sabato 27 marzo 2021

L’arte nel quotidiano come respiro della città


Un’idea di arte che esce dai luoghi che la rappresentano – teatri, musei, gallerie… – e che sconfina, conquista spazi e progetti nuovi, si diffonde nella città per promuovere un apprendimento che connette saperi diversi e per contribuire alla costruzione di un pensiero capace di coniugare razionalità e immaginazione.

Questa l'idea alla base della rassegna "L’arte come respiro della città", a cura di Comune di Reggio Emilia, Fondazione Palazzo Magnani, Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Reggio Children, Fondazione Reggio Children e Reggio Emilia Città senza Barriere.

Martedì 30 marzo alle ore 16.30 il secondo incontro, in diretta su zoom dal titolo 0-99 "L'arte nel quotidiano".

Si parlerà di lavoro come opera d’arte, arte e alzheimer, museo tra i banchi di scuola e Atelier Plurale. Modera James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense.


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lunedì 22 marzo 2021

La mente ostile e le Forme dell’odio contemporaneo


"La mente ostile - Forme dell’odio contemporaneo"  è il titolo dell'ultimo libro di Milena Santerini, edito dalla Raffaello Cortina Editore. Oltre ad insegnare Pedagogia generale all’Università Cattolica di Milano, la Santerini è vicepresidente della fondazione Memoriale della Shoah di Milano e, da gennaio 2020, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo.

"L’odio sembra una realtà dominante nella storia dell’umanità e nel mondo globale, diviso e polarizzato. Noi si contrappone a loro, percepiti non come singoli individui, ma come un gruppo nemico verso cui si nutre pregiudizio e intolleranza: stranieri, ebrei, rom, musulmani, donne, omosessuali, persone fragili...

Ma la nostra mente è per natura ostile? Il cervello è irrimediabilmente programmato per l’odio? Anche se meccanismi inconsci spingono gli esseri umani a percepire con paura le diversità, le neuroscienze descrivono menti empatiche, che si rispecchiano e si identificano con l’altro in modo innato. In realtà, sono le politiche dell’odio che costruiscono il nemico e ci manipolano. Le folle emotive rincorrono fake news e complottismi, le posizioni si polarizzano, la violenza può diventare estrema. Mutano continuamente le forme di odio collettivo: il razzismo da biologico diventa culturale, l’antisemitismo subisce pericolose metamorfosi, cambia l’aggressività contro le donne.

Ma, in un mondo in cui sembra ancora prevalere il pregiudizio emotivo, odio, aggressività e reazioni ostili non sono inevitabili: è possibile contrastare il disimpegno morale e riscoprire il senso di un destino comune."


lunedì 8 marzo 2021

Triplette IWONDERFULL

Cate Blanchett, Marina Abramovic, Ulay e Belarus Free Theatre: l’arte del vivere in quattro storie in cui si intrecciano amore, politica, futuro, passato, per ricordare che un gesto artistico è sempre l’inizio di una rivoluzione. Questa è la Triplette IWONDERFULL dell’11 marzo 2021.


La Prima Visione della settimana è Manifesto, con una straordinaria Cate Blanchett che porta in scena 13 diversi personaggi per altrettante correnti artistiche, politiche e sociali. Ulay Performing Life è il testamento di uno dei più grandi innovatori dell’arte contemporanea ed è il primo dei due film della settimana di IWONDERFULL. Il doppio spettacolo si completa con The Space in Between: Marina Abramovic and Brazil. Infine Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarus, è una I Wonder Story che spiega in modo originale perché l’arte non può essere fermata.

Se qualcosa ci ha salvato in questo ultimo anno sono state proprio l’arte e L’ARTE DEL VIVERE. La musica dai balconi e dai tetti, il cinema e le serie televisive attraverso le piattaforme di streaming, ma anche la speranza, sempre viva, di poter tornare quanto prima al cinema o in un teatro o a un concerto. Quel che resta intatto è il messaggio che qualunque gesto artistico porta con sé. Ecco la riflessione che ci propone questa settimana IWONDERFULL, la piattaforma streaming Video On Demand di I Wonder Pictures realizzata in partnership con MYmovies.it. L’arte è vita. Ogni vita è un’opera d’arte. Si può dedicare la propria esistenza alla creazione, alla divulgazione, alla rappresentazione dell’arte. Perché l’arte è una necessità intrinseca nell’essere umano. 

Ce lo raccontano le straordinarie variazioni interpretate da Cate Blanchett in Manifesto, versione cinematografica di un’installazione di video arte firmata, come il film, da Julian Rosefeldt. Interpretando tredici personaggi diversi, l’attrice due volte premio Oscar enuncia altrettanti manifesti artistici e politici che hanno cambiato, in un modo o nell’altro, la Storia. Il Manifesto del Partito Comunista raccontato da un homeless, i motti dadaisti recitati da una vedova a un funerale, il Dogma 95 descritto da una maestra ai suoi alunni, questi e altri episodi, tutti perfettamente di 10’ e 30” vanno a comporre un unico Manifesto, un film affascinante che mette in scena correnti e ideologie che hanno contribuito a renderci ciò che oggi siamo, come singoli e comunità. 

E poi c’è chi l’arte la vive letteralmente sulla propria pelle. Come Ulay, uno dei più grandi artisti performativi di sempre, creatore di opere estreme e straordinarie, da solo e in coppia, per dodici anni, con Marina Abramovic. Il suo capolavoro lo ha portato dentro di sé, un male che Ulay ha combattuto e vinto rendendolo protagonista di un’opera d’arte, il film Ulay Performing Life di Damjan Kozole. Un’opera imperdibile, che racconta un anno della sua vita e la racchiude tutta, arriva su IWONDERFULL a un anno dalla morte di Ulay, avvenuta il 2 marzo 2020.

Anche Marina Abramovic ha fatto della sua vita arte, cercandola ovunque. The Space in Between: Marina Abramovic and Brazil di Marco Del Fiol è un viaggio attraverso le religioni e i riti dei luoghi più reconditi del grande paese sudamericano. Un percorso di identificazione in cui religione e arte si intrecciano, provocando un corto circuito persino in una pioniera dell’arte performativa. Un’opera illuminante e struggente.

D’altronde l’arte è rivelazione, libertà e verità, anche nella finzione. La vita è un palcoscenico, diceva Shakespeare, e il Belarus Free Theatre ha preso questo insegnamento estremamente sul serio. Questa compagnia teatrale è stata infatti dichiarata fuorilegge dal governo bielorusso perché considerata “sovversiva”. Difficile trovare un complimento migliore, né tantomeno sperare in una recensione altrettanto positiva per spettacoli che parlano di libertà sessuale, alcolismo, suicidio e violazioni dei diritti politici. Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarus di Madeleine Sackler non dovrebbe essere visto come un documentario, bensì come un tutorial, un corso accelerato per dare forma a idee e ideali attraverso l’arte.

A raccontarci live gli artisti e l’arte del vivere venerdì 12 marzo alle ore 19:00 sarà Gabriele Sassone, docente di critica alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e autore di "Uccidi l'unicorno" (Il Saggiatore).

L’ARTE DEL VIVERE  è la Triplette IWONDERFULL dell’11 MARZO 2021

Prima Visione: Manifestoa € 7.99

Il film della settimana: Ulay Performing Lifea € 2.99

Il film della settimana: The Space in Between: Marina Abramovic and Brazil a € 2.99

I Wonder Story: Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarusa € 4.99

Tutti i film della Triplette fanno parte della Unipol Biografilm Collection e saranno programmati dal circuito di sale virtuali #iorestoinsala



Ufficio Stampa – Echo Group

Stefania Collalto collalto@echogroup.it | +39 339 4279472; Lisa Menga - menga@echogroup.it - +39 347 5251051; Giulia Bertoni bertoni@echogroup.it | +39 338 5286378;

Ufficio stampa I Wonder - Bologna ed Emilia-Romagna

Laboratorio delle Parole di Francesca Rossini

Francesca Rossini +39 392 9222152 - Carolina Altilia +39 388 5605337

notizie@laboratoriodelleparole.net

Ufficio comunicazione I Wonder Pictures: Simone Alessandrini – social@iwonderpictures.it

www.iwonderpictures.it

venerdì 26 febbraio 2021

La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica

1. Luigi Rossini Frontespizio della Raccolta “Antichità di Cora […]”, 1823 53 × 75 cm, incisione all’acquaforte Collezione Biblioteca dell’Accademia di architettura, Mendrisio

Il m.a.x. museo di Chiasso rende noto che il due marzo p.v. riapre le porte al pubblico con una nuova mostra: "La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica" che sarà possibile visitare sino al 12 settembre 2021.

