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Città Domestica, dal cucchiaio alla città

L’associazione Seriatese Arti Visive A.S.A.V., in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Seriate, con il patrocinio dell’ Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Bergamo, in partnership con la rivista di arte e cultura Art App, presenta “Città Domestica, dal cucchiaio alla città“, una collezione di opere di Cesare Rota Nodari.

In mostra sessanta piccoli disegni che sono ipotesi di architetture singole che accorpate creano strutture più complesse come la città; un modello di architettura, un prototipo che si declina in quattro versioni da lui immaginate: la città moderna, turistica, seduta e d’autore.

Il suo è un lavoro di ricerca che spazia in svariate discipline, si affida alla pittura figurativa, trae ispirazione dai piccoli utensili quotidiani di uso comune, di quelli che si trovano in ogni casa.

Cesare Rota Nodari ha una personalità eclettica che lo rende incline a osservare il mondo da diverse prospettive con l’intento di estrapolare un racconto, un filo conduttore che sveli, o quanto meno rappresenti, la realtà che ci circonda. Una realtà fatta di mille sfaccettature, di colori e forme che si relazionano, di oggetti che sanno animarsi e divenire altro.
L’esposizione vuole essere l’occasione per arricchire ulteriormente la ricerca intrapresa dall’autore offrendo la possibilità a chiunque lo desiderasse di interagire attivamente con alcune delle opere esposte. L’allestimento e il catalogo della mostra sono curati dall’architetto Edoardo Milesi e dai suoi collaboratori.

Biografia
Cesare Rota Nodari, laureato in Architettura, si è dedicato per diversi anni all’insegnamento e alla libera professione che svolge tuttora. Ha realizzato in Italia e all’estero edifici per la residenza, per la sanità, per il culto, per l’istruzione; edifici industriali; biblioteche pubbliche; restauri conservativi di edifici storici monumentali. Ha progettato diverse opere di design per la produzione seriale di arredi e complementi per la casa. Ha esposto in diverse mostre, opere di architettura, design, pittura e ceramica. Ha ricoperto incarichi in organismi scientifici nazionali e internazionali nell’ambito della salvaguardia e dello studio del patrimonio storico-artistico. Sue opere hanno ottenuto premi in concorsi nazionali e internazionali e recensioni in riviste d’arte e di architettura. È autore di testi scolastici, di saggi monografici d’arte e di architettura, di libri per bambini. È accademico attivo dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.

VERNISSAGE
domenica 10 dicembre 2017 – ore 10.30
sala espositiva “Virgilio Carbonari”
piazza Alebardi 1, Seriate (BG)
INGRESSO LIBERO

INCONTRO | DIBATTITO
Edoardo Milesi incontra Cesare Rota Nodari
Il limite della figura
lunedì 11 dicembre 2017 – ore 21.00
biblioteca civica “Giacinto Gambirasio”
via Italia 58, Seriate (BG)

Qualsiasità

Sabato 9 dicembre inaugura a Pesaro in Pescheria, la mostra fotografica ‘Qualsiasità’ curata da Alessandro Dandini de Sylva.

Parte così il calendario 2017/18 delle attività della ‘nuova’ Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive; la scelta della fotografia – linguaggio universale e ‘democratico’ – conferma in pieno la mission della Fondazione, nata con l’idea ferma di parlare ad un pubblico ricco ed eterogeneo e di aprirsi alle eccellenze artistiche nazionali e internazionali attraverso il dialogo con soggetti diversi.

Il progetto espositivo è dedicato alla ricerca fotografica di Guido Guidi e ad una nuova generazione di artisti testimoni della sua particolare attitudine: nei primi anni ottanta del novecento, Guidi avvia un’esplorazione del paesaggio tra Emilia Romagna e Veneto in perfetta continuità con l’esperienza del cinema neorealista.

Il titolo scelto è infatti liberamente ispirato ad una citazione di Cesare Zavattini, voce del Neorealismo italiano. Il pubblico potrà ammirare più di novanta fotografie che raccontano la provincia italiana tra Cesena, Ravenna, Faenza, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda: quelle immagini sono il risultato delle indagini compiute sul territorio romagnolo dal 1984 al 2015 da Cesare Ballardini, Cesare Fabbri, Jonathan Frantini, Marcello Galvani, Guido Guidi, Francesco Neri, Luca Nostri.

