Per accedere alla galleria bisogna collegarsi alla pagina https://visionaryartshow.live/exhibition-program/3d-virtual-gallery/

Tutti gli artisti in mostra concorrono al premio “BEST VISIONARY ARTIST” che sarà conferito loro durante la cerimonia di Finissage il giorno 28 Maggio alle ore 18,00. Catalogo in mostra. Ingresso libero

VISIONARY ART SHOW
Evento di Arte Contemporanea e Spettacolo

Regia/Curatore:
Dores Sacquegna
Luogo/Date
PALAZZO CASTROMEDIANO VERNAZZA
Vico Vernazza 8 (Piazza Pellegrino) Lecce
Dal 14 al 28 Maggio 2017
Inaugurazione 14 Maggio ore 18:00
Giorni/Orari
Tutti i giorni: 16,00-20,00h
Ingresso libero
htpp://visionaryartshow.live/
primopianoexhibition01@gmail.com
TEL: 349 37 20 659

Ritratti: Verità e misteri dell’umano

Verità e misteri dell’umano” nei ritratti di Giuseppe Maria Codazzi, dal 12 maggio al 24 novembre 2017 presso BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali a Reggio Emilia. Curata da Sandro Parmiggiani, che firma il testo di presentazione, la mostra sarà inaugurata venerdì 12 maggio 2017, alle ore 19.00.

Come di consueto, lo studio professionale di Piazza Vallisneri n. 4, che dal 2010 è sponsor di “Fotografia Europea”, promuove anche un’esposizione personale presso la propria sede, confermando l’impegno a sostegno dell’arte e della cultura in città.
In mostra, una quarantina di immagini in bianco e nero, stampate personalmente dall’autore su carta baritata. Opere tratta da diverse serie fotografiche, dal 1979 al 2011, che focalizzano l’attenzione di Codazzi su soggetti assai diversi, comunque all’insegna della sua attenzione per l’appartenenza all’umano: dai jazzisti più celebri alle icone della musica e del balletto, ma anche persone comuni che passeggiano per strada e ancora gli “ultimi”, che lottano per la propria sopravvivenza in alcuni Paesi dell’Africa o che trovano assistenza e uno sguardo che finalmente ne riconosce l’identità nelle case della carità.

Come scrive, infatti, il curatore, «Nel corso di trentacinque anni, Codazzi è sempre stato, quasi magneticamente, attratto dal volto di una persona, la “summa”, la parte più alta di un corpo, come luogo di verità altrimenti inaccessibili, anche se spesso il mistero dell’identità e dei sentimenti che il viso racchiude non si svelano compiutamente, restando avvolti nel mistero […]. Codazzi ama il nero, il buio, come scrigno di una vita che non si vede ma che palpita e respira – allo stesso modo di un fotografo che lui sente profondamente affine, Eugene Smith, anche per la sua tenace volontà di essere testimone –, ed è affascinato, nei primi piani, dagli occhi che ci guardano e che ci chiedono il dono di essere visti».

In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 12 maggio a partire dalle ore 19.00, sarà presentata l’anteprima della mostra, visitabile da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Per informazioni: tel. 0522 455000/303003, info@bfmr.it, www.bfmr.it.

Giuseppe Maria Codazzi nasce a Nismozza (Re) nel 1952. Inizia a fotografare nel 1977, diventando professionista nel 1979. Nel 1980 attiva la sua collaborazione con “Il Resto del Carlino” e nel 1983 si iscrive all’albo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Attualmente lavora come freelance e cura il settore di ripresa fotografica e fotografia commerciale dello Studio C. di Reggio Emilia. Da sempre coinvolto nella fotografia sociale, ha pubblicato diversi volumi su questo tema, ultimo dei quali “L’Isola Rossa. Diario di un viaggio in Madagascar” con testi di Massimo Camisasca e Giovanni Lindo Ferretti, uscito nel giugno del 2015. Dal 1983 ad oggi la sua attività espositiva è stata intensa sia in Italia che all’estero.

BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2017).

GIUSEPPE MARIA CODAZZI
Ritratti: verità e misteri dell’umano
A cura di Sandro Parmiggiani
12 maggio – 24 novembre 2017
Inaugurazione su invito: venerdì 12 maggio 2017, ore 19.00
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00.

Per Informazioni:
BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali
Facco Mazzocchi Riccio & Partners
Piazza Vallisneri, 4
42121 Reggio Emilia
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