L’esposizione, che è curata da Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini con il contributo di Massimo Lolli, Pierluigi Panza, Mauro Reali e Angela Windholz, presenta la produzione incisoria dell’Antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico.

Nelle sale del m.a.x. museo sarà possibile ammirare quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. Saranno esposte, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e le molte vedute fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy, di Johann Jakob Wetzel, paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati ad alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi). Esposta in bacheca vi sarà inoltre una raccolta di incisioni di Luigi Rossini, resa sfogliabile in formato digitale, con un sistema No-Touch.

Presso la Biblioteca comunale di Chiasso (Via Alfonso Turconi 3) sarà esposta una rassegna di pubblicazioni sulle guide di viaggio fra Settecento e Ottocento con illustrazioni grafiche.

L'esposizione è il risultato della sinergia con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Biblioteca dell'Accademia di architettura USI di Mendrisio, la Biblioteca Cantonale di Lugano, l’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e una fitta rete di collezionisti privati; è resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, dall’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm).


La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica

Da martedì 2 marzo 2021 a domenica 12 settembre 2021

Orari:

martedì−domenica−aperture speciali

10.00 − 12.00

14.00 − 18.00

lunedì chiuso


m.a.x. museo

Via Dante Alighieri 6

6830 Chiasso

T +41 (0)58 122 42 52

F +41 (0)58 122 48 96

info@maxmuseo.ch

martedì 23 febbraio 2021

Dialoghi: dalla Pop Art, alla fotografia , all'astratto / Prossimi Eventi 2021

L’universo dell’arte ha quel particolare potere di riuscire a riunire espressioni visive diverse. Legami sottili si intrecciano fra linguaggi e visioni artistiche. La materia è il principale filo conduttore: collage, acrilici, marmi, vetroresine, pellicole fotografiche.


Spetta all’osservatore cogliere la vera essenza di questo fil rouge. Un significato nascosto che cambia a seconda dell’occhio di chi guarda.

Galleria Immaginaria vi apre le porte in questo gioco di rapporti fino al 18 Marzo 2021.


Il programma artistico della galleria prosegue con i suoi prossimi eventi:

- Pagine Volanti, 21 Marzo – 30 Aprile 2021

- #dante700, mostra d’arte contemporanea in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, 14 Maggio – 14 Giugno 2021

- Lucio Fontana: disegni del periodo argentino, 20 Giugno – 20 Luglio 2021


L’anima della galleria, legata all’arte e alla letteratura con la sua  inconfondibile Libreria Einaudi, è arricchita dalla poetica del gusto, con il suo piccolo spazio dedicato a Tea Room, dove poter degustare non solo una ricca selezione di thè Dammann, ma anche una raffinata collezione di vini provenienti dall’azienda dei Poderi Luigi Einaudi della località del Dogliani e del Barolo.

Lasciatevi deliziare dal bello in tutte le sue forme!


Galleria Immaginaria

Via Guelfa 22/a rosso, 50129 Firenze

Tel. +39 055 2654093

www.galleriaimmaginaria.com


Orari di apertura:

dal Lunedì al Sabato

ore: 10.00-13.00/ 15.30-18.30

martedì 16 febbraio 2021

Dieci anni di MAXXI: Una storia per il futuro.

Il MAXXI in una elaborazione di Leonardo Basile
Il MAXXI in una elaborazione di Leonardo Basile
Un appassionato lavoro di ricerca, riflessione e dibattito sul primo decennio del XXI secolo, attraverso il punto di vita del MAXXI. Nel 2021 il MAXXI festeggia i suoi primi 10 anni: un’occasione per riflettere sull’identità del museo, ripercorrere il cammino fatto e impostare il futuro. La mostra, che esplora 5 grandi temi, nasce da un appassionato lavoro di ricerca, riflessione e dibattito, e posa lo sguardo sul primo decennio del XXI secolo attraverso il punto di vista del MAXXI e degli artisti che lo hanno animato e trasformato. Non vuole essere un riassunto autoreferenziale delle mostre del museo,  ma una loro rilettura “immateriale” in una prospettiva che ponga le basi di una storia per il futuro.



In una lettura tematica e cronologica, sono presentate  migliaia di immagini, video, suoni e parole, installazioni multimediali. L’allestimento curato dallo studio olandese Inside-Outside di Petra Blaisse, riconosciuto per il contributo innovativo nella progettazione di mostre e dell’architettura del paesaggio, crea un ambiente coinvolgente incentrato sull’esperienza multisensoriale. Una storia orale del percorso del MAXXI attraverso la presentazione delle parole degli artisti, curatori e dello staff del museo.

Una storia per il futuro: Dieci anni di MAXXI

Dal 16 febbraio al 04 agosto 2021

MAXXI – MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO

Roma, Via Guido Reni, 4a

Biglietti: intero € 5 + € 1,50 commissione. È obbligatorio acquistare il biglietto online su maxxi.vivaticket.it. Possibilità di acquisto last minute in biglietteria previa verifica disponibilità di capienza nel rispetto del distanziamento fisico. Per accedere al Museo è necessario firmare un’autocertificazione scaricabile sul sito


Orario di apertura: da martedì a venerdì 11-19. La biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

http://www.maxxi.art

martedì 9 febbraio 2021

Ostinato per la sesta edizione di Black History Month Florence

La sesta edizione di Black History Month Florence sarà organizzata sotto il tema Ostinato. Il tema è simultaneamente un invito e una critica. L’invito è di ostinarsi nel lavoro socio-culturale di cui abbiamo sempre più bisogno. La critica riguarda l’ostinazione della resistenza del riconoscimento della lotta degli afro-discendenti riguardo l’accesso alla cittadinanza, ai diritti dei lavoratori e all’inclusione sociale nella definizione di italianità. Ostinato è una riflessione sull’ostinazione necessaria per affermare strategie proattive di organizzazione culturale su un lungo arco di tempo, come manifestazione di una visione non indifferente ai tempi attuali e alle sfide del presente.


Dal 2021 al 2024 Black Archive Alliance prende casa al MAD in una residenza di lungo periodo che porterà questo importante archivio, con i progetti di ricerca e la biblioteca tematica di 500 volumi, in residenza al MAD.

Le tre mostre proposte quest’anno alle Murate sono state co-prodotte e realizzate in una stretta collaborazione tra Murate Art District e BHMF

Le mostre:

The Isle of Venus | Kiluanji Kia Henda -  A cura di BHMF, Sala Anna Banti

L’isola di Venere è una meditazione sulla miopia socio-psicologica prodotta dalla trasformazione delle città in siti museali tematici, ancorati al romanticismo del Rinascimento o al fascino grintoso del medievale. Parte integrante di questa patina è l’allontanamento di tutte le realtà non allineate, capaci invece di evocare  efficacemente le basi sociali di questo sbarramento coerente.

