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IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI

Il MuMa, Museo della Maiolica di Laterza, ospita una preziosa collezione di albarelli, realizzati nel XVIII sec a Laterza, appartenenti alla collezione Virgilio Chini, luminario della medicina italiana vissuto tra il 1901 e il 1983.
In mostra ventinove albarelli finemente decorati, con scene di vita e ricchi di informazioni stilistiche e caratterizzati dai colori turchini tipici della produzione laertina del tempo. La loro produzione si fa risalire al 1700, il momento storico nel quale Laterza è centro di produzione ceramica dall’indiscusso pregio artistico e culturale.Questa mostra, e la possibilità di presentare ai cittadini di Laterza e ai visitatori del MuMa una nuova collezione di maioliche nate e prodotte nel territorio, si deve alla sinergia e alla collaborazione con il Museo Civico di Bassano del Grappa, che conserva per intero gli oggetti preziosi e le opere appartenuti a Virgilio Chini.

Il MuMa, nato per recuperare e coltivare la memoria dell’arte maiolica che ha reso grande il nome di Laterza nel mondo, continua con questa esposizione, la ricerca sul territorio di manufatti in ceramica che nel tempo hanno trovato dimora lontano dal loro luogo di origine.
A conferma dell’attenzione storiografica e biografica intorno ai collezionisti e ai mecenati che hanno raccolto opere, le hanno collezionate e difese dal tempo e dall’oblio, il museo dedica una sezione ai ventinove albarelli appartenuti a Virgilio Chini, che vanno ad affiancare e ad ampliare le ceramiche di Laterza della Collezione Tondolo ospitate al MuMa dalla fine del 2015.

Virgilio Chini è uno di questi illuminati personaggi: nato a Bassano del Grappa, nel 1924 si laurea in Medicina e Chiurgia presso l’Università degli studi di Padova. Negli anni che vanno dal 1948 al 1971 fu ordinario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Bari. Nel 1975 ottiene il sigillo aureo dell’Università di Bari e nel 1976 la cittadinanza onoraria. Uomo dall’alto valore etico e morale. “Grande umanista e appassionato di cultura classica”, così lo descrive il professor Lorenzo Bonomo, in un ricordo scritto per la Società Italiana di Medicina Interna.
Innamorato delle tante cose che la terra pugliese offriva Chini costruisce la sua collezione che venne successivamente donata al Museo Civico di Bassano del Grappa.
La mostra, nell’ambito dell’iniziativa “La Murgia abbraccia Matera” vanta il patrocinio della Regione Puglia, dell’Aicc, dell’Università degli studi di Bari, del Comune di Bassano del Grappa e dei Musei Civici di Bassano, della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa, dell’Università di Bari e del Comune di Bassano del Grappa.

IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI
Dove: MuMa, Palazzo Marchesale, Laterza (Ta)
Quando: dal 2 Dicembre 2017 al 31 Maggio 2018
Presentazione del catalogo e a seguire inaugurazione: 2 dicembre, ore 19:30
A cura di: Nicola Zilio
Allestimenti e visite guidate: Chiave di Volta soc. coop.
Catalogo: I CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA LAERTINA NELLE COLLEZIONI PRIVATE
Autori delle schede: Nicola Zilio, Domenica Bellini
Progetto grafico: Vitantonio Fosco
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19
Sito: www.mumalaterza.it www.laterzaturismo.com
Mail: info@mumalaterza.it
Telefono: 3335726138

I Grandi Maestri

Arriva a Roma, nella sua unica tappa italiana, la mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica ospitata al Complesso del VittorianoAla Brasini dal 16 novembre 2017 al 18 febbraio 2018.

La mostra, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto ed è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica indaga per la prima volta la grande rivoluzione del mondo della fotografia, e in genere della visione, resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi. Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall’archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

Foto dopo foto, questa mostra rivela come gran parte delle immagini impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica e come tutte queste fotografie costituiscano quindi un ampio caleidoscopio delle tendenze fotografiche e degli sviluppi degli ultimi dieci decenni.

Nel 1914 grazie Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm. L’ideazione della “Ur-Leica” segna la nascita di una fotografia dinamica e con un’enorme portata creativa, offrendo al fotografo innumerevoli nuove forme di espressione e permettendo di osservare il mondo in molti modi, e continua a farlo anche oggi. Se lo stile è fatto di visione e di tecnica, non c’è dubbio che l’esistenza di un nuovo apparecchio, duttile e flessibile, in grado di seguire il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione, da quelle più intime alle più ufficiali, ha permesso a generazioni di autori di vedere, immaginare, documentare e riprendere in un modo diverso la realtà.
Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina. Primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

La mostra è composta da 16 sezioni che intrecciano insieme l’ordine tematico con la cronologia, in un percorso che va dalla nascita della prima fotocamera Leica fino alle più recenti visioni. Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all’uso della fotografia come strumento di propaganda. Ma anche ad un tipo di ricerca più umanista, infatti la Leica arriva ad essere utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada. Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d’elezione. Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Il 15 novembre la carriera di Gianni Berengo Gardin, probabilmente il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, sarà onorata dal Leica Hall of Fame Award conferito da Leica Camera AG a Roma. Una selezione delle sue opere è presente in mostra.