Nel lavoro dei sette fotografi’ – spiega il curatore Alessandro Dandini de Sylva – ‘la ‘qualsiasità’ dello sguardo si traduce in fotografia del quotidiano, attenta agli aspetti minori del territorio e rivolta al paesaggio immediatamente vicino, vissuto come luogo primo dell’osservazione.’

Con uno stile documentario, le fotografie riescono a fornire una descrizione non retorica di luoghi considerati marginali dall’iconografia ufficiale. Ne emerge una geografia italiana ‘preziosa’ perché, anche a distanza di pochi anni, assume già un inestimabile valore storico a fronte delle rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio.

Promossa dalla Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, ‘Qualsiasità’ è una produzione della Fondazione Malaspina di Ascoli Piceno – piattaforma sperimentale per la ricerca sulla fotografia contemporanea fondata nel 2016 – che in questo momento sta restaurando la sua sede (un palazzo storico del Cinquecento) danneggiata dal terremoto dello scorso anno. La mostra torna in Italia dopo una prima tappa internazionale a Londra all’Istituto Italiano di Cultura, dove era stata selezionata nel programma ufficiale di Photo London. L’appuntamento di Pesaro offre un percorso espositivo ampliato che si arricchisce per l’occasione di fotografie inedite degli anni ’80 di Guido Guidi.

Pop Art: Perché Roma?

Se Andy Warhol era il re di New York, Mario Schifano lo era di Roma!

Questo l’incipit della mostra “Pop Art: Perché Roma?” al Museo Civico di Asolo (Tv) dal 17 dicembre 2017 al 2 aprile 2018, un excursus sulla Pop Art italiana una delle più emblematiche correnti artistiche della storia del Novecento, capitanata dal genio indiscusso di Mario Schifano con l’obiettivo di far dialogare le opere di arte moderna ospitate nella collezione permanente del Museo Civico con gli smalti grondanti e gli acrilici di un gruppo di ricercatori che venne poi conosciuto come la Scuola romana dell’avanguardia dei pittori “maledetti”.

La mostra, organizzata dalla Città di Asolo – Assessorato alla Cultura, dal Museo Civico e dall’agenzia MV Eventi di Lonigo (Vi) di Matteo Vanzan, e resa possibile grazie al prezioso supporto degli sponsor Cassa di Risparmio del Veneto, Settentrionale Trasporti, Piazzetta, Scarpa, Allianz Assicurazioni, Studio Bacchin e Associati, Tenuta Amadio, Progress Profiles e Abitare ad Asolo, sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Asolo con la presentazione di Francesco Boni e della curatrice d’arte Enrica Feltracco.

Il percorso espositivo continua attraverso le opere di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Renato Mambor Aldo Mondino, Mario Ceroli, Lucio del Pezzo, Cesare Tacchi, Umberto Bignardi, Concetto Pozzati e di tutti gli altri protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, offrendo una panoramica di una generazione di artisti che, al Caffè Rosati, discuteva influenzandosi a vicenda raccontando, nella loro purezza espressiva, il cambiamento di un’epoca dove televisione e radio erano il sottofondo tecnologico per la rivoluzione dello sguardo che tutti noi viviamo oggi. Grandi rivoluzionari? Forse sì, forse no, ma sicuramente dopo il loro passaggio, l’Arte non è più stata la stessa.

La mostra, che sarà accompagnata da un volume, avrà i seguenti orari: venerdì: 15.00 – 19.00; sabato, domenica: 9.30 – 19.00. Chiuso il 25 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.