Gettare il Sasso e nascondere la mano  | A cura di BHMF, Piano Primo, Celle

E' una mostra collettiva dedicata agli artisti della prima edizione della YGBI Research Residency sviluppata in collaborazione con OCAD e The Student Hotel nel febbraio 2020 sotto la guida di Andrea Fatona e Leaf Jerlefia. La residenza riflette su spazi di non-performatività, sulla collettività e sulla nozione di diaspora. Riunendo cinque artisti afro- discendenti di età inferiore ai 35 anni e residenti in Italia, la mostra progettata per le celle di Murate Art District abbraccia una serie di narrazioni collettive che collegano la spiritualità e i riti afro-discendenti all’educazione, la storia coloniale e la sua materialità all’attivismo storico. La mostra è radicalmente fondata su un approccio sperimentale alla condivisione collettiva dello spazio.

Black Archive Alliance Volum III | Black History Month Florence, Sala Emeroteca

La terza edizione nasce da una collaborazione tra un gruppo di cinque ricercatori afrodiscendenti in diversi campi che hanno lavorato “in tandem” con gli artisti della prima edizione YGBI Research Residency. Lavorando a coppie, attraverso un approccio sperimentale basato sul dialogo e lo scambio, hanno esplorato archivi tangibili e intangibili radicati in Italia. Fornendo una contestualizzazione e una più ampia riflessione sulle opere d’arte prodotte dai membri di YGBI, il progetto intende riflettere su modi alternativi di attivare e presentare la ricerca basata su archivi, al di là della sfera accademica. I testi integrali prodotti dai ricercatori, sviluppati in collaborazione con Archive Books, saranno presenti nell’ultima pubblicazione di Archive Journal che sarà presentata il 24 febbraio alle ore 17. Nell’ambito di questa apertura espositiva, presentiamo la nostra collaborazione con Postcolonial Italy, che introduce questo progetto di mapping all’interno del nostro spazio espositivo.


https://www.murateartdistrict.it/ostinato/

sabato 6 febbraio 2021

La rivoluzione di Giotto

"Il 6 febbraio 1300 Enrico Scrovegni, un ricchissimo banchiere padovano, acquistò l’aria dell’antica Arena romana di Padova (...) A illustrare la cappella di famiglia, Enrico Scrovegni chiamò due tra i più famosi artisti dell’epoca: lo scultore Giovanni Pisano e Giotto.

la Cappella degli Scrovegni Giotto

Quest’uomo ebbe l’idea di chiamare Giotto a creare il più straordinario capolavoro della storia dell’arte occidentale.

Nell’affrescare la Cappella degli Scrovegni Giotto opera un’autentica rivoluzione, introducendo il realismo, la prospettiva (non quella geometrica, certo, ma quella che scandisce i piani e crea profondità), i sentimenti, le passioni, la cura minuziosa dei dettagli, l’esattezza architettonica i finti marmi, il trompe-l’oeil, e mille altre suggestioni mai prima d’allora né viste né pensate. E soprattutto il trionfo del colore!

La modernità della Cappella è però anche nel suo disegno filosofico-teologico, ardito e innovativo come il suo geniale pittore… Questo magico luogo dell’arte universale diventa così una grande sintesi del pensiero filosofico e teologico medievale, che sa interpellare anche noi, uomini di un’epoca tanto diversa e lontana, con un linguaggio sorprendentemente attuale." - Giuliano Pisani


Giotto rimutò l’arte di greco in latino, e ridusse al moderno.- "Con queste parole Cennino Cennini, pittore e teorico, sintetizza intorno al 1390 nel suo Libro dell’arte il ruolo innovatore di Giotto. Quello di interprete del nuovo naturalismo trecentesco, che supera gli schemi ieratici e innaturali dell’arte bizantina e apre all’Umanesimo. Un ruolo di rottura, avvertito chiaramente dai contemporanei."

Tutta l'arte di Giotto in una pubblicazione agile e completa.

venerdì 29 gennaio 2021

La rivista di Palazzo Madama

La rivista di Palazzo Madama Palazzo Madama. Studi e notizie è disponibile inversione digitale, con articoli in formato PDF scaricabili gratuitamente dal sito del museo.


Nata nel 2010 ed edita da Silvana Editoriale, Palazzo Madama. Studi e notizie , giunta la suo quinto numero, si occupa di raccontare l’attività del museo nelle sue varie sfaccettature: lo studio e la ricerca, la gestione e la comunicazione, la conservazione e l’innovazione.

Il primo numero on line della rivista presenta contribuiti che spaziano dagli smalti enronde-bosse, alla scultura lignea sudtirolese, alla maiolica rinascimentale, fino alla pittura napoletana. Oltre alle rubriche dedicate ai nuovi allestimenti, ai restauri e alla didattica, due importanti regesti costituiscono un bilancio dell’ultimo decennio di attività espositiva e di acquisizioni: un regesto delle mostre realizzate a Palazzo Madama o dallo staff di Palazzo Madama in altre sedi e un regesto delle acquisizioni, particolarmente sostanzioso grazie alle numerose donazioni ricevute.

Il lavoro editoriale è stato scaglionato in tre uscite on line programmate da dicembre 2020 a marzo 2021.


Palazzo Madama

Piazza Castello – Torino

palazzomadama@fondazionetorinomusei.it – 011 4433501

www.palazzomadamatorino.it

domenica 24 gennaio 2021

Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!

Dal 21 maggio al 4 luglio 2021 torna Fotografia Europea. Il titolo dell'edizione è un verso di Gianni Rodari: "Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!". Un’invito a guardare in alto, soprattutto in questi momenti di spaesamento, a portare contributi visivi che accompagnino gli sguardi verso prospettive nuove e necessarie. Un ottimo punto di partenza per stimolarci a ripensare il mondo in cui viviamo.

Campanile a Santo Spirito

Tante le novità di quest’anno. Una rinnovata direzione artistica: insieme a Walter Guadagnini ci saranno anche Diane Dufour e Tim Clark. Una selezione di mostre sarà all’aperto, site specific in modo tale da poter essere fruite in qualsiasi momento; queste mostre open air apriranno prima: il 14 maggio.

Fra le mostre all’aperto ci sarà anche il vincitore della Open Call (che apre proprio oggi), la nostra call dedicata a fotografi, curatori e collettivi europei.

Nelle prossime settimane scopriremo tutto il programma e i fotografi che prenderanno parte a questa emozionante edizione... occhio quindi al sito web della Fondazione.


Fondazione Palazzo Magnani

corso Garibaldi 31

42121, Reggio Emilia, Italia

www.fotografiaeuropea.it

info@fotografiaeuropea.it

martedì 19 gennaio 2021

C’è anche l’Arte

Arriva tra gli scaffali della nota catena italiana Supermercati Decò, il nuovo e provocante intervento artistico firmato Ischia Street Art, “C’è anche l’Arte”, ovvero l’ultima “esposizione” urbana ideata da Salvatore Iacono e attuata in pieno giorno, in uno dei luoghi più frequentati del centro cittadino.


Nella giornata di lunedì 18 gennaio, il gallerista performer di Ischia Street Art e fondatore dell’omonima galleria sita nel cuore dell’isola, fa irruzione nel maxistore marchio Decò sito in via Mario D’Ambra a Forio, posizionando due quadri dell’artivista Mimmo Di Caterino tra i ripiani dei generi alimentari e tra i prodotti di largo consumo del banco frutta e del reparto gastronomia. Con un’azione spiazzante, un atto simbolico e alienante compiuto sul filo dell’illegalità, ancora una volta Iacono lascia stupiti clienti e passanti, spettatori casuali che coi propri smartphone riprendono la scena con foto e video.

Le tele (50x40 cm), cellofanate, prezzate e scontate, oltre a riportare la dicitura “Saldi”, sono accompagnate da una didascalia che funge da scheda tecnica, riportante lo slogan “C’è anche l’Arte” seguito dagli hashtag #recoveryfund e #recoveryplan. Un chiaro riferimento all’attuale situazione economico-finanziaria che attanaglia il mondo globalizzato, in particolare l’arte e la cultura, messe completamente da parte, lasciate nel dimenticatoio di questo momento buio che il cosmo sta vivendo, a causa del Covid-19 e delle restrizioni imposte dal Governo. In particolar modo, le gallerie d’arte stanno patendo gli effetti della crisi e dei mesi di chiusura imposti dai numerosi e ormai insensati DPCM, che si susseguono da marzo dell’anno scorso e che non danno tregua né speranza alla cultura e soprattutto al mondo dell’arte.