Elenco sezioni
Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi.

L’iniziativa è promossa da Generali Italia – sponsor della mostra – tramite il programma Valore Cultura, che ha l’obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Contrasto.

In Contemporanea

A partire da novembre 2017 “In Contemporanea” si trasforma e passa dall’essere un evento annuale a strutturarsi in una rete di Gallerie d’Arte Contemporanea di Reggio Emilia attiva tutto l’anno con mostre incontri ed eventi.
Patrocinata come di consueto dal Comune di Reggio Emilia, la manifestazione si arricchirà nel 2017 con una nuova collaborazione istituzionale con la Fondazione Palazzo Magnani.Una sinergia che il presidente della Fondazione, Davide Zanichelli, vede nell’ottica di un potenziamento delle attività culturali a partire dal coinvolgimento, più ampio e intenso, tra i soggetti che operano nel campo dell’arte, quindi gallerie e istituzioni, al fine di contribuire allo sviluppo delle iniziative del territorio, fondamentali per la crescita culturale e la salute del corpo sociale. La Fondazione inaugura così le attività raccolte sotto il programma “Art Around”, dialoghi e incontri con chi sul territorio si occupa di arte per professione.
Nei mesi di novembre e dicembre proprio a Palazzo Magnani, si terranno tre incontri con i galleristi della rete sul tema del mestiere di gallerista, sul mercato dell’arte e il suo funzionamento e sulle professioni che ruotano intorno alle gallerie d’arte.

Il ciclo di incontri “Art Around”, declinato nello specifico “In Contemporanea a Palazzo Magnani”, è realizzato con il sostegno di Miselli, accessories for hydraulic components e Zuliani Impresa Edile. Le serate si terranno ogni venerdì alle 18.30, dal 17 novembre al 1 dicembre 2017, nella sala A. Gualdi al secondo piano di Palazzo Magnani (Corso Giuseppe Garibaldi 29). A moderare gli incontri sarà Marta Santacatterina, giornalista e storica dell’arte.

Primo appuntamento, il 17 novembre, con la Galleria de’ Bonis. Stanislao de’ Bonis e Margherita Fontanesi con l’incontro “Il gallerista, una guida nel mercato dell’Arte” illustreranno come il gallerista possa aiutare il collezionista o l’aspirante tale a districarsi nella giungla del mercato dell’Arte, evitando di incappare in incauti acquisti e strutturando una collezione che possa anche diventare un piccolo o grande investimento.

Venerdì 24 novembre sarà poi la volta di 1.1_ZENONEcontemporanea e di Galleria 8,75 Artecontemporanea con il tema “Esordienti & Esorditi”. Antonio Malagoli, Sebastiano Simonini e Gino Di Frenna racconteranno le loro esperienze vissute con artisti emergenti, illustrando come si lavora con giovani che si affacciano sul mercato, magari anche per la prima volta, e come ci si possa avvicinare, da collezionisti, al loro lavoro. Parteciperanno all’incontro anche alcuni giovani artisti che potranno suggerire il loro punto di vista, le aspirazioni, le difficoltà e le modalità usate per approcciare il mercato dell’arte.

Venerdì 1 dicembre saranno a Palazzo Magnani Bonioni Arte e Vicolo Folletto Art Factories. Federico Bonioni tratterà il tema “La Galleria fuori dalla Galleria. Mostre pubbliche e progetti curatoriali”, mentre lo staff di Vicolo Folletto con “Think Different: un approccio diverso all’arte contemporanea”, racconterà quale possa essere lo spazio di movimento per una galleria che solo in tempi molto recenti si è presentata alla città.

Sabato 16 e domenica 17 dicembre farà seguito al ciclo di incontri a Palazzo Magnani un weekend in cui le gallerie resteranno aperte con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00 per accogliere i visitatori nei propri spazi e raccontare i dietro le quinte del proprio lavoro. Si tratterà di una ideale “fiera diffusa” il cui contenitore sarà il centro di Reggio Emilia e gli stand le gallerie partecipanti.

Nei diversi spazi espositivi aderenti il pubblico si potranno trovare le seguenti mostre:
Galleria de’ Bonis (viale dei Mille 44, www.galleriadebonis.com), “La Pittura in Italia, anni ’30 – anni ’50” (Guttuso, Sironi, Morandi, Birolli, Gianquinto, Maccari, Morlotti, Sughi, Vespignani). Fino al 13 gennaio 2018.

Bonioni Arte (Corso Garibaldi 43, www.bonioniarte.it), “Frammenti. Venti artisti dagli anni ’50 ai giorni nostri” (Accardi, Angeli, Baricchi, Biasi, Boetti, Bonzanos Art Group, Capogrossi, Cosi, Cotani, Festa, Fontana, Freschi, Gilardi, Habicher, Minoli, Pellegrini, Pomodoro, Pulcinelli, Vermi, Veronesi). Dal 24 novembre 2017 al 31 gennaio 2018.

Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso G. Garibaldi 4, www.csart.it/875), “Formazione visiva” (Arcangelo, Bornefeld, Bramante, Ferrari, Forgioli, Stefanini e altri). Dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018.

1.1_ZENONEcontemporanea (Via San Zenone 11, www.zenonecontemporanea.it), Alessandro Turoni, “Alterazioni Naturali”, fino al 26 novembre 2017. La mostra rimarrà anche aperta il 16 ed il 17 dicembre 2017.

Vicolo Folletto Art Factories (Vicolo del Folletto 1, www.vicolofolletto.it), Mimmo Paladino, “Opera Grafica 1984 – 2008”, fino al 14 gennaio 2018.

Tutte le informazioni sul progetto, le gallerie, le mostre e gli eventi sono disponibili sul sito www.incontemporanea.eu. Sono attivi anche i social della rete: www.facebook.com/InContemporaneaRE, http://twitter.com/contemporaneaRE. Hashtag: #InContemporaneaRE.

La Materia Trasparente

Dopo l’esposizione dedicata ad Alberto Burri nel 2015 e ad Afro nel 2016, lo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina ospita un altro grande maestro del ‘900 con la retrospettiva La Materia Trasparente, Sculture Grafiche Disegni di Pietro Consagra.

Tra i maggiori esponenti dell’astrattismo internazionale, Pietro Consagra (1920-2005) è stato un artista a tuttotondo: scultore apprezzato in tutto il mondo, abile nel disegno e nella grafica, fu inoltre teorico dell’arte e scrittore. Le sue opere, la sua personalità e la sua poetica hanno attraversato le fasi principali dell’arte internazionale del XX secolo. Spregiudicata e rivoluzionaria è la sua idea di scultura: non più protagonista tridimensionale dello spazio, ma dall’impatto frontale e in stretta connessione con l’osservatore.

La retrospettiva ripercorre l’attività artistica del maestro dal 1958 al 2003 attraverso 31 opere, provenienti da collezioni private e in parte dell’Archivio Pietro Consagra: in esposizione pezzi di media grandezza in bronzo, argento, marmo, granito, ottone, acciaio, alluminio e inoltre tempere, acrilici, acqueforti, acquetinte, litografie e disegni.

Un percorso che si snoda in tre principali periodi che hanno visto lo scultore utilizzare i materiali più diversi e passare con successo da una tecnica all’altra, raggiungendo risultati sempre più raffinati e dal prorompente umanesimo. Presso lo Spazio COMEL sarà disponibile il catalogo della mostra con testo critico di Giorgio Agnisola, curatore scientifico della mostra.

L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 2 dicembre, è organizzata da Antonio Fontana e i fratelli Maria Gabriella e Adriano Mazzola con la preziosa collaborazione della Professoressa Gabriella Di Milia Consagra dell’Archivio Consagra di Milano.

La famiglia Mazzola da anni porta avanti un progetto culturale di promozione dell’arte contemporanea, attraverso retrospettive come questa, mostre di artisti contemporanei, e l’organizzazione di un premio internazionale “Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea” dedicato all’alluminio.

Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920-Milano 2005) ha toccato, tutti gli aspetti della creazione artistica. Ha infatti creato sculture – l’attività per la quale è rinomato -, ha dipinto quadri, ha disegnato (ogni sua scultura nasce da un disegno), ha sperimentato nuove tecniche, ha scritto versi e prose con instancabile vis polemica ed ha inoltre eretto edifici, creato gioielli e installazioni urbane. Sin dal 1948, afferma un nuovo concetto di scultura in cui l’ubicazione assume il valore di elemento plastico e raggiunge un’intensità espressiva che la critica definisce “astrazione psicologica”. Ottiene i primi riconoscimenti internazionali nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia nel 1949, alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1955 e nel 1959, a Documenta di Kassel nel 1959 e nel 1964, ed alla Biennale di Venezia del 1956 e del 1960 anno in cui riceve il premio per la scultura. Invariato rimane in Consagra il procedimento di costruire l’opera collegando elementi singoli in una sintesi complessa e articolata, e sempre, egli stabilisce un “rapporto diretto, frontale appunto, con lo spettatore”.

LA MATERIA TRASPARENTE, SCULTURE GRAFICHE DISEGNI di PIETRO CONSAGRA

Cura scientifica di Giorgio Agnisola

Promossa e organizzata da Maria Gabriella Mazzola, Adriano Mazzola, Antonio Fontana

Dal 2 al 28 dicembre 2017

Orari: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00 (chiuso 25 e 26 dicembre)

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Ingresso Libero

Contatti: www.spaziocomel.it | info@spaziocomel.it | 0773.487546

Liconi Arte

Dopo la recente mostra personale “Racconti dipinti” di Alessandra Carloni, LICONI ARTE presenta una mostra collettiva che durerà tutto il periodo natalizio, poiché crediamo che a Natale sia interessante regalare Arte e Cultura.