Mario Schifano
Nato ad Homs (Libia) il 20 settembre 1934 e morto a Roma il 26 gennaio 1998, Mario Schifano è, come lo ricordò Goffredo Parise, “un uomo di trent’anni, di tipo sommariamente mediterraneo, se non arabo. In riposo il suo corpo, alto circa un metro e settanta, del peso di cinquantacinque chili, visto da angolazioni e distanze diverse, rivela anzitutto un languore felino, innocente ed attonito. Come un piccolo puma di cui non si sospetta la muscolatura e lo scatto”; ha esposto in tutto il mondo, partecipando a cinque Biennali di Venezia, di cui una con una sala personale curata da Achille Bonito Oliva; le sue opere sono esposte nei principali Musei nazionali ed internazionali. Considerato a buon titolo non solo uno tra i più grandi artisti del nostro dopoguerra, ma l’unico in grado di diventare personaggio autentico tra Dolce Vita e maledettismo di borgata, Mario Schifano ci ha fatto ben capire che fenomeni come lui non esistono più. Inutile andare a cercarli. Una pittura carica di significato e indissolubilmente legata alle proprie vicende personali (come la crisi esistenziale che lo colpì verso la fine degli anni settanta che superò attraverso il ritorno alla pittura più sfacciatamente materica dei Gigli d’acqua e dei Campi del Pane), nella quale il Monocromo rappresenta solo il punto di partenza per una nuova celebrazione dell’atto pittorico, ora fatto di percezione e realtà; l’opera di Schifano non si esaurisce nell’atto formale del dipingere, ma crea nuove regole d’azione e di pensiero filtrate dall’aggressione verso la tela-diario, monitor concettuale dell’intreccio tra arte e vita.

POP ART: PERCHE’ ROMA?

17 DICEMBRE 2017 – 2 aprile 2018

Asolo (TV), Museo Civico – via Regina Cornaro 74

Ingresso: intero 8 €; ridotto 6 €; ingresso famiglie 22 € (2 adulti e 2 minori)

Visite guidate su prenotazione

Info e prenotazioni: Mail. info@museoasolo.it / Tel. 0423952313

Formazione visiva

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018, “Formazione visiva”, la consueta collettiva di Natale con opere pittoriche, scultoree e fotografiche di quaranta autori contemporanei, da Arcangelo, Julia Bornefeld e Davide Bramante a Francesco Stefanini.

In esposizione, opere di Arcangelo, Silvia Argiolas, Julia Bornefeld, Davide Bramante, Marco Catellani, Marco Cingolani, Lucia Conforti, Giovanni Laurent Cossu, Giuseppe De Luca, Vincenzo De Simone, Josè Demetrio, Friedrich Einhoff, Omar Galliani, Salvatore Garau, Marco Gerra, Luca Giacobbe, Federica Giulianini, Marino Iotti, Ludmila Kazinkina, Fiona Kennedy Altoft, Paolo Minoli, Nicoletta Moncalieri, Fabio Nicotera, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Mario Schifano, Kai-Uwe Schulte-Bunert, Enzo Silvi, Sebastiano Simonini, Francesco Stefanini, Egger Ulrich, Riccardo Varini.

Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con le ricerche di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli e Oscar Piovosi, artisti e soci che animano gli spazi dell’ Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea con momenti di dialogo e riflessione.

«La mostra – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce dall’incontro tra la mia personale raccolta d’arte, maturata nei decenni, e le opere degli artisti presentati dal 1994 ad oggi in Galleria. Uno spazio che vive grazie al prezioso supporto dei soci e degli sponsor che ci permettono di proporre alla città mostre di artisti affermati, di eccellenze del territorio e di giovani talenti».

La collettiva, che sarà inaugurata sabato 9 dicembre 2017 alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 13 gennaio 2018, martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, www.csart.it/875, ginodifrenna875arte@yahoo.it).

“Formazione visiva” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che nel 2017 è diventata rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Il 16 e il 17 dicembre 2017 si terrà “In Contemporanea – Fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00. Domenica 17 dicembre, alle ore 11.00, “Dolci di Natale”, una colazione in galleria tra arte e convivialità.

Bangkok

Gagosian annuncia la mostra Bangkok di Andreas Gursky. Sarà esposta per la prima volta in Italia una selezione di fotografie dalla serie omonima del 2011 e la monumentale opera Ocean VI (2010). La mostra coincide con il decimo anniversario dell’apertura di Gagosian a Roma.

Gursky ha dimostrato che un fotografo può ideare e costruire, piuttosto che semplicemente “scattare” foto del mondo contemporaneo, e realizzarle con la stessa scala della pittura monumentale. Così come i pittori di storia del passato trovavano i loro soggetti nella vita quotidiana, anche Gursky trae ispirazione dalla sua esperienza visiva personale e dai fenomeni globali comunicati​ dai media.