Un’azione volutamente provocatoria, la denuncia della mancanza, da parte dello Stato, di azioni volte a tutelare un settore tra i più colpiti in questo momento storico, con specifico riferimento ad associazioni culturali e/o fondazioni, categorie che non possono godere di nessun Ristoro previsto e quindi di nessuna forma di sostegno.

Nel 2020 il settore eventi ha subito danni piuttosto ingenti: l’annullamento di eventi pubblici e privati, con conseguente chiusura di musei e gallerie d’arte, ha provocato perdite economiche enormi e il fermo totale di un settore che nessuno sta considerando a livello istituzionale e che per cui, diversamente che in altri ambiti, non sono previsti rimborsi e risarcimenti.

Con C’è anche l’Arte, Iacono con la sua Ischia Street Art Gallery, lancia l’ennesima denuncia contro lo stato attuale nel quale la cultura è costretta a sottostare. Quasi come se l’arte, fin toppo svalutata e sempre più declassata, si auto-espone sugli scaffali, mettendosi in vendita, anzi svendendosi, alla stregua di un qualsiasi prodotto da banco… Perché “anche l’arte sta morendo di fame”.

Il gallerista/attivista Salvatore Iacono non è nuovo a questo genere di interventi costruiti sul filo dell’illegalità, attraverso performance di denuncia sociale e, fin dal primo lockdown, ha continuato la sua battaglia personale contro il sistema corrotto dell’arte contemporanea, a difesa dell’intero comparto delle gallerie d’arte italiane, senza lasciarsi fermare dalle costrizioni governative, ideando e portando in scena nuovi modelli di fruizione dell’arte. Dai primi interventi di poster art realizzati con Street Art File Print da maggio ad agosto 2020, passando per le varie mostre-non/mostre con protagonista Mimmo di Caterino (da Lockdown/Social alla più recente trilogia di Social Distancing), fino ad arrivare all’ultima installazione – Oxygene di Michele Penna “Non dare per scontato l’aria che respiri!” – realizzata a dicembre scorso nei sei comuni dell’isola.

Il lavoro che da anni svolge Salvatore Iacono con Ischia Street Art Gallery, una “non-galleria”, una galleria a cielo aperto, centro d’arte e luogo multi-operativo, promulgatore di una cultura artistica e di rilancio del territorio, attrattiva turistica e snodo centrale di aggregazione sociale, è un lavoro più che significativo, essenziale per l’intera comunità dell’isola ma anche per tutti quegli artisti socialmente impegnati che trovano nella gallery un modo nuovo per esprimersi.


C’è anche l’Arte!

Tra gli scaffali del Supermercato Decò…

L’ultima denuncia di Ischia Street Art

a tutela delle gallerie d’arte italiane

18 gennaio 2021 – Forio (Ischia)


SUPERMERCATI DECO’

VIA M. D’AMBRA – FRAZIONE PANZA – FORIO (ISCHIA)

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  Ufficio Stampa e Comunicazione

  Raffaella Roberto

  raropresss@gmail.com 

  329 46 66 096

giovedì 14 gennaio 2021

Stefano Paulon e i suoi Vuoti Solidi in mostra alla nuova sede di MADE4ART

MADE4ART è lieto di inaugurare la nuova sede in Via Ciovasso 17 nel cuore di Brera, lo storico quartiere dell’arte nel centro di Milano, presentando un’esposizione personale dedicata all’artista Stefano Paulon, un progetto a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.


In mostra una selezione di lavori realizzati in acrilico, pigmento puro e cera naturale su composto cementizio, composizioni tridimensionali basate su un ricercato equilibrio tra le forme e i colori, fra pieni e vuoti, materiale e immateriale. La produzione di Stefano Paulon, contraddistinta da un rigoroso minimalismo basato sul rapporto tra figure geometriche diverse e sull’alternanza del grigio e del nero, rivela la volontà dell’artista di indagare, attraverso lo studio delle superfici e della forma, l’ambiente, i suoi confini spaziali e gli equilibri armonici che li governano. Opere che uniscono pittura, scultura e poesia, lavoro manuale e progettazione attraverso moderne tecnologie informatiche: prove di severità e di rigore estetico, nell’incessante ricerca da parte di Stefano Paulon di un’arte in grado di possedere una sorta di “riconoscibilità universale”.

L’esposizione Vuoti Solidi sarà aperta al pubblico dal 21 gennaio al 18 febbraio 2021 prenotando il proprio appuntamento con una mail a info@made4art.it. Per i collezionisti e per coloro che desiderassero ricevere maggiori informazioni sulle opere o una consulenza per arredamento e interior design sarà anche possibile fissare un colloquio telefonico o tramite videochiamata Skype.

 

Stefano Paulon(Cernusco sul Naviglio, 1963) è artista, autore, designer e collezionista. Di formazione tecnica, ha avuto diverse esperienze professionali in ambito industriale e nel marketing. In campo artistico si è dedicato inizialmente al disegno al tratto, allo studio della figura umana e allo svolgimento di strutture geometriche complesse. Successivamente, la sua attenzione si è spostata verso il progetto di complementi d’arredo e all’elaborazione di concept nel settore illuminotecnico e architettonico. Conducendo un’intima ricerca relativa allo spazio, la superficie, la forma e facendo ricorso a un personale vocabolario minimalista, il suo linguaggio espressivo è recentemente approdato al trattamento e alla modellazione delle superfici, alle composizioni tridimensionali e alle installazioni. Nel 2019 ha iniziato la raccolta, la configurazione e la catalogazione di tutta la documentazione e di tutto il suo lavoro di ricerca e sperimentazione in previsione di un archivio e di un catalogo ragionato. Tra le esposizioni a cui ha preso parte si ricorda la mostra Stefano Paulon, Piero Campanini. Rigore e Psiche che si è svolta nel novembre 2019 presso lo spazio MADE4ART di Milano, allora in Via Voghera 14 nel quartiere Tortona. 


Stefano Paulon. Vuoti Solidi
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

21 gennaio - 18 febbraio 2021
Lunedì ore 15 - 19.30, martedì - venerdì ore 10 - 19.30, sabato ore 15 - 18
Esposizione visitabile esclusivamente su appuntamento
Si invita a verificare sempre sul sito Internet di MADE4ART eventuali aggiornamenti
sugli orari e le modalità di accesso allo spazio

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Ciovasso 17, 20121 Milano
Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone
+39.339.2202749, +39.339.8285555

Scopri le opere di Stefano Paulon sul sito Internet MADE4EXPO www.made4expo.it
la galleria d’arte online di MADE4ART
l’arte di qualità per la tua collezione o per un regalo esclusivo

martedì 5 gennaio 2021

Beatrice Pediconi - Nude

 z2o Sara Zanin è lieta di presentare Nude, la terza personale in galleria di Beatrice Pediconi, a cura di Cecilia Canziani.       

Pediconi (Roma, 1972 - vive e lavora a New York) è un’artista multimediale la cui ricerca è da anni legata a una pratica interdisciplinare che attraversa medium tradizionali per approdare a inedite soluzioni formali ed espressive. Nella mostra Nude, che segna il suo ritorno in Italia dopo cinque anni, Pediconi presenta in anteprima un ampio corpus di lavori che riflette sullo statuto di fotografia, a partire dalla sua decostruzione.


Untitled agisce come il testimone di un processo di cui resta solo un’impronta, come testimonianza di una perdita: un gesto che riflette sull’assenza di memoria storica e sul distacco personale. Il disegno è dunque il risultato di una migrazione, e la sua traccia volatile e minimale resta in bianco, come l’ultimo ed unico testimone di una storia. Untitled diventa quindi il mezzo per lasciare un segno come prova della nostra esistenza.” BP

Con Untitled, Pediconi apre la propria ricerca a un’investigazione del segno attraverso una serie di disegni su carta realizzati mediante la tecnica dell’emulsion lift, ovvero impiegando strisce di emulsioni fotografiche sottratte da lavori precedentemente realizzati.