Sono presenti nell’esposizione gli artisti che hanno partecipato alle mostre precedenti, insieme a due pittori che per la prima volta espongono le loro opere in questa Galleria, Tancredi Fornasetti e Francesco Partipilo, i quali entrano dunque a far parte degli artisti Liconi Arte. Entrambi affrontano nella loro ricerca l’Astrattismo, seppur con approcci completamente diversi.

Tancredi Fornasetti, classe 1984, è il discendente della celebre famiglia di artisti milanesi. Fornasetti porta avanti una ricerca artistica singolare: il suo lavoro parte dall’astrazione per ritornare alla figurazione, eseguendo un percorso inverso a quello a cui tradizionalmente una certa Storia dell’Arte ci aveva abituati. Infatti dopo l’avvento delle opere di Kandinsky e dell’Astrattismo gli artisti ebbero interesse a rinunciare all’illusionismo pittorico; si vide che dalla figurazione che attinge dal mondo reale, si poteva giungere all’astrazione. L’artista romano con la sua ricerca compie il percorso inverso, attraverso forme astratte geometriche costruisce la figurazione. Per quanto riguarda la componente astratta i modelli di Fornasetti sono Mondrian, Kandinsky, Malevich e Soldati, ma per quanto riguarda la produzione astratto-figurativa il riferimento è quello delle opere di Depero; va notato però come i colori usati dall’artista romano siano influenzati dal mondo digitale odierno.
Francesco Partipilo, nato nel 1973, è un artista complesso da definire. Ad un primo impatto può apparire come legato all’astrazione geometrica, ma questo non è esatto poiché nelle sue opere stravolge le proporzioni geometriche, reinventa gli spazi. A sua volta lo stile dell’artista prende spunto dall’Arte Cinetica, ne cita le suggestioni, ma è assente il senso di dinamismo e il gusto per l’illusione. In conclusione, come attestato da alcuni critici, Partipilo va ritenuto come uno dei più interessanti artisti erede del Movimento Arte Concreta, dove la figurazione delle geometrie delle opere è da ritenersi il risultato della percezione immediata, una geometria immaginaria ottenuta attraverso linee dinamiche unita ad una gamma cromatica che spesso privilegia i colori primari.

Gli artisti Gianrico Agresta, Luisa Albert, Luigi Baratta, Alessandra Carloni, Fabio Carmignani, Danesi ArtDesign, Jacopo Mandich, Romain Mayoulou, Daniele Mini, Marina Tabacco e Giulio Zanet presentato nuove opere, privilegiando il piccolo formato.

Liconi Arte
Via della Rocca 28, 20123, Torino
www.liconiarte.com info@liconiarte.com 011.42.76.569

Creature

Una festa delle arti e della creatività per valorizzare i distretti culturali di Roma: è “Creature”, il festival della creatività romana, organizzato da Open City Roma e parte del programma di Contemporaneamente Roma 2017 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

Dal 15 novembre al 6 dicembre, nei distretti del Mandrione, Pigneto e Marconi lo spazio urbano verrà contaminato da arte, design, fotografia, architettura, performance ed esplorazioni urbane. I protagonisti saranno, in primo luogo, i creativi che abitano e lavorano negli spazi recuperati e restituiti alla città.

Nei tre distretti selezionati, infatti, saranno realizzate tre diverse opere originali che interpreteranno il genius loci. Ogni opera sarà site-specific, quindi realizzata all’interno del distretto creativo, e restituirà un nuovo punto di vista sulla città, sulla sua percezione, sulla sua fruizione, con uno sguardo al futuro di questi spazi. In questo modo, ogni distretto avrà , attraverso la realizzazione dell’opera, avrà l’occasione di attingere alle potenzialità del proprio network e sperimentare forme innovative e crossdisciplinari di produzione creativa.

Per la prima edizione di Creature, inoltre, è stato istituito il Premio Creature 2017, a cui potranno partecipare, attraverso una call pubblica, quelle realtà romane che lavorano nel campo della creatività e che grazie alla loro attività hanno rigenerato, anche temporaneamente, gli spazi della città. Il premio consisterà in un contributo di 1000€ per realizzare all’interno del proprio spazio un’opera d’arte o di design. (scadenza ore 12 del 2/12/2017; regolamento su www.creaturefestival.it)

A Roma stiamo assistendo alla nascita e al consolidamento di molte realtà che operano nel campo della creatività: attività e produzioni artistiche, culturali e creative, che vanno a disegnare una diversa geografia economica della città, ibridando i concetti di spazio fisico e produzione immateriale, lavoro e arte, luoghi privati e collettivi. Queste attività con la loro presenza favoriscono processi di rigenerazione e riattivazione degli spazi urbani, pubblici o privati, contribuendo al consolidarsi di nuove professionalità”, spiega Laura Calderoni, curatrice del progetto con Paola Ricciardi per Open City Roma. “Il Festival “Creature” vuole far conoscere e rafforzare la rete delle realtà creative romane capaci di generare nuove economie produttive e di portare sul territorio innovazione, sperimentazione e ricerca”.