Nella primavera del 2011 Gursky visita Bangkok e osserva il fiume Chao Phraya che scorre attraverso la città sfociando nel Golfo del Siam. Nelle fotografie di questa serie, l’artista immortala da vicino la superficie tremolante del fiume con le sue luminose increspature catturate in un’estesa struttura verticale a suggerire gli effetti cromatici dell’Impressionismo, o le intense composizioni dei modernisti americani del dopoguerra. Il fiume, nella sua costante trasformazione, mostra un mutevole e cangiante disegno; una simmetria come nelle immagini di Rorschach; o, come in Bangkok VI, una luminosa fascia turchese riflesso​ della rete di plastica di un ponteggio per costruzioni.

Come i corsi d’acqua urbani in tutto il mondo, tra i quali anche il Tevere a Roma, il Chao Phraya attraverso l’obiettivo di Gursky rivela le sue diverse nature: discarica per ogni tipo di rifiuto; crogiolo di squilibri naturali; riflesso della città moderna in uno stato di flusso costante.

Per la serie fotografica Oceans Gursky ha reperito foto satellitari in alta definizione, da cui ha generato la sua personale interpretazione di mare e terra, consultando mappe dei fondali per ottenere la giusta densità visuale. Dominata dall’Atlantico, con le isole caraibiche e parti della costa del nord e sud America visibili ai confini più estremi, Ocean VI sottolinea la vulnerabilità dei continenti della Terra, mentre i livelli degli oceani aumentano ad un ritmo crescente.

ANDREAS GURSKY
Bangkok

Inaugurazione: giovedì 14 dicembre, ore 18-20
14 dicembre 2017 – 3 marzo 2018

Gagosian
Via Francesco Crispi 16
00187 Roma
+39 06 42086498 – roma@gagosian.com

THESE JAPANESE

La galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio presentano la mostra di opere fotografiche di artisti giapponesi, Takuma Nakahira, Yutaka Takanashi, Daido Moriyama, Susumu Matsushima, Hitomi Watanabe, Kazuo Kitai, Eikoh Hosoe e Miyako Ishiuchi, provenenti dalla collezione di Angelo Ceglie, appassionato di fotografia.

Realizzate in Giappone tra gli anni Sessanta e Settanta, le fotografie in mostra sono la testimonianza di una stagione ricca di cambiamenti e il punto di partenza della maggior parte delle forme espressive attuali. Il rigore compositivo ed estetizzante di Eikoh Hosoe e l’approccio radicale di Takuma Nakahira, i racconti urbani di Yutaka Takanashi e le geniali ossessioni di Daido Moriyama, lo sguardo sensibile e sgranato di Miyako Ishiuchi e le cronache della protesta di Hitomi Watanabe e Kazuo Kitai, per finire con le pin-up sensuali e colorate di Susumu Matsushima; questo il racconto di un mondo in costante e tumultuoso mutamento, riportato da punti di vista diversi e dissonanti, destinati comunque a divenire imprescindibile “storia della fotografia”.

Completano il ritmo del progetto espositivo l’associazione di queste opere con alcuni pezzi dal design originale scelti da Stefano Straziota, direttore creativo della galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio, attraverso lo studio della forma e della decorazione.

THESE JAPANESE
Fotografi in un tempo turbolento.
Così lontani, così vicini.

Dal 5 dicembre fino al 12 gennaio 2018

OPENING
Martedì 5 dicembre
ore 20:00

con videoinstallazioni a cura di
Francesco Castellani, Cellule Creative Studio e Angelo Ceglie

Misia Arte Sas
Via Putignani 153
70122 – Bari
+39 080 5212826
+39 347 6050000 (mobile)

Cartographie. Mappe interiori

Dal 3 al 17 dicembre 2017 lo Studiolo del Circolo Artistico di Arezzo, in Corso Italia 108, ospita “Cartographie. Mappe interiori”, mostra personale di pittura di Laura Serafini.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30; sabato e domenica dalle 10 alle 19,30.
Domenica 3 dicembre, alle ore 17, il brindisi inaugurale alla presenza della pittrice.

LA MOSTRA:
Laura Serafini torna a esporre con una personale nella sua città e lo fa in uno dei periodi più belli dell’anno, quello prenatalizio. Lo Studiolo del Circolo Artistico, al piano terra di Palazzo Guazzesi, diventa il luogo ideale per presentare al pubblico la sua produzione recente.

La carta, con i segni del tempo, è da anni il supporto privilegiato delle opere dell’artista aretina, perché racconta una sua storia, simboleggia il progetto, lo studio, la riflessione.
Nell’arte della Serafini i cartamodelli, le mappe e le carte nautiche sono elevate a ruolo di trama/destino, come un dna reso visibile con linee, numeri e punti. Su di loro si sviluppa magicamente la figura umana disegnata, che è lieve, inconsistente e capace di interagire con la base.