Attraverso poi l’utilizzo dei pennelli o direttamente, con le proprie mani, l’artista muove l’emulsione, che a questo punto del processo ha assunto la consistenza di un velo di seta, per posizionarla sulla carta, all’interno di una vasca piena d’acqua.

L’acqua, come elemento primario, diviene il tramite mediante cui catturare un flusso di immagini segniche originate dal gesto fatto imprimere sulla carta. Questi stessi segni, marcatori di uno spazio vuoto, divengono la testimonianza di una traccia, memoria di un passato trasformato e sublimato, ma anche sequenza di un racconto intimo in cui il ricordo, messo a nudo, accoglie su di sé le vestigia di un’esistenza che si rivela in tutta la sua fragilità.

Perdita, mutazione, frammento, traccia: i lavori presentati in mostra raccontano di un percorso, sia personale che collettivo, in cui l’ineffabilità del ricordo e del passato ci riporta all’essenza delle cose. Le opere, come enunciati di un gesto, descrivono, ad un tempo, il movimento e la sua inafferrabilità, sospese in un limbo imprevedibile che le riporta a chi osserva nel bagliore di un lampo.


Beatrice Pediconi - Nude

A cura di Cecilia Canziani

Apertura mostra - venerdì 5 febbraio 2021

Date mostra - 5 febbraio – 27 marzo 2021


Z2O Sara Zanin Gallery

Via della Vetrina 21 – 00186 Roma


Orari di apertura

da lunedì a sabato 13-19 (o su appuntamento)

t. 06-70452261


www.z2ogalleria.it

info@z2ogalleria.it


Ufficio stampa mostra

Sara Zolla

press@sarazolla.com

t. 346-8457982


Immagine: Beatrice Pediconi, Untitled Small #4, 2019 (dettaglio). Emulsion lift on paper, cm 66x50.

domenica 20 dicembre 2020

The Beginning The End di Daniela Comani

“Ero una vecchia che pescava da sola su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendevo un pesce.” 


Una mattina, destandomi da sogni inquieti, mi trovai mutata in un insetto mostruoso.” 

Questi i nuovi incipit di Il vecchio e il mare di Hemingway e La metamorfosi di Kafka tratti dalla versione italiana inedita del lavoro The Beginning The End di Daniela Comani

Realizzato nel 2020 con materiale catalogato dal 2014, The Beginning The End è un progetto che raccoglie una collezione di 424 citazioni tratte dalla narrativa classica, contemporanea e di genere. 

Il lavoro si sviluppa attraverso la stesura di un libro diviso in due parti simmetriche, L'inizio e La fine, che si incontrano nell'esatta metà del volume stesso. Comani ha raccolto la prima e l'ultima frase di 212 romanzi: L'inizio segue la struttura di un collage e dà vita a una nuova storia data dagli incipit dei testi ordinati seguendo un senso logico di narrazione; La fine, invece, diventa una storia di coincidenze nata dalla sequenza di tutte le corrispettive ultime frasi. In alcuni casi, l'artista ha scelto di ricorrere a un artifizio, adattando cioè la citazione e portando la frase in prima persona, come atto di appropriazione. 

Il progetto The Beginning The End si inserisce nell'indagine sul genere attraverso i meccanismi di appropriazione e citazione che Daniela Comani porta avanti dagli inizi della sua ricerca, a cui appartengono opere quali, tra le altre, Novità Editoriali, My Film History, Coverversionen, Sono stata io. Diario 1900-1999. 

La mostra segna l’uscita del nuovo artist book The Beginning The End / L'inizio La fine, edizione Monroe Books, Berlino, disponibile nella versione italiana.

Daniela Comani (Bologna, 1965) vive e lavora a Berlino. Storia, identità, genere e linguaggio sono i temi del suo lavoro multimediale. Vincitrice di premi e borse di studio, ha all’attivo numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia per il Padiglione di San Marino. Le sue opere sono presenti, tra l’altro, nelle collezioni permanenti di MAMbo, Bologna; Collezione Farnesina, Roma; Kupferstichkabinett Musei Statali, Berlino; Museo on the Seam, Gerusalemme; Musée Les Abattoirs, Tolosa; University Art Museum in Albany, NY; Academy of Motion Picture, Los Angeles. Tra i libri pubblicati si ricordano le pubblicazioni con Corraini, Revolver, Edition Patrick Frey, Archive Books, Humboldt Books.


DANIELA COMANI

THE BEGINNING THE END / L’INIZIO LA FINE

con testi di Veronica Santi e Matteo Bergamini 

12.12.2020 - 20.02.2021 


Galleria Studio G7, Via Val D'Aposa 4A, 40123, Bologna

Contatti: 051 2960371 | info@galleriastudiog7.it | www.galleriastudiog7.it

Orari: dal martedì al sabato 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento  

Ufficio stampa Galleria Studio G7: Sara Zolla | 346 8457982 | press@sarazolla.com 

sabato 12 dicembre 2020

Dadamaino – Un segno metalinguistico

Concisa retrospettiva dedicata alla grande artista milanese Dadamaino (attiva dagli anni ’50 sino al 2000) dal 15 dicembre 2020 al 23 gennaio 2021 presso l'Associazione Culturale Renzo Cortina (Milano, Via Mac Mahon 14).


Da sempre l’arte di Dadamaino (Emilia “Eduarda” Maino in arte Dadamaino nata a Milano nel 1930 ed ivi deceduta nel 2004) si è protesa alla ricerca di un linguaggio alternativo, un sistema di segni artificiali adottato per la descrizione della struttura formale di una nuova comunicazione. 

Dopo i giovanili cimenti informali, la frequentazione e l’amicizia con maestri quali Lucio Fontana, Piero Manzoni e gli emergenti gruppi nazionali ed europei di Arte Programmata (da Azimuth al Gruppo T e al Gruppo N a Zero, Nul e Motus) spingono l’artista milanese verso la ricerca di un nuovo segno. 

L’unicità della ricerca di Dadamaino sta proprio nell’esplorare sempre nuovi territori senza farvi mai ritorno. Ecco come nascono i numerosi “cicli” della sua pittura, ognuno figlio del successivo, logicamente consequenziali tra loro in una evoluzione segnica che non ha eguali nel panorama della storia dell’arte. 

Protagonista del suo tempo, estremamente rigorosa nel suo incessante lavoro di ricerca, Dadamaino si pone come un esempio dell’arte della seconda metà del ‘900 sia come artista che come donna, autentica pasionaria del ruolo femminile nell’arte e nel coniugare politica e attività artistica.


Dadamaino – Un segno metalinguistico

Dal 15 dicembre 2020 al 23 gennaio 2021


ASSOCIAZIONE CULTURALE RENZO CORTINA

Milano, Via Mac Mahon, 14, (Milano)


Orario di apertura

Da martedì a sabato 10-12.30 e 16.30-19.30 lunedì 10-12.30 chiuso festivi


Vernissage

15 dicembre 2020, 16-20


giovedì 3 dicembre 2020

Un fitto programma di appuntamenti digitali per Castello di Rivoli .

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea annuncia il suo programma di appuntamenti digitali. A partire da dicembre 2020, la sede virtuale del Museo COSMO DIGITALE si arricchisce di nuovi contenuti ed eventi inediti con cadenza settimanale.

In riferimento alla filosofia del movimento “Slow Food” nato in Piemonte, il Castello di Rivoli potenzia il prototipo di Slow Museum già avviato nel febbraio 2020


Un concetto di museo che, a partire dalla riapertura, a livello fisico si rivolgerà ai visitatori con esperienze approfondite e lunghe e che, grazie alla sua digitalizzazione, può anche essere vissuto da subito dal pubblico locale e globale.