Come in un percorso a tappe, si comincerà il 15 novembre con il workshop “Tramettiamoci” curato da Wunderbar Cultural Projects, per proseguire il 18 novembre alle ore 15,00 con l’esplorazione urbana del quartiere Marconi e, sempre il 18 novembre alle 19,00 l’evento a Label201 (via Portuense 201) con Open Studio e presentazione dell’opera performativa “Sedimento (Archeologia dell’effimero)” di Stefano Canto a cura di Elena Giulia Abbiatici in collaborazione con la galleria Matèria.

Il 26 novembre alle ore 11,00 sarà la volta dell’esplorazione urbana e dell’evento al Mandrione District (via del Mandrione 105), che racconterà il felice connubio tra le attività artigianali tradizionali e le realtà creative legate alle nuove tecnologie che hanno trovato spazio all’interno di capannoni ex industriali affacciati sulla ferrovia e l’acquedotto Felice.

Il 1° dicembre si terrà alle ore 18 il talk “La creatività rigenera” nella sede IED di via Alcamo e il 2 dicembre, sempre al Pigneto, dalle ore 12 nella storica piazza Copernico e nello spazio SonoFrankie, prenderà vita l’installazione “Naviganti” di Davide Dormino.

Serata finale in programma il 6 dicembre alle ore 19 alla Fondazione Exclusiva (via G. da Castel Bolognese 81) nei bellissimi spazi del distretto creativo nato dal recupero dei capannoni di un’ex fonderia. Durante l’evento verrà proclamato il vincitore del Premio “Creature 2017” e presentati i distretti creativi e le opere del Festival.

Il Festival “Creature”, organizzato da Open City Roma, è realizzato in partnership con Label201, SonoFrankie, Mammanannapappacacca, DVI99, Fondazione Exclusiva, IED – Istituto Europeo di Design, Goethe-Institut Rom, Accademia Italiana di Arte, Moda, Design, Parioli fotografia.

Programma completo su www.creaturefestival.it

Contatti: Giovanna Mirabella, gmirabella@openhouseroma.org

E-mail: info@creaturefestival.it

Ettore Sottsass. Oltre il design.

Sabato 18 novembre alle ore 14 apre al pubblico la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design, prodotta e organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma e curata in stretta collaborazione con un gruppo di lavoro composto da storici dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, designer e archivisti.

Nel 1979 Ettore Sottsass donò allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione oltre 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, lo CSAC ha promosso un importante progetto espositivo ed editoriale con il patrocinio del Comune di Parma.

L’ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’intero fondo, sarà restituito nel catalogo a stampa Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale, 2017), pubblicato in occasione della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design. L’esposizione è costituita da circa 700 pezzi selezionati all’interno dell’archivio e allestiti secondo una struttura narrativa cronologica (a partire da un disegno infantile del 1922), che fa emergere alcune costanti visive e metodologiche dell’autore interpretando il percorso espositivo dell’Archivio-Museo CSAC. Il titolo della mostra rimanda infatti alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.

riproduzione fotografica del 2004

Mostra e catalogo sono stati realizzati da un gruppo di lavoro comprendente Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) che ha approfondito la collaborazione di Sottsass con Poltronova, Elisa Boeri (Politecnico di Milano) che ha analizzato alcuni progetti di architettura degli anni ‘50, Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano) che ha studiato il tema degli interni e il rapporto con il disegno degli oggetti, Federico Bucci (Politecnico di Milano) che ha studiato il rapporto con la cultura americana, Milco Carboni (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia di Belle Arti Mario Sironi – Sassari) che ha affrontato il rapporto con l’azienda Poltronova, Giulia Daolio (CSAC Università di Parma) che si è occupata della collaborazione con “il lambello” e della partecipazione ai Littoriali, Chiara Fauda Pichet (Politecnico di Milano) che ha approfondito alcuni progetti degli interni e il disegno dei gioielli, e Chiara Lecce (Politecnico di Milano) che ha studiato il disegno degli oggetti, Elisabetta Modena (CSAC Università di Parma) che ha studiato le partecipazioni di Sottsass alle Triennali di Milano, Emanuele Piccardo (storico dell’architettura) che ha indagato l’incontro di Sottsass con la cultura beat e radicale, Simona Riva (CSAC Università di Parma) che si è occupata delle ceramiche negli anni ‘60 e ‘70, Marco Scotti (CSAC Università di Parma) che ha ricostruito alcuni progetti espositivi, Marta Sironi (CSAC Università di Parma) che ha affrontato il progetto grafico editoriale degli anni ‘40, Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti) la cui ricerca ha riguardato la lunga collaborazione con lo storico marchio di Ivrea, Marina Vignozzi Paszkowski (Archivio Industriale Bitossi – Fondazione Vittoriano Bitossi) che ha messo in luce il rapporto con Bitossi Ceramiche dagli anni ‘50, e Francesca Zanella (CSAC Università di Parma) che ha analizzato il ruolo dell’archivio e il rapporto tra progetto e ricerca visiva.