«Le cartografie sono la rappresentazione simbolica di informazioni tecniche e scientifiche. Nel mio lavoro le utilizzo perché contengono dati esatti, descrivono luoghi, distanze, aspetto e struttura – spiega la pittrice. – Mi affascina la relazione tra la biologia dell’essere umano e queste carte complesse, che richiedono informazioni e competenze per essere decodificate. Nascono così racconti, quasi confidenze che parlano di identità, legami e ricerca di una piccola particella a cui appartenere».

Quelle di Laura Serafini sono mappe dell’anima, codici tracciati sulla pelle da un’autrice che, in ogni sua opera, ci svela la ricerca continua di un punto di equilibrio tra disegnare un corpo e rappresentarne le pulsioni.
«Siamo il risultato di una strana alchimia tra origine e cammino, luogo e tempo – chiosa l’artista. – In un tempo di rabbia e incertezza esprimo il malessere di crescere, l’indagine identitaria, lasciando i corpi al loro percorso, sottovoce, come un sussurro che calma lo spirito. La terra è la mia genesi: non devo far altro che seguire il segno e incedere in cerca di me stessa».

L’ARTISTA:
Laura Serafini è nata a Subbiano nel 1965 e vive e lavora ad Arezzo. Inizia a dipingere da autodidatta e in seguito approfondisce la conoscenza delle tecniche frequentando corsi di pittura, scultura, disegno da vivo e nudo dal vero.
Con uno stile figurativo in costante evoluzione, intraprende negli anni un percorso che la porta a indagare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni e a riflettere sulla costruzione dell’identità.
Dal 2005 espone con personali e collettive in Italia, Francia, Germania e Bulgaria. Negli anni ha partecipato a rassegne d’arte, concorsi, premi nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti.
Le opere di Laura Serafini sono in mostra permanente a La Torena Galleria d’Arte di Cortona (Ar), al Grantfield Design Studios and Gallery of Art di Anghiari (Ar) e alla Down to Art Gallery di Gent (Belgio).

www.lauras.it

Les murs. Rue de l’esperance

Muri e muri. Psicologici e fisici. Corpi in attesa, corpi che interrogano. Diciassette sono le opere tratte dall’ultimo progetto Rue de l’esperance – che vede la prima esposizione in Italia – e sei le opere tratte da Libre circulation – già esposte in Italia, la cui prima tappa è stato il Museo di Villa Croce a Genova – per raccontare LES MURS.

Così Sandra Solimano: […] le fotografie di “Libre circulation” appaiono in qualche modo come il frutto di un onirico reportage,[ …] l’uomo e la donna compaiono nella sequenza fotografica […] come pedine sulla scacchiera di un gioco crudele, eppure non indifferente alla categoria del bello nell’elegante partitura di luci e ombre, nella ricercata composizione a dittico, nelle posture stesse dei modelli, teatrali e scenografiche, nel loro riferirsi più che alla vita a una sorta di rappresentazione […].

Nelle fotografie di Rue de l’esperance (una novantina di opere) a creare la ‘scena’ contribuiscono: modelli e modelle ripresi i in studio, disegni degli anni novanta/duemila, tracce di graffiti, parole e frammenti di murales fotografati nelle strade di Parigi e oggetti costruiti in 3D, nell’intento di dare visibilità ai conflitti, alla disumanità, alla seduzione, alle relazioni di coppia, al tempo che passa, alle speranze.

Riccarda Montenero – Les murs. Rue de l’esperance
MUTABILIS
Torino – dal 28 novembre al 9 dicembre 2017
Via Dei Mille 25/c (10123)
+39 01119703172
info@mutabilislab.com
www.mutabilislab.com

Romantica

Bolli&Romiti chiude il 2017 con un’asta dal titolo ambivalente ROMANTICA che si svolgerà martedì 5 dicembre 2017 alle ore 15.00.

Una scelta selezione di oggetti che riguardano l’arte classica, per forme e stili, si associa ad arredi e dipinti che suscitano sentimenti legati al tema amoroso.