La sede virtuale del Museo di recente apertura COSMO DIGITALE si arricchisce di nuovi contenuti attraverso una programmazione che integra la fisicità del percorso di visita offrendosi allo sguardo del visitatore online in una dimensione di esperienza aggiuntiva. Abbracciando le istanze del progetto biennale Espressioni – una serie di nuove mostre ed eventi al Castello di Rivoli che affrontano forme di espressione ed espressionismi dal passato a oggi, COSMO DIGITALE ospita opere audio e video di importanti artiste, tra cui Anne Imhof, Agnieszka Kurant, Marzia Migliora, Elena Mazzi e Cally Spooner. Questi contributi instaurano un dialogo con le opere già pubblicate sul sito, tra cui la recente opera multimediale Deep Simulator di aaajiao, nel contesto degli approfondimenti digitali presentati in occasione del premio illy Present Future 2019.

In controtendenza, e a differenza della maggior parte dei musei, il COSMO DIGITALE mette al centro del suo programma la contemplazione e l’esperienza di vere e proprie opere d’arte pensate per essere online, ma senza obbligo d’interazione e partecipazione attiva del pubblico. Inoltre, nel COSMO DIGITALE, non prevale l’aspetto discorsivo di lezioni e conferenze che tanto caratterizzano il mondo digitale. L’aspetto partecipativo delle attività online è riservato per lo più alle attività promosse dal DIPARTIMENTO EDUCAZIONE del Museo con le piattaforme social media. Tuttavia, il COSMO DIGITALE offre anche numerose occasioni di approfondimenti discorsivi.

A partire dal 3 dicembre la programmazione digitale autunnale si sviluppa inoltre attraverso il CICLO DI LEZIONI E CONVERSAZIONI dedicate alle Collezioni del Museo e ad artisti contemporanei tenute dal Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Collezione Cerruti, Carolyn Christov-Bakargiev, dal Capo Curatore e Curatore delle Collezioni Marcella Beccaria, dal Responsabile e Curatore del Centro di Ricerca Castello di Rivoli (CRRI) Andrea Viliani e dal Curatore Marianna Vecellio. Il palinsesto digitale prevede anche una serie di appuntamenti dedicati alla Residenza Sabauda tenuti dalla Referente della Valorizzazione del Patrimonio Artistico e Storico del Museo Alessia Giorda e un percorso di approfondimento sui capolavori della Collezione Cerruti, tenuto da Fabio Cafagna e Laura Cantone. La programmazione settimanale sarà comunicata sui canali social ufficiali del Museo e resa fruibile in streaming sulla pagina del COSMO DIGITALE.

Occasione di ulteriore approfondimento del progetto Espressioni è la Sedicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che si tiene il 5 dicembre 2020. Il Castello di Rivoli ha invitato Patrizio Di Massimo a svelare il backstage de Il ciclo de La Risalita, il suo ultimo lavoro pittorico che nasce dall’esigenza di riqualificare gli spazi della risalita meccanizzata, chiusi dal 2011 e originariamente progettati per collegare il centro storico di Rivoli al piazzale del Castello. L’opera di Di Massimo è la prima di un nuovo programma di commissioni site-specific per questo spazio pubblico, realizzate in collaborazione con la Città di Rivoli. Il video Dietro le scene: Il ciclo de La Risalita di Patrizio Di Massimo documenta le diverse fasi del ciclo pittorico, narrate dallo stesso Di Massimo e da Stella Bottai, curatrice del progetto. A partire dall’intenzione di restituire alla comunità spazi pubblici altrimenti non fruibili, Di Massimo racconta come il proprio intervento pittorico sia stato da lui concepito coinvolgendo gli studenti di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Sviluppando il proprio progetto in accordo con lo spirito comunitario dell’iniziativa, l’artista ha infatti condotto per tre settimane una serie di laboratori con gli studenti che sono stati ospitati da Combo a Torino. Il video approfondisce inoltre il peculiare soggetto individuato dall’artista, consistente in una “commedia umana” che mette in scena personaggi della comunità culturale locale, dando al tempo stesso ampio risalto ai lavoratori essenziali, i protagonisti anonimi che mantengono vivo il tessuto sociale durante i periodi di lockdown causati dall’emergenza COVID-19. Dietro le scene: Il ciclo de La Risalita di Patrizio Di Massimo verrà trasmesso durante la Giornata del Contemporaneo di sabato 5 dicembre 2020 sul sito e sui canali social del Castello di Rivoli, e sui canali di AMACI.

Nell’ambito del progetto Espressioni, il Castello di Rivoli presenta una conferenza in due parti dal titolo Digital PTSD. La pratica artistica e il suo impatto sul trauma digitale, sviluppata tra il 2020 e il 2021. Con la partecipazione di artisti, teorici, neuroscienziati ed esperti della realtà tecnologica, il primo appuntamento si tiene il 12 dicembre 2020 alle ore 16 e il secondo si terrà il 20 maggio 2021. L’evento mira a indagare le problematiche legate all’improvviso aumento delle attività digitali in un periodo di chiusura degli spazi di aggregazione sociale tra i quali i musei, a fornire un’opportunità di riflessione su alcuni dei primi effetti che il lockdown globale ha avuto – e continua ad avere – sul nostro rapporto con l’esperienza digitale, nonché a conoscere gli effetti causati dall’abuso delle piattaforme digitali. L’esperienza isolante del lockdown ha sollevato nuovi allarmi rispetto agli effetti potenzialmente traumatici del digital overload sulla soggettività e sul corpo sociale. Con il termine Digital PTSD, ci si domanda se la nostra ossessiva e crescente dipendenza dalla tecnologia possa risultare una minaccia alla nostra libertà creativa, al benessere fisico e mentale, e quindi quale sia il ruolo dell’arte nel ridurre il disagio psicologico. Questo ciclo di incontri invita alcuni dei principali scienziati, artisti, pensatori e curatori italiani e internazionali a presentare le proprie ricerche e a riflettere collettivamente su temi di cruciale importanza per la condizione umana, tra cui: l’erosione fisica della materia vivente e la trasformazione dell’esperienza umana in mega-dati, il “trauma digitale” in relazione al sistema nervoso collettivo, lo studio neuro-scientifico delle relazioni cognitive e sociali mediate dalla tecnologia, e, infine, l’impatto di questi fenomeni sulle strutture sociali e la polarizzazione ideologica. Il fatto di presentare una critica delle tecnologie contemporanee attraverso piattaforme online sembra paradossale, eppure rientra nella più classica tradizione dell’arte moderna quella di indagare e mettere a nudo i propri mezzi e linguaggi attraverso l’uso del pensiero critico. Digital PTSD è realizzata in partnership con e-flux. Tra i relatori invitati, oltre al Direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, si ricordano: Beatriz Colomina & Mark Wigley, Bracha L. Ettinger, Cécile B. Evans, Vittorio Gallese, Anne Imhof, Agnieszka Kurant, Catherine Malabou, Chus Martínez, Griselda Pollock, Stuart Ringholt, Éric Sadin, Hito Steyerl, Cally Spooner e Shoshana Zuboff. L’evento è gratuito, per prenotare clicca qui

In occasione dell’anniversario della nascita di Alighiero Boetti, il Castello di Rivoli presenta in anteprima internazionale il documentario Sciamano e Showman prodotto da Sky Arte. Il film è visibile per tutta la giornata del 16 dicembre 2020 sulla pagina del COSMO DIGITALE.