Grafica e Allestimento della mostra, che occuperà fino all’otto di aprile i suggestivi spazi dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, sono a cura di Daniele Ledda (xycomm) e Elisabetta Terragni (Studio Terragni Architetti).

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Ingresso
10 euro
Sabato 18 novembre dalle 14 alle 19 il pubblico potrà accedere con biglietto ridotto 5 euro
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

Orari
Martedì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19
Mercoledì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19

Informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

Postmetropolis

Oggi il “mondo … è diventato, per molti aspetti pratici, una città” (Lewis Mumford, La città nella storia)… “occuparsi della città, quindi, è un modo di dedicarsi agli enigmi del mondo e della nostra esistenza” (Lea Vergine, La città e l’immaginario).

La globalizzazione sta cambiando il mondo. Anche le metropoli si stanno modificando. Complessi fenomeni di riconversione territoriale ci stanno portando verso la città del XXI° secolo, ancora tutta da definire e scoprire.

Nella realtà complessa delle megalopoli gli aspetti e le contraddizioni della città contemporanea emergono con più forza e drammaticità, sia nella negatività dello squallore sia nello splendore degli edifici. Per questo il progetto è incentrato sulle megalopoli, il terreno più adatto per un’analisi completa.

Le immagini del lavoro mostrano segni comuni e tracce, spesso difficilmente visibili e, in città lontanissime, affiorano trame identiche e identiche contraddizioni, come se quella che sta coprendo la superficie del mondo fosse un’unica, indefinita metropoli. Una metropoli senza nome, “Untitled” appunto, come molte delle immagini scattate…. “Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti”. (Italo Calvino, Le città invisibili)

Nato a Firenze nel 1962, dopo studi in architettura, Massimo Borchi si dedica alla fotografia professionale dal 1987. Nel 1991 fonda l’agenzia fotografica Atlantide Phototravel. Lavora con le principali testate di viaggio sia italiane che internazionali (Geo Special, ADAC, Merian, New York Times, National Geographic Traveler, Gente Viaggi, Bell’Europa, Viaggi e Sapori fra le altre). Dal 1995 si occupa di importanti progetti finalizzati alla pubblicazione di libri fotografici, poi pubblicati in numerosi paesi. I suoi ultimi progetti personali sono focalizzati soprattutto sulle metropoli, da sempre il campo di applicazione preferito.

Massimo Borchi – Postmetropolis
SACI – PALAZZO DEI CARTELLONI
Firenze – dal 7 novembre all’otto dicembre 2017
Via Sant’Antonino 11 (50123)
+39 055289948 , +39 0552776408 (fax)
info@saci-florence.edu
www.saci-florence.edu

Grottole – Art in Nature

La Fondazione Maria Rossi dopo il risultato ottenuto nella prima annualità di progetto, che ha visto aggiudicarsi la residenza d’artista al maestro Dario Agrimi con l’opera “Meteorite dal paradiso per un paradiso in terra”, visto il grande interesse di partecipazione da parte degli artisti, del pubblico e della stampa, rinnova il suo impegno nella realizzazione del progetto “Grottole – Art in Nature”, rendendo la realizzazione del parco una realtà viva e stabile nel territorio.
Anche per l’edizione 2018 un bando pubblico, selezionerà un artista attraverso una giuria di esperti. L’artista vincitore sarà ospitato, per due settimane, dalla Fondazione. L’artista riceverà un premio in denaro di tremila euro e una copertura delle spese di realizzazione dell’opera fino ad euro 500.
 
Nel periodo di residenza l’artista andrà a creare un’opera site specific che resterà di proprietà della Fondazione ed esposta in forma permanente nell’istituendo parco di “Grottole – Art in Nature” a Polignano a Mare (Bari), in uno spazio naturalistico/ambientale/storico di raro pregio: l’insediamento rupestre di Madonna di Grottole.
Il progetto “Grottole – Art in Nature”, ha la consulenza della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare e ha goduto nell’edizione 2017 del Patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Polignano a Mare.
Il bando è scaricabile dalla pagina web della Fondazione www.fondazionemariarossi.org o dalle pagine FaceBook Fondazione Maria Rossi Onlus e Grottole Art in Nature.
 
La documentazione potrà essere inoltrata fino al 16 gennaio 2018.

BANDO DI RESIDENZA D’ARTISTA
“Grottole Art in Nature” (Polignano a Mare – Bari).
Seconda edizione 2018

Fondazione Maria Rossi
viale Papa Pio XII, n. 25 – 70124 Bari – tel./ fax: 080. 9904691
www.fondazionemariarossi.org – fondazionemariarossi@libero.it

In nome dell’Uomo

Per la prima volta a Treviso l’arte contemporanea fa il suo ingresso nella lotta contro la violenza sulle donne. E lo fa attraverso un’importante mostra d’arte dal titolo evocativo “In nome dell’Uomo” che si terrà dal 12 novembre al 2 dicembre 2017 a Villa Guidini (Zero Branco, Treviso).

Un manifesto di denuncia che, grazie ad un importante lavoro di ricerca della curatrice Barbara Codogno, si propone come momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza. c

“In nome dell’Uomo” è un progetto d’arte contemporanea fortemente voluto e realizzato grazie al sostegno della Commissione Intercomunale Pari Opportunità (CPOI), presieduta da Simona Guardati, e i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Zero Branco. Si avvale dei patrocini della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto, Commissione Pari Opportunità Provincia di Treviso, Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Treviso; della collaborazione di Cambiamento Maschile Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Montebelluna, l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Treviso e dell’associazione culturale Cittadellarte; e del contributo di BHR Treviso Hotel, in qualità di main sponsor. “In nome dell’Uomo” è realizzata anche grazie al supporto tecnico di EtnoFilm, InPrint Pubblicità e Tanis Root.

Si potrebbe quasi dire che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all’orrore, non sappiamo più reagire. La donna però è e resta il centro dal quale si dipanano tutte le altre riflessioni sulla violenza. Che la donna subisca violenza è purtroppo assodato. Che sia l’uomo a infliggerla è purtroppo dato di fatto. Ma di che uomo stiamo parlando?

Ecco quindi un titolo importate: In nome dell’Uomo. Dove Uomo con la lettera maiuscola diventa l’Uomo che sceglie di stare al fianco delle donne, dei bambini, dei fragili, incoraggia la bellezza il talento la giustizia, combatte insieme alle donne per un mondo senza violenza.
Ma Uomo è anche la somma di “uomo e donna”, è il genere umano che fortemente deve lottare contro la violenza su bambini, animali, ambiente, omofobia.
«In nome dell’Uomo fa un passo in più – spiega la curatrice Barbara Codogno – non solo rifuggo, condanno e non pratico la violenza, ma in nome dell’Uomo sono chiamato sulla Terra per fare il bene, per fare il meglio che può fare un Uomo. Se cambiasse l’atteggiamento violento che in molti assumono, quella violenza subdola e diffusa – una consuetudine che ormai ci ha anestetizzato – allora saremo di fronte ad un cambiamento culturale epocale, che includerebbe necessariamente anche la fine della violenza sul corpo della donna».

L’Uomo di domani è un Uomo nuovo. E dice no alla violenza.

Sedici artisti, tra le eccellenze locali e nazionali che lavorano specificatamente sul tema della violenza, sono stati chiamati a presentare una loro riflessione che non vuole essere gridata ma proporre soluzioni, superamento e speranza. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “In nome dell’Uomo” affronta il tema affidandosi all’interpretazionedi ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

Emanuela CALLEGARIN / Adolfina DE STEFANI / KETRA / Antonello MANTOVANI / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Alberto SAKA / Gabriella SANTUARI / Bärbel SCHMIDTMANN / Elisabetta SGOBBI / Felice TAGLIAFERRI / Andrea TAGLIAPIETRA / Giovanni Oscar URSO / Marco VECCHIATO / Mariarosa VIO / Grazia ZATTARIN.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 17.00 e rimarrà aperta il martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00; venerdì e sabato ore 9.00-13.00; domenica ore 15.00-18.00. Ingresso libero.

Per tutta la durata della mostra si terranno visite guidate rivolte agli studenti delle medie inferiori e superiori. Per info e prenotazioni: biblioteca di Zero Branco tel. 0422-485518

INFORMAZIONI

IN NOME DELL’UOMO / L’arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017
martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00
domenica ore 15.00-18.00
ingresso libero, chiuso lunedì

Contatti

Biblioteca Comunale “Gaetano Cozzi” di Zero Branco

Via Guidini, 52 – 31059 Zero Branco

Tel 0422 485518

biblioteca@comunezerobranco.it

www.comunezerobranco.it/bibliozero

Comunicazione

Angela Forin | Tel. +39 347 1573278 | angela.forin@gmail.com | press@angelaforin.it

#newvisualexperience

MADE4ART di Milano è lieto di presentare #newvisualexperience, mostra personale dell’artista fotografo Michele di Palo (Minervino Murge, Puglia, 1983) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.

Il progetto artistico comprende una selezione di scatti realizzati da di Palo nel corso degli ultimi anni nella campagna tra Puglia e Basilicata, terra di provenienza cara all’autore, luoghi di ispirazione, riflessione e ricerca estetica.