L’asta è divisa in due sezioni. La prima, dal lotto 1 al 214, riguarda un compendio di antichi arredi e oggetti fra i quali spiccano un tavolino con piano in marmi policromi e mosaico minuti (lotto 17), una veduta di Castel S.Angelo attribuita a Jakob Van Lint (lotto 27), l’importante canterano Albani (lotto 33), una grande pendola in porcellana policroma di Meissen (lotto 63), una coppia di scrivanie toscane del ‘700 (lotto 87), una coppia di nature morte di Giacomo Nani (lotto 102), un grande bronzo di Giovanni De Martino (lotto 105), una grande tela di Giovanni Battista Spinelli (lotto 112), una splendida allegoria di Giuseppe Bartolomeo Chiari (lotto 161) ed una incantevole veduta di Roma di Franz Kaisermann ad acquarello su carta (lotto 22).

La seconda sezione riguarda invece una collezione di antichi argenti e gioielli che comprendono quattro candelabri romani di Stefano Fedeli (lotto 233), una caffettiera romana di Francesco Ossani (lotto 234), una zuppiere inglese di Sebastian Harry Garrard (lotto 262), uno splendido rinfrescatoio inglese datato 1686, opera di George Garthorne (lotto 274), una coppia di vasi medicei in ametista e argento di Karl Fabergé (lotto 278), un anello con smeraldo e diamanti di Cartier (lotto 387), un’elegante spilla di Missaglia (lotto 364), un anello Bulgari con diamante ed un anello Tiffany con diamanti, zaffiri e perla South Sea (lotto 383) ed un altro con un grande diamante di ct. 4,82 colore M/N.

Bolli&Romiti inaugurerà il 2018 con un altro importante appuntamento il 20 febbraio.

Per consultare il catalogo online:
www.bolliromiti.it

Per maggiori informazioni, valutazioni e stime:
info@bolliromiti.it – tel./fax +39 063200252 – Cell. +39 336546047

IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI

Il MuMa, Museo della Maiolica di Laterza, ospita una preziosa collezione di albarelli, realizzati nel XVIII sec a Laterza, appartenenti alla collezione Virgilio Chini, luminario della medicina italiana vissuto tra il 1901 e il 1983.
In mostra ventinove albarelli finemente decorati, con scene di vita e ricchi di informazioni stilistiche e caratterizzati dai colori turchini tipici della produzione laertina del tempo. La loro produzione si fa risalire al 1700, il momento storico nel quale Laterza è centro di produzione ceramica dall’indiscusso pregio artistico e culturale.Questa mostra, e la possibilità di presentare ai cittadini di Laterza e ai visitatori del MuMa una nuova collezione di maioliche nate e prodotte nel territorio, si deve alla sinergia e alla collaborazione con il Museo Civico di Bassano del Grappa, che conserva per intero gli oggetti preziosi e le opere appartenuti a Virgilio Chini.

Il MuMa, nato per recuperare e coltivare la memoria dell’arte maiolica che ha reso grande il nome di Laterza nel mondo, continua con questa esposizione, la ricerca sul territorio di manufatti in ceramica che nel tempo hanno trovato dimora lontano dal loro luogo di origine.
A conferma dell’attenzione storiografica e biografica intorno ai collezionisti e ai mecenati che hanno raccolto opere, le hanno collezionate e difese dal tempo e dall’oblio, il museo dedica una sezione ai ventinove albarelli appartenuti a Virgilio Chini, che vanno ad affiancare e ad ampliare le ceramiche di Laterza della Collezione Tondolo ospitate al MuMa dalla fine del 2015.

Virgilio Chini è uno di questi illuminati personaggi: nato a Bassano del Grappa, nel 1924 si laurea in Medicina e Chiurgia presso l’Università degli studi di Padova. Negli anni che vanno dal 1948 al 1971 fu ordinario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Bari. Nel 1975 ottiene il sigillo aureo dell’Università di Bari e nel 1976 la cittadinanza onoraria. Uomo dall’alto valore etico e morale. “Grande umanista e appassionato di cultura classica”, così lo descrive il professor Lorenzo Bonomo, in un ricordo scritto per la Società Italiana di Medicina Interna.
Innamorato delle tante cose che la terra pugliese offriva Chini costruisce la sua collezione che venne successivamente donata al Museo Civico di Bassano del Grappa.
La mostra, nell’ambito dell’iniziativa “La Murgia abbraccia Matera” vanta il patrocinio della Regione Puglia, dell’Aicc, dell’Università degli studi di Bari, del Comune di Bassano del Grappa e dei Musei Civici di Bassano, della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa, dell’Università di Bari e del Comune di Bassano del Grappa.

IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI
Dove: MuMa, Palazzo Marchesale, Laterza (Ta)
Quando: dal 2 Dicembre 2017 al 31 Maggio 2018
Presentazione del catalogo e a seguire inaugurazione: 2 dicembre, ore 19:30
A cura di: Nicola Zilio
Allestimenti e visite guidate: Chiave di Volta soc. coop.
Catalogo: I CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA LAERTINA NELLE COLLEZIONI PRIVATE
Autori delle schede: Nicola Zilio, Domenica Bellini
Progetto grafico: Vitantonio Fosco
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19
Sito: www.mumalaterza.it www.laterzaturismo.com
Mail: info@mumalaterza.it
Telefono: 3335726138

I Grandi Maestri

Arriva a Roma, nella sua unica tappa italiana, la mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica ospitata al Complesso del VittorianoAla Brasini dal 16 novembre 2017 al 18 febbraio 2018.

La mostra, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto ed è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica indaga per la prima volta la grande rivoluzione del mondo della fotografia, e in genere della visione, resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi. Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall’archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

Foto dopo foto, questa mostra rivela come gran parte delle immagini impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica e come tutte queste fotografie costituiscano quindi un ampio caleidoscopio delle tendenze fotografiche e degli sviluppi degli ultimi dieci decenni.

Nel 1914 grazie Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm. L’ideazione della “Ur-Leica” segna la nascita di una fotografia dinamica e con un’enorme portata creativa, offrendo al fotografo innumerevoli nuove forme di espressione e permettendo di osservare il mondo in molti modi, e continua a farlo anche oggi. Se lo stile è fatto di visione e di tecnica, non c’è dubbio che l’esistenza di un nuovo apparecchio, duttile e flessibile, in grado di seguire il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione, da quelle più intime alle più ufficiali, ha permesso a generazioni di autori di vedere, immaginare, documentare e riprendere in un modo diverso la realtà.
Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina. Primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

La mostra è composta da 16 sezioni che intrecciano insieme l’ordine tematico con la cronologia, in un percorso che va dalla nascita della prima fotocamera Leica fino alle più recenti visioni. Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all’uso della fotografia come strumento di propaganda. Ma anche ad un tipo di ricerca più umanista, infatti la Leica arriva ad essere utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada. Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d’elezione. Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Il 15 novembre la carriera di Gianni Berengo Gardin, probabilmente il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, sarà onorata dal Leica Hall of Fame Award conferito da Leica Camera AG a Roma. Una selezione delle sue opere è presente in mostra.

Elenco sezioni
Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi.

L’iniziativa è promossa da Generali Italia – sponsor della mostra – tramite il programma Valore Cultura, che ha l’obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Contrasto.

In Contemporanea

A partire da novembre 2017 “In Contemporanea” si trasforma e passa dall’essere un evento annuale a strutturarsi in una rete di Gallerie d’Arte Contemporanea di Reggio Emilia attiva tutto l’anno con mostre incontri ed eventi.
Patrocinata come di consueto dal Comune di Reggio Emilia, la manifestazione si arricchirà nel 2017 con una nuova collaborazione istituzionale con la Fondazione Palazzo Magnani.Una sinergia che il presidente della Fondazione, Davide Zanichelli, vede nell’ottica di un potenziamento delle attività culturali a partire dal coinvolgimento, più ampio e intenso, tra i soggetti che operano nel campo dell’arte, quindi gallerie e istituzioni, al fine di contribuire allo sviluppo delle iniziative del territorio, fondamentali per la crescita culturale e la salute del corpo sociale. La Fondazione inaugura così le attività raccolte sotto il programma “Art Around”, dialoghi e incontri con chi sul territorio si occupa di arte per professione.
Nei mesi di novembre e dicembre proprio a Palazzo Magnani, si terranno tre incontri con i galleristi della rete sul tema del mestiere di gallerista, sul mercato dell’arte e il suo funzionamento e sulle professioni che ruotano intorno alle gallerie d’arte.