Proseguono inoltre gli appuntamenti di Digital Comp(h)ost, biblioteca virtuale accessibile dal COSMO DIGITALE, che ospita riflessioni filosofiche, conversazioni, dibattiti e lezioni sul tema della coesistenza e della metamorfosi offrendo nuove prospettive di analisi del mondo di oggi. Digital Comp(h)ost è un’estensione digitale del progetto COMP(H)OST realizzato da a.titolo, NERO e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaborazione con il Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea”, con il contributo della Regione Piemonte, l’ospitalità di Duparc Contemporary Suites e la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte. COMP(H)OST è nato da un idea di Marianna Vecellio, curatore, Castello di Rivoli e Sofia Hernandez Chong Cuy, direttore, Witte de With Center for Contemporary Art ed è a cura di Francesca Comisso, Luisa Perlo di a.titolo, Lorenzo Gigotti, Valerio Mannucci, Valerio Mattioli per Nero e Marianna Vecellio per Castello di Rivoli.

Nell’ambito della collaborazione con la Fondazione CRC volta a promuovere nel territorio cuneese la conoscenza delle opere dalle Collezioni del Castello di Rivoli, nel mese di dicembre 2020 è presentato sulla piattaforma Webex un programma di conversazioni incentrato sulle nuove mostre E luce fu. Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta e William Kentridge. Respirare allestite rispettivamente a Cuneo e ad Alba. Le conversazioni si svolgono in diretta e sono rese disponibili al pubblico in differita sulla pagina del COSMO DIGITALE e sul sito della Fondazione CRC. La programmazione sarà comunicata attraverso i canali social ufficiali del Museo e della Fondazione CRC.

COSMO DIGITALE è parte di un progetto di aggiornamento tecnologico del Castello di Rivoli sostenuto dalla Compagnia di San Paolo. Il progetto si propone di aggiornare l’infrastruttura tecnologica, il linguaggio e la funzione dei social media, e di creare un archivio digitale di saperi prodotti in oltre trentacinque anni di attività museale. Ulteriore proposito è quello di trasformare il sito Internet da semplice luogo di informazione sulle attività dell’Istituzione ad archivio online e spazio dell’arte virtuale, vero e proprio “Museo” di opere realizzate appositamente per questa nuova dimensione artistica ed elaborate in modo da creare un rapporto inedito con la coscienza del visitatore online.


Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.

martedì 24 novembre 2020

Uniti per far ascoltare le nostre Istanze : Nasce l' Unione Nazionale Organizzatori Eventi.

A tutela e in supporto  del  settore eventi,  categoria fortemente penalizzata dall’emergenza Covid-19, nasce l’U.N.O.E. – Unione Nazionale Organizzatori Eventi – un’associazione in cui convergono le  48 aziende più rappresentative in Italia tra gli organizzatori di eventi.


In seguito a un fermo totale di un settore che nessuno sta considerando a livello istituzionale, U.N.O.E. si attende dal Governo un Ristoro specifico per la categoria obbligata a fermarsi e invocano una pianificazione, confidando di essere ascoltati e chiamati in causa da ora in avanti.

Il Presidente dell' U.N.O.E. , Alessandro Pollak: “Uniti per far ascoltare le nostre Istanze”

Nel 2020 il settore eventi ha subito danni piuttosto ingenti: la sospensione con procrastinamento e, più frequentemente, annullamento di eventi pubblici e privati, ha provocato perdite economiche di cui si sta ancora calcolando la dimensione esatta, comunque enormi e per cui, diversamente che in altri settori, non sono previsti rimborsi e risarcimenti, mentre l’improvviso e precipitoso calo di fatturato registrato dagli organizzatori ha ricadute negative anche nelle transazioni con i loro fornitori, diminuite in misura esponenziale.

Nel periodo cruciale dell’emergenza le attività del comparto sono state completamente interrotte e tra giugno e settembre sono riprese a rilento e solo parzialmente, mentre su di esse grava un forte aumento dei costi, incrementati per il necessario adeguamento di strutture e servizi alle normative sanitarie per il contenimento della propagazione del contagio. Si sono realizzati importanti investimenti per garantire la sicurezza, la sanificazione degli spazi e la gestione dei flussi di visitatori, dimostrando che si può operare e lo si può fare nel rispetto delle norme e del buon senso.

A tutela e in supporto di questa categoria, fortemente penalizzata dall’emergenza Covid-19, nasce l’U.N.O.E. – Unione Nazionale Organizzatori Eventi – un’associazione in cui convergono le  48 aziende più rappresentative in Italia tra gli organizzatori di eventi, la prima dedicata a un settore sino a oggi trascurato e sottovalutato, con volumi di affari importantissimi che  generano  indotto sul territorio e sostengono artigianato, tipicità, prodotti DOP e IGP, e che sono portatori di qualità, tradizione, diversità nel mercato globalizzato.

I soci sono organizzatori di fiere in Italia e all’estero,  organizzatori di eventi enogastronomici tipici (dallo street food di qualità ai wine taste festival), organizzatori di mostre mercato caratteristiche, sagre tipiche, eventi storici e tematici, wedding planning e convention.  

Le imprese coinvolgono nel loro indotto standisti, espositori e sellers, tra cui spiccano soprattutto preziosi artigiani, antiquari, designer e agricoltori a kilometro zero. Oltre a questi, gli occupati coinvolti nella realizzazione di un evento sono diversi: allestitori, steward, addetti alla sicurezza, all’antincendio, alla pulizia, operatori sanitari e assistenti. Infine, queste aziende si avvalgono di consulenza specialistiche di architetti, ingegneri, grafici e addetti alla comunicazione e nello spostamento creano ulteriore indotto per trasporti e ricettività.

“U.N.O.E. nasce in seguito a un fermo totale di un settore che nessuno sta considerando a livello istituzionale – afferma il Presidente Alessandro Pollak – siamo stati bloccati per primi, da fine febbraio, e ora per ripartire ci eravamo adeguati alle linee guida regionali (per ciascuno diverse), con costi importanti per rispettare le regole di sanificazione e controllo, mentre ora, dopo nemmeno tre mesi, siamo di nuovo fermi con un calo di fatturato che supera il 90% quest’anno. Ci siamo uniti perché, nel rispetto della salute, vogliamo dare valore al nostro lavoro – prosegue il Presidente – ci sono 183.000 ambulanti e PMI che gravitano attorno ai nostri eventi, lavorano per lo più all’aperto, in piena tutela dei lavoratori e dei consumatori”.

U.N.O.E. si attende dal Governo un Ristoro specifico per la categoria obbligata a fermarsi: “Il DL Ristori prevede il sostegno a fondo perduto per la nostra categoria solo per il mese di aprile 2019 – specifica il Presidente – ma non possiamo basarci su introiti mensili poiché nel nostro comparto il fatturato di un singolo mese può essere legato alla realizzazione di un evento e quello dopo può essere pari a zero, quindi va assolutamente integrato”.  U.N.O.E.  chiede inoltre che i fondi non siano stanziati fino ad esaurimento, ma in modo proporzionale, perché gli organizzatori di eventi di piccole dimensioni verrebbero penalizzati rispetto ai colossi delle grandi fiere internazionali.

Non solo non si sono potute portare a compimento le manifestazioni programmate, ma è mancata anche la necessaria pianificazione a lungo termine, scoraggiata dalla costante incertezza causata certamente dalla pandemia, ma che in nessun modo è stata arginata dalle politiche intraprese. Una situazione, questa, che si manifesta a seguito di un anno durante il quale l’intero comparto è stato fortemente penalizzato dalle incertezze sia sociali, sia normative e burocratiche, che hanno portato il fatturato ad un calo che in media supera il 90%.

Le aziende vogliono guardare fin da ora al 2021 e invocano una pianificazione in tal senso, perché tra la riapertura e la programmazione reale corrono tempistiche importanti,  in cui gli investimenti a livello di comunicazione, commercializzazione e promozione, non sono coperti dal consueto flusso di cassa: “Si tratta di una serie di aspetti specifici del comparto che sarebbero stati presi in considerazione se avessimo potuto partecipare alla pianificazione delle normative che riguardano la nostra categoria – conclude Alessandro Pollak – a questo scopo ci siamo uniti, per dare alle Istituzioni un interlocutore in rete, confidando di essere ascoltati e chiamati in causa da ora in avanti”.