Questa terra ricca di vita e di memoria, ripresa nella piena potenza dell’estate o nel silenzioso raccoglimento invernale, si rivela, grazie all’obiettivo del fotografo, in immagini di grande bellezza e fascino, dove la vicinanza tra le diverse colture, i solchi tracciati dalle macchine agricole e un rapporto osmotico con il cielo danno origine a inaspettati incontri tra linee e colori diversi, un’armonica astrazione creata dalla natura e dal lavoro dell’uomo. La campagna pugliese e lucana diventa per Michele di Palo un pretesto per raccontare di sé e della propria vita, per fissare precisi istanti vissuti con emozioni e ispirazioni da ricordare, come dimostrano i titoli dei lavori, alcuni dei quali riportano anche il giorno e il mese dello scatto. Le immagini fotografiche di di Palo vanno oltre la mera descrizione visiva di un ambiente naturale, suggerendo all’osservatore una nuova esperienza visuale, più intima e completa, invitandolo a scendere in profondità dentro l’anima di questi luoghi, a indagare con attenzione nella propria interiorità.

#newvisualexperience, con data di inaugurazione martedì 7 novembre 2017, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 dello stesso mese; media partner della mostra Image in Progress.

Michele di Palo.#newvisualexperience
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

7 – 20 novembre 2017
Inaugurazione martedì 7 novembre, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19, sabato ore 16 – 19
La mostra resterà chiusa al pubblico in data venerdì 17 novembre

Catalogo della Collana MADE4ART
disponibile in sede e scaricabile gratuitamente dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Media partner Image in Progress

Awareness (introspezione d’artista)

Dal 2 al 26 novembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “Awareness (introspezione d’artista)”, mostra personale di pittura di Antonella Cedro a cura di Marco Botti.
 
È il sesto appuntamento di “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto espositivo promosso dall’associazione culturale AltreMenti che vedrà coinvolti fino a dicembre artisti di talento.L’inaugurazione, a ingresso gratuito per i tesserati dell’associazione AltreMenti, si terrà giovedì 2 novembre a partire dalle ore 20 con un piccolo buffet.
Per l’occasione AltreMenti proporrà “Nail varnish game”, il gioco degli smalti. Ai presenti verranno forniti fogli e smalti colorati con i quali realizzare in breve tempo un disegno a tema libero. Alla fine una piccola giuria decreterà l’elaborato migliore, che si aggiudicherà una manicure con smalto semipermanente. Tutti i partecipanti riceveranno un buono sconto sulla stessa manicure e i vari lavori verranno esposti in un apposito spazio all’interno di Corpo e Mente.
La serata inaugurale sarà impreziosita dalla cantante Arianna Bassi, in arte Rina, accompagnata dalla chitarra di Andrea Ciri e dalla voce di Laura Giannini per alcuni imperdibili duetti.LA MOSTRA
La protagonista di novembre a Corpo e Mente è l’artista aretina Antonella Cedro, autrice anticonformista che trae dall’imperfezione la linfa per una cifra stilistica distintiva, capace di intrigare lo spettatore.
Il titolo “Awareness” ci parla di una nuova “consapevolezza” raggiunta – personale e artistica – che si riflette sul nucleo di opere che è stato realizzato per l’occasione.
Il linguaggio della Cedro – come sempre in bilico tra figurazione e astrazione – si trasforma in un viaggio dell’anima, un percorso alla ricerca di se stessa che si dipana nei meandri dell’io più nascosto. È così che il mondo dell’artista si popola di “forme informi”, di figure arcane e aliene, di simbologie primordiali.
Anche in questa nuova serie la tavolozza della Cedro è come sempre articolata. La pittrice si esprime attraverso un’intricata trama coloristica su qualsiasi materiale – anche di recupero – lavorando con pennellate spontanee, senza ripensamenti, che catturano puntualmente l’attenzione di chi osserva la sua arte in continua evoluzione.

L’ARTISTA

Antonella Cedro è nata nel 1962 ad Arezzo, città dove vive e lavora. Si diploma all’Istituto d’Arte di Arezzo e quindi si specializza in Grafica pubblicitaria a Firenze.
Nel 1994 è co-fondatrice, assieme a Simonetta Ghezzi ed Elisabetta Spighi, del gruppo Eva Eva Eva, con cui fino al 2000 si fa conoscere in varie parti d’Italia. In seguito prosegue da sola nel suo percorso di ricerca artistica.
Oggi la pittrice toscana espone con regolarità e organizza periodicamente eventi collettivi di pittura, grafica, fotografia e fumetto nel territorio aretino.
Tra le mostre personali degli ultimi anni si segnalano Volutamente imperfetto del 2013 alla Galleria Villicana D’Annibale di Arezzo, la bipersonale Aerea del 2015 con Gea Testi nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, Razzìa del 2015 al Circolo Artistico di Arezzo, The game of opposites al Caffè La Saletta di Cortona nel 2016 e Centripeto a Corpo e Mente di Arezzo nel 2016.

IL PROGETTO
Dal 2 marzo al 31 dicembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di Laura Giannini, in via Tanucci 21 ad Arezzo, ospita “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto promosso dall’associazione culturale AltreMenti e curato da Marco Botti. Mostre che tra fotografia, disegno e pittura si svilupperanno nella grande hall e nelle sale del centro benessere, esaltandone la vocazione artistica e poliedrica.

www.associazionealtrementi.altervista.org