Il ciclo di incontri “Art Around”, declinato nello specifico “In Contemporanea a Palazzo Magnani”, è realizzato con il sostegno di Miselli, accessories for hydraulic components e Zuliani Impresa Edile. Le serate si terranno ogni venerdì alle 18.30, dal 17 novembre al 1 dicembre 2017, nella sala A. Gualdi al secondo piano di Palazzo Magnani (Corso Giuseppe Garibaldi 29). A moderare gli incontri sarà Marta Santacatterina, giornalista e storica dell’arte.

Primo appuntamento, il 17 novembre, con la Galleria de’ Bonis. Stanislao de’ Bonis e Margherita Fontanesi con l’incontro “Il gallerista, una guida nel mercato dell’Arte” illustreranno come il gallerista possa aiutare il collezionista o l’aspirante tale a districarsi nella giungla del mercato dell’Arte, evitando di incappare in incauti acquisti e strutturando una collezione che possa anche diventare un piccolo o grande investimento.

Venerdì 24 novembre sarà poi la volta di 1.1_ZENONEcontemporanea e di Galleria 8,75 Artecontemporanea con il tema “Esordienti & Esorditi”. Antonio Malagoli, Sebastiano Simonini e Gino Di Frenna racconteranno le loro esperienze vissute con artisti emergenti, illustrando come si lavora con giovani che si affacciano sul mercato, magari anche per la prima volta, e come ci si possa avvicinare, da collezionisti, al loro lavoro. Parteciperanno all’incontro anche alcuni giovani artisti che potranno suggerire il loro punto di vista, le aspirazioni, le difficoltà e le modalità usate per approcciare il mercato dell’arte.

Venerdì 1 dicembre saranno a Palazzo Magnani Bonioni Arte e Vicolo Folletto Art Factories. Federico Bonioni tratterà il tema “La Galleria fuori dalla Galleria. Mostre pubbliche e progetti curatoriali”, mentre lo staff di Vicolo Folletto con “Think Different: un approccio diverso all’arte contemporanea”, racconterà quale possa essere lo spazio di movimento per una galleria che solo in tempi molto recenti si è presentata alla città.

Sabato 16 e domenica 17 dicembre farà seguito al ciclo di incontri a Palazzo Magnani un weekend in cui le gallerie resteranno aperte con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00 per accogliere i visitatori nei propri spazi e raccontare i dietro le quinte del proprio lavoro. Si tratterà di una ideale “fiera diffusa” il cui contenitore sarà il centro di Reggio Emilia e gli stand le gallerie partecipanti.

Nei diversi spazi espositivi aderenti il pubblico si potranno trovare le seguenti mostre:
Galleria de’ Bonis (viale dei Mille 44, www.galleriadebonis.com), “La Pittura in Italia, anni ’30 – anni ’50” (Guttuso, Sironi, Morandi, Birolli, Gianquinto, Maccari, Morlotti, Sughi, Vespignani). Fino al 13 gennaio 2018.

Bonioni Arte (Corso Garibaldi 43, www.bonioniarte.it), “Frammenti. Venti artisti dagli anni ’50 ai giorni nostri” (Accardi, Angeli, Baricchi, Biasi, Boetti, Bonzanos Art Group, Capogrossi, Cosi, Cotani, Festa, Fontana, Freschi, Gilardi, Habicher, Minoli, Pellegrini, Pomodoro, Pulcinelli, Vermi, Veronesi). Dal 24 novembre 2017 al 31 gennaio 2018.

Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso G. Garibaldi 4, www.csart.it/875), “Formazione visiva” (Arcangelo, Bornefeld, Bramante, Ferrari, Forgioli, Stefanini e altri). Dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018.

1.1_ZENONEcontemporanea (Via San Zenone 11, www.zenonecontemporanea.it), Alessandro Turoni, “Alterazioni Naturali”, fino al 26 novembre 2017. La mostra rimarrà anche aperta il 16 ed il 17 dicembre 2017.

Vicolo Folletto Art Factories (Vicolo del Folletto 1, www.vicolofolletto.it), Mimmo Paladino, “Opera Grafica 1984 – 2008”, fino al 14 gennaio 2018.

Tutte le informazioni sul progetto, le gallerie, le mostre e gli eventi sono disponibili sul sito www.incontemporanea.eu. Sono attivi anche i social della rete: www.facebook.com/InContemporaneaRE, http://twitter.com/contemporaneaRE. Hashtag: #InContemporaneaRE.