L’U.N.O.E. e il suo Direttivo sono solidali con gli operatori del settore, in particolare quelli con sede nelle regioni rosse, e conferma la determinazione di essere la voce di una categoria portatrice di valore economico e sociale sia a livello nazionale sia locale; l’attività istituzionale proseguirà garantendo agli associati e agli operatori del comparto una reale rappresentatività, in modo che le future normative nazionali e locali tengano conto anche delle istanze degli organizzatori di eventi, troppo spesso inascoltate poiché inespresse a livello unitario.

Superare la crisi contingente per puntare a iniziative strutturali: così U.N.O.E. traccia la rotta per il prossimo futuro.


U.N.O.E.

Sede Legale: Palazzo Grazioli  -  Via del Plebiscito 102, 00186 Roma

Numero Segreteria: 375 58 32 295

e-mail: segreteria@unoe.it 

Presidente: Alessandro Pollak

Vice Presidente: Alessia Littarru, Carla Marivo

Consiglieri: Myriam Vallegra, Roberto Auteri, Nicoletta Cardillo, Lucio Bencardino

Ufficio Stampa: comunicazione@unoe.it

mercoledì 11 novembre 2020

Lady Tarin per la Luminous phenomena di NFC Edizioni

NFC Edizioni di Rimini festeggia i dieci anni di attività con il lancio di una nuova collana dedicata alla fotografia internazionale: "Luminous phenomena". Libri monografici che indagano il rapporto tra essere umano e corpo, tra corpo e spazio circostante, attraverso lo sguardo di fotografi affermati e giovani promesse. Non dei cataloghi d'arte, bensì dei  racconti d'arte, nei quali ogni autore si è espresso in totale libertà, selezionando personalmente le immagini e coinvolgendo un curatore in linea con la propria ricerca.


Ispirata a "The Pencil of Nature" di William Henry Fox Talbot (il primo libro illustrato da fotografie che sia mai stato commercializzato), la collana si compone di volumi di piccolo formato, prodotti in basse tirature con materiali e lavorazioni di pregio. 

A cadenza bimestrale verrà pubblicato un libro che racchiuderà una grande storia: verranno raccontati i corpi, le persone, le luci e l'oscurità. Ogni pubblicazione sarà tradotta in tre lingue - italiano, francese, inglese - per consentirne un'ampia distribuzione. Ne saranno disponibili due versioni: Light e Deluxe, la prima in tiratura di 200 copie numerate, la seconda in tiratura di 100 copie firmate e numerate con una fotografia in edizione limitata.

«Ogni giorno - spiegano Amedeo Bartolini, direttore editoriale e fondatore di Agenzia NFC e NFC Edizioni, e Guya Bacciocchi, direttrice della collana - veniamo bombardati da immagini, ogni giorno vediamo più immagini noi di quante ne vedevano i nostri antenati in una vita intera… Si stima che ogni giorno ci vengano sottoposte, tra media e social, più di 400.000 immagini artificiali, cioè prodotte dall'uomo. Viviamo in un mondo frenetico, fatto di attimi, dove tutto può cambiare e mutare in pochi secondi. In questo mondo così fugace, vorremmo che le persone si fermassero e riscoprissero il piacere di sfogliare un libro. Da qui l'idea dei "Luminous Phenomena"… perché di cosa son fatte le immagini se non di fenomeni luminosi? Con questa collana vogliamo raccontare storie, vogliamo celebrare il rapporto viscerale tra corpo e ambiente circostante, tra essere umano e sessualità, per riscoprire una sensibilità ormai perduta verso il proprio essere. Vogliamo che una piccola parte delle immagini che ci vengono sottoposte ogni giorno siano immagini pure e belle, che ci facciano fermare a riflettere. La collana nasce a dieci anni dalla fondazione di Agenzia NFC (agenzia di comunicazione e casa editrice), e nasce in un periodo storico complicato dagli effetti del Covid-19. Nel 2010 abbiamo deciso di aprire Agenzia NFC proprio in conseguenza della grave crisi che tra il 2008 e il 2009 aveva messo in ginocchio il mondo. Allo stesso modo, decidiamo oggi di investire in cultura, portando a compimento un progetto che era nei nostri piani da anni, perché riteniamo che anche nella crisi e nell'insicurezza si possano intravvedere preziose opportunità per il futuro».

Il primo volume, uscito a settembre 2020 e subito esaurito nella versione Light, è dedicato a Lady Tarin, tra i nomi più seguiti della fotografia contemporanea italiana, capace di tradurre in immagine le infinite sfumature dell'erotismo. Il libro è corredato dai testi critici di Nathalie Leleu e Denis Curti.




«Se tu lettore/trice di questo libro fai parte di quella metà del genere umano confinata in Europa tra il marzo e il maggio del 2020 - scrive Nathalie Leleu - la sequenza di immagini predisposta da Tarin stimolerà tra i tuoi sensi quello più frustrato da questo periodo d'isolamento, e che tuttora resta limitato: il tatto. Tanto più il corpo si trova a essere ostacolato, quanto più l'immagine parla allo spirito come fosse una sorta di matrice che ne alimenta il desiderio e il piacere».

«La prima volta che ho avuto sotto gli occhi le stampe di Tarin, riprodotte su una fanzine - conclude Denis Curti - in modo quasi automatico ho pulito gli occhiali e ho lisciato la carta, come per stirare la pagina o, forse, per limitare il diaframma che mi separava da quei soggetti così sorprendenti e immediati. Credo proprio che lo spaiamento che ho provato la prima volta abbia molto a che fare con la fascinazione di questo progetto e sono certo in quello stracciamento, in quella sensazione di non capire dove siamo, risieda la forza vera di queste immagini». 



Nata a Rimini, Tarin si laurea all'Accademia di Belle Arti di Bologna per poi trasferirsi a Milano, dove oggi vive e lavora. Inizia a fotografare per il mondo della moda mentre, dal 2008, intraprende un itinerario artistico che la conduce a realizzare opere fotografiche dedicate al mondo femminile, esaltandone la più intima essenza. Da quel momento, fedele allo scatto in pellicola, prende avvio quella ricerca personale al cui centro si situa l'idea di identificazione tra artista e soggetto che la conduce a rivelare la componente sensuale e psicologica del nudo femminile. Le sue opere sono state esposte in istituzioni italiane e internazionali. Ha pubblicato per NFC Edizioni "Stanze Private", 2016.

I volumi della collana "Luminous phenomena", nella versione Light (VOL. 1 TARIN - LE - ISBN 97 888 6726 250 2), sono promossi da Goodfellas e distribuiti da Messaggerie Libri SPA in tutte le librerie e nei bookstore museali. La versione Deluxe (VOL. 1 TARIN - DE - ISBN 97 888 6726 251 9) è disponibile presso l'editore e in fiere ed eventi di settore. È possibile inoltre acquistare e abbonarsi alla collana dal sito  www.nfcedizioni.com.



Agenzia NFC e NFC Edizioni sono un'unica realtà, giovane, smart e curiosa. Nei primi dieci anni di attività, tanti sono stati i traguardi raggiunti. In campo artistico, si segnalano, in particolare, le collaborazioni con le Accademie di Belle Arti di Bologna, di Brera e di Catanzaro, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e diverse Università, tra cui Ca' Foscari Venezia, i rapporti diretti con importanti artisti, come Mario Cresci, Elia Festa, Andrea Jemolo, e gli incarichi ricevuti da Fondazioni ed Associazioni, tra cui il Premio giornalistico intitolato a Ilaria Alpi. Tra le principali pubblicazioni: "Regina Josè Galindo" a cura di Giacomo Zaza, "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" di Alice Zannoni, "CUBA - Un viaggio tra immagini e parole" a cura di Carmen Lorenzetti; "Revolutions 1989-2019: L'arte del mondo nuovo - 30 anni dopo" a cura di Luca Beatrice. 

Per maggiori informazioni:  info@agenzianfc.com,  www.nfcedizioni.com.



Segnalato da:

CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia